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  • Scrivere per Informare, intervista a Cristina Maccarrone

    Scrivere per Informare, intervista a Cristina Maccarrone

    Scrivere per Informare, libro interessante, edito da Flacowski, che prova a superare un dualismo tra giornalista e blogger che in realtà hanno molto in comune, come il compito di informare. Ne parliamo in questa intervista per InTime Podcast con Cristina Maccarrone.

    Scrivere per Informare, titolo che rende ben l’idea di quale sia il tema. In un momento molto particolare, come quello che stiamo vivendo, c’è bisogno di fare una profonda riflessone sul modo in cui fare Informazione. E questo libro arriva proprio al momento giusto. Anche perchè, per la prima volta prova (e ci riesce benissimo) a superare quel dualismo, di cui si parla spesso, tra giornalista e blogger. Questo libro in realtà mostra chiaramente come queste due figure abbiano molto in comune, come il compito, fondamentale, di informare.

    Il libro è al centro di un progetto molto interessante di crowdfunding, potete ancora prenotarlo qui, e noi per conoscerlo meglio ne abbiamo parlato con Cristina Maccarrone, co-autrice insieme a Riccardo Esposito. L’intervista completa è su InTime Podcast.

    scrivere per informare intime podcast

    Cristina, raccontaci come è nata l’idea di questo libro “Scrivere per Informare”?

    Il tutto è nato con l’idea di superare questo odio, forse neanche tanto conclamato tra giornalisti e blogger, come se i primi, a cui appartengo io che sono giornalista freelance, fossero migliori o unici ad informare e i blogger non lo fossero. Quindi noi partiamo dal principio che  blogger, come te o come Riccardo, il tuo blog è molto informativo, appunto informano, fanno informazione. Per il lettore non vi è alcuna differenza se, appunto, quello che si scrive ha come obiettivo il lettore, fare quindi il massimo per dargli l’informazione migliore possibile in quel momento, ovvio che poi quella stessa informazione va aggiornata, rinfrescata, corretta. Se io scrivo un articolo e Riccardo scrive un post, gli articoli che voi blogger chiamate “post”, lo facciamo nel miglior modo possibile, avendo raccolto le fonti.

    cristina maccarrone scrivere per informare
    Cristina Maccarrone – Scrivere Per Informare

    Il libro è double-face, quindi ci sarà la mia copertina e quella di Riccardo. Per quello che riguarda la mia parte, mi concentro nello spiegare ai blogger il metodo giornalistico, spiegando le differenze e in cosa consiste il nostro lavoro. Riccardo, nella sua parte, parla del metodo dei blogger insegnandolo ai giornalisti, specialmente dal punto di vista della SEO, di user experience, del salvataggio delle foto. Quindi due autori, doppia copertina ma obiettivo comune, ossia quello di spiegare come scrivere meglio oggi per informare.

    Questo è solo una anticipazione, potete ascoltare l’intervista completa su Spreaker:

    e anche su Spotify:

    Fateci pensare cosa ne pensate.

  • InTime presto avrà una nuova casa, più spaziosa

    InTime presto avrà una nuova casa, più spaziosa

    Qualcuno si sarà già accorto da stamane che sono in atto operazioni di trasferimento del sito. Sì, InTime ha preso una nuova casa, più grande e più confortevole per continuare a crescere.

    intime nuova casa

    In questi (quasi) otto anni ci avete sempre supportato e avete fatto in modo che InTime crescesse sempre di più con il vostro incoraggiamento e sostegno. Oggi è arrivato il momento di fare un altro grande e importante come è appunto la scelta di una nuova casa, il luogo che più di ogni altro è sinonimo di familiarità, di calore, di umanità, di valori. E in questo viaggio ci accompagna un’azienda che ha segnato la vita stessa, almeno nella prima fase, di InTime e parliamo di Innovando GmbH, adesso gruppo internazionale con sede in Svizzera, con cui da sempre condividiamo idee e, appunto valori. Ed è come un ritornare a casa.

    Il sito procederà nella sua fase di trasferimento in questi giorni e vi preghiamo di segnalarci eventuali disagi possibilmente sulla pagina Facebook di InTime oppure contattando @franzrusso, @franciungaro e @andreacreativo via Twitter.

    Grazie per tutto il vostro sostegno e vi invitiamo a sostenerci ancora e sempre più numerosi. Un nuovo corso avrà inizio e ci piacerebbe avervi ancora al nostro fianco!

    #UPDATE

    Il sito è già stato trasferito alla velocità della luce ed è già operativo nella nuova casa. Grazie ad Innovando per il prezioso supporto!

  • Ecco i 10 articoli più letti nel 2014

    Ecco i 10 articoli più letti nel 2014

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    Post autocelebrativo quello di oggi, vista la ormai imminente fine d’anno e siamo quindi in tempo anche noi per fare un breve riassunto di come è stato il nostro anno insieme a voi, proponendovi i 10 articoli più letti durante il 2014.

    Ormai è iniziato il conto alla rovescia verso la fine dell’anno e c’è già chi ha fatto, o provato a fare, un resoconto di questo 2014 che volge ormai al termine. E allora anche noi vogliamo provare a farlo, cominciando però col ringraziarvi davvero tutti per averci seguito con interesse in tutti questi mesi. E’ il più grande regalo che potevamo avere da voi. E ad oggi i visitatori unici del blog superano abbondantemente il mezzo milione l’anno, un numero per noi enorme e impensabile solo qualche anno fa! Questi dati sono rilevati da Google Analytics.

    Un gran numero di lettori per noi che ci da grande stimolo per affrontare il 2015, cercando di darvi, ogni giorno, sempre il meglio.

    E passiamo ora a conoscere insieme quali sono stati i 10 articoli più letti del 2014 qui sul nostro blog. E cominciamo con

    1. Ecco tutti i vincitori dei #MIA14 della Festa della Rete

    Anche quest’anno siamo riusciti a dare quasi in tempo reale la lista dei premiati alla Festa della Rete. Uno sforzo molto apprezzato da voi e siamo felici che questo si sia riconfermato. Il nostro scopo è proprio quello di raccontarvi cosa accade sul web e questo è uno di quegli esempi.

