Tag: influencers

  • Il futuro del Retail passa dalla social advocacy e dagli influencers

    Il futuro del Retail passa dalla social advocacy e dagli influencers

    Un recente studio di Oracle, “Retail 2018: The Loyalty Divide”, ha messo in evidenza che i retailer sottovalutano la social advocacy e la possibilità di offrire esperienze personalizzate agli utenti. La ricerca mette in risalto che il 53% degli utenti ricercherà i prodotti sui social media prima di acquistarli e il 37% si fida dei brand e dei marchi suggeriti dagli influencers.

    Il mondo del Retail, della vendita al dettaglio, stiamo parlando di un settore molto grande quindi che ingloba diverse categorie di prodotti, è in profonda trasformazione. D’altronde, chi no lo è? La digitalizzazione, i social media e tutti i meccanismi e le opportunità che essi generano stanno cambiando il modo in cui ci relazioniamo con le marche. La ricerca di Oracle, “Retail 2018: The Loyalty Divide“, condotta a febbraio di quest’anno, ascoltando 13 mila consumatori e 500 operatori del commercio al dettaglio in Francia, Germania, Regno Unito e India, USA, Brasile, Messico, Australia e Cina, ci offre uno spaccato molto reale. La fidelizzazione del cliente non passa più dalla raccolta punti, dalle carte, non funziona più.

    La velocità delle relazioni oggi cambia anche il modo di vivere l’esperienza, i vantaggi adesso devono essere immediati e non più differiti. E, soprattutto, è bene che i brand costruiscano una presenza sui social media autorevole e affidabile, perchè dalla ricerca emerge il fatto che prima dell’acquisto gli utenti cercano il brand sui social media e cercano proprio quell’affidabilità a cui sono abituati o che si attendono, ma che, in alcuni casi, non trovano.

    social media advocacy influencers retail

    Altro elemento che evidenzia la ricerca è costituito dal ruolo sempre più crescente degli influencers, ormai sempre più seguiti dagli utenti che ritengono sempre più affidabili. Quindi, migliore presenza sui social media e una maggiore apertura verso la social advocacy sembra siano gli elementi che oggi fanno la differenza per il Retail, elementi ancora troppo sottovalutati.

    Se il 58% dei retailers ritiene ancora che gli utenti siano desiderosi di prendere parte ai loro programmi di fidelizzazione, la ricerca evidenzia che solo il 32% degli utenti li prende in considerazione. Inoltre, solo il 45% dei retailers collabora con gli influencers mentre invece il 48% dei consumatori ritiene che i marchi recensiti di YouTubers siano più affidabili e che il 45% si fida dei social media.

    social media retail influencers

    Qualche dato più nel dettaglio per ciò che riguarda la social advocacy, l’aspetto della ricerca che più ci interessa:

    • il 53% dei consumatori, come detto all’inizio, ricerca i prodotti sui social media prima di acquistarli;
    • il 46% usa i social media per farsi un’idea dei prodotti dei brands
    • il 43% dei consumatori condividerà sui social media l’esperienza attraverso foto
    • il 43% dei consumatori è più portato a seguire influencers che postano contenuti dei marchi preferiti
    • il 41% ritiene che le recensioni su YouTube siano più affidabili delle pubblicità dei marchi o delle loro comunicazioni
    • il 37% ritiene più affidabili i marchi e i retailers raccomandati dagli influencers, piuttosto che quelli raccomandati dalle celebrità.

    Nonostante questo scenario, dove si evidenzia una relazione sempre più diretta, basata sul ruolo dell’influencer come elemento legato all’affidabilità del marchio, esiste ancora quasi un terzo dei retailers, il 28% per la precisione, che sostiene che prenderà in considerazione solo attività legate alle carte fedeltà.

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    Altro elemento che emerge dalla ricerca, che potete scaricare da questo link, è che mentre il 91% dei retailers ritiene che l’Intelligenza Artificiale sia attraente e utile per i consumatori, c’è da rilevare che solo il 26% dei consumatori la pensa in questo modo, non vale lo stesso per il restante 74%.

