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  • Llama 3.1 per il dominio di Meta sulla IA generativa

    Llama 3.1 per il dominio di Meta sulla IA generativa

    Meta presenta Llama 3.1 405B, un modello di IA generativa open-source con 405 miliardi di parametri. E supera la concorrenza di GPT-4 e Claude 3.5 in prestazioni e accessibilità. Entro fine anno sarà il chatbot più usato al mondo.

    Non passa giorno che non ci sia un annuncio riguardante l’intelligenza artificiale e il lancio di un nuovo modello sempre più performante. L’ultimo annuncio di rilievo proviene da Meta. Si tratta di un modello che rappresenta un ulteriore passo avanti nel campo degli LLM (Large Language Model). E si distingue per essere open-source.

    È evidente che la IA generativa è la tecnologia del momento. E le aziende puntano sempre di più a prevalere in un settore sempre più all’avanguardia.

    E dal punto di vista degli annunci, non passa inosservato quello di Meta. L’azienda guidata da Mark Zuckerberg ha annunciato Llama 3.1 405B. Una novità questa che era attesa dal mese di aprile. Quando Meta disse di aver iniziato a lavorare su un modello più performante e innovativo.

    E in effetti da quello che si conosce rispetto a questo modello l’elemento di novità risiede, secondo il punto di vista di molti, nel fatto che si tratta un modello open-source.

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    Ecco Llama 3.1 405B

    Prima di vedere bene cosa significa portare il concetto di open source in un modello di IA generativa, cerchiamo di conoscere meglio le caratteristiche di Llama 3.1 405B.

    Intanto va dello subito che si tratta del più grande modello LLM, open source, mai rilasciato. E Meta sostiene anche che questo suo modello sia superiore a modelli come GPT-4o e Claude 3.5 Sonnet di Anthropic rispetto a diverse prestazioni.

    In generale, un LLM di grandi dimensioni con un gran numero di parametri può svolgere compiti più complessi rispetto a LLM più piccoli. Come comprendere il contesto in lunghi flussi di testo; risolvere complesse equazioni matematiche. E, persino, generare dati sintetici che possono presumibilmente essere utilizzati per migliorare modelli di intelligenza artificiale più piccoli.

    Modello addestrato sui chip Nvidia

    Ora, il modello di Meta è stato addestrato su oltre 16.000 GPU NVIDIA H100. Allo stato attuale, stiamo parlando dei chip più veloci disponibili che arrivano a costare circa 25.000 dollari ciascuno. Meta sostiene che questo modello può battere i rivali rispetto a oltre 150 benchmark.

    Il numero “405B” sta per 405 miliardi di parametri. Ossia variabili interne che un modello di IA utilizza per ragionare e prendere decisioni. Più grande è il numero di parametri di un modello di IA e più intelligente questo modello viene percepito.

    Meta ha anche rilasciato versioni aggiornate di modelli Llama esistenti che contengono 70 miliardi e 8 miliardi di parametri ciascuno.

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    Le capacità di ragionamento migliorate di Llama 405B consentono a Meta AI di comprendere e rispondere alle tue domande più complesse, in particolare sugli argomenti di matematica e programmazione“, è scritto all’interno del post del blog di Meta. “Puoi ottenere aiuto per i tuoi compiti di matematica con spiegazioni e feedback passo dopo passo, scrivere codice più velocemente con supporto e ottimizzazione del debug“.

    L’estensione di Llama 3.1 405B

    L’azienda di Mark Zuckerberg sta estendendo l’accesso a Meta AI ad altre sette regioni: Argentina; Cile; Colombia; Ecuador; Messico; Perù; e Camerun. Queste sono le ultime ad avere accesso al chatbot in-app di Meta.

    Inoltre, gli utenti ora possono interagire con il bot in sette nuove lingue: francese; tedesco; hindi; hindi-romanizzato; italiano; portoghese; spagnolo.

    Llama 3.1 sarà quindi integrato all’interno delle piattaforme di Meta. Lo si troverà su Instagram, Facebook, Messenger e WhatsApp.

    A partire da questa settimana, Llama 3.1 sarà accessibile prima tramite WhatsApp e il sito web di Meta AI negli Stati Uniti, seguito da Instagram e Facebook nelle prossime settimane.

    La versione Llama 3.1 sulle altre piattaforme sarà quella da 70 miliardi di parametri.

