Tag: liveperson

  • Engagement e Social Media, alcuni consigli da LivePerson

    Engagement e Social Media, alcuni consigli da LivePerson

    Engagement e Social Media sono ormai parole chiavi obbligate per le aziende che vogliono iniziare ad usare canali di comunicazione digitale. Spesso proviamo a dare suggerimenti per fare in modo che una strategia di comunicazione possa essere d’aiuto, ma oggi vi proponiamo dei consigli preziosi che ci da LivePerson, azienda leader di soluzioni di online engagement intelligente e in tempo reale

    Engagement, ossia essere coinvolgenti coi propri utenti/clienti, ha assunto ormai un valore di fondamentale importanza nell’intento di comunicare attraverso i Social Media. Sappiamo che tante aziende, oggi, scelgono di essere presenti sui social media, ma quante di queste seguono una strategia precisa? Quante si sono prefissate un preciso obiettivo da raggiungere? Quante si pongono il problema di come gestire al meglio i canali social e massimizzare il coinvolgimento degli utenti. Chi ci segue sa quanto teniamo a questo tipo di argomenti e spesso abbiamo provato a fornire dei suggerimenti, ma oggi facciamo nostri e ve li proponiamo i consigli di Mario Manzoli, Regional Sales Manager per l’Italia di LivePerson, fornitore leader di soluzioni di online engagement intelligente e in tempo reale. Alcuni vi saranno già noti e forse vi sembreranno anche scontati, ma val la pena di ricordarli. In complesso sono essenziali e precisi, vediamoli insieme.

    1. Scegli un social media e gestiscilo al meglio

    Se ancora non hai adottato una strategia di social engagement, può non essere facile decidere da dove cominciare: Facebook, Twitter, Linkedin, YouTube, Google+, Pinterest, Blogging… la cosa migliore è identificare il social network che più di altri possa aiutarti a raggiungere i tuoi obiettivi di business e il livello di engagement prefissato. Per far ciò sarà necessario fare qualche ricerca a monte, per comprendere che tipo di target utilizza ciascuna piattaforma e in che modo. In un secondo momento, sarà poi ovviamente possibile estendere la propria presenza ad altri canali, ma sceglierne uno e gestirlo al meglio è il modo migliore di cominciare.

    2. Crea un team dedicato

    Niente di peggio di un canale social che non interagisca con i suoi fan/follower o che ignori le loro domande. Non basta postare contenuti di tanto in tanto: i social vanno alimentati con regolarità e il dialogo con il pubblico è fondamentale. Allo stesso modo, se decidi di abbandonare un profilo precedentemente creato, ricordati di cancellarlo definitivamente: l’inattività non è mai percepita positivamente.

    3. Ascolta il web

    Monitorare quanto viene detto sul web è fondamentale: gli Alert di Google non bastano.  Cosa devi monitorare? Per prima cosa le parole chiave associate al tuo brand, ma non solo: segui anche ciò che viene detto sul tuo settore, sui tuoi concorrenti, sui vostri prodotti. Ascoltando la voce del web potrai comprendere meglio i tuoi utenti e garantire loro un’offerta più mirata.

    4. Stabilisci la social media policy interna

    E’ sempre bene esplicitare una serie di linee guida relative al comportamento che i dipendenti di un’azienda sono tenuti a seguire sui social. Ma attenzione: l’accento non va tanto posto sulle restrizioni, ma piuttosto su ciò che i dipendenti possono fare per contribuire a sviluppare una percezione positiva dell’azienda sul web.

    5. Mostra il volto umano del brand

    Per quanto possano amare il vostro brand, i clienti ricercano un contatto umano. Anche quando si comunica per conto di un’azienda, è bene far capire al pubblico chi c’è dietro l’account, specialmente nel caso di servizi di assistenza. Ad esempio, non è una cattiva idea quella di far firmare all’operatore un tweet o un post!