  • L’evoluzione dell’Influencer Marketing è nelle Relazioni

    L’evoluzione dell’Influencer Marketing è nelle Relazioni

    Il nuovo report di Traackr “Influence 2.0: The Future of Influencer Marketing”, in collaborazione con Brian Solis e Altimeter, è l’occasione per verificare lo stato attuale dell’Influencer Marketing e, soprattutto, delinearne il futuro. E il futuro sta in un’attività umano-centrica, orientata alle Relazioni.

    Quale sarà il futuro dell’Influencer Marketing? Bene, se vi state ponendo questa domanda allora è il caso di dare un’occhiata a questo nuovo report di Traackr “Influence 2.0: The Future of Influencer Marketing“, sviluppato in collaborazione con Brian Solis e Altimeter. Un report che raccoglie le esperienze di 102 tra responsabili marketing e brand strategist per comprendere meglio come le aziende stanno usando l’Influencer Marketing all’interno delle proprie strategie e quale sarà il futuro dell’IM. Il report, così come Brian Solis va dicendo da un po’ di tempo, evidenzia bene che il futuro dell’Influencer Marketing è nelle Relazioni. Al momento lo sviluppo di strategie di Influencer Marketing sono per lo più tattiche e tecniche e, come spesso accade, non convincono abbastanza proprio perchè il risultato finale non considera la Relazione, la parte più difficile da sviluppare e mantenere, ma è quella che determina il vero ROI della strategia.

    influencer marketing relazioni influence franzrusso.it 2017

    Sappiamo bene che oggi l’Influencer Marketing trova il momento di maggiore sviluppo nell’era dei Social Media, proprio perchè permette di sfruttare personalità che hanno autorevolezza e competenza sviluppate grazie all’utilizzo di questi preziosi canali di comunicazione. Ebbene, come evidenzia Brian Solis, oggi “l’Influenza” è essa stessa una componente importante nel processo di digital transformation delle aziende, perchè le porta su un terreno di sviluppo che è quello del Digitale. Quidni l’Influencer Marketing è una leva per rendere l’azienda più aperta al cambiamento. Ecco, guardando il tema da questo punto di vista si comprende come ci siano ancora aziende che guardano con diffidenza all’Influencer Marketing e al processo di digital transformation in generale, proprio nel momento in cui l’Influencer MArketing sta maturando.

    Il futuro quindi passa dal Cliente che è al centro di tutto, la Relazione con esso diventa prioritaria affinchè l’autorevolezza del brand e la sua riconoscibilità (ancora i due principali obiettivi a cui tendono tutte le aziende) si affermno sempre di più. E a guidare questo passaggio/cambiamento deve essere il responsabile marketing, il CMO, che diventa il traghettatore del processo di trasformazione digitale. Altro punto che andrà sviluppato, e che Brian Solis ritiene fondamentale, è che il Valore va creato grazie alla Relazione con gli stessi influencers e le loro community.

    Per dare qualche numero, il report rileva che, ad oggi, il 71% delle aziende ritiene l’Influencer Marketing come “strategico” o “altamente strategico”, mentre il 43% lo sta ancora sperimentando praticamente e il 28% pensa di coinvolgere influencers in caso di campagne. Nonostante tutto, c’è da rilevare che l’83% delle aziende riconosce come prioritario “identificare e costruire relazione one-to-one con gli influencers”, pronte a sviluppare programmi specifici con loro. Soo che, all’atto proatico, sono ancora poche quelle davvero riescono in questo scopo.

