Tag: makers

  • Appathon 2015, prorogate le iscrizioni al 25 ottobre

    Appathon 2015, prorogate le iscrizioni al 25 ottobre

    Le iscrizioni per Appathon 2015, l’hackathon che si terrà il 7 e 8 novembre prossimo, che quest’anno avrà ancora di più una dimensione internazionale, sono state prorogate di una settimana. Infatti adesso c’è tempo per iscriversi fino al 25 ottobre. Il montepremi è di 50 mila euro.

    Dopo il grande successo riscosso lo scorso anno, Appathon 2015 saprà ripetersi sicuramente. Infatti, a grande richiesta vengono prorogate le iscrizioni, ci sarà tempo fino al 25 ottobre per iscrivere il proprio team, il termine inizialmente previsto era fino al 18 ottobre.

    appathon-2015

    La nuova edizione si annuncia ancora più interessante e di respiro internazionale. L’hackathon si terrà infatti in Italia ma anche in Austria e in Germania. In questa nuova edizione di Appathon 75 team di web developer, designer e marketing specialist si cimenteranno ad ideare applicazioni e idee. Parliamo quindi di un evento che unisce diversi ambiti e quindi diversi elementi che vanno considerati quando ci si cimenta in un progetto che non vuole essere solo ragionare sull’idea tecnologica, ma trovare anche soluzioni di marketing e comunicazione. Aspetti questi ultimi che spesso mancano.

    In Italia e Austria si ragionerà sui pagamenti digitali con una sfida sul Customer Centric Wallet, e poi ogni Paese avrà due temi specifici:

    • in Italia i team si affronteranno su social media customer services e servizi a valore aggiunto;
    • in Austria saranno impegnati su advisory e wealth planning;
    • in Germania lavoreranno su wearables & mobile banking, digital private banking e servizi premium.

    Il tempo che si avrà a disposizione è di 24 ore.

    Le APP migliori verranno premiate con un montepremi complessivo di oltre 50.000 euro e numerosi premi speciali come stage, licenze software e partecipazioni a corsi di digital innovation.

    https://youtu.be/mk-cVGiU6-k

    Ma oltre al contesto internazionale e all’ampio spettro dei temi toccati, la capacità creativa e innovativa dei concorrenti sarà chiamata a confrontarsi con due ulteriori livelli di profondità:

    • Alcune delle app dovranno poter essere utilizzate su wearable device, in particolare Apple Watch e Samsung Gear
    • In Italia e Germania, le app potranno essere sviluppate con l’utilizzo delle cosiddette API (Application Programming Interface) ovvero dei codici di programmazione che consentono di sviluppare un vero e proprio prototipo dell’app.

    A questo punto non ci resta che ricordarvi ancora una volta che le iscrizioni saranno aperte fino al 25 ottobre, quindi una settimana in più rispetto alla data prevista. E noi continueremo ad aggiornarvi sulle novità.

  • Jeffrey Kang: “IngDan è una grande opportunità per i makers”

    Jeffrey Kang: “IngDan è una grande opportunità per i makers”

    Alla Maker Faire di Roma abbiamo avuto l’occasione di incontrare Jeffrey Kang, CEO di IngDan Ltd, per il lancio in Italia della piattaforma IngDan dedicata a makers, startup e creativi che guardano al mercato cinese. “Nel primo anno di IngDan in Italia vogliamo aiutare più di 2.000 aziende nell’IoT”.

    Alla Maker Faire di Roma, che si tiene quest’anno presso l’Università la Sapienza, fino a domani, abbiamo avuto l’opportunità di incontrare Jeffrey Kang, CEO di IngDan Ltd, per il lancio in Italia della piattaforma online IngDan, focalizzata su IoT, dedicata a makers, startup e creativi italiani che vogliono sbarcare nel mercato cinese. L’occasione è stata dunque quella di capire come funziona la piattaforma e di comprendere anche come i makers italiani possono sfruttare questa opportunità. Ad oggi IngDan conta già 2 milioni di membri e conta ad oggi 2 mila progetti, senza dimenticare collaborazioni strategiche con collaborazioni strategiche con Baidu, JD, Wechat, 360, Intel, Broadcom e Freescale. Ma IngDan selezionerà proprio durante la Maker Faire i 40 progetti IoT più innovativi per esporli gratuitamente alla Maker Faire di Shenzhen nel 2016. E i migliori 4 saranno invitati ad un roadshow nella “Shenzhen Valley”: un’area che ospita la più grande produzione dell’elettronica a livello mondiale e vanta un’estensione due volte quella della Silicon Valley.

