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  • Spotify Wrapped 2025, ecco artisti e classifiche in Italia e nel mondo

    Spotify Wrapped 2025, ecco artisti e classifiche in Italia e nel mondo

    Ecco l’atteso Spotify Wrappred 2025, il racconto musicale dell’anno. Bad Bunny è l’artista più ascoltato al mondo, Sfera Ebbasta in Italia. C’è molto Sanremo negli ascolti e infatti Olly domina canzoni e album. Tra i podcast, Elisa True Crime si conferma al primo posto.

    Spotify ha lanciato oggi, 3 dicembre 2025, il Wrapped 2025, l’atteso appuntamento annuale che restituisce agli utenti una fotografia personalizzata del proprio anno di ascolti.

    La piattaforma di streaming musicale conferma numeri significativi: oltre 700 milioni di utenti in tutto il mondo hanno contribuito a definire le tendenze musicali e podcast dell’anno appena trascorso.

    L’esperienza in-app, disponibile da oggi direttamente nell’applicazione aggiornata per iOS e Android, offre un percorso immersivo e personalizzato che mette in relazione i gusti individuali con i trend globali. Una formula che si conferma vincente e che trasforma le scelte di ascolto individuali in tendenze collettive.

    Spotify Wrapped 2025, ecco artisti e classifiche in Italia e nel mondo
    Spotify Wrapped 2025, ecco artisti e classifiche in Italia e nel mondo

    Wrapped 2025, il panorama italiano: rap in cima, Sanremo motore del successo

    La classifica degli artisti più ascoltati in Italia nel 2025 vede il ritorno in vetta di Sfera Ebbasta, seguito da Shiva, Guè, Geolier e Marracash.

    Il rap si conferma genere dominante, ma con sfumature sempre più diversificate: dal mumble rap di Tony Boy (artista selezionato in Spotify RADAR Italia 2024) all’emergente Glocky, parte di Spotify RADAR Italia 2025 e già alla posizione 50 della classifica generale.

    Il dato più rilevante riguarda tuttavia il ruolo di Sanremo come fucina di successi. Ben quattro brani su dieci nella top 10 delle canzoni più ascoltate provengono direttamente dal Festival: “Balorda nostalgia” di Olly e Juli al primo posto, seguita da “Incoscienti Giovani” di Achille Lauro, “LA CURA PER ME” di Giorgia e “BATTITO” di Fedez.

    La canzone e l’album più ascoltati in Italia sono entrambi di Olly: “Balorda nostalgia” (con Juli) e “TUTTA VITA (SEMPRE)” segnano l’affermazione di una nuova generazione di cantautori che affianca il dominio del rap.

    ANNA regina delle artiste per il terzo anno consecutivo

    Nella classifica delle artiste più ascoltate, ANNA si conferma al primo posto per il terzo anno di fila, seguita da Elodie e Rose Villain. Taylor Swift e Lady Gaga completano la top 5, mentre tra le italiane si distinguono Annalisa, Elisa e Giorgia.

    Sonorità latine e contaminazione: il caso La Plena

    Il panorama musicale italiano mostra una crescente apertura alle influenze internazionali. “La Plena – W Sound 05” di W Sound, Beéle e Ovy On The Drums si piazza al quarto posto tra le canzoni più ascoltate, mentre “DtMF” di Bad Bunny entra in quinta posizione. L’album “DeBÍ TiRAR MáS FOToS” dello stesso Bad Bunny raggiunge il quarto posto nella classifica album Italia, a testimonianza di come le sonorità latine siano ormai parte integrante della colonna sonora del Paese.

    Wrapped 2025, gli italiani che conquistano il mondo

    I Måneskin si confermano gli artisti italiani più ascoltati all’estero per il quarto anno consecutivo. Al secondo posto la dance di Gabry Ponte, seguita dal neoclassicismo-minimalista di Ludovico Einaudi. Damiano David, voce dei Måneskin, conquista il quarto posto grazie al lancio del suo album solista “FUNNY little FEARS (DREAMS)”, mentre Laura Pausini chiude la top 5.

    Wrapped 2025, lo scenario globale: Bad Bunny domina con 18,8 miliardi di ascolti

    A livello mondiale, Bad Bunny torna a essere l’artista più ascoltato per la quarta volta nella storia di Wrapped (dopo 2020, 2021 e 2022), con oltre 18,8 miliardi di ascolti. Sul podio anche Taylor Swift e The Weeknd, seguiti da Drake e Billie Eilish.

    “Die With A Smile” di Lady Gaga e Bruno Mars è la canzone più ascoltata al mondo nel 2025, con oltre 1,7 miliardi di riproduzioni. Seguono “BIRDS OF A FEATHER” di Billie Eilish, “APT.” di ROSÉ e Bruno Mars, “Ordinary” di Alex Warren e “DtMF” di Bad Bunny.

    L’album più ascoltato a livello globale è “DeBÍ TiRAR MáS FOToS” di Bad Bunny con oltre 7,7 miliardi di riproduzioni totali, seguito dalla colonna sonora del film Netflix “KPop Demon Hunters” e da “HIT ME HARD AND SOFT” di Billie Eilish.

    Wrapped 2025, podcast: il true crime non conosce crisi

    In Italia il true crime si conferma il genere podcast più ascoltato. “Elisa True Crime” di Elisa De Marco raggiunge il primo posto per il terzo anno consecutivo, seguito da “Indagini” di Stefano Nazzi. A completare la top 5 ci sono “Stories” di Cecilia Sala, “Passa dal BSMT” di Gianluca Gazzoli e “ONE MORE TIME di Luca Casadei”. Dato interessante: il 50% dei podcast nella top 10 italiana sono video podcast, a conferma di un formato in crescita.

    A livello globale, “The Joe Rogan Experience” si riconferma il podcast più ascoltato per il sesto anno consecutivo, seguito da “The Diary of a CEO with Steven Bartlett” e “The Mel Robbins Podcast”.

    Le novità dell’esperienza Wrapped 2025

    Spotify Wrapped 2025 introduce diverse nuove funzionalità nell’esperienza in-app. Tra le novità principali: “Età in base agli ascolti”, uno strumento che confronta i gusti musicali con quelli di altri ascoltatori della stessa fascia d’età; la visualizzazione dell’album più ascoltato dell’anno; la possibilità di ricevere clip personalizzate dal proprio podcaster preferito; la classifica dei “top fan” che permette di scoprire la propria posizione nella classifica mondiale degli ascoltatori del proprio artista preferito.

    Interessante anche la novità dei “Club in base agli ascolti”, sei categorie che rappresentano diversi stili di ascolto, e “Wrapped Party”, un’esperienza interattiva per rivivere il proprio anno musicale in tempo reale con altri utenti.

    Spotify ha inoltre lanciato la Wrapped Creator Experience 2025, dedicata a podcaster, artisti, inserzionisti e, per la prima volta, anche agli autori, permettendo di esplorare come i fan hanno interagito con i propri contenuti durante l’anno.