    2. Social Media in Italia e nel Mondo, breve panoramica di inizio anno

    Questo è uno dei post più “anziani” della classifica, è stato pubblicato a gennaio 2014, ma è stato uno dei più letti e dei più apprezzati durante tutto l’anno.

    3. Alcune applicazioni per gestire la propria presenza sui Social Media

    Ecco un altro post tecnico molto apprezzato da voi, una breve carrellata di applicazioni per gestire al meglio la propria presenza sui Social Media. E’ la prima volta che abbiamo citato l’italianissima Postpickr e torneremo a farlo presto.

    4. Ecco alcuni dati in sintesi del caso #UnaMacchinaPerRudy

    Questo è il primo dei due che abbiamo dedicato alla vicenda di #UnaMacchinaPerRudy, un post che ha fatto molto discutere in quanto, con l’aiuto di Talkwalker, si evidenziava una portata (reach) molto grande in pochi giorni. E’ un caso di cui si è parlato molto, a ragione, e polemizzato anche molto, forse troppo. Resta il fatto che, comunque la si pensi, è uno di quei fatti che hanno segnato questo 2014.

    5. Il caso Moncler a Report e l’effetto sui Social Media

    Altro caso “scottante” nell’ultima fase dell’anno, il caso Moncler nasce dall’ormai famosa puntata di Report su Rai 3 in cui si raccontò il modo in cui l’azienda italiana reperiva la sua materia prima, scoprendo che l’azienda delocalizza usando piume di qualità scadente. Il vespaio di polemiche che si scatenò ebbe un forte risalto sui Social Media, risalto che abbiamo voluto indagare, soprattutto dopo l’ottimo post di Riccardo Esposito.

    6. Facebook lancia Say Thanks, un tool per dire grazie a qualcuno

    Una delle tante novità di Facebook che vi abbiamo raccontato e che ha avuto grande attenzione da parte vostra è stata proprio questa, Say Thanks. Un video tool con cui dire grazie ad un amico o ad una persona cara mettendo in risalto i momenti salienti. A livello globale, i video ringraziamenti in poche settimane sono stati 200 milioni e gli italiani sono primi in Europa ad utilizzarli, sesti a livello globale.

    7. #UnaMacchinaPerRudy, il punto di vista del Gruppo Roncaglia, l’agenzia digital di smart Italia

    Altro post su #UnaMacchinaPerRudy e in quell’occasione volevamo sentire anche cosa ne pensasse il brand che rispose all’appello di Rudy, per capirne di più. Per questo intervistammo il social media team di smart Italia che fa capo al Gruppo Roncaglia.

    8. I nostri competitor sono una risorsa per crescere

    Il 2014 per InTime è stato l’anno del ritorno a casa della nostra Francesca Ungaro, dopo due anni di assenza. I suoi post, come era prevedibile, sono stati subito molto apprezzati e questo, sulla Competizione da vedere come Valore, in modo particolare. Francesca continuerà anche il prossimo anno a farci riflettere con i suoi spunti e con il suo modo di portarci  pensare e noi ne siamo più che felici.

    9. Ecco quanto è digitale il Vino italiano [Infografica]

    Ecco una delle tante ricerche che abbiamo pubblicato in questi 12 mesi che ha riscosso grande attenzione, soprattutto dagli addetti ai lavori. Un settore poco conosciuto dal lato digital che ha evidenziato infatti che c’è ancora tanto lavoro da fare in questo senso.

    10. Cosa scrivere sul blog? Ecco 5 metodi per trovare argomenti efficaci

    E si piazza benissimo il primo guest post dell’anno, ad opera di Giacomo Freddi, che ha illustrato i 5 metodi per ottenere in maniera efficace argomenti da trattare sul proprio blog. Un tema azzeccato sul nostro blog e Giacomo è stato bravo ad integrarsi alla grande nella linea editoriale. E voi lo avete premiato.

    Ecco, questi sono i 10 post che in assoluto avete letto e preferito di più in questo anno sul nostro blog, ma lasciateci menzionare anche altri post che sono stati molto apprezzati come quello sul Dark Social (11°), l’intervista al CEO di Nexive che ci ha parlato dell’interessante caso di rebranding dell’azienda (12°), l’indagine di Blogmeter che dice che il fashion blogger più influente in Italia è un uomo (13°). E poi tutti gli articoli sull’E-commerce.

    Ecco, questo è stato l’anno su InTime vissuto insieme a voi e vi ringraziamo ancora una volta per essere stati così numerosi. Nel 2015 ci saranno alcune novità interessanti, ma di sicuro non verrà meno il nostro impegno.

    A tutti voi un caloroso augurio di Buon Anno!

  • MailUp presenta il nuovo editor Bee, ora più user friendly

    MailUp presenta il nuovo editor Bee, ora più user friendly

    MailUp, leader in Italia per nell’Email Marketing per numero di clienti ed email inviate, lancia oggi su InTime, in anteprima nazionale, il nuovo editor che si chiamerà “Bee”. E qui sul nostro blog potrete conoscere tutte le novità grazie all’intervista fatta da Franz Russo a Matteo Bettoni, CTO di MailUp

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    MailUp, leader in Italia nell’Email Marketing per numero di clienti ed email inviate, lancia in anteprima “Bee”, il nuovo editor della sua console. Matteo Bettoni, CTO MailUp, illustrerà la nuova soluzione in un’intervista rilasciata al blogger Franz Russo, fondatore e curatore del blog “InTime, Condivido per Comunicare“. L’intervista verrà proposta a partire da oggi, Lunedì 27 Gennaio, su www.franzrusso.it con il video, che potete vedere in alto, della prima domanda; mentre il resto dell’intervista verrà rilasciata nei prossimi giorni sempre qui sul nostro blog.

    All’editor già esistente, che permette di comporre email, newsletter ed sms, MailUp affiancherà, entro il primo trimestre 2014, una nuova versione Beta chiamata “Bee”. La grande rivoluzione di Bee sarà la possibilità di lavorare sui contenuti, con un’interfaccia completamente rinnovata e altamente semplificata, per quanti non hanno familiarità con i diversi linguaggi di programmazione. Bee sarà strutturato per moduli e permetterà di lavorare singolarmente alle strutture di creazione di una newsletter o email promozionale.

