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  • Lo Stato di Internet Q1 2013 da Akamai. Italia ancora indietro

    Lo Stato di Internet Q1 2013 da Akamai. Italia ancora indietro

    Akamai pubblica il rapporto sullo Stato di Internet nel primo trimestre del 2013, il Q1. E vediamo che in questo periodo l’Europa è responsabile di meno del 19% del traffico legato agli attacchi. Il picco medio della velocità di connessione europeo è salito del 36% rispetto allo scorso anno. Il traffico dati mobile cresce del 19%. In Italia le connessioni broadband e high broadband sono in aumento rispetto al trimestre precedente, il Q4 2012, ma il nostro paese è ancora fanalino di coda

    Akamai Technologies, Inc., una delle principali piattaforme cloud che consente di offrire agli utenti un’esperienza online sicura e a elevate prestazioni, in qualunque parte del mondo e su ogni dispositivo, ha pubblicato il Rapporto sullo Stato di Internet relativo al primo trimestre 2013. Basato sulle informazioni raccolte dalla Akamai Intelligent Platform il rapporto offre un’analisi approfondita di dati quali, tra gli altri, velocità di connessione, penetrazione di Internet e origine degli attacchi informatici.

    Il Rapporto include inoltre un osservatorio sugli attacchi indirizzati a siti e-commerce e un esame dell’utilizzo di browser mobile per tipologia di connessione al network, effettuato tramite Akamai IO.

    Di seguito vi proponiamo i principali rilevamenti europei e italiani.

    Penetrazione globale di Internet

    Oltre 733 milioni di indirizzi IPv4 unici in 243 Paesi si sono connessi alla Akamai Intelligent Platform nel primo trimestre 2013, circa il 3.1% in più del trimestre precedente e il 10% in più rispetto allo stesso periodo lo scorso anno. Poichè, in molti casi, un singolo indirizzo IP rappresenta più individui, Akamai stima che il numero totale di utenti web unici connessi alla sua piattaforma durante il trimestre in questione sia ben superiore al miliardo. A livello globale, circa il 75% dei Paesi ha registrato un aumento di indirizzi IP unici rispetto al 2012. 

    Tra i Paesi europei presenti nella Top 10, quelli che hanno riscontrato il maggior incremento di indirizzi IPv4 anno su anno sono: Italia (+20%, al nono posto nella classifica globale con oltre 20 milioni di indirizzi connessi), Gran Bretagna (+11%, in quinta posizione), Francia (+5.7%, in sesta posizione) e Germania (+5%, in quarta posizione).

    Attacchi informatici: l’Europa è responsabile di circa il 20% degli attacchi osservati

    Attraverso i rilevamenti di un set distribuito di agenti attivi su internet, Akamai è in grado di monitorare il traffico legato agli attacchi informatici e individuare sia i Paesi origine del maggior numero di attacchi sia le porte loro obiettivo.

    La Cina continua ad essere la principale fonte di attacchi anche nel primo trimestre 2013, essendo responsabile del 34% di quelli osservati (sebbene in discesa di 7 punti percentuale rispetto al trimestre precedente). Cina e Indonesia insieme hanno originato più della metà del traffico legato agli attacchi a livello mondiale.

    Dalla top ten dei Paesi che hanno generato più attacchi informatici esce l’Italia, che lo scorso trimestre si trovava in nona posizione e che, oggi, è responsabile solo dell’1.1% degli attacchi generati.  L’unica nazione europea ancora presente in classifica è la Romania, che si piazza al nono posto.

    La Porta 445 (Microsoft-DS) continua ad essere la più colpita (dal 23% degli attacchi), seguita dalla Porta 80 (WWW HTTP), con il 14%, bersaglio di attacchi originati soprattutto in Indonesia.

    Adozione broadband: Paesi Bassi e Svizzera sempre i più veloci d’Europa 

    Connessioni internet-High-BroadbandL’high broadband continua a crescere in tutta Europa: sono infatti parecchie le nazioni che registrano almeno il 20% delle connessioni alla piattaforma Akamai superiori ai 10 Mbps. La Svizzera guida la classifica europea con il 30% di connessioni high broadband, seguita dai Paesi Bassi al 29%. Degne di nota anche Svezia (25% delle connessioni), Repubblica Ceca (23%) e Finlandia (21%).

    Connessioni internet-BroadbandLe connessioni a banda larga crescono un po’ ovunque e anche nel nostro paese. Ma crescono anche le connessioni high broadband. Infatti, rispetto allo scorso trimestre, l’adozione di high broadband è aumentata anche in Italia (+7.8%): ad oggi, il 3.2% degli italiani utilizza connessioni al di sopra dei 10 Mbps, una crescita del 24% rispetto allo stesso periodo lo scorso anno. Anche l’adozione della banda larga è aumentata: +10%, rispetto allo scorso anno e +12% rispetto all’ultimo trimestre 2012, stabilizzandosi al 35%.  Tuttavia, tirando le somme a livello europeo, l’Italia permane al penultimo posto per numero di connessioni sia broadband sia high broadband; dietro di noi, solo la Turchia.

    Velocità-connessione internet-EMEARomania e Svizzera sono gli unici Paesi europei ad avere raggiunto un picco medio della velocità di connessione superiore ai 40 Mbps, mentre le altre nazioni si sono attestate al di sopra dei 20 Mbps e la crescita maggiore è stata quella della Gran Bretagna (+ 53%, con un picco di 36,3 Mbps) e Svizzera (+ 41%).

    In Italia, la velocità media di connessione nel primo trimestre 2013 si attesta sui 4.4 Mbps, più veloce del 4.4% rispetto al trimestre precedente e del 5.4% rispetto allo stesso periodo lo scorso anno. Il picco medio di velocità di connessione raggiunto nel nostro Paese è pari a 21.8 Mbps, maggiore del 9.7% rispetto al trimestre precedente e del 24% rispetto allo scorso anno. Si tratta però del picco più basso di tutta Europa.

    Connettività mobile

    Il primo trimestre 2013 ha registrato una velocità media di connessione mobile tra gli 8.6 Mbps e i 0.4 Mbps.  Nove operatori hanno registrato velocità di connessione da banda larga (superiori ai 4 Mbps), mentre 64 operatori una velocità media superiore a 1 Mbps. Come lo scorso trimestre, anche questa volta il provider che ha offerto la velocità di connessione maggiore è un austriaco, con 7.6 Mbps.

    In Italia esiste un divario di circa 1.5 Mbps tra il provider che offre la velocità di connessione mobile media maggiore (3.7 Mbps) e quello che offre la velocità media minore (2.2 Mbps). Le velocità di connessione massime offerte dagli operatori italiani vanno dai 19.6 Mbps ai 17.4 Mbps.

    I dati raccolti da Ericsson indicano che il volume del traffico di dati mobile è raddoppiato rispetto a un anno fa ed è cresciuto del 19% rispetto al trimestre precedente. Durante la prima metà del trimestre, il 41% delle richieste globali su reti cellulari connesse alla Akamai Intelligent Platform sono state originate da dispositivi che utilizzano l’Android Webkit, seguiti da Safari Mobile (38%). Nella seconda metà del trimestre, le richieste da Android Webkit sono salite al 44%, mentre quella da Safari Mobile si sono attestate intorno al 30%.

