Tag: ransomware

  • World Backup Day, il 2018 sarà l’anno peggiore per cyber attacchi e perdita di dati

    World Backup Day, il 2018 sarà l’anno peggiore per cyber attacchi e perdita di dati

    Si celebra il World Backup Day, una giornata per sensibilizzare sull’importanza di salvare i propri dati oggi sempre più a rischio da attacchi informatici. Una ricerca di Acronis rileva che il 60% degli intervistati non ha mai sentito parlare del ransomware e il 69% delle aziende non crede che il proprio antivrus siano in grado di bloccare le minacce in circolazione.

    Oggi, 31 marzo 2018, si celebra il World Backup Day una giornata per sensibilizzare sull’importanza di salvare i propri dati oggi sempre più a rischio da attacchi informatici. L’importanza di salvare i dati è ormai diventata vitale ed è la prima forma di sicurezza per metterli al riparo. Molto spesso, come vedremo, non solo manca la cultura del proteggersi in modo adeguato, ma manca anche la cultura del salvataggio dei dati. In questi ultimi anni sono stati tantissimi i casi di violazione e furto di dati provocando danni enormi per il fatto che mancava una copia degli stessi dati.

    Acronis addirittura prevede che il 2018 sarà l’anno peggiore per numero di attacchi informatici e di incidenti con perdita di dati a causa della crescente raffinatezza degli attacchi, del proliferare delle famiglie di ransomware e della scarsa consapevolezza della minaccia tra gli utenti. Da una recente indagine, Acronis ha rilevato che oltre il 60% degli intervistati non ha mai sentito parlare del ransomware, una minaccia costosa che secondo le stime nel 2019 inciderà per oltre 11 miliardi di dollari (lo scorso anno erano 5 miliardi).

    world backup day

    Nel 2017, il numero delle varianti di ransomware è aumentato del 46% e questo ha reso più difficili la prevenzione e il rilevamento. Gli esperti di sicurezza prevedono che questa minaccia informatica continuerà a diffondersi. Se quest’anno veniva colpita un’azienda ogni 40 secondi, nei prossimi due anni la frequenza degli attacchi scenderà a 14 secondi, e questo senza contare gli attacchi ai privati, che sono molto più frequenti. Acronis lancia un avvertimento: solo una soluzione di backup sicura e di alta qualità con protezione proattiva dal ransomware integrata può prevenire le perdite di dati e mettere al sicuro i dispositivi.

    I criminali che si servono del ransomware hanno perfezionato le tecniche di ingegneria sociale e continuano ad approfittare delle falle nella sicurezza che permettono di aggirare gli antivirus tradizionali, incapaci di rilevare questo tipo di attacchi. Secondo il Ponemon Institute, il 69% delle aziende non ritiene che l’antivirus utilizzato sia in grado di bloccare le minacce in circolazione.

    Da quando i criminali informatici si sono resi conto dell’efficacia dei backup nello sventare i loro attacchi, molti nuovi ceppi di ransomware hanno iniziato a prendere di mira i file e il software di backup. Il 62% degli intervistati non sapeva che il ransomware può crittografare i file e i backup. Ma il dato più sconcertante è che il 33% non fa alcun backup dei dati. Soltanto soluzioni di backup sicure come Acronis Backup e Acronis True Image, dotate di protezione attiva dal ransomware basata su IA, sono in grado di rilevare e bloccare attacchi sofisticati di questo genere.

    world backup day 2018

    All’inizio di questo mese, Acronis ha condotto un’indagine tra i consumatori sulla protezione dei dati, interrogando utenti generici di internet in sette paesi, questi gli altri risultati emersi dall’indagine:

    • Quasi il 39% degli intervistati ha in casa quattro o più dispositivi, e quindi aumentano gli endpoint e i dati da proteggere;
    • Oltre il 29% degli intervistati ha subito una perdita di dati.