    Il nome curioso dato al nuovo editor (“ape” in inglese) è stato scelto dallo staff di MailUp proprio per sottolineare il lavoro operoso di programmazione che l’editor assolverà in automatico, rendendo facile e immediato un processo che, in realtà, nasconde grandi complessità.

    Beepermetterà di creare ottime campagne di email marketing, performanti ed esteticamente accattivanti, in pochi minuti. Un test interno, infatti, ha permesso di verificare che la realizzazione da zero del layout di una newsletter implicherà solo un minuto e mezzo di lavoro, permettendo così di concentrarsi solo sui contenuti. L’interfaccia risulterà di estrema semplicità per l’utente finale (anche se dietro la struttura ci sono oltre 10.000 righe di codici) e presenterà tutti i tool e le funzionalità necessarie per creare newsletter complete e informative.

    Nello specifico “Bee” permetterà di lavorare in un’interfaccia completamente drag&drop e di inserire con facilità i moduli di social follow e sharing e altri particolari tipi di link, ma anche di editare un blocco alla volta della newsletter o raccogliere  contenuti da ogni tipo di sorgente come social media, virtual storage, FTP, webdav e tante altre funzioni. Il tutto in un’unica interfaccia.

    MailUp ha costruito il suo successo sull’ascolto delle esigenze dei propri clienti. Per questo è nato Bee.  Abbiamo risposto alle molte richieste poste dai nostri utilizzatori di avere un editor più semplice per la creazione delle loro campagne di Email marketing. Al momento abbiamo disegnato una road map di 12 mesi che seguiremo per apportare continui miglioramenti, anche se attraverso i feedback dei nostri clienti avremo la possibilità di aggiungere o modificare specifiche funzioni”, commenta Matteo Bettoni, CTO di MailUp.

    Come abbiamo detto in apertura, il nuovo editor “Bee” di MailUp verrà rilasciato in versione pubblica Beta nel corso del primo trimestre del 2014. I clienti di MailUp potranno potranno trovare maggiori informazioni su mailup.it.

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  • I Viaggi del Barbaro e i Contenuti Strategici

    I Viaggi del Barbaro e i Contenuti Strategici

    E siamo così arrivati alla fine de “I Viaggi del Barbaro”, la rubrica che Directo e InTime vi hanno proposto, in queste settimane, per orientarsi e comprendere meglio i fattori che sono alla base nella revisione del proprio sito web. Al termine del viaggio quindi il nostro “barbaro” è più consapevole dei propri limiti e ha imparato ad usare gli strumenti che ha conosciuto nelle varie tappe

    Nei precedenti episodi abbiamo visto come il Barbaro si sia trasformato professionalmente, grazie alla sua curiosità scaturita da un’esigenza: vendere i propri prodotti. E’ stato un percorso sicuramente difficile, dalle domande iniziali sul redesign del proprio sito si è passati attraverso l’analisi dei colori, della struttura, della capacità di adeguamento del sito attraverso i vari dispositivi fino al posizionamento sui motori di ricerca. Tutto questo percorso non avrebbe senso se non esistessero dei contenuti da proporre e promuovere, da ideare in base a ciascuna delle fasi che abbiamo visto. Ecco approdare il nostro Barbaro all’ultima, solo in ordine temporale, delle tappe di questo viaggio, non ha più bisogno di troppi muscoli per portarsi dietro pesi inutili, ha imparato a sfruttare la tecnologia e porta sempre con sè tutti gli oggetti che lo hanno accompagnato in questo percorso. Un benvenuto nella dimensione dei contenuti e della promozione, benvenuto in Directo-InTime!

    Entriamo nel vivo della questione, proponiamo dei Semplici passaggi base per impostare una strategia di contenuti per la comunicazione aziendale (argomenti tratti dal sondaggio sui trend del content marketing the Survey Findings realizzato da BusinessBolts, post liberamente ispirato a “12 Brutally Honest Answers to Your Content Marketing Questions” di Berry Feldman)

    Abbiamo visto nel precedente post quali siano i contenuti di marketing più rilevanti dal punto di vista SEO: i testi e quindi le parole chiave “pertinenti”. Come si fa ad utilizzare al meglio le parole chiave nel contenuto? Premesso che le parole chiave debbano essere sempre il fulcro del nostro discorso e non qualcosa di avulso:

    Prima risposta: inserirle nella headline.

    La headline o il titolo è quello che Google cerca per primo. E ‘quello che ti verrà mostrato per primo. Poi occorre inserirle anche nei metadati. E ‘quello che vedrete sotto il titolo e in grado di diventare il fattore che determina se il contenuto diventa il click.

    Seconda risposta: utilizzarle in modo autentico.

    Quindi, scrivere un pezzo su quelle parole chiave, non troppo eccessivo e non ingannevole. Se si usa una parola chiave tanto per inserirla nel testo ma senza cognizione di causa, si potrebbe guadagnare un click, ma non un cliente. Molto importante a tal proposito è il metodo dello Storytelling che consiste nel “raccontare storie” ai propri target con lo scopo di coinvolgere gli utenti e stimolarne l’identificazione attraverso il testo ma anche le immagini, i video ed i contenuti multimediali. Queste storie raccontate da brand e aziende non avranno il solo compito di contenere parole chiave, altrimenti la loro efficacia sarebbe pari a zero, ma anche di portare al pubblico la mission, i valori, la creatività e le idee che formano il brand o l’azienda per creare immedesimazione in modo semplice ed intuitivo.

    In particolare questo metodo diventa ancora più efficace ed ampio se tutti gli elementi del racconto confluiscono nello stesso creando qualcosa che va oltre la somma degli elementi stessi, qualcosa che soddisfa il bisogno di immedesimazione della nostra mente, qualcosa che crea nel nostro pubblico “soddisfazione” e che premia pertanto in termini di visibilità, diffusione e ritorno, l’azienda che ha creato quella soddisfazione. Questa operazione di storytelling estesa viene definita “Transmedia Storytelling”. Per chiarire ulteriormente questo concetto faccio riferimento ad una bel periodo di MacsBene.

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    Pensate dunque a cosa può essere un racconto sviluppato su diversi media, quanto possa essere coinvolgente “unire i puntini” del disegno narrativo utilizzando una matita, un sito web, uno smartphone e via dicendo. Anzi no, via raccontando.

    Dove posso trovare copywriter di alta qualità?

    Online.

