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  • F-secure, 25 anni di storia col sogno di proteggere il mondo dai virus

    F-secure, 25 anni di storia col sogno di proteggere il mondo dai virus

    F-Secure compie 25 anni e per l’occasione l’azienda, fondata nel 1988 da Risto Siilasmaa e Petri Allas, lancia una pagina dedicata per ripercorrere le tappe della storia dell’azienda e dei virus e malware contro cui ha combattuto in tutti questi anni. Sempre nella stessa pagina trovate anche il gioco esclusivo “Virus Removal Challenge Game” per divertirvi a combattere i virus

    Qual è la più grande innovazione in campo software degli ultimi 25 anni? Secondo il 61% delle persone è il Web. E per quanto riguarda l’hardware? Per il 43% è lo smartphone. Se si investiga poi sull’aspetto più seccante legato ai computer, allora il 63% indica virus e malware (dati basati su una ricerca condotta su 495 utenti di Internet, intervistati tra il 2 e il 31 dicembre 2012 via Facebook, Twitter e blog F-Secure “Safe and Savvy” attraverso Surveygizmo). F-Secure è da sempre delle continue evoluzioni tecnologiche, di Internet e dei pericoli connessi e oggi festeggia i 25 anni dalla sua fondazione. In tutti questi anni, l’azienda si è dedicata a studiare e combattere il mondo dei malware, per offrire a chiunque usi la rete, i PC e i dispositivi mobili un mondo protetto e sicuro.

    Quando è nata F-Secure, i virus informatici erano ancora qualcosa di abbastanza raro”, ha spiegato Mikko Hypponen, Chief Research Officer di F-Secure che lavora presso l’azienda da oltre 22 anni. “A quei tempi, la maggior parte dei virus viaggiava ancora su floppy disk, mentre oggi questi si propagano attraverso Internet, rendendo il mercato ancora più complesso e sempre interessante”.

    Il 1988 è stato l’anno di Morris, il primo worm ad ampia diffusione via Internet. Quell’anno, in un appartamento a Helsinki in Finlandia, è nata un’azienda chiamata Data Fellows, oggi conosciuta come F-Secure, che in tutto il mondo protegge milioni di persone, le loro identità e dati sensibili dalle odierne sofisticate forme di malware.

    f-secure-25-anni

    I fondatori di F-Secure, Risto Siilasmaa e Petri Allas, avevano due sogni per la realtà che stavano creando: costruire una grande azienda e realizzare prodotti grandiosi capaci di sorprendere e soddisfare gli utenti. In 25 anni, F-Secure è cresciuta fino a trasformarsi in una multinazionale con 1000 dipendenti sparsi in 20 paesi e ha ottenuto di numerosi riconoscimenti per i propri prodotti, a conferma che il sogno di Risto e Petri è diventato realtà.

    I 25 anni di F-Secure sono stati pieni di innovazioni. L’azienda ha realizzato il primo sito al mondo dedicato alla sicurezza informatica, ha creato il primo antivirus ‘real-time’ per i PC portatili Windows, ha sviluppato la scansione euristica dei virus e la prima soluzione di sicurezza integrata e regolata dalle policy. Inoltre, già nel lontano 2002 ha creato una soluzione di sicurezza per mobile per un telefono Nokia. E’ stata poi la prima azienda di antivirus ad avere sviluppato una tecnologia per il rilevamento dei rootkit e ad essere pioniera nel ‘Security as a Service’ per le aziende, diventando anche leader mondiale nel mercato per i servizi di sicurezza agli operatori. Oggi F-Secure è all’avanguardia nei servizi sicuri per il content cloud.

    “Negli ultimi 25 anni abbiamo sviluppato la migliore protezione per Internet al mondo”, ha affermato Christian Fredrikson, CEO di F-Secure. “Ma siamo ancora all’inizio della nostra storia come azienda. La sicurezza si sta spostando nel cloud, dove oggi le persone archiviano i propri dati e il futuro è la mobilità. Siamo pronti per cavalcare l’onda, certi che i prossimi 25 anni saranno i migliori per la nostra storia aziendale”.

    Il successo di F-Secure risiede in parte nella passione che ha da sempre ispirato il team ad andare sempre oltre. Per esempio, Mikko Hypponen 2 anni fa ha individuato un altro 25° anniversario: quello di Brain, il primo virus per PC. L’interesse di Hypponen sulle origini del virus, l’ha portato nel 2011 a fare un viaggio in Pakistan alla ricerca dell’autore di questo virus, un viaggio raccontato nel video “Brain: alla ricerca del primo virus per PC in Pakistan”. Proprio questa passione è la stessa che ha portato F-Secure ad allargare la propria competenza in sicurezza dagli antivirus tradizionali alla protezione dei contenuti personali, del profilo Facebook e dell’online banking, fino a sviluppare una nuova funzionalità per la gestione delle patch per le aziende. La sfida è appena cominciata e F-Secure è determinata a stupirci ancora con molti altri nuovi prodotti!

