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  • Italiani e Social Media, ecco le piattaforme più usate e quelle meno usate

    Italiani e Social Media, ecco le piattaforme più usate e quelle meno usate

    Interessante ricerca di Blogmeter “Italiani e Social Media” che ci illustra come gli italiani usano questi canali di comunicazione. Facebook resta quello più usato, in ogni senso, mentre quello che gli italiani non usano più in assoluto è Tinder. Il 25% dichiara di non usare più Snapchat e il 10% di non usare più Twitter e Pinterest.

    L’indagine di Blogmeter, dal titolo “Italiani e Social Media” di fatto segue, per certi versi, quello che scrivevamo ieri, a proposito della disaggregazione dei social media ad opera di Facebook. La ricerca condotta attraverso 1.500 interviste ad utenti italiani ci rivela quelli che sono in canali social più usati dagli italiani e come essi li impiegano durante la loro giornata. Sono dati molto interessanti, utili per comprendere come oggi gli italiani usano i questi canali di comunicazione. Non ci sono grandi sorprese per quanto riguarda i canali più usati, Facebook resta leader incontrastato ormai, ma ci sono sorprese, o conferme a seconda da quale punto di vista vogliate valutarle, che in effetti danno un’altra forma allo scenario social media italiano.

    italiani social media @franzrusso.it 2017 blogmeter

    Interessante la differenziazione che Blogmeter fa parlando di social di cittadinanza e social funzionali. Obiettivo della ricerca è quello di capire il perchè gli italiani usano queste piattaforme e come vengono usate in rapporto alle relazioni personali, agli acquisti, all’informazione.

    Italiani e Social Media: Facebook il social più usato in assoluto

    I social media che gli italiani usano di più sono detti “social di cittadinanza“, sono quindi quelli che contribuiscono a “definirci nel nostro agire digitale“, di cui Facebook è il leader. Infatti, ben l’84% degli intervistati ha dichiarato di utilizzarlo più volte al giorno. Gli altri sono YouTube, Instagram e Whatsapp.

    Italiani Social Media più usati facebook

    I “social funzionali” sono invece quelli che soddisfano un “bisogno specifico” e in questo caso, secondo i risultati della analisi di Blogmeter, i principali sono Google Plus, Twitter e Linkedin, usati rispettivamente il 40%, il 35% e il 31% dagli intervistati che afferma di usarli saltuariamente. Le aziende che utilizzano i social come strumenti di lavoro devono quindi decidere quando porsi nella veste di “compagni di strada” degli utenti e quando invece diventare dei risolutori di bisogni specifici, se vogliono parlare con efficacia ai loro consumatori.

    Italiani e Social Media: Tinder il social più abbandonato

    La ricerca di Blogmeter mette in evidenza anche il fatto che gli italiani non si fanno tanti problemi a “disiscriversi dai social”. E da questo punto di vista, il più abbandonato in assoluto è Tinder: ben 3,5 italiani su 10 dichiarano di essersi iscritti e poi cancellati. A seguire Snapchat, con il 25%, Pinterest e Twitter, con il 10%.

    Italiani Social Media abbandonati tinder

    Dal punto di vista dell’età degli utenti, i risultati della ricerca rilevano che al crescere dell’età decresce il numero di social a cui si è iscritti: nella fascia di età compresa tra i 18 e i 34 anni, la media di social e servizi di messaggistica posseduti è superiore a sette, dopo i 45 anni, invece, scende a tre canali. I giovanissimi, ossia gli utenti con un’età compresa tra i 15 e i 17 anni, dichiarano inoltre di dedicare più tempo a Instagram e YouTube, ma al crescere dell’età subentrano Facebook (18-24 anni) e televisione (per gli italiani dai 35 anni in su).

    Italiani social media età

    Ma perchè gli italiani usano i social media?

    Gli italiani come ben sappiamo, amano i social media e molto. La ricerca di Blogmeter ci rivela anche le motivazioni che portano gli utenti italiani ad usare queste piattaforme. E tra queste, quelle più gettonate sono la curiosità e l’interesse (ben il 21% degli utenti ha dato questa risposta); il 17% ha dichiarato che lo scopo di utilizzo è legato alla creazione di relazioni nuove e personali, mentre il 14% afferma di utilizzarli per svago o piacere. È interessante notare come il 4% degli intervistati pensa che sia inevitabile iscriversi ai social. Se guardiamo poi alle ragioni dell’utilizzo di un determinato social, la ricerca rileva che Facebook si conferma essere il principale social network per tutti gli obiettivi. Dopo Facebook, tra gli altri social media, emerge TripAdvisor per leggere recensioni, YouTube per informarsi, mentre per seguire brand e personaggi celebri gli intervistati preferiscono Instragram.

    Italiani e Social Media: la televisione è visto ancora come un mezzo di comunicazione affidabile

    Se Facebook si configura il canale social che gli italiani usano di più in assoluto, dall’altro canali di comunicazione più tradizionali come la televisione e i magazine continuano a mantenere una forte credibilità anche tra gli utenti del web. Infatti gli intervistati considerano come assolutamente credibili per informarsi tv e stampa, mentre al contrario ritengono poco affidabili Facebook, YouTube e i Blog. Quando però si tratta di acquistare, i canali che gli italiani digitalizzati considerano più attendibili sono i siti di acquisti online (Amazon e Ebay) e siti di recensione (TripAdvisor), e non più quindi la tv e la stampa.

    Italiani e Social Media: gli influencer e le celebrità

    L’ultima parte della ricerca di Blogmeter è dedicata al mondo degli influencer e delle celebritià. Se cantanti, giornalisti e scrittori sono i personaggi di cui gli intervistati dichiarano di fidarsi di più, musicisti e personalità della TV risultano i più seguiti (secondo il 33% del campione). Tra le personalità più seguite, spiccano Belen, Vasco Rossi, Gianni Morandi. Tra gli sportivi, Valentino Rossi, Buffon e Del Piero.

    Dall’analisi, emerge anche che il rapporto con gli influencer è però sfaccettato: se fan-base e credibilità sono aspetti non sempre correlati, età e numero di influencer seguiti sì. I giovani seguono un numero maggiore di personaggi appartenenti a categorie diverse, mentre invecchiando si diventa più selettivi. Da questo dato emerge chiaro che le aziende devono quindi comprendere bene a quali target ci si rivolge nella scelta di un determinato influencer.

