Tag: persone

  • Il mentore di Martina Cinicola, #IlMioMentore

    Il mentore di Martina Cinicola, #IlMioMentore

    La storia di Martina Cinicola ci mostra che tutte le persone che incontriamo nella nostra vita possono insegnarci qualcosa e che poi, di queste, una in particolare è capace di indicarci il percorso da seguire, il mentore appunto. Fino al 30 settembre è possibile donare due euro inviando un sms al numero 45507 o cinque euro dal telefono fisso per “Cambia la vita di un bambino” iniziativa di Mentoring Usa Italia Onlus

    Io posso reputarmi seriamente una donna fortunata in quanto nell’arco della mia vita ho incontrato e sono entrate nella mia esistenza persone speciali che mi hanno insegnato qualcosa di me e qualcosa della vita in generale, consentendomi di crescere e svilupparmi come persona. Non posso quindi indicare qualcuno in particolare che abbia tutto il merito (o colpa) di come sono, ma posso parlare di una persona , amico caro di famiglia, che ha avuto fin dai miei 10 anni (anno in cui è morto mio padre) una grandissima influenza su di me e che tutt’ora, ai miei 40anni, ne ha. (altro…)

  • Il mentore di Omar Cafini, #IlMioMentore

    Il mentore di Omar Cafini, #IlMioMentore

    Ecco la storia di Omar Cafini. L’importante ruolo dei genitori che spesso si riesce ad apprezzare solo col tempo. Fino al 30 settembre è possibile donare due euro inviando un sms al numero 45507 o cinque euro dal telefono fisso per “Cambia la vita di un bambino” iniziativa di Mentoring Usa Italia Onlus

    Sono un Ingegnere Informatico, i miei genitori mi hanno spinto a studiare per permettermi di guadagnarmi la mia indipendenza economica e sociale fin da piccolo. Grazie all’Università ho potuto aprire i miei orizzonti e confrontarmi con persone stimolanti conoscendo come si cresce professionalmente e come si approccia il mondo del lavoro. Dentro di me ho sempre avuto il desiderio di creare una mia realtà, un mio progetto che potesse diventare poi una vera azienda. Ancora cullo questo desiderio ma continuo ad inseguirlo soprattutto grazie alla figura del mio mentore speciale: mio padre.  (altro…)

  • La storia di Alessandra Campanile, #IlMioMentore

    La storia di Alessandra Campanile, #IlMioMentore

    Con la storia di Alessandra Campanile, una storia segnata da un evento tragico come il terremoto dell’Aquila del 2009 che si trasforma in un nuovo inizio. La paura del futuro, il dover ricominciare di nuovo Alessandra la supera rituffandosi nella sua Bari e nei suoi affetti. E oggi guarda al futuro con grande fiducia. Fino al 30 settembre è possibile donare due euro inviando un sms al numero 45507 o cinque euro dal telefono fisso per “Cambia la vita di un bambino” iniziativa di Mentoring Usa Italia Onlus

    Ciao, mi chiamo Alessandra e ho 34 anni. Già grandicella, eppure posso affermare con certezza che sono nata il 6 aprile 2009 alle 3.32 quando l’Abruzzo è stato travolto dal terremoto. Vivevo a Teramo da quasi nove anni e, dopo la laurea in Comunicazione, avevo iniziato a lavorare per il mio stesso ateneo occupandomi – per mia gioia – di organizzazione eventi e promozione. Ormai speravo di ricevere la fatidica proposta per stabilizzarmi e poter radicarmi definitivamente nella città. Amavo tutto di Teramo ma la scossa delle 3.32 mi aprì gli occhi. Nelle ore successive al disastro, mi ritrovai sola in auto, in attesa che la situazione diventasse più tranquilla e lì capii che non avevo affetti con me, che lottavo per delle prospettive lavorative piuttosto deboli che, in fondo, non avevo nulla in mano. Poi, una serie di sfortunati eventi fece sì che la mia collaborazione terminasse nel peggiore dei modi. E così mi ritrovai a 32 anni senza prospettive: il lavoro di anni sfumato. Sola con un nuovo principio da scrivere. (altro…)

