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  • I Viaggi del Barbaro e i Contenuti Strategici

    I Viaggi del Barbaro e i Contenuti Strategici

    E siamo così arrivati alla fine de “I Viaggi del Barbaro”, la rubrica che Directo e InTime vi hanno proposto, in queste settimane, per orientarsi e comprendere meglio i fattori che sono alla base nella revisione del proprio sito web. Al termine del viaggio quindi il nostro “barbaro” è più consapevole dei propri limiti e ha imparato ad usare gli strumenti che ha conosciuto nelle varie tappe

    Nei precedenti episodi abbiamo visto come il Barbaro si sia trasformato professionalmente, grazie alla sua curiosità scaturita da un’esigenza: vendere i propri prodotti. E’ stato un percorso sicuramente difficile, dalle domande iniziali sul redesign del proprio sito si è passati attraverso l’analisi dei colori, della struttura, della capacità di adeguamento del sito attraverso i vari dispositivi fino al posizionamento sui motori di ricerca. Tutto questo percorso non avrebbe senso se non esistessero dei contenuti da proporre e promuovere, da ideare in base a ciascuna delle fasi che abbiamo visto. Ecco approdare il nostro Barbaro all’ultima, solo in ordine temporale, delle tappe di questo viaggio, non ha più bisogno di troppi muscoli per portarsi dietro pesi inutili, ha imparato a sfruttare la tecnologia e porta sempre con sè tutti gli oggetti che lo hanno accompagnato in questo percorso. Un benvenuto nella dimensione dei contenuti e della promozione, benvenuto in Directo-InTime!

    Entriamo nel vivo della questione, proponiamo dei Semplici passaggi base per impostare una strategia di contenuti per la comunicazione aziendale (argomenti tratti dal sondaggio sui trend del content marketing the Survey Findings realizzato da BusinessBolts, post liberamente ispirato a “12 Brutally Honest Answers to Your Content Marketing Questions” di Berry Feldman)

    Abbiamo visto nel precedente post quali siano i contenuti di marketing più rilevanti dal punto di vista SEO: i testi e quindi le parole chiave “pertinenti”. Come si fa ad utilizzare al meglio le parole chiave nel contenuto? Premesso che le parole chiave debbano essere sempre il fulcro del nostro discorso e non qualcosa di avulso:

    Prima risposta: inserirle nella headline.

    La headline o il titolo è quello che Google cerca per primo. E ‘quello che ti verrà mostrato per primo. Poi occorre inserirle anche nei metadati. E ‘quello che vedrete sotto il titolo e in grado di diventare il fattore che determina se il contenuto diventa il click.

    Seconda risposta: utilizzarle in modo autentico.

    Quindi, scrivere un pezzo su quelle parole chiave, non troppo eccessivo e non ingannevole. Se si usa una parola chiave tanto per inserirla nel testo ma senza cognizione di causa, si potrebbe guadagnare un click, ma non un cliente. Molto importante a tal proposito è il metodo dello Storytelling che consiste nel “raccontare storie” ai propri target con lo scopo di coinvolgere gli utenti e stimolarne l’identificazione attraverso il testo ma anche le immagini, i video ed i contenuti multimediali. Queste storie raccontate da brand e aziende non avranno il solo compito di contenere parole chiave, altrimenti la loro efficacia sarebbe pari a zero, ma anche di portare al pubblico la mission, i valori, la creatività e le idee che formano il brand o l’azienda per creare immedesimazione in modo semplice ed intuitivo.

    In particolare questo metodo diventa ancora più efficace ed ampio se tutti gli elementi del racconto confluiscono nello stesso creando qualcosa che va oltre la somma degli elementi stessi, qualcosa che soddisfa il bisogno di immedesimazione della nostra mente, qualcosa che crea nel nostro pubblico “soddisfazione” e che premia pertanto in termini di visibilità, diffusione e ritorno, l’azienda che ha creato quella soddisfazione. Questa operazione di storytelling estesa viene definita “Transmedia Storytelling”. Per chiarire ulteriormente questo concetto faccio riferimento ad una bel periodo di MacsBene.

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    Pensate dunque a cosa può essere un racconto sviluppato su diversi media, quanto possa essere coinvolgente “unire i puntini” del disegno narrativo utilizzando una matita, un sito web, uno smartphone e via dicendo. Anzi no, via raccontando.

    Dove posso trovare copywriter di alta qualità?

    Online.