    Allora, che ne pensate di questa ricerca e qual è la piattaforma che usate di più e quella che avete abbandonato?

  • Digitale e Social Media in Italia, uno sguardo di inizio 2017

    Digitale e Social Media in Italia, uno sguardo di inizio 2017

    Come ogni anno, di questo periodo, We Are Social diffonde il report “Digital in 2017 Global Overview”, una raccolta di dati che aiutano a comprendere lo stado del Digitale a livello globale. Nell’osservare i dati che riguardano l’Italia, notiamo che aumenta la penetrazione di Internet (66%); 28 milioni gli italiani sui Social Media sui quali trascorrono in media 2 ore al giorno.

    Come ogni anno, di questo periodo, We Are Social ha diffuso i dati del suo interessante report “Digital in 2017 Global Overview“, una grossa mole di dati, a livello globale, su quale sia lo stato del digitale ad oggi. Uno sguardo che ci offre molti spunti e molte possibilità di approfondimento. Sono dati che ci porteremo dietro per tutto l’anno, grosso modo, aggiornati via via nel corso del 2017 da altri report che usciranno, ma l’ossatura resta questa. E’ l’occasione, questa, per comprendere come il mondo sta cambiando e come il digitale sta penetrando sempre di più. Prima di passare a vedere i dati che riguardano il nostro paese, dal punto di vista dei social media in particolare, è opportuno anche osservare alcuni punti generali che emergono da questi dati che non riguardano più solo la penetrazione di internet, ma mettono in evidenza tutto il processo di digitalizzazione che sta avvenendo.

    E il Mobile in questo processo assume sempre di più un ruolo fondamentale. Basti pensare che, ad oggi, più della metà della popolazioen mondiale possiede uno smartphone; che quasi i due terzi della popolazione mondiale ha un telefono cellulare; che più della metà del traffico internet oggi arriva dai dispositivi mobili. Senza dimenticare un utente su cinque, a livello mondiale, negli ultimi 30 giorni ha effettuato acquisti online.

    socal media digitale italia 2017

    Intanto, per iniziare a fornire qualche dato, al mondo esiste una popolazione di 7,4 miliardi di persone e la metà, ossia 3,7 miliardi di persone ha accesso a Internet. Da considerare che gli utenti mobile a livello globale sono 4,9 miliardi, 2,8 miliardi sono gli utenti sui Social Media e 2,55 miliardi sono i cosiddetti “mobile social users”, cioè quegli utenti che accedono da mobile sui Social Media. Rispetto al 2016, il dato che cresce di più è quello riferito a questi ultimi dati, con una crescita del 30% (581 milioni di utenti in più). In Europa la popolazione che accede a Internet è di 637 milioni su una popolazione complessiva di 839 milioni. Gli utenti europei sui Social Media sono 412 milioni, la metà della popolazione complessiva, e 340 milioni sono gli utenti che accedono ai Social Media da mobile. Anche in Europa si nota la crescita più alta proprio negli utenti che usano i propri canali social da mobile, con una crescita dell’11% rispetto all’anno precedente; mentre crescono del 5% gli utenti sui social media.

    E ora guardiamo i dati più rilevanti che riguardano il nostro paese. Intanto c’è da rilevare che aumenta la penetrazione Internet in Italia, dato già riscontrato in altre occasioni, che arriva ad essere del 66% con una crescita di 6 punti percentuali in due anni.

    penetrazione internet globale social media 2017

    Un dato che comunque ci vede ancora lontani da paesi come l’Islanda che ha una penetrazione del 98% o della Norvegia (97%) o ancora della Danimarca (96%). Per non parlare degli Emirati Arabi Uniti che vanta una penetrazione del 99%.

    Gli italiani che accedono a Internet sono 39,2 milioni; 31 milioni sono gli utenti attivi sui Social Media e 28 milioni sono gli utenti che accedono sui Social Media da mobile. Nel nostro paese nell’ultimo anno si è registrato un dato che fa la differenza con gli altri paesi europei, e cioè sono cresciuti dell’11% gli utenti sui Social Media; sono cresciuti del 17%, dato in linea con gli altri paesi europei, gli utenti che usano i social media da mobile. Dati che ci confermano, ancora una volta, che gli italiani amano i Social Media.

    E lo vediamo meglio in questo grafico che ci indica la penetrazione dei Social Media a livello globale.

    penetrazione social media italia_2017

    Come vedere la penetrazione dei Social Media in Italia è al 52%, in crescita del 6% negli ultimi due anni, quindi uno dei primi paesi in Europa con la più alta percentuale di penetrazione. Niente a paragone con il 99% degli Emirati Arabi Uniti o anche del Qatar (99%), o ancora Maldive e Corea del Sud (83%). Il paese con la percentuale più bassa è la Corea del Nord, dove praticamente non esistono.

    Questo è invece il dato legato al tempo speso sui social media. In Italia si stabilizza sulle 2 ore al giorno, anche se è in calo rispetto alle 2,5 ore di due anni fa.

    social media italia tempo trascorso 2017

    L’unico paese che superano le 4 ore al giorno sono le Filippine, seguiti da Brasile 3 ore e 43 minuti, e da Argentina conn oltre 3 ore e mezza.

    Queste che vedete in basso sono le piattaforme social media e chat più usate al mondo per numero di utenti. Ovviamente Facebook, e il suo blocco, la fa da padrone.

    piattaforme social media chat globali 2017

    Facebook, Messenger e WhatsApp, visti così, insieme fanno 3,8 miliardi di utenti. Notate che Twitter è stato anche superato da Instagram che oggi ha più di 500 milioni di utenti attivi e si propone sempre di più come piattaforma con una sua identità. LinkedIn continua con la sua anomalia data dal fatto che solo il 25% degli utenti registrati la usa attivamente.

    E queste, invece, le piattaforme più attive in Italia.

    piattaforme social media chat italia 2017

    A differenza di due anni fa, in Italia compare il fenomeno Snapchat che vede una popolazione attiva in Italia pari al 10%. Da notare, anche in Italia, del sorpasso di Instagram su Twitter, 28% contro 25%. WhatsApp si conferma l’app di chat più usata in Italia, staccando Facebook Messenger di ben 15 punti percentuali. LinkedIn in Italia conta una percentuale di utenti attivi pari al 19%, quindi inferiore al 25% che si riscontra a livello globale.

    Allora, che ne pensate di questi dati? Raccontateci la vostra opinione.