    Se invece analizziamo tutti i network (non solo quelli cellulari), da Safari Mobile sono giunte circa il 60% delle richieste e da Android Webkit fino al 33%.

  • Amazon.it, ecco l’Operazione 15 e lode per i Libri Scolastici

    Amazon.it, ecco l’Operazione 15 e lode per i Libri Scolastici

    Amazon presenta oggi la sua offerta per i Libri Scolastici, “Operazione 15 e lode”, una proposta davvero innovativa. I libri adottati da più di 360.000 classi in Italia sono a portata di click su Amazon.it. I testi sono scontati del 15% e vengono consegnati a domicilio, evitando così code e lunghe attese

    La fine di ogni anno scolastico è il momento più atteso dagli studenti che possono godersi l’estate tirando un sospiro di sollievo; ma per i genitori è l’inizio di un percorso di guerra: è il momento in cui si devono armare di pazienza per affrontare code estenuanti e spese ingenti per l’acquisto dei nuovi testi scolastici. Amazon.it arriva in loro aiuto e permette di conservare la pazienza fino alle prossime pagelle: l’operazione “15 e lode”, al link www.amazon.it/15elode, consente ai genitori di trovare i testi adottati e consigliati in ognuna delle 360.000 classi delle scuole primarie e secondarie di I° e II° grado e riceverli direttamente a casa con uno sconto del 15%.

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    Sono tre i motivi che rendono la campagna “15 e lode” particolarmente interessante per le famiglie italiane:

    • lo sconto del 15% sul prezzo di copertina di tutti i libri;
    • le liste di tutti i libri adottati delle scuole elementari, medie inferiori e superiori d’Italia, pubbliche e private. Sul sito è facile e veloce arrivare alla lista dei testi adottati nella propria classe. Viene indicato se i testi sono adottati o semplicemente consigliati; viene inoltre segnalato quando un testo è da acquistare o lo si possiede già dall’anno precedente;
    • come per tutti i prodotti in vendita su Amazon.it, anche i libri della campagna “15 e lode” beneficiano di comode e veloci consegne gratuite per ordini sopra i 19 euro per spedizioni standard in 3-5 giorni.

    Quest’anno infatti, acquistare i libri scolastici sarà facile come un click: basterà seguire le istruzioni al link www.amazon.it/15elode, consultare la pagina relativa alla propria classe nella banca dati dei libri adottati, selezionare i testi da acquistare, metterli nel proprio carrello e procedere all’acquisto.

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    Accedere al servizio è molto semplice: il database è consultabile per area geografica, selezionando progressivamente regione, provincia, comune, istituto, classe e sezione.

    Sul sito sono presenti le adozioni di tutte le classi delle scuole medie inferiori e superiori che hanno confermato i dati per l’anno scolastico 2013-2014. Selezionando la classe e la sezione di interesse appare la lista dei testi, con l’indicazione su quali sono adottati o consigliati per la specifica classe.

    Amazon.it mette a disposizione il programma in abbonamento che consente, ove previsto, spedizioni illimitate in 2/3 giorni lavorativi a soli 9,99 euro l’anno e spedizioni in un giorno lavorativo a 3,98 euro ad articolo verso le numerose destinazioni italiane servite, disponibile gratuitamente in prova per un mese.

  • Cresce il Cloud in Italia, nuova leva per il Cambiamento

    Cresce il Cloud in Italia, nuova leva per il Cambiamento

    Il Cloud in Italia cresce più dell’ICT. E’ questo in sintesi quanto viene rilevato dalla nuova ricerca presentata ieri al convegno “Cloud Journey: un cambiamento possibile!”. Il mercato vale 493 mln €, in crescita dell’11% rispetto al 2012. Nelle PMI la spesa ICT cresce solo nel 16% dei casi, mentre quella Cloud cresce nel 40% dei casi. Il 70% delle imprese di grandi dimensioni si affida al Cloud in modo pervasivo ed evoluto

    Il mercato del Cloud in Italia è in crescita più dell’ICT e ce lo conferma la ricerca  dell‘Osservatorio Cloud & ICT as a Service, promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano, presentata ieri a Milan,o presso il Campus Bovisa, al convegno “Cloud Journey: un cambiamento possibile!“.

    Il Cloud Computing rappresenta un modello che offre l’opportunità di recuperare produttività e creare le condizioni per lo sviluppo e l’innovazione, permettendo al tempo stesso di ridurre di costi, razionalizzare le infrastrutture e migliorare i tempi di risposta” – afferma Mariano Corso, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Cloud & ICT as a Service – soprattutto l’ecosistema delle PMI e delle startup potrebbe trarne benefici enormi, ma il nostro Paese è oggi ancora un follower nell’adozione del cloud, con tassi di crescita assestati sull’11%, ma ben lontani da quelli delle economie più evolute e ancor di più dai Paesi emergenti, dove si registrano dinamiche di crescita fino a tre volte più rapide di noi.”

    Potrebbe essere proprio questa la fotografia appena descritta. Il Cloud cresce, ma meno rispetto agli altri paesi europei, quindi ci sono ancora margini, nonostante i buoni risultati. Ma vediamo meglio gli esiti della ricerca.

    Crescita del mercato Cloud in Italia

    La Ricerca ha analizzato anzitutto l’evoluzione del budget ICT e di quello legato al Cloud, sia nella componente Private che in quella Public, su un campione rappresentativo di 201 Grandi Organizzazioni (con più di 250 addetti) e di 507 PMI, registrando una maggiore crescita del budget Cloud rispetto a quello dedicato all’ICT nel suo complesso che diversamente subisce una contrazione.

    Con riferimento al campione delle grandi imprese osservando la dinamica del budget, la spesa ICT cresce, infatti, solo nel 13% dei casi, mentre quella Cloud cresce nel 54% dei casi per il Public Cloud, nel 50% per il Private. E il trend si ripete anche nelle PMI: mentre la spesa ICT cresce nel 16% dei casi, quella Cloud cresce nel 40% delle PMI.

    Grazie a questo trend, il mercato Cloud inItalia, nel 2013, ha raggiunto un valore 493 milioni di euro e registra una crescita dell’11% rispetto al 2012.

    La spesa delle grandi imprese copre il 95% del totale e registra un tasso di crescita analogo, mentre nelle PMI la dinamica è più positiva: è stata, infatti, rilevata una crescita del 16%; tuttavia, in valore assoluto l’investimento rimane marginale: rappresenta meno del 5% della spesa Cloud complessiva, pari a 21 milioni di euro.

    mercato-cloud-italia-2013

    Come dicevamo prima, la crescita del Cloud in Italia resta comunque nettamente inferiore alle aspettative di analisti ed esperti: la dimensione complessiva del Cloud in Italia è tuttora marginale, rappresentando appena il 3% del mercato totale. Il confronto con i Paesi esteri vede crescere il divario di digitalizzazione, anche se non mancano i segnali di un cambiamento in atto attraverso percorsi evolutivi possibili.