    I numeri di Spotify

    Spotify conta attualmente una community di oltre 713 milioni di utenti, di cui 281 milioni abbonati a Spotify Premium, distribuiti in più di 180 paesi. La piattaforma ospita più di 100 milioni di brani, quasi 7 milioni di podcast e oltre 350 mila audiolibri.

    Le classifiche Wrapped 2025

    Artisti Italia Artiste Italia Italiani all’estero
    1. Sfera Ebbasta 1. ANNA 1. Måneskin
    2. Shiva 2. Elodie 2. Gabry Ponte
    3. Guè 3. Rose Villain 3. Ludovico Einaudi
    4. Geolier 4. Taylor Swift 4. Damiano David
    5. Marracash 5. Lady Gaga 5. Laura Pausini
    6. Tony Boy 6. Annalisa 6. MEDUZA
    7. Olly 7. Elisa 7. Eros Ramazzotti
    8. Lazza 8. Billie Eilish 8. Andrea Bocelli
    9. Artie 5ive 9. Giorgia 9. Gigi D’Agostino
    10. Kid Yugi 10. Rihanna 10. Baby Gang
    Canzoni Italia Album Italia Podcast Italia
    1. Balorda nostalgia – Olly, Juli 1. TUTTA VITA (SEMPRE) – Olly, Juli 1. Elisa True Crime
    2. Incoscienti Giovani – Achille Lauro 2. DIO LO SA – Geolier 2. Indagini
    3. NEON – Sfera Ebbasta, Shiva 3. SANTANA MONEY GANG – Sfera Ebbasta, Shiva 3. Stories
    4. La Plena – W Sound 05 – W Sound, Beéle, Ovy On The Drums 4. DeBÍ TiRAR MáS FOToS – Bad Bunny 4. Passa dal BSMT
    5. DtMF – Bad Bunny 5. LA BELLAVITA – Artie 5ive 5. ONE MORE TIME di Luca Casadei
    6. LA CURA PER ME – Giorgia 6. LOCURA – Lazza 6. La Zanzara
    7. Ora che non ho più te – Cesare Cremonini 7. Tropico Del Capricorno – Guè 7. Il podcast di Alessandro Barbero
    8. Per due come noi – Olly, Angelina Mango, Juli 8. Tutti i Nomi del Diavolo – Kid Yugi 8. SUPERNOVA
    9. BATTITO – Fedez 9. VERA BADDIE – ANNA 9. PULP PODCAST
    10. Scarabocchi – Olly, Juli 10. Hello World – Pinguini Tattici Nucleari 10. The Essential
    Artisti Globale Canzoni Globale
    1. Bad Bunny 1. Die With A Smile – Lady Gaga, Bruno Mars
    2. Taylor Swift 2. BIRDS OF A FEATHER – Billie Eilish
    3. The Weeknd 3. APT. – ROSÉ, Bruno Mars
    4. Drake 4. Ordinary – Alex Warren
    5. Billie Eilish 5. DtMF – Bad Bunny
    6. Kendrick Lamar 6. back to friends – sombr
    7. Bruno Mars 7. Golden – HUNTR/X, EJAE, Audrey Nuna, Rei Ami, KPop Demon Hunters Cast
    8. Ariana Grande 8. luther (with sza) – Kendrick Lamar, SZA
    9. Arijit Singh 9. That’s So True – Gracie Abrams
    10. Fuerza Regida 10. WILDFLOWER – Billie Eilish
    Album Globale Podcast Globale
    1. DeBÍ TiRAR MáS FOToS – Bad Bunny 1. The Joe Rogan Experience
    2. KPop Demon Hunters (Soundtrack) – KPop Demon Hunters Cast, HUNTR/X, Saja Boys 2. The Diary Of A CEO with Steven Bartlett
    3. HIT ME HARD AND SOFT – Billie Eilish 3. The Mel Robbins Podcast
    4. SOS Deluxe: LANA – SZA 4. Call Her Daddy
    5. Short n’ Sweet – Sabrina Carpenter 5. This Past Weekend w/ Theo Von
    6. MAYHEM – Lady Gaga 6. Huberman Lab
    7. You’ll Be Alright, Kid – Alex Warren 7. Crime Junkie
    8. I’m The Problem – Morgan Wallen 8. Modern Wisdom
    9. GNX – Kendrick Lamar 9. On Purpose with Jay Shetty
    10. Un Verano Sin Ti – Bad Bunny 10. The Tucker Carlson Show
  • Ecco cosa serve per fare podcast nel 2024

    Ecco cosa serve per fare podcast nel 2024

    Il podcast è in crescita in Italia, con 12 milioni di ascoltatori che lo scelgono per intrattenimento, informazione e apprendimento. Ecco cosa serve per iniziare a creare il proprio podcast.

    Con il senno di poi, sembra tutto abbastanza ovvio. Lettori MP3, come l’iPod di Apple, in molte tasche, software di produzione audio economici o gratuiti e blogging ormai una parte consolidata di Internet. Ci sono tutti gli ingredienti per un nuovo boom della radioamatorialità.

    Ma come chiamarlo? Audioblog? Podcasting? GuerillaMedia?

    Le parole che avete appena letto sono l’incipit dell’articolo che, a distanza di 20 anni, diede vita a termine podcasting. In quell’articolo sul Guardian il giornalista Ben Hammersley si chiedeva come definire il fenomeno degli MP3 disponibili attraverso dispositivi mobili come gli iPod.

    In pratica stava nascendo la possibilità di poter costruire il proprio palinsesto e bisognava dare un nome a tutto questo. E fu così che da allora si usò progressivamente la parola podcasting, da cui deriva la parola podcast. Una parola per definire un programma o un singolo episodio in audio.

    Pensate che già nel 2005 il dizionario americano New Oxford dichiarò podcasting come parola dell’anno.

    cosa serve per fare podcast franzrusso

    Il fenomeno podcast

    Dopo un periodo di transizione, il fenomeno dei podcast è poi esploso negli ultimi tre o quattro anni. Riuscendo a coinvolgere sempre più persone e ad attirare sempre più nuovi podcaster.

    Questo perché realizzare un podcast è relativamente semplice. È sufficiente un buon microfono, delle cuffie, un software per la registrazione. E poi, grazie ai servizi di streaming che hanno contribuito enormemente alla diffusione del formato audio, è semplice poter mettere in piedi il proprio programma.

    Il successo del podcasting può essere attribuito a diversi fattori chiave:

    1. Accessibilità: disponibili con un semplice click su smartphone o computer, i podcast rendono facilmente accessibili la conoscenza e l’intrattenimento;
    2. Diversità di contenuti: che si tratti di politica, scienza, arte o intrattenimento, esiste orma un podcast per ogni interesse;
    3. Legame emotivo: il formato audio stimola l’immaginazione e crea un legame emotivo tra il narratore e l’ascoltatore;
    4. Flessibilità di formato: i podcast variano da brevi aggiornamenti di pochi minuti a serie narrative approfondite, soddisfacendo ogni esigenza di ascolto.

