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  • Joule, la scuola di Eni per le startup del futuro

    Joule, la scuola di Eni per le startup del futuro

    Viviamo un momento di grande cambiamento che spinge a guardare sempre più verso il futuro. Un futuro che è caratterizzato da parole chiave come: Innovazione, Sostenibilità, Economia Circolare. Ecco Joule, la Scuola gratuita d’Impresa di Eni.

    Viviamo un momento di grande cambiamento che spinge a guardare sempre più verso il futuro. Un futuro che è caratterizzato da parole chiave come: Innovazione, Sostenibilità, Economia Circolare. Ovviamente non sono solo parole, sono le strade attraverso le quali passa un nuovo modo di pensare, una nuova forma mentis che permetterà di agganciare il cambiamento e abbracciare una nuova normalità, più sostenibile.

    Innovazione, Sostenibilità ed Economia Circolare da qualche tempo sono entrate anche nel nostro lessico, sono temi su cui puntiamo e crediamo. Ma per costruire il futuro che passi da questi temi c’è bisogno di sviluppare e far crescere un nuovo modo di pensare il futuro. Ed è per questo che vi segnaliamo il programma Human Knowledge in modalità Open di Joule, la scuola di Eni per l’impresa, aperto a tutti e ideato per formare e far crescere aspiranti imprenditori e startup gratuitamente nel segno dell’innovazione e della sostenibilità.

    joule scuola impresa eni

    Quando si legge “Joule” di solito si pensa “all’unità di misura dell’energia, del lavoro e del calore“, che prende il nome proprio dal fisico inglese James Prescott Joule. Ma Joule oggi è anche il nome della scuola di Eni per l’Impresa che si pone come obiettivo quello di formare sia con moduli a distanza che in presenza, compatibilmente con le disposizioni sanitarie in vigore, le imprenditrici e gli imprenditori di domani, facendo leva su valori come integrazione, crescita sostenibile e sviluppo di una leadership consapevole. In un momento storico fatto di sfide e trasformazioni Joule è quindi a supporto delle imprese in Italia e dello sviluppo di start-up innovative e sostenibili.

    Per questo il programma Open, aperto a tutti e gratuito, coinvolgerà i partecipanti in un viaggio di apprendimento attraverso “The Rising Star Hotel”, una web serie interattiva in 12 episodi basata sulla storia di due giovani imprenditori “Anna e Pietro“, ideata da TBWA\Italia in collaborazione con Alta Formazione e prodotta da Think Cattleya traendo libera ispirazione dalla storia di Rice House, startup del biellese che lavora sulla conversione degli scarti del riso in prodotti per la bioedilizia.

    Attraverso questa modalità, coinvolgente e interattiva, i partecipanti apprenderanno in un modo nuovo attraverso le esperienze di business reali e diventando essi stessi protagonisti della storia. Un altro elemento che oggi fa la differenza anche per quel che riguarda la formazione, ossia la narrazione che diventa momento di crescita.

    Questo momento sarà molto coinvolgente per i partecipanti, i quali avranno la possibilità di vivere in prima persona le esperienze dei due protagonisti. E poi, le situazioni concrete che si andranno ad affrontare porteranno a esiti diversi in base alle proprie decisioni, cambiando di volta in volta la trama dell’episodio in un processo di formazione e apprendimento esperienziale.

    Ogni episodio di “The Rising Star Hotel” coinvolgerà i partecipanti (detti anche Joulees) su temi di business specifici, come: lo studio del mercato di riferimento; la customer experience; il digital marketing; gli aspetti legali e finanziari al crowdfunding;  la gestione dei collaboratori (per coinvolgerli nella creazione del valore) ed infine le competenze di comunicazione, per raccontare la propria idea e proporsi in modo efficace verso i vari interlocutori con il social networking.

    A tutto questo, si affianca la Community, il punto di incontro per i futuri imprenditori, un ecosistema all’interno del quale entrare in contatto con gli altri partecipanti, con i formatori, con le imprenditrici e gli imprenditori. Uno strumento di crescita che, grazie anche a eventi esclusivi, ha lo scopo di favorire il networking professionale ed amplificare le occasioni per fare impresa.

    A garantire un programma solido lungo i 6 mesi di partecipazione previsti ci sono università e centri di formazione di vera eccellenza italiana, come Luiss, MiP Business School del Politecnico di Milano, Scuola Superiore Sant’Anna, SDA Bocconi, Università Federico II, Fondazione Feltrinelli, Feltrinelli Education e Fondazione Eni Enrico Mattei.