    Il Cloud nel mondo e la sua diffusione nel nostro Paese

    La crescita del Public Cloud in Italia è decisamente più bassa rispetto a quella delle altre economie: circa l’8% in meno dei mercati dei Paesi più evoluti, rispetto ai quali le aziende italiane stanno accrescendo il gap di digitalizzazione invece che colmarlo. L’Italia è fanalino di coda con la sola Spagna che sembra fare leggermente peggio.

    A rendere più impietoso il posizionamento è il confronto con le economie emergenti. Non sono solo le ben note India, Cina, Russia e Brasile a crescere di più, ma anche Indonesia, Argentina,Turchia e Messico mostrano tassi di sviluppo nella spesa Cloud dell’ordine del 25-30%, percentuale tripla rispetto a quella italiana.

    Diffusione del Cloud in Italia

    Nelle grandi imprese, alcuni segnali rivelano un interesse sempre maggiore per le tecnologie Cloud e, al tempo stesso, una crescita di consapevolezza nella loro adozione e l’abbandono dell’effetto moda. Le iniziative censite dimostrano un livello di customizzazione crescente, con un’attenzione maggiore ai processi caratteristici del proprio business e una crescente pianificazione dell’utilizzo del Cloud: il 32% degli intervistati dichiara, infatti, l’esistenza di un piano pluriennale (+11% sul 2012).

    Ci sono quindi ancora ampi margini di crescita per il Cloud: nelle grandi imprese, i servizi di Public Cloud più diffusi presentano tassi di adozione del 15%.

    Tra i servizi più diffusi e in crescita troviamo a supporto della mobilità la posta elettronica, i sistemi di UC&Ce le soluzioni di Enterprise file sharing, per l’information management i sistemi di office automation, per la relazione con i clienti il CRM e alcuni ambiti infrastrutturali, quali capacità di storage e computazionale.

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    Un tasso di adozione simile viene riscontrato anche tra i servizi di Public Cloud maggiormente diffusi nelle PMI: le soluzioni di storage (15%), il ricorso a macchine virtuali (12%) e i sistemi di posta e collaboration (11%).

    Le grandi imprese che adottano soluzioni Cloud lo fanno per innovare (27%) e per migliorare e supportare servizi e processi (56%) mentre solo in un numero marginale di iniziative il Cloud nasce da un’esigenza di rinnovo delle infrastrutture obsolete (17%).

    Allo stesso modo, nelle PMI, tra le motivazioni principali appare l’aumento dell’efficacia e l’attivazione di nuovi processi grazie al Cloud (38%) e la maggiore produttività connessa alla collaboration e alla possibilità di avere informazioni disponibili e semplici a cui accedere (37%), oltre all’efficientamento della spesa IT (per il 68% del campione) e alla sua variabilizzazione (21%).

    L’evoluzione dell’ecosistema del Cloud e il ruolo delle Startup

    Nell’ambito della ricerca realizzata in collaborazione con l’Osservatorio sulle Startup digitali e Polihub sono state raccolte informazioni su 248 iniziative che operano nel mercato del Cloud & ICT as a Service che hanno ricevuto finanziamenti da investitori istituzionali negli ultimi due anni a livello internazionale.

    In Italia risulta che 20 aziende, pari al 16% delle startup analizzate, operi in ambito Cloud e abbia ottenuto finanziamenti a partire da 30.000 euro da parte di Venture Capital, Business Angel, Family Office, Incubatori e Investment Company negli ultimi due anni.

    Un treno ormai perso? Non necessariamente! I tempi di adozione del Cloud sono sufficientemente veloci e i costi accessibili, tanto da consentire ancora anche alle aziende e alle Pubbliche Amministrazioni italiane di partire – conclude Mariano Corso, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Cloud & ICT as a Service. Il Cloud dunque non è più una moda né un “treno” perso. Oggi però si richiede la volontà e la disponibilità al cambiamento e la capacità di realizzare un piano che traguardi una propria via alla trasformazione, un proprio Cloud Journey: un cambiamento (ancora) possibile.”

  • Groupon e Wwf insieme per il coupon solidale

    Groupon e Wwf insieme per il coupon solidale

    Groupon e Wwf stringono una partnership a livello mondiale per raccogliere fondi a favore della tutela dell’ambiente. E da oggi parte il coupon solidale per sostenere le Oasi e la Natura del nostro Paese. Tutti gli utenti iscritti su Groupon potranno donare tra i 3 e i 30 euro a sostegno dell’“Oasi per l’orso” tra le montagne dell’Adamello-Brenta, in Trentino e della “Spiaggia di Scivu” ad Arbus, in Sardegna

    Al via da oggi la prima raccolta fondi promossa da Groupon Italia, leader nel settore dei gruppi d’acquisto online, a favore delle Oasi WWF e della Natura d’Italia. La campagna solidale, online dal 10 giugno al 7 luglio 2013, rientra in una collaborazione internazionale tra 24 Paesi Groupon e le sedi internazionali WWF, allineate tutte nel lancio di diverse campagne locali con l’obiettivo di raccogliere fondi per la salvaguardia del territorio e sensibilizzare alla tutela dell’ambiente.

    Con un semplice click sul deal solidale gli utenti iscritti al sito Groupon.it potranno donare tra i 3 e i 30€ a favore di WWF per sostenere la causa.  Il 100% del ricavato andrà interamente devoluto al WWF e indirizzato su due progetti di conservazione e protezione: “Oasi per l’orso” tra le montagne dell’Adamello-Brenta, in Trentino e “Spiaggia di Scivu” ad Arbus, in Sardegna.

    Inoltre ogni coupon acquistato del valore uguale o superiore a 10€, dà diritto all’ingresso gratuito in una delle 13 Oasi selezionate da WWF che aderiscono all’iniziativa. Maggiori informazioni su www.wwf.it/groupon.

    [overlayer effect=”bottom” image=”https://www.franzrusso.it/wp-content/uploads/2013/06/groupon-wwf-coupon-solidale.jpg” easing=”easeInElastic”]Groupon Wwf coupon solidale[/overlayer]

    La natura italiana richiede uno sforzo comune in questo momento storico, ed è per questo che Groupon ha scelto di sostenere la causa attraverso la realizzazione di un deal solidale per le Oasi WWF, che sono il progetto di conservazione della natura più importante realizzato dal WWF in Italia. In Trentino, tra le montagne dell’Adamello-Brenta, il WWF promuove una nuova “Oasi per l’orso”, per favorire la presenza degli orsi, simbolo delle nostre montagne – ne restano circa 50 sulle Alpi, meno di 100 in tutta Italia – dove potranno trovare frutti e spazi sicuri evitando incontri con l’uomo e gli allevamenti che spesso gli sono fatali.

    In Sardegna, invece, nel 2012 il WWF ha creato un’oasi nella spiaggia di Scivu ad Arbus, dove vivono ginepri secolari, il cervo sardo e la tartaruga marina, con l’obiettivo di aprirla ad un turismo responsabile, prevede la pulizia delle dune dai rifiuti, il monitoraggio dell’ambiente e delle specie animali  e vegetali che ci vivono e la collocazione di segnaletica informativa lungo percorsi di visita.

