Tag: Programmatic Avdertising

  • Programmatic spot tv, Bayer sperimenta il nuovo advertising

    Programmatic spot tv, Bayer sperimenta il nuovo advertising

    Il modo di fare advertising in Tv sta cambiando e questo cambiamento sarà sempre più evidente. Cresce il fenomeno del programmatic spot tv e Bayer è la prima multinazionale a sperimentare questa nuova modalità.

    Il modo di fare advertising in TV sta cambiando e questo cambiamento sarà più evidente. Soprattutto perché il digitale, grazie alla possibilità di fornire dati sempre più precisi e di qualità. Si va quindi nella direzione di abbandonare progressivamente la strada basata sul GRP (Gross Raiting Point), il valore della dimensione dell’audience raggiunta da una campagna che indica la percentuale della popolazione, in target, raggiunta. E per popolazione raggiunta si intende anche quando un utente non è davanti ad un dispositivo acceso.

    Quindi, la programmatic TV mette in atto una procedura di acquisto di spazi pubblicitari data driven, ossia mettendo i dati al centro di tutto. Significa una grande passo in avanti in termini di innovazione del settore. Secondo Pwc, quest’anno già un terzo del mercato utilizza questa tecnologia, con un valore che si avvicina ai 4 miliardi di dollari per il 2022.

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    Questa premessa, doverosa, per raccontarvi che Bayer, brand farmaceutico che tutti conosciamo, è la prima multinazionale a sperimentare la nuova applicazione del programmatic negli spot TV dei suoi prodotti consumer, vale a dire i farmaci da banco. Grazie alla collaborazione con Sky Media e Google, gli spot dei principali brand Bayer sono ora in grado di veicolare un messaggio pubblicitario personalizzato e puntuale, con il supporto dell’analisi dei dati.

    Attraverso l‘Addressable Free to Air, Sky permette di selezionare i target della campagna attraverso diversi criteri, ad esempio per area geografica, genere, interessi, migliorando sensibilmente l‘efficacia. Con la modalità Programmatic Guaranteed, Bayer può verificare autonomamente, in qualsiasi momento, l’andamento e le performance finali delle campagne di brand.

    Il test è il risultato della proficua collaborazione tra Bayer, Sky Media e Google. Come ha sottolineato Luisella Tecchio, Head of Cross Media & Digital nella divisione Consumer Health di Bayer:

    Siamo da sempre alla ricerca di nuove sperimentazioni che facciano leva sullo sviluppo tecnologico applicato alla comunicazione e lavoriamo con i nostri partner nell’intento costante di migliorare l’efficacia e l’efficienza dei nostri investimenti media. L’apertura dell’Addressable free to Air di Sky al Programmatic ci ha consentito di programmare insieme il primo progetto di comunicazione, deliverando una campagna pubblicitaria a un target ben profilato attraverso DV360, adeguando così il mezzo e l’audience televisiva a una modalità di pianificazione che ha già ha dimostrato risultati positivi”.

    Siamo felici di aver realizzato al fianco di Bayer e Sky Media la prima campagna televisiva in Programmatic Guaranteed in Italia, un‘esperienza che pone la tecnologia programmatic al servizio di advertiser e broadcaster traghettando l‘investimento televisivo su un nuovo livello di efficacia ed efficienza, sull‘esempio di un trend già avviato in mercati più maturi come US e UK – ha commentato Paola Marazzini, Director Strategic Partnerships di Google ItaliaCi auguriamo di continuare a collaborare a progetti come questo, capaci di far diventare realtà nel presente, il futuro della pubblicità programmatica”.

    Un’altra novità utilizzata da Bayer è l‘Audience Cluster, strumento che consente di selezionare con ancora più precisione i target delle campagne di comunicazione sull’on-demand, analizzando le abitudini di visione digital e On Demand degli abbonati e segmentando le audience sulla base dei loro interessi.

    Precisione e personalizzazione stanno diventando quindi centrali per ottimizzare non solo gli investimenti digitali ma anche TV, nella direzione di offrire ai consumatori messaggi rivelanti. Questo è il momento in cui l’innovazione passa anche dai mezzi di comunicazione usualmente ritenuti più tradizionali.