    Cos’è Human Knowledge

    Il programma prevede due percorsi: Human Knowledge Program Open, l’innovativo percorso full-distance accessibile a tutti, a cui si affianca l’HKP Blended, partito a metà ottobre con il coinvolgimento di 25 partecipanti selezionati e l’erogazione di altrettante borse di studio.

    Ecco, Joule di Eni ci sembra un esempio di come oggi la formazione sia al centro di tutto e possa abbracciare diverse modalità per formare i giovani che daranno vita alle start-up del futuro.

    [In collaborazione con Eni]

  • L’Impresa entra nelle scuole con BizWorld Italia e Mind the Bridge

    L’Impresa entra nelle scuole con BizWorld Italia e Mind the Bridge

    Dopo il grande successo ottenuto negli Usa e in altri paesi, il celebre corso americano per startupper in erba fondato dal venture capitalist Tim Draper arriva anche nel nostro paese grazie all’Associazione Culturale no-profit BizWorld Italia, di cui Mind the Bridge diventa partner attivo. Obiettivo comune promuovere la cultura del fare impresa tra i giovanissimi

    Non è mai troppo presto per imparare cosa significhi essere imprenditori e come nasca e si gestisca un’impresa. Soprattutto quando la formula adottata è quella del divertimento e del gioco. Da queste premesse parte ufficialmente anche in Italia BizWorld, il celebre corso americano per startupper in erba fondato nel 1997 dal venture capitalist Tim Draper per la promozione della cultura imprenditoriale presso i ragazzi delle scuole medie.

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    Dopo anni di crescente successo negli Stati Uniti, Paesi Bassi, Korea, India e Singapore e un primo progetto pilota realizzato a Torino nei mesi scorsi, BizWorld approda infatti nel nostro paese con la nascita dell’Associazione Culturale no-profit BizWorld Italia, nata per volontà dell’imprenditore torinese Adriano Marconetto (co-fondatore in passato di Vitaminic, Electro Power Systems e, recentemente, di ProxToMe) che oggi annuncia l’ingresso della Fondazione Mind the Bridge tra i propri soci e nell’Executive Board.

    Fu proprio Marco Marinucci, fondatore di Mind the Bridge, a parlarmi di BizWorld un anno fa – dichiara Adriano Marconetto – e sono felice che la sua fondazione abbia deciso di unire le forze con BizWorld Italia per far crescere anche presso i ragazzi italiani la consapevolezza che, un giorno, crearsi un lavoro può essere meglio che cercarsene uno”

    La scuola dell’obbligo italiana non prevede, come noto, alcun momento di insegnamento dei principi di base dell’economia e dell’imprenditorialità e BizWorld si propone per l’appunto di ridurre questo gap attraverso un corso divertente e multidisciplinare di circa 15 ore durante il quale gli studenti di una classe di terza media vengono suddivisi in 4 gruppi (startup), ciascuno dei quali deve confrontarsi con gli altri nel progettare, produrre e vendere i braccialetti dell’amicizia. I ragazzi si danno un ruolo all’interno della propria “azienda”, imparano a negoziare con investitori e banche, definiscono politiche di prodotto, di prezzo e di marketing e comprendono come una buona strategia possa condurli a creare profitto e valore per tutti gli azionisti.

    Sono anni che lavoriamo per diffondere in Italia una cultura ‘positiva’ dell’imprenditorialità, mestiere incredibilmente importante per il futuro di ogni paese ma che da noi è stato, in misura crescente, abbandonato e stigmatizzato – commenta Alberto Onetti, Chairman di Mind the Bridge – Il nostro ingresso nell’associazione BizWorld Italia ci permetterà di contribuire ulteriormente all’educazione imprenditoriale, aggiungendo anche i giovanissimi. Si tratta di un investimento a lungo termine, ma la capacità di guardare lontano è proprio quello che serve al nostro paese e che purtroppo manca da tempo”

    Il primo corso pilota in Italia si è tenuto nei mesi scorsi a Torino presso la Scuola Media Alvaro Modigliani e proprio a questa prima esperienza Super Quark, il popolarissimo programma di Piero Angela in onda su Rai 1, ha dedicato un servizio ad hoc sabato scorso. Per chi si fosse perso la puntata, è possibile rivederla a questo link.

    BizWorld logoBizWorld svolge questo corso in un’ottica totalmente no-profit e ricerca volontari esperti di economia e imprenditoria, imprenditori, startupper e insegnanti per individuare scuole medie interessate ad attivarlo nel corso del nuovo anno scolastico.

    Chi fosse interessato può consultare la pagina Facebook di BizWorld Italia; consultare il sito di Mind the Bridge www.mindthebridge.org oppure inviare una mail a info@mindthebridge.org .

