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  • Gli italiani sono utenti sempre più convergenti [Ricerca]

    Gli italiani sono utenti sempre più convergenti [Ricerca]

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    Presentata nei giorni scorsi l’edizione 2013 della ricerca del Laboratorio ConMe che ha evidenziato che gli italiani sono sempre più utenti “convergenti”, ossia utenti con dotazione di device e accesso a internet molto elevata. Si stima che siano il 45% della popolazione italiana, cioè 23,4 milioni di individui

    E’ stata presentata lunedì’ scorso, a Milano, l’edizione 2013 della ricerca a cura del Laboratorio ConMe, Convergenza Mediale, che ha evidenziato come gli italiani siano sempre di più un popolo di potenziali convergenti, cioè di utenti che hanno un’alta disponibilità di devices e anche un’elevata possibilità ad essere sempre connessi a internet. La ricerca stima che siano il 45% della popolazione al di sopra dei 14 anni, stiamo parlando quindi di una popolazione di 23, 4 milioni di persone.

    La ricerca evidenzia il 55% della popolazione attiva, quella compresa tra 16 e 64 anni, crescendo del 5% rispetto alla precedente rilevazione. Ma il picco massimo di “convergenti, lo si ha tra gli utenti compresi tra i 25 e i 34 anni, dunque il 72% della popolazione. Ma la ricerca rileva anche un altro dato interessante e cioè che crescono i cosiddetti “silver surfer”, ad evidenziare il fatto che oggi anche gli utenti più maturi hanno possibilità di connessioni elevati.

    Da un punto di vista geografico, i potenziali convergenti si concentrano per il 28% nel Nord Ovest, per il 21% nel Nord Est, per il 25% nel Centro e infine per il 26% nel Sud e nelle Isole. Il 38% dei convergenti svolge la professione di impiegato o quadro. Come è prevedibile, il loro livello di reddito è superiore rispetto alla media italiana.

    La Tv sempre molto seguita

    Nell’esaminare il rapporto tra marca e consumatore, il Laboratorio ha considerato 8 categorie merceologiche: prodotti alimentari, personal care, servizi bancari, servizi di telefonia, bevande non alcoliche, prodotti per la cura della casa, automotive e farmaci da banco.

    Per le seguenti categorie merceologiche, prodotti alimentari, personal care, servizi bancari, servizi per la telefonia, il primato assoluto spetta alla televisione (47%); al secondo posto troviamo le riviste e i giornali (28%). Esaminando invece la penetrazione delle diverse iniziative pubblicitarie attraverso i media digitali, sempre per le stesse categorie merceologiche, emerge che tra i diversi touch point quello che ha ancora una rilevanza assoluta sono i siti che parlano della categoria di riferimento (27%), al secondo posto troviamo i siti, ovvero news e portali (26%).

    La Tv come fonte di informazione su marche e prodotti

    Le persone esposte ad uno spot tv di marche preferite si attivano, nel mantenersi in relazione con contenuti legati alla marca, su più piattaforme: sito internet dell’azienda, profilo ufficiale su Facebook, app della marca; oppure ricercano informazioni su internet attraverso motori di ricerca e social network. Oppure ancora commentano sui social network, o addirittura vanno a cercare lo spot televisivo su internet, come per esempio su YouTube, per poi condividerlo sui propri spazi social.

    Se guardiamo, ad esempio, la categoria “prodotti alimentari”, è interessante notare che il 52% dei consumatori (responsabili di acquisto, RA) Internet user, dopo aver visto uno spot televisivo, ricerca informazioni in Internet; la percentuale scende a 48% se ci limitiamo a chi visita il sito della marca. Prendendo invece in esame i “servizi di telefonia”, la percentuale dei consumatori Internet user che visita il sito della marca aumenta (72%), allo stesso modo aumentano anche coloro che ricercano informazioni in Internet (71%), mentre il 35% scarica l’app della marca. Esaminando poi la categoria “prodotti di personal care”, emerge che il 57% dei consumatori Internet User ricerca le informazioni in Internet dopo essere stati esposti al messaggio pubblicitario mentre il 47% visita il sito della marca.

    La Ricerca mostra infine che i consumatori potenziali convergenti sono in relazione con i contenuti che le marche veicolano in tutti i punti di contatto e lo fanno con un’intensità più elevata rispetto ai non convergenti. Sono 13,2 milioni gli individui che utilizzano la pubblicità come fonte di informazioni su marche e prodotti e circa 10,0 milioni la considerano affidabile e rilevante. Internet è utilizzato abitualmente da 8,0 milioni,mentre sono 11,1 milioni a considerarlo rilevante.

    Altra aspetto che ci sembra rilevante e in linea con quello che trattiamo sul nostro blog, è che oltre 10 milioni di italiani maggiori di 14 anni, utilizzano nella giornata feriale almeno tre schermi (Pc, Smartphone e Tablet) per fare esperienze mediali.

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    Al tempo stesso analizzando i contesti di fruizione delle esperienze mediali emergono conferme su momenti canonici di fruizione mediale come a cena, a pranzo e dopocena, ma occorre considerare ben 8 milioni di italiani che fruiscono contenuti nei contesti di mobilità quotidiana per raggiungere il posto di lavoro: in generale aumenta la penetrazione delle esperienze mediali nei cosiddetti tempi interstiziali, e nei tempi del lavoro (mattina a pomeriggio). Inoltre rispetto al 2012 aumenta il numero di potenziali convergenti che fanno esperienze mediali prima di andare a dormire. Infine Smartphone e tablet sono utilizzati con la stessa intensità nei giorni feriali e nel weekend.