    Il deal solidale promosso da Groupon Italia per il WWF prosegue un progetto già avviato da tempo, a favore di organizzazioni no profit italiane con lo scopo di sostenere, con un semplice click, progetti sul territorio italiano legati alle comunità locali come: Save the Children, Fondazione Banco Alimentare, Fondazione ANT Italia Onlus, Associazione Dire Donne in rete contro la violenza, Telethon, il cui ricavato è interamente devoluto alle associazioni. Da febbraio 2013 ad oggi Groupon Italia, grazie al contributo dei suoi iscritti, ha raccolto più di 50.000€ a favore di associazioni no profit italiane.

  • Cresce il Mobile in Italia e le App sono un’opportunità

    Cresce il Mobile in Italia e le App sono un’opportunità

    In Italia il Mobile cresce ormai a livello generale. Sono 27 milioni gli italiani che possiedono uno smartphone e 22 milioni accedono al web. Il mercato delle App vale 600 milioni di euro ed è ormai un’opportunità da cogliere per fare business. Questo il quadro presentato oggi dal Osservatorio Mobile Internet, Content & Apps della School of Management del Politecnico di Milano

    Lo smartphone sta diventando sempre più la porta di accesso personale ad Internet: 27 milioni di italiani ne possiedono almeno uno e quanti lo usano per accedere ad Internet, i Mobile Surfer, sono circa 22 milioni, pari a tre quarti degli utenti Internet mensili da Pc. “Il mercato della connettività Internet da cellulare ha triplicato i ricavi in tre anni” afferma Andrea Rangone, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Mobile Internet, Content and Apps. “Sempre più italiani usano il proprio telefonino per fruire – e acquistare – contenuti digitali di qualsiasi natura – giochi, news, musica, video, social, ecc. – sia tramite siti Mobile che App. Questo mercato – che vale oggi più di 600 milioni di euro – sta offrendo grandi opportunità di business a sempre più sviluppatori e startup”.

    È quanto emerge dalla fotografia scattata dall’Osservatorio Mobile Internet, Content & Apps della School of Management del Politecnico di Milano. I dati della ricerca, presentata a Milano presso il Campus Bovisa in occasione del Convegno “Mobile Internet, Content & Apps: per Telco e Over the Top… il futuro si gioca qui”, mostrano la crescita significativa di tutte le componenti più innovative legate alla distribuzione di contenuti su Cellulari e Smartphone.

    [overlayer effect=”bottom” image=”https://www.franzrusso.it/wp-content/uploads/2013/06/Mobile-e-App-in-Italia.jpg”]Mobile Content e Apps in Italia[/overlayer]

    Nonostante non si vedano ancora gli effetti della Connettività dati LTE, avviata in Italia solo verso la fine del 2012 e solo nelle principali città, il Mobile Internet (ovvero la connettività da Cellulare/Smartphone) si conferma in forte crescita, triplicando i propri ricavi in tre anni. Nel 2012 registra un incremento dei ricavi pari al +53% mentre si attende per il 2013 un’ulteriore crescita superiore al 30%. Il valore del Mobile Internet raggiunge così quello della Connettività per Pc (chiavette e Tablet) che, allo stesso tempo, diminuisce del 12%.

    Tra i più importanti fattori all’origine del boom del Mobile Internet ci sono sia la crescita delle tariffe Flat che per la prima volta, nel 2012, superano il 50% del totale mercato, sia l’elevato numero di possessori di smartphone: gli utenti mensili che si collegano ad Internet dal proprio telefono cellulare (Mobile Surfer), è arrivato, a marzo 2013, a 22 milioni, pari già a tre quarti degli utenti Internet mensili da PC.

    La crescita del popolo dei Mobile Surfer ha generato nel 2012 l’incremento del mercato dei Mobile Content & Apps: più 20% sull’anno precedente raggiungendo così il valore di 623 milioni di euro. L’86% del mercato proviene dalla spesa degli utenti (ricavi Pay), il 14% dagli investimenti pubblicitari (Mobile Advertising).

    Dall’indagine condotta sugli utenti di Mobile Internet, in collaborazione con Doxa, risulta che i Mobile Surfer hanno mediamente 27 Applicazioni installate, ma ne usano ogni mese circa la metà e ogni due giorni in media 5, effettuando però 35 accessi giornalieri ad esse, mentre accedono al Mobile Web (ossia tramite il browser) 9 volte al giorno.

    Entrando nel merito del mercato dei contenuti a pagamento, emergono dinamiche molto differenti a seconda della piattaforma di fruizione considerata.

    Mentre infatti i contenuti più tradizionali, quelli legati alla Messaggistica (ovvero contenuti fruiti via Sms o Mms), perdono ricavi per il 22%, i contenuti che vengono visualizzati o scaricati tramite l’accesso ai siti Mobile crescono in termini di ricavi del 24%.

    Le Applicazioni comprate dagli Application Store registrano un nuovo exploit nel 2012:+76% che permette di raggiungere quota 118 milioni di euro. Ci aspettiamo un raddoppio dei ricavi nel 2013. Tra i generi di App di maggior successo figurano i Giochi, che raggiungono una quota di mercato superiore al 60% dei ricavi; seguono utility, mappe, contenuti di infotainment & education e, infine, contenuti social (WhatsApp in primis).

    Quello delle App è un mercato altamente competitivo. Riteniamo che siano pochi player a fare la stragrande maggioranza del fatturato” afferma Andrea Rangone, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio. “Rispetto alla vasta quantità di Sviluppatori, Software house e Content provider che provano a giocare una partita nel mondo delle App, quasi la metà del fatturato è fatta da poco più di un centinaio di player. Ma non mancano le opportunità offerte da questo mercato anche per sviluppatori brillanti e startup creative provenienti dall’Italia.

    L’86% del mercato è gestito dagli Owner degli Application Store e, tra questi Apple mantiene la propria leadership nel mercato, gestendo la maggioranza dei ricavi, quasi l’80%. I ricavi su Google Play stanno comunque crescendo molto mese su mese e nel 2013 si attende un’ulteriore spinta positiva, a seguito dell’introduzione del credito telefonico come modalità alternativa per il pagamento delle App almeno per i clienti di Vodafone e Wind, a seguito degli accordi stretti da queste due Telco con Google a livello globale.

    Solo un terzo dei Mobile Surfer, infatti, ha registrato la propria carta di credito sullo Store, percentuale che sale al 64% per gli utenti Apple. Inoltre, più della metà dei Mobile Surfer che non hanno registrato la carta di credito sugli Store dichiara di preferire il credito telefonico alla carta di credito per il pagamento delle Applicazioni, percentuale che sale al 71% per i giovani tra i 15 e i 24 anni.

    L’introduzione del credito telefonico come nuova modalità di pagamento nel mondo degli Application Store sarà uno dei fattori chiave per garantire un’ulteriore crescita di oltre il 20% nel 2013 di tutto il settore Mobile Content & Apps a pagamento”, afferma Marta Valsecchi, Responsabile dell’Osservatorio Mobile Internet, Content & Apps. “Questa soluzione, a nostro avviso, darà un forte impulso ai ricavi degli Store, offrendo un’alternativa valida alla carta di credito, in grado di catturare, in particolare, quel 29% di Mobile Surfer che oggi rinunciano ad acquisire una App proprio perché non vogliono utilizzare la propria carta oppure hanno mostrato grande interesse ad acquistare contenuti Mobile tramite credito telefonico.”

