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  • Yahoo acquisisce e porta Artifact nel suo aggregatore di notizie

    Yahoo acquisisce e porta Artifact nel suo aggregatore di notizie

    Yahoo ha acquisito Artifact, l’app di intelligenza artificiale creata dai fondatori di Instagram. La tecnologia IA sarà alla base di Yahoo News.

    L’impresa straordinaria di Artifact è durata circa un anno. E, a distanza di sole poche settimane dall’annuncio dell’addio alle scene, arriva la notizia che rimette, in parte, tutto in gioco.

    Infatti, Yahoo ha acquisito Artifact, l’app basata sull’Intelligenza Artificiale fondata dai due ex co-fondatori di Instagram: Kevin Systrom e Mike Krieger.

    La notizia mostra la sua rilevanza per il fatto che, quello che qualche settimana fa sembra un addio, da oggi l’app potrà rivivere una seconda vita.

    Una seconda vita in un’altra casa però.

    artifact acquisizione yahoo notizie IA franzrusso

     

    Yahoo integra la tecnologia di Artifact

    Al momento non si conoscono i dettagli dell’operazione dell’acquisizione. Yahoo e i due co-fondatori non hanno fornito informazioni a riguardo.

    Si sa che la tecnologia basata su IA, il cuore dell’app, verrà integrata all’interno dell’aggregatore di notizie del motore di ricerca.

    L’intelligenza artificiale ci ha permesso di offrire agli utenti un’esperienza migliore scoprendo ottimi contenuti a cui tengono“, ha affermato Systrom, CEO di Artifact in un comunicato stampa.

    Yahoo riconosce questa opportunità e non potremmo essere più entusiasti di vedere dal vivo ciò che abbiamo costruito attraverso Yahoo News.”

    Kevin Systrom e Mike Krieger, per il momento, non entreranno nel board della società guidata da Jim Lanzone. E i restanti 5 collaboratori della passata società stanno provvedendo a ricollocarsi.

    La parabola di Artifact

    Artifact si era presentata all’inizio del 2023 come un’app rivoluzionaria. Per il fatto che l’aggregazione dei contenuti, quindi articoli e informazioni, veniva gestita – e lo sarà ancora – dall’intelligenza artificiale.

    Il feed dell’app era alimentato dalla tecnologia machine learning che, mano a mano, selezionava e proponeva i contenuti sulla base del tempo trascorso dell’utente. E non più sulla base dei click ottenuti.

    Nonostante le premesse, e le promesse, Artifact non ha saputo fare breccia tra gli utenti. Utenti che comunque sono alla ricerca di luoghi dove informarsi.

    Qualcosa non ha funzionato, sebbene l’esperimento fosse innovativo con l’intelligenza artificiale.

    Forse Yahoo potrebbe dare maggior valore a quell’idea Artifact. Ma questo lo sapremo solo vedendo come andrà questo accordo.

  • Artifact, l’app di notizie su AI, è adesso aperta a tutti

    Artifact, l’app di notizie su AI, è adesso aperta a tutti

    Lanciata appena tre settimane fa Artifact, l’app di notizie alimentata dall’intelligenza artificiale è ora aperta a tutti.

    Lanciata appena tre settimane fa Artifact, l’app di notizie alimentata dall’intelligenza artificiale, realizzata dai cofondatori di Instagram, Kevin Systrom e Mike Krieger, è ora aperta a tutti.

    Dopo poche settimane dal lancio con una lista d’attesa, i due co-fondatori hanno deciso di aprire le porte dell’app a tutti gli utenti, rendendola scaricabile per iOS e per Android. Da oggi, quindi, non è più necessario inserire il proprio numero di telefono per utilizzare Artifact, a meno che non si voglia creare un account e passare a un altro dispositivo, mantenendo memorizzate le impostazioni.

    Come già saprete, Artifact ricorda molto i vecchi aggregatori di notizie, spariti da un bel po’, ma ha un caratteristica che la rende peculiare e interessante. Ed è il fatto che gli “articoli e i fatti” vengono aggregati dall’intelligenza artificiale. Si tratta di una modalità di selezione e visualizzazione dei contenuti che è molto simile a quella che è in uso su TikTok.

    Il feed è quindi alimentato dalla tecnologia machine learning che, mano a mano, selezione e propone i contenuti sulla base del tempo trascorso dell’utente, e non più sulla base dei click.

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    Una volta fatto l’accesso all’app, Artifact permette di selezionare gli argomenti di interesse, almeno 10, e poi i “publisher” di interesse. Una volta fatta questa operazione, l’app si apre con la sezione “For you”, la principale, dove comincerete a scorrere le notizie e a selezionare quelle di vostro interesse. L’intelligenza artificiale comincia a lavorare quando iniziate a leggere le notizie e, come dicevamo, comincia a considerare il tempo trascorso.