    Dai di assoluta rilevanza questi ultimi, come del resto tutta la ricerca, che mettono in evidenza che cambiano le abitudini degli italiane dal punto di vista della fruizione di informazioni e di messaggi. Un chiaro messaggio quindi alle aziende che di fronte all’aumento di questo fenomeno, devono rivedere i loro paradigmi di comunicazione, andando sempre più nella direzione di offrire maggiore copertura con momenti che stimolino sempre d più il coinvolgimento degli utenti. L’obiettivo è quindi quello di cogliere l’attenzione dell’utente al momento giusto e visto l’elevato livello di connessione è necessario tenere conto di questi dati per costruire strategie più attente.

    E voi che ne pensate di questa ricerca? Siete anche voi “potenziali convergenti”?

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  • Natale 2013, gli italiani spendono meno e riciclano di più

    Natale 2013, gli italiani spendono meno e riciclano di più

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    Il Natale 2013 si avvicina e con esso si avvicina anche il tempo dei regali. Dalla ricerca che Groupon ha condotto in Italia, Francia, Spagna, Inghilterra, Germania, Olanda e Polonia, viene fuori che gli italiani più degli altri spenderanno di meno (29 euro in media per regalo) e ricicleranno i regali. Il 55% acquista i regali online

    Ormai il Natale 2013 sta arrivando e quindi è tempo di pensare ai regali. La situazione che stiamo vivendo ormai da un po’ di tempo a questa parte, si farà certo sentire anche quest’anno e la cronaca di questi giorni ce ne dà la conferma. Ma un’ulteriore conferma arriva anche dall’esito di una ricerca che Groupon ha condotto internamente in sette paesi europei, Italia, Francia, Spagna, Inghilterra, Germania, Olanda e Polonia, per cercare di capire effettivamente quanto si spenderà per i regali. Per quanto riguarda l’Italia, gli intervistati sono stati 2076 persone, 54% donne, per il 30% comprese nella fascia d’età 35-44 anni.

    Ebbene, a fronte di quanto detto all’inizio, il 42% degli intervistati dichiara infatti di dover ridurre il budget destinato alle feste. E il primato negativo è per l’Italia, in quanto i colleghi europei ridurranno le loro spese natalizie con percentuali molto inferiori: del 28% in Spagna, mentre solo il 10% dei tedeschi dichiara una riduzione dei consumi per le prossime feste. Per noi italiani poi rispettare il budget già ridotto risulta davvero uno stress, infatti per il 57% degli intervistati questo è un chiodo fisso.

    Ma quanto spenderanno gli italiani per questo Natale 2013?

    Presto detto. Gli intervistati hanno dichiarato che spenderanno circa 260 euro a testa (in linea con gli altri paesi europei eccetto per gli Inglesi che spenderanno circa 506 euro a testa ) per acquistare in media 9 regali alla famiglia. 29 euro è quindi il prezzo medio del singolo regalo in Italia, in Inghilterra la spesa sale a 39 euro, in Germania a 36.

    E rispetto a tutti gli altri intervistati europei, gli italiani sono quelli che più di tutti pensano di riciclare i regali ricevuti in dono nel Natale scorso e sembra che sia ben accetto, tra l’altro. Infatti il 53% degli intervistati dichiara di aver riutilizzato in passato qualche dono fatto da altri. Comunque sia, gli italiani non rinunceranno a fare i regali. Infatti, il 72% degli italiani dichiara infatti che non rinuncerebbe mai ai regali per la famiglia e il 41% al classico cenone delle feste. I tagli riguarderanno invece le vacanze e i regali a colleghi e amici. E se per caso gli italiani avessero a disposizione un extra rispetto al budget previsto per i regali, il 66% degli intervistati lo userebbe per acquistare qualcosa di utile per la famiglia e un buon 20% donerebbe questi soldi in beneficenza.

    Ma dove si acquistano i regali? Il negozio fisico resta il luogo per eccellenza per scegliere ed acquistare i regali, infatti il 69% delle persone sceglie il punto vendita, mentre il 55% fa shopping online utilizzando il pc, il tablet o il proprio smartphone.

    E voi avete già pensato ai regali? Anche voi avete ridotto il vostro budget?

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  • Agli italiani piacciono le app di messaggistica vocale [Infografica]

    Agli italiani piacciono le app di messaggistica vocale [Infografica]

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    Una interessante ricerca, condotta da AstraRicerche per WeChat, dimostra che la funzionalità del voice messaging soddisfa le mancanze del text messaging. L’85% degli intervistati, infatti, ama i messaggi vocali perché giudicati più immediati, espressivi e capaci di comunicare emozioni

    Agli Italiani le mobile app di messaggistica istantanea piacciono ed è ormai un dato di fatto. Basta dare un’occhiata al successo di WhatsApp nel nostro paese,  a quello di LINE e anche a quello di WeChat, app anche questa in grande crescita realizzata dalla cinese Tencent. E la ricerca di cui vi parliamo oggi, con infografica annessa, condotta da AstraRicerche per conto proprio di WeChat, ci conferma questa preferenza degli italiani per la messaggistica istantanea, ma ci offre qualche interessante spunto su cui molti, crediamo, potranno ritrovarsi.

    Quindi, gli italiani amano la messaggistica via mobile ma la ricerca sottolinea anche che gli italiani sono prontissimi ad abbracciare le ultimissime novità del voice messaging nel campo delle app per smartphone, specie se consentono un modo di comunicare ancora più “caldo”, espressivo e personale. Comunicare via messaging app, ma se possibile in voce, dunque.