    Mentre il modello di parametri più avanzato di Llama 3.1 da 405 miliardi è gratuito da usare sul sito Meta AI, l’assistente passerà al modello più ridotto da 70 miliardi dopo aver superato un numero non specificato di prompt in una determinata settimana.

    Un’azione suggerita dal fatto il modello da 405 miliardi è troppo costoso per Meta e che difficilmente può essere eseguito da subito su ampia scala.

     

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    Llama 3.1 e la posizione di predominio sulla IA generativa

    Ciò detto, Llama 3.1 con i suoi 405 miliardi di parametri e in una versione open source si pone in una posizione di predominio assoluta nel panorama della IA generativa.

    Questo perché solo Meta è in grado di arrivare a miliardi di persone attraverso le sue piattaforme. Cosa che ancora riesce difficile a ChatGPT o a Claude.

    E questo è spiegato dal fatto che Meta, a differenza degli altri modelli, attraverso Llama 3.1 non intende fare soldi vendendo l’accesso ai loro LLM proprietari o offrendo servizi per aiutare i clienti a utilizzare la tecnologia. L’intento di Meta è quello di arrivare a dominare la scena del panorama della IA generativa. E questo è possibile attraverso un modello open-source.

    Llama 3.1 modello “democratico” open source

    Si tratta di una scelta mira a rendere più “democratico” l’accesso alle tecnologie avanzate di IA, consentendo a ricercatori e sviluppatori di tutto il mondo di contribuire e migliorare il modello.

    L’approccio open-source di Meta si distingue dalle politiche più restrittive di altre grandi aziende, come OpenAI e Anthropic, che mantengono i loro modelli proprietari e chiusi al pubblico.

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    Questa apertura mira a promuovere l’innovazione e la collaborazione. Ma, allo stesso tempo, solleva anche interrogativi sul controllo e la sicurezza delle tecnologie avanzate di IA.

    La disponibilità di modelli open-source così potenti può accelerare il progresso tecnologico, ma richiede anche una gestione attenta per evitare usi impropri.

    Nella sua lettera, pubblicata ieri, Mark Zuckerberg ha sostenuto che un approccio open source allo sviluppo dell’intelligenza artificiale garantirà un accesso più ampio ai vantaggi della tecnologia; impedirà la concentrazione del potere nelle mani di poche grandi aziende; e consentirà un’implementazione più sicura dell’intelligenza artificiale nella società.

    Meta e la collaborazione con grandi aziende

    Meta ha realizzato questo progetto con la collaborazione di grandi aziende tech che hanno preso parte a vario titolo. Tra queste, vanno citate Nvidia, IBM, Amazon Web Services, Google Cloud, Dell, Microsoft e altre.

    Non vi è dubbio che entro la fine dell’anno Llama 3.1 sarà il modello IA generativa più usato al mondo.

    meta llama 31 esempio franz russo 2024

    Al momento il sito web non è disponibile per l’Italia, sebbene l’italiano sia una delle lingue aggiunte. Non si conoscono ancora i tempi dell’arrivo di Llama 3.1 in UE, anche perché poi tutto questo deve superare la fase di valutazione rispetto alla nuova norma UE, IA Act.

    Quello che è sicuro è che Meta da oggi si appresta a dominare un settore, come quello della IA generativa, sempre più strategico.

     

  • Grok, l’intelligenza artificiale di xAI è open source

    Grok, l’intelligenza artificiale di xAI è open source

    Grok, l’intelligenza artificiale di xAI, è ora disponibile open-source. Il modello base, con 314 miliardi di parametri, permette di generare testo, tradurre lingue e rispondere a domande. Il codice di addestramento non è incluso, ma il rilascio open-source mira a favorire la collaborazione e l’innovazione.

    Elon Musk lo aveva promesso nei giorni scorsi. E così da oggi Grok, l’intelligenza artificiale di xAI, società del proprietario di X, è disponibile open source.

    I tempi di rilascio previsti a novembre scorso sono stati rispettati. Grok-1 è ora disponibile su Github per sviluppatori e ricercatori.

    Grok-1, la nuova IA open-source

    Un post sul sito di xAI spiega che la versione open source di Grok-1 include i “pesi del modello base e l’architettura di rete” del “modello Mixture-of-Experts da 314 miliardi di parametri“.

    Grok-1 viene rilasciato in licenza Apache License 2.0, che ne consente l’uso commerciale.

    Da rilevare che il rilascio non comprende codici di addestramento. Significa che il codice reso pubblico non include la parte fondamentale che permette al modello di funzionare correttamente.

