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  • Elezioni 2013, ecco come sono andati i partiti e i politici sul Web e sui Social Media

    Elezioni 2013, ecco come sono andati i partiti e i politici sul Web e sui Social Media

    Appena pubblicato da Vincenzo Cosenza un bel resoconto su quella che è stata l’attività dei politici sul web negli ultimi tre mesi. Dall’inizio dell’anno al 23 Febbraio il politico più discusso è stato Silvio Berlusconi, mentre PD (37%), MoVimento 5 Stelle (27%) e PDL (20%) sono i partiti più citati. Nel complesso oltre 23 milioni di conversazioni e interazioni registrate

    Come abbiamo già ricordato, questa campagna elettorale appena terminata sarà ricordata come la più social della storia, o comunque verrà ricordata per il fatto che la politica ha usato il web per cercare di interloquire coi propri elettori come mai era accaduto prima nel nostro paese. E di fronte a questo dato inconfutabile, è interessante allora riportare l’analisi da poco pubblicata da Vincenzo Cosenza, attraverso gli strumenti di Blogmeter, che fa il punto della situazione sull’attività dei politici sul web e sui social media, con un focus specifico nel periodo che va dall’inizio dell’anno fino al 23 febbraio 2013. L’attività nel suo complesso ha fatto registrare ben 23 milioni di conversazioni e interazioni, un dato molto alto che ci conferma il livello alto di attività dei politici per queste Elezioni 2013.

    Ma vediamo adesso tutti i dati.

    Nel periodo compreso tra ottobre e dicembre 2012 le attività registrata dalla politica sono state 7 milioni, sotto forma di articoli, post, tweet, commenti apparsi su forum, social network, blog e newsgroup. Identico livello di attività è stato poi registrato tra l’inizio dell’anno e il 23 Febbraio, nel pieno della campagna elettorale. Forse in questo periodo ci si sarebbe atteso un livello maggiore, ma comunque rimane sempre un dato rilevante.

    Con oltre 2 milioni di messaggi  è Silvio Berlusconi il politico che è stato più discusso nell’ultimo periodo di rilevazione di questi dati e i momenti che hanno caratterizzato questo dato sono stati la sua partecipazione a Servizio Pubblico, momento giudicato dagli analisti come quello in cui Berlusconi ha visto crescere il suo consenso, e quando ha annunciato, a pochi giorni dal voto, l’intenzione, una volta eletto, di volere restituire l’IMU, la tassa sulla casa. Mentre i partiti più discussi sono stati il PD, per il 37% sul totale, MoVimento 5 Stelle, 27% e PDL, 20%. Via via tutti gli altri partiti. La torta che vedete in basso potrebbe essere un presagio per oggi? Per saperlo bisognerà attendere i risultati e già nel pomeriggio sarà interessante vedere i risultati di un inedito esperimento di raccolta delle intenzioni di voto espresse online.

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    Politici su Facebook

    Premettendo che per ciò che riguarda l’analisi del comportamento dei singoli politici sui Social Media, c’è da specificare che il volume di interazioni più alto si è registrato su Facebook, 14 milioni, mentre è stato sensibilmente più basso su Twitter, 2,3 milioni, a conferma del fatto che Facebook per i politici è lo strumento più adatto per interagire coi propri elettori.  Dall’analisi delle interazioni su Facebook Beppe Grillo risulta essere il politico più “coinvolgente”, ottenendo il più alto di valore engagement, calcolato dal numero di like, commenti, condivisioni, post spontanei in bacheca collezionati, quasi 6 milioni in totale, 5,933,393. Vedete anche la presenza del PTA, People Talking About, ossia il numero di utenti che ha compiuto un’azione sui contenuti pagina. Quello di Grillo è il più alto, mentre il valore più basso lo fa registrare Rivoluzione Civile, anche se con un valore di engagement più alto dell’ultimo che è Nichi Vendola.