  • Il mentore di Letizia Palmisano, #IlMioMentore

    Il mentore di Letizia Palmisano, #IlMioMentore

    Oggi è Letizia Palmisano a raccontarci il suo mentore per l’iniziativa “Cambia la vita di un bambino” lanciata da Mentoring Usa Italia Onlus allo scopo di coinvolgere personalità del web affinchè possano raccontare la figura che li ha aiutati a diventare le persone che sono oggi. Ecco che anche l’entusiasmo e la passione per la scuola sono un buon esempio da seguire

    Cambia la vita di un bambino - sms 45507Vi è capito di accostare la vita alla composizione di un quadro? La tela, all’inizio bianca, inizia ad essere riempita da pennellate di tanti pittori che, man mano, formano sfondi e figure. Come nell’arte, anche nella vita però, ci sono tocchi che, per la grandezza dell’autore, si distinguono dagli altri e rimangono per sempre inconfondibili. La tela della mia vita ha avuto la fortuna di incontrare le pennellate di una grandissima autrice: Simonetta Salacone(altro…)

  • La storia di Zeno Tomiolo, #IlMioMentore

    La storia di Zeno Tomiolo, #IlMioMentore

    Ecco la storia di Zeno Tomiolo che ci racconta il suo mentore, il suo esempio positivo per l’iniziativa “Cambia la vita di un bambino” lanciata da Mentoring Usa Italia Onlus allo scopo di contrastare l’abbandono scolastico, il bullismo o anche la droga. L’incontro con una persona positiva nella propria vita può diventare momento di crescita e di ricchezza personale

    Cambia la vita di un bambino - sms 45507Quando sono stato contattato da Mentoring Usa Italia Onlus per scrivere un post sulla figura dei Mentori non ho avuto dubbi. E’ un concetto che ho sempre adorato perché una delle cose fondamentali che ho imparato è trarre giovamento da qualsiasi persona s’incontri, cogliendone ovviamente gli aspetti positivi, e che non c’è niente di più bello che dare. La lista è lunghissima: da alcuni prof del liceo (Garroni, Giorgioni, Marchesi) a chi mi ha preso in IBM come stagiaire, sono state molte le figure che mi hanno dato qualcosa, eppure l’annata chiave è il 2005. La mia esperienza in IBM era finita e mi aveva fatto esattamente capire quello che non volevo fare. Successivamente un mese in Irlanda e via alla ricerca di nuove avventure, soprattutto in un campo che all’epoca aveva delle potenzialità, quello dei Social Media. (altro…)

  • Dati Demografici sui Social Network [Studio]

    Dati Demografici sui Social Network [Studio]

    Sicuramente vi sarete chiesti quale sia l’Età Media sui Social Network o se gli utenti più assidui siano maschi o femmine. Questo interessante studio di Royal Pingdom ci dà qualche risposta e notiamo che l’età media rimane quella di 37 anni e che le donne frequentano i Social Network più degli uomini. Ma vediamo in dettaglio lo studio

    Dati-demografici-social-networkSiamo sicuri che una delle domande che ci si pone più spesso quando si parla di Social Network è sempre legata all’età perchè si pensa, sbagliando, che sia un fenomeno che riguardi esclusivamente i giovani. Invece, guardando più da vicino ci si rende conto che non è solo un fenomeno per i giovani, ma ai Social Network si sono avvicinati e si avvicinano persone che un’età più matura, mantenendo di fondo la caratteristica di essere aperti a tutte le età. Lo studio che vi proponiamo oggi sui dati demografici relativi ai Social Network, ci conferma proprio questo. E se guardiamo la distribuzione per fasce di età notiamo che la fascia 25-34 è il 26% e che la fascia 35-44 e al 25%. Inutile poi dire che le donne sono più presenti degli uomini sui social network. Lo studio è riferito agli Usa, ma siamo certi che molti di questi dati possono essere validi anche da noi, tranne in alcuni casi. Ma vediamo in dettaglio. (altro…)

  • Coca Cola raggiunge i 50 milioni di fans su Facebook

    Coca Cola raggiunge i 50 milioni di fans su Facebook

    Coca-Cola raggiunge i 50 milioni di fans su Facebook e li invita a rendere il mondo un luogo più felice. In occasione del 50 milionesimo “Mi piace” su Facebook, Coca-Cola coinvolge la propria community online in un progetto per rendere il mondo più sorridente