  • #SBF16, dalla Digital Transformation alla Piattaforma

    #SBF16, dalla Digital Transformation alla Piattaforma

    Prima giornata della nona edizione del Social Business Forum in corso a Milano che per questa edizione fa il punto della situazione dal punto di vista dell’Innovazione nel social business. L’evoluzione va ormai della direzione di convergenza: si passa quindi dalla Digital Transformation al concetto di Piattaforma. Ma il contenuto resta l’elemento fondamentale.

    Ha preso il via oggi a Milano la nona edizione del Social Business Forum, uno degli eventi più attesi e interessanti per comprendere in quale direzione sta andando il mondo del business digitale. E vista la qualità dei relatori presenti anche in questa edizione, possiamo dire che nella prima giornata le attese sono state assolutamente soddisfatte. In questa prima giornata, #SBF16 continuerà anche domani, è stata indicata quale direzione sta per prendere, e prenderà, l’evoluzione del business digitale. La strada da seguire è quella che va dalla Digital Tranformation, un processo che ha interessato molto le aziende in questi ultimi 6/7 anni, verso il concetto di Piattaforma. Un concetto che vuole fissare un momento assolutamente necessario di fronte ad una forte frammentazione dei dati. Siamo nella fase che serve anche idealizzare sotto forma di piattaforma, quindi più facilmente gestibile, tutte quelle strategie, azioni, strumenti che servono a sviluppare il business digitale.

    social business forum 2016

    Tutti gli interventi della mattinata sono andati nella direzione di descrivere, in diversi contesti aziendali e di attitudine, cosa si intende oggi per piattaforma e come la stessa piattaforma possa essere a sua volta un insieme di piccole piattaforme che comunicano tra loro. A dettare il tema della giornata è stato Emanuele Scotti, co-founder di OpenKnowledge, che ha fissato i punti chiave del concetto di piattaforma in uno scenario che vede ormai il passaggio da Enciclopedia Britannica a Wikipedia, oppure da Walmart a Alibaba, o ancora da Marriot Hotel a AirBnb. Un evoluzione che ha di fatto modificato lo scenario che eravamo abituati a conoscere, una vera e propria rivoluzione che investe anche il mondo delle competenze. Siamo in una fase in cui le aziende hanno più o meno acquisito il tema digital, trasformando le proprie organizzazioni e modificano il proprio business. Ma oggi serve la fase di convergenza, la fase in cui racchiudere in un solo luogo ciò che serve per ottimizzare l’operatività.

    L’intervento di Sangeet Paul Choudary, co autore del testo “Platform Revolution” è forse quello che meglio illumina il tema oggetto del Social Business Forum. Partiamo quindi da quello che abbiamo detto all’inizio, ossia siamo di fronte ad uno scenario che ha dato vita a realtà come Facebook, Uber, Airbnb. Ebbene, oltre ad avere rivoluzionato il modo di fare impresa, di fare economia nell’era del Digitale, tutte queste aziende hanno un grande elemento in comune, e cioè hanno fondato tutto il loro successo proprio sulla Piattaforma. E quindi tutte le Interazioni, gli effetti dell’attività di Networking, i feedback che riceviamo sono parte della Piattaforma che dobbiamo creare. Ma la Piattaforma è anche momento di aggregazione, fase importante questa, è fatta di trasparenza, è anche Creazione e al tempo stesso è Curation, cura di quello che facciamo. Tutto questo è quello di cui dobbiamo tenere conto.

    Nel concetto di piattaforma è parte anche quella di cui ha parlato Eugenio Cassiano di Sap che ha parlato di Hybris, piattaforma di Sap che abilità un nuovo concetto di customer experience basato sull’engament degli utenti. Oggi si vive quasi un paradosso che è fatto da un vasto accesso alle informazioni, ma resta ancora una grande carenza di coinvolgimento degli utenti, quello su cui le aziende, i retailer devono cominciare puntare.

    E se è vero che oggi viviamo una fase in cui siamo bombardati di notizie, informazioni, ma soprattutto veniamo continuamente bersagliati da messaggi che arrivano in continuazione attraverso i device che utilizziamo solitamente per il nostro lavoro. Bersagliati a tal punto che spesso veniamo assolutamente “disturbati”, de-concentrati da questi continui impulsi. Il 70% delle persone che si trovano al lavoro è de-concentrata durante il proprio lavoro. Una componente importante quindi. Ebbene anche in questo caso si può e si deve parlare di piattaforma, così come ha fatto Katrina Troughton, General Manager, Social & Smarter Workforce Solutions di IBM. E la piattaforma è compsta dai social software di IBM che aiutano a tenere sotto controllo tutti gli impulsi, aiutano a restare concentrati sul lavoro e abilitano appunto il sistema cognitivo che sta alla base di tutto.

    E di customer experience ha parlato anche Rene Van Der Laan di Sas, un concetto che è tornato più volte durante la sessione plenaria della giornata. Ma in questo caso il punto centrale è la Rilevanza, dare spazio alle interazione che fanno parte di quel contesto, concentrarsi e fare le cose che sono assolutamente necessarie in quella direzione. Tutto questo sicuramente eleva l’attenzione verso il cliente che oggi, più evoluto di ieri, ha esigenze sempre più alte. Van Der Laan ha riportato anche il caso di Telefonica adottando il sistema e la piattaforma di Sas, Customer Decision Hub, è arrivata ad aumentare i ricavi si 10 milioni di euro.

    Ma tutto questo ruota comunque attorno al grande tema che afferisce la strategia e l’operatività sul campo. Da questo punto di vista l’intervento di Giorgio Soffiato, founder e CEO di Marketing Arena, nel pomeriggio, è stato assolutamente concreto, pratico e illuminante. Il tema principale è sempre quello di “come fare per..”, ebbene il Contenuto, per quanti ancora non se ne fossero accorti, resta comunque l’elemento principale. In un contesto in cui le aziende non considerano alcuni aspetti come, cita Soffiato, “la saturazione del target” di cui pochi parlato, ecco che la strada da seguire resta quella del contenuto, del contenuto di qualità. Un punto fondamentale che ci sentiamo di condividere. Così come serve parlare di più di Marketing Automation e di Analytics, serve misurare le operazioni che si mettono in campo per non perdere gli spunti che si generano.

    Una prima giornata assolutamente ricca di spunti, di idee che ci hanno indicato la strada da seguire nel prossimo futuro, quella della Piattaforma.

