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  • Le Media company si trasformano in Lifestyle company

    Le Media company si trasformano in Lifestyle company

    Il processo di trasformazione delle Media company è più profondo. Le tecnologie come Cloud e Intelligenza Artificiale possono dare vita a nuovi modelli più agili, dando vita a Lifestyle company.

    Le Media Company hanno avviato un processo di trasformazione che, come abbiamo visto, la pandemia da Covid-19 ha evidentemente accelerato. Qual è la direzione da intraprendere oggi e soprattutto quale il futuro dei Media? Tentare di dare una risposta in due parole a questa domanda non è facile, allora proviamo a darne una prendendo spunto dai due incontri che Accenture, azienda leader nella consulenza per l’innovazione riconosciuta a livello globale, ha organizzato a Dogliani, in occasione della decima edizione del Festival della Tv e dei Nuovi Media.

    Le Media Company stanno attraversando un grande processo di trasformazione, digitale e non solo. Dai due momenti di confronto a Dogliani, dove sono intervenuti tra gli altri ospiti anche Claudia Caldera, Managing Director – Communications, Media & Technology di Accenture, e Alessandro Riva, Comms & Media Managing Director & Advertising Lead di Accenture Italia, è emerso che il consumatore digitale oggi è sempre più attento, maturo e intenzionato a pagare per i contenuti e che la tecnologia come 5G, Intelligenza Artificiale, Cloud può aiutare le media company a realizzare modelli più rapidi per agganciare le esigenze dei propri utenti.

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    Una ricerca Accenture ha evidenziato come il 65% dei consumatori avverta la necessita di navigare tra più servizi, cosa non facile oggi, e che solo un terzo dei contenuti sia di semplice accesso. Il mutato contesto rappresenta per gli operatori Media una enorme opportunità da cogliere: nello scenario globale si prevede infatti che il calo dei ricavi nel 2020 per l’industria sarà recuperato entro la fine del 2021. La prospettiva per i prossimi 5 anni è assolutamente incoraggiante: con un forte traino dell’universo digitale, la crescita annuale sarà prossima al double digit.

    Altro aspetto emerso dai due panel del Festival di Dogliani riguarda i contenuti, sempre più al centro delle strategie degli operatori Media. La ricerca di Accenture evidenzia come il 72% dei clienti Netflix dichiara che l’importanza dei contenuti è predominante rispetto al brand o al servizio di fruizione stesso. Inoltre, secondo una stima Accenture, nei prossimi 5 anni si prevede un incremento negli investimenti per la produzione di contenuti fino al +12% annuo.

    Il panorama che traccia Accenture, di cui si è discusso anche a Dogliani, è che il percorso di trasformazione intrapreso dalle Media company le porti a diventare delle “Lifestyle company“. E cioè di piattaforme che, grazie all’adozione di un nuovo modello sempre più rapido, sono in grado di estendere il proprio portafoglio si prodotti e servizi. Quindi, non solo informazione e intrattenimento, ma anche servizi che saranno parte integrante della esperienza di quotidianità e dello stile di vita (e-commerce, servizi assicurativi e bancari, pagamenti, travel & leisure) degli utenti. Un’offerta integrata per i consumatori costruita sull’analisi costante della customer journey, per ottimizzare i percorsi d’acquisto, le caratteristiche dei prodotti preferiti, il targeting dei contenuti e le strategie di investimento.

    Una grande opportunità che può essere colta adesso, grazie alla tecnologia disponibile come Cloud, l’Intelligenza Artificiale (AI), l’Augmented/Virtual Reality e le Drone Technologies al fine di, oltre a care nuove forme di intrattenimento, di dare vita a nuove forme di interazione, anche con piattaforme tipo Epic Games e Minecraft o piattaforme social come Twitch. E proprio in relazione a quest’ultima, siamo sicuri che a breve non mancheranno esempi.

  • Le Media Company si trasformano in piattaforme

    Le Media Company si trasformano in piattaforme

    Il processo di trasformazione coinvolge inevitabilmente anche le Media Company che devono trasformarsi in “Media tech Company”, abbracciando la platform economy.