    Coca-Cola-50-milioni-fans-su-Facebook

    Se poteste mobilitare 50 milioni di amici per rendere il mondo un luogo più felice, quali risultati pensate che si potrebbero raggiungere? Coca-Cola ha deciso di scoprirlo e ha lanciato un progetto in occasione del 50 milionesimo “Mi piace” sulla propria pagina Facebook. Coinvolgendo tutti i suoi fan su Facebook, Coca-Cola agirà da catalizzatore per realizzare nuovi semplici modi per rendere il mondo un luogo più felice. (altro…)

  • Le 5 W di Viadeo, consigli su come ricevere e dare referenze sui profili

    Le 5 W di Viadeo, consigli su come ricevere e dare referenze sui profili

    Come vi abbiamo già informato, Viadeo di recente ha aggiunto una nuova e interessante funzionalità sui profili, cioè la possibilità di dare e ricevere delle referenze. Oggi con le “5 W”, What, Why, Who, When, Where, vediamo qualche utile consiglio su come fare per aumentare il valore del proprio profilo sui social network professionali e aumentare le opportunità di visibilità

    Viadeo nuovi profiliSecondo uno studio commissionato da Viadeo, il social network professionale con oltre 45 milioni di utenti nel mondo e 1,5 milioni in Italia, rivela che il 64% dei recruiter consulta i profili dei candidati sui social network, anche se, come abbiamo visto oggi da un altro studio, i numeri sono un pò più bassi. Comunque sia, non basta, quindi, avere un profilo sempre aggiornato: specialmente sui social network professionali, è indispensabile differenziarsi. Le referenze, scritte da colleghi, superiori o da persone che conoscono e riconoscono la professionalità e le competenze di un candidato possono fare la differenza. Ecco quindi le “5 W” di Viadeo, consigli su come ricevere e fornire referenze, valorizzando maggiormente il proprio profilo sui social network professionali e la Netiquette su come richiederle: (altro…)

  • CyberStalking, lo Stalking sul web e sui Social Network

    CyberStalking, lo Stalking sul web e sui Social Network

    Per “Stalking” si intende ogni tipo di minaccia o molestia ripetuta e assillante che produce nella vittima un grave stato di ansia e di paura. Tanto da costringere al cambiamento delle proprie abitudini di vita per ritrovare la libertà. Con la diffusione dei Social Network queste persecuzioni hanno trovato un terreno fertile. Ma sono ancora poche le persone che denunciano la violenza subita, in quanto si tratta di una violenza ambigua e difficile da dimostrare

    cyber, web, social network stalkingCon la nascita dei Social Media è cambiato il modo di parlare di sé. Siamo portati a raccontare molto di più i fatti personali e, con la geo-localizzazione, facciamo sapere pubblicamente dove siamo in tempo reale. Il computer, poi, ci trasmette un senso di falsa sicurezza. Lo usiamo da casa o nei luoghi a noi famigliari e anche per questo ci sentiamo protetti. E spesso non ci accorgiamo che le informazioni che condividiamo sulla nostra vita sono l’appiglio migliore per gli attacchi di chiunque sia intenzionato a infastidirci, spiarci o molestarci. Il web, come terreno fertile per curiosare nelle esistenze degli altri, ha diffuso così un reato di cui si parla sempre più spesso, ma a tanti ancora non è ben chiaro cosa sia. Lo Stalking.

    “Stalk” in inglese significa “appostarsi, inseguire” e descrive ogni tipo di minaccia o molestia ripetuta e assillante che produce nella vittima un grave stato di ansia e di paura. Una violenza a tutti gli effetti.

    Il reato di Stalking è stato introdotto nel nostro Codice Penale recentemente, nel 2009, tra gli Atti Persecutori e viene punito con una reclusione che va dai 6 mesi ai 4 anni, con aggravamenti di pena se il reato viene commesso da un coniuge o da un individuo legato sentimentalmente alla vittima. Nel 55% dei casi, infatti, lo Stalking avviene all’interno di una relazione di coppia.

    La gelosia patologica è la molla che spinge al bisogno ossessivo di controllare il partner, un’ossessione che diventa vera e propria persecuzione. Lo Stalker il più delle volte, quindi, non è un estraneo, ma un conoscente, un amico, un collega, oppure la persona che si è amata, che cerca di ritornare alla precedente relazione o di stabilirne una nuova. Magari che vuole vendicarsi di un torto subito.