    Cerca il tipo di copywriter che vorresti. Probabilmente i copywriter che troverai nelle prime due pagine hanno un concetto ben preciso dell’indicizzazione e del SEO. Una buona indicazione ma non è sufficiente. È possibile infatti ottenere un buon posizionamento e non essere un copywriter altamente qualificato. Occorre leggere il loro sito, il blog, la bio, il portfolio, le referenze ed i loro tweet. La headline di tutto quello che scrivono, i titoli che avranno usati, saranno l’oggetto che colpirà la vostra attenzione. Se arriverete a leggere anche l’ultima riga vorrà dire che l’autore avrà un punteggio in più, avrà strutturato una comunicazione di maggiore impatto.

    Come posso creare contenuti di alta qualità in modo semplice e veloce?

    Non è possible.

    Presto e bene non vanno nella stessa frase se si parla di contenuti strategici. Pensa al tuo libro preferito o album musicale o film. E’ stato creato facilmente e in poco tempo? Non credo… Roma non è stata creata in un giorno, no?

    La creazione di contenuti di alta qualità richiede dedizione e tempo.

    Ma qualcosa si può comunque fare. Piano. Pianifica una strategia di contenuto prima di iniziare. Dedicati all’ascolto della rete, cerca di capire il tuo pubblico di come parla dei tuoi argomenti, in che misura, con quali toni e dove ne parla. Assembla una squadra. Crea un piano editoriale. Con ogni “pezzo” al suo posto sarà davvero possibile accelerare il processo, sfruttare le opportunità di conversione, e migliorare la qualità e la continuità del lavoro. Se proprio non puoi occuparti di mettere in piedi una strategia, sappi che c’è chi può farlo per te, istruirti e lasciare a te il “solo” compito di proseguire il cammino iniziato. Chi sono queste persone? Persone come quelle che hai davanti un questo momento, che lavorano quotidianamente con queste tematiche e che hanno un team di lavoro che possa supportare le tue necessità anche in termini di diffusione dei contenuti attraverso i social network. (Directo e InTime sono a tua disposizione! ;) )

    Dove sta andando il contenuto? Video, audio o immagini?

    Due risposte anche qui. Prima risposta: sta andando in tutto il mondo, ovunque i clienti passino, il contenuto va con loro. Seconda risposta: sì video, audio sì, sì le immagini. Dare importanza ad un solo elemento, come visto prima, sarebbe come dire che uno solo degli alimenti è fondamentale per il sostentamento di un essere umano. Diversi mercati, clienti, comportamenti e gusti informeranno le scelte dei media, quindi è necessario ricercare, sperimentare, misurare e rispondere.

    Se si sta incentrando la strategia su un unico focus, un blog dovrebbe essere la vostra piattaforma di partenza dei contenuti. Poi, se si ha idea che è giunto il momento di diversificare gli argomenti ma non si sa cosa desiderano i propri clienti (cosa da non fare!!), quindi non ci si è dedicati alla fase principale, l’ascolto, il consiglio che possiamo dare è quello di seguire il mezzo di comunicazione con che si percepisce come più naturale, più vicino alla propria azienda. Sperimentare a volte può essere utile per poi approdare a soluzioni più professionali nel momento in cui si ha la necessità di ottenere risultati misurabili.

    Da dove partire per provare a scrivere contenuti propri?

    Esprimere un’opinione, un punto di vista, scrivere o produrre qualcosa che colpisca, che provochi una reazione, preferibilmente positiva :) Questo è il modo per essere notati, ricordati e per sviluppare un dialogo intorno ai propri argomenti.

    Come posso mantenere l’attenzione dell’utente?

    Mettendo la propria realtà in relazione con l’utente, ovviamente la capacità di essere altamente relazionabili non è facilmente raggiungibile. È necessario capire il pubblico o i pubblici “intimamente”. Occorre “mettersi in ascolto”, anche attraverso i servizi gratuiti di monitoraggio delle conversazioni, come ad esempio Mention o Socialmention. In questo modo si potranno interpretare i trend e cercare di collegare i propri argomenti, il proprio storytelling a quelle necessità, a quei dialoghi, a quei bisogni.

    Quali sono i metodi più efficaci di content marketing?

    Non esistono metodologie “standard”, come abbiamo detto è fondamentale realizzare una strategia su misura sui “propri” contenuti e sul “proprio” pubblico. Ciascuno dovrebbe poter rispondere a questa domanda in base alle proprie personalizzate considerazioni:

    • Definire il proprio obiettivo globale e gli obiettivi specifici per ciascun canale di marketing. Ciascuno di noi sa che effetto desideri ottenere. In questo modo sarà possibile capire agevolmente ciò che è e non è “efficace”.
    • Determinare quali metriche serviranno come indicatori significativi. “Click” è una metrica ragionevole, ma “conversioni” potrebbe essere più significativa. Anche in questo caso, sta a voi definire “efficace” o meno un contenuto e di conseguenza definire se un dato indichi o meno una conversione. Quante volte avete cercato di capire le vostre comunicazioni che tipo di conversione avessero? La conversione è quel momento in cui l’utente destinatario della nostra comunicazione compie l’azione richiesta all’interno del nostro messaggio, banalmente “clicca sul link” inviatogli con la nostra newsletter oppure acquista sul tuo sito il prodotto veicolato in offerta.
    • Mettere in atto e quindi “utilizzare”, strumenti di analisi per misurare l’efficacia del content marketing. Riassumere i risultati e condividerli con i membri del team in grado di migliorarli.

    Pubblicare qualcosa una volta la settimana è sufficiente?

    Sì, se si sta centrando l’obbiettivo. No, se non è così.

    Secondo lo studio annuale del Content Marketing Institute and Marketing Profs, Annual Study by Content Marketing Institute and Marketing Profs, i marketers dichiarano che la loro sfida più grande è la produzione “sufficiente” di contenuti. Ma che si intende per sufficiente?

    Se non si stanno ottenendo i risultati sperati, è possibile che non stai creando abbastanza contenuti, ma il problema potrebbe essere diverso…

    Non si stanno creando “grandi” contenuti.

    Come faccio a trovare argomenti di cui scrivere?

    Sintonizzati. Chi dovrebbe usufruire dei tuoi contenuti? Quali sfide deve affrontare attualmente, quali difficoltà?