    6. Proteggi il brand

    Talvolta, le campagne social sfuggono di mano: basta ricordare alcuni #epicfail, come il caso Groupalia durante il terremoto in Emilia oppure l’hastag #McDstories. Qualunque sia la causa – personale poco competente o non adeguatamente formato oppure una scarsa pianificazione – è bene ricordarsi che il web è un amplificatore e che chi gestisce il profilo di un’azienda parla a nome del brand e non a nome proprio.

    7. Occhio al mobile

    Accertatevi che la vostra presenza sui social risponda anche ai bisogni degli utenti mobile, soprattutto se ancora non avete un’app o un sito ottimizzato. Ad esempio, poiché sempre più utenti utilizzano dispositivi mobili in-store, accertatevi che i vostri profili social siano anche in grado di supportare i consumatori in negozio.

    8. State al passo con i tempi

    I social media evolvono alla velocità della luce anche grazie alla costante aggiunta di nuove feature e plug-in. Probabilmente, tra 5 o 10 anni il mondo dei social media sarà completamente diverso, il che significa che non solo è necessario stare al passo con le ultime novità ma anche – e soprattutto – lanciare uno sguardo al futuro!

    Allora che ne pensate?

  • Da LivePerson ecco alcuni consigli strategici per i retailer

    Da LivePerson ecco alcuni consigli strategici per i retailer

    LivePerson, fornitore leader di soluzioni di online engagement intelligente e in tempo reale, offre qualche utile consiglio agli online retailers e a tutti coloro che gestiscono siti e-commerce per cercare di ridurre al minimo i tassi di abbandono e incrementare i tassi di conversione. Vediamo quali sono

    Il carrello riempito e poi abbandonato è uno degli aspetti più frustranti per chiunque gestisca un sito di e-Commerce: perchè l’utente perde tempo a riempirlo per poi piantarlo in asso? Qualunque sia la ragione, obiettivo del retailer è quello di ridurre i tassi di abbandono e incrementare quelli di conversione. Mario Manzoli, Regional Sales Manager di LivePerson per l’Italia offre, a questo proposito, quattro consigli strategici dal punto di vista del live engagement.

    No alla navigazione in solitario

    In particolar modo con l’avvento dei social media, è cambiato l’utilizzo che l’utente fa di internet: da un approccio self-service, che prevedeva la ricerca autonoma di informazioni, si è passati a privilegiare l’interazione, sia con gli altri utenti sia con il brand. Ma se il dialogo è un’aspettativa ormai più che lecita, è compito del retailer valutare di volta in volta il momento più opportuno per avviarlo. Offrire un supporto online – e far sì che questo venga accettato – è tutta una questione di tempistica: non bisogna assillare l’utente ma nemmeno lasciarlo troppo a lungo in navigazione solitaria.

    Erogare informazioni personalizzate e rilevanti

    Una volta avviata l’interazione… cosa dire? Le perdite di tempo non giovano a nessuno, per questo sarà importante offrire un aiuto rilevante rispetto al contesto. Sebbene molti utenti abbandonino l’acquisto, capita spesso che questi trovino il carrello ancora pieno quando tornano sul sito a distanza di tempo (perché, probabilmente, avevano creato un proprio account). In questi casi, gli agenti di chat possono offrire assistenza proattiva ‘agganciandosi’ proprio al carrello ancora inevaso e fornendo, ad esempio, maggiori informazioni sugli oggetti inseriti oppure suggerendo prodotti complementari.

    Conoscere il cliente

    L’analisi dello storico di un utente e del suo comportamento online può spesso ricondurre alle ragioni dell’abbandonano.  Sapere cosa l’utente ha acquistato in passato, quali pagine ha visualizzato di recente e su quali si è soffermato, consente al retailer di tracciare un profilo della persona seduta dall’altra parte del pc, profilo che, più sarà dettagliato, più gli consentirà di andare a segno con l’offerta. I consumatori odierni hanno fissato standard molto alti: comprendere e anticipare i loro desideri può essere di grande aiuto tanto nella definizione di strategie online quanto nella vendita.