    E questo perchè ancora gli investimenti sono bassi, la maggior parte come rileva il report non supera i 100 mila dollari l’anno, e non c’è la capacità di costruire relazioni a lungo termine, anche perchè solo il 5% delle aziende coinvolge tutti i reparti all’interno di attività di Influencer Marketing. Dal punto di vista degi investimenti c’è la volontà di investire di più in questo anno, lo afferma il 55%, ma la chiave di tutto sta nel rendere l’Influencer Marketing come attività prioritaria, ed è qui che si gioca la sfida.

    influencer marketing cross funzionale

    E pre rendere l’Influencer Marketing come attività prioritaria, è nevessario comprendere al meglio chi deve guidarla. Il 16% delle aziende pensa che faccia capo alle PR; nascono da qui opinioni e differenze di visioni tra PR e Marketing. La realtà è, come sottolinea anche questo report, che l’Influencer Marketing è un’attività “cross-functional”, come la definisce Solis, che coinvolge quindi più reparti. La ricerca rileva che il 57% è convinto che l’Influencer Marcketing sarà un’attività che coinvolgerà tutte le altre attività nei prossimi 3 anni; il 47% invece rituene che si espanderà anche al di là del Marketing.

    Per quanto riguarda gli obiettivi, il 94% dei marketers intervistati punta a migliorare la brand advocacy; il 92% punta alla consapevolezza del marchio; l’88% viole puntare a audience sempre più mirate. Il 74% vuole puntare ad una migliore conversione in vendite.

    Potete scaricare il report da questo link.

    Insomma, quello che merge da questo rapporto, riallacciandoci a quanto dicevamo prima, è che il futuro è nelle Relazioni e in strategie di Marketing sempre più dal volto umano, e non guidate solo da tatticismi. Per dirla insieme con Bryan Kramer, CEO di PureMater, stiamo andando nella direzione in cui pian piano scomparirà la distinzione B2B e B2C, andremo sempre di più, invece, nella direzione di H2H (human to human). C’è sempre più bisogno di lavorare insieme e di personalizzare al meglio le conversazioni e le esperienze. E’ questo che sarà il futuro dell’Influencer Marketing.

    E voi che ne pensate?

  • Gestire l’Ufficio Stampa nell’era dei Blog e dei Social Media [Formazione]

    Gestire l’Ufficio Stampa nell’era dei Blog e dei Social Media [Formazione]

    L’attività di Ufficio Stampa nell’era dei Blog e dei Social Media è cambiata, sono cambiati gli scenari. Le relazioni adesso vanno anche costruite online con bloggers, giornalisti online, influencers. Per fare questa importante attività bisogna prepararsi bene. Per questo motivo vi suggeriamo il nuovo corso di Noetica “Ufficio stampa e PR online” che si terrà a Bologna il prossimo 6 e 7 Marzo 2014

    La Comunicazione nell’era del Web 2.0 e dei Social Media è cambiata e ogni giorno qui sul nostro blog cerchiamo di raccontarvi come essa sta cambiando, come sta evolvendo. Lo scenario per come lo abbiamo sempre conosciuto è cambiato, meglio è mutato, nel senso che i paradigmi tradizionali sono tramontati, lasciando spazio a nuovi modi di comunicare che privilegiamo il dialogo aperto, la dinamicità. E in questo scenario anche l’attività di Ufficio Stampa è cambiata, si è evoluta e si è adeguata ai nuovi scenari che via via stanno prendendo forma. Adesso le relazioni vanno cercate, costruite e mantenute anche con i bloggers, con i giornalisti online e anche con influencers, ossia personalità particolarmente interessanti e competenti nella loro sfera di azione e appunto di competenza.  E non è un’attività facile questa, serve prepararsi bene, cogliere le competenze necessarie  e essere dotati di qualità particolari.

    Prima di tutto è necessario saper scrivere bene sul Web; bisogna poi essere in grado di cercare sempre nuovi contenuti e soprattutto moderare le conversazioni attraverso i social media. E come fare per attrezzarsi bene? In questo caso la Formazione è fondamentale e assume un valore dal quale non si può prescindere, in cui crediamo molto. E per questo vi suggeriamo il nuovo corso di Noetica, società di consulenza e formazione bolognese, che si terrà a Bologna il 6 e il 7 marzo 2014, “Ufficio Stampa e PR online”. Il corso si rivolge a ad addetti stampa “tradizionali”, giornalisti e responsabili della comunicazione aziendale. Durante il corso nn verrà trascurato il momento importante delle esercitazioni che riguarderanno:

    • Scrivere un comunicato stampa 2.0
    • Scrivere post efficaci per i social network
    • Individuare gli influencer attivi sulla rete
    • Organizzare un piano editoriale dei contenuti

    E non mancheranno i materiali necessari che saranno forniti come le slides del corso, la bibliografie e la sitografia.