    I margini di crescita e di innovazione del mercato Mobile Content & Apps costituiscono un’opportunità di business per molte Startup. Dai dati dell’Osservatorio, emerge, infatti, che oltre 300 startup di questo settore hanno ricevuto, a livello internazionale, finanziamenti medi di oltre 7 milioni di dollari da investitori istituzionali negli ultimi due anni. Il fermento emerso a livello internazionale si riflette anche in Italia: non sono poche le startup operanti in ambito Mobile Content & Apps che hanno ottenuto finanziamenti da parte di Venture Capital, Incubatori e Investment Company negli ultimi due anni. Queste startup, infatti, pesano circa il 20% di tutte le startup finanziate in Italia in ambito ICT nello stesso periodo.

    Riportiamo di seguito alcuni dati relativi a queste startup:

    • il 27% sono di Gaming, il 32% di Social Networking, il 18% di Utility, il 18% di Media & Entertainment e il 5% di Education & Edutainment;
    • il 60% di esse ha ottenuto un finanziamento da parte di un Incubatore, il 35% da un Venture Capital, il 5% da un Family Office;
    • nel 36% dei casi la startup è stata fondata da un imprenditore con profilo tecnico (sviluppatore), nel restante 64% l’imprenditore ha un background manageriale (business);
    • nel 48% dei casi l’imprenditore ha tra 30 e 40 anni, nel 24% dei casi sotto i 30 e la restante parte sopra i 40;
    • il 55% delle startup finanziate ha sede nel Nord Italia, il 32% nel Centro e il 13% nel Sud e Isole.
  • Brands & Social Media, analisi del settore Design [Infografica]

    Brands & Social Media, analisi del settore Design [Infografica]

    Secondo rapporto dell’Osservatorio Brand & Social Media, realizzato da Digital PR e OssCom – Centro di ricerca sui media e la comunicazione dell’Università Cattolica, dedicato ad indagare l’uso dei Social Media nelle aziende del settore Design, pubblicato oggi. Risultato? Le aziende del Design usano i Social Media in modo tattico non sfruttando le reali potenzialità

    Dopo l’interessante studio pubblicato un paio di mesi fa dedicato all’uso dei Social Media tra le aziende del settore Fashion, l’Osservatorio Brands & Social Media realizzato da Digital PR e OssCom – Centro di ricerca sui media e la comunicazione dell’Università Cattolica – pubblica il secondo report dedicato al Design in cui sono stati analizzati 17 fra i principali brand di interior e lighting design italiano.

    Stiamo parlando di un settore da sempre strategico per la nostra economia, il settore che tutto il mondo ci invidia. Quindi è utile vedere e analizzare i risultati di questa ricerca che ci danno il polso di come un settore così importante non sia ancora del tutto attivo dal lato della comunicazione sui Social Media. Come ormai si dice spesso, c’è ancora molto da fare.

    Ma vediamo nel dettaglio la ricerca.

    Leader di settore è Kartell, seguito a buona distanza da Calligaris e Luceplan. Kartell costruisce il suo successo puntando su una strategia chiara e riconoscibile in cui utilizza in modo curato e costante nel corso del tempo diversi social network, dove diventa una presenza riconoscibile per gli utenti.

    Il settore in generale presenta un utilizzo dei social media tattico piuttosto che strategico, ovvero improntato su singoli contenuti e iniziative anziché costruito portando avanti un progetto continuativo e coerente nel tempo. Ad eccezione dei brand che si posizionano meglio in classifica, ovvero Kartell, Calligaris, Luceplan, Cassina e Molteni & Co, infatti, i marchi analizzati sembrano adottare strategie social deboli e denotano una limitata consapevolezza delle potenzialità delle piattaforme in termini di promozione dei propri brand o come luogo in cui instaurare conversazioni con gli utenti.

    I brand e i loro prodotti appaiono presentati in due sostanziali modalità che emergono dai dati di ricerca come tipologie di contenuto più che consolidarsi in veri e propri stili: il “brand come designer” e il “brand come ambiente”. Nel primo caso si fa leva sull’originalità delle progettazioni dei designer e sulla loro figura, mentre nel secondo caso si punta a suggerire l’inserimento dei prodotti in un contesto o a suggerire delle idee interessanti dal punto di vista delle composizioni di interior design in funzione “ispirazionale”. In questa direzione spicca l’elevato numero di condivisioni dei contenuti pubblicati dai brand da parte degli utenti, utilizzati probabilmente come indicatori di una performance di gusto, come segnalazione di un desiderio, della richiesta di un consiglio o di un oggetto realmente posseduto.

    Facebook si conferma come la piattaforma maggiormente utilizzata, presidiata da tutte le aziende analizzate. Questo settore mostra un uso limitato di piattaforme, concentrandosi su Twitter, Pinterest e YouTube, ma comparativamente differenziato anche utilizzando piattaforme di nicchia (come Vimeo e Flickr).

    Dalla ricerca emerge anche la pratica spontanea di produzione di User Generated Content per segnalare al brand un acquisto, la visita a un negozio o a un evento di settore come nel caso del Salone del Mobile di Milano.

    E’ importante notare – dichiara Nicolò Michetti, CEO di Digital PR – come un settore vivo come quello del design, caratterizzato da una eccellente e lunga tradizione italiana, sia uno dei meno attivi sui social media nel nostro paese. La situazione che emerge dai dati di ricerca presenta un netto stacco tra chi ha deciso di fare dei social un asset di comunicazione primario e chi li usa senza una chiara e articolata strategia. E’ un divario importante, sono sicuro che sarà uno stimolo ad approfondire e a esplorare le opportunità che rappresentano i social media, per supportare il business e per costruire relazioni con un bacino di utenti sempre più vasto e interessante.”

    La ricerca, che si propone di analizzare la comunicazione sui social media di alcuni dei più rilevanti brand nazionali e internazionali presenti sul mercato italiano, si avvale di una metodologia in grado di cogliere con precisione uno scenario comunicativo dinamico e sempre in evoluzione grazie a più di 60 diversi indicatori relativi alle variabili di esposizione, di coerenza e di interazione con il pubblico. Per questo report sono state selezionate 17 aziende italiane leader di settore, i cui social media sono stati analizzati nel mese di febbraio 2013.