  • Ecco WordPress 3.8 “Parker”, più chiaro e più colorato

    Ecco WordPress 3.8 “Parker”, più chiaro e più colorato

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    WordPress ha rilasciato ieri la nuova versione della piattaforma, WordPress 3.8, denominata “Parker”, dedicata al jazzista Charlie Parker. Le novità riguardano per lo più l’aspetto grafico, dove spicca, per la prima volta, la possibilità di poter scegliere delle combinazioni di colori per dare un tocco di vivacità

    Come ormai ci ha abituati sin dalla prima release della piattaforma, stiamo parlando ormai di ben dieci anni fa, WordPress ha rilasciato la nuova versione della piattaforma dedicandola al mitico Charlie Parker, infatti la nuova versione di chiama WordPress 3.8 “Parker”. Una consuetudine che siamo sicuri continuerà ancora. Ma WordPress 3.8 è a suo modo innovatore come fu proprio Charlie “Bird” Parker, tra i fondatori, se non il padre vero e proprio, del movimento musicale “bebop” che aprì al jazz le porte verso nuovi ritmi e nuove armonie. Allo stesso modo WordPress 3.8 può dirsi innovatore, in quanto per la prima volta la piattaforma si colora, introducendo la possibilità di poter scegliere, lato “admin”, tra 8 diverse combinazioni di colori, per dare un tocco di vivacità e di brillantezza contro quel grigiore che lo ha sempre caratterizzato sin dalla nascita.

    wordpress 3.8 overview

    Dicevamo di una nuova luce che accompagnerà la vostra esperienza, a partire dalla dashboard, con questa piattaforma usata, ad oggi, da oltre 70 milioni di siti in tutto il mondo e, da come abbiamo avuto modo di constatare con il nostro sondaggio, da ben il 71% dei blogger italiani. Nuovi colori, dunque, e nuovo font a fare da complemento a questa forte “innovazione” apportata con WordPress 3.8, e il font scelto è Open Sans, un carattere “sans-serif” pulito e moderno, progettato da Steve Matteson e commissionato da Google.

    WordPress 3.8 arriva dopo soli due mesi dal rilascio di WordPress 3.7 e noterete che adesso farà da sfondo un solo colore a delineare la vostra barra laterale e la barra degli strumenti superiore, mettendo quindi in risalto il contenuto.

    Obiettivo nella nuova release”, come ha scritto Matt Thomas, designer di Auomattic, azienda che produce WordPress, “era quello di fare un aggiornamento che apportasse freschezza alla piattaforma, senza spiazzare gli utenti di lunga data. La struttura di base in WordPress 3.8 rimane quella di sempre, in buona sostanza, ma viene rivista totalmente dal punto di vista visivo. Mi piace pensare di WordPress 3.8 come una evoluzione, piuttosto che una rivoluzione”.

    E nuovo è anche il tema di default che si trova all’interno della piattaforma, Twenty Fourteen, con uno stile molto “magazine” che supporta due diversi layout con slider o con griglia. Ovviamente è stata potenziato il lato “responsive” della piattaforma, consentendo di poter lavorare anche da dispositivi mobili con maggiore scioltezza. E tra i vari cambiamenti apportati da WordPress 3.8, segnaliamo anche una rielaborazione dei “Widget”, stavolta in modalità side-by-side per sfruttare le potenzialità di schermi più grandi.

    wordpress 3.8 twenty fourteen

    Per tutte le novità dettagliate vi indichiamo la pagina WordPress Codex, dove sono dettagliate tutte le novità.

    Sarà davvero interessante a questo punto vedere quanti download otterrà WordPress 3.8, sapendo anche che molto non aggiornano spesso la loro versione.

    E allora, che ne pensate voi di queste novità? Avete già aggiornato la vostra piattaforma? Fateci sapere la vostra opinione tra i commenti.

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  • Whirlpool sceglie Google, accordo per 20 milioni di dollari in cinque anni

    Whirlpool sceglie Google, accordo per 20 milioni di dollari in cinque anni

    Whirlpool, leader mondiale nella vendita di grandi elettrodomestici, passa a Google. E’ stato siglato a Milano oggi l’accordo con il colosso del Web che prevede l’utilizzo della piattaforma “Google Apps for Business” sulla base di 20 milioni di dollari per la durata di 5 anni

    Whirlpool passa a Google, un cambio tecnologico di piattaforma che è la base per una rivoluzione nel modo di lavorare e nell’ambiente di lavoro. La collaborazione, siglata, oggi a Milano, è a carattere globale fra la multinazionale leader degli elettrodomestici e il colosso del web. L’accordo comporta un impegno complessivo di 20 milioni di dollari e ha una durata di 5 anni, con possibilità di estensione. Per Whirlpool EMEA la transizione alla nuova piattaforma si completerà entro i prossimi nove mesi.

    whirlpool-logo

    Se da un punto di vista tecnologico la soluzione scelta, Google Apps for Business, ha come cardini cloud e altissime performance nei livelli di connettività, gli obiettivi dichiarati per il lavoro sono il dimezzamento dei tempi decisionali e del numero di riunioni. E questo grazie alle possibilità offerte dalla nuvola. Concretamente, ogni collaboratore anche solo con il proprio smartphone potrà, sfruttando le apps della piattaforma, accedere in ogni momento e da ogni luogo ai documenti di lavoro condivisi con un risparmio di tempi e la possibilità di aggiornarli. Un lavoro che diventa quindi sempre più collaborativo e cui ognuno può dare il proprio contributo in ogni momento.