    Non è presente, quindi, il codice utilizzato per “addestrare” il modello su un’enorme quantità di dati, permettendogli di acquisire le sue capacità di generazione di testo, traduzione e risposta a domande.

    grok 1 IA open source franzrusso

    Grok-1, di conseguenza, non può essere sfruttato al massimo delle sue potenzialità.

    L’assenza dei codici di addestramento è certamente data dalla complessità del modello. Al momento Grok-1 può essere usato da sviluppatori e ricercatori con competenze elevate.

    Grok-1, la scelta open-source

    Perché Grok-1 è in open-source e cosa significa?

    Grok-1 è disponibile in modalità open-source perché xAI vuole incoraggiare la collaborazione e l’innovazione del modello. Gli sviluppatori possono quindi contribuire al miglioramento del modello. Mentre le aziende e gli istituti di ricerca possono esplorare nuove applicazioni e usi per l’IA.

    Questo tipo di approccio collaborativo è fondamentale per l’evoluzione rapida e sostenibile delle tecnologie di intelligenza artificiale.

    Quando si parla di intelligenza artificiale open-source, ci si riferisce a software o piattaforme di intelligenza artificiale i cui codici sorgente sono accessibili pubblicamente e possono essere liberamente modificati e distribuiti.

    IA open-source, vantaggi

    Questo tipo di approccio all’IA offre diversi vantaggi:

    Innovazione collaborativa: poiché chiunque può contribuire al progetto, l’innovazione e lo sviluppo possono avvenire a un ritmo più veloce rispetto al software proprietario. Questo aspetto permette una continua evoluzione delle tecnologie grazie al contributo di una comunità globale.

    Trasparenza: avere accesso al codice sorgente permette agli utenti e agli sviluppatori di comprendere esattamente come funziona l’algoritmo, contribuendo a una maggiore fiducia e comprensione del software.

    Accessibilità: l’open-source abbassa le barriere all’entrata, permettendo anche a piccole aziende o singoli sviluppatori di accedere a strumenti potenti senza il bisogno di grandi investimenti.

    Personalizzazione: gli utenti possono adattare il software alle proprie esigenze specifiche, modificandolo per soddisfare requisiti particolari che potrebbero non essere coperti dal software commerciale.

    Formazione e ricerca: per i ricercatori e gli studenti, l’IA open-source rappresenta una risorsa inestimabile per l’apprendimento e la sperimentazione.

    IA open-source, alcuni esempi

    Esempi di progetti di IA open source:

    TensorFlow: libreria di machine learning sviluppata da Google, utilizzata per la ricerca e lo sviluppo di applicazioni di IA.

    PyTorch: framework di apprendimento automatico versatile e ampiamente utilizzato.

    OpenAI Gym: piattaforma per la sperimentazione e lo sviluppo di algoritmi di apprendimento automatico reinforcement learning.

    Hugging Face: libreria di modelli linguistici pre-addestrati per diverse applicazioni, come la generazione di testo e la traduzione automatica.

    Allora, ricapitolando.

    Grok è un modello di intelligenza artificiale di grandi dimensioni (LLM) sviluppato da xAI, la società di Elon Musk dedicata all’intelligenza artificiale etica. Grok si basa su un’architettura “Mixture-of-Experts” con 314 miliardi di parametri, che gli permette di svolgere una varietà di compiti con un’elevata abilità.

    A cosa serve Grok-1

    A cosa serve?

    Grok è progettato per essere un’intelligenza artificiale versatile, in grado di:

    • Generare testo realistico e creativo in diversi stili e formati
    • Tradurre lingue diverse con precisione e fluidità
    • Rispondere a domande in modo accurato e informativo
    • Riassumere testi lunghi in modo conciso e chiaro
    • Completare compiti complessi su richiesta

    Caratteristiche tecniche:

    • Architettura: Mixture-of-Experts
    • Parametri: 314 miliardi
    • Capacità: Generazione di testo, traduzione, risposta a domande, riassunto, completamento di compiti.

