Tag: scuola

  • La scuola non si ferma, ecco Microsoft EDU DAY Live

    La scuola non si ferma, ecco Microsoft EDU DAY Live

    Edu Day Live è l’evento digitale di Microsoft dedicato al mondo delle scuole e ai loro protagonisti, studenti e insegnanti. Ad oggi, sono 6,7 milioni gli studenti italiani che seguono lezioni a distanza.

    L’emergenza sanitaria, che stiamo ancora vivendo, ha cambiato le abitudini di molte famiglie nel nostro Paese, e cresce la consapevolezza che il digitale sia per davvero uno strumento fondamentale per tutti per non fermarsi e per non rimanere indietro. In pochi mesi, abbiamo assistito a una rivoluzione che ha cambiato in poco tempo anche l’esperienza di docenti e studenti, che hanno dovuto ripensare l’approccio all’insegnamento e all’apprendimento e applicare le proprie competenze in uno scenario completamente nuovo.

    Sono circa 6.7 milioni (circa l’80%) gli alunni che attualmente frequentano lezioni a distanza. È in questo contesto che si inserisce l’EDU DAY 2020, l’evento Microsoft dedicato al mondo della Scuola e dell’Università che quest’anno, in un’edizione speciale completamente digitale, vede l’alternarsi di interventi di importanti rappresentanti delle istituzioni del mondo dell’Istruzione, scuole, università, associazioni e aziende per raccontare le sfide affrontate in questo periodo e analizzare le opportunità di crescita. Tra questi anche il Ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina e il Ministro dell’Università e della Ricerca Gaetano Manfredi.

    Il protocollo d’intesa con il MIUR, quello ultradecennale fra la CRUI e Microsoft hanno permesso di contribuire all’innovazione del sistema scolastico e universitario, non ultimo il fatto che fin dall’insorgere dell’emergenza COVID 19 si sia lavorato a stretto contatto per garantire tramite le piattaforme cloud di Microsoft la continuità didattica.

    L’investimento Microsoft con l’apertura del data center Italiano annunciata venerdì scorso consentirà di innovare ulteriormente i servizi universitari, la didattica e la ricerca oltre a sviluppare le competenze digitali degli studenti necessarie per affrontare le sfide del mondo del futuro.

    L’appuntamento segna la prima iniziativa di Microsoft in seguito del lancio del piano di investimenti per il Paese “Ambizione Italia Digital Restart” che vede nel mondo Education e degli skill digitali un primo importante pilastro di rilancio e crescita del Paese.

    la scuola non si ferma edu live

    L’appuntamento è anche l’occasione per presentare i primi risultati di “Emotion Revolution: Emozioni e Didattica a Distanza durante l’emergenza Covid-19”, una ricerca qualitativa di Microsoft Italia, realizzata in collaborazione con PerLAB e Wattajob, che scatta una prima fotografia degli effetti emotivi dell’emergenza Coronavirus nel mondo della scuola, tra gli insegnanti e gli studenti e che si propone di monitorarne l’evoluzione fino alla fine dell’anno scolastico.

    Partecipano alla giornata anche i partner Acer, HP, Intel, Lenovo e Vodafone che hanno contribuito al racconto attraverso la condivisione di esperienze, storie di successo e buone pratiche di scuola digitale.

    [comunicato stampa]

  • L’Impresa entra nelle scuole con BizWorld Italia e Mind the Bridge

    L’Impresa entra nelle scuole con BizWorld Italia e Mind the Bridge

    Dopo il grande successo ottenuto negli Usa e in altri paesi, il celebre corso americano per startupper in erba fondato dal venture capitalist Tim Draper arriva anche nel nostro paese grazie all’Associazione Culturale no-profit BizWorld Italia, di cui Mind the Bridge diventa partner attivo. Obiettivo comune promuovere la cultura del fare impresa tra i giovanissimi

    Non è mai troppo presto per imparare cosa significhi essere imprenditori e come nasca e si gestisca un’impresa. Soprattutto quando la formula adottata è quella del divertimento e del gioco. Da queste premesse parte ufficialmente anche in Italia BizWorld, il celebre corso americano per startupper in erba fondato nel 1997 dal venture capitalist Tim Draper per la promozione della cultura imprenditoriale presso i ragazzi delle scuole medie.

