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  • Felice 2013 con i doodle di Google!

    Felice 2013 con i doodle di Google!

    Non poteva certo mancare il doodle di Google che ci augura l’arrivo del 2013. E stavolta lo fa in maniera davvero originale. In un solo doodle sono raccolti i più belli del 2012. Buon Anno!

    Ecco puntuale il doodle di Google che saluta l’arrivo del nuovo anno e per questa occasione per una volta tutti i doodle dell’anno 2012 che ormai ci lascia vengono raccolti in un unico, visibile oggi sulla homepage del popolare motore di ricerca.

    E così, mentre forse ci si aspettava qualcosa di diverso e spettacolare, Google ci sorprende proponendo il meglio dei doodle che hanno caratterizzato il 2012. Così i personaggi e tutto quello che è ritratto sono i protagonisti dei doodles che sono stati proposti nella versione globale e locale del sito durante l’anno.

    E vediamo quindi, ad esempio, Clara Schumann suonare il sintetizzatore di Robert Moog sul quale si vede la rana che canta “Il Barbiere di Siviglia” di Rossini, Bob Ross che osserva un quadro di Juan Gris, di fianco al quale si vede una finestra mentre passa la USS Enterprise, a ricordare il doodle dedicato a Star Trek. Oppure si vede il capitano Achab di Moby Dick, opera di Herman Melville che parla con il Conte Dracula, Ada Lovelace che insegna ad usare i computer a “Il Pensatore” di Rodin, si vede, sullo sfondo, anche una tenda che richiama la cerniera di Gideon Sundback, oppure si vede anche un’altra finestra dalla quale si osserva la Terra.

    Ma c’è anche il Little Nemo di Winsor McCay, alcuni atleti che abbiamo visto nella carrellata dei doodle dedicati alle Olimpiadi di Londra 2012, ci sono il lupo e Cappuccetto Rosso, visti di recente nel doodle dedicato alle Fiabe dei Fratelli Grimm, mentre ha a che fare coi giochi che abbiamo visto nel doodle dedicato a Maria Montessori nella versione globale.

    Insomma ci sono davvero tutti.

    E’ però curioso notare che cliccando nel doodle nella versione italiana si va alla ricerca “buon anno 2012”, mentre dovrebbe essere “2013” ed è anche curioso, forse più curioso, notare che nelle versioni di altri paesi i personaggi e le cose ritratte nel doodle sono cliccabili riportando al sito google.com/doodles nel quale Google raccoglie tutti i doodles che man mano vengono pubblicati, sulla versione italiana questo non si vede ed è davvero un peccato.

    Comunque sia, non vogliamo essere da meno e facciamo anche noi a tutti voi i migliori auguri per un grandioso 2012, ricco di ogni cosa possiate desiderare.

    Buon Anno!

  • Buone Feste col doodle di Google!

    Buone Feste col doodle di Google!

    E così è arrivato anche per quest’anno il doodle di Google che ci augura Buone Feste. Oggi è la vigilia di Natale, la festa più importante dell’anno che apre un periodo di festeggiamenti che da noi si chiuderà con l’arrivo della Befana. Sicuramente questo non sarà l’unico doodle, visto quello che vedemmo proprio lo scorso anno

    Buone Feste 2012 doodle Google

     

    Ed eccolo puntuale il nuovo doodle di Google per l’inizio delle periodo delle ferie natalizie che ci augura Buone Feste 2012. Il doodle che vediamo questa volta rappresenta  una marcia trionfale di giochi ad evidenziare che inizia un periodo di festeggiamenti che sicuramente saranno un momento molto atteso per i nostri bambini, anche nonostante il grave momento di difficoltà che stiamo vivendo. Ma il sorriso di un bambino felice scaccia via qualsiasi tipo di preoccupazione.

    Ma è lecito pensare che questo non sia il solo doodle dedicato a queste feste natalizie. Pur essendo bello, da Google proprio in situazioni come queste ci si aspetta sempre di più. Fu così anche lo scorso anno quando andò online un doodle a sfondo nero con dei simboli natalizi che vedemmo poi animati al suono di Jingle Bells nel doodle successivo, andato online appena qualche ora dopo. Diverso da quello dell’anno precedente, quello del 2010, che sicuramente ricorderete, che era formato da 17 immagini natalizie di ogni parte del mondo.