    Grok-1 e i suoi competitor

    Al momento le IA direttamente competitor di Grok-1 possono essere:

    GPT-3 (175 miliardi di parametri):

    Sviluppato da OpenAI
    Generazione di testo realistico e creativo
    Ampia varietà di applicazioni
    Non open source

    LaMDA (137 miliardi di parametri):

    Sviluppato da Google AI
    Focalizzato sul dialogo e la risposta a domande
    Capacità di ragionamento e apprendimento
    Non open source

    BLOOM (176 miliardi di parametri):

    Sviluppato da Hugging Face e BigScience
    Multilingue e multimodale
    Generazione di testo, traduzione, risposta a domande
    Rilascio del modello base come open source

    WuDao 2.0 (1.75 trilioni di parametri):

    Sviluppato dall’Accademia Cinese delle Scienze
    Modello in lingua cinese
    Generazione di testo, traduzione, risposta a domande
    Non open source

    IA Parametri Sviluppatore Funzionalità Open source
    Grok 314 miliardi xAI Generazione di testo, traduzione, risposta a domande, riassunto, completamento di compiti Base
    GPT-3 175 miliardi OpenAI Generazione di testo realistico e creativo No
    LaMDA 137 miliardi Google AI Dialogo, risposta a domande, ragionamento, apprendimento No
    BLOOM 176 miliardi Hugging Face e BigScience Multilingue, multimodale, generazione di testo, traduzione, risposta a domande Base
    WuDao 2.0 1.75 trilioni Accademia Cinese delle Scienze Cinese, generazione di testo, traduzione, risposta a domande No

     

    Grok-1 e GPT-4 Turbo

    Se poi volessimo paragonare Grok-1 a GPT-4 Turbo, il risultato sarebbe questo:

    IA Parametri Sviluppatore Funzionalità Open source
    Grok 314 miliardi xAI Generazione di testo, traduzione, risposta a domande, riassunto, completamento di compiti Base
    GPT-4 Turbo 1 trilione (stimato) OpenAI Generazione di testo avanzata, traduzione, risposta a domande, ragionamento, apprendimento No

     


    [L’immagine di copertina è stata realizzata con Bing Image Creator con tecnologia Dall-E 3]

  • All’Innovation Week oggi si tiene l’Open Hardware Summit 2014

    All’Innovation Week oggi si tiene l’Open Hardware Summit 2014

    Dalla Innovation Week che si sta tenendo a Roma e che da giovedì 2 a domenica 5 Ottobre ospiterà l’atteso evento della Maker Faire Rome 2014, trasmettiamo in live streaming la giornata dedicata all’Open Hardware Summit 2014, per la prima volta in Europa

    All’Innovation Week altra interessante giornata da seguire qui sul nostro blog in live streaming. La giornata odierna ospita, per la prima volta in Europa, l’Open Hardware Summit 2014, la prima conferenza completamente dedicata al mondo dell’hardware aperto; un luogo per discutere e richiamare l’attenzione sul movimento Open Source Hardware che è in rapida crescita.

    Gli speaker che vedremo e ascolteremo oggi, a partire dalle 9:30 (e fino alle 19 di questa sera), sono Adrian Bowyer (il papà di RepRap, la più famosa famiglia di stampanti 3d open source), Tomas Diez (Direttore del Fab Lab Barcelona), Yasmin Elayat (GOOD fellow), Becky Stern (Direttore della parte Wearable Electronics, di Adafruit Industries), Eric Pan (Fondatore di Seeed Studio, e uno dei 30 under 30 per Forbes Cina), David Lang (fondatore di OpenROV, e autore di From Zero to Maker) e Gawin Dapper (CTO, Phonebloks, il progetto che sta cercando di rivoluzionare l’elettronica di consumo in chiave sostenibile). L’elenco completo è disponibile a questo link.

    Prossima diretta dall’Innovation Week, da seguire sempre qui sul nostro blog, sarà giovedì 2 ottobre, a partire dalle ore 9 e fino alle alle 17.30, spazio ai maker con la Opening Conference della Maker Faire Rome “Let’s Make! (A Better World)”. Condurrà Riccardo Luna, Digital Champion del governo italiano. Tra gli speaker di fama internazionale, oltre a Massimo Banzi, co-fondatore del progetto Arduino, e Dale Dougherty, guru e fondatore del movimento dei maker: lo scrittore e attivista Cory Doctorow, l’astronauta Samantha Cristoforetti che pochi giorni dopo partirà per una lunga missione spaziale portando con sé molti strumenti da maker, l’economista Mariana Mazzucato, che spiegherà perché anche questa “rivoluzione senza permesso” ha bisogno di uno Stato innovatore, Glenn Green, il chirurgo toracico che ha impiantato una trachea stampata in 3D ad un paziente di sole sei settimane di vita, e l’artista cyborg Neil Harbisson. A questo link l’elenco completo dei relatori.

    innovation week-roma

    In una settimana che metterà in scena l’innovazione che sta costruendo il futuro, un ruolo centrale lo avranno i giovani.