  • Red Bull miglior Brand nei Social Video

    Red Bull miglior Brand nei Social Video

    Goviral ha stilato la classifica dei 100 migliori brand nella categoria dei Social Video e al primo posto si piazza Red Bull, grazie anche alla recente impresa di Baumgartner, il cui video ha quasi 30 milioni di visualizzazioni su YouTube. Google è seconda e terza è la Disney. La Apple è fuori dalla Top Ten

    Dopo il grande exploit ottenuto col video del lancio libero di Felix Baumgartner da un’altezza di 39 mila metri riuscendo a superare il muro del suono che ha raccolto fino ad oggi quasi 30 milioni di visualizzazioni su YouTube, ecco che Red Bull viene indicata al primo posto della classifica di goviral come miglior brand del campo dei Social Video. Il marchio della famosa bevanda energizzante è riuscita a battere brand come Google, che si piazza al secondo posto, e Disney, al terzo. Più indietro brand come Samsung, mentre Apple si piazza all’11° posto, quindi fuori dai primi 10, e Microsoft al 37° posto.

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    Il rapporto tiene in considerazione come i contenuti video vengono utilizzati dai brands globali all’interno della loro strategia di marketing, prendendo come parametri di misurazione le visite totali e l’effettivo engagement sui contenuti caricati su YouTube, Vimeo e Facebook. Ma prima ancora di considerare la valenza social del contenuto, è stata anche considerata la qualità, l’innovazione e la rilevanza del contenuto stesso.

    Ogni brand considerato nella classifica ha collezionato più di 50 milioni di visualizzazioni e Red Bull, Prada e Google hanno raccolto oltre 1 milione di likes e commenti. Ecco qualche risultato interessante dal rapporto di goviral:

     – I brands legati al mondo della moda, fashion, sono tutti nelle prime 20 posizioni della classifica con elevati livelli di engagement, Prada (7 °), Burberry (16 °) e Louis Vuitton (18°);

     – E’ battaglia tra i brand del settore auto con BMW che si trova al 12° posto dabanti a Volkswagen (13°), poi Mercedes Benz (15°), Toyota (20°) e Porsche (22°);

    Le marche di bevande alcoliche sono tutte in fondo alla classifica, quindi  Smirnoff (90°), Corona (93°) e Jack Daniels (99°);

    – I brand del settore finanziario si confermano ben posizionati, Visa è al 24° con una campagna video massiccia in seguito alla sponsorizzazione dei recenti Giochi Olimpici di Londra 2012.

    Tra i canali di diffusione più utilizzati ovviamente YouTube è il preferito, mentre solo il 15% utilizza Vimeo.

    “I risultati del Goviral Social Video Equity Report dimostrano che quando si tratta di contenuti che riguardano le grandi marche, la fortuna aiuta gli audaci”, dice Mads Holmen, direttore della pianificazione di GoViral. “Marchi come la Red Bull, Old Spice e Nike sono abituati a rischiare e a rompere gli schemi all’interno di una struttura di conversazione omologata. Una strategia efficace sui social video è capace di elevare il brand fuori dal prodotto, offrendo all’utente un’esperienza in cui si sente parte di esso”.

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  • Il profilo delle Startup in Italia nel 2012, restare o partire?

    Il profilo delle Startup in Italia nel 2012, restare o partire?

    Per la maggior parte (59%) ancora progetti di impresa, le startup italiane sono presenti più al Nord (52%) che altrove, impegnate di ambiti web (49%) e ICT (21%) e formate da 2-3 soci tra i 26 e i 35 anni. Una percentuale importante delle startup italiane (11%) ha deciso di incorporarsi all’estero. Un dato, in crescita del +20% rispetto allo scorso anno, che alimenta il dibattito sulla necessità (o opportunità) di abbandonare l’Italia

    Venture Camp 2012In una situazione in cui molte ne nascono ma altrettante ne muoiono, di processi di “pivoting” e costituzione dell’azienda in fase avanzata, ecco che risulta difficle censire l’universo delle startup italiane. Sono circa un migliaio le richieste di finanziamento che si stima arrivino ogni anno al VC Hub, il gruppo informale che raccoglie i principali investitori italiani e tra 4 e 8 mila unità il loro volume attuale in Italia. Un mondo non ancora molto grande ma di certo in rapida ascesa. La seconda edizione della Survey “Startups in Italy: Facts and Trends” realizzata dalla fondazione Mind the Bridge con il supporto scientifico del CrESIT dell’Università degli Studi dell’Insubria di Varese e presentata oggi da Alberto Onetti (Chairman Mind the Bridge) in occasione del Venture Camp, ha cercato anche quest’anno di tracciare il profilo delle realtà innovative presenti nel nostro paese partendo dall’analisi di quelle che hanno partecipato alla Seed Quest 2012 (166 aziende e 369 imprenditori) cogliendone i tratti fondamentali ed evidenziando criticità e tendenze. (altro…)