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    Politici su Twitter

    Su Twitter la situazione è completamente diversa, infatti qui risultano essere presenti e ben piazzati politici che come abbiamo visto su Facebook non fanno registrare risultati notevoli. Come ad esempio Pierluigi Bersani primo per mentions, 300,667 da 48,249 accounts. Segue poi Mario Monti, Presidente del Consiglio uscente, la cui presenza su Twitter ha fatto molto discutere a tal punto da fa registrare il suo tweet, in cui rispondeva con un insolito “Wow”, come il più coinvolgente con 2,381 condivisioni. Nella classifica, segue poi Oscar Giannino, che su Twitter è stato molto attivo così come il suo movimento “Fare per fermare il Declino”, presente infatti in quinta posizione. Quarto Grillo, a testimoniare come i due strumenti, Facebook e Twitter, sono capaci di dare risultati diversi che possono dare anche indicazioni diverse. E’ chiaro che questo vale sulla base di quello che si vuole ottenere.

    politici_twitter_2013

    Questo il resoconto dell’attività dei politici sui Social Media e sul Web in generale. Un’attività che comunque ha avuto come caratteristica di base il fatto di essere molto legata alla comunicazione fatta in televisione e questo dato vale per tutti. Ci piacerebbe che da domani in avanti la politica possa davvero fare tesoro di questa esperienza, cercando però di trovare davvero la via del dialogo e del confronto anche sui Social Media che abbiano visto non essere impossibile. Però, perdonateci, siamo davvero molto scettici.

    E voi che ne pensate?

  • La salita di Monti su Twitter, pareri contrastanti

    La salita di Monti su Twitter, pareri contrastanti

    Sabato mattina abbiamo assistito alla “salita” di Monti su Twitter, #MontiLive, un paio d’ore di conversazione con gli utenti durante le quali ha risposto a delle domande. Ma il primo esempio di conversazione diretta tra un politico e cittadini ha suscitato tra gli esperti pareri contrastanti. Vediamo quali

    Dopo aver annunciato la sua “salita” in politica, Monti da seguito anche alla “salita” su Twitter. Sabato mattina ha conversato per circa un paio d’ore, #MontiLive, con gli utenti, una quindicina per la verità e tra questi per lo più giornalisti ed esperti nell’uso dello strumento, rispondendo alle domande. Visto così potrebbe sembrare davvero un evento da incorniciare, caso unico tra l’altro nel nostro paese, ma purtroppo, memori della risaputa lontananza della politica dalle nuove tecnologie, l’esperimento è senza dubbio un tentativo da migliorare e certamente, come sottolineato da più parti, si poteva fare meglio. Ma quello che colpisce è la lontananza tra di loro dei pareri che esperti del settore hanno espresso circa l’evento.

    Va detto, come ricordato prima, che questo è di sicuro il primo tentativo che un uomo politico fa di conversazione diretta con gli utenti su Twitter in Italia, ma va circoscritto anche il contesto e cioè quello elettorale. La “salita”, come lui stesso l’ha definita, in politica del dimissionario Presidente del Consiglio ha fatto seguito ad un altra “salita”, poco consueta visto il personaggio di solito schivo di fronte ai mezzi di comunicazione, quella appunto verso i media e quindi verso i nuovi media. L’apertura dell’account su Twitter, @SenatoreMonti, è stata anticipata dal lancio del sito agenda-monti.it, il blog di Mario Monti, sviluppato sul tema di default di WordPress, Twenty Eleven, e subito dopo seguita dal lancio del sito del movimento Scelta Civica – Con Monti per l’Italia. Ma anche di una presenza sui media mainstream, come tv e radio, insolita per il personaggio Monti, ma necessaria per il suo nuovo ruolo di uomo politico.

    Dicevamo dei pareri contrastanti. E in effetti gli esperti che hanno seguito #MontiLive hanno espresso pareri molto distanti tra loro. E cominciamo da Riccardo Luna, già direttore di Wired Italia, giornalista ed editorialista di Repubblica, interpellato proprio dal suo giornale.

    “E’ stata un successo (il #MontiLive n.d.r.), è stata un’ottima prova. In sole due settimane Mario Monti ha dimostrato l’immobilismo dei politici italiani su Twitter. Si è messo in gioco, si è messo in gioco sulla rete assistito da un team giovane esperto di cose della Rete”, ha esordito Luna, “si è messo in gioco e ha occupato uno spazio importante della comunicazione. Quella a cui andiamo incontro è la prima campagna elettorale davvero social della nostra storia”

    Un giudizio molto positivo quello di Riccardo Luna. Forse il team esperto, e lo è davvero, avrebbe dovuto prestare più attenzione alle immagini postate, che mostravano Monti alle prese con il proprio computer per rispondere alle domande, in alcuni casi anche sfuocate. E poi c’è anche il piccolo incidente del video prima pubblicato e poi cancellato che mostrava delle immagini di traverso. Ecco un team esperto queste cose non le deve fare.