    Venerdì 3 ottobre, in diretta web, da seguire insieme a noi, dalle 11.30 alle 12.30 con “20 under 20” tutti, sul palco e in platea, saranno rigorosamente under 20. Durante l’appuntamento, realizzato in collaborazione con l’Ambasciata degli Stati Uniti in Italia, alcuni fra i più brillanti adolescenti di cinque continenti racconteranno ai loro coetanei in che modo stanno cambiando il mondo con una app o una invenzione. Sul palco: Joey Hudy, il ragazzo che ha mostrato a Barack Obama il suo “cannone spara marshmallow” e che ora, a nemmeno 18 anni, sviluppa invenzioni per il colosso della tecnologia Intel. Il quindicenne di Boston Nathan Han, che ha vinto il premio ISEF promosso da Intel grazie al suo software di apprendimento automatico per studiare le mutazioni del gene BRCA1 legato al tumore al seno: il tasso di precisione del suo strumento va oltre l’80%. E ancora dalla Germania, Lennart Kleinwort che a 15 anni ha realizzato un’app per dispositivi mobile che semplifica le operazioni di disegno a mano e traduce in equazioni il rendering del disegno per una eventuale e più facile successiva rielaborazione. Da Singapore Shannon Xinjing Lee, che a 17 anni ha inventato la batteria del futuro a partire da una melanzana carbonizzata, più efficiente ed ecosostenibile di quelle attualmente in commercio. Dall’Italia Giuseppe Dall’Agnese, che si è distinto con un progetto sul funzionamento della chinasi p38, sviluppato al quinto anno del Liceo Scientifico Biologico “Elisabetta Vendramini” di Pordenone, vincendo l’Exceptional Science Award dell’American Physiological Society. Il suo studio potrebbe aiutare a capire come regolare l’attivazione di questo particolare enzima e permettere così la messa a punto di nuove e più efficaci terapie per gravi malattie come il rabdomiosarcoma e la distrofia muscolare.

  • Socializer: anticipazioni sul secondo episodio

    Socializer: anticipazioni sul secondo episodio

    [author image=”https://www.franzrusso.it/wp-content/uploads/2013/11/FacebookThumbOk2013.png” ]Beatrice Nolli [follow id=”bnolli” count=”true” ][/author]

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    La filosofia “open source” e il mondo dei social media, cosa hanno in comune? Come e dove si parla di software libero in Italia? Quali sono i vantaggi dell’uso del software libero? Quali sono gli esempi in Italia di utilizzo virtuoso di questo tipo di software?

    Nel secondo episodio di Socializer in uscita per lunedì 18 Novembre abbiamo discusso di queste tematiche con Sonia Montegiove, analista programmatrice e docente, redattrice per Girl Geek Life, contributor di InTime e lettrice e giornalista pubblicista per pura passione

    Il mondo dell’open source è quanto di più vicino al mondo dei social network, entrambi si basano sulla condivisione di contenuti, ad entrambi occorre il supporto di tutti per esistere e in entrambi i casi è importante esserci, come e perché lo scopriremo attraverso questo dialogo che gli autori e conduttori di Socializer, Beatrice Nolli e Francesco Russo, hanno realizzato con il grande contributo di Sonia Montegiove promotrice di “Libre Umbria”, una realtà molto importante per il nostro Paese in termini di standardizzazione e, perché no, di risparmio pubblico.

    Socializer, il podcast dedicato al mondo dei Social Media, che ci accompagnerà alla conoscenza dei tanti aspetti che compongono l’era che stiamo vivendo con la viva voce dei protagonisti. In ogni puntata cercheremo infatti di raccontare, con la collaborazione di un ospite, come i Social Media stanno cambiando la nostra vita, quella di tutti i giorni. Socializer vuole essere quindi un luogo attraverso cui esplorare questi preziosi strumenti utilizzando proprio la voce di chi li vive e li interpreta giorno per giorno.

    Ringraziamo sinceramente i tanti utenti che hanno determinato il successo del primo episodio ed i molti che continuano ad inviarci richieste e feedback preziosi, alcune delle vostre osservazioni sono diventate pratica in Socializer e ve ne accorgerete già in questo episodio.