    L’obiettivo del nostro progetto globale Winning Workplace è che ognuno sia messo nelle condizioni di esprimersi al meglio nel lavoro -dichiara Kathy Nelson vice presidente Risorse umane e Corporate Communication di Whirlpool EMEA-. E questo non significa soltanto avere a disposizione gli strumenti e le tecnologie migliori, ma compiere una svolta in termini culturali, di abitudini, quindi avere la possibilità di lavorare insieme nei modi e nei tempi più opportuni per ognuno, sia in ufficio, sia a casa o in viaggio, superando così gli ostacoli dovuti alla distanza e ai diversi fusi orari della nostra organizzazione globale e migliorando al contempo l’equilibrio tra vita privata e lavoro. Nel momento in cui i nostri collaboratori potranno usufruire di queste possibilità, il lavoro somiglierà sempre meno al lavoro come lo abbiamo sempre conosciuto e sempre più alla nostra vita quotidiana”

    Il progetto sviluppato per Whirlpool si dimostra particolarmente lungimirante, e in linea con i più avanzati paradigmi di comunicazione e collaborazione aziendale, in cui la tecnologia è elemento abilitante in un progetto finalizzato a innescare un cambiamento di cultura aziendale -ha dichiarato Luca Giuratrabocchetta, Country Manager Google Enterprise Italy-. In questo modo Whirlpool si unisce a quelle realtà – sempre più numerose in Europa e nel mondo – che decidono di utilizzare le più moderne tecnologie per lavorare meglio e essere sempre più competitive sul mercato”

    La nuova piattaforma Google contribuirà anche a fare di Whirlpool un’azienda pienamente digital oriented, quindi con un posizionamento rinforzato sui social media, che sono un canale imprescindibile per essere costantemente a contatto con il cliente e le sue necessità. Per creare una cultura digitale, Whirlpool EMEA ha avviato dallo scorso anno, con la consulenza di H-ART, una Digital school inizialmente rivolta al settore marketing, poi allargata ad altre funzioni aziendali e prossimamente accessibile a chiunque, anche esterno all’azienda.

    Il terzo aspetto nel processo di cambiamento, dopo gli strumenti tecnologici e l’attitudine culturale, è rappresentato dall’ambiente di lavoro, da ripensare proprio alla luce delle nuove abitudini. Questo è già avvenuto nella casa madre di Whirlpool, a Benton Harbor (Michigan), dove è stata concepita e realizzata una nuova sede che, sfruttando al meglio le opportunità offerte dalla tecnologia, vede la presenza di molti spazi comuni, aperti, connessi, dove in ogni luogo si trova idealmente il proprio ufficio, ma dove il lavoro, contrariamente al proprio ufficio, è anche “social”. Il primo passo mosso in questa direzione da Whirlpool EMEA è stata la creazione di quello che è il luogo di aggregazione per eccellenza, il Caffè. Il Whirlpool C@fè, ubicato nella reception del Centro direzionale europeo di Comerio, recupera e mantiene la vecchia struttura del bar interno degli anni Sessanta fondendola con quello che era la show-room e integrandovi elementi immancabili nei luoghi pubblici, dal wi-fi agli schermi su cui scorrono i video del Whirlpool Channel, dall’emeroteca, con testate internazionali, nazionali e locali, alla biblioteca, perno del book-crossing fra dipendenti.
  • Instagram sfida Vine sui video, ecco le differenze

    Instagram sfida Vine sui video, ecco le differenze

    Come avevamo preannunciato qualche giorno fa cogliendo l’anticipazione di TechCrunch, alla fine Instagram lancia davvero la sfida a Vine estendendo ai suoi ormai 130 milioni di utenti di poter inserire video di 15 secondi sulla piattaforma. Un passaggio ormai nell’aria, ma quali sono le differenze tra i due strumenti?

    Qualche giorno fa, esattamente tre giorni prima della conferenza stampa di dieri di Facebook, avevamo colto, quasi in tempo reale, l’anticipazione lanciata da TechCrunch, parlando di Effetto Vine, che prevedeva che quello che stava bollendo in pentola altro non era che la sfida di Instagram a Vine sui video. Un passaggio che certamente i più esperti avevano previsto e sapevano che sarebbe avvenuto. La sorpresa forse sta nei tempi, ricordiamo che Vine è stato lanciato a gennaio di quest’anno per iPhone e da qualche settimana reso disponibile anche su Android. Ma sappiamo anche che i tempi ormai sono veloci, i ritmi sempre più serrati e la concorrenza si fa sempre più spietata. Ed ecco che nella strategia di Facebook di voler acquisire una fetta sempre più crescente sul Mobile, si inserisce la sfida a Twitter, quindi a Vine, fino a ieri l’unico modo possibile di condividere video, delle dimensioni di un tweet.

    Altra motivazione, come avevamo ricordato sempre nell’anticipazione di quello che sarebbe stato poi presentato ieri, è che per stessa ammissione di Zuckerberg, in occasione della presentazione dei dati finanziari del Q1 2013, ci sarebbero molti investitori interessati a fare advertising su Instagram. Sappiamo bene che ancora non è possibile, ma la sfida a Vine si inserisce anche in questo contesto. Dunque, che sia possibile tra non molto fare pubblicità anche su Instagram proprio attraverso i video? Vedremo.

    Certo l’evento di ieri era molto atteso, soprattutto per le anticipazioni, meglio le soffiate che ci sono state attorno a questo evento che era stato targato come segreto, ma alla fine ieri tutti sapevano di cosa si sarebbe parlato. Anche questa è la forza del web e dei social media.

    Ma dicevamo in apertura, quali sono alla fine, le differenze tra i due strumenti, quindi tra la possibilità di aggiungere video su Instagram e le funzionalità di Vine. Jordan Crook su TechCrunch fa un bel post proprio su questo, che vi invitiamo a leggere, e la scheda in basso è abbastanza riassuntiva delle differenze.

    instagram-vs-vine

    Intanto c’è da dire che i video su Instagram possono avere una durata massima di 15 secondi, contro i 6 su Vine. Una differenza non da poco per quelli che ormai sono 130 milioni di utenti della piattaforma di condivisione di immagini più usata. Essendo Instagram una piattaforma che fa del suo punto di forza sui filtri, bè questi non potevano certo mancare anche per i video. Sono ben 13 i filtri già disponibili, altro punto a favore contro Vine.

    Nella fase di caricamento di un video, Vine però è più veloce. I video su Vine vanno in loop, mente su Instagram è possibile visualizzarli una sola volta prima di avviarlo di nuovo. Insomma da una parte e dall’altro ci sono dei pro e dei contro. Fino ad ora Vine è riuscito ad agire in maniera assoluta ma facendosi apprezzare bene da chi lo ha utilizzato e forse, nonostante Instagram, continuerà a farlo.

    Instagram si muove in direzione diversa, è un prodotto ormai di massa e lo sarà sempre di più. E in base a questo sembrerebbe sovrastare la presenza di Vine. Almeno stando così le cose. Il tempo, e sarà brevissimo ne siamo certi, ci dirà quale delle due piattaforme riuscirà a conquistare di più.

    E voi che ne pensate? Lascerete Vine per Instagram? Quali sono le vostre impressioni?