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    Dopo anni di crescente successo negli Stati Uniti, Paesi Bassi, Korea, India e Singapore e un primo progetto pilota realizzato a Torino nei mesi scorsi, BizWorld approda infatti nel nostro paese con la nascita dell’Associazione Culturale no-profit BizWorld Italia, nata per volontà dell’imprenditore torinese Adriano Marconetto (co-fondatore in passato di Vitaminic, Electro Power Systems e, recentemente, di ProxToMe) che oggi annuncia l’ingresso della Fondazione Mind the Bridge tra i propri soci e nell’Executive Board.

    Fu proprio Marco Marinucci, fondatore di Mind the Bridge, a parlarmi di BizWorld un anno fa – dichiara Adriano Marconetto – e sono felice che la sua fondazione abbia deciso di unire le forze con BizWorld Italia per far crescere anche presso i ragazzi italiani la consapevolezza che, un giorno, crearsi un lavoro può essere meglio che cercarsene uno”

    La scuola dell’obbligo italiana non prevede, come noto, alcun momento di insegnamento dei principi di base dell’economia e dell’imprenditorialità e BizWorld si propone per l’appunto di ridurre questo gap attraverso un corso divertente e multidisciplinare di circa 15 ore durante il quale gli studenti di una classe di terza media vengono suddivisi in 4 gruppi (startup), ciascuno dei quali deve confrontarsi con gli altri nel progettare, produrre e vendere i braccialetti dell’amicizia. I ragazzi si danno un ruolo all’interno della propria “azienda”, imparano a negoziare con investitori e banche, definiscono politiche di prodotto, di prezzo e di marketing e comprendono come una buona strategia possa condurli a creare profitto e valore per tutti gli azionisti.

    Sono anni che lavoriamo per diffondere in Italia una cultura ‘positiva’ dell’imprenditorialità, mestiere incredibilmente importante per il futuro di ogni paese ma che da noi è stato, in misura crescente, abbandonato e stigmatizzato – commenta Alberto Onetti, Chairman di Mind the Bridge – Il nostro ingresso nell’associazione BizWorld Italia ci permetterà di contribuire ulteriormente all’educazione imprenditoriale, aggiungendo anche i giovanissimi. Si tratta di un investimento a lungo termine, ma la capacità di guardare lontano è proprio quello che serve al nostro paese e che purtroppo manca da tempo”

    Il primo corso pilota in Italia si è tenuto nei mesi scorsi a Torino presso la Scuola Media Alvaro Modigliani e proprio a questa prima esperienza Super Quark, il popolarissimo programma di Piero Angela in onda su Rai 1, ha dedicato un servizio ad hoc sabato scorso. Per chi si fosse perso la puntata, è possibile rivederla a questo link.

    BizWorld logoBizWorld svolge questo corso in un’ottica totalmente no-profit e ricerca volontari esperti di economia e imprenditoria, imprenditori, startupper e insegnanti per individuare scuole medie interessate ad attivarlo nel corso del nuovo anno scolastico.

    Chi fosse interessato può consultare la pagina Facebook di BizWorld Italia; consultare il sito di Mind the Bridge www.mindthebridge.org oppure inviare una mail a info@mindthebridge.org .

  • Sicuri in Rete, intervista a Mauro Ozenda

    Sicuri in Rete, intervista a Mauro Ozenda

    Sicuri in Rete, libro scritto da Laura Bissolotti e Mauro Ozenda, pone l’attenzione su temi che interessano tutti coloro che navigano sul web, quindi sicurezza e privacy. Ne abbiamo parlato con uno degli autori, Mauro Ozenda

    Sicuri-in-rete---Mauro-Ozenda-Laura-BissolottiTutela, protezione, sicurezza e privacy le parole che contraddistinguono il libro “Sicuri in Rete. Guida per genitori e insegnanti all’uso consapevole di Internet e dei social network” di Laura Bissolotti e Mauro Ozenda (Hoepli, costo di copertina € 14,90), che vuole essere una guida non solo per la famiglia che naviga in Rete pensando primariamente a tutelare e proteggere i propri figli, ma anche per tutti coloro che nella rete non ci vogliono restare intrappolati. Abbiamo intervistato Mauro Ozenda, visto che dalla pubblicazione del libro, avvenuta a febbraio 2012, di “acqua sotto i ponti” ne è passata, soprattutto in termini di evoluzione tecnologica.