    Il grande processo di trasformazione che la pandemia da Covid ha accelerato, non ha risparmiato le Media Company. In un momento in cui gli utenti hanno dovuto rinunciare alla libertà di muoversi, per via dell’emergenza sanitaria, ecco che le media company, quindi i grandi player nazionali del mondo della tv e dell’informazione televisiva, e non solo, sono diventate un vero punto di riferimento. Ed è proprio in quel momento che si è avvertita la necessità di mettere in atto un modello nuovo, che andasse verso la direzione della “platform economy“. Le aziende del settore hanno compreso in quel momento che le esigenze degli utenti erano cambiate e che la stessa emergenza le metteva di fronte alla necessità di far fronte ad una domanda di intrattenimento e di informazione continua e diretta.

    Ecco, questo è lo scenario in cui oggi si muovono le Media Company, soprattutto a fronte della emergenza scatenata dalla pandemia che ha accelerato un processo di trasformazione che era comunque in atto. La strada è quindi quella indicata dalla platform economy, le Media Company abbracciano modalità di interazione con gli utenti implementando nuove tecnologie come Intelligenza Artificiale, Cloud e 5G per essere in grado di formulare un’offerta nuova e competitiva.

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    Sono questi i temi che sono stati al centro dell’ultimo Festival della Tv e del Nuovi Media di Dogliani, un’occasione straordinaria per riflettere come il settore sia cambiato proprio durante la pandemia e come fare tesoro di questa esperienza per il futuro.

    Le Media Company devono diventare “Media Tech Company”, è questa la strada che indica Accenture, main sponsor della manifestazione piemontese e partner strategico dei grandi player del settore, tra cui TIM Vision. Le aziende devono diventare sempre più data-driven e cloud-based. Si parla quindi di “Media-Morphosis”, una decisa accelerazione verso un nuovo modello di business sostenibile e resiliente, che sappia cogliere le opportunità derivanti dalle tecnologie sempre più accessibili con investimenti continui per sviluppare servizi e contenuti rilevanti per i clienti.

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    Vittorio Micheli – Managing Director, Media Industry Lead di Accenture

    Le aziende devono affrontare il mercato attraverso una nuova organizzazione.“, ci dice Vittorio Micheli – Managing Director, Media Industry Lead di Accenture, “Vanno rivisti i modelli di business per affrontare un mercato che sta cambiando, un mercato che vede al centro il cliente che è sempre più esigente. L’offerta va quindi rivista in chiave più profilata alle esigenze del cliente e il processo di trasformazione coinvolge tutti i reparti dell’azienda. L’emergenza sanitaria ha messo in evidenza un problema in termini di ricavi, ma ha messo in evidenza quanto il digitale sia l’asset su cui investire. Un altro aspetto è quello relativo ai contenuti che vanno rimodulati e non concepiti più come fini a sè stessi“.

    Lo sviluppo della “Media Tech Company” vede al centro il Cloud. Oggi i Cloud Provider sono fondamentali per gli Over The Top (OTT) fornendo un’infrastruttura di distribuzione nativa dei contenuti a un segmento alternativo a quello che si appoggia al digitale terrestre o al satellitare e che oggi è pari al 77% dell’Internet Media. Ma la “nuvola” non si limita a questa funzione. Il mercato Cloud italiano, secondo i dati dell’Osservatorio Cloud Transformation del Politecnico di Milano, nel 2019 ha raggiunto un valore pari a 2,77 miliardi di euro. In termini di spesa assoluta riferita alle filiere merceologiche, le prime tre posizioni sono occupate dal Manifatturiero (25%), dal Bancario (20%) e dal settore Telco e Media (15%). A riprova del fatto che la “contaminazione” di business contigui ormai è una realtà.

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    Andrea Fabiano – VP Multimedia di TIM

    “Durante la pandemia”, ci ha raccontato Andrea Fabiano – VP Multimedia di TIM, “ci siamo accori della grande domanda di contenuti informativi, ma c’è stata una grande richiesta di evasione, gli utenti volevano contenuti di intrattenimento, come serie tv, film documentari. Siamo riusciti a rispondere a tutte le esigenze dei nostri clienti grazie proprio alle partnership che TIM Vision ha messo in atto con Netflix, Amazon, Now Tv, Disney.”