    Per festeggiare i 25 anni, F-Secure ha creato una pagina dedicata all’anniversario con la cronistoria dell’azienda e dei virus e malware contro cui ha combattuto in tutti questi anni: http://campaigns.f-secure.com/happybday/. All’interno della pagina, sono disponibili alcuni video e l’esclusivo gioco online “ Virus Removal Challenge Game creati appositamente in occasione dell’anniversario F-Secure.

  • Sicuri in Rete, intervista a Mauro Ozenda

    Sicuri in Rete, intervista a Mauro Ozenda

    Sicuri in Rete, libro scritto da Laura Bissolotti e Mauro Ozenda, pone l’attenzione su temi che interessano tutti coloro che navigano sul web, quindi sicurezza e privacy. Ne abbiamo parlato con uno degli autori, Mauro Ozenda

    Sicuri-in-rete---Mauro-Ozenda-Laura-BissolottiTutela, protezione, sicurezza e privacy le parole che contraddistinguono il libro “Sicuri in Rete. Guida per genitori e insegnanti all’uso consapevole di Internet e dei social network” di Laura Bissolotti e Mauro Ozenda (Hoepli, costo di copertina € 14,90), che vuole essere una guida non solo per la famiglia che naviga in Rete pensando primariamente a tutelare e proteggere i propri figli, ma anche per tutti coloro che nella rete non ci vogliono restare intrappolati. Abbiamo intervistato Mauro Ozenda, visto che dalla pubblicazione del libro, avvenuta a febbraio 2012, di “acqua sotto i ponti” ne è passata, soprattutto in termini di evoluzione tecnologica.

    “L’impostazione data al libro “Sicuri in Rete” (www.sicurinrete.com) – afferma l’autore – è stata volutamente quella di consentire un auto-aggiornamento costante nel tempo da parte dei nostri lettori partendo in primis da un glossario dei termini informatici che volutamente abbiamo voluto ricollegare al sito web di riferimento che abbiamo ritenuto maggiormente completo e aggiornato. Dunque di volta in volta, a seconda della tematica affrontata, abbiamo sempre lasciato collegamenti utili ai quali far riferimento all’occorrenza”

    Ecco le domande che abbiamo posto all’autore.

    Perché un genitore dovrebbe acquistare il vostro libro?

    La prima nostra lettrice, Roberta, mamma di una bambina dislessica, ha scritto un post sul nostro gruppo su Facebook “Sicuri in Rete”: “Una guida completa e facilmente comprensibile anche da parte di chi non “mastica” l’informatica e internet. Un manuale che ogni famiglia dovrebbe tenere a portata di mano.” E io aggiungo: “Genitori e insegnanti non date per scontato che i vostri ragazzi non corrano alcun rischio quando navigano in Rete tramite il loro tablet, notebook o smartphone che sia. Occorre prendere le dovute precauzioni e soprattutto trasmettere un ingrediente fondamentale che non tutti hanno di “default”: tanto BUON SENSO. Il ruolo dunque degli adulti oggi è quello di affiancare i ragazzi e trasmetterlo mediante una sana educazione che può avvenire solo facendo chiarezza su ciò che sono non solo le potenzialità ma i rischi/pericoli che si possono presentare. Il nostro libro in questo aiuta soprattutto agendo in chiave preventiva.

    Oggi oltre il 90% dei ragazzi di oggi si incontra con gli amici sui Social Network (Facebook). Immagini, dati personali e sensibili viaggiano quotidianamente  sulla piazza virtuale più frequentata al mondo. Nel vostro libro fornite consigli in tal senso?

    Certamente si. Abbiamo dedicato un intero capitolo al riguardo cercando di trasmettere un concetto molto importante che oggi troppo spesso non solo i ragazzi ma anche noi adulti ci dimentichiamo: tutto ciò che finisce su Internet una sola volta un secondo è come un tatuaggio indelebile. Dunque molta attenzione a non pubblicare sul proprio profilo su facebook dati personali quali ad esempio indirizzo di casa o della scuola, numero di cellulare, data di nascita e nomi dei propri famigliari. Evitiamo di pubblicare immagini di bambini piccoli sul proprio profilo personale e non pubblichiamo foto con altre persone che preventivamente non ci hanno autorizzato a farlo (tags).

    La nostra privacy scompare dal momento in cui ci iscriviamo su Facebook. E’ possibile fare qualcosa per evitare che con facilità terzi riescano ad entrare in possesso dei nostri dati personali e sensibili?

    La sicurezza assoluta non esiste. Esistono i sistemi minimali per impostare privacy e sicurezza proteggendoci da criminali informatici sempre pronti a rubarci l’identità e un domani ricattarci per quanto viene trovato sul nostro profilo o ancor peggio commettere reati on-line a nostro nome. Attiviamo le giuste protezioni per impedire che eventuali software malevoli possano entrare all’interno del nostro sistema. L’obiettivo primario dei criminali informatici oggi è quello di guadagnare vendendo pacchetti di dati personali che ci riguardano. Dunque se proprio vogliamo condividere i nostri dati, le nostre passioni, i nostri hobby e i nostri amici facciamolo ma con le dovute protezioni e cercando di cautelarci per quanto possibile. La protezione dei nostri dati personali è importantissima.