    IngDan-jeffrey-kang

    Mr. Kang, perchè avete scelto l’Italia per il lancio di IngDan?

    IngDan è una piattaforma su internet che si rivolge agli innovatori, ai makers che lavorano per sviluppare soluzioni IoT a livello globale. E le mettiamo in contatto con produttori e con le risorse che esistono oggi in Cina, al fine di sviluppare le loro idee che possano poi essere vendute direttamente ai consumatori. L’Italia rappresenta il nostro primo step verso il mercato europeo e per noi l’Italia è il paese delle idee, della creatività della moda, questo è il motivo principale per cui siamo convinti di partire dal vostro paese. E poi, ne parla anche il vostro primo ministro Renzi che guarda ai giovani convinto di creare un nuovo ambiente. E noi guardiamo proprio alle nuove generazioni, quelle che saranno in grado di cogliere le opportunità del futuro. Ed è un pò la mission che sta alla base di IngDan.”

    Che tipo di reazione e di accoglienza vi attendete dai makers?

    “Noi siamo molto focalizzati verso l’IoT e quindi verso gli ambianti dell’Internet delle Cose. Oggi lanciamo da qui, dal grande palcoscenico della Make Faire di Roma IngDan Italia che svilupperà la piattaforma. Quello che ci aspettiamo, quindi il nostro primo obiettivo legato dall’investimento in Italia è quello di aiutare entro il primo anno, quindi entro i primi 12 mesi, più di 2 mila aziende italiane dell’IoT. Questo si traduce poi nella creazione di posti di lavoro e in una maggiore collaborazione tra le aziende italiane e quelle cinesi.”

    intervista-Jeffrey-Kang-IngDan

    Quali sono in questo momento le esigenze del mercato cinese in termini di innovazione e tecnologia, e come la creatività italiana può essere d’aiuto per far crescere il marcato ancora di più?

    “Il nostro obiettivo è quello di coinvolgere l’innovatore, il geek, le startup, ma anche l’azienda tradizionale che cambia il suo modo di fare business per diventare un nuovo player sul mercato. Il nostro scopo è quindi di metterli in contatto con costruttori e produttori in Cina e di dare loro accesso alle risorse che ci sono adesso nel paese. Questo comporta un abbassamento dei prezzi ed un equilibrio del mercato. Senza dimenticare che la Cina oggi è uno dei mercati più grandi del mondo, dove ci sono molti consumatori. E quindi questa è una grande opportunità per i maker italiani per sviluppare il loro business in Cina, grazie proprio a IngDan.”

    Quali sono in Cina le aree in cui i makers possono sviluppare meglio le proprie idee?

    “Al momento simo focalizzati su IoT che abbraccia praticamente ogni area, quindi hardware e software che viaggiano insieme. Quindi i segmenti che possono essere raggiunti sono tanti come healthcare, elettronica di consumo, automotive, bike, scooter e tanti altri ancora. E quindi l’Italia, la terra delle idee, della creatività, del design, della moda, tutto questo può essere incorporato nelle idee da sviluppare in ottica IoT. E questo è il motivo per cui crediamo che l’IoT creerà condizioni economiche di sviluppo e prosperità.”

    Quali sono i prossimi step di IngDan e che tipo di risposta vi aspettate a livello globale?