    Rassicurare il cliente

    Mai sentito parlare della ‘sindrome del rimorso’? Si tratta di un ‘male’ piuttosto comune tra gli acquirenti online. L’intenzione d’acquisto c’è, ma quando arriva il momento di tirare fuori la carta di credito, subentra il dubbio: non sarà troppo caro? Mi serve davvero? Potrei spendere i miei soldi in modo migliore? In uno store tradizionale, i commessi sono abituati ad avere a che fare con clienti interessati ma dubbiosi che… necessitano di essere ‘rassicurati’. Sebbene il sorriso confortante dell’assistente alla vendita non sia visibile sul web, il retailer deve però cercare di ricreare sul proprio sito le stesse sensazioni e gli stessi valori del negozio fisico, in altre parole, la stessa esperienza d’acquisto. Sul web, è la live chat ad assumere il ruolo del ‘rassicuratore’, in quanto cerca di colmare quel gap tra i livelli di servizio di un store tradizionale e uno online. Online è molto più facile abbandonare l’acquisto a favore di un competitor con migliori condizioni di vendita: per questa ragione è più che mai fondamentale giocare sugli elementi differenzianti, primo fra tutti il customer service. Un intervento cortese, tempestivo e intelligente può fare la differenza!

    Allora, che ne pensate? Avete qualche altro suggerimento da aggiungere?

  • Ecco i fattori che portano alla scelta di un sito e-commerce

    Ecco i fattori che portano alla scelta di un sito e-commerce

    E arriviamo oggi a scoprire l’ultima parte del sondaggio commissionato da LivePerson che analizza il comportamento d’acquisto di oltre 5,700 utenti, di cui 530 italiani. Oggi scopriamo quali sono i fattori che determinano la scelta di un sito e-commerce, individuabili in Semplicità e Customer Service

    LivePerson, fornitore leader di soluzioni di online engagement intelligente e in tempo reale, presenta gli ultimi rilevamenti a seguito dell’indagine realizzata per esaminare il comportamento d’acquisto di oltre 5.700 utenti, di cui 530 italiani, di siti di e-commerce, turismo, intrattenimento, telecomunicazioni e utility.

    L’accesso immediato alle informazioni, in ogni luogo e da ogni dispositivo, sta cambiando il modo in cui i consumatori effettuano i loro acquisti: ma cosa spinge gli utenti ad affidarsi o meno a un sito di e-commerce?

    Globalmente, la ragione principale per cui gli utenti scelgono un sito è la facilità di navigazione, come dichiara il 67% dei consumatori intervistati. Tra le altre ragioni citate, vi sono anche fattori economici, (ad es. bassi costi di spedizione, per il 57% degli intervistati), servizi complementari, quale la possibilità di tracciare gli ordini (55%) e, infine, i consigli di parenti e amici (43%) e, ancor di più, quelli di sconosciuti: per il 49% degli utenti sono infatti le recensioni sui social network e, più in generale, sul web a influenzare la loro scelta.

    Per contro, le principali cause di abbandono di un sito di e-commerce sono: costi di spedizione inaspettati (70%), mancanza o scarsità di informazioni sul prodotto/servizio o sulla consegna (56%), difficoltà di navigazione del sito (37%) e impossibilità di trovare supporto (30%): quasi un utente su due sostiene di abbandonare il sito – e addirittura un carrello pieno – se non riesce ad accedere velocemente a qualche forma di customer service.