    Ma veniamo ad un altro parere, diametralmente opposto a quello di Luna, espresso da Arianna Ciccone, fondatrice de la Valigia Blu e anima del Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia, interpellata sempre da Repubblica:

    “Ho trovalo l’iniziativa del senatore Monti su Twitter pessima, per diversi motivi. Sono state scelte le persone a cui rispondere, tra cui twit-star e giornalisti, quindi non i cittadini. Inviterei i giornalisti ad essere un pò più critici e a non farsi strumentalizzare. Monti non ha risposto ai cittadini, ha risposto a dei giornalisti e comunque a delle persone cosiddette influencers. Il contenuto è stato insufficiente e anche il linguaggio, come ad esempio le faccine che tutti hanno visto come innovative, mentre invece sono risultate tristi”.

    Un parere molto negativo. Ci sentiamo di condividere una considerazione che fa Arianna Ciccone e cioè che su Twitter gli utenti non sono facilmente “ammaliabili” da linguaggi diversi. E’ meglio comunicare quello che si è, senza forzature e sicuramente si verrà apprezzato di più.

    Altro parere che vi proponiamo è quello di Anna Masera, responsabile de LaStampa.it:

    (…) non sono rimasta delusa ma al contrario, ho apprezzato l’idea, di Monti (70 anni a marzo), di rischiare le critiche e fare un primo passo verso Twitter. Si è esposto, ma almeno ci ha provato. Il suo hashtag #MontiLive ha scalato rapidamente i trending topics diventando il primo argomento di discussione per tutta la mattinata e il suo account @SenatoreMonti ha superato i 107 mila followers in un amen. Certo, adesso qualcuno deve spiegargli che per ascoltare il suo pubblico, deve “seguirlo” a sua volta, e deve imparare a rispondere più rapidamente. Deve scegliersi uno staff più “twittero”, perché nel mondo effimero delle chat virtuali le sfumature sono importanti e un emoticon sbagliato può dare il tono sbagliato a tutto un pensiero. Sarebbe ancora più apprezzato se imparasse a twittare da solo, magari dal suo smartphone. Anziché criticare il tentativo, esorto gli esperti di Internet a non gettare la spugna e a offrire corsi di aggiornamento ai politici volenterosi. Sarebbe utile per migliorare la comunicazione politica e chissà che poi questa alfabetizzazione non serva anche a far crescere una classe politica più sensibile all’Agenda Digitale.

    La Masera esprime un giudizio comunque positivo e invita gli esperti ad offrire la propria opera ai politici, al fine di aiutarli a migliorare i loro approccio alle nuove tecnologie. Per quello che può servire, noi siamo qui a disposizione di chiunque ne avesse bisogno.

    Ma veniamo a qualche dato sui numeri che il #MontiLive ha prodotto e ci avvaliamo dei dati che ha raccolto Vincenzo Cosenza, attraverso la piattaforma BlogMeter, pubblicati su #6gradi del Corriere della Sera. Dalle 11 alle 13 il senatore ha ricevuto migliaia di domande (oltre 2.000) ed ha risposto soltanto a 16 di esse. Sono oltre 5000 i follower acquisiti in due ore, più del doppio della media giornaliera che fa registrare solitamente l’account. Questi sono serviti a superare la soglia dei 100.000 follower in soli 14 giorni. E adesso sono diventati 150.950.

    montilive_blogmeter

    Il live tweeting ha dato luogo a circa 15.000 tweet, con un picco di 116 tweet al minuto. Oltre 8000 tweet sono stati indirizzati espressamente all’account @senatoremonti. L’hashtag più usato è stato quello ufficiale #montilive (2909 volte), seguito da #monti (1.415 volte).

    Facciamo nostre le osservazioni che fa Vincenzo Cosenza, tipo “rispondere a @tizio senza far precedere il tweet da un puntino, rende la risposta invisibile ai follower” e

    soprattuto nello stile adottato, su tutti l’uso di “WOW!!” al raggiungimento dei 100.000 follower, che è risultato forzato e non aderente all’immagine del professore.

    Insomma un esperimento che si spera stimoli altri politici a comunicare più direttamente con i cittadini, evitando di occupare gli spazi della rete con una comunicazione vecchia e unidirezionale.

    Insomma, questo il quadro delle opinioni. Ma voi che opinione vi siete fatta. E avete mandato anche voi una domanda alla quale Monti non ha risposto? Se si, vi va di riproporla qui?

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