    Ora, prima di vedere insieme cosa serve, a livello di attrezzatura, per realizzare il proprio podcast, ed entrare a fare parte del fenomeno podcasting, vediamo alcuni dati.

    Fenomeno podcast, alcuni numeri

    La crescita del fenomeno podcasting è pressoché inarrestabile.

    Secondo un report di Edison Research, nel 2023 il numero di ascoltatori regolari di podcast ha raggiunto nuove vette, con un incremento del 27% rispetto al 2022.

    Questo fenomeno non è limitato a una nicchia di entusiasti; è diventato un comportamento di massa, con oltre 160 milioni di ascoltatori solo negli Stati Uniti.

    La percentuale di coloro che preferiscono i podcast ad altri media è salita al 43%, una testimonianza della loro crescente popolarità.

    Ascoltatori podcast in Italia, quasi 12 milioni

    In Italia, il 39% degli utenti tra i 16-60 anni ascolta podcast. Stiamo parlando di circa 12 milioni di persone. E il dato è in crescita rispetto al 36% dell’anno precedente.

    Il fascino dei podcast risiede nella loro flessibilità. Uno studio di Podcast Insights ha rivelato che la maggior parte degli ascoltatori predilige i podcast mentre è in viaggio, sfruttando il tempo in auto, in treno o in aereo.

    Altri momenti popolari includono l’esercizio fisico e le attività domestiche, dove i podcast offrono un accompagnamento informativo ed istruttivo.

    L’ascolto dei podcast in Italia passa attraverso lo smartphone, nel 75% dei casi; ma cresce anche l’ascolto da desktop, 33%; e tablet, 23%.

    podcast luogo momento ascolto 2024 franzrusso

    L’immagine qui sopra ci mostra luoghi e momenti di ascolto dei podcast da parte degli utenti italiani. Sono dati di una ricerca NielsenIQ (NIQ) per Audible del 2023.

    Ebbene, osserviamo che gli italiani amano ascoltare i podcast anche a casa; subito dopo il luogo preferito è in macchina. Notiamo il 12% di chi li ascolta mentre fa sport e il 9% di chi li ascolta in ufficio.

    Dove si ascoltano i podcast

    Per quanto riguarda i momenti, è evidente che tanti li ascoltano mentre rientrano a casa dal lavoro; oppure la sera prima di addormentarsi. Interessante anche la quota di chi li ascolta nel fine settimana.

    E ora, sperando di aver suscitato interesse rispetto ai podcast, qualche piccolo suggerimento, nel caso vi fosse venuta voglia di fare un vostro podcast dopo la lettura di questo articolo.

    Intanto vi segnalo il mio, al momento fermo, ma conto di ripartire a breve.

    Cosa serve per iniziare a fare podcast

    Cosa serve per dare vita al proprio progetto podcast?

    Sicuramente un bel microfono. Solo che la scelta è molto vasta e non sempre si riesce a centrare subito l’obiettivo. Intanto da sapere che esistono microfoni USB, più duttili e facili da usare plug-in, e XLR, di qualità superiore ma non duttile come il primo formato.

    Necessarie poi le cuffie, strumento che non deve mancare nella dotazione. Le cuffie sono utili per monitorare l’ascolto della voce. Sia in fase di registrazione che in fase di editing.

    Serve poi un software di registrazione. Anche se sono presenti online molti servizi per la registrazione, il consiglio è quello di dotarsi di un software fisico, utilizzabile sul proprio pc. Questo per prendere dimestichezza con l’utilizzo e, soprattutto, l’editing del file audio.

    Necessario un progetto per il proprio podcast

    Necessario avere un progetto di editoriale di contenuti da sviluppare. Focalizzatevi sull’idea che volete portare avanti e poi create il vostro piano editoriale. Costruite il piano iniziando a dare dei titoli agli episodi e, successivamente per ognuno, iniziate a comporre i contenuti.

    Sulla durata degli episodi si potrebbe discutere molto. L’importante è riuscire a stare all’interno di una durata di circa 15 minuti per episodio. Anche se ormai sono molto diffusi gli episodi della durata massima di 5 minuti. Formato molto difficile da gestire, ma non impossibile.

    Molto dipende dall’idea che si vuole sviluppare.

    La scelta dell’attrezzatura podcast

    E adesso veniamo ai suggerimenti pratici.

    La scelta del microfono

    La scelta del microfono è fondamentale.

    • Blue Yeti X – microfono a condensatore USB, estremamente valido per qualità e facilità di utilizzo.
    • Rode NT USB – altro microfono eccellente per qualità e facilità di uso.
    • Rode Podmic XLR – forse uno dei più usati dai podcaster per la qualità eccellente che riesce a fornire.
    • Shure MV7X XLR – microfono della storica azienda Shure, anche questo eccellente. Da segnalare anche SM7B, ma con un prezzo più elevato.

    La scelta delle cuffie

    Adesso passiamo alla cuffie, altro elemento indispensabile:

    • Sony MDR-7506 – chiarezza e profondità del suono davvero eccellenti. Risulta anche comoda e resistente.
    • Beyerdynamic DT 770 PRO – queste sono le cuffie da studio, eccellenti per la registrazione. Per certi versi quasi un must.
    • Audio-Technica ATH-M50x – estremamente valide per chiarezza del suono e per comodità.
    • AKG k92 – cuffie leggere, ma fanno egregiamente il proprio lavoro e poi AKG è sempre una garanzia.

    L’asta per il microfono

    Ora passiamo a suggerire anche qualche asta per il microfono:

    Il pannello pop

    Può essere utile anche un pannello fonoassorbente, che aiuta a isolare la registrazione. Ce ne sono di diversi e di diversi formati. Se avete la possibilità potete anche posizionare pannelli come questi per un risultato davvero da studio.

    Audacity per la registrazione

    Come dicevamo all’inizio, la scelta di un software può aiutare a prendere dimestichezza con i file audio. E da questo punto divista la scelta migliore in assoluto resta Audacity. Software all’apparenza complesso, ma mano mano risulta sempre più semplice da usare. Interamente gratuito.

    Suggerimento aggiuntivo.

    La scelta eventuale del mixer

    Potrebbe essere molto di aiuto dotarsi anche di un mixer, necessario nel caso si scelga di dotarsi di un microfono XLR. Sul mercato esistono soluzioni più o meno alla portata di tutti.

    Per eccellenza anche in questo caso si guarda al RØDECaster Pro II, una vera e propria stazione di produzione audio. Davvero eccellente.

    Ma sento di suggerire anche un’altra soluzione, un po’ più abbordabile. Sto parlando di Maono AM 100. Con 2 attacchi XLR e due jack per cuffie, oltre che la possibilità di personalizzare suoni e modalità di registrazione. Ideale per registrazione singola o in coppia.

    Direi che per il momento c’è tutto.