    Vi ricordiamo che Socializer è disponibile sul sito www.socializer.it sia in streaming che in download, su iTunes e su Spreaker (i differita di qualche giorno) per chi volesse abbonarsi. Per suggerimenti e proposte utilizzate il form “Proponi l’ospite” mentre per chiacchierare con noi o semplicemente per “volerci bene” potete utilizzare #socializerIT.

    Buon tutto e stay tuned! :)

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  • Netics, il Rapporto sull’Open Source nella PA

    Netics, il Rapporto sull’Open Source nella PA

    Netics il Rapporto sull’utilizzo di software Open Source all’interno della Pubblica Amministrazione e della Sanità in Italia, mette in evidenza che ancora molto resta da fare da questo punto di vista. Ad usare soluzioni open source sono 72 su 107 le Province, il 39% dei Comuni, mentre le regioni le usano per e-learning e meno per sistemi di autenticazione, sistemi di virtualizzazione e sicurezza client-side

    Medaglia d’oro alle province per la propensione a scegliere soluzioni open source nell’ambito dei propri servizi informatici. Questo il dato che emerge dall’ultimo rapporto curato e pubblicato da Netics sulla diffusione per il 2012 del software open source in PA locale e sanità italianaSono 72 sulle 107 del campione studiato, infatti, le province che hanno scelto soluzioni open source per sistemi operativi server (69% dei quali con soluzioni OSS), gestione database (54% ), mail server (27%), applicativi verticali (20%), office automation e sistemi operativi client (14%), sicurezza (11,6%) e altre applicazioni (45%). Virtuosi anche il 39% dei comuni compresi nel campione osservato, mentre si fermano al 19% le asl e le aziende ospedaliere che hanno adottato l’open source. Gli ambiti di applicazione “open” che sono risultati andare per la maggiore sia nei comuni che in sanità sono stati i sistemi operativi server (41% per i comuni e 64% per le Asl e le Ao), gli applicativi di Office Automation nei comuni (30%) e i mail server nelle asl (62%).

    Discorso a parte lo meritano le regioni, per le quali i dati di sintesi raccolti disegnano un quadro più specifico della situazione sul matrimonio con l’open source. Le regioni fanno un ricorso alto (oltre il 75% dei casi) a soluzioni “open” per piattaforme e-learning (il 33% delle regioni le usa), ECM e CSM (11%) e sistemi di virtualizzazione (11%). Si attestano su un livello di adozione dell’open source medio-alto (nel 50-75% dei casi) per web server, application server, so server, strumenti di navigazione su Internet e di office automation. Le regioni che non si affidano (e non si fidano?) dell’open source non prendendolo in considerazione sono principalmente su sistemi di autenticazione, sistemi di virtualizzazione e sicurezza client-side (89%), CRM, ERP, posta elettronica e middleware client (78%).

    In generale quindi il quadro dice “Niente open source siamo PA”, quando le indicazioni anche del Codice di Amministrazione Digitale tenderebbero a dare indicazioni differenti. Chissà che la situazione non migliori con il prossimo monitoraggio 2013.

  • LibreOffice 4.0, nuova release open source sviluppata dalla comunità

    LibreOffice 4.0, nuova release open source sviluppata dalla comunità

    The Document Foundation ha rilasciato oggi la nuova release di LibreOffice, arrivato alla versione 4.0, suite open source per ufficio. Tante le novità apportate, ma soprattutto va evidenziato il lavoro svolto dai tanti sviluppatori volontari, una vera e propria comunità

    E’ stata presentata oggi da The Document Foundation la nuova versione della suite per ufficio open source LibreOffice, giunta alla versione 4.0. Molteplici le innovazioni apportate e annunciate dalla comunità già a settembre 2010: un codice sorgente più pulito, migliore interoperabilità e possibilità di integrazione con altri applicativi. Le nuove funzionalità (elencate nel dettaglio alla pagina www.libreoffice.org/download/4-0-new-features-and-fixes) riguardano prioritariamente l’integrazione con sistemi di content e document management (come Alfresco, IBM FileNet P8, Microsoft Sharepoint 2010, Nuxeo, OpenText, SAP NetWeaver Cloud Service e altri), l’interoperabilità con i documenti DOCX e RTF, la possibilità di importare i documenti creati con Microsoft Publisher e l’introduzione dei widget nelle finestre di dialogo. Non mancano miglioramenti all’interfaccia utente, alle prestazioni di Calc soprattutto nella manipolazione di fogli elettronici di grandi dimensioni e nei file .rtf oltre che alla gestione dei  contributi degli sviluppatori, grazie ad un sistema di revisione web based (Gerrit) che semplifica il lavoro dei progetti che usano Git.