    La ricerca è stata realizzata nella seconda decade di novembre attraverso 638 interviste online a connazionali di età compresa tra 14 e 64 anni e ha confermato l’uso frequente dei messaggi di testo, che balza al 97% tra i minori di 35 anni.

    Vediamo allora quali sono le motivazioni per cui gli italiani scelgono di usare la messaggistica testuale. Primo motivo tra tutti è che l’uso dei messaggi testuali è comodo (77%), poi perchè è gratis (46%) e poi perchè permette di comunicare anche quando si è impegnati a fare altro (45%). E i motivi per cui non piace? Sicuramente il primo motivo per cui gli italiani preferiscono meno la messaggistica testuale è perchè attraverso questo utilizzo è molto probabile che si venga fraintesi e questo è stato riscontrato dal 75% degli intervistati al di sotto dei 35 anni. E ancora, il 70% crede sia impossibile esprimere emozioni mentre, tra i giovani fino a 25 anni, il 58% trova difficile comunicare pensieri lunghi usando il testo e il 60% è convinto sia alto il rischio di malintesi perché manca il tono della voce.

    La messaggistica testuale ha portato rilevanti vantaggi agli utenti, ma non ha saputo mantenere quel contatto umano che la voce ha sempre dato. La comunicazione via messaggio vocale, invece, consente di capire come sta l’interlocutore, come si sente, ma senza l’impatto e l’impegno di una telefonata. Si confermano, quindi, i pregi del ‘messaggino’ (gratuità, flessibilità e sintesi) e se ne aggiungono di nuovi” commenta Enrico Finzi, Presidente di AstraRicerche.

    Come detto all’inizio, agli italiani piacciono le app di messaggistica vocale perchè ritengono che questa modalità superi quelli che sono proprio i limiti della messaggistica testuale. E quindi, la maggioranza degli intervistati, quasi i 2/3, dichiarano la propria preferenza per i messaggi vocali rispetto a quelli testuali: ben l’85% preferisce ascoltare la voce dell’interlocutore piuttosto che leggere un suo messaggio di testo. E tra i motivi di tanta disponibilità a passare alla messaggistica vocale, uno spicca in particolare per numero di indicazioni, ossia: ascoltare la voce altrui, anche se si tratta solo di un breve messaggio, aiuta a capire come quella persona sta, come si sente (61%).

    Dall’indagine emergono tre ulteriori motivi per usare i messaggi vocali:  per rispondere anche quando non si può digitare, perché si sta guidando, camminando o cucinando (45%: con le donne al 48% e gli under 18 al 53%), perché nei messaggi vocali si possono esprimere emozioni come in una telefonata (41%) e perché il messaggio vocale permette di dire di più rispetto a un messaggio di solo testo (oltre il 39%).

    La domanda che da sempre ci poniamo è se le tradizionali applicazioni di messaggistica rispondono efficacemente abbastanza ai bisogni di comunicazione. Cosa desiderano davvero i consumatori? Già da tempo, abbiamo realizzato quanto gli utenti fossero insoddisfatti dei messaggi di testo ed è per questo che abbiamo progettato WeChat come una vera piattaforma di comunicazione social e non come una mera applicazione di messaggistica. La comunicazione ha bisogno di essere anche emozionale, non solo meccanica. Tutti possono ricavare molte informazioni dalla voce e dal linguaggio del corpo del proprio interlocutore ed è per questo che abbiamo creato la funzione Hold-To-Talk (Tieni premuto per parlare) e numerosi set di sticker per permettere ai nostri utenti di esprimersi ancor più pienamente anche solo usando lo smartphone” afferma Poshu Yeung, Vice President of International Group di Tencent

    E allora, che ne pensate voi di questi dati? Anche voi preferite le app di messaggistica vocale a quella testuale? Raccontateci tra i commenti la vostra esperienza.

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  • Italiani e E-commerce. Gli Heavy Buyers italiani sono gli umbri

    Italiani e E-commerce. Gli Heavy Buyers italiani sono gli umbri

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    Sappiamo bene quanto il binomio Italiani e E-commerce stia dando vita ad un rapporto sempre più in crescita. E oggi, grazie sempre alla ricerca che Ipsos ha condotto per Webloyalty, possiamo tracciare la mappa dell’acquirente italiano online e scoprire che gli heavy buyers italiani sono gli umbri

    Dopo aver visto alcuni utili dettagli sulla ricerca “E-commerce in Italia: motivazioni e trend degli acquirenti online”, con un focus specifico sul fenomeno in crescita del cashback, ossia il meccanismo che prevede il rimborso per il consumatore di una parte della cifra spesa per ogni acquisto effettuato online, passiamo oggi a conoscere meglio chi sono gli acquirenti online in Italia, o meglio, conosciamo chi in Italia sono gli heavy buyers. E lo facciamo sempre grazie alla ricerca condotta da Ipsos per Webloyalty, azienda specializzata in programmi di sconti e nella generazione di reddito supplementare per aziende che fanno commercio online.

    Come sappiamo il nostro paese vive una condizione sicuramente non facile per quanto riguarda le connessioni alla rete e pensate che solo il 14% delle abitazioni è connessa tramite fibra ottica e a questo va anche associato il dato per cui ancora il 37% degli adulti in Italia non ha mai usato Internet. Ma nonostante tutto questo, i risultati di una ricerca condotta su quasi 5000 consumatori europei emerge la forte propensione all’acquisto dimostrata dagli utenti e-commerce italiani: quasi tre italiani su quattro tra quelli che si affidano al commercio digitale, infatti, hanno effettuato almeno cinque acquisti negli ultimi sei mesi.