    Segnalo che la scelta dei prodotti è fatta sulla base della diretta esperienza. Per trasparenza, comunico che se acquistate dai link suggeriti l’autore dell’articolo potrebbe ricevere una commissione di affiliazione.


    L’immagine di copertina è stata generata da ChatGPT di OpenAI con DALL·E 3


     

     

  • Spotify lancia la traduzione vocale dei podcast con OpenAI

    Spotify lancia la traduzione vocale dei podcast con OpenAI

    Spotify lancia la traduzione vocale per i podcast. In collaborazione con OpenAI, sarà possibile avere una traduzione vocale in più lingue. In questa fase di lancio è coinvolto un ristretto gruppo di podcaster con la traduzione dall’inglese allo spagnolo all’interno di episodi disponibili da oggi.

    Per chi fa podcast la possibilità di poter raggiungere un pubblico sempre più ampio è una delle tante ambizioni. Specialmente la possibilità di poter raggiungere persone di altre nazioni. Ma, come potete immaginare, non è semplice poter registrare un episodio in lingue diverse.

    Ed è proprio su questo punto che Spotify ha indirizzato il suo interesse, forte del fatto che ad oggi sono oltre 100 milioni le persone che ascoltano podcast sulla piattaforma di Daniel Ek, un dato che è in crescita.

    Infatti, Spotify ha collaborato con un gruppo di podcaster per tradurre i loro episodi in dall’inglese allo spagnolo con il suo nuovo strumento, e ha in programma di implementare le traduzioni in francese e tedesco nelle prossime settimane.

    Gli episodi pilota arriveranno da alcuni grandi nomi, tra cui Dax Shepard, Monica Padman, Lex Fridman, Bill Simmons e Steven Bartlett. Spotify prevede di espandere il gruppo andando ad includere The Rewatchables di The Ringer e il prossimo spettacolo di Trevor Noah.

    Ma in che modo Spotify riesce a garantire la traduzione del parlato dei podcast?

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    La funzionalità della traduzione è resa possibile grazie allo strumento di trascrizione vocale di OpenAI, Whisper, che può sia trascrivere il parlato inglese che tradurre altre lingue in inglese.

    Lo strumento di Spotify va oltre la traduzione da parlato a testo: la funzione tradurrà un podcast in una lingua diversa e lo riprodurrà con una versione sintetizzata della voce dei podcaster.

    L’intelligenza artificiale alla base dello strumento, attraverso il processo di traduzione e di elaborazione della voce, sarà in gradi di avvicinarsi allo stile del podcaster.

    Tutto questo, secondo Spotify, si traduce in una “esperienza di ascolto più autentica” che diventa “più personale e naturale rispetto al doppiaggio tradizionale“.

    Gli episodi tradotti a voce dai creatori del progetto pilota di Spotify saranno disponibili per l’ascolto sulla piattaforma in tutto il mondo.

    I primi episodi inizieranno a essere distribuiti all’interno della visualizzazione “In riproduzione” a partire da questo lunedì 25 settembre, inizialmente in spagnolo. Le traduzioni in francese e tedesco verranno implementate nelle prossime settimane.

    Come dicevamo all’inizio, attualmente Spotify ha più di 100 milioni di ascoltatori di podcast a livello globale, e più di 5 milioni di titoli di podcast disponibili in oltre 170 mercati.

    E proprio oggi OpenAI ha fatto alcuni annunci, tra i quali il lancio di uno strumento in grado di creare “audio simile a quello umano solo da testo e pochi secondi di discorso campione“. OpenAI afferma che sta intenzionalmente limitando la diffusione di questo strumento a causa delle preoccupazioni relative alla sicurezza e alla privacy che questo strumento comporta.

    Probabilmente, è questo uno dei motivi per cui Spotify afferma che la tecnologia di traduzione per ora viene testata solo attraverso un “gruppo selezionato” di podcaster.

    Al momento, Spotify non ha fornito altri dettagli su come intende rendere disponibile lo strumento o quando aspettarsi un’espansione.

    Intanto, possiamo tranquillamente dire che con questo si è fatto un notevole passo in avanti sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale per la voce, in ottica massiva.

  • Podcast in Italia, alla ricerca di un modello sostenibile

    Podcast in Italia, alla ricerca di un modello sostenibile

    Sono 11,1 milioni gli utenti italiani che ascoltano podcast, numeri che testimoniano la crescita di attenzione verso questo formato audio. Solo che ancora si fa fatica a trovare un modello economico sostenibile.

    I Podcast in Italia sono in crescita, a differenza di quello che accade in altri paesi, pur potendo contare su un bacino di utenti molto più ampio. Ma nel nostro paese, l’attenzione verso i podcast non è mai diminuita, anzi. Si tratta di un formato di contenuto che sta spingendo anche le aziende a sperimentare con un certo successo. Ma in tutto questo c’è un “però”, ed è il fatto che, nonostante i numeri in crescita, i podcast faticano a trovare un modello economico sostenibile.

    Di recente sono stati pubblicati dei dati che mostrano come gli italiani siano grandi fruitori di contenuti digitali, un dato che durante la pandemia ha toccato i livelli più alti. Adesso, dopo gli ultimi due anni, la percentuale è leggermente in crescita anche se, guardando i dati relativi alla spesa che gli utenti italiani spendono per la fruizione di video e giochi online, si parla di 3,3 miliardi di euro nell’acquisto di contenuti digitali nel 2022.

    L’audio è parte dei contenuti digitali che gli italiani fruiscono maggiormente, ma relativamente all’acquisto si parla di audio musicali e non di audio podcast.

    E noi vogliamo soffermarci proprio sui podcast, formato che ci piace molto e che, siamo sicuri piaccia anche a voi che state leggendo.

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    Come detto in apertura, in Italia gli utenti che ascoltano podcast sono in constante aumento. Erano 8,5 milioni nel 2020 e sono arrivati ad essere, secondo gli ultimi dati della Ipsos Digital Audio Survey 2022, 11,1 milioni. Un dato molto incoraggiante, del 5% in più rispetto all’anno precedente, soprattutto se lo mettiamo a confronto con altri mercati molto più evoluti da questo punto di vista, come Usa e Uk, cresciuti nel 2022, rispettivamente, del 5% e del 4,7%.

    Nel 2023 gli ascoltatori di podcast cresceranno a due cifre in Cina, Argentina, Francia e Germania e si prevede che Cina e Argentina continueranno a crescere a due cifre anche nel 2024.

    I Podcast in Italia stanno quindi entrando nella dieta mediatica degli utenti italiani, stanno rientrando nella tipologia di contenuti affidabili che interessano il pubblico. Da notare che il pubblico è giovane, è infatti composto dal 43% di utenti con età inferiore ai 35 anni. E lo smartphone resta il dispositivo più usato per l’ascolto nel 72% dei casi.