    “In questo momento i nostri passi successivi alla presentazione qui a Roma è quello di entrare in contatto con il governo italiano, con le associazioni aziendali, con gruppi di investimento. Anche perchè tutti abbiamo lo stesso obiettivo e cioè aiutare le aziende, gli innovatori, i makers,  le startup a sviluppare nuove opportunità di business. Dobbiamo fare quindi questo cammino insieme offrendo piattaforme internet, strumenti di business e risorse per fare in modo che questi nuova economia possa crearci e svilupparsi con successo.”

    Quindi IngDan si propone come anello di congiunzione tra i makers italiani e il mercato cinese nell’ambito dell’IoT che vale 55 miliardi di dollari (toccherà il valore di 166 miliardi di dollari entro i prossimi 5 anni), contro 1,55 miliardi di euro del mercato italiano. IngDan si presenta quindi come una grande opportunità da cogliere per proiettarsi verso uno dei mercato che sta crescendo di più in questo momento, dove c’è voglia di idee e creatività italiana.

  • Maker Faire Rome 2014, 20 under 20 in Live Streaming

    Maker Faire Rome 2014, 20 under 20 in Live Streaming

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    Nuova diretta dalla Maker Faire Rome 2014. L’evento di oggi è “20 under 20” che si inserisce nella giornata “Educational Day”. Tutti i relatori sul palco e anche i presenti in platea saranno rigorosamente under 20. Tra i presenti, Joey Hudy, il ragazzo che ha mostrato a Barack Obama il suo “cannone spara marshmallow” e Giuseppe Dall’Agnese

    Dopo la Opening Conference di ieri, nuova diretta dalla Maker Faire Rome 2014 da seguire qui sul nostro blog. L’evento di oggi è intitolato “20 under 20” e si inserisce nel programma della giornata “Educational Day”. Tutti i relatori e anche i presenti in sala saranno rigorosamente under 20.

    Durante l’appuntamento, realizzato in collaborazione con l’Ambasciata degli Stati Uniti in Italia, alcuni fra i più brillanti adolescenti di cinque continenti racconteranno ai loro coetanei in che modo stanno cambiando il mondo con una app o una invenzione. Sul palco: Joey Hudy, il ragazzo che ha mostrato a Barack Obama il suo “cannone spara marshmallow” e che ora, a nemmeno 18 anni, sviluppa invenzioni per il colosso della tecnologia Intel. Il quindicenne di Boston Nathan Han, che ha vinto il premio ISEF promosso da Intel grazie al suo software di apprendimento automatico per studiare le mutazioni del gene BRCA1 legato al tumore al seno: il tasso di precisione del suo strumento va oltre l’80%. E ancora dalla Germania, Lennart Kleinwort che a 15 anni ha realizzato un’app per dispositivi mobile che semplifica le operazioni di disegno a mano e traduce in equazioni il rendering del disegno per una eventuale e più facile successiva rielaborazione. Da Singapore Shannon Xinjing Lee, che a 17 anni ha inventato la batteria del futuro a partire da una melanzana carbonizzata, più efficiente ed ecosostenibile di quelle attualmente in commercio. Dall’Italia Giuseppe Dall’Agnese, che si è distinto con un progetto sul funzionamento della chinasi p38, sviluppato al quinto anno del Liceo Scientifico Biologico “Elisabetta Vendramini” di Pordenone, vincendo l’Exceptional Science Award dell’American Physiological Society. Il suo studio potrebbe aiutare a capire come regolare l’attivazione di questo particolare enzima e permettere così la messa a punto di nuove e più efficaci terapie per gravi malattie come il rabdomiosarcoma e la distrofia muscolare.

     Programma

    Joey Hudy
    Cesare Cacitti
    Super-Awesome Sylvia
    Quin Etnyre
    Alberto Rizzoli

    Giuseppe Dall’Agnese
    Lennart Kleinwort
    Nathan Han

    Katelyn Dunn, Giles Margaux e Karla Dana

    Panel di discussione
    Ilan Misano
    Antonio Scarnera
    Gianluigi Parrotto

    Luca Siravo – Intel

    “Interrogazione” al ministro Giannini
    Performance di “Science Bob” Pflugfelder
    Focus Junior

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