    Dall’E-commerce  emerge, quindi, una tendenza che può permettere di colmare, almeno parzialmente, il gap nei confronti degli altri paesi europei in fatto di uso delle tecnologie digitali. In particolare, secondo la ricerca Ipsos – Webloyalty condotta su più di 1500 acquirenti nostrani,  ben il 75,9% degli italiani che utilizzano l’e-commerce è classificabile nella categoria degli “heavy buyer (in contrapposizione ai cosiddetti “occasional buyer”), cioè tra coloro che hanno effettuato più di 4 acquisti su canali online negli ultimi 6 mesi. Addirittura il 69% ha superato i 5 acquisti. C’è una stretta connessione, inoltre, tra chi si affida in maniera massiccia all’e-commerce e la persona che all’interno della famiglia è responsabile della maggior parte degli acquisti nel loro insieme (il 76,6% si classifica tra gli heavy buyer).

    Interessante appare lo spaccato che riguarda le singole regioni italiane e la suddivisione tra “grandi compratori” e “acquirenti occasionali”, con dati che per alcuni versi appaiono inaspettati: tra gli Heavy Buyers, a cui spetta la leadership dei grandi clienti dell’e-commerce in Italia, troviamo gli utenti dell’Umbria (89,5% di “grandi compratori” contro il 10,5 di “acquirenti occasionali” ), seguita nella top ten dagli utenti della Liguria (87,2% vs. 12,8%), da quelli della Toscana (83,6% contro 16,4%), da quelli della Basilicata (rispettivamente 80% e 20%), da quelli della Lombardia (79,4% vs. 20,6%), da quelli della Sardegna (78,9% contro 21,1% ), da quelli del Piemonte (rispettivamente 77,8% e 22,2%), da quelli dell’Emilia Romagna (77,2% vs. 22,8%), da quelli del Lazio (76,5% contro 23,5%) e e infine da quelli Veneto (75,9% a fronte del 24,1%).

    Al contrario, le regioni dove si concentrano maggiormente gli “acquirenti occasionali” sono il Trentino Alto Adige (50% di acquirenti occasionali e di grandi compratori), il Friuli Venezia Giulia (36,4% di occasionali contro 63,6% di clienti abituali dell’e-commerce) la Calabria (33,3% di occasionali vs 66,7% di abituali), la Campania  (29,1% occasionali e 70,9% abituali) e l’Abruzzo (rispettivamente 27% e 73%). Percentuali che solo in alcuni casi rispecchiano quelle relative all’utilizzo di Internet e all’accesso alla banda larga nelle varie zone del nostro Paese.

    I dati della ricerca dimostrano come l’e-commerce, una volta conosciuto, sia molto apprezzato dagli utenti e rappresenti una via privilegiata per stimolare i consumi, oltre a incrementare  la capacità di spesa degli acquirenti”, ha dichiarato Alexandre Cotigny, Direttore Generale Sud Europa di Webloyalty. “L’obiettivo dei player del settore deve essere quello di accrescere la conoscenza del commercio digitale, sia mediante forme di education per vincere residue resistenze culturali, sia tramite la proposta di programmi di promozione e scontistica specifici – come “Acquisti e Risparmi” di Webloyalty – e l’utilizzo del cashback, il meccanismo di rimborso parziale della spesa effettuata online, capace di garantire un incremento della domanda per le imprese e un risparmio concreto per gli utenti.”

    Allora, che ne pensate di questi dati? Siete anche voi tra gli heavy buyers di cui si parla nella ricerca? Raccontateci la vostra esperienza con l’E-commerce.

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  • Gli Italiani amano lo Shopping Online, mobile e integrato coi Social Media

    Gli Italiani amano lo Shopping Online, mobile e integrato coi Social Media

    Gli italiani come noto amano fare shopping online e la ricerca “UPS Pulse of the Online Shopper”, commissionata da UPS a comScore per monitorare il comportamento e le scelte dei clienti online, lo conferma. Ma agli italiani piace anche che l’esperienza di shopping online sia bene integrata via Mobile e coi Social Media

    Agli italiani piace fare Shopping Online e il fenomeno è in costante crescita nel nostro paese. Ce ne siamo occupati altre volte, sottolineando gli aspetti sui cui si concentra la ricerca di cui vi parliamo oggi, cioè che agli italiani l’esperienza di shopping online piace di più se questa può essere fatta via Mobile e se è integrata coi Social Media. La ricerca “UPS Pulse of the Online Shopper“, commissionata da UPS a comScore per monitorare il comportamento e le scelte dei clienti online, mettono in luce proprio queste due caratteristiche per quanto riguarda gli utenti italiani che acquistano online.

    La ricerca è stata effettuata sulla base di 5.500 acquirenti online in 6 paesi europei (Belgio, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi e Regno Unito) e condotta in due periodi: a febbraio e tra aprile e giugno 2013. Ovviamente ci concentreremo sui dati che ci riguardano più da vicino, sottolineando che sulla base di una popolazione web esaminata, pari a 182,3 milioni di utenti, l’Italia è quella che vanta la popolazione web più giovane, infatti il 65% ha un’età inferiore ai 45 anni.