    Si tratta quindi di un contesto molto positivo, anche se ancora carente di un modello economico sostenibile e, ad oggi, sono responsabili di una quota ancora marginale sia della spesa del consumatore sia della raccolta pubblicitaria, come rilevano anche i dati dell’Osservatorio Digital Content promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano.

    podcast italia 2023

    Quindi, nel nostro paese si assiste ad un processo di crescita che, però, non riesce a dare vita ad un mercato pubblicitario solido e costante. Spotify ha definito le potenzialità del podcast advertising pari a 20 miliardi di dollari.

    E questo avviene proprio quando nell’ambito dell’editoria si stanno valutando nuove forme di coinvolgimento dei lettori volte a promuovere nuovi canali e forme di diffusione dei contenuti, in modo particolare, appunto, i podcast.

    Si tratta quindi di un contesto positivo che trova conferma sempre nei dati della Ipsos Digital Audio Survey 2022 che rivelano come il ricordo delle pubblicità associate ai podcast resta stabile sui livelli elevati raggiunti negli ultimi anni, ossia del 71%. Resta prevalente nel ricordo la forma di adv prima/durante/dopo i podcast, anche se in calo. Crescono invece, nel ricordo, gli annunci letti dagli speaker e i podcast interamente incentrati su un brand sponsor.

    Ecco, questa nostra considerazione sui podcast ad inizio anno per evidenziare, coon dati alla mano, come questo formato audio abbia ancora un grande potenziale, anche se faticano a trovare la loro strada modelli di business più evoluti. Pensiamo, ad esempio, a modelli di abbonamento o acquisto singolo diretto.

    Ma, essendo ad inizio anno, non è detto che non possa succedere proprio in questo 2023.

    E voi ascoltate podcast? Quali e i che occasione li ascoltate? Sareste disposti a pagare o abbonarvi per l’ascolto? Fateci sapere cosa ne pensate.

  • Podcast, aumentano gli utenti ma sono ancora pochi i paganti

    Podcast, aumentano gli utenti ma sono ancora pochi i paganti

    Il 30 settembre si celebra la Giornata Internazionale dei Podcast. In Italia aumentano gli utenti che ascoltano podcast, ma pochi sono quelli che pagano per la fruizione degli stessi. Vediamo a livello globale dove sono più ascoltati.

    Il 30 settembre si celebra la Giornata Internazionale dei Podcast, la International Podcast Day. La giornata è nata nel 2015 e anno dopo anno è cresciuta fino a coinvolgere podcaster provenienti da 100 paesi, tra i quali tra cui Australia, Nuova Zelanda, Thailandia, Polonia, Germania, Sud Africa, Giamaica, Spagna, Argentina, Messico, Emirati Arabi Uniti, Nigeria, Filippine, India, Francia, Svizzera, Scozia, Regno Unito, Finlandia, Canada, Stati Uniti.

    È inutile dire che il fenomeno dei Podcast è in crescita ovunque e anche in Italia, senza dimenticare anche il sensibile aumento del numero degli utenti che preferiscono ascoltare podcast registratosi lo scorso anno. Aumento che, grazie ai recenti dati dell’Osservatorio Digital Content – School of Management del Politecnico di Milano, continua anche in questo anno.

    Il mercato italiano è ancora abbastanza contenuto nelle sue dimensioni, lo vedremo anche più avanti guardando altri dati, solo che adesso si pone il vero problema legato alla monetizzazione, ossia alla possibilità di poter costruire una forma di guadagno utilizzando questo strumento.

    Podcast aumentano utenti pochi paganti franzrusso intime blog

    Se questo è vero in altri paesi, dove esistono podcaster, e anche realtà più strutturate, che sono riusciti a mettere su un’attività sostenibile, non è altrettanto vero nel nostro paese. L’abbonamento al singolo podcast o altre forme più estese per ora non si sono verificate come concrete da questo punto vista.

    Nel nostro paese, nel 2021, il 28% degli utenti internet in Italia (erano il 21% lo scorso anno), secondo i dati del report di Politecnico, dichiara di ascoltare podcast, ma solo una parte marginale di essi paga per la fruizione degli stessi. Esiste poi un 20% di “non ascoltatori” che dice di volersi avvicinare ai podcast nel prossimo futuro.

    Il problema è quindi sempre legato alla monetizzazione, quindi alla capacità di creare contenuti interessanti e originali per cui gli utenti ascoltatori sarebbero disposti a pagare. Un’operazione non facile, al momento, ma non impossibile.

    Come dicevamo prima, ci sono altri dati che ci aiutano a delineare meglio la diffusione dei podcast in Italia e sono quelli di Statista, pubblicati proprio in occasione della International Podcast Day.

    Il sondaggio Statista Global Consumer Survey, condotto a livello globale, coinvolgendo da 1.000 a 5.700 utenti per paese (54 in totale, incluso l’Italia), rileva che il paese dovei i podcast sono più ascoltati è la Svezia, con il 47% degli intervistati che dichiara di aver ascoltato almeno un podcast negli ultimi 12 mesi. Sono pochi gli altri paesi dove si registrano percentuali così alte, come Irlanda e Brasile, oltre il 40%.

    podcast globale statista

    La percentuale di utenti che ascolta podcast negli Usa è del 34% ed è del 31% in Uk. Come vedete dal grafico, anche Canada, Islanda, Spagna, Portogallo Cile, Australia si attestano su una percentuale compresa tra 30-39%.

    L’Italia è in linea con i dati che abbiamo visto prima, infatti l’indagine riporta una percettuale di ascoltatori compresa tra 20-29%, percentuale molto diffusa nel resto del mondo.

    Diversa la situazione in Cina, dove si registra una percentuale del 19%, la stessa la si riscontra anche in Marocco e altri paesi nel Sud Esta Asiatico. Fino ad arrivare a percentuali molto basse come quella del Giappone, la più bassa con il 5% di ascoltatori di podcast, e di Taiwan, Malesia e Pakistan.

    Questa la situazione dei podcast in Italia e a livello globale nel 2021.

    E voi li ascoltate i podcast? Siete abbonati a qualche podcast in particolare?

  • Twitter acquisisce Breaker e scommette sulle chat audio

    Twitter acquisisce Breaker e scommette sulle chat audio

    Twitter crede nelle chat room audio e per sviluppare Spaces acquisisce l’app di podcasting Breaker. Ancora una volta, dopo Vine e Periscope, si trova a gestire un vantaggio competitivo. Ma finirà come le altre volte? Di certo l’impresa non è facile da gestire.

    A fine anno scorso vi avevamo dato notizia che Twitter aveva deciso di lanciare, sotto forma di test, Spaces, la chat audio che si appresta a diventare la vera rivale di Clubhouse.