    C’è sicuramente da attendersi qualche sorpresa anche perchè la marcia va da qualche parte che potrebbe poi essere svelata in un doodle successivo.

    Il doodle attualmente è online da questo pomeriggio ora italiana, quando è cominciato a comparire nei paesi all’estremo oriente del pianeta e quindi seguendo il fuso orario è arrivato ad essere visibile dalla mezzanotte sulla versione italiana del sito e ora via via toccherà agli altri paesi andando verso occidente.

    In ogni caso, cogliamo l’occasione per fare a tutti voi un caloroso augurio di Buon Natale!

  • La Fine del Calendario Maya nel doodle di Google

    La Fine del Calendario Maya nel doodle di Google

    Oggi 21 dicembre 2012 ricorre la Fine del Calendario Maya, il 13° Baktun, quello che avrebbe dovuto provocare la fine le mondo che ovviamente non c’è stata. Ma vediamo di capire meglio il significato di questa data, proprio nel doodle

    Fine calendario Maya - doodle Google

    Erano davvero in tanti a credere che davvero il 21 dicembre 2012 decretasse la fine del mondo, perchè ce lo ricordavano i Maya. In effetti i Maya nella data di oggi fanno cadere un evento importante, ossia la Fine del 13° Baktun, uno dei cicli che compongono il calendario Maya. E oggi anche Google celebra questa ricorrenza con un doodle che solo apparentemente sembra una caratteristica rappresentazione dell’arte dei Maya, ma al suo interno ha esprime diversi significati. Vediamo quali.

    In soccorso, diamo un’occhiata al post pubblicato oggi sul blog ufficiale di Google Mexico, dove Miguel Alva, direttore marketing di Google Mexico, spiega il senso del doodle di oggi.

    Come si sa, il popolo Maya era molto avanti negli studi matematici e astronomi e da questi avevano avevano ricavato un sistema per calcolare i cicli della luna e del sole. E avevano adottato anche diversi metodi per misurare il tempo, un metodo di questi, Sistema de Cuenta Larga, prevedeva che un anno fosse composto da 18 mesi e 20 giorni. Il sistema comprende anche altre unità come il Katun, pari a 20 anni del nostro calendario, e Baktun, che equivale a 394 anni.

    Ecco che adesso cominciamo a comprendere meglio il significato della dine del 13° Baktun.

    Interpretazione fine calendario Maya_google doodle

    L’importanza di raggiungere il 13 ° Baktun, è che finito questo ciclo, a differenza di come siamo abituati a pensare noi, non segue, per logica,un 14 ° Baktun. Ma a differenza di quello che abbiamo sentito nel corso di questo anno e soprattutto in questi ultimi giorni, succede che, come in un normale calendario che comprende i giorni della settimana come li conosciamo noi, arrivati alla Domenica si riparte dal Lunedì. E così, in questo concetto, non c’è nulla di catastrofico.

    Nell’immagine di copertina che vedete bene anche in alto è spiegato bene ogni singolo pezzo del doodle di oggi, che rappresenta la simbologia Maya e i suoi significati.

  • Le Fiabe dei Fratelli Grimm nel doodle di Google

    Le Fiabe dei Fratelli Grimm nel doodle di Google

    Nuovo doodle animato oggi sulla homepage di Google. L’omaggio stavolta è per i 200 anni dalla prima pubblicazione delle “Fiabe del Focolare” dei Fratelli Grimm. E quella nel doodle è Cappuccetto Rosso

    Doodle-Google-Fiabe-Fratelli-GrimmNuovo grande doodle oggi sulla homepage di Google ad omaggiare i 200 anni dalla prima pubblicazione delle “Fiabe del Focolare” dei Fratelli Grimm, Jacob Ludwig Karl e Wilhelm Karl, in una sequenza di immagini che raccontano una delle favole più conosciute, amate, raccontate e rappresentate, Cappuccetto Rosso.

    L’antologia di favole raccolte dal 1812 al 1815 è suddivisa in due parti, dal 1-200 sono le Fiabe; dal 201-210 Leggende per bambini. Tra le Fiabe troviamo ovviamente “Cappuccetto Rosso“, ma anche “Il Principe Ranocchio“, “Raperonzolo“, “Hansel e Gretel“, “Cenerentola“, “Il Gatto con gli Stivali“. Insomma quelle che ancora oggi sono le favole che accompagnano i nostri bambini nella conoscenza delle favole e che ancora oggi riscontrano grande successo di pubblico grazie a rivisitazioni e rappresentazioni cinematografiche.