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    I risultati, in generale, mettono in evidenza che i consumatori vogliono avere più scelta quando si tratta di shopping online, vogliono avere maggiore controllo rispetto a quando e dove saranno consegnati i loro acquisti e, se possibile, un comodo processo per quanto riguarda i resi. I consumatori utilizzano i social media per selezionare le migliori offerete e fare quindi i loro acquisti e si aspettano più opzioni di trasporto dai loro e-tailers.

    Lo studio, che ha incluso più di 1.000 intervistati in Italia , ha anche chiesto ai consumatori che cosa li portasse ad abbandonare i loro carrelli e quale fosse la motivazione per cui raccomandano i loro retailers ad amici e conoscenti. Ad esempio, il 51% dei consumatori italiani ha risposto che sarebbero più propensi a fare acquisti con un rivenditore se fosse possibile acquistare on-line per poi ritirare la merce in negozio, mentre al 59% degli intervistati piacerebbe di più avere la possibilità di acquistare oggetti online e poi poterlo restituire in reso presso il negozio.

    Il Mobile e i Social Media continuano a modificare l’abitudine di fare acquisti online degli utenti italiani. Infatti, grazie ad un tasso di penetrazione elevato, in questo caso, di dispositivi mobili: il 58% degli acquirenti italiani usa uno smartphone e il 75 % usa un tablet per fare acquisti online via mobile (la media di tutti gli altri paesi esaminati e del 50% e 62 %). Quasi la metà (45 %) ha risposto che sono meno propensi a fare paragoni di negozi via mobile, rispetto a quanto invece fanno via web. Allo stesso tempo, il 70 % dei consumatori italiani intervistati ha risposto di aver fatto “like” sulla marca via Facebook (rispetto al 50% in tutti i paesi esaminati), mentre l’87 % di questi consumatori usa prestare attenzione agli aggiornamenti dei rivenditori preferiti via Social Media.

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    Per quanto riguarda il processo di acquisto, quello che gli utenti italiani preferiscono vedere in alto e prima di tutto sono le informazioni relative alle modalità di consegna della merce e i costi totali. E la caratteristica della flessibilità dei tempi di consegna è importante per il 54% degli utenti.

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    Altro aspetto che gli utenti italiani ritengono importante, ben il 97% degli intervistati, riguarda la possibilità di poter monitorare il trasporto della merce. Il 59% vorrebbe tenere traccia del trasporto con alerts via email, mentre il 55% vorrebbe monitorare la spedizione direttamente dal sito web del retailer.

    Secondo quello che viene da fuori da questa interessante ricerca, la gestione dei resi può davvero determinare il grado di affezione e di soddisfazione verso il brand. Il 73% degli utenti italiani che sono soliti fare shopping online, sostiene che la gestione dei resi richiede di essere migliorata e dovrebbe essere più chiara in fase di acquisto della merce; il 66% è più propenso a fare acquisti dal retailer  che propone una policy sui resi meno macchinosa e più snella.

     

  • Audiweb Giugno 2013, aumenta l’accesso al Web da Mobile

    Audiweb Giugno 2013, aumenta l’accesso al Web da Mobile

    Audiweb rilascia i dati relativi agli italiani online nel mese di Giugno 2013. Sono stati 27,4 milioni gli utenti collegati a internet almeno una volta da PC e 13,5 milioni nel giorno medio. Dato da sottolineare è che da dicembre 2012 cresce del 17,5% la disponibilità di accesso da cellulare e dell’80% da tablet

    Audiweb rende disponibili i nuovi risultati della Ricerca di Base sulla diffusione dell’online in Italia, Audiweb Trends, e i dati di audience online del mese di giugno 2013, con la stima della fruizione di internet.

    In base al nuovo aggiornamento dei dati di giugno di Audiweb Trends, il report di sintesi della Ricerca di Base realizzata in collaborazione con Doxa, sono 38 milioni gli italiani che dichiarano di accedere a internet da location fisse (da casa, ufficio o da un luogo di studio) o da mobile, l’81% della popolazione tra gli 11 e i 74 anni.

    Aumenta l’accesso al Web via Mobile

    Audiweb Giugno 2013 -potenziale_individui

    Analizzando nel dettaglio la disponibilità di accesso a internet dai vari device e dalle singole location risulta un’elevata disponibilità da casa attraverso computer (35 milioni di individui tra gli 11 e i 74 anni, pari al 74,7% dei casi) e tassi di crescita significativi per le modalità di accesso a internet dai device mobiliDa dicembre 2012, infatti, si registra una crescita del 17,5% della disponibilità di accesso a internet da cellulare (19 milioni di italiani, pari al 41% della popolazione tra gli 11 e i 74 anni) e dell’80% da tablet (circa 5 milioni di individui, pari al 10% della popolazione considerata).

    Dall’approfondimento sulle attività effettuate da cellulare emerge che tra le attività più citate da chi dichiara di accedere a internet dal cellulare risultano:

    • navigare genericamente su internet (il 69% dei casi);
    • inviare/ricevere e-mail (il 45%);
    • scaricare e utilizzare applicazioni (43%);
    • consultare motori di ricerca (40%);
    • accedere ai social network (39%);
    • consultare il meteo (37%);
    • consultare itinerari e mappe (32%).

    Il 79% di coloro che dichiarano di aver scaricato e utilizzato almeno una volta un’applicazione ha preferito solo applicazioni gratuite (6,5 milioni), mentre il 21% scarica anche applicazioni a pagamento (1,7 milioni di individui). Tra le applicazioni utilizzate negli ultimi 30 giorni sono indicate quelle legate ai giochi (60%), al meteo (50%), le applicazioni che consentono di accedere e chattare sui social network (47%), le mappe, itinerari, informazioni sul traffico (45%), le applicazioni per foto e immagini (41%).