    Una delle cose migliori di questa nuova release è la forza della comunità che vanta oltre 500 sviluppatori, i tre quarti dei quali volontari indipendenti,  che hanno contribuito con oltre 50mila commit. In meno di 30 mesi, infatti, notevoli sono stati i passi avanti fatti su LibreOffice, diventato ormai il più grande tra i progetti di software libero indipendenti focalizzati sul desktop e la produttività.  La reingegnerizzazione del codice sorgente è indubbiamente uno dei traguardi raggiunti di maggiore importanza ed ha comportato l’aggiunta e la rimozione di diversi milioni di righe di codice con il fine ultimo di più accessibile da parte di tutti i membri della comunità.

    Importanti e numerose sono anche le esperienze italiane di adozione di LibreOffice anche nelle PA (una fra tutte la recente adozione da parte degli Enti umbri di LibreOffice tramite il progetto LibreUmbria. E anche per questa ragione è nata di recente LibreItalia, la comunità italiana di LibreOffice, che diventerà presto un’associazione di volontariato senza fini di lucro, con uno statuto che riflette quello di The Document Foundation e un consiglio che rappresenta la comunità degli utenti italiani di LibreOffice.

    LibreOffice è già disponibile per il download al seguente link: www.libreoffice.org/download/.

    Le estensioni per LibreOffice si trovano a questo link: extensions.libreoffice.org/extension-center.

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  • Una giornata con FLOSS, Free and Open Source Software

    Una giornata con FLOSS, Free and Open Source Software

    “Floss in festa 2012”, una giornata a parlare di FLOSS, Free and Open Source Software. Se ne parlerà venerdì 30 novembre dalle ore 9 per l’intera giornata a Perugia in una giornata organizzata dal Centro di Competenza Open Source della Regione Umbria, in collaborazione con il Consorzio SIR Umbria. Saranno presenti Morena Ragone, Elisabetta Nanni e Italo Vignoli

    FLOSS - garland_logoFLOSS, acronimo di Free and Open Source Software, è diventato sinonimo di applicativo realizzato con software libero, ovvero reso disponibile alla collettività, che può utilizzare il programma, ridistribuirne le copie, ma anche migliorarlo e personalizzarlo. E i FLOSS in festa diventano momenti di presentazione dei servizi realizzati, oltre che di informazione circa le potenzialità dell’open source. Venerdì 30 novembre dalle ore 9 per l’intera giornata al Centro Congressi Capitini di Perugia il Centro di Competenza Open Source della Regione Umbria, in collaborazione con il Consorzio SIR Umbria, organizza FLOSS in festa 2012. L’evento intende festeggiare i sei anni trascorsi dall’approvazione della Legge Regionale 11 del 2006 a sostegno del software libero, promuovendo le soluzioni FLOSS disponibili e pronte al riuso realizzate, ovvero applicazioni gratuite sviluppate con software di tipo open source.

    “La mattina – afferma il presidente del CCOS, Osvaldo Gervasi – sarà dedicata all’approfondimento di tematiche di interesse attuale come l’opendata, la scuola 2.0, le migrazioni a suite d’ufficio di tipo open source con particolare riferimento al progetto LibreUmbria, che porterà, fin dai prossimi mesi, le Pubbliche Amministrazioni umbre all’adozione capillare negli uffici del software libero LibreOffice”

    Dalle ore 9.30 interverranno Morena Ragone giurista e vicepresidente Wikitalia e Circolo Giuristi Telematici, che tratterà il tema dei Dati aperti, governo aperto ed alfabetizzazione. Segue l’intervento di Elisabetta Nanni, esperta di tecnologie open per la scuola 2.0, dal titolo Verso una scuola Open: quali prospettive? E quello di Italo Vignoli, membro del board of director di Document Foundation, che presenterà i protocolli di riferimento per la migrazione al software libero.

    A conclusione della mattina Stefano Paggetti, direttore del Consorzio SIR Umbria, presenterà gli obiettivi e le modalità di attuazione del progetto LibreUmbria.