  • E il Papa alla fine arrivò a twittare

    E il Papa alla fine arrivò a twittare

    Come ormai ampiamente annunciato, Papa Benedetto XVI ha fatto il suo primo tweet dal suo account @Pontifex. E subito è stato tra i più condivisi della giornata, quasi 40 mila condivisioni

    Papa Benedetto XVI passerà alla storia come il primo pontefice ad avere un account su Twitter e oggii ha scritto e inviato personalmente, da un iPad, il suo primo tweet. Sin dall’annuncio ufficiale avvenuto lo scorso due dicembre quando venne rese pubblico l’account @Pontifex, molti hanno cominciato a seguirlo fino a raggiungere un numero tale di followers da essere subito tra i più seguiti a livello globale, si piazza già tra i primi 3 mila account più seguiti su Twitter.

    Papa Benedetto XVI @pontifex

    Questo che vedete è il primo tweet che Benedetto XVI ha twittato esattamente alla 11:28 di oggi da un iPad e dice “Cari amici, sono felice di entrare in contatto con voi attraverso Twitter. Grazie della generosa accoglienza. Vi benedico tutti con tutto il cuore“. Un tweet che è una benedizione e non poteva essere diversamente.

    Dal giorno in cui è stata ufficializzata l’apertura dell’account, lo scorso 2 dicembre, si è parlato molto di questa decisione del Santo Padre che ricordiamo ha 85 anni. Non che ci sia nulla di male, anzi, attraverso questo strumento la Chiesa cattolica vuole dimostrare vicinanza ai propri fedeli che nel mondo sono 1 miliardo e 200 milioni.

    Bisognerebbe capire quanti effettivamente usano Twitter ma questo è solo un dettaglio. Certo che l’account di Benedetto XVI vedrà lievitare il numero di followers e avvicinarsi a quelli del Dalai Lama, altra figura spirituale presente su Twitter e che vanta 5.707.872 followers.

    Papa Benedetto XVI va quindi a unirsi alla già folta schiera di personaggi pubblici molto noti a livello globale che usano Twitter. Si dice che Twitter abbia sguinzagliato nel mondo 20 persone in giro per il mondo con l’intento di convincere personaggi famosi della politica, dell’economia, della società civile ad usare la piattaforma offrendo in cambio affiancamento nell’utilizzo e massima sicurezza.

    Se vedete bene nel video in basso si vede proprio una persona che indica al Papa come fare, presumibilmente è il suo Twitter coach.

    Allora, voi che ne pensate? State già seguendo @Pontifex?


  • Foursquare, il racconto del primo raduno dei SuperUsers in Italia

    Foursquare, il racconto del primo raduno dei SuperUsers in Italia

    Nei giorni scorsi si è tenuto a Firenze il primo raduno al mondo dei SuperUsers di Foursquare. Un’occasione per confrontarsi finalmente di persona della piattaforma di geolocalizzazione più usata al mondo. Ecco il racconto della giornata

    Il 1° Dicembre a Firenze, nella magica cornice di Sala Pistelli, Palazzo Medici-Riccardi, per la prima volta al mondo una rappresentanza di SuperUsers di Foursquare (stavolta solo Italiani) si è riunita ed incontrata per confrontarsi e discutere – finalmente di persona – alcune tra le più rilevanti e frequenti tematiche relative alla gestione e alla crescita del loro Geo-Social Network. Vista la “prima Mondiale”, Foursquare Ltd, dagli Uffici di New York, per tramite della Community Manager Nina Yiamsamatha, è stata lieta di dare il proprio appoggio ufficiale deliziando i partecipanti con i consueti gadgets (adesivi, spillette, magliette, ecc..), ma non solo: sia dagli uffici americani che da quelli aperti di recente nel Regno Unito, sono arrivati due filmati di ringraziamento per il lavoro svolto dai SuperUsers Italiani, oltre all’inaspettato filmato appositamente realizzato da un vero e proprio“mito” di Foursquare quale Nate Bonilla Warford, l’inventore del Foursquare Day #4sqDay. I filmati hanno scaldato i cuori di tutti i SUs presenti che, ricordiamo, sono tutti rigorosamente volontari!

    Ma non diamo per scontato che tutti sappiano chi sono i questi SuperUsers (@It4sqSU su Twitter): ricordiamo che si tratta degli utenti più appassionati (o “impallinati” come simpaticamente li definisce Diego Orzalesi, coordinatore del gruppo dedicato su Facebook) che, a fronte di una rigida selezione, hanno ricevuto da Foursquare l’incarico ufficiale  di tenere ordinati i “luoghi” (dette in gergo venues), con l’unico obiettivo di garantire la migliore esperienza di utilizzo a tutti gli utenti.

    Questi sono alcuni dei loro principali “super poteri”: modificare le venues (ad esempio correggerne nome, posizione e categoria, accorpare i duplicati e chiudere quelle inesistenti o di fantasia); definirne ed applicarne la nomenclatura, nel pieno rispetto delle guidelines internazionali; controllare che utenti e Brands utilizzino Foursquare in modo etica e conforme alle policies della Casa madre.

    Tornando al Il Meeting Italiano dei SuperUsers Foursquare Italiani, non possiamo fare a meno di ringraziare Giacomo Billi,  Assessore al Turismo della Provincia di Firenze per il patrocinio ma soprattutto per la location, la prestigiosa Sala Pistelli di Palazzo Medici Riccardi, senza contare l’esperta guida turistica, che ha guidato nel pomeriggio SuperUsers ed appassionati di Foursquare lungo un percorso alla scoperta di Firenze tra Storia Medioevale, Rinascimentale e… interessanti “chicche” del Novecento.

    Durante la mattinata i SuperUsers si sono incontrati e conosciuti raggiungendo così lo scopo primario: “fare Community”.
    Dopo aver assistito in “religioso silenzio” ai 3 contributi video sopracitati, si sono subito messi al lavoro per definire i punti di un documento che è stato poi inviato in queste ore alla Sede Principale di New York. Nel documento sono stati segnalati i punti di più forte interesse riguardanti le specificità del panorama Italiano (Traduzioni, gestione delle categorie, ecc..). Non sono mancati momenti di “acceso dibattito” – guai se così non fosse stato – che hanno però risolto alcune importanti questioni, da tempo oggetto di discussione sul forum.