    Sono 27,4 milioni gli italiani online a Giugno 2013

    Audiweb Giugno 2013 audience_giugno2013

    Nel mese di giugno 2013 sono stati 27,4 milioni gli italiani dai 2 anni in su che si sono collegati almeno una volta da computer. Nel giorno medio risultano online 13,5 milioni gli utenti collegati in media per 1 ora e 20 minuti.

    Audiweb Giugno 2013 video_giugno2013

    Per quanto riguarda i dati di sintesi sulla fruizione dei contenuti video online (Audiweb Objects Video), nel mese di giugno si registrano 46,5 milioni di stream views (video fruiti), con 5,7 milioni di utenti che hanno visualizzato almeno un contenuto video online su uno dei siti degli editori iscritti al servizio, con una media di 36 minuti e 19 secondi di tempo speso per persona. Nel giorno medio le stream views sono state 1,5 milioni, con 672 mila utenti che hanno dedicato alla visione dei contenuti video 10 minuti e 17 secondi in media per persona.

  • Audiweb Maggio 2013, aumentano gli italiani online

    Audiweb Maggio 2013, aumentano gli italiani online

    Audiweb come di consueto rilascia i dati mensili che riguardano gli italiani online, questa volta, riferiti al mese di Maggio 2013. Crescono gli italiani online attivi nel mese, sono ora 28,5 milioni. Mentre si assiste, su base annua, ad un leggero calo degli utenti attivi nel giorno medio, sono ora 14,2 milioni, in calo dello 0,1% rispetto ad un anno fa

    Audiweb rende disponibili i dati di audience online del mese di Maggio 2013. In base ai nuovi dati di audience online, in questo periodo sono stati 28,5 milioni gli utenti che si sono collegati almeno una volta da computer. Nel giorno medio risultano 14,2 milioni gli utenti unici, collegati per 1 ora e 25 minuti in media per persona.

    Audiweb maggio 2013

    Dai dati socio-demografici dell’audience online di maggio risultano online nel giorno medio 7,8 milioni di uomini e 6,4 milioni di donne, in particolare 35-54enni (6,8 milioni di utenti, il 47,6% della popolazione online), online in media per 1 ora e 25 minuti a persona.

    I più giovani dedicano più tempo alla navigazione da PC nel giorno medio: i 25-34enni (2,6 milioni, il 18% della popolazione online) risultano collegati in media per 1 ora e 37 minuti, come i 18-24enni (1,4 milioni, il 10% della popolazione online) che risultano collegati per 1 ora e 38 minuti per persona. Cresce di oltre l’11% la quota degli over 55 online nel giorno medio, con 2,5 milioni di utenti di questa fascia (il 17,4% della popolazione online 55+).

    Audiweb fasce maggio2013

    Per quanto riguarda la provenienza geografica emerge che il 30,5% degli utenti online nel giorno medio a maggio è dell’area Sud e Isole (4,3 milioni di utenti attivi), il 26,4% dall’area Nord Ovest (3,8 milioni), il 16,3% dal Centro (2,3 milioni) e il 15% dal Nord Est (2,1 milioni).

    In base ai dati di sintesi Audiweb Objects Video sulla fruizione dei contenuti video online dei siti degli editori iscritti al servizio, a maggio risultano 65,6 milioni di stream views (video fruiti) mensili, con 6,4 milioni di utenti che hanno visualizzato almeno un contenuto video, con una media di 46 minuti di tempo speso per persona.

    Nel giorno medio le stream views sono state 2 milioni, con 805 mila utenti che hanno dedicato alla visione dei contenuti video 11 minuti e 48 secondi in media per persona.

  • Audiweb Marzo 2013, quasi 18 milioni gli italiani online via Mobile

    Audiweb Marzo 2013, quasi 18 milioni gli italiani online via Mobile

    Audiweb rende noti oggi i dati relativi all’audience online in Italia nel mese di Marzo 2013. Il dato più rilevante è che cresce il numero di utenti che accede alla rete via mobile, 17,9 milioni. 3,7 milioni quelli che vi accedono via tablets

    Audiweb rende noti i dati dell’audience relativa al mese di Marzo 2013. Dato rilevante che è che cresce il numero degli italiani che accede al web via mobile. Sono quasi 18 milioni, ossia il 38% degli accessi totali. Ma vediamo tutti i dati in dettaglio.

    Audiweb-marzo-2013

    Nel primo trimestre 2013 il 68,2% delle famiglie italiane (14,8 milioni) dichiara di disporre di un accesso a internet da casa attraverso computer, televisore o console giochi. Il 71,6% delle famiglie connesse, 10,5 milioni, dichiara di avere una connessione veloce – ADSL o fibra ottica – con abbonamento flat nel 93,5% dei casi.

    Sono 37,8 milioni gli Italiani che dichiarano di accedere a internet da qualsiasi luogo e device (l’80,2% della popolazione tra gli 11 e i 74 anni), con una maggiore disponibilità di accesso a internet da casa attraverso computer (35 milioni di individui tra gli 11 e i 74 anni, pari al 74,5% dei casi).

    L’accesso a internet dai device mobili registra valori significativi, con 17,9 milioni di persone che dichiarano di poter accedere a internet da telefono cellulare/smartphone (il 38% degli 11-74enni), e 3,7 milioni da tablet (il 7,8% dei casi).