    E Twitter adesso fa un passo in più, deciso, che è la conferma che la società guidata da Jack Dorsey voglia scommettere nel 2021 sulle chat audio. Il passo ulteriore è l’acquisizione di Breaker, app molto nota tra i podcaster, infatti si tratta di una applicazione di podcasting che ha introdotto le dinamiche tipiche dei social media. Nata nel 2016 quando i podcast non erano ancora molto diffusi, ha conosciuto il suo momento di massima diffusione quando, durante il lockdown, molti si sono accorti, e hanno scoperto, i contenuti in audio.

    twitter acquisisce breaker

    Al momento, non si conoscono i dettagli dell’operazione che, secondo alcuni, non dovrebbe essere stata molto costosa. Di certo si sa che il team di Breaker, così come spiegato dal CEO, Erik Berlin, e dalla CTO, Leah Culver, confluirà nel team Spaces di Twitter per continuare a sviluppare la funzionalità e che l’app chiuderà i battenti il prossimo 15 gennaio.

    La considerazione che si può fare, come già rilevata nelle occasioni, recenti, in cui vi abbiamo parlato di Spaces, è che Twitter stavolta vuole investire in un formato nuovo, che va oltre la sua stessa natura dei 280 caratteri. Dopo aver abbracciato il contenuto effimero sotto forma di Fleets, altra forma che va oltre la natura della piattaforma, adesso è il turno delle chat room in audio, ponendosi come diretta rivale di Clubhouse.

    Ora, di fronte a questa scommessa, resta comunque la perplessità espressa nelle altre occasioni. E cioè, questa funzionalità avrà successo se Twitter sarà davvero in grado di superare il grande problema legato alla sicurezza delle conversazioni e a come tenere a bada troll e hate speech. In poche parole, resta l’arduo compito di preservare le conversazioni in audio, che si svilupperanno nelle varie stanze, anche di gruppo. Impresa ardua.

    Si chiama Spaces, la chat audio di Twitter avviata in test

    Ma Twitter vuole scommetterci, in un momento in cui il fenomeno podcasting sta conoscendo il suo momento più alto e, soprattutto, in un momento in cui cui, a parte Clubhouse, nessuna piattaforma social ha ancora investito su questa forma di contenuto.

    Twitter, potremmo quasi dire, si trova tra le prime a dover sperimentare, con non poco coraggio, in una impresa che è quasi sconosciuta. E non è la prima volta che questo accade.

    Come certamente ricorderete, è capitato con Vine, quando i video brevi non era affatto usati come oggi, ed è successo con Periscope, quando il live broadcasting non si era ancora diffuso come oggi.

    Due situazioni in cui Twitter si trovò a gestire un vantaggio competitivo notevole rispetto alle altre piattaforme sociale. Un vantaggio, col tempo, gestito male. Al punto che le due app sono state poi chiuse definitivamente.

    Ecco, Space nasce con i buoni auspici, ma la storia di Twitter è inclemente quando si tratta di essere in vantaggio. Vedremo come andrà questa volta.

  • Ecco lo stato dei Podcast in Italia nel 2020

    Ecco lo stato dei Podcast in Italia nel 2020

    Il 2020 è l’anno dei podcast, almeno in Italia. E a conferma di questo, ecco i risultati di un’interessante indagine “Ipsos Digital Audio 2020” che ci dice che aumentano gli italiani che ascoltano podcast, 8,5 milioni, e sono sempre più i giovani ad ascoltarli.

    Diciamoci la verità, il 2020, al di là di tutto quello che è successo, anzi anche per questo, è l’anno dei podcast, almeno nel nostro paese. Non è un caso, infatti, che proprio durante il lockdown abbia preso il via il nostro di podcast, InTime Podcast, che presto riprenderemo sempre con nuovi ospiti e con nuove storie da raccontare (promesso!).

    Ma che il 2020 sia l’anno dei podcast in Italia ce lo conferma l’interessante indagine di Ipsos Italia, Ipsos Digital Audio 2020, giunta alla seconda edizione. Il lockdown di primavera, il lavorare a casa per via della pandemia da coronavirus ha sicuramente avvicinato tanti italiani ad ascoltare brani in audio.

    stato podcast italia 2020 franzrusso.it

    Il primo dato che vogliamo mettere in evidenza è che, ad oggi, il 30% degli italiani ha ascoltato un podcast nell’ultimo mese (+4% rispetto allo scorso anno quando era il 26%), significa 8,5 milioni di italiani nella fascia di età 16-60 anni. Un numero considerevole, se ci pensate, che ci dà la dimensione del fenomeno podcast in Italia.

    podcast italia 2020

    Altro elemento interessante secondo noi è che gli ascoltatori sono sempre più giovani, infatti: il 52% ha un’età sotto i 35 anni; il 19% sono studenti. Ma i podcast piacciono anche alle persone con un’istruzione superiore, infatti 22% è laureato e il 10% ricopre ruoli professionali come liberi professionisti, manager, funzionari.

    Dalla ricerca di Ipsos Italia emerge che il 61% ha la propensione a pagare singoli contenuti online. Quindi se state progettando il vostro canale o se lo state riorganizzando, segnatevi questa informazione.

    L’analisi ci offre anche un dato che può aiutare a conoscere meglio il tipo di pubblico che si avvicina ai podcast. E scopriamo che si tratta di persone solitamente preferiscono acquistare da aziende socialmente responsabili (86%); danno consigli su film, serie tv, musica, giochi, app (75%); sono anche le prime ad adottare una nuova tecnologia (66%).

    E da quale dispositivo ascoltano i podcast gli italiani? Evidentemente dallo smartphone, il dispositivo mobile forse più diffuso nel nostro paese e, per la sua capillarità, è quello più usato. Il 78% degli italiani infatti usa il proprio smartphone per ascoltare episodi audio dai propri podcast preferiti; il 45% lo fa dal proprio pc; il 27% dal proprio tablet, dispositivo che ha conosciuto una seconda giovinezza proprio in questo anno caratterizzato dalla pandemia. Poi il 16% li ascolta dalla propria smart tv; il 15% dal proprio smart speaker, il 6% dal proprio smartwatch; 4% dalla propria console di gaming.

    podcast italia 2020 smartphone

    E da quale luogo gli italiani ascoltano i podcast? La maggior parte, l’80%, li ascolta da casa, un dato che sembra essere un po’ in contro senso con lo smartphone, come dicevamo prima, ma che a ben vedere trova una sua spiegazione. Con il contesto attuale, dovendo restare a casa, lo smartphone comunque regala una sensazione di libertà di ascoltare ciò che ci piace da dove ci pare, anche in casa. Il 29% li ascolta dalla macchina; il 27% mentre si trova in strada o cammina, capita anche quando si fa sport; poi il 21% dai mezzi di trasporto e il 13% dal posto di lavoro.

    Un dato interessante è che il 77% degli italiani ascolta podcast mentre fa altro, quindi in pieno multitasking (non una note che appartiene agli uomini quindi, diciamolo!), era l’83% lo scorso anno. Il 34% mentre si rilassa, facendo comunque altro, mentre il 12% lo fa mentre si rilassa in maniera assoluta; il 30% mentre è alle prese con le faccende domestiche; il 28% mentre cucina o mangia/beve qualcosa; il 24% mentre usa i canali social; il 23% mentre fa sport.

    podcast italia 2020 multitasking

    Ma cosa ascoltano gli italiani? Su cosa basano la propria scelta? Il 37% ascolta un particolare podcast dopo aver cercato l’argomento su internet; il 26% perché glielo ha consigliato un’amica o un amico. Da segnalare che il 22% ascolta podcast dopo averlo visto sui social media.