    Cerca il tipo di copywriter che vorresti. Probabilmente i copywriter che troverai nelle prime due pagine hanno un concetto ben preciso dell’indicizzazione e del SEO. Una buona indicazione ma non è sufficiente. È possibile infatti ottenere un buon posizionamento e non essere un copywriter altamente qualificato. Occorre leggere il loro sito, il blog, la bio, il portfolio, le referenze ed i loro tweet. La headline di tutto quello che scrivono, i titoli che avranno usati, saranno l’oggetto che colpirà la vostra attenzione. Se arriverete a leggere anche l’ultima riga vorrà dire che l’autore avrà un punteggio in più, avrà strutturato una comunicazione di maggiore impatto.

    Come posso creare contenuti di alta qualità in modo semplice e veloce?

    Non è possible.

    Presto e bene non vanno nella stessa frase se si parla di contenuti strategici. Pensa al tuo libro preferito o album musicale o film. E’ stato creato facilmente e in poco tempo? Non credo… Roma non è stata creata in un giorno, no?

    La creazione di contenuti di alta qualità richiede dedizione e tempo.

    Ma qualcosa si può comunque fare. Piano. Pianifica una strategia di contenuto prima di iniziare. Dedicati all’ascolto della rete, cerca di capire il tuo pubblico di come parla dei tuoi argomenti, in che misura, con quali toni e dove ne parla. Assembla una squadra. Crea un piano editoriale. Con ogni “pezzo” al suo posto sarà davvero possibile accelerare il processo, sfruttare le opportunità di conversione, e migliorare la qualità e la continuità del lavoro. Se proprio non puoi occuparti di mettere in piedi una strategia, sappi che c’è chi può farlo per te, istruirti e lasciare a te il “solo” compito di proseguire il cammino iniziato. Chi sono queste persone? Persone come quelle che hai davanti un questo momento, che lavorano quotidianamente con queste tematiche e che hanno un team di lavoro che possa supportare le tue necessità anche in termini di diffusione dei contenuti attraverso i social network. (Directo e InTime sono a tua disposizione! ;) )

    Dove sta andando il contenuto? Video, audio o immagini?

    Due risposte anche qui. Prima risposta: sta andando in tutto il mondo, ovunque i clienti passino, il contenuto va con loro. Seconda risposta: sì video, audio sì, sì le immagini. Dare importanza ad un solo elemento, come visto prima, sarebbe come dire che uno solo degli alimenti è fondamentale per il sostentamento di un essere umano. Diversi mercati, clienti, comportamenti e gusti informeranno le scelte dei media, quindi è necessario ricercare, sperimentare, misurare e rispondere.

    Se si sta incentrando la strategia su un unico focus, un blog dovrebbe essere la vostra piattaforma di partenza dei contenuti. Poi, se si ha idea che è giunto il momento di diversificare gli argomenti ma non si sa cosa desiderano i propri clienti (cosa da non fare!!), quindi non ci si è dedicati alla fase principale, l’ascolto, il consiglio che possiamo dare è quello di seguire il mezzo di comunicazione con che si percepisce come più naturale, più vicino alla propria azienda. Sperimentare a volte può essere utile per poi approdare a soluzioni più professionali nel momento in cui si ha la necessità di ottenere risultati misurabili.

    Da dove partire per provare a scrivere contenuti propri?

    Esprimere un’opinione, un punto di vista, scrivere o produrre qualcosa che colpisca, che provochi una reazione, preferibilmente positiva :) Questo è il modo per essere notati, ricordati e per sviluppare un dialogo intorno ai propri argomenti.

    Come posso mantenere l’attenzione dell’utente?

    Mettendo la propria realtà in relazione con l’utente, ovviamente la capacità di essere altamente relazionabili non è facilmente raggiungibile. È necessario capire il pubblico o i pubblici “intimamente”. Occorre “mettersi in ascolto”, anche attraverso i servizi gratuiti di monitoraggio delle conversazioni, come ad esempio Mention o Socialmention. In questo modo si potranno interpretare i trend e cercare di collegare i propri argomenti, il proprio storytelling a quelle necessità, a quei dialoghi, a quei bisogni.

    Quali sono i metodi più efficaci di content marketing?