    Dal punto di vista socio-demografico, l’online in Italia si conferma ampiamente diffuso tra tutti i profili, presentando comunque tassi di concentrazione molto elevati tra i profili più qualificati in termini di istruzione e condizione professionale. I livelli più alti di concentrazione si registrano, infatti, tra i giovani (il 94% degli 11-34enni), tra i laureati (il 98% dei casi), tra gli studenti universitari (il 99,7%) e di scuole medie e superiori (il 96,6%), tra gli impiegati e gli insegnanti (il 97,7%), con un tasso di penetrazione del 100% tra i dirigenti, quadri e docenti universitari.

    L’accesso a internet da cellulare/smartphone risulta più diffuso tra i giovani (oltre la metà degli 11-34enni), in particolare tra gli studenti universitari (il 68,6%) e tra gli studenti di scuole medie e superiori (il 60,8%). Si riscontrano tassi elevati anche tra i profili più qualificati in termini di istruzione e condizione professionale. Infatti, possono accedere a internet via mobile il 57,5% dei laureati, il 65,1% degli imprenditori e liberi professionisti e il 59% dei dirigenti, quadri e docenti universitari.

    Ma cosa fanno gli italiani che accedono alla rete via mobile? Dai dati emerge che tra le attività più citate da chi dichiara di accedere a internet dal cellulare risultano: navigare su internet (il 65,8% dei casi), inviare/ricevere e-mail (il 40,5% dei casi), accedere ai social network (37,1%), scaricare e utilizzare applicazioni (37%), consultare motori di ricerca (36,2%), consultare il meteo (31,9%).

    Sono inoltre 6,6 milioni le persone che dichiarano di aver scaricato e utilizzato almeno una volta un’applicazione e la maggior parte, il 76,9%, ha scaricato solo applicazioni gratuite. Tra le applicazioni utilizzate negli ultimi 30 giorni, le principali sono quelle legate ai giochi (59,5%), al meteo (47,1%), le applicazioni che permettono di accedere e chattare sui social network (45,3%), le mappe, itinerari, informazioni sul traffico (44,1%), le applicazioni per foto e immagini (39,5%).

    Inoltre, nel giorno medio risultano online 14,8 milioni gli utenti, +8,2% rispetto all’anno precedente, collegati in media per 1 ora e 29 minuti, consultando 142 pagine per persona.

    E per quanto riguarda , i dati di sintesi sulla fruizione dei contenuti video online (Audiweb Objects Video), nel mese di marzo si registrano 68 milioni di stream views (video fruiti), con 6,5 milioni di utenti che hanno visualizzato almeno un contenuto video online su uno dei siti degli editori iscritti al servizio, con una media di 39 minuti e 14 secondi di tempo speso per persona. Nel giorno medio le stream views sono state 2,2 milioni, con 829 mila utenti che hanno dedicato alla visione dei contenuti video circa 10 minuti in media per persona.

  • Audiweb Gennaio 2013, quasi 30 milioni gli italiani online

    Audiweb Gennaio 2013, quasi 30 milioni gli italiani online

    Nel mese di gennaio 2013 sono 29,6 milioni gli utenti che si sono collegati almeno una volta da PC. L’audience online da PC nel giorno medio cresce del 10,2% in un anno, con 14,7 milioni di utenti

    Ed eccoci giunti ai dati web di Gennaio, i primi del 2013, che dimostrano che la popolazione italiana continua a crescere. E infatti, il 2013 si apre con 29,6 milioni di utenti online da PC nel mese di gennaio, con una crescita del 7% in un anno. Nel giorno medio si sono collegati 14,7 milioni di utenti (+10,2%), per un tempo medio per persona di 1 ora e 28 minuti, consultando 143 pagine. 

    audience_gennaio2013 

    Più in dettaglio, per quanto riguarda i dati di sintesi sulla fruizione dei contenuti video online (Audiweb Objects Video), nel mese di gennaio 2013 sono stati 5,8 milioni gli utenti che hanno visualizzato almeno un contenuto video su uno dei siti degli editori iscritti al servizio, con 49 milioni di video fruiti (stream views) e una media di 26 minuti e 38 secondi di tempo speso per persona. Nel giorno medio sono stati 685 mila gli utenti che hanno visualizzato 1,6 milioni contenuti video, con una media di 7 minuti e 18 secondi per persona.

    video_gen2013

    Dai dati sull’uso del mezzo il prime time è confermato a partire dal pomeriggio: tra le ore 15:00-18:00 si rilevano 8 milioni di utenti e tra le 18:00-21:00 sono 8,2 milioni gli utenti online, circa 1 milione in più per le due fasce orarie rispetto ai dati di gennaio 2012. Tra le 12:00 e le 15:00 sono online da PC 7,6 milioni di utenti, con dati elevati anche al mattino tra le  9:00 e le 12:00 (6,3 milioni di utenti) e tra le 21:00 e la mezzanotte (6,3 milioni di utenti).

    ore_gen2013

    A gennaio la popolazione online nel giorno medio è rappresentata dal 55% di uomini (8 milioni) e dal 45% di donne (6,7 milioni, +11% in un anno) e la categoria dei 35-54enni risulta maggiormente rappresentata, con 7 milioni di utenti online nel giorno medio.

    eta_gennaio_2013

    Dai dati sulla provenienza geografica emerge che il 29,5% degli utenti online nel giorno medio è dell’area Sud e Isole (4,3 milioni di utenti attivi), il 27,9% dall’area Nord Ovest (4,1 milioni), il 16,4% dal Centro (2,4 milioni) e il 15,3% dal Nord Est (2,2 milioni).