    E’ una persona che ha seri problemi di interazione sociale, ma generalmente ben dissimulati, e una aggressività che non riesce a gestire: imporre la sua presenza è l’unico linguaggio che conosce per farsi ascoltare.

    Gli individui affetti da veri e proprie malattie psichiatriche sono meno comuni tra gli Stalkers. In questo caso, c’è una perdita di contatto con la realtà e il comportamento persecutorio nasce dalla convinzione che esista veramente una relazione sentimentale con la vittima. Il disturbo di personalità borderline è riscontrato in sette su dieci di questi soggetti.

    Quando tutto questo avviene attraverso il web si parla di CyberStalking. La Cassazione ha confermato nel 2010 la condanna al carcere fino a 4 anni per chiunque infastidisca o minacci una persona anche attraverso il web. Mail ossessive, video e messaggi personali lanciati attraverso i Social Network non sono meno pericolosi di telefonate assillanti e appostamenti sotto casa.

    Lo Stalker difficilmente, infatti, passa all’aggressione fisica, e l’effetto che ottiene via internet è lo stesso che nella vita reale: la vittima viene gettata lentamente ma inesorabilmente in uno stato di terrore ed è costretta a cambiamenti radicali nel proprio stile di vita per riconquistare la sua libertà. Il reparto Analisi Criminologiche dei Carabinieri ha tracciato un identikit dello Stalker, che identifica 5 profili differenti in base ai loro comportamenti e alle dinamiche psicologiche.

    La prima tipologia di molestatore è stata definita “il Risentito”. Il suo comportamento è guidato dal desiderio di vendicarsi di un danno o di un torto che ritiene di aver subito, ed è quindi alimentato dalla ricerca di vendetta. Può diventare molto pericoloso, perché il suo rancore gli fa considerare i suoi comportamenti delinquenziali come giustificati. Perseguitare chi secondo lui gli ha fatto del male è un modo per ripristinare un senso di giustizia e, cosa ancora più grave, farlo sentire di nuovo padrone della realtà.

    C’è poi il “Bisognoso d’Affetto”, cioè lo Stalker che fa di tutto per convertire quello che è un civile e ordinario rapporto di quotidianità in una relazione amorosa. La sua ossessiva insistenza nasce dalla convinzione che prima o poi l’oggetto delle sue attenzioni capitolerà.

    Il “Corteggiatore Incompetente” è il meno dannoso, perché il suo inseguimento è in genere di breve durata. Si tratta per lo più di persone incapaci di avere relazioni soddisfacenti, e che risultano opprimenti e invadenti in modo abbastanza preterintenzionale. 

    Il “Respinto” è molto più pericoloso: spesso rifiutato realmente dalla vittima, vuole allo stesso tempo riconquistare la sua preda e vendicarsi dell’affronto subito. Oscilla tra i due desideri, manifestando comportamenti estremamente duraturi nel tempo, che non si lasciano intimorire dalle reazioni negative manifestate dalla vittima. La persecuzione che attua rappresenta per lui di per sé una forma di relazione, e in quanto tale egli si sente rassicurato. È la perdita totale di un legame che per lui sarebbe percepita come intollerabile.

    L’angoscia di abbandono è il tema predominante nella psicologia di questo tipo di Stalker: l’assenza dell’altro è vissuta come una minaccia di annullamento di sé stesso.

    La tipologia più rischiosa, tuttavia, è la quinta: quella del “Predatore”, il cui obiettivo è di natura essenzialmente sessuale. Sceglie tra le sue vittime persone per lo più indifese, le insegue e le spaventa fino a terrorizzarle. La paura che procura lo eccita, perché gli fa provare un senso di onnipotenza. Tra questi ultimi, vi si trovano spesso voyeur e pedofili.

    Ma come ci si può difendere dal terrore psicologico esercitato dagli Stalker?

    Lo studio della psicologia può aiutare le persone a evitare certe situazioni, ma la persecuzione messa in atto dagli Stalker è una violenza che molto spesso non si può prevedere. Che va affrontata con armi più potenti di un’analisi dei comportamenti. È il primo passo è indubbiamente quello di sensibilizzare la coscienza collettiva.