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  • Twitter in Italia, come cambiano abitudini, umori e opinioni

    Twitter in Italia, come cambiano abitudini, umori e opinioni

    Interessante studio di Blogmeter, presentato da Vincenzo Cosenza durante l’ultimo “State of the Net 2013”. Inserito in quadro più generale, dal focus su Twitter si evince che gli italiani lo usano e che la Social Tv ha avuto un effetto evidente. Infatti l’orario di picco do scrittura dei tweets si è spostato più in avanti. In 4 mesi, sono 71,6 milioni i tweets e cresce del 22% l’uso dell’hashtag

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    Non poteva non essere interessante lo studio di Blogmeter che Vincenzo Cosenza ha presentato al recente “State of the Net 2013” di Trieste. Lo studio riguarda proprio come gli italiani conversano sulla Rete e dal focus su Twitter, quello di cui vi parliamo in questo post, viene fuori che gli italiani lo strumento lo usano, lo fanno con maggiore consapevolezza e conoscenza e la Social Tv ha fatto registrare degli effetti molto evidenti a tal punto da cambiare un p0′ gli scenari.

    “C’è una maggiore comprensione delle grammatiche specifiche del mezzo”, spiega il social media strategist di Blogmeter, Vincenzo Cosenza che lo scorso venerdì ha “aperto” il terzo appuntamento con State of the Net a Trieste. “E la tv ha spostato in avanti l’orario di picco della scrittura”

    Nel corso del suo intervento di apertura del terzo appuntamento con State of the Net, il social media strategist di Blogmeter, Vincenzo Cosenza ha, tra le altre cose, tratteggiato i cambiamenti delle abitudini degli “internauti” italiani, presentando una inedita analisi delle opinioni e degli umori che emergono da Twitter. Oltre  a registrare segnali di un uso più consapevole del mezzo, l’analisi di 71,6 milioni di cinguettii emessi dagli italiani nei primi quattro mesi dell’anno ha evidenziato un flusso di tweet  spalmato uniformemente su tutti i giorni della settimana, mentre nel 2012 si registravano giornate più intense e altre meno. Inoltre aumentano del 22% i tweet che contengono un hashtag, del 7% i retweet e del 2% i geolocalizzati.

    “Segno di una maggiore comprensione delle grammatiche specifiche del mezzo, utili a stimolare o ad entrare in conversazione”, spiega Vincenzo Cosenza.

    hashtag_italia_2013 twitter_umori_italiani

    Un cambiamento si registra anche nelle ore utilizzate per scrivere. Il picco massimo si sposta di un’ora in avanti, tra le 20 e le 22. È il riflesso della nuova abitudine di commentare in diretta le trasmissioni televisive, le quali sono diventare uno degli argomenti di maggiore dibattito tra gli utenti. Tra i programmi più twittati c’è Sanremo, ma vanno forte anche Servizio Pubblico, soprattutto la puntata che ha visto in ospite in studio Silvio Berlusconi, il talent The Voice of Italy, Piazza Pulita e Ballarò. Ma Twitter si rivela anche luogo in cui digerire collettivamente i fatti di cronaca. Quelli che hanno catalizzato maggiormente l’attenzione sono state le elezioni politiche e i suoi protagonisti, su tutti Berlusconi e il Movimento 5 Stelle, ma anche il travaglio che ha coinvolto Bersani e il PD.

    Va poi aggiunto che le parole nascondono un mood, un umore che si può analizzare attraverso software di analisi semantica. Se in una giornata tipo le emozioni positive e negative tendono ad equivalersi, in occasione di eventi particolari emergono degli scostamenti rispetto alla media. In questa direzione il periodo considerato dall’analisi è caratterizzato da un sentimento negativo determinato dagli eventi politici, con due profondi picchi durante i lunghi giorni dello stallo istituzionale e la rielezione di Napolitano. Solo a Capodanno e a San Valentino il mood espresso è stato mediamente più positivo. Ovviamente dietro all’umore si nascondo le emozioni delle persone. Applicando l’analisi semantica alla psicologia delle emozioni, sono stati analizzati alcuni eventi specifici. Se durante uno spoglio elettorale si affastellano emozioni contrastanti, all’elezione del Papa emergono gioia e amore, mentre la giornata della rielezione del Capo dello Stato vede prevalere disgusto, tristezza e rabbia.

  • Linkontro 2013, il Cambiamento parte da Noi

    Linkontro 2013, il Cambiamento parte da Noi

    Linkontro 2013, tradizionale evento organizzato da Nielsen per la business community italiana, ha come tema “Il valore del NOI, la nuova frontiera del cambiamento”, a sottolineare che il cambiamento parte da Noi. Da domani fino a domenica 2 Giugno tre giorni di incontri, dibattiti e workshop con più di 400 esponenti del top management di 200 aziende che si confronteranno sugli scenari futuri

    Comincia domani, 30 maggio, e si concluderà domenica, 2 giugno 2013, presso il Forte Village Resort di Santa Margherita di Pula (CA), la 29esima edizione de Linkontro, il tradizionale evento organizzato da Nielsen per la business community italiana. Tema di questa edizione è “Il valore del NOI, la nuova frontiera del cambiamento“. Argomento che farà da sfondo all’esclusiva tre giorni di incontri, dibattiti e workshop, con più di 400 esponenti del top management di 200 aziende che si confronteranno sui temi e gli spunti relativi alla stringente attualità: relatori nazionali e internazionali di prestigio si alterneranno sul palco de Linkontro per riflettere insieme ai partecipanti sugli scenari futuri e le opportunità di cambiamento.

    Nella difficile situazione economica che sta attraversando il nostro Paese, l’individualismo non è più sufficiente per affrontare le sfide commerciali; è necessario un ripensamento dei modelli di business sui quali poggiano le aziende italiane. Solo la collaborazione e l’esaltazione del gioco di squadra consentiranno a distributori, produttori, istituzioni, associazioni e media di trasformare le sfide in concrete opportunità di crescita e di sviluppo” – ha commentato Roberto Pedretti, Amministratore Delegato di Nielsen Italia – “Solo chi comprende a pieno questa chiave può farsi promotore di un radicale cambio di prospettiva perché la tutela dell’imprenditorialità e dell’eccellenza dei propri prodotti passa oggi per la capacità di creare sinergie, partnership e relazioni virtuose. Fare network è diventato il nuovo imperativo categorico di tutti quei player che vogliono crescere ancora, in Italia e all’estero” – ha concluso Pedretti

    [overlayer effect=”bottom” image=”https://www.franzrusso.it/wp-content/uploads/2013/05/linkontro-nielsen-2013.jpg”]Linkontro Nielsen 2013[/overlayer]

    Proprio coinvolgendo i migliori rappresentanti di queste realtà, Linkontro di quest’anno metterà a confronto le esperienze per evidenziare come il valore della collaborazione possa tradursi, per tutti, in concrete opportunità di business. Il cuore de Linkontro sarà sempre il convegno, l’appuntamento dedicato all’analisi degli scenari, all’interpretazione delle tendenze dei mercati e dei segnali che ne anticipano il futuro. Durante il convegno, si affrontano temi di forte interesse e attualità, quali lo stato di salute del nostro Paese, gli scenari socio – economici, le tendenze dei mercati, i cambiamenti delle scelte dei consumatori, le prospettive nel breve-medio periodo. La prima novità è rappresentata dalla sessione dedicata alla comunicazione L’ingaggio del consumatore attraverso opzioni multiple che vuole tratteggiare i cambiamenti in atto con il contributo di autorevoli protagonisti della business community. La sessione è stata organizzata in collaborazione con UPA, l’Associazione Utenti Pubblicità.