    Se non si sa rispondere non c’è problema, occorre trovare questi dati. Tre suggerimenti veloci: 1. chiedere direttamente al pubblico; 2. ascoltare le domande che il proprio target pone attraverso i social media; 3 rimanere al passo con gli “influencers” (utenti ritenuti affidabili su certi argomenti, solitamente identificabili con blogger di settore), degli argomenti nel vostro campo di pertinenza.

    Quali sono i posti migliori dove pubblicare i contenuti aldilà del proprio blog?

    Dove c’è il tuo pubblico.

    Per i video, nel regno di YouTube, per i podcast su ITunes, Per le presentazioni (slide) su SlideShare, per le immagini Flickr…c’è una lunga lista di supporti, ma non è utile fare una “lista della spesa” quanto riflettere sul tipo di contenuto da pubblicare e fare la relativa giusta scelta.

    Questi “supporti” sono a disposizione di tutti gratuitamente, pertanto hanno un pubblico esteso ecco perché occorre cogliere questo vantaggio e quindi condividere i propri contenuti su questi siti.

    Ora, per le opere scritte, c’è una lunga serie di posti su cui pubblicare che non hanno alcuna qualità o hanno standard qualitativi molto bassi, sono quindi utili per la diffusione dei propri contenuti quanto lo sono invece quelli con standard qualitativi elevati. Il luogo migliore su cui pubblicare i contenuti del proprio sito o blog è…sui migliori blog.

    E quali sono? I migliori blog sono quelli che non soltanto raccolgono il tuo pubblico ma hanno con esso un dialogo frequente, chiaro, intenso e finalizzato.

    Effettuare una panoramica sufficientemente descrittiva dell’argomento del Content Marketing non è cosa semplice e credo sia impensabile essere esaustivi con un solo articolo.

    Con l’augurio di aver suscitato un po’ di curiosità intorno all’argomento e di aver iniziato un dialogo, con il nostro Barbaro che oramai è diventato un figurino a metà tra webstar e VIP di altri tempi, vi salutiamo restando in attesa dei vostri commenti su questa esperienza di viaggio trascorsa insieme.

    Grazie per essere stati con noi, ci vediamo sulla nostra fanpage di Facebook per proseguire il dialogo!

    (tutte le vignette de “I Viaggi del Barbaro” sono realizzate dall’illustratore Riccardo Pieruccini)

     

  • I Viaggi del Barbaro, la scelta del sito responsive

    I Viaggi del Barbaro, la scelta del sito responsive

    Continua “I Viaggi del Barbaro”, la rubrica che Directo e InTime vi propongono per orientarsi e comprendere meglio i fattori che sono alla base nella revisione del proprio sito web. Questa settimana il nostro barbaro è alle prese con la scelta del sito “responsive”, quindi ottimizzato per i dispositivi mobili. Una scelta ormai obbligata visto il crescente utilizzo del Mobile che va fatta nella maniera giusta. Vediamo come

    Dopo aver scoperto l’importanza delle strutture necessarie per contenere, esporre e proporre nei dovuti modi i propri prodotti, il nostro avventuriero sta ora cercando di adeguare le proprie competenze alla continua evoluzione del proprio pubblico, un pubblico che adesso richiede di ricevere informazioni anche attraverso i nuovi strumenti di comunicazione, utili e fortemente performanti per quanto concerne la soddisfazione delle richieste. La sua comunicazione guarda ora verso nuove “formule” dove tutto dev’essere “sensibile” alle richieste del o dei propri pubblici.

    Negli ultimi due anni c’è stata una forte spinta propulsiva volta a rendere i siti web fruibili sulla grande molteplicità di piattaforme disponibili. Con una quantità di strumenti in grado di accedere al web, la comunità dei web designer ha ben compreso la necessità di ripensare il modo in cui un sito viene progettato“, ci ha spiegato Mirko Sassetti, web developer di Directo

    viaggi-del-barbaro-mobile

    Di fronte a milioni di persone che accedono al Web tramite i loro tablet, smartphone, apparecchi per la riproduzione musicale, piattaforme di video-gaming e persino TV, non è più sufficiente un design adatto unicamente ai “vecchi” computer portatili o da scrivania. Questo aspetto è divenuto di pubblico dominio già nel maggio 2010, quando Ethan Marcotte ha pubblicato un articolo dal titolo “Responsive Web Design”, che rappresenta il punto di partenza per comprendere il sempre crescente bisogno di far funzionare coerentemente un sito web su tutte le piattaforme disponibili, senza ostacolare l’esperienza-utente.

    Dunque, il vostro sito web necessita di una comunicazione che segua i principi del “responsive web design”?  È possibile visitarlo con qualsiasi dispositivo, dal computer al mobile, senza che da un mezzo all’altro si perda in qualità dell’esperienza? Nel caso di un sito di news o di articoli in vendita la risposta è “se non è così dev’esserlo immediatamente”, tutti gli altri hanno un po’ più di tempo per arrivare alla stessa conclusione! In ogni caso se non siete in grado di rispondere “sì” con una certa sicurezza, potrebbe essere il momento di rivedere col vostro sviluppatore a quali e quanti criteri il vostro sito attualmente risponde, e di valutare insieme se non sia il caso  di rendere il vostro sito web “responsive”.

  • I Viaggi del Barbaro, l’architettura di un sito web

    I Viaggi del Barbaro, l’architettura di un sito web

    Quarto appuntamento con I Viaggi del Barbaro, il viaggio con cui Directo e InTime vi propongono ogni settimana una guida per orientarsi e comprendere meglio i fattori che sono alla base nella revisione del proprio sito web. Questa settimana il nostro Barbaro è alle prese con l’Architettura di un sito web, ossia come fare per gestire al meglio il proprio sito

    Sempre più convinto e deciso di voler proseguire al meglio il viaggio intrapreso, il nostro Barbaro è ora ad una fase in cui ha pienamente compreso l’importanza dell’impatto della propria comunicazione, ma ancora lunga è la strada affinché questa si concretizzi e dia risultati. Nel prossimo step porteremo alla sua attenzione quella che è la necessità di dotarsi di strumenti di lavoro adeguati e di facile gestione, quale ad esempio il proprio sito aziendale. Quand’è stata l’ultima volta che avete aggiornato il vostro sito web? Se è passato molto tempo, perché?