    Docente del corso sarà Sara Mariani, professionista del settore, animata da una forte passione per il Web.

    Potete trovare maggiori informazioni sul corso e sul programma delle giornate visitando su questa pagina.

    E non dimenticate che se vi iscrivete insieme ad un amico o un collega, la seconda iscrizione è automaticamente scontata del 50%, una promozione davvero interessante. Insomma, se volete davvero imparare a gestire il vostro Ufficio Stampa online e imparare al meglio i segreti del PR online, allora non potete perdere questo corso.

  • My Reputation, il nuovo servizio per conoscere la propria identità digitale

    My Reputation, il nuovo servizio per conoscere la propria identità digitale

    E’ stato presentato nei giorni scorsi My Reputation, creato da Reputation Manager, il primo servizio italiano che consente agli utenti di conoscere la propria identità digitale. E durante la presentazione è stata fatta una panoramica sulla visibilità digitale di alcuni politici italiani che vede Bersani e Grillo primi a pari merito, sul podio anche Renzi

    E’ stato presentato nei giorni scorsi a Milano, presso il Circolo della Stampa, un nuovo sito che potrà aiutare molti utenti della rete ad analizzare e monitorare facilmente la propria identità digitale (ovvero, il riflesso in rete della nostra identità off-line, ricostruita e interpretata attraverso le informazioni disponibili, soprattutto quelle più accessibili e visibili) ed eventualmente ottimizzarla,  per renderla più coerente con quella “reale”: si chiama My-Reputation ed è una piattaforma web sviluppata da Reputation Manager, società leader nell’analisi della reputazione dei brand e delle figure di rilievo pubblico nei canali online e social media in particolare.

    Logo-my-reputation

    Negli ultimi dieci anni si utilizza il web sempre di più per reperire informazioni personali e professionali su aziende e persone. Diventa quindi chiara l’esigenza e la necessità della perfetta corrispondenza tra profili offline e online. I motori di ricerca giocano un ruolo principe nella fase di ricerca delle informazioni – che si tratti di contenuti testuali, immagini, video o addirittura “dati sensibili” – e negli ultimi anni anche i social network hanno assunto un’importanza sempre più rilevante nelle fasi di coinvolgimento ed eco delle informazioni proposte e reperibili in rete.

    Alcuni “fatti” incontrovertibili,  a solo titolo d’esempio:

    • Il 49% dei recruiter valuta il candidato cercando informazioni online, e nel 27% dei casi lo elimina a causa di queste (Adecco, 2012)
    • 14,3 milioni di persone ogni giorno possono accedere alla tua identità digitale (Audiweb, settembre 2012)
    • Il 60% degli europei condivide online dati personali: 90%informazioni biografiche, 50% informazioni sociali, 10% dati sensibili (Adnkronos, 2012)
    • Furto identità Web, 8 milioni di italiani a rischio: 1 su 3 rilascia dati sensibili in Rete (Osservatorio TuttiMedia 2012)

    La nostra identità digitale, del resto, ci precede. Chissà quante volte vi sarete chiesti ad esempio: “Come siamo/appaiamo sul web?” “Quanto la nostra identità online rispecchia quella offline?” “Come ci vedono gli altri, cosa pensano di noi gli altri soggetti del web?” “Come sono le nostre relazioni, la nostra ‘vita sociale’ sul web?”. E se non ve lo siete mai chiesto, allora è il caso di cominciare a farlo.

    E’ proprio per dare risposta a questo tipo di domande che Reputation Manager ha sviluppato My-Reputation – ovvero una piattaforma web gratuita che permette di controllare e gestire il proprio ecosistema informativo online, sotto tre punti di vista:

    1. Identità:  per valutare e tenere sotto controllo i contenuti presenti in rete restituiti dai motori di ricerca agli utenti che cercano informazioni su di “te”

    2.   Profilo: per completare il profilo con i tuoi dati e creare una tua pagina personale MyReputation e avere così un nuovo contenuto che migliori la tua identità online

    3.   Social Network:  per far crescere il tuo punteggio e scoprire il tuo livello di social influence.

    A partire dagli indici ottenuti nelle aree Identità, Profilo e Social è quindi calcolato il My Reputation Score, che  riflette l’identità digitale nel suo complesso: qualitativo, informativo e relazionale.