    I consigli per il World Backup Day

    A questo conviene seguire i consigli di Acronis in quattro semplici mosse per proteggere i dati:

      1. Avere sempre un backup dei dati importanti. Archiviare i dati sia in locale che su cloud.
      2. Mantenere sempre aggiornato il sistema operativo e il software, per impedire ai criminali informatici di entrare nel sistema sfruttando eventuali vulnerabilità note.
      3. Fare attenzione alle e-mail, ai link e agli allegati sospetti. Il metodo di infiltrazione più efficace utilizzato dal ransomware è spingere gli utenti ad aprire allegati e-mail infetti e a fare clic su link che rimandano a siti web dannosi.
      4. Installare un software antivirus sul computer e abilitare gli aggiornamenti automatici delle definizioni dei virus. Per chi usa un PC, controllare che Windows Defender sia abilitato e aggiornato.

    Insomma, se non avete ancora provveduto a salvare tutti i vostri dati, approfittate di questa giornata per farlo.

  • I rischi di Cyber Attack tra le principali preoccupazioni del 2018 a livello globale

    I rischi di Cyber Attack tra le principali preoccupazioni del 2018 a livello globale

    Control Risks ha stilato una classifica dei principali rischi che potrebbero verificarsi nel 2018. Al secondo posto, dopo il rischio di una escalation in Corea del Nord, troviamo Cyber Attack, gli Attacchi Informatici che hanno caratterizzato buona parte del 2017.

    L’anno che è appena iniziato ci ha subito riportato ai grandi rischi informatici che corriamo. La scoperta della falla nei processori che riguarda tutti i dispositivi fissi e mobili, praticamente tutti quelli prodotti negli ultimi 20 anni, ci ha ricordato a quali rischi siamo esposti tutti. Stiamo parlando di Meltdown e Spectre. Rischi che solo un decennio fa erano molto limitati perchè limitata era la diffusione di questi dispositivi e limitato era l’uso di Internet. Ma oggi, nell’era dei social media, dell’intelligenza artificiale, dell’interne delle cose, siamo tutti costantemente connessi e, di conseguenza, aumentano in maniera esponenziale i rischi a cui siamo esposti.

    cyber attack rischi attacchi informatici 2018

    Non sorprende, quindi, che i rischi di nuovi attacchi informatici costituiscano una delle maggiori preoccupazioni dell’anno che è appena iniziato. Infatti, Control Risks, società specializzata in consulenza sui rischi, ha da poco stilato i 5 principali rischi del 2018 e al secondo posto, dopo una eventuale escalation nella vicenda della Corea del Nord, troviamo proprio i Cyber Attacks, i rischi di Attacchi Informatici.

    rischio attacchi informatici 2018

    Nel 2017 abbiamo assistito a situazioni di attacchi molto gravi come WannaCry, nel maggio del 2017, il ransomware che infettò 150 paesi del mondo, prendendo di mira aziende, istituzioni, università (in Italia venne colpita l’università Bicocca). Il mese successivo fu la volta di NotPetya, un altro ransomware, una variante di Petya che fece la sua apparizione nel 2016, che si diffuse via mail facendo leva su sistemi non aggiornati. Ma il 2018 potrebbe essere ancora l’anno in cui fenomeni come questi potrebbero verificarsi, in maniera ancora più estesa e, soprattutto, in maniera sempre più sofisticata. Il tutto, facendo leva alla scarsa propensione a tenere aggiornati i sistemi, operativi e antivirus, con cui siamo in contatto ogni giorno. E’ questo il grande rischio che si corre.

    La questione dell’aggiornamento, patch per usare il termine informatico che lo definisce, non è secondaria, anzi. Un recente rapporto di SecurityScoreCard sulle prime 500 aziende Usa ha rivelato che è proprio la fase di aggiornamento quella su cui si concentra la maggior parte delle preoccupazioni. Il caso Equifax, una delle maggiori aziende di controllo del credito dei consumatori, del settembre scorso è nato proprio da un mancato aggiornamento, in quanto l’azienda era stata precedentemente attaccata e il mancato aggiornamento dei sistemi ha reso possibile il pesante attacco che ha avuto come conseguenza quello mettere a rischio i dati personali di 145 milioni di persone, poco meno della metà dell’intera popolazione degli Stati Uniti.

    Il dato preoccupante che viene fuori dal rapporto è che il 70% di queste aziende, top 500, ha mostrato poca attenzione agli aggiornamenti programmati. E ancora, nell’arco di 5 mesi, durante il 2017, sono state riscontrate più di 100 milioni di criticità. All’interno di queste aziende, quelle farmaceutiche, quelle finanziarie e quelle di costruzione hanno dimostrato di essere le peggiori.