    Se la risposta a quest’ultima domanda è “perché è difficile da aggiornare”, allora bisogna domandarsi da cosa questa difficoltà è determinata. Perché non avete tempo? perché è fattibile solo da chi ve lo ha realizzato ed è poi sparito? o perché non avete le conoscenze necessarie? Se si tratta semplicemente di tempo, dovreste sforzarvi per trovarlo: solo un sito aggiornato con metodo è in grado di mantenere i vecchi visitatori e di attrarne di nuovi. Chi si avvicina a capire come può essere semplice gestire un sito web, non ne potrà più fare a meno! Passare dalla difficoltà iniziale di raccogliere materiali e pensieri ad avere le proprie “best practices” quotidiane sarà quasi immediato. Concepire il proprio sito web come un reale strumento di lavoro è già un ottimo punto di partenza. Se invece non sapete bene come fare, ecco che potrebbe essere il caso di pensare a un “redesign”.

    viaggi del barbaro architettura sito web

    Una soluzione potrebbe essere semplicemente quella di assumere un web designer perché installi sulla piattaforma esistente un sistema di gestione dei contenuti (CMS, ovvero “Content Management System”), in modo da poter successivamente aggiornare il sito per conto vostro, oppure di rivolgervi “una tantum” ad un’agenzia di professionisti per ripensare il vostro sito web dalle fondamenta in modo da colmare qualsiasi lacuna in maniera definitiva. Un CMS è molto spesso la base su cui viene costruito un sito oggigiorno, perché garantisce aggiornamenti rapidi e intuitivi da parte del gestore, e perché può stare “al passo coi tempi” consentendo allo sviluppatore l’aggiunta di nuovi strumenti e funzionalità man mano che la tecnologia evolve. Se volete un sito che offra qualcosa di nuovo ogni giorno, quella del CMS potrebbe essere una strada da valutare seriamente.

    Altra domanda da porsi è: sul vostro sito ci sono funzionalità e caratteristiche che non vengano più usate?

    Man mano che un sito web matura e cresce, diviene palese che alcune sue parti non sono più necessarie o non assolvono più al meglio ciò per cui erano state pensate, stanno insomma divenendo “obsolete”. Pulsanti che rimandano ad applicazioni di terzi non aggiornate, interfacce in Flash non visibili dai Mobile Devices, che potrebbero essere realizzate con tecniche più “leggere” di programmazione, e così via. C’è qualcosa di simile sul vostro sito?

    I pulsanti di tipo “share” dei Social Media hanno attirato un po’ di attenzione ultimamente proprio per questo motivo: molti designer ritengono che non siano più efficaci come un tempo e si ripromettono di eliminarli dai loro siti o di trovare valide alternative. Se anche sul vostro sito accade qualcosa di simile, potrebbe essere il momento giusto per rimuovere funzionalità obsolete o procedere a un completo “redesign”, in modo che ogni sua caratteristica garantisca la massima performance possibile. Del resto anche il nostro Barbaro ha notato la differenza tra i suoi strumenti obsoleti e quelli del Barbaro suo competitor che sta ottenendo successo, perché non fare lo stesso?

    (tutte le vignette de “I Viaggi del Barbaro” sono realizzate dall’illustratore Riccardo Pieruccini)
  • I Viaggi del Barbaro alla Social Case History Forum 2013

    I Viaggi del Barbaro alla Social Case History Forum 2013

    I Viaggi del Barbaro approda al Social Case History Forum 2013, l’evento che nel giro di un anno è diventato punto di riferimento per sapere, conoscere e apprendere quanto di meglio il web e i social media offrono in Italia. Insieme a Directo saremo presenti per parlare del nostro esperimento

    I Viaggi del Barbaro come ormai sapete è il viaggio che Directo e InTime vi stanno proponendo alla scoperta di quelli che sono gli elementi basilari da considerare nel momento in cui si volesse procedere ad una totale revisione del proprio sito aziendale. Un viaggio vero e proprio che si sviluppa con un appuntamento settimanale, approfondendo di volta in volta i vari aspetti. E questo che è per noi un esperimento, sarà presentato al Social Case History Forum 2013, l’evento legato al Web e ai Social Media che nel giro di un anno si è già affermato come punto di riferimento per conoscere casi di studio, tendenze e nuovi esempi ci fare comunicazione online.

    Obiettivo de I Viaggi del Barbaro è quello, come abbiamo già detto più volte, di provare a fornire strumenti e spunti utili che possano essere d’aiuto nel momento in cui si decida di dare nuova vita al proprio sito web, adeguandolo a standard più al passo coi tempi, magari. E abbiamo anche detto più volte che il nostro Barbaro che prova a fare questo viaggio, apparentemente per lui impossibile, non rappresenta altro che noi stessi, ossia il nostro modo di vedere le cose, il nostro modo di interpretarle. E la lezione, se così possiamo definirla, è che comunque c’è sempre bisogno di essere informati, nella maniera giusta e corretta, c’è il bisogno di conoscere e c’è sempre il bisogno di affidarsi a persone che sappiano fare il loro mestiere. Provare ad improvvisare il più delle volte, a fronte di un risparmio nella gestione, provoca gravi danni nei risultati.

    Ovviamente vi invitiamo a partecipare alla nostra case, giovedì 30 Maggio 2013 presso il Centro Congressi Palazzo Stelline, Corso Magenta 61 a Milano, alle ore 15,30 nella Sala Borromeo, dove sveleremo tutto l’esperimento.

    Ma vorremo anche coinvolgervi, sin da ora, in un nostro piccolo sondaggio, invitandovi a dirci che tipo di Barbaro siete. Quindi diteci se siete un Barbaro “aggiornato“, “appassionato“, “hi-tech“, “esperto“, “evoluto” o anche “vorrei-ma-non-so”, “volenteroso“, “consapevole“. Insomma diteci che tipo di Barbaro vi sentite di essere e potete farlo qui, commentando questo post, attraverso un tweet con l’hashtag #chebarbarosei, oppure potete raccontarcelo ancora su Facebook sulla fanpage di Directo o su quella di InTime.

    E allora tu #chebarbarosei?