    Smarthpone e tablet sono i dispositivi che ormai vanno per la maggiore per connettersi ad internet. E’ possibile proteggersi così come avviene su un normale PC o Notebook?

    Ormai tutti i produttori di antivirus hanno a disposizione una suite specifica per smartphone o tablet. Ve ne sono a pagamento o gratuite e fra le principali funzionalità la protezione da software malevolo, il controllo parentale, il blocco da remoto in caso di smarrimento, firewall e sistema di crittografia dei dati presenti sul dispositivo. Nel libro un’apposita sezione analizza i principali sistemi di protezione dati presenti su smartphone.

    Le applicazioni (apps) che vengono scaricate su Facebook piuttosto che sul proprio smartphone o tablet sono sicure?

    Partiamo dal presupposto che tutte le applicazioni che vengono scaricate tramite Google Player o altri sistemi sono di terze parti. Il 60% delle applicazioni trasmette al produttore delle stesse informazioni sensibili (dato Federal Trade Commission). Facebook stessa quando entriamo sul social network e ci creiamo il nostro profilo ci avvisa che è esente da responsabilità nel caso in cui un’applicazione scaricata sul social network in qualche modo entri in possesso dei nostri dati personali presenti sul profilo. E ogniqualvolta accettiamo di scaricare un’applicazione confermiamo il fatto che questa potrà accedere ai nostri dati personali impostati sul nostro profilo. Dunque il consiglio che posso dare è con le applicazioni sui dispositivi maggiormente utilizzati e sulle piattaforme social andiamo cauti.

    Segnalaci qualche sito da sbirciare per garantirci sicurezza.

    www.sicurezza-digitale.com: un portale con informazioni aggiornate sulla sicurezza in Rete e la protezione dei dati personali.

    www.sicurionline.it: portale di informazione protezione dati personali e sicurezza online con il supporto di video esplicativi gestito da Microsoft, Polizia Postale e Banca Carige.

    www.google.it/goodtoknow: progetto “Buono a Sapersi” gestito da Google Italia in sinergia con Polizia di Stato che mira a fornire informazioni legate alla sicurezza online e alla protezione dei nostri dati presenti sul web.

    E per chiudere tre applicazioni online che ci possono aiutare 

    www.secure.me: applicazione online utile per la protezione del tuo profilo Facebook

    www.waatp.com: un motore di ricerca per poter cercare specificatamente una persona sul web

    www.TinEye.com : un motore di ricerca che consente di trovare immagini uguali e simili nel web, aiutandoci a scoprire se una foto è stata modificata o coperta da copyright

  • Il doodle di Google per la Giornata Mondiale dell’Infanzia

    Il doodle di Google per la Giornata Mondiale dell’Infanzia

    Doodle particolare quello di oggi sulla homepage di Google. Oggi si celebra la Giornata Mondiale dell’Infanzia e il popolare motore di ricerca la ricorda con un doodle che ritrae un momento di felicità

    Giornata Mondiale dell’Infanzia oggi e Google, così coem fece già due anni fa, ricorda la data con un doodle sulla homepage che ritrae uno spettacolino per bambini.

    La data del 20 Novembre ricorre in quanto la Convenzione internazionale sui diritti dell’Infanzia venne approvata proprio in questa data del 1989, 23 anni fa. Ratificata da tutti paesi del mondo, solo due ancora non lo hanno fatto: Somalia e Usa. E da quando Obama è diventato presidente degli Stati Uniti, già dal 2008, non sono mancati i continui appelli a procedere alla ratifica della Convenzione.

    Articolo 2
    Divieto di discriminazione
    Tutti i bambini sono uguali. I governi si impegnano a garantire in qualsiasi momento i diritti a tutti i bambini, anche se
    • provengono da un altro paese
    • hanno un altro colore di pelle 
    • sono di sesso diverso
    • parlano un’altra lingua
    • credono in un altro Dio o non credono in nessun Dio
    • hanno genitori che pensano in modo differente dai tuoi, sono più o meno ricchi di te
    • sono handicappati

    (da La Convenzione sui Diritti dell’Infanzia spiegata ai bambini)

    E l’Art. 22 sottolinea un aspetto di stringente attualità. Proprio i recenti fatti di Gaza ripropongono al centro dell’attenzione che in eventi tragici come questi le vittime principali sono proprio i bambini che vanno protetti sempre e comunque,

    Articolo 22
    Bambini in fuga
    Ci sono bambini che devono abbandonare il loro paese. Scappano dalla guerra, dalla fame, dal bisogno. Talvolta devono fuggire da soli, altre volte sono accompagnati dalla mamma, dal papà o da altre persone. Nel nuovo paese, hanno diritto a una protezione e a un aiuto speciali. Le autorità cercano di scoprire dove vivono i loro genitori o parenti per ricongiungere la famiglia. Se questo non è possibile, i bambini profughi hanno gli stessi diritti dei bambini cresciuti nel paese d’accoglienza.