    Le storie dei fratelli Grimm hanno spesso un’ambientazione oscura e tenebrosa, fatta di fitte foreste popolate da streghe, goblin, troll e lupi in cui accadono terribili fatti di sangue, così come voleva la tradizione popolare tipica tedesca. L’unica opera di depurazione che sembra essere stata messa consapevolmente in atto dai Grimm riguarda i contenuti sessualmente espliciti, piuttosto comuni nelle fiabe del tempo e ampiamente ridimensionati nella narrazione dei fratelli tedeschi.

    Doodle_Google-Fiabe-Fratelli-Grimm

    Gli psicologi e antropologi moderni sostengono che molte delle storie per bambini della cultura popolare occidentale, incluse quelle narrate dai Grimm, sono rappresentazioni simboliche di sensazioni negative quali la paura dell’abbandono, l’abuso da parte dei genitori, e spesso alludono al sesso e allo sviluppo sessuale. Lo psicologo infantile Bruno Bettelheim, nel suo libro Il mondo incantato, sostiene che le fiabe dei Grimm siano rappresentazione di miti freudiani. Secondo altri studiosi, le fiabe dei Grimm conterrebbero il retaggio di miti più antichi e simboli derivati dalla tradizione alchemico-ermetica. Questa lettura a dire il vero si ritrova già presso Alchimisti del Sette e Ottocento. Fra i saggi più recenti (in lingua italiana) che cercano di rintracciare questo particolare filone, troviamo “Alchimia della Fiaba” di Giuseppe Sermonti e “Favole Ermetiche” di Sebastiano B. Brocchi.

  • Lo Schiaccianoci omaggiato nel doodle di Google

    Lo Schiaccianoci omaggiato nel doodle di Google

    Lo Schiaccianoci è omaggiato nel doodle di Google di oggi. Il celebre balletto con le musiche del compositore russo Tchaikovsky compie oggi 120 anni

    Lo Schiaccianoci Google doodle

    Lo Schiaccianoci, il celebre balletto con le musiche del compositore russo Tchaikovsky compie oggi 120 anni e Google gli dedica il doodle della giornata, dove vengono ritratti all’interno di esso alcuni momenti del balletto. Lo Schiaccianoci si basava sul racconto del racconto Schiaccianoci e il re dei topi di Ernst Theodor Amadeus Hoffmann.

    E proprio per la sua origine fiabesca, Lo Schiaccianoci piace molto anche ai più piccoli ed è molto rappresentato soprattutto nel periodo natalizio.

    La prima rappresentazione, che si tenne insieme alla prima dell’opera Iolanta dello stesso Čajkovskij, ebbe luogo il 18 dicembre 1892 presso il Teatro Mariinskij di San Pietroburgo, Russia. Fu condotta interamente dal compositore italiano Riccardo Drigo e coreografata dal ballerino russo Lev Ivanov: questa esecuzione tuttavia non riscosse successo.

    Lo Schiaccianoci è stato ripreso più volte dal cinema, dal teatro e anche dallo sport, soprattutto le sue musiche e la sua trama.

    Un esempio cinematografico è il film Fantasia della Disney, in cui fate, funghi, pesci, fiori, cardi e orchidee danzano al ritmo delle note della suite dello Schiaccianoci.

    Ad ogni modo, la partitura musicale di Čajkovskij è stata riproposta fedelmente. Questo non è accaduto però in molte rappresentazioni allestite di recente. Il balletto originale infatti dura solamente novanta minuti, quindi è più breve rispetto al Lago dei cigni o a La bella addormentata. In queste rappresentazioni i compositori omettono brani, li riordinano o addirittura aggiungono brani tratti da altre opere.

    E comunque questa non è la prima volta che Google omaggia il famoso balletto, lo fece anche nel 2012, precisamente il 7 maggio, in occasione dei 170 dalla nascita proprio di Pyotr Ilyich Tchaikovsky. E nel doodle era rappresentato proprio un momento del balletto del corpo di ballo San Francisco Ballet e a darne la notizia fu Marissa Mayer con un tweet, oggi CEO di Yahoo!