    aree_gen2013

  • Nel processo d’acquisto online per gli utenti il supporto è fondamentale [Infografica]

    Nel processo d’acquisto online per gli utenti il supporto è fondamentale [Infografica]

    Da un’indagine commissionata da LivePerson, che vi presentiamo oggi accompagnata da un’infografica, si rileva che oltre l’80% degli utenti dichiara di aver bisogno di supporto durante il processo d’acquisto online. L’indagine analizza il comportamento d’acquisto dei consumatori online e il loro livello di engagement

    LivePerson, fornitore leader di soluzioni di online engagement intelligente e in tempo reale ha commissionato a una società indipendente un’indagine volta ad analizzare il comportamento d’acquisto di oltre 5.700 utenti, di cui 530 italiani, di siti di e-commerce, turismo, intrattenimento, telecomunicazioni e utility.

    In molti casi, le abitudini individuate così come la propensione allo shopping online hanno messo in evidenza una netta spaccatura tra le aspettative dell’utente e l’offerta delle aziende, soprattutto in termini di customer service. Sebbene l’accesso immediato alle informazioni in ogni luogo e da ogni dispositivo stiano cambiando il modo in cui i consumatori effettuano i loro acquisti, il supporto offerto dall’azienda non deve diminuire, anzi. Quanti clienti si sentono abbandonati a sé stessi davanti ai loro pc, smartphone o tablet? Più di quanti non si pensi, soprattutto in Italia.

    Utenti italiani: esperti o principianti?

    Il sondaggio ha chiesto innanzitutto agli intervistati di indicare il loro livello di esperienza in qualità di online shopper: il 28% degli intervistati si è definito principiante, ossia alla ricerca attiva di un supporto durante il processo d’acquisto; il 56% si è attribuito un livello di expertise medio, definendosi in linea di massima autosufficiente, e solo il 16% si è dichiarato un vero ‘guru’ in materia, tanto da poter dare consigli ad altri utenti. Tra i campioni analizzati, i tedeschi sembrano essere i più pratici in fatto di acquisti sul web (87% degli intervistati), mentre gli italiani si vedono invece come i meno esperti (solo il 55% degli intervistati dichiara di un livello di expertise medio o alto).

    Questa percezione trova conferma nelle abitudini d’acquisto: tra tutti i Paesi analizzati, sono infatti gli espertissimi tedeschi (53%) ad affermare di spendere più sul web che nei negozi, seguiti dagli inglesi (47%) e dagli americani (40%). Chiudono la classifica gli italiani: solo il 27% degli intervistati spende di più online.

    Ricevere supporto online non è scontato!

    A livello globale, sebbene solo 1 intervistato su 6 richieda effettivamente un supporto durante il processo d’acquisto online, l’83% dei consumatori online ammette che potrebbe averne bisogno. Tra i Paesi analizzati il Regno Unito è il meno propenso a cercare supporto (solo il 13% degli intervistati si dichiara a favore), mentre l’Italia è quello che lo è di più (43%).

    Durante il processo d’acquisto, il 71% degli utenti si aspetta di trovare supporto entro 5 minuti, il 31% si aspetta invece un aiuto immediato. La velocità di reperimento delle informazioni è risultata essere meno importante per i tedeschi (48% degli intervistati), ma fondamentale per americani (81%), inglesi, francesi e italiani (tutti al 73%). Se il supporto non fosse offerto entro il tempo indicato, il 48% si rivolgerebbe a un sito competitor o abbandonerebbe l’acquisto. In questo senso, il Regno Unito presenta la più alta percentuale di ‘disertori’ (58%) mentre gli italiani sono i più persistenti: solo il 30% è pronto a indirizzarsi altrove mentre il 9% opta per l’abbandono dell’acquisto.

    Velocità e dialogo: gli elementi differenzianti dello shopping online

    Quando è stato chiesto agli utenti cosa determina il successo di un’esperienza di customer service, due sono state le risposte principali: la rapidità nella risoluzione di un problema (per l’82% degli intervistati) e la capacità di risoluzione in un unico passaggio (first-contact resolution, 56%).

    Interessante notare che il 93% dei consumatori ritiene che il supporto in tempo reale possa tornare utile in più fasi del processo d’acquisto. Il 51% dichiara inoltre che, se potesse usufruire di una Live Chat, sarebbe più propenso all’acquisto, trend particolarmente forte in Italia, sostenuto dal 60% degli intervistati che, sempre in caso di Live Chat disponibile, esprimono una maggiore propensione a rivolgersi allo stesso sito una seconda volta e a fidarsi del brand.

    Spiega Mario Manzoli, Regional Sales Manager di LivePerson per l’Italia:

    Presso consumatori e aziende è ancora largamente diffusa la percezione del web come ambiente self-service. La realtà dei fatti indica però che i consumatori online si aspettano e hanno bisogno di ricevere lo stesso livello di supporto che troverebbero in un negozio fisico: se questo tipo di supporto non viene erogato – e, per di più, in breve tempo –  essi sono disposti ad abbandonare l’acquisto o a dirigersi su di un sito concorrente. Per fidelizzare i propri clienti, i business online devono essere capaci di identificare il livello e la tipologia di supporto richiesta dal consumatore, analizzando il suo comportamento e rispondendo di conseguenza”.

    A questo link potete visionare l’intera ricerca.

    Ora raccontateci come vi comportate voi nel momento di effettuare un acquisto onlie, vi ritrovate nelle casistiche rilevate dall’indagine?

    Infografica_Italia_LivePerson