Tag: israele

  • Bologna è la capitale della Repubblica delle Idee

    Bologna è la capitale della Repubblica delle Idee

    Si è chiusa con Francesco De Gregori in una piazza Maggiore piena nonostante il gran caldo la prima Festa della Repubblica delle Idee a Bologna, manifestazione che in quattro giorni ha visto una partecipazione straordinaria della città a tutti gli eventi in programma. Bologna diventa quindi la capitale della Repubblica delle Idee

    La-Repubblica-delle-IdeeQuello che è successo a Bologna in questi ultimi quattro giorni, dal 14 al 17 giugno, è stato qualcosa di veramente straordinario, senza voler essere esagerati. Perchè il grande successo di pubblico, per quanto potesse essere atteso, visto come era strutturato l’evento e l’elevata qualità delle personalità coinvolte, non era certamente scontato. Bologna negli ultimi anni si era un pò sfocata, perdendo un pò quel carattere combattivo, aperta al confronto che tanti le riconoscevano. Alla fine di questi quattro giorni si può ben dire che Bologna si è riappropriata delle sue caratteristiche naturali, cioè di città aperta alla cultura, al confronto, alle idee, alla gente. La dimostrazione di questo è stata la grandissima partecipazione di giovani e di gente davvero di tutte le età a tutti gli eventi, desiderose di sapere, confrontarsi e condividere delle idee per costruirne di nuove(altro…)

  • Akamai acquisisce la concorrente Cotendo

    Akamai acquisisce la concorrente Cotendo

    Insieme, le due aziende si fissano come obiettivo di migliorare ulteriormente i servizi di accelerazione web e mobile. L’acquisizione si è chiusa per una cifra di 268 milioni di dollari. Akamai in questo modo rafforza ancora di più il suo brand

    akamai-cotendoAkamai, la principale piattaforma cloud che consente di offrire agli utenti un’esperienza online sicura e a elevate prestazioni, in qualunque parte del mondo e su ogni dispositivo, ha annunciato l’acquisizione di Cotendo, azienda specializzata nella fornitura di servizi di accelerazione web e mobile. (altro…)

  • La morte di Vittorio Arrigoni, duro colpo alla pace

    Non credo sia esagerato dire che la morte di Vittorio Arrigoni si possa definire un duro colpo alla pace. Era un volontario pacifista, da tempo a Gaza e raccoglieva i suoi pensieri nel suo blog, Guerrilla Radio.

    Vittorio Arrigoni

    Colpisce la morte di Vittorio Arrigoni, per la brutualità con cui è stata eseguita, la violenza che è stata scatenata su un personaggio che era a Gaza, in missione volontaria per la pace tra israeliani e palestinesi, ormai da tre anni. Conosciuto e stimato da tutta la popolazione, amava lavorava in silenzio, senza clamori per portare avanti un disegno ancora visto troppo grande per quella terra. Solitamente non trattiamo notizie come queste, ma la morte di Arrigoni arriva come un pugno in faccia, quando meno te l’aspetti. Era anche un blogger Vittorio, molto conosciuto dal popolo della rete e teneva sempre aggiornato il suo diario online, Guerrilla Radio. (altro…)

  • Israele-Palestina, questione ancora irrisolta

    E’ gia passata una settimana dall’inizio dell’attacco sulla striscia di Gaza da parte di Israele che ha provocato ormai più di 700 vittime civili, di cui molti bambini. La reazione di Israele ad un attacco missilistico che ha ucciso le due sorelline israeliane di 5 e 13 anni a molti è risultata spropositata di fronte alla possibilità di mezzi dei palestinesi.

    rafah21In effetti a vedere come si sono messe le cose si potrebbe affermare che si Israele ha, in questo caso, usato la sua forza militare in maniera spropositata senza curarsi più di tanto delle conseguenze che questo provocasse, e cioè l’uccisione di tanti civili palestinesi. A questo si aggiunge poi la difficile condizione in cui vivono i palestinesi della Striscia di Gaza, un lembo di territorio all’interno dello Stato di Israele di 360 kmq con una popolazione di più di 1 milione e 400 mila abitanti che possiede la più alta densità di abitanti per kmq pari a 4117 ab./km². Senza dimenticare che Israele della Striscia controlla l’accesso marittimo, lo spazio aereo e l’accesso via terra nella barriera appunto tra Israele e Striscia di Gaza. Con questo voglio dire che la popolazione palestinese è ammassata all’interno del territorio. Israele di fronte ad una situazione di questo tipo non si fa scrupolo e decide di bombardare mettendo in moto tutta la sua macchina da guerra. Ne viene fuori un massacro. Il 31 dicembre la Corte Suprema dello Stato di Israele ha ordinato al governo di garantire l’accesso ai territori sotto bombardamento alla stampa internazionale perchè diano testimonianza degli effetti, ma lo stesso governo è sordo ad un invito di questo tipo, giustificando il divieto di accesso come una “complicazione delle operazioni militari”. Di conseguenza non si ha una informazione oggettiva di quello che succede, e gli stessi giornalisti italiani hanno fatto sapere solo dopo di questo divieto, nel frattempo ci hanno raccontato storie che neanche loro avevano in effetti visto. (altro…)

  • 2009, l’anno della pace?

