#Fuorileliste è il tweet bombing che i fundraiser e le organizzazioni italiane hanno organizzato oggi per chiedere all’Agenzia delle Entrate la pubblicazione delle liste del 5 per mille del 2013 che tarda ad arrivare, un ritardo come potrebbe bloccare tutte le attività delle associazioni e delle organizzazioni.
Qualcuno di voi più attento a certi fenomeni avrà certamente notato che da stamane nei trending topics su Twitter figura nelle primissime posizioni #Fuorileliste che fino a questo momento conta già più di 1.900 tweet.
Ebbene l’iniziativa #Fuorileliste è di fatto un vero e proprio tweet bombing che i fundraiser e le organizzazioni italiane, quelle che fanno riferimento al Terzo Settore, hanno lanciato per chiedere all’Agenzia delle Entrate di pubblicare le liste del 5×1000 del 2013. L’Agenzia delle Entrate ancora oggi non ha fatto sapere nulla e questo ritardo potrebbe bloccare tutte le attività. Cercando di essere più chiari, le associazioni e le organizzazioni hanno bisogno di queste informazioni per poter programmare tutte le loro attività e per ottenere le anticipazioni bancarie utili per poter finanziare i loro progetti.
Senza avere queste informazioni, le associazioni si vedono privati di una importante fonte finanziaria tale da permettere loro di poter andare avanti con le loro attività che vanno dalla ricerca scientifica, alle problematiche sociali fino alla diffusione della cultura.
Insomma, stiamo parlando di un vasto settore che è così importante per la vita del nostro paese e sosteniamo anche noi questa iniziativa invitando tutti voi a fare un tweet indirizzato all’Agenzia delle Entrate (@Agenzia_Entrate) chiedendo la pubblicazione di queste importanti informazioni usando appunto #Fuorileliste.
L’iniziativa è nata su Facebook all’interno del gruppo “Fundraisers d’Italia” che raggruppa fundraiser e organizzazioni che condividono informazioni e danno anche vita ad iniziative come queste nata proprio qualche giorno fa e che si è animata con il contributo di tutti. Promotori dell’iniziativa sono Daniela Motti, Armanda Salvucci, Fabio Ceseri, Paolo Ferrara, Massimo Coen Cagli e Gianluca Testa.
Il tweet bombing è proprio lo strumento adatto per questo tipo di iniziative che si pone l’obiettivo di rompere gli schemi per riuscire a catturare l’attenzione anche di coloro che di solito non sono attenti a certi temi. E’ uno strumento spesso utilizzato per scopi sociali ma anche politici, ne ha fatto uso, ad esempio, anche Barack Obama.



In una situazione in cui molte ne nascono ma altrettante ne muoiono, di processi di “pivoting” e costituzione dell’azienda in fase avanzata, ecco che risulta difficle censire l’universo delle startup italiane. Sono circa un migliaio le richieste di finanziamento che si stima arrivino ogni anno al VC Hub, il gruppo informale che raccoglie i principali investitori italiani e tra 4 e 8 mila unità il loro volume attuale in Italia. Un mondo non ancora molto grande ma di certo in rapida ascesa. La seconda edizione della Survey “Startups in Italy: Facts and Trends” realizzata dalla fondazione Mind the Bridge con il supporto scientifico del CrESIT dell’Università degli Studi dell’Insubria di Varese e presentata oggi da Alberto Onetti (Chairman Mind the Bridge) in occasione del Venture Camp, ha cercato anche quest’anno di tracciare il profilo delle realtà innovative presenti nel nostro paese partendo dall’analisi di quelle che hanno partecipato alla Seed Quest 2012 (166 aziende e 369 imprenditori) cogliendone i tratti fondamentali ed evidenziando criticità e tendenze. 