    L’importante è interagire

    Una tendenza significativa emersa dallo studio è il desiderio da parte dei consumatori (59% degli intervistati) di poter usufruire di più modalità d’interazione con l’azienda. Tra i canali citati, accanto a quelli più tradizionali (quali telefono ed email – indicati, rispettivamente dal 61% e 60% degli intervistati), emerge anche la live chat (57%). Sebbene si tratti di un canale relativamente nuovo, sono infatti parecchi gli utenti che ne apprezzano le caratteristiche, prima fra tutte l’immediatezza: il 73% degli intervistati si è dichiarato soddisfatto nei confronti di un’esperienza di live chat, più di chi ha utilizzato email o call centre (61%).

    Sono proprio gli acquirenti italiani a vederne i benefici maggiori: il 98% degli intervistati nel nostro Paese giudica infatti la live chat molto utile, seguiti da USA (94%), Regno Unito (93%), Australia (93%), Francia (92%) e Germania (88%).

    Uno degli elementi più interessanti emersi da questa indagine è il fatto che i consumatori si mostrino aperti a diversi canali di assistenza, aspettandosi di trovare, a fianco di canali tradizionali come call centre o email , anche quelli più moderni, come la live chat.”, spiega Mario Manzoli, Regional Sales Manager di LivePerson per l’Italia, “Quella tra la facilità di navigazione e un customer service puntale e reattivo è la combinazione vincente non solo per contrastare l’abbandono del sito, ma anche per far sì che i clienti vi facciano ritorno più e più volte”.

    Metodologia della ricerca

    Il Rapporto Connecting with Customers è stato commissionato da LivePerson e realizzato da Loudhouse. L’indagine ha coinvolto un campione di 5710 consumatori online, che hanno ricercato o acquistato dei prodotti o si sono rivolti a un customer service su siti di e-commerce, telecomunicazioni, Utility, turismo & intrattenimento, finanza. Il campione è residente nei seguenti Paesi: USA (n=2012), UK (n=1126), Australia (n=1002), Francia (n=538), Italia (n=530), Germania (n= 502). Il campione è stato bilanciato in termini di età (tra i 18 e i 64 anni) e sesso. L’indagine è stata condotta  nell’ottobre 2012.

    Cliccando qui potrete visionare l’intera ricerca.

    Infografica_Italia_LivePerson

  • Acquisti online: il 59% degli italiani spende più di quanto pianificato

    Acquisti online: il 59% degli italiani spende più di quanto pianificato

    LivePerson indaga come cambiano le abitudini dei consumatori con la convergenza dei canali. L’indagine condotta in diversi paesi, ha coinvolto un totale di 5710 utenti, di cui 530 in Italia, che hanno effettuato acquisti online. E il 59% degli italiani spende più di quanto pianifica

    LivePerson, fornitore leader di soluzioni di online engagement intelligente e in tempo reale, rende noti nuovi risultati a seguito dell’indagine realizzata per esaminare il comportamento d’acquisto di oltre 5.700 utenti, di cui 530 italiani, di siti di e-commerce, turismo, intrattenimento, telecomunicazioni e utility.

    L’accesso immediato alle informazioni, in ogni luogo e da ogni dispositivo, sta cambiando il modo in cui i consumatori effettuano i loro acquisti: gli utenti utilizzano in modo ormai indistinto tutti i canali a loro disposizione – web, mobile e negozi fisici – selezionando di volta in volta quello che meglio si adatta alle esigenze del momento.

    E’ chiaro che questa convergenza va a condizionare anche il processo d’acquisto, in particolare:

    Si diffonde sempre più l’effetto ROPO

    Il 78% degli utenti globali intervistati dichiara di compiere ricerche online prima di acquistare in negozio (effetto ROPO) con la percentuale minore riscontrata in Francia (73%) e la maggiore in Italia (84%). Quasi un intervistato su 4 dichiara inoltre di compiere ricerche sul proprio cellulare mentre è all’interno dello store.