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  • Sicuri in Rete, intervista a Mauro Ozenda

    Sicuri in Rete, intervista a Mauro Ozenda

    Sicuri in Rete, libro scritto da Laura Bissolotti e Mauro Ozenda, pone l’attenzione su temi che interessano tutti coloro che navigano sul web, quindi sicurezza e privacy. Ne abbiamo parlato con uno degli autori, Mauro Ozenda

    Sicuri-in-rete---Mauro-Ozenda-Laura-BissolottiTutela, protezione, sicurezza e privacy le parole che contraddistinguono il libro “Sicuri in Rete. Guida per genitori e insegnanti all’uso consapevole di Internet e dei social network” di Laura Bissolotti e Mauro Ozenda (Hoepli, costo di copertina € 14,90), che vuole essere una guida non solo per la famiglia che naviga in Rete pensando primariamente a tutelare e proteggere i propri figli, ma anche per tutti coloro che nella rete non ci vogliono restare intrappolati. Abbiamo intervistato Mauro Ozenda, visto che dalla pubblicazione del libro, avvenuta a febbraio 2012, di “acqua sotto i ponti” ne è passata, soprattutto in termini di evoluzione tecnologica.

    “L’impostazione data al libro “Sicuri in Rete” (www.sicurinrete.com) – afferma l’autore – è stata volutamente quella di consentire un auto-aggiornamento costante nel tempo da parte dei nostri lettori partendo in primis da un glossario dei termini informatici che volutamente abbiamo voluto ricollegare al sito web di riferimento che abbiamo ritenuto maggiormente completo e aggiornato. Dunque di volta in volta, a seconda della tematica affrontata, abbiamo sempre lasciato collegamenti utili ai quali far riferimento all’occorrenza”

    Ecco le domande che abbiamo posto all’autore.

    Perché un genitore dovrebbe acquistare il vostro libro?

    La prima nostra lettrice, Roberta, mamma di una bambina dislessica, ha scritto un post sul nostro gruppo su Facebook “Sicuri in Rete”: “Una guida completa e facilmente comprensibile anche da parte di chi non “mastica” l’informatica e internet. Un manuale che ogni famiglia dovrebbe tenere a portata di mano.” E io aggiungo: “Genitori e insegnanti non date per scontato che i vostri ragazzi non corrano alcun rischio quando navigano in Rete tramite il loro tablet, notebook o smartphone che sia. Occorre prendere le dovute precauzioni e soprattutto trasmettere un ingrediente fondamentale che non tutti hanno di “default”: tanto BUON SENSO. Il ruolo dunque degli adulti oggi è quello di affiancare i ragazzi e trasmetterlo mediante una sana educazione che può avvenire solo facendo chiarezza su ciò che sono non solo le potenzialità ma i rischi/pericoli che si possono presentare. Il nostro libro in questo aiuta soprattutto agendo in chiave preventiva.

    Oggi oltre il 90% dei ragazzi di oggi si incontra con gli amici sui Social Network (Facebook). Immagini, dati personali e sensibili viaggiano quotidianamente  sulla piazza virtuale più frequentata al mondo. Nel vostro libro fornite consigli in tal senso?

    Certamente si. Abbiamo dedicato un intero capitolo al riguardo cercando di trasmettere un concetto molto importante che oggi troppo spesso non solo i ragazzi ma anche noi adulti ci dimentichiamo: tutto ciò che finisce su Internet una sola volta un secondo è come un tatuaggio indelebile. Dunque molta attenzione a non pubblicare sul proprio profilo su facebook dati personali quali ad esempio indirizzo di casa o della scuola, numero di cellulare, data di nascita e nomi dei propri famigliari. Evitiamo di pubblicare immagini di bambini piccoli sul proprio profilo personale e non pubblichiamo foto con altre persone che preventivamente non ci hanno autorizzato a farlo (tags).

    La nostra privacy scompare dal momento in cui ci iscriviamo su Facebook. E’ possibile fare qualcosa per evitare che con facilità terzi riescano ad entrare in possesso dei nostri dati personali e sensibili?

    La sicurezza assoluta non esiste. Esistono i sistemi minimali per impostare privacy e sicurezza proteggendoci da criminali informatici sempre pronti a rubarci l’identità e un domani ricattarci per quanto viene trovato sul nostro profilo o ancor peggio commettere reati on-line a nostro nome. Attiviamo le giuste protezioni per impedire che eventuali software malevoli possano entrare all’interno del nostro sistema. L’obiettivo primario dei criminali informatici oggi è quello di guadagnare vendendo pacchetti di dati personali che ci riguardano. Dunque se proprio vogliamo condividere i nostri dati, le nostre passioni, i nostri hobby e i nostri amici facciamolo ma con le dovute protezioni e cercando di cautelarci per quanto possibile. La protezione dei nostri dati personali è importantissima.