    MyReputation diventa così il mezzo per valutare la propria reputazione personale, professionale e sociale in Rete ed eventualmente, anche re-ingegnerizzarla:  tramite il “MyReputation Score” è infatti possibile capire punti di forza e debolezza della propria identità sul web, ed eventualmentepoi intervenire per migliorare, correggere, evidenziare aspetti poco visibili in rete.

    Per dare un esempio pratico di quanto sia semplice ed efficace usare My-Reputation, durante la presentazione al Circolo della Stampa Angelo Perrino, fondatore e direttore del primo giornale italiano online, Affaritaliani.it, si è sottoposto “live” a un test della propria identità digitale con My-Reputation, e ha commentato con Andrea Barchiesi, Amministratore Delegato di Reputation Manager, i risultati ottenuti con lo stesso procedimento per diciotto politici italiani: Alfano, Berlusconi, Bersani, Bindi, Bossi, Casini, Cicchitto, Di Pietro, Fini, Formigoni, Grillo, La Russa, Maroni, Monti, Pisapia, Renzi, Santanchè, Vendola.

    My-Reputation-profili-politici

    BERSANI E GRILLO A PARI MERITO, SUL PODIO ANCHE RENZI

    Sul podio dei tre score più alti arrivano Bersani e Grillo, a pari merito, seguiti di misura da Renzi. Sorprende forse, a prima vista, che il comico-politico più famoso del web e il primo ad aver utilizzato intensivamente internet – con quasi un milione di fan su Facebook e quasi ottocentomila follower su Twitter, cifre impensabili per Bersani (FB: circa 90.000; Twitter circa 180.000) –  per le sue campagne non arrivi  in testa, ma “Ciò si spiega con la ponderazione che lo strumento fa a partire dalla tonalità dei risultati – commenta Barchiesi – Grillo infatti, pur avendo un numero molto maggiore di conversazioni online che lo riguardano (più persone che parlano di/con lui), oltre 10 volte tanto Bersani, ha però una percentuale più alta, doppia (12% vs. 6%) di contenuti negativi”.

    ALFANO ARRIVA SESTO, MA PRIMO DEL CENTRO-DESTRA

    Sotto Renzi si piazzano Vendola e Di Pietro a poche lunghezze, e poi arriva la prima figura politica di centro-destra in classifica, Angelino Alfano, che a parità di altri fattori è penalizzato solo dall’essere un tantino meno “social-attivo” del leader dell’IDV.

    SANTANCHE’ E BINDI A META’ CLASSIFICA

    Una menzione particolare va alle sole due donne presenti in classifica, che ottengono – in modi però molto diversi – lo stesso punteggio di “My Reputation Score”: Daniela Santanchè e Rosy Bindi. Santanchè ha infatti un’elevata quantità di conversazioni online e un gran numero di fan su Facebook, ma Bindi recupera, nonostante una più alta percentuale di negatività, grazie alla professionalità più elevata percepita sul web e alla sua grossa attività social, in particolare su Twitter.

    Tutti i dati degli score dei politici analizzati da Reputation Manager con My-Reputation sono visibili a:

    www.my-reputation.it/PublicProfiles 

    Perché My-Reputation NON è il “Klout italiano”?

    L’ ingegneria reputazionale – spiega Andrea Barchiesi, A.D. di Reputation Manager – è una metodologia strutturata finalizzata alla tutela e alla costruzione dell’identità digitale, che, nella sua distillazione in My-Reputation, è concepita e progettata per costruire e ottimizzare la reputazione online dei privati. L’obiettivo è quello di associare alla persona un’immagine online coerente, completa, sempre aggiornata e il più possibile positiva. My Reputation non è dunque paragonabile a sistemi di misurazione come Klout, perché misura e monitora tutta l’identità digitale, a 360° gradi, e non solo la parte di influenza sui social network.”