    Ora, di fronte a questi dati sintetici, se è vero che l’80% degli attacchi informatici è dovuto proprio ai mancati aggiornamenti, c’è quindi da preoccuparsi, e molto, su quelli che potrebbero essere i rischi e su quello che potrebbe succedere nel 2018. Ecco perchè Contro Risks considera gli Attacchi Informatici come una delle principali preoccupazioni dell’anno appena iniziato.

    Inoltre, un recente studio di Eset evidenzia che a rischio, oltre alle grandi aziende, ci siano anche le aziende della pubblica amministrazione, teorizzando che un attacco massiccio a questa tipologia di aziende, metterebbe a rischio il funzionamento delle città. Gli attacchi la funzionamento delle infrastrutture, pensiamo alla reti elettriche, idriche, ad esempio, potrebbero causare enormi danni.

  • Cryptolocker, il ransomware che tiene in ostaggio il nostro pc

    Cryptolocker, il ransomware che tiene in ostaggio il nostro pc

    malware-ransomware-Cryptolocker

    Cryptolocker torna a colpire l’Italia ed è quindi il caso di fare molta attenzione a questo ransomware che tiene in ostaggio il pc. Trend Micro lancia l’allarme avendo notato un’ondata di attacchi verso il nostro paese negli ultimi giorni. Il pagamento del riscatto non garantisce il ritorno alla normalità.

    Ecco un altro malware a cui bisogna fare davvero molta attenzione. Secondo quanto rilevato da Trend Micro da alcuni giorni il nostro paese si trova sotto attacco da questo tipo di malware, altrimenti definito “ransomware“, che tiene in “ostaggio” un computer, fino a quando l’utente paga un determinato importo in denaro, così da ricevere istruzioni specifiche per sbloccarlo. Una volta eseguito questo Cryptolocker ha la capacità di infettare qualsiasi sistema Windows, riuscendo a criptare quasi immediatamente tutti i dati presenti sul disco rigido e richiedendo poi un pagamento all’utente. Ma quello che risulta essere davvero pericoloso è che il pagamento di questo riscatto non garantisce poi il ritorno alla normalità del nostro computer. Questo perchè, spiega Trend Micro, la durata dei server che contengono le chiavi per decriptare i file è limitata e varia da poche ore a qualche giorno.

    Ma come si diffonde questo Cryptolocker? Il pericoloso malware si diffonde tramite un allegato di posta elettronica. Adottando un metodo di camuffamento si presenta tramite un allegato di tipo ZIP, che contiene un file eseguibile. Trend Micro spiega che il file non è visibile come “.exe” ma come “.<pdf>.exe” perché l’hacker sfrutta il fatto che i sistemi Windows non mostrano di default le estensioni dei file e un file così creato verrebbe visualizzato come “.pdf” nonostante sia un eseguibile, inducendo gli utenti ad aprirlo ed eseguirlo. Una volta installato, il malware inizia a cifrare i file del disco rigido e delle condivisioni di rete mappate localmente con la chiave pubblica e salva ogni file cifrato in una chiave di registro.

    Una volta installato, il software informa l’utente di aver cifrato i file e richiede un pagamento di 300 dollari o euro con un voucher anonimo e prepagato (es. MoneyPak o Ukash), oppure 0.5 Bitcoin per decifrare i file. Il pagamento deve essere effettuato entro 72/100 ore, altrimenti la chiave privata viene cancellata definitivamente rendendo impossibile ripristinare i file. Una volta effettuato il pagamento del riscatto, l’utente può scaricare un software di decifratura con la chiave privata già precaricata. Se Cryptolocker viene rimosso, e la cifratura è iniziata, i file già cifrati rimangono inutilizzabili.

    L’unica soluzione resta, oltre la prevenzione, quella di adottare difese adeguate per fare in modo che il malware non interagisca. Quindi fate molta attenzione. Non aprite file che possono risultare sospetti e metteteli subito nel cestino del vostro pc!

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    (image cover: © foto_don via Fotolia)

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