    Per maggiori informazioni potete consultare il sito dedicato, www.linkontronielsen.it.

    Noi saremo lì per tutta la durata dell’evento e ringraziamo Nielsen Italia per questa opportunità. Seguiteci qui sul blog per aggiornamenti e seguite su twitter gli hashtag #LinkontroNielsen e #IlValoreDelNoi. Account dell’evento @LinkontroN.

  • La ripresa del Made in Italy passa dall’E-commerce

    La ripresa del Made in Italy passa dall’E-commerce

    Ottava edizione oggi a Milano del Netcomm eCommerce Forum 2013 dalla quale viene fuori che l’E-commerce nel nostro paese continua a crescere. Negli ultimi 12 mesi gli acquirenti online attivi sono aumentati di oltre il 50% raggiungendo il numero di 13,6 milioni. Presentata anche l’indagine Netcomm-ContactLab la quale evidenzia che su 89% degli utenti che si informa per acquisti, di questi solo il 34% effettivamente compra

    Continua la crescita dell’E-commerce nel nostro Paese e si rivela confermato un trend positivo di incremento a doppia cifra dal 2010. Crescono del 50% rispetto all’aprile del 2012 gli utenti attivi online, con un picco di quasi 14 milioni di e-Shopper nel periodo natalizio. La grande propensione all’uso smartphone fa crescere del 160% il valore del Mobile Commerce, raggiungendo la quota di 427 milioni di euro. Questo sono solo alcuni dei dati salienti presentati nel corso dell’ottava edizione del Netcomm eCommerce Forum 2013, alla presenza di oltre 4.000 invitati, tra aziende, professionisti e giornalisti, “un’adesione che dimostra come l’eCommerce sia una grande opportunità per le nostre aziende, soprattutto nella difficile congiuntura economica”, come sottolineato da Roberto Liscia, Presidente di Netcomm- Consorzio del Commercio Elettronico Italiano.

    Tutti i segnali e gli indicatori che definiscono l’eCommerce in numeri descrivono un settore in salute e crescita. Nessun comparto economico in questa fase di crisi profonda è stato in grado di correre con tale entusiasmo, anche e soprattutto grazie ad una crescita molto importante dei consumatori” – continua Roberto Liscia – “Le stime che mensilmente rileviamo come Netcomm insieme a Human Highway parlano di circa 14 milioni di individui che hanno acquistato online nei mesi scorsi. Stiamo parlando di popolazione di utenti cresciuta del 50% nel giro di 12 mesi! Ma abbiamo ancora grandi margini e potenzialità, come rileva un’indagine condotta con ContactLab su un panel di 61mila consumatori italiani e di altri Paesi Europei che ci mostra come solo il 34% di chi naviga online poi acquista (in UK e Germania siamo nell’ordine del 90%).

    Il Presidente di Netcomm poi sottolinea l’impegno del Consorzio per far emergere ancora di più il commercio elettronico, lavorando sui temi come trasparenza, codici di condotta e progetti di formazione, partecipando alle iniziative dell’Associazione Europea, lanciando un’evoluzione del Sigillo Netcomm, promuovendo il progetto “MyBank”, organizzando missioni in Cina per favorire i nostri imprenditori, facendo parte della cabina dell’Agenda Digitale Italiana. L’E-commerce può davvero rappresentare il riscatto per le nostre imprese e un vero volano per competere sui mercati internazionali.

    Non mi stancherò mai di sollecitare le nostre istituzioni, e soprattutto il Governo in carica, a continuare sulla via tracciata in tema di pagamenti elettronici, quali l’obbligo per le pubbliche amministrazioni di rendere disponibili i pagamenti con carte e home banking, così da accelerare i comportamenti digitali degli italiani” – afferma Roberto Liscia – “La moneta elettronica rappresenta la vera frontiera che permetterà alle piccole imprese di superare gli ultimi tabù per l’ingresso in questo nuovo e promettente mercato globale dell’eCommerce. Un settore che ormai sta raggiungendo un’età e un’esperienza ragguardevole, al punto da essere la vetrina più efficace per presentare il nostro Made in Italy in tutto il mondo.”

    netcomm-2013

    Secondo le stime di Netcomm, la crescita del commercio elettronico italiano per il 2013 sarà intorno al 17%, un valore di poco inferiore a quello dello scorso anno, per un fatturato previsto di circa 11,2 miliardi di euro. A trainare la crescita sono i settori Abbigliamento, Informatica ed elettronica di consumo che peseranno nel 2013 quasi il 40% del totale vendite.

  • Fare business con le start-up, ecco alcuni esempi

    Fare business con le start-up, ecco alcuni esempi

    Saranno pure considerate il fenomeno del momento, addirittura una moda, ma fare una startup è certamente associata all’idea di fare business. Ma spesso succede che alcune di esse siano prive di un modello chiaro e specifico, rischiando di non riuscire nell’intento. Allora oggi vi proponiamo alcuni esempi di start-up con un chiaro modello di business sostenibile. Vediamo quali sono

    E’ vero che ultimamente si parla molto di start-up, alcuni le hanno definite, erroneamente, un fenomeno di “moda”, altri ancora il “fenomeno del momento”, ma è bene chiarire che le start-up non si fanno per gioco, anzi sono forse la strada più sicura su cui investire maggiormente per superare questa lunga crisi che ci attanaglia. Quando si parla di sviluppo, di innovazione, di ricerca, bene si sta parlando di start-up. Al momento il nostro paese ha bisogno di idee, di innovazione, di gente che prova a mettere in pratica dei progetti da realizzare. E in Italia in fatto di invettiva, di idee non siamo secondi a nessuno. Delle start-up, del loro valore, se ne era occupato il precedente governo Monti, nella figura dell’ex-Ministro per lo Sviluppo Corrado Passera aprendo per la prima volta a questa strada, come forma appunto di sviluppo e crescita del nostro paese.

    L’attenzione si è tramutata nel Decreto Sviluppo contenente una serie di misure ad-hoc per le start-up. Misure che adesso con il nuovo governo devono essere portate avanti e per questo qualche giorno fa vi riportavamo l’appello che Italia Startup, l’associazione che raggruppa sia startup ma anche investitori, rivolto al Governo Letta a considerare nuovamente e a non dimenticarsi delle start-up nelle misure che dovranno essere attuate nei primi 100 giorni di governo. Staremo a vedere.

    Intanto, abbiamo voluto provare a raccogliere informazioni su start-up che sono riuscite a realizzare un modello di business che sia sostenibile, ossia che sia in grado di cominciare a realizzare dei guadagni concreti e delle possibilità di sviluppo. Insomma, che consenta a “far girare la macchina”. In questa ottica, vi presentiamo questa start-up e sono restOpolis, MoneyFarm, BuzzMyVideos e AppsBuilder:

    restOpolis

    restOpolis è un servizio online per la prenotazione di ristoranti, totalmente gratuito per gli utenti. Tramite il sito www.restopolis.com, gli utenti registrati accedono a informazioni e curiosità su oltre 600 ristoranti in Italia e possono prenotare un tavolo direttamente dalla piattaforma o con l’app geolocalizzata per iPhone e Android, conoscendo in tempo reale la disponibilità dei posti senza necessità di ulteriore conferma da parte del ristorante. La piattaforma è anche uno strumento di promozione per i ristoratori per ampliare il numero dei potenziali clienti. Tra gennaio e maggio 2013 il servizio è gradualmente cresciuto in termini di numero utenti iscritti (da 4000 a 12.000), ristoranti (da 500 a 600…numero in crescita perché ora stanno puntando nuove città sul territorio), numero città coperte dal servizio (da 3 – Milano, Roma e Torino – siamo passati a 13, le vedete sul sito).