    Inoltre MyReputation è orientato all’intervento: permette di avere subito un quadro sintetico della propria identità online e capire esattamente su cosa intervenire; ad esempio, valuta la qualità del tuo  posizionamento sui motori di ricerca  sa distinguere  la tipologia di contenuti, quelli personali da quelli professionali, permettendo all’utente di valutare in prima persona la pertinenza e la qualità dei  contenuti associati al suo nome.

    E questi ultimi due aspetti sono quelli che vanno sottolineati. Abbiamo parlato spesso di Klout, e di altri anche, strumenti che spesso non lasciano intravedere una dinamica logica sulla raccolta delle informazioni e quindi sulla definizione stessa del punteggio che determina poi la visibilità di un individuo sulla rete e la sua capacità di persuasione. My Reputation di conseguenza è una sorta di faro che ci da un resoconto immediato di come siamo rappresentati e visti sul web, ma ci da anche, e non è poco, la possibilità di intervenire direttamente per cercare di correggere quanto più possibile le informazioni che poi determinano, anche in questo caso, un punteggio al quale è associato un certo grado di visibilità. E poi, ancora, come sottolineato anche da Barchiesi, My Reputation valuta l’identità di un individuo non solo dal punto di vista social, ma va a scandagliare tutte le informazioni che esistono per ogni singolo utente sulla rete, dandoci poi la possibilità di scartare quelle che non sono adeguate al nostro profilo, vedi casi di omonimia per esempio, per fare in modo che le informazioni raccolte siano le più affidabili possibili.

    Ed è quindi il caso, quando vi registrate, di affinare la vostra Identità, di arricchire il vostro profilo con maggiori informazioni e poi di aggiungere i vostri canali Social. Fatto questo vi verrà fuori un punteggio e quelli che sono i vostri influencers. Da qui in avanti potrete sempre monitorare il vostro profilo e gestire le vostre informazioni direttamente. Assolutamente da provare. Ovviamente seguiremo lo sviluppo di questo strumento e vi terremo informati.

  • Netnografia e Business, workshop a Trento

    Netnografia e Business, workshop a Trento

    Interessante workshop quello che vi segnaliamo oggi che si terrà a Trento lunedì 17 settembre che avrà come tema la Netnografia e i suoi campi di applicazione in termini di business, quindi brand reputation, relazione col proprio pubblico e gli influencers. Interverranno tra gli altri Alex Giordano, Morgan Gabereau e Loredana Grimaldi

    Workshop Netnografia TrentoIl 17 settembre prossimo a Trento si incontreranno esperti di comunicazione, new media e cultura digitale per una conferenza/workshop dedicata alla Netnografia e ai suoi campi di applicazione in termini di business, come la gestione della brand reputation, la relazione con gli influencers ed il management dei processi di co-creazione con i propri pubblici. Rivolto ai topmanager, ai responsabili del marketing, delle ricerche, della comunicazione, delle pubbliche relazioni e dell’innovazione delle aziende l’evento è organizzato in collaborazione con Accademia Mediterranea di Societing, Centro Studi Etnografia Digitale e Fondazione <ahref. (altro…)

  • Ford si affida ai Social Media Influencers con Peerindex per il lancio della nuova B-Max

    Ford si affida ai Social Media Influencers con Peerindex per il lancio della nuova B-Max

    Per il lancio ufficiale del nuovo modello B-Max, Ford si affida ai social media influencers con una iniziativa realizzata con Peerindex che rappresenta il primo esempio in Europa mai realizzato prima. 1000 influencers sono stati selezionati in Francia, Spagna, Germania, Italia, Romania e Regno Unito ai quali verrà dato un rendering 3d veramente unico.