    Un utente su due spende online più di quanto pianificato

    Il 50% degli intervistati ammette di aver acquistato online più di quanto aveva preventivato originariamente, sfatando il mito che vede gli acquisti impulsivi legati al negozio fisico. I consumatori italiani alzano la media: il 59% degli intervistati dice di spendere più di quanto pianificato, mentre sono i tedeschi i più parsimoniosi (almeno online!): solo il 45% si lascia andare agli acquisti più del dovuto.

    Utenti più flessibili, ma anche più impazienti

    La convergenza dei canali è innanzitutto sinonimo di possibilità di scelta: se durante il processo d’acquisto insorgono intoppi o difficoltà, il consumatore non perderà tempo ma ‘salterà’ piuttosto su un altro canale. Questo nuovo approccio genera per i retailer il problema del tasso di abbandono; un sito web poco attraente e la mancanza di un supporto online in un momento critico possono avere effetti tutt’altro che positivi: il 51% degli utenti abbandona infatti l’acquisto se non trova un supporto immediato o dopo il primo tentativo di ricerca.

    “Sebbene fattori come il cambiamento del comportamento d’acquisto dei consumatori e la convergenza dei canali comportino una serie di sfide per le aziende, essi offrono anche l’opportunità di assicurarsi un vantaggio competitivo.” – spiega Mario Manzoli, Regional Sales Manager di LivePerson per l’Italia – “Se consideriamo il livello di popolarità dei codici QR, degli ordini online con recupero in negozio e l’emergere di punti d’accesso al web all’interno degli store, risulta chiaro che è possibile sfruttare la convergenza dei canali a proprio vantaggio, offrendo ai consumatori quella possibilità di scelta che sempre più spesso richiedono. Integrare un buon customer service su tutti i canali e spianare la strada all’acquisto può aumentare significativamente la fidelizzazione del cliente e aumentare i profitti”.

    Metodologia

    Il Rapporto Connecting with Customers è stato commissionato da LivePerson e realizzato da Loudhouse. L’indagine ha coinvolto un campione di 5710 consumatori online, che hanno ricercato o acquistato dei prodotti o si sono rivolti a un customer service su siti di e-commerce, telecomunicazioni, Utility, turismo & intrattenimento, finanza. Il campione è residente nei seguenti Paesi: USA (n=2012), UK (n=1126), Australia (n=1002), Francia (n=538), Italia (n=530), Germania (n= 502). Il campione è stato bilanciato in termini di età (tra i 18 e i 64 anni) e sesso. L’indagine è stata condotta  nell’ottobre 2012.

    Enhanced by Zemanta
  • Nel processo d’acquisto online per gli utenti il supporto è fondamentale [Infografica]

    Nel processo d’acquisto online per gli utenti il supporto è fondamentale [Infografica]

    Da un’indagine commissionata da LivePerson, che vi presentiamo oggi accompagnata da un’infografica, si rileva che oltre l’80% degli utenti dichiara di aver bisogno di supporto durante il processo d’acquisto online. L’indagine analizza il comportamento d’acquisto dei consumatori online e il loro livello di engagement

    LivePerson, fornitore leader di soluzioni di online engagement intelligente e in tempo reale ha commissionato a una società indipendente un’indagine volta ad analizzare il comportamento d’acquisto di oltre 5.700 utenti, di cui 530 italiani, di siti di e-commerce, turismo, intrattenimento, telecomunicazioni e utility.

    In molti casi, le abitudini individuate così come la propensione allo shopping online hanno messo in evidenza una netta spaccatura tra le aspettative dell’utente e l’offerta delle aziende, soprattutto in termini di customer service. Sebbene l’accesso immediato alle informazioni in ogni luogo e da ogni dispositivo stiano cambiando il modo in cui i consumatori effettuano i loro acquisti, il supporto offerto dall’azienda non deve diminuire, anzi. Quanti clienti si sentono abbandonati a sé stessi davanti ai loro pc, smartphone o tablet? Più di quanti non si pensi, soprattutto in Italia.

    Utenti italiani: esperti o principianti?

