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  • Twitter, ecco come scegliere l’hashtag che fa per te [Infografica]

    Twitter, ecco come scegliere l’hashtag che fa per te [Infografica]

    Twitter si può ben affermare che è la piattaforma che ha dato vita all’hashtag, #, ormai entrato in uso anche su Facebook dopo Google+, Vine e Pinterest. Ed essendo diventato strumento fondamentale per veicolare informazioni, conversazioni e anche campagne pubblicitarie, Twitter Uk ha pensato bene di dare qualche consiglio per creare un hashtag efficace

    Come forse i meglio informati sanno, o anche, per usare un’espressione che ci piace poco, i meno giovani, l’hashtag esisteva già prima che Twitter nascesse, veniva già usato all’interno di IRC, la prima vera chat su internet e serviva proprio a catalogare gruppi e argomenti. Ma la vera notorietà, se così si può dire, l’hashtag l’ha conosciuta con Twitter esattamente dal 2007 quando fece la sua comparsa in un tweet. Dal 2009 Twitter, vista la crescente diffusione, ha cominciato ad usarlo per raggruppare in maniera ordinata i messaggi e in seguito a questo passaggio nel 2010 creò i “trending topics”, ossia la lista degli argomenti più twittati della giornata catalogata anche per hashtag.

    Ma l’hashtag è diventato un potente strumento per veicolare conversazioni, informazioni, iniziative e anche campagne pubblicitarie. Durante l’ultimo SuperBowl molti brands lanciarano le proprie campagne con hashtag mirati come Pepsi con #PepsiHalftime, Toyota con #wishgranted e soprattutto Oreo che, anche senza utilizzare un hashtag specifico, riuscì ad agganciarsi al blackout dello stadio con “Power out? No problem“, riuscendo ad ottenere quasi 16 mila RTs:

    Ecco che Twitter UK, dal blog ufficiale di Twitter, ha pensato bene di dare degli utili consigli, raccolti nell’infografica che vedete in basso, per creare il miglior hashtag possibile per quella che è l’azione che vogliamo mettere in campo su Twitter.

    Prima di tutto è opportuno chiedersi il perchè usare un hashtag ed è utile anche fare un promemoria di quegli hashtag che gli utenti hanno maggiormente apprezzato, saranno un elemento distintivo nel mare di tweets che scorre sulla timeline ogni giorno.

    Altro consiglio è quello di associare l’hashtag a campagne già in atto come può essere una campagna televisiva, una campagna stampa o una campagna di direct-mail. Questo lo renderà memorabile.

    Come potete vedere nell’infografica i consigli sono articolati e seguono un filo logico dettato prima di tutto dalla creazione di un hashtag che sia facilmente comprensibile  agli utenti con l’obiettivo di poter raggiungere il maggior numero possibile di utenti. Sembra un’operazione semplice, ma non lo è. Bisogna trovare una o al massimo due keywords che diano il senso della campagna che vogliamo avviare e bisogna fare un’attenta analisi che quelle stesse keywords non siano già state utilizzate prima.

    Se intendete arricchire una discussione già esistente attorno ad un hashtag è bene pensare di aggiungere valore alla discussione stessa inserendo la promozione dei vostri prodotti e magari anche associando al stessa conversazione ad un evento che si sta per lanciare: questo, secondo i consigli di Twitter UK, è un’ottimo modo per fare una campagna attraverso quell’hashtag.

    Altro esempio. Se pensate di introdurre un hashtag magari associato ad un concorso è opprtuno che esso stesso sia ben legato con altre campagne di marketing in atto, senza le quali sarà poco probabile aumentare il reach della campagna stessa.