    Nuova Ford B-MAXIl gigante dell’auto Ford punta sugli utenti più influenti sui social media in tutta Europa per il lancio in del nuovo modello B-MAX. Con inizio oggi 10 maggio, la campagna messa in atto è il più grande progetto di marketing basato sulla social influence mai essere realizzato in Europa. Utilizzando PeerPerks piattaforma di social media influence di PeerIndex, Ford offrirà ai 1000 utenti più influenti sui social media di sei paesi europei un regalo davvero unico proprio in occasione del lancio della nuova vettura. Sviluppato in collaborazione con l’agenzia Blu Hive di Ford, la campagna utilizza le funzionalità di profiling di PeerPerks per identificare gli utenti in Francia, Spagna, Germania, Italia, Romania e Regno Unito che hanno una influenza significativa sui social media su temi come le automobili, lifestyle e technology. Gli utenti individuati saranno invitati a visitare un microsito dedicato, dove possono inserire i propri dati (si usa l’account di facebook e twitter) per verificare se sono qualificati per ricevere il regalo.

    In cosa consisterà il regalo? Ai 1000 influencers sarà dato in regalo un hologram rendering in 3D della nuova B-MAX. L’ologramma è stato creato con la tecnologia che in precedenza è stata utilizzata solo dall’Esercito degli Stati Uniti, infatti il rendering è dotato di una torcia speciale che, quando illumina l’immagine, rivelerà l’ologramma.

    Due parole su PeerPerks. PeerPerks è un nuovo servizio che consente alle persone di trarre beneficio dalla loro profilo sui social media, dando loro la possibilità di ricevere i prodotti in regalo sulla base della loro attività ed influenza su Twitter, Facebook e LinkedIn. Il servizio collega gli utenti dei social media con brands che vogliono raggiungere persone le quali hanno una particolare influenza in aree tematiche specifiche.

    PeerIndex attraverso la sua metodologia valuta i profili sui vari social network di un individuo per identificare quelle persone che hanno un’influenza su argomenti specifici. In questo modo viene facilitata l’interazione tra il brand e l’individuo, offrendo così ai consumatori una grande esperienza per poi poterla condividere con i propri amici attraverso le piattaforme sociali a cui si è iscritti.

    Questo è un momento importante per social influence marketing”, dice Azeem Azhar, CEO di PeerIndex. “L’adozione di questo approccio da uno dei più grandi marchi del mondo per una campagna paneuropea mostra realmente che è questa pratica è diventata maggiorenne. Il nostro approccio permette a marchi come Ford di identificare quelle persone capaci di guidare una conversazione su temi sociali rilevanti e quindi facilita l’interazione con reciproco vantaggio. In questo modo, Ford può raggiungere quelle persone che hanno una reale influenza tra il loro pubblico sui social media, ai quali riconosce poi un regalo. Questa campagna è una grande dimostrazione di come PeerPerks piattaforma di social influence marketing può essere utilizzata anche dai grandi brand di consumo più per creare campagne internazionali sui social media dando vita ad una campagna di buzzing conveniente e semplice.”

    Anche secondo Maureen Graham, Marketing Communications Director di Ford, PeerPerks sembra essere un ottimo strumento”

    PeerPerks rende campagne di questo tipo davvero semplici. Dobbiamo solo dirgli che tipo di influencer vogliamo raggiungere e poi fa tutto il resto. Attraverso la loro tecnologia vusappiamo che stiamo di mirando a quegli utenti più influenti e abbiamo la garanzia che il nostro investimento in questa tipologia di marketing sta andando nella direzione più efficace”

    Davvero interessante come tipologia di marketing e sicuramente è garanzia di un buon successo. Sicuramente dopo questa esperienza ne seguiranno altre, sperando che anche in Italia si possano realizzare esempi come questi. Intanto siamo davvero incuriositi del nuovo modello della B-MAX e soprattutto non vediamo l’ora di vedere l’ologramma.

    Verifica qui se sei tra i 1000 selezionati e potrai avere il tuo ologramma. #BMAXhologram

    Updated

    Ford B-MAX HologramOlogramma ricevuto e possiamo dire che è davvero bello. Complimenti a Ford per aver tentato questa nuova strada e grazie a PeerIndex per averci coinvolto. Di fianco l’immagine che abbiamo scattato oggi. #BMAXhologram