    Il sondaggio ha chiesto innanzitutto agli intervistati di indicare il loro livello di esperienza in qualità di online shopper: il 28% degli intervistati si è definito principiante, ossia alla ricerca attiva di un supporto durante il processo d’acquisto; il 56% si è attribuito un livello di expertise medio, definendosi in linea di massima autosufficiente, e solo il 16% si è dichiarato un vero ‘guru’ in materia, tanto da poter dare consigli ad altri utenti. Tra i campioni analizzati, i tedeschi sembrano essere i più pratici in fatto di acquisti sul web (87% degli intervistati), mentre gli italiani si vedono invece come i meno esperti (solo il 55% degli intervistati dichiara di un livello di expertise medio o alto).

    Questa percezione trova conferma nelle abitudini d’acquisto: tra tutti i Paesi analizzati, sono infatti gli espertissimi tedeschi (53%) ad affermare di spendere più sul web che nei negozi, seguiti dagli inglesi (47%) e dagli americani (40%). Chiudono la classifica gli italiani: solo il 27% degli intervistati spende di più online.

    Ricevere supporto online non è scontato!

    A livello globale, sebbene solo 1 intervistato su 6 richieda effettivamente un supporto durante il processo d’acquisto online, l’83% dei consumatori online ammette che potrebbe averne bisogno. Tra i Paesi analizzati il Regno Unito è il meno propenso a cercare supporto (solo il 13% degli intervistati si dichiara a favore), mentre l’Italia è quello che lo è di più (43%).

    Durante il processo d’acquisto, il 71% degli utenti si aspetta di trovare supporto entro 5 minuti, il 31% si aspetta invece un aiuto immediato. La velocità di reperimento delle informazioni è risultata essere meno importante per i tedeschi (48% degli intervistati), ma fondamentale per americani (81%), inglesi, francesi e italiani (tutti al 73%). Se il supporto non fosse offerto entro il tempo indicato, il 48% si rivolgerebbe a un sito competitor o abbandonerebbe l’acquisto. In questo senso, il Regno Unito presenta la più alta percentuale di ‘disertori’ (58%) mentre gli italiani sono i più persistenti: solo il 30% è pronto a indirizzarsi altrove mentre il 9% opta per l’abbandono dell’acquisto.

    Velocità e dialogo: gli elementi differenzianti dello shopping online

    Quando è stato chiesto agli utenti cosa determina il successo di un’esperienza di customer service, due sono state le risposte principali: la rapidità nella risoluzione di un problema (per l’82% degli intervistati) e la capacità di risoluzione in un unico passaggio (first-contact resolution, 56%).

    Interessante notare che il 93% dei consumatori ritiene che il supporto in tempo reale possa tornare utile in più fasi del processo d’acquisto. Il 51% dichiara inoltre che, se potesse usufruire di una Live Chat, sarebbe più propenso all’acquisto, trend particolarmente forte in Italia, sostenuto dal 60% degli intervistati che, sempre in caso di Live Chat disponibile, esprimono una maggiore propensione a rivolgersi allo stesso sito una seconda volta e a fidarsi del brand.

    Spiega Mario Manzoli, Regional Sales Manager di LivePerson per l’Italia:

    Presso consumatori e aziende è ancora largamente diffusa la percezione del web come ambiente self-service. La realtà dei fatti indica però che i consumatori online si aspettano e hanno bisogno di ricevere lo stesso livello di supporto che troverebbero in un negozio fisico: se questo tipo di supporto non viene erogato – e, per di più, in breve tempo –  essi sono disposti ad abbandonare l’acquisto o a dirigersi su di un sito concorrente. Per fidelizzare i propri clienti, i business online devono essere capaci di identificare il livello e la tipologia di supporto richiesta dal consumatore, analizzando il suo comportamento e rispondendo di conseguenza”.

    A questo link potete visionare l’intera ricerca.