     

  • I Viaggi del Barbaro: i Colori del Web

    I Viaggi del Barbaro: i Colori del Web

    Terzo appuntamento de “I Viaggi del Barbaro”, il viaggio che Directo e InTime vi propongono una guida per orientarsi e comprendere meglio i fattori che sono alla base nella revisione del proprio sito web. Oggi ci occupiamo della scelta dei Colori, momento importante per quel che riguarda la Comunicazione sul web. Vediamo allora cosa scopre il nostro Barbaro oggi

    I Viaggi del Barbaro giunge al terzo appuntamento. L’appuntamento settimanale che Directo e InTime vi propongono ha lo scopo di fungere da guida per orientarsi e conoscere meglio i fattori che stanno alla base nella scelta di rivedere il proprio sito web.

    Oggi il nostro Barbaro approda ad una tappa importante della sua formazione: i colori. L’applicazione di uno schema di colori al proprio messaggio può fare davvero la differenza per una serie di variabili emotive e non, che è utile prendere in considerazione quando ci troviamo davanti alla realizzazione di un layout. E’ difficile decidere se una combinazione di colori funziona bene in un progetto di comunicazione. Tuttavia le basi della teoria del colore e alcuni ottimi strumenti disponibili sul web aiutano ad uscire dalla “crisi da foglio bianco” per dirla come la direbbe un copywriter.

    Quanto descritto di seguito potrà essere uno spunto di riflessione sul colore; utile non soltanto ai designer, ma anche ad un programmatore in cerca di consigli per creare un prototipo visivamente accattivante, o ad un aspirante designer che vuole una breve panoramica su questo tema o anche a qualcuno che non capisce la differenza tra lo sviluppo Web e Web Design…o più semplicemente ad un Barbaro!

    Vediamo alcuni aspetti basilari nell’uso “web” dei colori.

    Viaggi del Barbaro i-colori-del-web

    La Teoria del colore in breve

    La Teoria del colore copre in realtà una serie di elementi, ma semplificando si può dire che è l’interazione dei colori attraverso complementarietà, contrasto e vivacità.

    L’interazione dei colori attraverso complementarietà, il contrasto e la vivacità

    Colori complementari

    Quando i colori occupano estremi opposti dello spettro dei colori, portano le persone a prendere in considerazione un progetto visivamente accattivante attraverso la definizione di una via di mezzo in cui l’occhio possa risiedere. Piuttosto che sforzarsi di adattarsi ad una particolare area dello spettro dei colori, l’occhio crea un equilibrio. Ci sono due usi comuni per i colori complementari: lo schema di colori Triadico ed il Compound che discuteremo in seguito.

    Contrasto

    Il contrasto riduce l’affaticamento degli occhi e focalizza l’attenzione dell’utente con chiarezza dividendo gli elementi di una pagina. L’esempio più evidente di contrasto è una selezione efficace di sfondo e colore del testo. Questo schema è utile nel caso si voglia realizzare un sito con molto testo, un luogo in cui l’utente si trovi per approfondire deve accompagnare correttamente la lettura.

    Alcuni punti cardinali sul contrasto:

    1. Scegliendo colori contrastanti, il testo diventa facilmente leggibile;
    2. La scelta di una combinazione di colori in cui il testo è l’elemento più evidente del design riduce l’affaticamento degli occhi e concentra l’attenzione dell’utente;
    3. La mancanza di contrasto tra il testo e lo sfondo avrà un impatto negativo sugli utenti che faticheranno a leggere i contenuti di queste pagine. I loro occhi non sanno su quale colore concentrarsi e questo affaticherà la loro vista.
    4. Una combinazione di colori complementari non significa necessariamente che il contrasto tra testo e sfondo sia sufficientemente forte. A volte i colori scelti potrebbero essere troppo de-saturati per creare un contrasto apprezzabile.

    La teoria dei colori è essenziale per l’usabilità di un sito internet

    Nella maggior parte dei progetti le aree di testo di grandi dimensioni non sono un luogo per cercare di essere veramente creativi, quindi conviene mantenere le cose semplici e leggibili.

    Insieme con la creazione di testo leggibile, il contrasto può anche attirare l’attenzione dell’utente verso gli elementi specifici di una pagina. Pensate  a quando evidenziate un libro di testo: quando si desidera richiamare l’ attenzione su una parte specifica della pagina, se ne modifica l’aspetto rispetto al resto del testo. Lo stesso principio vale per il Web Design: utilizzando una varietà di colori contrastanti si può aiutare a focalizzare l’attenzione del lettore su elementi specifici della pagina, l’importante è non esagerare!

    vibrancy: vitalità, vivacità

    La vivacità detta l’emozione del vostro design. 

    Colori brillanti porteranno l’utente a sentirsi più “vitale” nell’impatto con il vostro design, il che è particolarmente efficace quando si sta cercando di pubblicizzare un prodotto o invocare una risposta emotiva. Le tonalità più scure tendono a rilassare l’utente, permettendo la loro mente di concentrarsi su altre cose.

    Un esempio di questo tipo di operazione è il sito realizzato per Meccaniche Luperini, in rete troverete infiniti esempi di questo utilizzo dei colori e anche dei controesempi interessanti per comprendere “cosa non fare”, segnalateci cose avete trovato e ne discuteremo insieme!

    Come selezionare uno schema di colori efficace?

    Proponiamo alcune delle procedure comunemente diffuse per realizzare combinazioni di colori: triadico, composto, e analogo.

    Combinazione di colori triadico

    Viaggi del Barbaro - I colori del web: triadicoComposto da 3 scelti grazie ad un intervallo di 120° sulla ruota dei colori. C’è un modo molto semplice per creare uno schema triadico di colore:

    Prendete una ruota dei colori, e scegliete il vostro colore di base.

    Disegnate un triangolo equilatero partendo dal vostro colore di base.

    I tre punti del triangolo formeranno lo schema tri-colore.

    Utilizzando un triangolo equilatero, è possibile garantire che i colori abbiano vitalità uguale e si completino a vicenda in modo corretto.

    Compound combinazione di colori (aka Split Gratuito)

    Viaggi del Barbaro . combinazione compoundLa combinazione di colori Compound si basa sul fornire una gamma di colori opposti: due colori sono scelti da estremità opposte del cerchio cromatico. In questo modo, al progettista è consentita una maggiore libertà nel design beneficiando al contempo dell’impatto visivo dei colori complementari.