    Ecco, un altro aspetto interessante di questa trasformazione è quella della partnership, vista come un modo per rispondere alla continue esigenze del mercato. Ci si unisce per un biettivo comune.

    Uno scenario comunque possibile anche grazie al fatto che oggi le Media Company italiane nel 2019 hanno investito su Big Data Analytics & Business Intelligence per il 14% (circa 1,7 miliardi di euro), dietro solo al settore delle banche (28%) e quello manifatturiero (21%).

    A livello generale, il 93% delle grandi aziende considerate nel campione ha investito in Analytics, soprattutto in progetti di Advanced Analytics. Il che coincide con un insieme di tecnologie che ricorrono all’intelligenza artificiale (AI) e agli algoritmi di machine learning per svolgere analisi approfondite ed estrarre pattern e insight dalla propria base clienti. Una base destinata a offrire un quadro minuzioso dei propri stili di consumo anche grazie all’avvento del 5G con cui non subiranno più i limiti della latenza o della larghezza di banda né le abbuffate da binge watching.

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    Cristian Rengo – Managing Director, Strategy & Consulting – Communications & Media Industry di Accenture

    Cristian Rengo – Managing Director, Strategy & Consulting – Communications & Media Industry di Accenture: “La disintermediazione riguarda oggi anche il contenuto che viene proposto ai clienti dalle aziende. Il processo di trasformazione in atto vede prevalere la logica di ecosistema all’interno della quale le aziende realizzano contenuti sempre disponibili per i propri clienti, in maniera diretta. Contenuti che abbracciano sempre di più gli interessi e i gusti dei clienti stessi“.

    Ma quali sono i vantaggi che derivano da questo processo di trasformazione per le Media Company?

    Sicuramente, su tutti, uno dei vantaggi più evidenti è quello di poter poi affrontare tutte le sfide future e in questa fase il ruolo di Accenture è fondamentale. L’azienda ha realizzato un modello, denominato Wise Pivot caratterizzato da una serie di passaggi per abbracciare sempre più il modello basato su Cloud e data-driven.

    Per comprendere come il Wise Pivot trovi attuazione nel settore Media, Accenture Research ha intervistato nel 2019 i C-level di 8356 aziende presenti in 20 Paesi. L’indagine si è focalizzata sull’uso delle tecnologie, il grado di adozione nonché la predisposizione organizzativa e culturale alla loro adozione. A livello macro, la ricerca ha evidenziato che gli innovatori cosiddetti “leader” ottengono il doppio della crescita dei ricavi (9%) rispetto ai “ritardatari” (4%). Nel dettaglio, la transizione da Media Company classica a Media Tech Company permette di reinterpretare, il proprio core business alla luce delle innovazioni tecnologiche. La strada da perseguire per il successo è quella verso la redditività, investendo in capitale, risorse umane e innovazione.

    Ecco le 5 direttive principali su cui muoversi:

    1. Una dotazione tecnologica all’avanguardia, che permetta di guidare l’innovazione e ridurre la dipendenza dai fornitori di software.
    2. Un nuovo modello operativo costruito sui reali obiettivi di business, collaborativo e in grado di monetizzare sia i contenuti che i big data.
    3. La formazione di una forza lavoro con un nuovo set di abilità e capacità, in grado di lavorare in modo proficuo con le nuove tecnologie.
    4. La creazione di un ecosistema di partner basato sulla co-creazione e sulla collaborazione, per favorire la generazione e la diffusione di un approccio altamente innovativo.
    5. Nuove metriche per la misurazione del successo del business, basato sia sull’analisi dei dati che su un sistema di valori condiviso.

    Ecco, questo era uno dei capitoli più interessanti che volevamo portare alla vostra attenzione riguardo alla trasformazione digitale che tocca anche le Media Company, soprattutto dopo la grande emergenza scatenata dalla pandemia da Coivd-19. Se è vero che questa pandemia ha permesso alle aziende, di qualsiasi settore, di accelerare in chiave di trasformazione digitale, questo non ha risparmiato sicuramente le Media Company. Quella indicata da Accenture è la strada da perseguire e noi continueremo a raccontarvela.