    Ora raccontateci come vi comportate voi nel momento di effettuare un acquisto onlie, vi ritrovate nelle casistiche rilevate dall’indagine?

    Infografica_Italia_LivePerson

  • LivePerson sbarca in Italia

    LivePerson sbarca in Italia

    L’azienda americana attiva nel settore dell’online engagement annuncia il proprio sbarco in Italia e nomina Mario Manzoli Sales Account Executive

    logo LivepersonLivePerson (NASDAQ: LPSN), fornitore leader di soluzioni di online engagement intelligente e in tempo reale, annuncia il proprio ingresso sul mercato italiano con la nomina di Mario Manzoli a Sales Account ExecutiveLivePerson offre soluzioni di proactive engagement nella forma di live chat, click to call e funzioni di content delivery che trovano impiego principalmente in area vendita e assistenza. Applicabile in ambienti web, social e mobile, l’offerta LivePerson migliora sensibilmente la customer experience e aumenta le conversioni online.

    Nata nel 1995 negli Stati Uniti, LivePerson ha fatto della live chat il suo core business in un’epoca presidiata dai numeri verdi, quando l’email era ancora una novità. Evolutasi secondo le esigenze del mercato, oggi l’azienda conta globalmente oltre 600 dipendenti, per un parco clienti che supera le 8600 aziende delle quali oltre 600 di fascia enterprise e mid-market.

    A giugno 2012, l’interesse nei confronti del mercato italiano ha portato la società a sviluppare una presenza diretta sul territorio, nominando Mario Manzoli Sales Account Executive. Manzoli, che porta in azienda una lunga esperienza maturata nell’ICT, avrà come obiettivo il rafforzamento del business specialmente su mercati verticali quali telecomunicazioni, banking, finance e utility.

    “Le soluzioni LivePerson permettono alle aziende di creare una relazione significativa con i loro utenti, quel dialogo diretto e personalizzato che costituisce un indubbio valore aggiunto per ogni tipo di business”,  dichiara Mario Manzoli, Sales Account Executive, LivePerson. “L’Italia è caratterizzata da una forte dinamicità e rappresenta per noi un mercato ad altissimo potenziale: la nostra strategia sarà pertanto molto aggressiva e volta a supportare un numero sempre maggiore di realtà nel migliorare l’esperienza dei loro clienti e fare delle interazioni via web un punto di forza”.

    Importanti aziende – quali Sky Italia e Vodafone – hanno già scelto la tecnologia LivePerson. Dichiara Christian Michieletto, Web Sales Manager, Sky Italia:

    LivePerson ci permette di ottimizzare le conversioni online e la customer experience in modo continuo: grazie alle sue soluzioni di engagement siamo riusciti a individuare le criticità dei nostri processi d’acquisto e a migliorare l’esperienza dell’utente. Oggi LivePerson ci consente di creare proattivamente nuove opportunità di vendita: i nostri tassi di conversione online sono aumentati di circa dieci volte”.

    Attraverso i siti dei propri clienti, LivePerson dialoga ogni mese con circa 1.6 miliardi di utenti, e gestisce oltre 17 milioni di chat.

    Qualche info su LivePerson

    LivePerson, Inc. (NASDAQ: LPSN) offre una piattaforma che permette alle aziende di interagire in tempo con i loro clienti – attraverso live chat, click to call e funzioni di content delivery – su siti web, social media e dispositivi mobili. Totalmente proattivo, l’engagement intelligente è guidato da analisi comportamentali in tempo reale, che danno vita a un’interazione fondata sulla una comprensione reale degli obiettivi aziendali e dei bisogni dei clienti. Circa 8600 aziende si affidano a LivePerson per aumentare le conversioni e migliorare l’esperienza del cliente, tra cui Hewlett-Packard, IBM, Microsoft, Verizon, Sky, Vodafone, IWBank, Walt Disney, PNC, QVC e Orbitz.