    Non esistono metodologie “standard”, come abbiamo detto è fondamentale realizzare una strategia su misura sui “propri” contenuti e sul “proprio” pubblico. Ciascuno dovrebbe poter rispondere a questa domanda in base alle proprie personalizzate considerazioni:

    • Definire il proprio obiettivo globale e gli obiettivi specifici per ciascun canale di marketing. Ciascuno di noi sa che effetto desideri ottenere. In questo modo sarà possibile capire agevolmente ciò che è e non è “efficace”.
    • Determinare quali metriche serviranno come indicatori significativi. “Click” è una metrica ragionevole, ma “conversioni” potrebbe essere più significativa. Anche in questo caso, sta a voi definire “efficace” o meno un contenuto e di conseguenza definire se un dato indichi o meno una conversione. Quante volte avete cercato di capire le vostre comunicazioni che tipo di conversione avessero? La conversione è quel momento in cui l’utente destinatario della nostra comunicazione compie l’azione richiesta all’interno del nostro messaggio, banalmente “clicca sul link” inviatogli con la nostra newsletter oppure acquista sul tuo sito il prodotto veicolato in offerta.
    • Mettere in atto e quindi “utilizzare”, strumenti di analisi per misurare l’efficacia del content marketing. Riassumere i risultati e condividerli con i membri del team in grado di migliorarli.

    Pubblicare qualcosa una volta la settimana è sufficiente?

    Sì, se si sta centrando l’obbiettivo. No, se non è così.

    Secondo lo studio annuale del Content Marketing Institute and Marketing Profs, Annual Study by Content Marketing Institute and Marketing Profs, i marketers dichiarano che la loro sfida più grande è la produzione “sufficiente” di contenuti. Ma che si intende per sufficiente?

    Se non si stanno ottenendo i risultati sperati, è possibile che non stai creando abbastanza contenuti, ma il problema potrebbe essere diverso…

    Non si stanno creando “grandi” contenuti.

    Come faccio a trovare argomenti di cui scrivere?

    Sintonizzati. Chi dovrebbe usufruire dei tuoi contenuti? Quali sfide deve affrontare attualmente, quali difficoltà?

    Se non si sa rispondere non c’è problema, occorre trovare questi dati. Tre suggerimenti veloci: 1. chiedere direttamente al pubblico; 2. ascoltare le domande che il proprio target pone attraverso i social media; 3 rimanere al passo con gli “influencers” (utenti ritenuti affidabili su certi argomenti, solitamente identificabili con blogger di settore), degli argomenti nel vostro campo di pertinenza.

    Quali sono i posti migliori dove pubblicare i contenuti aldilà del proprio blog?

    Dove c’è il tuo pubblico.

    Per i video, nel regno di YouTube, per i podcast su ITunes, Per le presentazioni (slide) su SlideShare, per le immagini Flickr…c’è una lunga lista di supporti, ma non è utile fare una “lista della spesa” quanto riflettere sul tipo di contenuto da pubblicare e fare la relativa giusta scelta.

    Questi “supporti” sono a disposizione di tutti gratuitamente, pertanto hanno un pubblico esteso ecco perché occorre cogliere questo vantaggio e quindi condividere i propri contenuti su questi siti.

    Ora, per le opere scritte, c’è una lunga serie di posti su cui pubblicare che non hanno alcuna qualità o hanno standard qualitativi molto bassi, sono quindi utili per la diffusione dei propri contenuti quanto lo sono invece quelli con standard qualitativi elevati. Il luogo migliore su cui pubblicare i contenuti del proprio sito o blog è…sui migliori blog.

    E quali sono? I migliori blog sono quelli che non soltanto raccolgono il tuo pubblico ma hanno con esso un dialogo frequente, chiaro, intenso e finalizzato.

    Effettuare una panoramica sufficientemente descrittiva dell’argomento del Content Marketing non è cosa semplice e credo sia impensabile essere esaustivi con un solo articolo.

    Con l’augurio di aver suscitato un po’ di curiosità intorno all’argomento e di aver iniziato un dialogo, con il nostro Barbaro che oramai è diventato un figurino a metà tra webstar e VIP di altri tempi, vi salutiamo restando in attesa dei vostri commenti su questa esperienza di viaggio trascorsa insieme.

    Grazie per essere stati con noi, ci vediamo sulla nostra fanpage di Facebook per proseguire il dialogo!