  • Birra Forst al Salone del Gusto di Torino 2012

    Birra Forst al Salone del Gusto di Torino 2012

    Birra Forst attende tutti gli amanti della birra al Salone del Gusto di Torino che si tiene dal 25 al 29 Ottobre presso Lingottofiere. In programma una vasta gamma di prodotti da degustare ed un concorso con numerosi premi in palio

    birra-FORSTLa celebre birra Forst della conca meranese, membro dello Slow Food, sarà presente dal 25 al 29 Ottobre al Salone del Gusto di Torino, uno dei più importante palcoscenici per produttori e artigiani dell’agroalimentare provenienti da tutto il mondo. Lo storico marchio di birra, presente sulle nostre tavole dal 1857, si è distinto in questi decenni per la sua capacità di preservazione della qualità a minimo impatto ambientale. Questo legame tra l’azienda ed il territorio è stato un punto di forza per vincere la sfida della globalizzazione.

    Durante questo evento, i visitatori potranno apprendere a degustare la birra, scoprendo i possibili abbinamenti che vi possono essere tra la birra e alcune tipicità enogastronomiche dell’Alto Adige, sotto l’egida guida del Mastro birraio Antonio Cesaro.

    Ma Forst ama anche premiare i suoi consumatori e per questo ha creato un concorso al quale potranno partecipare tutti coloro che acquisteranno un prodotto Forst presso il loro stand al salone. Il concorso « St[r]appa e vinci » vedrà numerosi premi in palio.

    Per tutti i visitatori sarà l’occasione per conoscere e scoprire il mondo FORST e gustare le sue specialità birrarie. Partendo dalle degustazioni guidate dell’Ambasciatore della Birra FORST, il Mastro birraio Antonio Cesaro, allo stand – Pad. 1 stand D 101che illustrerà  le caratteristiche principali nella produzione della birra, il metodo corretto di degustazione e proporrà degli abbinamenti tra la birra e alcune tipicità enogastronomiche dell’Alto Adige. Tutti i giorni, da giovedì 25 a domenica 28, alle 12.00, alle 14.00, alle 16.00 e alle 18.00, gli ospiti potranno assaggiare la birra FORST – in particolare 1857, Kronen e Sixtus – accompagnata da un formaggio affinato alla birra, speck e cioccolato con il ripieno alla birra della casa FORST. 

    Chi acquisterà una birra presso lo stand FORST riceverà un biglietto “St[r]appa e vinci”, il quale permette di vincere bellissimi premi. Allo stand FORST sarà inoltre anche possibile scattare una foto ricordo da condividere con gli amici attraverso la pagina ufficiale dell’azienda, www.facebook.com/BirraForstBier.

    Veduta-Azienda-Forst

    Birra FORST continua il percorso intrapreso con Slow Food, avendo trovato nell’associazione una corrispondenza ideale della propria filosofia aziendale, da sempre perseguita: alta qualità dei prodotti in perfetta armonia con la natura.

    Un pò di storia 

    I fondatori della fabbrica, nel 1857, intuirono che la zona in cui ancor oggi è collocato lo stabilimento è perfetta per la produzione di birra: superba acqua di montagna, ampi spazi di fondo valle e aria pura in una natura incontaminata. L’azienda, allora una piccola realtà, venne rilevata nel 1863 da Josef Fuchs e da sua moglie Filomena, che posero le basi di un’impresa che si è evoluta nel tempo fino al modernissimo impianto attuale.

    Ha inizio con loro la dinastia di casa Fuchs; da allora la storia di questa birra sembra camminare sulle gambe delle donne nei momenti più decisivi. Oggi, la IV generazione continua a seguire e portare avanti la tradizione, fatta di dedizione al lavoro, di lungimiranza, di oculata amministrazione. La volontà è quella di mantenere alta la qualità del prodotto e dimostrare con i fatti la filosofia di rispetto della natura e del minimo impatto ambientale che da sempre fa parte dei valori aziendali.

    Sopravvissuta a due guerre mondiali e a sconvolgimenti politici ed economici, la Forst ha vinto anche la sfida della globalizzazione, restando fedele al proprio territorio e alla formula di una birra di qualità che nasce dalla natura incontaminata dell’Alto Adige. Oggi è un’azienda di importanza e mercato nazionale, con una produzione annua di circa 700.000 hl.