    Keep Calm 4sqOltre alla Provincia di Firenze ed ai Partners (HootSuite, Uplink, Fritumuv e Esox Informatica Group, Hotel Raffaello e CAP Viaggi) che qui ancora ringraziamo per l’appoggio ed il supporto, i due Sponsors (SEAT Pagine Gialle Italia e 3 Italia) non si sono limitati a sostenere l’evento, ma hanno colto l’occasione per confrontarsi costruttivamente con quella porzione della Community di Foursquare che, oltre a rappresentare gli Utenti è specificatamente deputata non solo a vigilare ma anche istruire gli altri Utenti, ma anche i titolari di esercizi commerciali e Brands.

    In particolare SEAT Pagine Gialle Italia, nella persona di Paolo Chiaberto – Responsabile Progetto Mobile – ha presentato le nuove strategie in atto oramai da tempo, per gestire la migrazione del pubblico e dei clienti dai volumi di carta al digitale (web e mobile), mentre Daniele Biolatti – Product Manager dell’area mobile – ha illustrato le caratteristiche più distintive dei servizi mobile di SEAT.
    Insieme hanno poi proposto di aprire un vero e proprio “canale di collaborazione” privilegiato con la Community dei Super Users Italiani di Foursquare, con l’obiettivo di ascoltare, valutare e proporre iniziative ed ipotesi di collaborazione future.

    Rachele ZinzocchiResponsabile Social Media di 3 Italia, ha invece condiviso con i presenti l’entusiasmo del gestore telefonico per le attività già in passato realizzate, citando in particolare la prima iniziativa di questo genere, in occasione dei festeggiamenti del “Foursquare day” #4sqday il 16/04/2012: grazie all’espressa autorizzazione della casa Madre, 3 ha realizzato una serie di gadget che ha distribuito ai propri clienti nei vari punti vendita sparsi per l’Italia, riscuotendo un grande successo, come dimostrato dai picchi dei grafici mostrati nei grafici di analisi di traffico sui vari Social Networks.

    Non possiamo nascondere l’entusiasmo che ha suscitato il gadget appositamente personalizzato per i SuperUsers italiani, che tanta invidia ha scatenato tra coloro che, per varie ragioni, non sono riusciti a partecipare: un guanto speciale con dita sensibili al tocco, per riuscire ad interagire con telefoni e palmari anche nei rigori di questo inverno, che si preannuncia particolarmente rigido!

    Nonostante la pioggia battente, sia i Super Users intervenuti, che gli altri appassionati di Foursquare ed i Partners dell’iniziativa, non sono voluti mancare al tour basato sui tips “nascosti” nelle venues di Firenze più rappresentative, tappe a loro volta del “Tour alla scoperta della Firenze del ’900”. I gadget ufficiali Foursquare che sono stati messi a disposizione sono naturalmente andati “a ruba” e l’ambitissima nuova T-Shirt 2013 è stata aggiudicata al “fotofinish” dopo un serrato conciliabolo sulla legittimità della risposta data … la prossima volta chiameremo un Notaio! ;)

    Ricordiamo che l’incontro è stato organizzato da: Michael Forni Ambassador di Foursquare in Italia, SuperUser di 2° Livello, Tommaso Sorchiotti, che ha partecipato all’organizzazione delle “Conferenze dei Sindaci di Foursquare, all’avvio dell’Osservatorio Foursquare Italia e ha organizzato altri eventi dedicati a Foursquare con l’indispensabile apporto logistico ed organizzativo di Diego Orzalesi SuperUser di 2° Livello e Community Manager degli “Italian Foursquare SuperUsers”.

    Si meritano “Menzioni SpecialiFrancesca Fabbri, in rappresentanza dell’organo indipendente “Osservatorio Italiano su Foursquare” – che segue da sempre le dinamiche del Social Network newyorkese – ma soprattutto Flavio Piccioni, uno dei 3 Super Users Italiani di 3° Livello (“Agenti speciali con diritto di vita e di morte sulle venues”, ndr) che è arrivato appositamente da Roma e che non solo ha dato una mano durante le fasi organizzative, ma si è speso per fungere da moderatore durante il Meeting, svolgendo al meglio il ruolo forse più difficile tra tutti i Super Users: dire l’ultima parola e prendere le decisioni finali.

    Che dire … é stata un’esperienza bellissima e piena di grandi soddisfazioni: si vocifera già di un’edizione #4sSUmeet13 a Roma … magari estesa ai Super Users degli altri Paesi!

    Viva Foursquare, every check-in counts™

  • MoneyFarm, nuovo finanziamento di 2,65 mln di euro da Principia SGR

    MoneyFarm, nuovo finanziamento di 2,65 mln di euro da Principia SGR

    MoneyFarm la Startup della finanza nata dal web continua a crescere. Raccoglie un aumento di capitale di 2,65 mln di euro a pochi mesi dall’esordio online, ottenendo così la fiducia di Principia SGR per poter investire in sviluppo e consolidamento sul mercato italiano

    moneyfarm_logo[dropcap]I[/dropcap]fondatori di MoneyFarm sono fra gli esponenti emergenti del Fin Tech in Italia: Paolo Galvani, Giovanni Daprà e Andrea Scarso hanno lanciato un’idea, già visualizzando il loro progetto di consulenza online come un’azienda a tutti gli effetti. Queste caratteristiche hanno convinto prima Annapurna Ventures e JV Capital, e ora Principia, che oggi finanzia MoneyFarm con un’iniezione di capitale pari a 2,65 mln di Euro. MoneyFarm è una SIM (società d’intermediazione mobiliare), autorizzata da Banca d’Italia e iscritta all’albo Consob, che lo scorso agosto ha debuttato sul web con MoneyFarm.com, aprendo la strada nel nostro mercato alla consulenza indipendente via Internet, o meglio all’utilizzo di tecnologie avanzate per «democratizzare» l’accesso a prodotti finanziari più efficienti e innovativi.

    In pratica, MoneyFarm è una piattaforma web molto intuitiva di raccomandazioni personalizzate che fanno l’interesse del risparmiatore, a seconda del suo profilo e degli obiettivi. Basta un computer. Una volta che siete sul portale, il primo passo è il questionario. In questo modo, si classifica il tipo d’investitore e la sua propensione al rischio. Un potenziale investitore può essere «prudente», «misurato», «equilibrato», «curioso», «avventuroso», «intrepido». In linea di massima, vengono proposti portafogli conservativi, adatti ai risparmiatori, non agli speculatori.