    La ricerca di Ipsos, ricca di tanti elementi interessanti, ci indica anche quali sono gli elementi che caratterizzano la scelta di un podcast invece che un altro. Ebbene, voi podcaster, o aspiranti tali, che state leggendo questo post, sappiate che il 52% degli italiani sceglie in base all’argomento, leggermente in calo dal 53% dello scorso anno. Quasi un terzo degli italiani (28%) sceglie in base allo speaker, quindi la voce di chi parla risulta comunque importante. Vi è poi un 20% che decide in base a nessuna regola

    Sappiate poi che il 61% ascolta per tutta la durata della puntata, un dato molto interessante e anche abbastanza alto; mentre solo il 30% interrompe prima della fine. E poi, il 71%, dato rimasto identico a quello dello scorso anno, ascolta tutta la serie.

    Sul dato relativo all’ascolto dell’intera puntata è il caso di porvi molta attenzione, significa che gli utenti ascoltano, scelgono con cura ciò che ascoltare e premiano i contenuti interessanti. Anche su questo bisogna organizzare la scelta dei temi e il modo in cui trattarli.

    podcast italia 2020 social media

    I social media dimostrano di essere grandi alleati dei podcast dal punto di vista della distribuzione dei contenuti, infatti il 62% ha condiviso il suo canale attraverso questi strumenti di comunicazione. E Facebook, anche in questo caso, è la piattaforma più usata per il 37%, si sale poi al 49% considerando gli over 45. A seguire Instagram al 27%, si arriva al 32% negli under 35. Poi Twitter, solo il 9%; TikTok e Twitch al 5%; LinkedIn, Pinterest e Snapchat solo il 4%.

    Eco, questo era il quadro dello stato dei Podcast in Italia nel 2020 che deriva dall’indagine di Ipsos Italia che potete scaricare da qui: Ipsos Digital Audio Survey 2020.

  • Spotify, ecco le classifiche dei podcast anche in Italia

    Spotify, ecco le classifiche dei podcast anche in Italia

    Spotify continua a credere nei podcast. E dopo quasi due anni, lancia le classifiche dei podcast più popolari, in base all’audience. La classifica saranno due: “Top Podcast” e “Podcast di Tendenza” al momento disponibili in 26 paesi, Italia compresa.

    Spotify continua a credere nei podcast e, a distanza di due anni dal lancio ufficiale, era ottobre del 2018, ecco che arriva una funzionalità che in molti attendevano. Da oggi saranno disponibili le classifiche dei podcast più popolari, in base all’audience. In pratica, vi saranno due classifiche: “Top Podcast” e “Podcast di Tendenza“. Ogni classifica potrà essere poi diversificata in base ai vari temi dei podcast, come business, tech e altro. Ad oggi la funzionalità è presente in 26 paesi, tra cui Stati Uniti, Messico, Regno Unito, Brasile, Germania e anche Italia.

    I podcast, come sappiamo, stanno vivendo un momento d’oro e, ovviamente, anche Spotify non vuole perdere l’occasione di agganciare un fenomeno in grande crescita che porterebbe ancora più ascoltatori sulla piattaforma. L’idea della classifica può essere quindi utile per conoscere quali sono i canali più ascoltati in ogni paese, ma anche essere l’occasione per scoprirne di nuovi.

    spotify classifiche podcast italia

    Le classifiche si divideranno in Top Podcast e Trending Podcast, facili da rintracciare Cerca > Podcast > Classifiche Podcast sia su iOS che su Android. Top Podcast considera i 200 canali più ascoltati, mentre Podcast di Tendenza considera i 50 canali lanciati di recente.

    Le classifiche verranno redatte sulla base dei “podcast più popolari“, ossia in base al “numero recente degli ascoltatori“. La classifica verrà poi aggiornata mensilmente.

    Come sottolinea The Verge, il tema classifica su Spotify non ha avuto dei buoni trascorsi. Nel senso che le classifiche vengono generate da algoritmi che rilevano in automatico gli ascolti per ciascun canale. In passato è capitato, per quanto riguarda le classifiche musicali, che queste stesse venissero un po’ falsificate per via di ascolti “gonfiati”. Gli ascoltatori venivano pagati in modo tale che il brano potesse scalare la classifica.

    classifiche podcast italia spotify

    In questo caso, con le classifiche dei podcast questo non dovrebbe verificarsi, in quanto siamo sicuri che chi ascolta i podcast non viene pagato da nessuno.

    Anche se proprio nel 2018, John Perotti, podcaster americano, aveva pagato gli utenti 5 dollari ciascuno per arrivare alla posizione 55 della classifica dei podcast più ascoltati sulla piattaforma Apple.

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    Al momento non si può escludere a priori che questo possa succedere anche su Spotify, ma siamo sicuri che adesso questo non succede.

    Allora, che ne pensate? Quali sono i vostri podcast preferiti?

  • Socializer, anticipazioni sul settimo episodio con Vincenzo Cosenza

    Socializer, anticipazioni sul settimo episodio con Vincenzo Cosenza

    [author image=”https://www.franzrusso.it/wp-content/uploads/2013/11/FacebookThumbOk2013.png” ]Beatrice Nolli [follow id=”bnolli” count=”true” ][/author]

    Cosa sono i Big Data, da dove vengono e a cosa servono? Quali scenari dobbiamo aspettarci in chiave social media nel 2014? La IPO di Twitter cambierà il mondo dell’advertising? Ne abbiamo parlato con il massimo esperto italiano in fatto di dati: Vincenzo Cosenza

    Ed eccoci, come sempre, a rilasciarvi qui qualche piccola anticipazione di quello che sarà il prossimo episodio di Socializer, il primo podcast dedicato ai Social Media in Italia, che sarà online da lunedì 27 Gennaio 2014. In questo episodio, abbiamo avuto l’onore e il piacere di avere con noi Vincenzo Cosenza, uno dei massimi esperti in Italia di un tema di primaria importanza come quello dei Big Data, ma anche uno dei più importanti social media analyst del nostro paese, creatore de “La Mappa dei Social Network“, con cui ogni sei mesi ci aggiorna sullo stato di diffusione dei vari social network nel mondo, ma anche fondatore dell’Osservatorio Facebook in Italia. Vincenzo Cosenza è, tra le altre cose, anche autore di libri di successo, come “Social Media Roi” e “La Società dei Dati“.