    La perfetta armonia fra rispetto assoluto della natura e una tecnologia avanzata, fa di Forst la garante di un’arte birraria senza eguali. Non è un caso quindi, che la head della campagna di comunicazione, on air dall’8 maggio, reciti “Forst, buona perché ha sempre vissuto qui” e che i protagonisti siano boccali di birra animati in un paesaggio alpino quasi da favola, a rappresentare lo stretto legame tra l’azienda e il suo territorio.

    E mi raccomando, bevi responsabile!

  • mobiREV, il trasporto pubblico a portata di smartphone

    mobiREV, il trasporto pubblico a portata di smartphone

    Continuando il nostro viaggio attraverso le startup italiane, cercando di raccontarle e soprattutto di scoprirne di nuove, oggi vi parliamo di mobiREV, che ha realizzato un’applicazione che permette di viaggiare sui trasporti pubblici gestendo tutto via smartphone. Una vera rivoluzione. Lo scorso anno è stata premiata allo “StartCup Milano Lombardia” 

    mobiREVSi chiama mobiREV ed ha vinto l’anno scorso il prestigioso premio per l’innovazione tecnologicaStartCup Milano Lombardia”. Il sistema potrebbe rivoluzionare le modalità di fruizione del trasporto pubblico, visto che consente di costruire il proprio percorso di viaggio munendosi direttamente da smartphone di tutti i biglietti necessari per arrivare a destinazione. In pratica, tramite l’unica app Movic, si dialoga con tutti i diversi sistemi di trasporto pubblico e si può avere un unico biglietto digitale pagato a mezzo smartphone ad aziende diverse. (altro…)

  • TechCrunch Italy, ecco le startup selezionate

    TechCrunch Italy, ecco le startup selezionate

    TechCrunch Italy, evento unico in Europa dedicato all’imprenditoria digitale che si terrà il 27 settembre prossimo a Roma presso il The Globe Theatre, ha reso nota la lista delle startup che vi prenderanno parte. Sono 43 e rappresentano il meglio ad oggi del tessuto imprenditoriale tecnologico italiano. Scopriamole insieme

    TechCrunch-Italy-2012TechCrunch Italy, l’attesissimo evento dedicato all’imprenditoria digitale organizzato da TechCrunch Europe e Populis, presenterà a Roma le migliori startup italiane del momento, di fronte ad un pubblico internazionale di esperti, innovatori e Venture Capitalist, mai visto prima in Europa in un’unica platea. La selezione, a cura di Mind The Bridge Foundation, ha individuato le migliori idee tra centinaia di richieste di partecipazione giunte da parte di startup da tutta Italia: un dato notevole che denota la presenza di un ecosistema tecnologico vivace e affollato, non senza enormi potenzialità per il Belpaese in termini di innovazione e competitività. (altro…)

  • Il doodle di Google è per Amelia Earhart

    Il doodle di Google è per Amelia Earhart

    Il doodle di Google oggi è per Amelia Earhart, Lady Lindy, come venne soprannominata, l’aviatrice scomparsa, e mai ritrovata, nel 1937, di cui oggi si ricordano i 115 anni dalla nascita. Di recente sono stati scoperti dei resti nell’atollo di Nikumaroro che fanno pensare siano appartenuti all’aviatrice, gettando nuova luce sull’incidente

    Google doodle  - Amelia Earhart (altro…)

  • Let’s Co-Lab, un garage dell’innovazione tra business e creatività

    Let’s Co-Lab, un garage dell’innovazione tra business e creatività

    Manager e creativi a confronto a Milano il 18, 19 e 20 Aprile, per progettare la Common City, la città della collaborazione, in occasione della Milano Design Week 2012. Un’occasione per dimostrare che dalla diversità è possibile trarre valore

    Let's co labAll’interno di un garage dell’innovazione, 3 manager e 3 giovani creativi, insieme per 3 giorni di sperimentazione. Obiettivo? Progettare Common City, la città della collaborazione, in occasione della Milano Design Week 2012. Il 18, 19 e 20 Aprile, chiunque potrà partecipare a questo esperimento in presa diretta, senza filtri, una sorta di ‘grande fratello progettuale’ per osservare dal vivo la collaborazione in azione. Ma che cosa succederà nel garage? Le attività e gli esiti di Let’s Co Lab verranno analizzati attraverso tre punti di osservazione : il valore della rete, reti relazionali profondamente differenti che s’incrociano e si rafforzano reciprocamente; il valore degli scarti, idee rifiutate durante l’attività progettuale che vengono raccolte e riconfezionate in vista di un successivo riutilizzo; il valore del risultato, soluzioni conclusive che vengono condivise e offerte alla città. (altro…)