Grande successo di pubblico via web per il tributo al rocker italiano Vasco Rossi. La lunga maratona, scritta e condotta da Red Ronnie, faceva capo all’iniziativa targata Altratv.tv, Streamit e Roxy Bar tv. Diverse decine i siti e blog che hanno rimandato la diretta “a rete unificata”
La maratona online organizzata ieri da Altratv.tv, Streamit e Roxy Bar tv per festeggiare il 60° compleanno di Vasco Rossi ha generato numeri incredibili per la Rete italiana. Oltre due milioni di visite per la non stop di Red Ronnie su Roxy Bar Tv (canale 8 di Streamit), rilanciata da Altratv.tv e da centinaia di micro web tv, blog, videoblog e media locali digitali del network. In live streaming anche sul sito ufficiale del cantante e sui grandi network editoriali come: Rai5.it, laRepubblica.it, Sky.it, Rainews24.it, Tgcom24.it, Tg3 web, LaStampa.it, Virgilio.it, Tiscali.it, ilSole24Ore.it, l’Unità.it, ilGiornale.it, ilFattoquotidiano.it, Liberoquotidiano.it, Diregiovani.it, Rollingstonemagazine.it, Rockol.it, VanityFair.it, GQ.com, Style.it, Liquida Magazine, Unionesarda.it, ilRestodelCarlino.it e GazzettadelSud.it e anche sul nostro sito. (altro…)



Con il 2012 l’esercito dei videomaker italiani creatori di web tv ingrossa le sue fila, raggiungendo quota 590 “antenne” distribuite in modo piuttosto omogeneo su tutto il territorio nazionale, con una densità maggiore nel Lazio (102), in Lombardia (85), in Puglia (63) e in 






Generazione Watchdog, ovvero cane da guardia. Si moltiplicano in rete i canali di denuncia, sul modello del giornalismo anglosassone. Il nuovo monitoraggio annuale promosso dall’osservatorio Altratv.tv in collaborazione con AgoraVox descrive un forte coinvolgimento con la comunità cittadina (per il 71% dei canali c’è maggior gradimento degli utenti), ma lamenta l’indifferenza delle istituzioni (34%), se non addirittura il boicottaggio (8%). La ricerca verrà presentata a Milano nell’ambito dell’E-Festival, che quest’anno si fonde alla
In Italia si moltiplicano i progetti di media nati in ambito universitario, generati dagli stessi studenti o sostenuti dall’ateneo. Non solo semplici palestre digitali per futuri professionisti della comunicazione inseriti nell’ecosistema digitale. Questi network ambiscono a fare il grande salto e diventare start up. Nascono così nuovi giornalismi e nuovi giornalisti? Il 2.0 ha messo in fermento la categoria di professionisti e di editori ma il mondo delle università italiane e della formazione professionale è pronto a raccogliere la sfida? Il modello americano propone l’esperienza della New York University, con la sua creatura New York tv, il primo sistema di tv via cavo con sessanta canali all’interno, nato nel lontano 1993 e oggi inserito nel network OSTN. Ma ce la faranno i media d’ateneo italiani ad emulare i colleghi d’Oltreoceano e a fare il grande salto? Riusciranno da palestre del digitale a diventare start up imprenditoriali?