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  • Il futuro dei social media è nelle community, non nella funzionalità

    Il futuro dei social media è nelle community, non nella funzionalità

    Ultimamente tutte le piattaforme social media sembrano rincorrersi proponendo sempre la stessa funzionalità che esiste già altrove. Sembra che la spinta innovativa si sia esaurita. Ma il futuro è nella community e non nell’ultima feature.

    Come vi sarete certamente accorti, da qualche anno a questa parte, almeno dal 2016 ad oggi, tutte le piattaforme social media sembrano proporre, più o meno, le stesse funzioni. Alle volte, passando da una piattaforma all’altra, si fa fatica a capire dove ci si trova, se non fosse per i colori o il layout leggermente diverso ad avvisarci di trovarci su Facebook e non su Instagram, tanto per fare un esempio.

    Perché parliamo di questo tema oggi? Per il fatto che in questi giorni, la piattaforma che fino ad oggi risultava essere la più “copiata”, quella da cui tutti hanno tratto ispirazione per lanciare i propri contenuti effimeri, e parliamo di Snapchat ovviamente, ha lanciato una funzionalità che altro non è che riportare TikTok all’interno della sua piattaforma. La funzionalità si chiama Spotlight e serve a mettere in evidenza i video più virali in una modalità, a scroll, tipica di TikTok.

    Ora, se anche Snapchat ricorre a qualcosa di già visto e di già usato, questo impone un minimo di riflessione che vogliamo fare con voi.

    social media funzionalità simili 2020 axios

    Partiamo da questo grafico che vedete qui sopra, realizzato da Axios all’interno di un articolo che mette in evidenza come oggi le piattaforme social media siano, più o meno tutte uguali. Tralasciando piattaforme come Reddit o Twitch, quasi tutte hanno le stesse funzionalità. Nessuna offre qualcosa di unico, eppure queste piattaforme nascono, in origine, con obiettivi precisi. Obiettivi che poi, negli anni, si sono sempre più affievoliti, lasciando spazio, invece, ad una corsa ad accaparrarsi gli utenti, indipendentemente se quella funzionalità fosse utile o meno.

    Ecco, forse il punto è proprio questo, ossia queste piattaforme sono nate, ognuna con le sue peculiarità, offrendo caratteristiche particolari, attorno alle quali si andavano costruendo delle community. Un concetto che via via si è sempre più sbiadito.

    Nel 2016 Kevin Systrom, co-fondatore di Instagram (oggi interamente proprietà di Facebook), presentando le Instagram Stories, un format di contenuto effimero lanciato per la prima volta su Snapchat, sosteneva che quello non fosse altro che uno strumento che andava ad arricchire l’esperienza d’uso di Instagram. La piattaforma da sola non poteva bastare, bisognava aggiungere altro. Due anni dopo, nel 2018, Evan Spiegel, fondatore di Snapchat, diceva che a lui non lo preoccupava il fatto che tutti copiassero le sue Stories, perché l’unicità di Snapchat era sempre salva.

    social media funzionalità 2020 community franzrusso.it-2020

    Se badate bene, i due sostengono, a distanza di due anni, più o meno la stessa cosa. E nel 2020 però la realtà è ben altra. E cioè che anche Snapchat, alla fine, cede un po’ della sua unicità per andare incontro ad un pubblico più ampio, nel tentativo di competere con quello che al momento sembra essere il diretto concorrente, cioè TikTok.

    Tutte offrono le stesse funzionalità e tutte, con modalità più o meno diverse, mirano allo stesso obiettivo. Perdendo il vero scopo originale che stava alla base di ogni piattaforma.

    E cioè che oggi la vera Innovazione per una piattaforma è quella di guardare alle proprie community. Sulla base delle proprie caratteristiche, dare agli utenti di quella piattaforma, strumenti relativi a quelle caratteristiche, che non sono le stesse che si trovano altrove. Questo è il vero punto.

    Dare agli utenti una nuova funzionalità nel senso di offrire strumenti in linea con quello che è la caratteristica della piattaforma stessa.

    Per essere più chiari, facciamo un esempio pratico che certamente, forse, avete sentito altrove. Tra tutte queste piattaforme, prendiamo LinkedIn, la più “anziana” (essendo stata fondata nel 2003 quando ancora non si parlava di social network), che da sempre ha caratterizzato la sua piattaforma come luogo d’incontro, di scambio e di condivisione tra aziende e professionisti. Questa stessa caratteristica già di per sé caratterizza la piattaforma. Nel senso che la Conversazione che viene attivata all’interno della piattaforma non è la stessa di quella che si potrebbe portare avanti su Facebook (tanto per fare un esempio di piattaforma generalista). Se uso LinkedIn è perché parlo tra colleghi e non parlo tra familiari, è perché voglio interagire con quel professionista/azienda e non perché voglio parlare con il mio amico per organizzare la partita di calcetto del sabato pomeriggio (quando si poteva ancora fare). Vero, anche LinkedIn cede un po’ alla visione generalista ed introduce le Stories. Ma le stesse Stories vengono usate al modo di LinkedIn.