    Mano a mano che andrete avanti, vedrete che il feed comincia a portare alla vostra attenzione i contenuti interesse. Dopo le 10 letture, avrete sbloccate anche le statistiche e vedere quali argomenti avete letto di più e su quale testata/blog.

    artifact intelligenza artificiale franzrusso

    Nel mezzo della sezione “For you”, noterete le Headlines, ossia i titoli d maggiore interesse che a loro volta aggregano articoli su ciascun tema.

    La novità del lancio pubblico di oggi è l’aggiunta di un elemento social che può, per certi versi, portare a catalogare Artifact come un social delle notizie, come è stato già definito del resto. Si tratta della possibilità di sincronizzare la rubrica, quindi i contatti, per vedere se un articolo ottiene l’interesse da parte dei vostri contatti. Anche se non si saprà chi e quanti hanno visualizzato l’articolo, per ovvi motivi di privacy, resta comunque una funzionalità che non tutti attiveranno (chi scrive non lo ha fatto e non lo farà, appunto).

    E sotto ad ogni articolo compare il pollice verso, una modalità per far sapere all’intelligenza artificiale cosa ci piace, l’icona del segnalibro per salvare l’articolo e l’icona per condividere l’articolo.

    Ora, una piccola considerazione finale dopo aver usato l’app nella giornata di oggi.

    Finalmente un aggregatore di notizie molto utile e ce n’era bisogno. Per certi versi, richiama Nuzzel che qualcuno di voi ricorderà. Utile per salvare e condividere notizie e interessante osservare come l’intelligenza artificiale lavora.

    Solo che in alcuni casi non è molto preciso, perché, nonostante le notizie interessanti, spesso si tratta di notizie di diversi giorni addietro, se non settimane. Probabilmente servirà del tempo, ma il giudizio è molto positivo.

  • Addio a Google Reader, ma le alternative ci sono

    Addio a Google Reader, ma le alternative ci sono

    [dropcap]G[/dropcap]oogle, a sorpresa, ha annunciato ieri la seconda fase di quelle che ha definito le”pulizie di primavera”. In pratica l’annuncio è la chiusura di una serie di servizi,  a partire dal 1° Luglio 2013, tra cui lo storico Google Reader. Grande dispiacere tra i tanti che lo usano, ma le alternative non mancano

    Da ieri sera, da quando si è diffusa la notizia, gli utenti del web oltre a seguire l’elezione di Papa Francesco I hanno anche cominciato a manifestare il loro grande dispiacere nell’apprendere che dal 1° Luglio 2013 Google Reader non sarà più attivo. Per tanti, se non per tutti, un vero fulmine a ciel sereno, come si dice, una notizia che ha colto tutti di sorpresa. In effetti, nell’annuncio dato sul blog ufficiale di Google non si parla solo di Google Reader, ma di altri servizi che verranno cessati, facenti parte di quella che è stata definita la seconda fase delle “pulizie di primavera“. In sostanza, è in atto una rivisitazione di quei servizi che a fronte dell’evoluzione degli scenari, potrebbero non essere più indispensabili. E nell’ottica di sviluppare sempre di più Google+, forse questa politica non dovrebbe più sorprendere.

    Google Reader, tra gli altri servizi, è quello più “vecchio”, forse meglio dire “storico”. Infatti è attivo dal 2005 e milioni di utenti per ricordare, raccogliere e i propri siti preferiti, per raccogliere le notizie più interessanti, hanno sempre usato questo servizio che si è sempre dimostrato prezioso. Come scritto nel post sul blog ufficiale di Google che ne annuncia la chiusura, Google Reader ha visto via via diminuire il numero degli utenti che lo usano e , in virtù dell’integrazione fatta con Google+ nel 2011, che aveva fatto infuriare tanti utenti, adesso la chiusura è definitiva. Per consentire il passaggio dei propri dati e abbonamenti, è possibile farlo con Google Takeout e conservare tutto quello che si è costruito nel corso degli anni su un altro servizio alternativo. E qui comincia il bello.

    Già perchè chi ha sempre usato Google Reader nona ha mai avuto l’esigenza di usare altro e adesso vive questa chiusura come una sorta di smarrimento. In realtà di alternative valide ce ne sono, Mashable ne ha raccolte alcune che potete trovare in questo post, anche C|Net prova a suggerire qualche alternativa.

    Se ci possiamo permettere di darvi qualche suggerimento, anche sulla base di quelle che in queste ore vengono segnalate, allora vi indichiamo anche noi Pulse, eccellente aggregatore, raccoglitore, facile da usare e con una forte propensione anche alla condivisione sui vari social network. Da poco ha attivato anche le “Highlights”, le notizie che gli utenti possono segnalate su Twitter, Facebook o Google+ e renderle visibili coi propri amici. Altra valida alternativa e certamente Flipboard e poi vi segnaliamo anche Feedly, davvero un bello strumento e anche questo facile da usare.

    Insomma, superato il momento di sconforto ci si guarda intorno e ci si accorge che le alternative ci sono e sono altrettanto valide, rimane il fatto che Google ha ormai puntato tutta la sua strategia nel cercare di rendere Google+ il centro di tutto. E voi che ne pensate?

    (image credits: thanks to fotolia.com)
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