    Il Modello di business si basa su un principio semplice e lineare (che sta parecchio funzionando in USA con il servizio d’oltreoceano OpenTable) ovvero il guadagno per restOpolis viene da una commissione riconosciuta dal ristorante su ogni coperto prenotato ed effettivamente consumato.

    Perché un ristorante dovrebbe affiliarsi a restOpolis? restOpolis è una piattaforma che avvicina il mondo della ristorazione alle dinamiche del web 2.0. restOpolis sfrutta infatti le potenzialità del “passaparola digitale” e le tecniche dei social network per ampliare i clienti potenziali raggiunti dal ristorante. La portata della comunicazione per i ristoratori viene poi ulteriormente accresciuta grazie alle partnership che restOpolis ha siglato con realtà quali TIM Social, Vivimilano.it, DoveViaggi.it, Viaggi24 (Il Sole 24 Ore), Secretary.it e Italiaatavola.net.

    Sito: www.restopolis.com

    Facebook: www.facebook.com/RestOpolisIta

    Twitter: @restopolis_com

    MoneyFarm

    Nata da un’intuizione semplice quanto rivoluzionaria, almeno in Italia, offre un servizio di consulenza finanziaria su Internet, proponendo portafogli ETF. Come il web ha consentito a milioni di italiani di pianificare viaggi, effettuare acquisti e negli ultimi anni anche gestire le relazioni sociali, così MoneyFarm ha un obiettivo che può sembrare ambizioso: rivoluzionare il mondo del risparmio. Lo scopo dichiarato di Moneyfarm è infatti quello di proporre all’investitore (anche piccolo – medio) i prodotti migliori (senza conflitti d’interesse) a fronte di un costo fisso minimo di 14,99 euro al mese. I fondatori di MoneyFarm – Paolo Galvani (CEO), Giovanni Daprà e Andrea Scarso – sono fra gli esponenti emergenti del Fin Tech in Italia. L’azionariato si divide fra il Management (30%) e il restante 70% diviso tra i fondi United Ventures di Massimiliano Magrini e Principia SGR di Andrea Di Camillo. Nata con un investimento iniziale di 750,000€, lo scorso novembre MoneyFarm è stata finanziata con un aumento di capitale di 2,65€ milioni. Tecnicamente Moneyfarm è una Sim iscritta all’albo Consob e al Fondo nazionale di garanzia. Di fatto, si traduce in un sito molto intuitivo – www.moneyfarm.com – che permette delle simulazioni sui piani di investimento a seconda del profilo e degli obiettivi dei risparmiatori. L’ultima innovazione di MoneyFarm è OneClick Advice, il primo servizio che unisce in un click i consigli d’investimento all’acquisto titoli. Rispetto alla sola consulenza, la novità di OneClick Advice è proprio questa: le operazioni di compravendita, sono eseguite direttamente sulla piattaforma, usando un deposito titoli aperto in uno degli istituti partner (Banca Ifigest). E’ facile come fare shopping online. Basta inserire gli ordini nel Carrello e, da qui in poi, tramite una semplice autenticazione via SMS, l’utente può confermare e visualizzare in tempo reale l’acquisto e la vendita dei titoli.

    BuzzMyVideos

    BuzzMyVideos è un incubatore e un acceleratore di talenti del video online e, allo stesso tempo, una realtà di consulenza per le aziende che vogliono sfruttare questo veicolo promozionale super targettizabile. Operando in stretta collaborazione con YouTube, BuzzMyVideos offre servizi specifici ai creatori di contenuto e alle aziende. In pratica, scovano i creatori di video e i vlogger con un alto potenziale di successo e offrono loro una partnership che include consulenza e servizi per aiutarli a emergere, nonchè per monetizzare la loro creatività. BuzzMyVideos opera poi come tramite tra le aziende che desiderano investire in pubblicità mirata o promuovere iniziative e prodotti su YouTube e i canali dei creatori di contenuti. BuzzMyVideos supporta inoltre le aziende che vogliano creare format video adatti al canale YouTube. Dopo nemmeno un anno dall’avvio delle operazioni, la società è già in piena crescita e sta assumendo.

    Il modello di business di BuzzMyVideos è semplice: si basa sulla condivisione delle entrate con i creator. Questi guadagni derivano dalla vendita di spazi pubblicitari sui canali e sui video dei partner, che vengono diversificati a seconda del contenuto e dell’azienda che vuole investire. In questo modo per entrambi, sia per l’azienda sia per i creator, c’è un incentivo a crescere in termini qualititativi e quantitativi.

    AppsBuilder

    Partita ufficialmente ad aprile 2011, Apps-Builder.com è una start up internet italiana, prima ad aver intuito le potenzialità sul mercato digitale dello sviluppo di applicazioni native «Do it yourself» per dispositivi mobile multi-piattaforma – il tutto in soli 10 minuti. In pratica, AppsBuilder è una piattaforma online, che consente a chiunque, con pochi click guidati, di creare self service la propria app e di pubblicarla sui vari marketplace (AppStore, Google Play, BlackBerry World e Windows Store) o di generare istantaneamente una versione mobile di qualsiasi sito web.

    A idearla nel 2010 sono stati i due giovani co-fondatori, Daniele Pelleri e Luigi Giglio, esponenti di una generazione emergente di giovani startupper. Dall’idea originale, passando per l’incubazione al Politecnico di Torino, è nato il progetto imprenditoriale AppsBuilder, grazie al sostegno iniziale di manager di lunga esperienza come Massimiliano Magrini (Annapurna Ventures), lead investor dell’operazione, e Mario Mariani (The Net Value). I due Business Angel del Web hanno poi convinto i gestori dei fondi Vertis Ventures e Zernike Meta Ventures, a finanziare la Startup con un’iniezione di capitale di €1,5 milioni, per accelerarne la crescita all’estero e lo sviluppo tecnologico.

    Il businness model si basa sulla proposta di tre diversi pacchetti con abbonamento mensile – Basic, Advanced e Business – a partire da 19 euro al mese. Per sottoscrizioni con pagamento annuale anticipato è previsto uno sconto del 20%. A differenza dei piani Basic e Advanced (che prevedono la creazione di una sola app), quello Business include un pacchetto per la creazione di 6 applicazioni.

    Ecco queste sono quelle che secondo noi rappresentano esempi di start-up da tenere come modello e che presentano un modello di business, come avete letto, tale da permettere che l’idea sia da subito funzionale e capace di generare guadagni. Ovviamente queste non sono le uniche e, se volete segnalateci pure altri esempi di start-up con business model vincente.

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