  • StickyADS.tv e Videology insieme per video programmatic di qualità

    StickyADS.tv e Videology insieme per video programmatic di qualità

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    Nasce oggi una nuova partnership che offrirà agli utenti Videology accesso a una inventory di video premium su più di 55 marketplace disponibili sulla piattaforma StickyADS.tv in Europa, consentendo loro di acquistare un’ampia gamma di contenuti di elevata qualità dai migliori publisher

    Videology, tra le piattaforme di video advertising leader di mercato, ha annunciato oggi la nascita di una nuova partnership con StickyADS.tv, principale piattaforma Supply-Side (SSP) di video programmatic a livello mondiale. L’accordo consentirà ai clienti demand-side di Videology, alcuni tra i più importanti advertiser e agenzie in Europa, di accedere alla piattaforma di StickyADS.tv per l’acquisto di inventory video di elevata qualità. Questa nuova collaborazione offrirà agli utenti della tecnologia Videology l’accesso a una inventory di video premium su oltre 55 Private Market Place disponibili sulla piattaforma StickyADS.tv in Europa, consentendo loro di acquistare un’ampia gamma di contenuti di elevata qualità dai migliori publisher.

    La flessibilità della piattaforma di StickyADS.tv consente un’integrazione fluida tra server con una inventory premium ed esclusiva, e includerà inoltre integrazione completa dei Deal ID, permettendo a Videology di targetizzare con precisione ogni mercato, audience o contesto a seconda delle esigenze pubblicitarie del cliente.

    Advertiser e agenzie ora più che mai cercano dai principali publisher, comprese le emittenti televisive, una inventory esclusiva, di elevata qualità e sicura per il brand”, spiega Anne de Kerckhove, Managing Director EMEA di Videology. “Il numero di publisher e di Private Market Place premium disponibili sulla piattaforma di StickyADS.tv è davvero importante, e questo consente ai nostri partner demand-side di accedere alla migliore inventory in Europa per offrire ai propri clienti campagne in stile televisivo su tutti i device”.

    Siamo lieti di questo accordo che abbiamo ufficializzato con Videology”, commenta Hervé Brunet, CEO e co-fondatore di StickyADS.tv’s. “Collaboriamo ormai da oltre due anni, e questa partnership ci consentirà di estendere le sinergie tra le due aziende a tutta l’Europa”.

    La partnership è ulteriormente rafforzata dai valori chiave di business che le due aziende condividono. Entrambe sono infatti impegnate nel trattare in forma programmatic un inventario video sicuro per i brand, offrendo agli advertiser contenuti di massima visibilità e impatto. Nel maggio dello scorso anno, Videology ha ricevuto la certificazione del Media Rating Council (MRC) per la misurazione di video impression visualizzabili. Inoltre StickyADS.tv e Videology promuovono trasparenza e controllo e sono attivamente impegnate nella lotta alle frodi pubblicitarie.

  • Programmatic Advertising, là dove ti porta il Consumatore

    Programmatic Advertising, là dove ti porta il Consumatore

    A proposito della crescita del video advertising in Italia che si stima arrivare nel 2017 ad un valore di oltre 60 milioni di euro, vi proponiamo oggi un intervento sul nostro blog di José Enrique Rodriguez, Regional Manager Southern Europe di Videology. L’occasione è quella di approfondire l’argomento del Programmatic Avdertising

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    [dropcap]N[/dropcap]egli ultimi cinque anni la fruizione del media e entertainment si è notevolmente trasformata grazie a nuove tecnologie, maggiore larghezza di banda e il diffondersi di dispositivi smart che permettono ai consumatori di interagire con i contenuti video in modi completamente nuovi rispetto al passato. Di tutto questo gli advertiser devono tenerne conto, adeguandosi rapidamente alla nuova realtà.

    Il pubblico che brand e agenzie vogliono raggiungere, visualizza infatti numerosi contenuti su una gamma eterogenea di dispositivi – spesso  anche simultaneamente – capace di trasmettere lo stesso contenuto – o uno correlato – in ogni momento, ovunque, con feature e interattività social e applicazioni di content-amplification. I content provider confezionano i propri contenuti e le pubblicità adattandoli a molteplici dispositivi – come nel caso di servizi quali SkyGo – per servire al meglio questi consumatori, soddisfacendo le loro esigenze, indipendentemente dal momento e dal dispositivo.

    Negli USA, una ricerca di TechCrunch ha rivelato che quasi la metà dei consumatori comincia a guardare un video su un dispositivo, per poi finirlo di vedere su un altro – di solito si comincia su uno smartphone e si termina su un device con schermo più ampio.

    I consumatori stanno anche combinando il loro tempo di visualizzazione, passando da un device all’altro. Una ricerca Mediascope di IAB Europe dello scorso giugno ha rivelato come ad oggi quasi 25 milioni di persone nel Regno Unito usano regolarmente tre schermi per guardare e interagire coi contenuti.