    Smarthpone e tablet sono i dispositivi che ormai vanno per la maggiore per connettersi ad internet. E’ possibile proteggersi così come avviene su un normale PC o Notebook?

    Ormai tutti i produttori di antivirus hanno a disposizione una suite specifica per smartphone o tablet. Ve ne sono a pagamento o gratuite e fra le principali funzionalità la protezione da software malevolo, il controllo parentale, il blocco da remoto in caso di smarrimento, firewall e sistema di crittografia dei dati presenti sul dispositivo. Nel libro un’apposita sezione analizza i principali sistemi di protezione dati presenti su smartphone.

    Le applicazioni (apps) che vengono scaricate su Facebook piuttosto che sul proprio smartphone o tablet sono sicure?

    Partiamo dal presupposto che tutte le applicazioni che vengono scaricate tramite Google Player o altri sistemi sono di terze parti. Il 60% delle applicazioni trasmette al produttore delle stesse informazioni sensibili (dato Federal Trade Commission). Facebook stessa quando entriamo sul social network e ci creiamo il nostro profilo ci avvisa che è esente da responsabilità nel caso in cui un’applicazione scaricata sul social network in qualche modo entri in possesso dei nostri dati personali presenti sul profilo. E ogniqualvolta accettiamo di scaricare un’applicazione confermiamo il fatto che questa potrà accedere ai nostri dati personali impostati sul nostro profilo. Dunque il consiglio che posso dare è con le applicazioni sui dispositivi maggiormente utilizzati e sulle piattaforme social andiamo cauti.

    Segnalaci qualche sito da sbirciare per garantirci sicurezza.

    www.sicurezza-digitale.com: un portale con informazioni aggiornate sulla sicurezza in Rete e la protezione dei dati personali.

    www.sicurionline.it: portale di informazione protezione dati personali e sicurezza online con il supporto di video esplicativi gestito da Microsoft, Polizia Postale e Banca Carige.

    www.google.it/goodtoknow: progetto “Buono a Sapersi” gestito da Google Italia in sinergia con Polizia di Stato che mira a fornire informazioni legate alla sicurezza online e alla protezione dei nostri dati presenti sul web.

    E per chiudere tre applicazioni online che ci possono aiutare 

    www.secure.me: applicazione online utile per la protezione del tuo profilo Facebook

    www.waatp.com: un motore di ricerca per poter cercare specificatamente una persona sul web

    www.TinEye.com : un motore di ricerca che consente di trovare immagini uguali e simili nel web, aiutandoci a scoprire se una foto è stata modificata o coperta da copyright

  • Ada Lovelace, il doodle di Google è per la mamma del computer

    Ada Lovelace, il doodle di Google è per la mamma del computer

    Ada Lovelace protagonista del doodle di Google, in occasione dei 197 anni dalla nascita, la donna che per prima elaborò la macchina analitica, ossia il primo computer della storia

    Ada Lovelace Google doodle 2012

    Il personaggio che Google omaggia oggi è uno di quelli senza il quale oggi non potremmo neanche scrivere questo post. Stiamo infatti parlando di Ada Byron Lovelace, la prima donna che elaborò il primo algoritmo della storia per essere elaborato da una macchina. In altre parola, stiamo parlando della mamma del computer. E il doodle che vediamo oggi sulla homepage di Google rappresenta il senso di quanto realizzò questa donna. Nello “scarabocchio” vediamo la Lovelace che elabora il suo algoritmo, ne vediamola sua evoluzione e progressi, fino ad arrivare a qello che tutti oggi conosciamo e usiamo, il computer.

    Ada Lovelace nacque a Londra nel 1815 ed era la figlia del poeta Lord Byron e già da piccola si distinse per le sue capacità. L’incontro con Charles Babbage in effetti cambiò la sua vita. Babbage aveva ideato e mai realizzato una macchina analitica e la Lovelace, frequentando e collaborando con Babbage, approfondì l’argomento elaborando le sue idee. La traduzione, dall’italiano all’inglese, poi di alcuni articoli dello scienziato italiano Luigi Federico Menabrea, sugli sviluppi della macchina di Babbage, le diedero modo di elaborare ancora meglio le sue idee dalle quali nacque poi l’algoritmo che diede vita al primo computer della storia.