    L’obiettivo ambizioso di MoneyFarm è quello di restituire agli italiani il potere di conoscere per decidere consapevolmente; di offrirgli la consapevolezza di poter verificare sempre e in modo autonomo i propri investimenti. Da qui nasce il suo slogan «Power to the Saver». Questa per la Startup è stata la prima fase di lancio, in cui, numeri alla mano, MoneyFarm ha già totalizzato 200 clienti per un totale di 20 milioni di investimenti sotto la voce “consulenza”.

    Penso che il progetto di MoneyFarm sia un primo passo in quella che è e sarà una rivoluzione nell’ambito dei servizi di finanza personale. Rivoluzione che cambierà il rapporto del risparmiatore, trasformandolo in consumatore sempre più consapevole delle proprie esigenze. Su queste premesse, MoneyFarm potrà diventare un leader di un settore, che è destinato a modificarsi così intensamente. Come Principia vogliamo sostenere il progetto e soprattutto i suoi promotori che dimostrano tutte le competenze e l’entusiasmo necessari”, dichiara Andrea Di Camillo, Responsabile Fondi e Investimenti di Principia SGR.

    Il capitolo successivo di crescita si apre proprio grazie a questo nuovo input di risorse finanziarie, che saranno investite sia in sviluppo tecnologico sia nel consolidamento sul mercato italiano. MoneyFarm inaugura quindi i nuovi uffici di Cagliari, dove avranno sede la tecnologia e il customer service. Con il finanziamento di oggi, la piattaforma di consulenza finanziaria online potrà anche offrire servizi aggiuntivi (ricezione e trasmissione ordini), che renderanno la vita degli utenti-risparmiatori ancora più semplice, per fare tutto ciò che gli serve in pochi “click”.

    MoneyFarm, le origini

    La start up MoneyFarm nasce in concomitanza con altri casi collaudati in America e Gran Bretagna come Wealthfront, Simple, NutMeg e Personal Capital. Ora la professione di www.moneyfarm.com è quella di dispensare consigli via Internet su come investire i risparmi, in cambio di un minimo abbonamento mensile che parte da 9,99 euro. L’intenzione è quella di “educare” e “responsabilizzare” il piccolo medio risparmiatore, quello che ha dai 30 / 50 ai 100 mila Euro e che non sa come investirli. MoneyFarm.com guida l’investitore passo dopo passo per permettergli di riprendere il controllo delle sue finanze.

    Commentando il finanziamento appena ottenuto, Paolo Galvani, CEO e co-fondatore di MoneyFarm spiega:

    “Con Giovanni, ci siamo incontrati per fortuna o per destino quando lavoravamo a Londra in Deutsche Bank. E’ da lì che è partita la nostra avventura di trasformarci in consulenti finanziari via Internet. Volevamo scommettere su noi stessi e su un progetto che sentivamo,. Per imprenditori della finanza come noi una delle principali sfide con cui misurarci è trovare capitali iniziali per poter partire. Pensiamo di avercela fatta: abbiamo convinto Annapurna Ventures e JV Capital. Ora abbiamo ottenuto la fiducia di Principia”.

    “La vera novità in campo finanziario è offrire soluzioni alle necessità reali dei risparmiatori più che concentrarsi sulle esigenze di chi il prodotto lo vende. E noi di MoneyFarm vorremo essere tra gli attori di questo cambiamento.Il nostro orizzonte sono i piccoli medi investitori, una nicchia di mercato interessante e finora trascurata dal sistema tradizionale. Ci siamo lanciati in corsa per colmare questo «gap» della consulenza. Non è sempre  tutto rose e fiori quando ti proponi con idee innovative, ma puntiamo veramente ad una nuova formula di gestione del risparmio grazie alla democratizzazione consentita dalla rete”, aggiunge Giovanni Daprà, Direttore Investimenti e co-fondatore di MoneyFarm

  • Spreaker raggiunge 1 milione di utenti registrati

    Spreaker raggiunge 1 milione di utenti registrati

    Spreaker che seguiamo ormai da tempo ha annunciato oggi di aver raggiunto 1 milione di utenti registrati. La startup bolognese si così porta in primo piano nell’ambito dei servizi online internazionali

    spreaker logoSiamo particolarmente felici nel dare questa notizia anche perchè seguiamo Spreaker praticamente da quando è nata e abbiamo sempre seguito con interesse tutte le varie tappe che ne hanno segnato il percorso in crescita di questa startup nata a Bologna nel 2010, molto conosciuta e usata in Italia e anche negli Usa. Spreaker è la piattaforma che ti permettere di creare podcast LIVE e di condividerli e distribuirli facilmente in Rete e oggi ha annunciato di aver raggiunto 1 milione di utenti registrati. Una uova tappa importante per la startup bolognese che, grazie a questo nuovo traguardo, si porta in primo piano nel panorama internazionale dei servizi sul web.

    Un milione di utenti registrati, una FanPage con più di 25 mila like, 500 mila iscritti attraverso l’app di Facebook, la grande forza del prodotto sta nella sua estrema semplicità d’uso e nel grande potenziale di utilizzo.

    Ogni mese sulla piattaforma si contano più di 48 mila ore di registrazione: i produttori, in maggioranza americani e italiani, raccontano e si confrontano su svariati temi d’attualità: dalle recenti elezioni presidenziali negli Stati Uniti, alla cronaca dell’ultima partita della squadra del cuore, alle trasmissioni tech per gli amanti della Rete e delle ultime novità in ambito mobile.

    Artisti come i Ting Tings hanno presentato in diretta mondiale il loro primo album chattando con i fans e ricordando attraverso alcuni brani chiave il loro percorso discografico; i protagonisti delle primavere arabe hanno portato le loro testimonianze in diretta dalle piazze delle rivoluzioni, gli Indignados hanno raccontato attraverso la piattaforma l’occupazione delle principali piazze spagnole.

    Quindi non solo musica e intrattenimento ma anche informazione e attenzione ai fatti che accadono nel mondo, con la possibilità di veicolare e condividere messaggi in audio e interagire con utenti da ogni parte del mondo. Questa la grande forza di Spreaker.

    Per il 2013 l’azienda ha come obiettivo incrementare la crescita degli utenti focalizzandosi sul miglioramento dell’offerta mobile che avrà sempre maggiori tool professionali per un’ottima qualità della registrazione. Allo stesso tempo verranno migliorati gli strumenti web per favorire ed arricchire l’esperienza utente.

    A questo punto non ci resta che fare i complimenti allo straordinario team di Spreaker e augurare traguardi ancora maggiori. E ovviamente noi saremo qui a raccontarveli!