    L’advertising audio-visivo è sempre più in voga. È emotiva, d’impatto ed efficace. La pubblicità è diventata sempre più un’estensione del contenuto stesso – personalizzabile, social, interattiva e targhetizzata.

    Tuttavia la crescente diffusione della possibilità di visualizzare contenuti video in ogni momento su qualsiasi tipo di schermo, fa sì che gli advertiser non possano più acquistare lo spazio TV in modo isolato rispetto al digitale. Le strategia media devono quindi riflettere la natura cross-channel della visione TV. Il mondo ha superato la divisione “TV vs digitale” entrando in un’epoca nella quale entrambe le realtà devono collaborare per raggiungere il pubblico in tempo reale e assicurare un impatto migliore per i brand. Tutto questo deve partire con i consumatori prendendo in considerazione i loro movimenti tra schermi e dispositivi. Quando gli inserzionisti cambieranno il proprio investimento in linea col comportamento dei consumatori si renderanno conto che tradurre una conoscenza approfondita del complesso mondo della fruizione di contenuti video in un unico piano media integrato offre un impatto di gran lunga più amplificato.

    Dispositivi e piattaforme devono essere gestiti per essere complementari tra loro, per consentire ai brand manager di sfruttare al meglio le potenzialità di ogni singolo device. Per cui proprio come nessun editore si sognerebbe di distribuire contenuti su un unico canale, nessun brand dovrebbe restringere il proprio messaggio a un unico dispositivo e a una singola modalità di visualizzazione. La TV e il digitale sono diventati una continuazione dell’esperienza totale del consumatore.

    Ma dato che le abitudini dello “spettatore tipo” stanno evolvendo, le piattaforme di programmatic technology  devono aiutare brand e agenzie a muoversi in questa nuova realtà. Dato che i meccanismi d’acquisto e alcune metriche sono differenti per ogni piattaforma, è importante affidarsi a un partner tecnologico che sia capace di uniformare e facilitare il più possibile l’acquisto a un dato prezzo o a una particolare metrica su tutte le piattaforme. Esistono infatti realtà come la nostra che collaborando con  partner specializzati nel data e media research, sono in grado di utilizzare le migliori best practice tecnologiche per seguire i consumatori sfruttando il frequency capping cross-device e l’ottimizzazione della spesa relativa ai contenuti multimediali su dispositivi complementari per amplificare l’impatto della TV.

    Le nuove metriche digitali consentono una pianificazione integrata dalla TV al digitale.

    Queste metriche non solo offrono ai media buyer gli strumenti per identificare i tipi di pubblico sui vari schermi, ma consentono anche di comprendere i fattori e le azioni che in definitiva portano i consumatori nell’imbuto del marketing dalla brand awareness all’acquisto.

    L’adozione di un approccio multi-screen assicura un maggiore impatto sul brand, una migliore delivery della campagna e meno sprechi, consentendo a brand manager e media buyer di prendere decisioni più ponderate. Una nostra ricerca – basata su oltre 500 milioni di impressioni nel Regno Unito – sull’impatto della convergenza dei video illustra questo punto. Il video online, da solo, ha garantito un’impressionante crescita media del 33 percento per quel che riguarda il richiamo del brand tra i consumatori che hanno visto le campagne rispetto a quelli che non hanno visto nessun tipo di pubblicità. Tuttavia le campagne su tre schermi hanno avuto un 90 percento di successo in più nel favorire il richiamo del brand rispetto a quelle basate solo su video online.

    In definitiva, tutto viene fatto per consentire al brand di emergere e, ovviamente, per favorire la vendita dei prodotti. I contenuti video possono avere un impatto incredibile, cosa che ha reso la pubblicità televisiva così efficace all’inizio. Ora sono disponibili su molteplici schermi e fanno parte della “dieta multimediale quotidiana” di milioni di consumatori, che guardano sempre più video, più spesso e su un numero maggiore di device. Tutto ciò crea grandi ed entusiasmanti opportunità che consentono ai brand di ottenere un impatto persino maggiore – dato che quando il consumatore chiama, l’advertising deve rispondere.

    [author image=”https://www.franzrusso.it/wp-content/uploads/2014/01/videology.jpg-550×190-.png” ]José Enrique Rodriguez è Regional Manager Southern Europe di Videology, piattaforma di video advertising leader sul mercato rivolta a editori, agenzie e advertiser[/author]

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