    “FLOSS in Festa – afferma Paggetti – è l’occasione per far conoscere progetti, idee e persone che hanno contribuito alla diffusione del software libero in Umbria. Con il progetto LibreUmbria si apre una nuova fase che vede impegnate numerose pubbliche amministrazioni nella migrazione verso LibreOffice e che continuerà nel 2013 con gli interventi dell’Agenda Digitale per un’amministrazione aperta e trasparente, volano di sviluppo del nostro territorio”.

    Il pomeriggio sarà dedicato interamente alla presentazione delle soluzioni FLOSS per la PA e la scuola, in grado di consentire l’implementazione di importanti servizi, mantenendo i costi di attivazione e manutenzione estremamente contenuti. Grazie alla collaborazione dei Linux User Group dell’Umbria, saranno presentati i diversi applicativi, anche attraverso una dimostrazione pratica di utilizzo delle stesse. Si partirà con l’illustrazione dell’uso di LibreOffice a scuola e in azienda, per passare al programma di gestione dei registri didattici per le scuole, alla modalità di realizzazione di aule informatiche a basso costo attraverso il progetto Linux Terminal Server Project.

    La seconda parte del pomeriggio proseguirà con la presentazione delle Lavagne Multimediali Interattive e delle tecnologie FLOSS GeoSpatial per la gestione dei dati geografici aperti.  A seguire l’illustrazione di modalità di gestione di siti Web con tecnologie open source e di politiche efficaci di sicurezza informatica da implementare a scuola e in azienda.

    Il programma dettagliato della giornata è consultabile sul sito Internet http://www.ccos.regione.umbria.it/?q=node/68

  • Il progetto LibreUmbria per la PA

    Il progetto LibreUmbria per la PA

    Ecco un esempio di come la tecnologia può essere di aiuto nella Pubblica Amministrazione. Il progetto LibreUmbria nasce con lo scopo di ammodernare e rendere più veloci e fruibili le informazioni. Un progetto che vede l’interesse in questa fase iniziale di Regione, Province e Asl. Ma vediamo meglio insieme il progetto

    networkingIl progetto LibreUmbria  ha come obiettivo primario la migrazione  su larga scala nelle PA locali  del software di produttività individuale (videoscrittura, calcolo, presentazioni, etc) al software libero LibreOffice. LibreUmbria intende inoltre favorire  l’adozione  a livello regionale del formato aperto, che garantisce leggibilità nel tempo e sicurezza nello scambio di documenti. Il Progetto, coordinato dal Centro di Competenza sull’Open Source della Regione Umbria (CCOS), con la collaborazione della Document Foundation, coinvolgerà i soci del Consorzio SIR Umbria (il Consorzio degli Enti Locali Umbri per lo sviluppo del Sistema Informativo Regionale). Gli Enti interessati in questa fase iniziale del progetto sono il Consorzio SIR Umbria, la Regione Umbria, la ASL 2 Perugia e le due Province di Perugia e Terni. (altro…)

  • World Wide Rome in live streaming

    World Wide Rome in live streaming

    Seguite con noi l’evento World Wide Rome che è iniziato stamattina proseguirà per tutto il pomeriggio terminando attorno alle 18. Personaggi del calibro di Chris Anderson, Dale Dougherty e Massimo Bazzi parleranno di creatività digitale e come attraverso questa poter generare nuovi modelli di business

     

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  • World Wide Rome a rete unificata

    World Wide Rome a rete unificata

    Grande attesa per il World Wide Rome che vedrà Roma capitale della cultura digitale il prossimo 9 Marzo. Sono attesi Chris Anderson, Dale Dougherty, Massimo Banzi e i nuovi creativi digitali. L’evento sarà trasmesso “a rete unificata” su Altratv.tv e su centinaia di altri siti e webtv, ovviamente anche sul nostro

    Do it yourself. È l’imperativo dei makers, i creativi digitali protagonisti della nuova rivoluzione industriale, impegnati a generare nuovi modelli di business partendo dalla fabbricazione digitale, dall’open source e dalla collaborazione tra personeVenerdì 9 marzo, dalle 10 alle 18 nell’Acquario Romano di piazza Manfredo Fanti, World Wide Rome presenterà i nuovi Makers. Demo, performance live, esposizioni, per raccontare dal vivo le storie di chi sta cambiando il mondo. Con loro Chris Anderson, direttore di Wired USA – inventore della “Coda Lunga” e Fondatore della 3D Robotics – e Dale Dougherty, founder ed editore di MAKE magazine – ideatore della Maker Faire – nominato nel 2011 “Champion of Change” dalla Casa Bianca. (altro…)