    Ma le tesi di Ada Lovelace vennero riconosciute tali solo nel 1953, cento anni dopo, quando la macchina è stata riconosciuta come un primo modello per il computer e gli appunti di Ada come una descrizione di un computer e software.

    Di recente, il 16 ottobre, si è celebrato il Ada Lovelace Day, una giornata per celebrare le donne e le scoperte nel campo dell’ingegneria e della tecnologia. Per l’occasione IEEE, associazione internazionale di scienziati con l’obiettivo di promuover le scienze e le tecnologie, ha reso omaggio con un’infografica, che vi illustriamo in basso pubblicata da Forbes, a tutte le donne che a partire da Ada Lovelace hanno dato un grande contributo al mondo delle scienze e della tecnologia.

    women-in-engineering_2012_ada_lovelace2

  • Red Bull miglior Brand nei Social Video

    Red Bull miglior Brand nei Social Video

    Goviral ha stilato la classifica dei 100 migliori brand nella categoria dei Social Video e al primo posto si piazza Red Bull, grazie anche alla recente impresa di Baumgartner, il cui video ha quasi 30 milioni di visualizzazioni su YouTube. Google è seconda e terza è la Disney. La Apple è fuori dalla Top Ten

    Dopo il grande exploit ottenuto col video del lancio libero di Felix Baumgartner da un’altezza di 39 mila metri riuscendo a superare il muro del suono che ha raccolto fino ad oggi quasi 30 milioni di visualizzazioni su YouTube, ecco che Red Bull viene indicata al primo posto della classifica di goviral come miglior brand del campo dei Social Video. Il marchio della famosa bevanda energizzante è riuscita a battere brand come Google, che si piazza al secondo posto, e Disney, al terzo. Più indietro brand come Samsung, mentre Apple si piazza all’11° posto, quindi fuori dai primi 10, e Microsoft al 37° posto.

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    Il rapporto tiene in considerazione come i contenuti video vengono utilizzati dai brands globali all’interno della loro strategia di marketing, prendendo come parametri di misurazione le visite totali e l’effettivo engagement sui contenuti caricati su YouTube, Vimeo e Facebook. Ma prima ancora di considerare la valenza social del contenuto, è stata anche considerata la qualità, l’innovazione e la rilevanza del contenuto stesso.

    Ogni brand considerato nella classifica ha collezionato più di 50 milioni di visualizzazioni e Red Bull, Prada e Google hanno raccolto oltre 1 milione di likes e commenti. Ecco qualche risultato interessante dal rapporto di goviral:

     – I brands legati al mondo della moda, fashion, sono tutti nelle prime 20 posizioni della classifica con elevati livelli di engagement, Prada (7 °), Burberry (16 °) e Louis Vuitton (18°);

     – E’ battaglia tra i brand del settore auto con BMW che si trova al 12° posto dabanti a Volkswagen (13°), poi Mercedes Benz (15°), Toyota (20°) e Porsche (22°);

    – Le marche di bevande alcoliche sono tutte in fondo alla classifica, quindi  Smirnoff (90°), Corona (93°) e Jack Daniels (99°);

    – I brand del settore finanziario si confermano ben posizionati, Visa è al 24° con una campagna video massiccia in seguito alla sponsorizzazione dei recenti Giochi Olimpici di Londra 2012.

    Tra i canali di diffusione più utilizzati ovviamente YouTube è il preferito, mentre solo il 15% utilizza Vimeo.

    “I risultati del Goviral Social Video Equity Report dimostrano che quando si tratta di contenuti che riguardano le grandi marche, la fortuna aiuta gli audaci”, dice Mads Holmen, direttore della pianificazione di GoViral. “Marchi come la Red Bull, Old Spice e Nike sono abituati a rischiare e a rompere gli schemi all’interno di una struttura di conversazione omologata. Una strategia efficace sui social video è capace di elevare il brand fuori dal prodotto, offrendo all’utente un’esperienza in cui si sente parte di esso”.