    La maggior parte delle persecuzioni non viene denunciata alle forze dell’ordine. Questo è un fatto reale. Ed è un fatto drammatico. Le violenze non vengono denunciate perché lo Stalking in sé è una pratica ambigua. Difficile da identificare e ancora di più da dimostrare.

    E così la vittima si sente angosciata anche dal timore di non poter essere concretamente difesa. Peggio, di non essere creduta. Denunciare il proprio persecutore aumenta, invece, paradossalmente la paura, perché la vittima si sente ancora più esposta. Una violenza sottile, reiterata, non pubblica, difficile da perseguire, e proprio per questo ancora più spaventosa. È quell’aurea di ambiguità e di morbosità assieme che rende lo Stalker così potente.

    La prima cosa da fare sempre è non negare il problema

    Purtroppo, il fatto stesso di non volersi considerare “vittima” è un altro deterrente a esporre denuncia. E così si “aiuta” lo Stalker. Riconoscere il problema, informarsi, comprendere i rischi, adottare le precauzioni consigliate sono i primi passi per ostacolare gli atti di molestia. Se la persecuzione consiste nella richiesta di iniziare o ristabilire una relazione indesiderata, è necessario essere fermi nel “dire di no”, in modo molto chiaro ma una volta sola.

    Qualsiasi altro sforzo per scoraggiare lo Stalker sarà letto inevitabilmente – e contrariamente a quanto voluto – come una manifestazione d’interesse. E in quanto tale, rafforzerà la persecuzione. E’ importante ricordare che i comportamenti di difesa personale più efficaci sono quelli più prudenti.

    Se le molestie avvengono attraverso messaggi su Facebook o su Twitter, ad esempio, è utile non rendere inattivo il proprio profilo. La frustrazione che si creerebbe nello Stalker aumenterebbe la sua violenza. La cosa migliore è creare un profilo alternativo, lasciando che su quello vecchio il molestatore possa continuare a scrivere.

    La rabbia e il terrore non aiutano purtroppo chi subisce lo Stalking. E’ necessaria una certa lucidità per raccogliere più dati possibili sulle molestie subite. Qualsiasi mail, messaggio pubblico e privato e tag su foto è una prova della violenza subita e fornisce indizi. La Polizia ne avrà bisogno.

    I Social Media sono nostri amici

    Li frequentiamo tutti i giorni e, per loro natura, ci permettono relazioni felici proprio perché azzerano le distanze e avvicinano le persone per interessi e gusti comuni. La violenza che le persone subiscono non smette di esistere solo perché i nuovi media hanno trasformato il modo di relazionarci con gli altri. Cambiano i modi, appunto, ma la psicologia umana rimane la stessa.

    I delinquenti rimangono quelli, con la stessa loro dinamica per mietere vittime. Neanche a dire che si sono evoluti, questi delinquenti. Hanno solo cambiato “mezzo” per reiterare la loro violenza. Hanno affinato gli strumenti. Oggi, la società si è fatta più attenta.

    Non ancora coraggiosa abbastanza da denunciare tutti gli atti di Stalking, ma abbastanza da voler divulgare una coscienza del rispetto. E della difesa personale attraverso forme lecite ed efficaci.

    E voi cosa ne pensate? Quanto vi spaventa lo Stalking che utilizza il web e i Social Network?

  • Nasce POPCLUE.COM, il Social Network dedicato a chi ama il vino

    Nasce POPCLUE.COM, il Social Network dedicato a chi ama il vino

    E’ nato POPCLUE.COM, il Social Network dedicato a chi ama il vino. Un luogo di incontro per amici e appassionati, dove ci si scambiano consigli e si trovano semplici recensioni su quale vino bere e come abbinarlo

    logo_popclue.comBianco o rosso, fermo oppure pieno di bollicine. Di quale annata? E poi: ma quanto costerà, sarà adatto alla serata che si ha in mente, quale sarà l’annata migliore? Gradazioni alcoliche, bouquet e fragranze… Per chi ama il vino le domande sono tante. Oggi è nato un Social Network nuovo, fatto apposta per tutti coloro che considerano il bicchiere di vino un momento di festa e divertimento, e che il vino lo amano, proprio come me. E io ho provato ad iscrivermi. Per curiosità certo, ma anche perché gustare del buon vino per me è sempre stato un piacere a prescindere dall’intendermene veramente. (altro…)