    Analogo

    Viaggi del Barbaro - colori AnaloghiUna combinazione di colori analoghi si basa su un’attenta selezione dei colori nella stessa zona dello spettro.

    Due esempi di una combinazione di colori analoghi sono i seguenti:

    – Sfumature Giallo e Arancio;

    – Una selezione monocromatica (sfumature di un colore di base).

    In conclusione uno degli aspetti più difficili dell’uso dei colori è che a volte, quando i colori non sono ancora stati disposti, non sembrano funzionare bene insieme. Tuttavia, una volta applicati, la loro armonia visiva di solito si manifesta.

    Per uscire dal “blocco dello scrittore” è quindi necessario avere fiducia nella teoria dei colori, una volta scelto il principio da seguire e applicata la gamma di colori selezionata tutto sembrerà più chiaro e gli aggiustamenti verranno naturali.

    Questo articolo è un primo approccio ai principi di progettazione formale. Non è pensato per essere completo ed esaustivo su un argomento così vasto come quello della teoria del colore, ma piuttosto vuole essere un principio di dialogo per affrontare la teoria dei colori nell’ambito di un progetto di web design.

    Attendiamo i vostri esempi e controesempi per analizzare insieme al Barbaro le applicazioni dei colori nei vari ambiti. Scrivi un commento al Barbaro e lui ti risponderà!

    (tutte le vignette de “I Viaggi del Barbaro” sono realizzate dall’illustratore Riccardo Pieruccini)
  • I Viaggi del Barbaro, la decisione sul re-design

    I Viaggi del Barbaro, la decisione sul re-design

    Continuano I Viaggi del Barbaro che Directo e InTime vi propongono al fine di realizzare una guida per orientarsi e decidere al meglio la revisione del proprio sito web. Oggi parliamo del re-design del sito, indicando quelli che sono i punti essenziali per passare ad una totale revisione del sito istituzionale. Scopriamoli insieme

    Continuiamo a raccontarvi “I Viaggi del Barbaro“, durante i quali cerchiamo di proporvi una guida per rivedere al meglio e ottimizzare il modo di comunicare online. Decidere di “rivedere” la propria comunicazione online non è cosa facile anche se dovrebbe essere uno degli obbiettivi fondamentali e costanti di un’azienda.

    Uno dei punti chiave della presenza online di un brand è senza dubbio il proprio sito istituzionale, il fatto che il vostro sito rispecchi alcuni dei punti riportati in questo articolo non indica necessariamente che occorre un intervento sostanziale. Ad esempio, se i tempi di caricamento sono lunghi non è necessario pensare a un re-design completo: sarà sufficiente affidarsi a un web designer esperto affinché si occupi, con un’analisi dettagliata, di determinare le cause di questo problema  e di apportare le necessarie modifiche. Anche se il vostro sito stesse perdendo visitatori, potrebbe non essere affatto colpa di un design datato o mal progettato: il vostro problema potrebbero infatti, più semplicemente, essere i contenuti. Rivedere i contenuti è senz’altro più semplice che non ripensare interamente un sito.



    In ogni caso se varie delle situazioni descritte corrispondono allo stato attuale del vostro sito, dovreste affidare a un web designer o a un team di sviluppo fidato l’incarico di risolvere i problemi riscontrati, in modo da non restare indietro.

    In generale è consigliabile verificare lo stato del proprio sito online costantemente, impostando degli “indici di performance” che ne identifichino l’efficacia e che ci segnalino i malfunzionamenti laddove questi siano presenti, uno strumento utile per il monitoraggio del sito aziendale è indubbiamente Google Analytics.

    In conclusione, se la vostra sensazione è che sia arrivato il tempo di fare qualcosa, contattate un web designer o uno studio e fate una bella chiacchierata con loro, evidenziando le cose che secondo voi non vanno: potranno sicuramente darvi una mano nel decidere se al vostro sito sarà sufficiente qualche ritocco, o se viceversa non sia giunto il tempo per un completo re-design.

    A quando risale l’ultima revisione completa a cui avete sottoposto il vostro sito?

    Contrariamente a quanto si possa immaginare, la risposta a questa domanda non è un forte indicatore riguardo alla necessità di rinnovare un sito. In linea di principio  dovreste aggiornare almeno l’aspetto del sito ogni tre anni, e le sue funzionalità ogni cinque. Questa discrepanza è spiegata dal fatto che nonostante le tecnologie si evolvano rapidamente, esse non sono altrettanto rapide quanto le tendenze del design.

    Se non siete in grado di stabilire a quando risale l’ultima revisione completa del vostro sito web, ecco un buon indicatore del fatto che potrebbe essere giunto il momento di rivedere le cose, semplicemente perché la tecnologia e le tendenze del design si sono presumibilmente evolute in modo significativo da allora (ad esempio: responsive web design, HTML5, CSS3, integrazione coi social media, design minimalista..).

    Ad ogni modo, come già detto questa domanda non è la più importante: siti diversi hanno scopi diversi, e dunque necessità di aggiornamento diverse.

    Un dato che potrebbe aiutarvi a comprendere da quanto tempo non effettuate una revisione del vostro sito è la seguente: L’anno del Copyright nel vostro footer corrisponde all’anno in corso? Se la nota sul Copyright a pié di pagina sul vostro sito riporta un anno anteriore a quello in corso, è probabile che il vostro sito non venga aggiornato da mesi. Se la data riportata è ad esempio il 2010, gli utenti penseranno che il sito non viene aggiornato da ormai due anni. Se la data in questione è addirittura anteriore al 2008, è proprio giunto il momento di fare qualcosa.

    Le variabili da prendere in considerazione sono quindi di diversa natura: dagli aspetti SEO inerenti il traffico sul sito, il tempo di permanenza e la “qualità” dei visitatori, all’anno di Copyright; dalla navigabilità su dispositivi mobile, all’integrazione con i social network e con le contemporanee forme di sharing dei contenuti.

    Per saperne di più fai come il Barbaro, confrontati con i tuoi competitor e inviaci la tua analisi a request@directo.it, costruiremo insieme una valutazione del tuo sito aziendale.

    (tutte le vignette de “I Viaggi del Barbaro” sono realizzate dall’illustratore Riccardo Pieruccini)