    Social-Video---infografica

  • Il Pensatore di Auguste Rodin nel doodle di Google

    Il Pensatore di Auguste Rodin nel doodle di Google

    Doodle artistico quello di oggi sulla homepage di Google, infatti quello di oggi è dedicato allo scultore e pittore francese, Auguste Rodin. E una delle sue opere più celebri si ritrova proprio al centro dello stesso doodle, Il Pensatore

    Come di consueto Google ci propone un personaggio da ricordare seguendo una logica assolutamente al di fuori di ciò che può considerarsi normale o regolare. Spesso si ricordano personaggi od eventi per i cinquant’anni, per il centenario, ma con i doodle di Google sappiamo bene che questa regola non esiste. E si conferma con il doodle di oggi, artistico, infatti è dedicato allo scultore e pittore francese Auguste Rodin per ricordare i 172 anni dalla nascita.

    Auguste_RodinAuguste Rodin, come quasi tutti gli artisti, vede riconosciuto il proprio genio artistico al di fuori di quelli che al suo tempo erano i templi della formazione artistica. Infatti venne all’esame di ammissione all’École des Beaux­Arts, lavorò come decoratore. Venne poi rifiutato al Salon, l’esposizione periodica che si teneva presso il celebre museo Louvre di Parigi, decise quindi di venire in Italia dove studiò un altro grande scultore come Michelangelo Buonarroti. Dopo l’esperienza italiana, si ripropose al Salon ed espose Nel 1878 espose L’età del bronzo, un nudo virile modellato secondo criteri talmente innovativi da attirarsi l’accusa di essere stato derivato da un calco dal vero.

    Fu poi con il Giovanni Battista, realizzato con la medesima tecnica, ma in scala maggiore del vero, che Rodin s’impose presso il pubblico francese con il suo stile straordinariamente realistico e il suo amore per la resa del movimento. Nel 1880 gli venne commissionata la porta bronzea per il nuovo Musée des Arts Décoratifs; Rodin scelse un soggetto dantesco (da cui il nome di Porta dell’inferno) e lavorò fino alla morte nel tentativo, mai condotto a termine, di realizzare una grande allegoria dell’amore e della dannazione attraverso la rappresentazione del nudo: un romantico e caotico insieme di figure, memori de Il Giudizio Universale di Michelangelo, delle illustrazioni per la Divina Commedia di G. Doré e dell’arte di W. Blake.

    Le 200 e più figure disegnate per questa porta sono alla base di gran parte delle più famose sculture di Rodin e tra queste figura Il pensatore (1880, Parigi, Museé Rodin) che oggi Google omaggia con il doodle, I borghesi di Calais (1884­88, Parigi, Mus. Rodin) e Il bacio (1888, Londra, Tate Gall.; altra versione al Mus. Rodin), una delle sue sculture più famose e che contribuì a confermare la sua fama di sculture erotico.

    Alcune delle sculture e parte della vastissima produzione grafica è oggi custodita nella casa parigina dell’artista in rue de Varenne, donata alla Francia nel 1916 e trasformata in Museo Rodin.

  • Con Google Chrome adesso si suona grazie a JAM

    Con Google Chrome adesso si suona grazie a JAM

    Google Chrome lancia JAM, un’applicazione web che permette di suonare online diversi strumenti, ben 19, direttamente dalla propria tastiera. E potete suonare anche coi vostri amici formando una vera band

    chrome-jam

    Se avete come passione la musica e se siete dei bravi musicisti allora questa applicazione fa per voi. Ieri Google ha lanciato una nuova web app per Chrome, il web browser di casa, si chiama JAM e permette di esercitare la propria arte da soli oppure con in vostri amici, mettendo su una vera e propria band.

    Gli strumenti a disposizione sono 19, dalle chitarre,  elettrica, classica, acustica, alle tastiere, piano elettrico, alla batteria, al basso. Insomma ce n’è per tutti e per tutti i gusti. E per tutti i livelli, nel senso che si possono suonare in modalità “easy”, cliccando singole stringhe oppure esercitarsi in quattro diverse funzioni di riproduzione automatica. E poi c’è la modalità “pro” che permette di suonare qualsiasi strumento direttamente dalla propria tastiera. E potete invitare a suonare con voi i vostri amici, fino a tre, con i bottoni di share. Quella che vediamo nel video di presentazione è la “Keyboard Cat” jamming.

    JAM di Chrome è un esperimento che utilizza Html5 con funzionalità come Web Audio API, Websockets, Canvas e CSS3.

    Non ci resta quindi di augurarvi buon divertimento!

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