    Spesso ci si chiede se un brand deve dare vita a nuovi hashtag, invece di usare una parola o una frase che gli utenti già usano. Twitter UK sostiene che non è sempre così, ossia non è sempre necessario crearne di nuovi. Se le persone stanno già utilizzando un hashtag e attorno ad esso esistono già delle conversazioni, allora parte del lavoro è già fatto. Tutto quello che il brand deve fare è garantire valore aggiunto a quella conversazione. Quindi agganciare l’hashtag esistente, ma dare la propria impronta alle conversazioni. In questo modo si creerà un hashtag che dara vita a conversazioni efficaci.

    Ora vi lasciamo all’infografica e se avete domande da porre, dubbi scriveteli tra i commenti, ci piacerebbe davvero iniziare e arricchire una conversazione su questo argomento.

     hashtag migliore twitter infografica

  • Ecco quali sono i Fashion Brands più social del web [Infografica]

    Ecco quali sono i Fashion Brands più social del web [Infografica]

    Abbiamo parlato già diverse volte del mondo della Moda e di come questo settore si relazioni col web e i social media. Oggi grazie a Reputation Manager vediamo quali sono i brand della Moda che si distinguono sui social media. Burberry e Dior sono i più seguiti su Facebook e Twitter, ma Louis Vuitton e Chanel sono i più coinvolgenti

    Sono Burberry e Dior i fashion brand più seguiti rispettivamente su Facebook e Twitter, ma i più “coinvolgenti” (coinvolgimento effettivo degli utenti) sono Louis Vuitton e Chanel.

    Questo è quanto emerge dalla classifica Top 10 Fashion Brand on Social Network di Reputation Manager, leader in Italia nell’analisi della reputazione on line dei brand e delle figure di rilievo pubblico, presentata in occasione della settimana della moda di Milano.

    Esaminando il dettaglio della classifica si nota che la fan page di Facebook più seguita è quella di Burberry  (14.781.393 fan totali), seguita da Louis Vuitton (12.744.602 fans) e Dior ( 11.293.101 fans) al terzo posto. Seguono poi Gucci (10.157.152 fans), Chanel (8.560.000 fans) e Calvin Klein (6.510.401 fans).

    Invece su Twitter è Dior l’account con il maggior numero di followers (1.635.240), che precede di poco Burberry con 1.623.854 followers, mentre al terzo posto si piazza Chanel con 1.355.581 followers e al quarto Yves Saint Laurent  con 1.162.527 followers. Più distaccati Gucci con 654.008 followers, Dolce & Gabbana (559.541 followers) e di seguito gli altri.

    Se però si prende in considerazione l’indice di engagement, attraverso il quale Reputation Manager misura il coinvolgimento effettivo degli utenti da parte del brand sulle pagine social, si evince che il marchio più “coinvolgente” su Facebook è Louis Vuitton con una media di 17.488 reazioni degli utenti ad ogni post pubblicato dall’amministratore della pagina, seguito da Burberry (16.197 reazioni per post) e Chanel (15.255 reazioni per post). Dior è al quarto posto (14.603 reazioni per post) e precede Giorgio Armani (6.320 reazioni/post), Gucci (6.093 reazioni/post), Calvin Klein (5.502 reazioni/post) e di seguito gli altri.

    Dalla distribuzione generale dei volumi rilevati – spiega Andrea Barchiesi CEO di Reputation Manager– notiamo che la presenza e l’interazione dei top brand del fashion è molto più focalizzata su Facebook che su Twitter, sia perché l’utilizzo del canale di microblogging da parte delle aziende in generale è più recente, sia perché  i brand devono ancora trovare la formula giusta per stimolare il coinvolgimento dei followers”.

    Su Twitter invece il brand che stimola più di tutti la reazione degli utenti è Chanel con 157 reazioni medie tra retweet e mentions da parte degli utenti su ogni tweet del brand, seguito da Yves Saint Laurent (99 reazioni/tweet)  e Dior (54 reazioni/tweet).  Fuori dal podio Ralph Lauren (18 reazioni/tweet), Gucci  e Calvin Klein  (7 reazioni/tweet), Burberry (6 reazioni/tweet).

    fashion-brand-Infographic