    LinkedIn sin dalle sue origini ha sempre mantenuto esplicito che quello è un luogo paragonabile ad un grande ufficio, dove il tema era già definito da chi lo frequentava. E lo fa ancora oggi.

    Altra regola che abbiamo sempre imparato ovunque e che tutti, o quasi, abbiamo sempre più disatteso. E cioè che non serve pubblicare contenuti copia-incolla su tutte le piattaforme, perché la reazione non sarà la stessa ovunque e perché ogni piattaforma è diversa dall’altra.

    Quello che si vuole sostenere è che nei prossimi anni la corsa all’ultima funzionalità dovrebbe esaurirsi, non è più quello il focus. La corsa dovrà invece riguardare a come meglio gestire e far crescere le proprie community di riferimento, le proprie nicchie.

    Il focus principale per ogni piattaforma sarà quindi quello di lanciare la nuova funzionalità per meglio legarla alla propria community.

  • Twitter, ecco come prendere parte al test sulle nuove funzioni

    Twitter, ecco come prendere parte al test sulle nuove funzioni

    Nelle scorse settimane Twitter aveva annunciato l’avvio di un test pubblico per provare le nuove funzionalità su cui la società di Jack Dorsey lavora ormai da qualche mese. Ed ecco che da oggi è possibile prendere parte al test pubblico per poi, una volta accettata l’iscrizione, ricevere l’app in versione beta su cui provare le novità.

    Ne aveva dato l’annuncio al CES 2019 di Las Vegas Sara Haider, responsabile di prodotto di Twitter, durante un’intervista rilasciata da Engadget e ora si può dire che l’avvio del test pubblico per provare le nuove funzionalità della piattaforma è partito per davvero. Come certamente ricorderete, Twitter aveva annunciato delle novità da introdurre per migliorare la conversazione tra gli utenti, poi confermate agli inizi di quest’anno, quando era stato annunciato l’avvio di un test aperto ad un migliaio di utenti (anche se non si conosce ancora il numero preciso), previa iscrizione. Ed ecco che il link per l’iscrizione è stato pubblicato qui e chiunque può sottoporre la propria candidatura per diventare beta tester. Vi verrà richiesto da dove accedete principalmente su Twitter, in che lingua usate la piattaforma e da dove. Una volta inserite queste poche informazioni, dovrete solo attendere di sapere se la vostra iscrizione verrà accettata. E quando questa avverrà, potrete usare un’applicazione in versione beta con cui provare le nuove funzionalità da testare.

    [pinterest-image message=”Twitter avvia il test pubblico per le nuove funzionalità, ecco il link per iscriversi” image=”https://www.franzrusso.it/wp-content/uploads/2019/02/twitter-test-pubblico-funzioni.jpg”]

     

    Le novità che Twitter sta studiando riguardano per lo più il tentativo di migliorare, e incentivare soprattutto, la conversazione tra gli utenti. In pratica nella version test le risposte ad un tweet compariranno evidenziate con dei colori. Le risposte al tweet che arrivano da persone che si seguono compariranno in blu, mentre quelli che saranno inviati dalla persona che ha iniziato la conversazione (con la pubblicazione del primo tweet) saranno in grigio, con un tonalità molto simile a quella che si vede già oggi nell’etichetta che individua il “tweet originale”. I colori non sono stati ancora ben definiti del tutto, dovrebbe esserci anche un colore verde. Ma si vedrà quale sarà l’esito dopo questa fase di test pubblico. Cambierà anche la forma grafica con cui viene visualizzata la conversazione.

    A dirla tutta, non è detto che l’introduzione di colori (già in uso ormai da tempo su tante applicazioni di messaggistica) possano migliorare davvero la conversazione su Twitter e anche ad incentivarla. Ma è interessante verificare quale sarà il feedback degli utenti.

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    Tra le novità ci sarà quella che nascondere dal tweet il conteggio delle interazioni, ossia retweet e cuoricino, che saranno visibile, insieme ai dettagli del tweet e alle altre opzioni di condivisione, solo se una volta cliccato sul tweet stesso. Si è discusso molto di come gestire e migliorare il conteggio dei tweet che sono spesso causa di una viralità “forzata” che non rispecchia il valore stesso del contenuto. Per questo Twitter ha pensato di proporre questo tipo di soluzione che, come le altre, dovrà passare il vaglio degli utenti.

    Ci sarà anche modo di testare anche il “tweet rompighiaccio“.

    Vedremo quale sarà l’esito da parte degli utenti ed è molto probabile che ci vorrà qualche mese prima di vedere le nuove funzionalità effettivamente in uso sulla piattaforma.

    Intanto, andate su questo link e iscrivetevi così da poter dire anche voi cosa ne pensate.

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