    InTime ha avuto l’occasione di intervistarlo proprio in occasione dell’uscita de “La Società dei Dati“, il cui tema di base è quello dei Big Data, argomento che sarà alla base della nostra intervista su Socializer. E in attesa di ascoltarlo dalla viva voce, vi riportiamo qui la definizione che Vincenzo Cosenza diede alla domanda “Che cosa si intende per Big Data?” nell’intervista rilasciata su questo blog:

    Col termine “Big Data” si intendono base dati che hanno tre caratteristiche peculiari: volume, velocity, variety.

    Volume: nel senso di ingenti quantitativi di data set non gestibili con i database tradizionali;

    Velocity: dati che affluiscono e necessitano di essere processati a ritmi sostenuti o in tempo reale;

    Variety: ossia dati di diversa natura e non strutturati come testi, audio, video, flussi di click, segnali provenienti da RFID, cellulari, sensori, transazioni commerciali di vario genere.

    La quinta dimensione è una dimensione informativa, che deriva dalla conoscenza e dell’analisi di dati prima difficili da raccogliere

    Siamo sicuri di avervi incuriosito e quindi vi invitiamo ad ascoltare la nostra intervista lunedì prossimo su Socializer, la quale sarà l’occasione anche per tracciare qualche trend per quanto riguarda i Social Media nel 2014.

    Vi ricordiamo che se volete potete suggerirci qualche argomento ma potete anche per indicarci qualche ospite che vi piacerebbe ascoltare durante la nostra trasmissione, e quindi non dovete fare altro che andare sul nostro sito e scriverci subito! 

    Come abbiamo detto prima in apertura dell’anticipazione del sesto episodio, Socializer è il primo podcast italiano dedicato al mondo dei Social Media, che ci accompagnerà alla conoscenza dei tanti aspetti che compongono l’era che stiamo vivendo con la viva voce dei protagonisti. In ogni puntata cercheremo infatti di raccontare, con la collaborazione di un ospite, come i Social Media stanno cambiando la nostra vita, quella di tutti i giorni.

    Socializer vuole essere quindi un luogo attraverso cui esplorare questi preziosi strumenti utilizzando proprio la voce di chi li vive e li interpreta giorno per giorno.

    Ringraziamo sinceramente i tanti utenti che hanno determinato il successo del primo episodio ed i molti che continuano ad inviarci richieste e feedback preziosi, alcune delle vostre osservazioni sono diventate pratica in Socializer e ve ne accorgerete già in questo episodio.

    Vi ricordiamo che Socializer è disponibile sul sito www.socializer.it sia in streaming che in download, su iTunes e su Spreaker (in differita di qualche giorno) per chi volesse abbonarsi. Per chiacchierare con noi o semplicemente per “volerci bene” potete utilizzare #socializerIT oppure utilizzate la pagina Facebook.

    Buon ascolto e stay tuned! ;)

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  • Socializer, anticipazioni sul quinto episodio con Rita Carla Monticelli

    Socializer, anticipazioni sul quinto episodio con Rita Carla Monticelli

    [author image=”https://www.franzrusso.it/wp-content/uploads/2013/11/FacebookThumbOk2013.png” ]Beatrice Nolli [follow id=”bnolli” count=”true” ][/author]
    Intime_copertina_socializer

    Come la nascita dei Social Media ha influenzato il modo di scrivere? Quali sono gli approcci comunicativi di uno scrittore dell’era dei Social Media? Cosa vuol dire selfpublishing? Come ci si può muovere per creare il proprio progetto editoriale? Ne abbiamo parlato con la scrittrice Rita Carla Monticelli.

    Nel quinto episodio di Socializer affronteremo le tematiche relative al Selfpublishing ed all’approccio alla scrittura nell’era dei Social Media. Ci siamo infatti interrogati su come possa essere cambiato il modo di ideare opere editoriali e di rapportarsi ai propsi lettori. La scrittrice Rita Carla Francesca Monticelli ci ha dato modo di approfondire queste tematiche e suggerire strumenti e modalità di produzione e diffusione di opere letterarie digitali in autonomia.

    Carla Monticelli, per gli amici e i lettori “Ladyanakina”, è amante del cinema, ha mosso i primi passi nella scrittura cimentandosi nella realizzazione di soggetti cinematografici e sceneggiature originali, oltre che di fan-fiction. È autrice di poesie in inglese, pubblicate negli Stati Uniti in antologie e audiolibri, e ha scritto vari testi di canzoni.

    Dal 2009 si occupa di narrativa. Nel 2011 ha completato la scrittura del suo primo romanzo originale di fantascienza, “L’isola di Gaia”, e nel marzo 2012 ha pubblicato “La morte è soltanto il principio”, romanzo fantasy di argomento egiziano, ispirato al film “La Mummia”.
    Tra il 2012 e il 2013 ha pubblicato il romanzo di fantascienza a puntate “Deserto rosso”. Il primo episodio “Punto di non ritorno” è stato pubblicato il 7 giugno 2012. Il secondo “Abitanti di Marte” è uscito il 27 novembre 2012. Il terzo “Nemico invisibile” è uscito il 28 aprile 2013. L’episodio finale “Ritorno a casa” è uscito il 28 settembre 2013.

    Nel 2014 usciranno i suoi prossimi romanzi: “Il mentore” (thriller) e “L’isola di Gaia” (fantascienza). Quest’ultimo è ambientato nella stessa linea temporale di “Deserto rosso” e insieme a esso, e ad altri romanzi futuri, fa parte di una serie fantascientifica denominata “Aurora”.

    In questo episodio, avvalendoci della forte esperienza internazionale di Carla Monticelli, ci siamo anche lanciati in un’esperimento di “Crusca dei Social Media”….un po’ di ironia non guasta mai! ;)

    Per chi non lo avesse ancora scoperto Socializer è il primo podcast italiano dedicato al mondo dei Social Media, che ci accompagnerà alla conoscenza dei tanti aspetti che compongono l’era che stiamo vivendo con la viva voce dei protagonisti. In ogni puntata cercheremo infatti di raccontare, con la collaborazione di un ospite, come i Social Media stanno cambiando la nostra vita, quella di tutti i giorni.

    Socializer vuole essere quindi un luogo attraverso cui esplorare questi preziosi strumenti utilizzando proprio la voce di chi li vive e li interpreta giorno per giorno.

    Ringraziamo sinceramente i tanti utenti che hanno determinato il successo del primo episodio ed i molti che continuano ad inviarci richieste e feedback preziosi, alcune delle vostre osservazioni sono diventate pratica in Socializer e ve ne accorgerete già in questo episodio. Vi ricordiamo che Socializer è disponibile sul sito www.socializer.it sia in streaming che in download, su iTunes e su Spreaker (i differita di qualche giorno) per chi volesse abbonarsi. Per suggerimenti e proposte utilizzate il form “Proponi l’ospite” mentre per chiacchierare con noi o semplicemente per “volerci bene” potete utilizzare #socializerIT.

    Dopo questo episodio Socializer riprenderà dopo le feste natalizie, vi auguriamo un sereno Natale e un Buon Anno vicino ai vostri cari e a debita distanza dai Social! ;)