    Avrei voluto chiudere l’anno sul blog in maniera diversa, ma l’attualità ci riporta alla drammatica realtà di questi giorni. In particolar modo avevo immaginato di poter non parlare di guerre. Ma purtroppo non sarà così. Il conflitto israelo-palestinese si riaccende in questo scorcio del 2008

    Palestinian Kids
    Palestinian Kids

    In questi giorni assistiamo tristemente al riaccendersi del conflitto tra israeliani e palestinesi, che tradotto significa assistere a un nuovo massacro di civili. Nell’ultimo attacco da parte di Israele sono stai uccisi più di 400 civili, li hanno chiamati “obiettivi strategici”. Sarà, ma chi ci va di mezzo e soprattutto in un conflitto lungo e complicato come questo sono i civili, donne e bambini soprattutto. Ovviamente non voglio discutere sul diritto di Israele ad esistere, anzi, lo Stato d’Israele ha diritto di esserci, ma quello che voglio sottolineare è che ci debba essere altrettanta tranquillità nell’affermare che ci debba essere uno Stato Palestinese. Non sto dicendo niente di nuovo, lo so, ma è meglio ribadire questo concetto soprattutto in queste giornate. Tra l’altro questa posizione è da sempre portata avanti anche dalla Chiesa e ben pochi hanno seguito questo messaggio. Si perchè da sempre il luogo su cui trova la Terra Santa è stata contesa dai pro-Israele, in particolare gli Usa, e dai pro-Palestinesi, ex-Urss e paesi arabi, dove ha trovato luogo di battaglia quella Guerra Fredda che ha caratterizzato cinquant’anni e più del secolo scorso. Una Terra inizialmente abitata dagli Arabi, va ricordato, i quali sono stati costretti inizialmente a lasciare la loro terra per far posto agli interessi commerciali degli europei alla ricerca del petrolio, poi confinati in quella che è oggi la Cisgiordania e lasciare la terra agli Ebrei di Palestina, dove appunto oggi sorge lo Stato di Israele. Questa era la soluzione degli Inglesi, che le Nazioni Unite fecero proprio, al problema: uno stato israeliano, dove oggi sorge per l’appunto, e uno stato palestinese, in Cisgiordania. Ma questa soluzione non accontentava nessuno soprattutto perchè la contesa si spostava anche su Gerusalemme che gli Arabi hanno sempre considerato loro capitale e lo stesso valeva e vale oggi per gli Ebrei che non voglio lasciare la loro città algi Arabi. A nulla sono valse ipotesi di divisione succedutesi nel tempo. Già questo dimostra di quanto sia difficile trovare una soluzione al problema e non ci aiuterebbe nemmeno provare a fare una cronostoria degli ultimi vent’anni perchè arriveremmo sempre allo stesso punto. Tranne nel ‘93 quando Rabin e Arafat stavano per siglare veramente la pace con gli Accordi di Oslo spezzati da un fanatico ebreo che nel ‘95 uccise Rabin. Da quel momento mai più si è andati così vicini alla Pace. E dopo la scomparsa di Arafat è subentrata al vertice politico dell’Autorità Palestinese Hamas, gruppo politico armato autore di molti attentati suicidi inIsraele che hanno provocato vittime innocenti e anche enormi e insormontabili difficoltà verso una pace duratura.

    Oggi Israele ha deciso di rimuovere con la forza Hamas, senza badare ai civili palestinesi e forse senza considerare le enormi conseguenze che questo potrebbe provocare. Di sicuro non è questo il modo per arrivare ad un accordo coi palestinesi. E se non si può colloquiare con Hamas, perchè di fatto è impossibile e anche perchè  Hamas stessa non ha tanta voglia di dialogare, allora bisognerebbe trovare il modo di coinvolgere gli altri paesi arabi più moderati a cominciare dalla Giordania per farsi promotore di un percorso che possa quantomeno smorzare i toni e deporre le armi. E’ vero anche che questa strada è stata già battuta, ma si può lasciare il popolo palestinese in balìa della sete di vendetta di Hamas? Non credo proprio, anche perchè gli stessi paesi arabi moderati non hanno voglia di iniziare una nuova guerra contro Israele. Ma con la violenza Israele non ha mai vinto e la storia lo dimostra. Anzi non solo Israele, nessuno ha mai vinto con la violenza o la guerra.

    Bisognerebbe prendere esempio dai tanti esempi di convivenza tra arabi e israeliani che la cronaca ci propone, così  come anche il cinema. C’è stato un periodo, prima della guerra del 1967 che arabi ed ebrei convivevano, divisi ma convivevano. Gli arabi erano integrati nella società israeliana, lavoravano con loro, giocavano con loro. Da allora questo non è stato più possibile. E allora voglio augurarmi che questa accada di nuovo, augurare a questa terra tanto bella e desiderata quanto martoriata che questo possa accadere presto, nel 2009.

    Nell’augurarvi un Buon Anno, auguriamoci anche di non vedere più guerre, di non vedere più vittime innocenti, di non vedere più sofferenze. Di vedere finalmente la Pace.

    Buon 2009 a tutti.