    (tutte le vignette de “I Viaggi del Barbaro” sono realizzate dall’illustratore Riccardo Pieruccini)

     

  • I Viaggi del Barbaro, la decisione sul re-design

    I Viaggi del Barbaro, la decisione sul re-design

    Continuano I Viaggi del Barbaro che Directo e InTime vi propongono al fine di realizzare una guida per orientarsi e decidere al meglio la revisione del proprio sito web. Oggi parliamo del re-design del sito, indicando quelli che sono i punti essenziali per passare ad una totale revisione del sito istituzionale. Scopriamoli insieme

    Continuiamo a raccontarvi “I Viaggi del Barbaro“, durante i quali cerchiamo di proporvi una guida per rivedere al meglio e ottimizzare il modo di comunicare online. Decidere di “rivedere” la propria comunicazione online non è cosa facile anche se dovrebbe essere uno degli obbiettivi fondamentali e costanti di un’azienda.

    Uno dei punti chiave della presenza online di un brand è senza dubbio il proprio sito istituzionale, il fatto che il vostro sito rispecchi alcuni dei punti riportati in questo articolo non indica necessariamente che occorre un intervento sostanziale. Ad esempio, se i tempi di caricamento sono lunghi non è necessario pensare a un re-design completo: sarà sufficiente affidarsi a un web designer esperto affinché si occupi, con un’analisi dettagliata, di determinare le cause di questo problema  e di apportare le necessarie modifiche. Anche se il vostro sito stesse perdendo visitatori, potrebbe non essere affatto colpa di un design datato o mal progettato: il vostro problema potrebbero infatti, più semplicemente, essere i contenuti. Rivedere i contenuti è senz’altro più semplice che non ripensare interamente un sito.



    In ogni caso se varie delle situazioni descritte corrispondono allo stato attuale del vostro sito, dovreste affidare a un web designer o a un team di sviluppo fidato l’incarico di risolvere i problemi riscontrati, in modo da non restare indietro.

    In generale è consigliabile verificare lo stato del proprio sito online costantemente, impostando degli “indici di performance” che ne identifichino l’efficacia e che ci segnalino i malfunzionamenti laddove questi siano presenti, uno strumento utile per il monitoraggio del sito aziendale è indubbiamente Google Analytics.

    In conclusione, se la vostra sensazione è che sia arrivato il tempo di fare qualcosa, contattate un web designer o uno studio e fate una bella chiacchierata con loro, evidenziando le cose che secondo voi non vanno: potranno sicuramente darvi una mano nel decidere se al vostro sito sarà sufficiente qualche ritocco, o se viceversa non sia giunto il tempo per un completo re-design.

    A quando risale l’ultima revisione completa a cui avete sottoposto il vostro sito?

    Contrariamente a quanto si possa immaginare, la risposta a questa domanda non è un forte indicatore riguardo alla necessità di rinnovare un sito. In linea di principio  dovreste aggiornare almeno l’aspetto del sito ogni tre anni, e le sue funzionalità ogni cinque. Questa discrepanza è spiegata dal fatto che nonostante le tecnologie si evolvano rapidamente, esse non sono altrettanto rapide quanto le tendenze del design.

    Se non siete in grado di stabilire a quando risale l’ultima revisione completa del vostro sito web, ecco un buon indicatore del fatto che potrebbe essere giunto il momento di rivedere le cose, semplicemente perché la tecnologia e le tendenze del design si sono presumibilmente evolute in modo significativo da allora (ad esempio: responsive web design, HTML5, CSS3, integrazione coi social media, design minimalista..).

    Ad ogni modo, come già detto questa domanda non è la più importante: siti diversi hanno scopi diversi, e dunque necessità di aggiornamento diverse.

    Un dato che potrebbe aiutarvi a comprendere da quanto tempo non effettuate una revisione del vostro sito è la seguente: L’anno del Copyright nel vostro footer corrisponde all’anno in corso? Se la nota sul Copyright a pié di pagina sul vostro sito riporta un anno anteriore a quello in corso, è probabile che il vostro sito non venga aggiornato da mesi. Se la data riportata è ad esempio il 2010, gli utenti penseranno che il sito non viene aggiornato da ormai due anni. Se la data in questione è addirittura anteriore al 2008, è proprio giunto il momento di fare qualcosa.

    Le variabili da prendere in considerazione sono quindi di diversa natura: dagli aspetti SEO inerenti il traffico sul sito, il tempo di permanenza e la “qualità” dei visitatori, all’anno di Copyright; dalla navigabilità su dispositivi mobile, all’integrazione con i social network e con le contemporanee forme di sharing dei contenuti.

    Per saperne di più fai come il Barbaro, confrontati con i tuoi competitor e inviaci la tua analisi a request@directo.it, costruiremo insieme una valutazione del tuo sito aziendale.

    (tutte le vignette de “I Viaggi del Barbaro” sono realizzate dall’illustratore Riccardo Pieruccini)