    “L’impostazione data al libro “Sicuri in Rete” (www.sicurinrete.com) – afferma l’autore – è stata volutamente quella di consentire un auto-aggiornamento costante nel tempo da parte dei nostri lettori partendo in primis da un glossario dei termini informatici che volutamente abbiamo voluto ricollegare al sito web di riferimento che abbiamo ritenuto maggiormente completo e aggiornato. Dunque di volta in volta, a seconda della tematica affrontata, abbiamo sempre lasciato collegamenti utili ai quali far riferimento all’occorrenza”

    Ecco le domande che abbiamo posto all’autore.

    Perché un genitore dovrebbe acquistare il vostro libro?

    La prima nostra lettrice, Roberta, mamma di una bambina dislessica, ha scritto un post sul nostro gruppo su Facebook “Sicuri in Rete”: “Una guida completa e facilmente comprensibile anche da parte di chi non “mastica” l’informatica e internet. Un manuale che ogni famiglia dovrebbe tenere a portata di mano.” E io aggiungo: “Genitori e insegnanti non date per scontato che i vostri ragazzi non corrano alcun rischio quando navigano in Rete tramite il loro tablet, notebook o smartphone che sia. Occorre prendere le dovute precauzioni e soprattutto trasmettere un ingrediente fondamentale che non tutti hanno di “default”: tanto BUON SENSO. Il ruolo dunque degli adulti oggi è quello di affiancare i ragazzi e trasmetterlo mediante una sana educazione che può avvenire solo facendo chiarezza su ciò che sono non solo le potenzialità ma i rischi/pericoli che si possono presentare. Il nostro libro in questo aiuta soprattutto agendo in chiave preventiva.

    Oggi oltre il 90% dei ragazzi di oggi si incontra con gli amici sui Social Network (Facebook). Immagini, dati personali e sensibili viaggiano quotidianamente  sulla piazza virtuale più frequentata al mondo. Nel vostro libro fornite consigli in tal senso?

    Certamente si. Abbiamo dedicato un intero capitolo al riguardo cercando di trasmettere un concetto molto importante che oggi troppo spesso non solo i ragazzi ma anche noi adulti ci dimentichiamo: tutto ciò che finisce su Internet una sola volta un secondo è come un tatuaggio indelebile. Dunque molta attenzione a non pubblicare sul proprio profilo su facebook dati personali quali ad esempio indirizzo di casa o della scuola, numero di cellulare, data di nascita e nomi dei propri famigliari. Evitiamo di pubblicare immagini di bambini piccoli sul proprio profilo personale e non pubblichiamo foto con altre persone che preventivamente non ci hanno autorizzato a farlo (tags).

    La nostra privacy scompare dal momento in cui ci iscriviamo su Facebook. E’ possibile fare qualcosa per evitare che con facilità terzi riescano ad entrare in possesso dei nostri dati personali e sensibili?

    La sicurezza assoluta non esiste. Esistono i sistemi minimali per impostare privacy e sicurezza proteggendoci da criminali informatici sempre pronti a rubarci l’identità e un domani ricattarci per quanto viene trovato sul nostro profilo o ancor peggio commettere reati on-line a nostro nome. Attiviamo le giuste protezioni per impedire che eventuali software malevoli possano entrare all’interno del nostro sistema. L’obiettivo primario dei criminali informatici oggi è quello di guadagnare vendendo pacchetti di dati personali che ci riguardano. Dunque se proprio vogliamo condividere i nostri dati, le nostre passioni, i nostri hobby e i nostri amici facciamolo ma con le dovute protezioni e cercando di cautelarci per quanto possibile. La protezione dei nostri dati personali è importantissima.

    Smarthpone e tablet sono i dispositivi che ormai vanno per la maggiore per connettersi ad internet. E’ possibile proteggersi così come avviene su un normale PC o Notebook?

    Ormai tutti i produttori di antivirus hanno a disposizione una suite specifica per smartphone o tablet. Ve ne sono a pagamento o gratuite e fra le principali funzionalità la protezione da software malevolo, il controllo parentale, il blocco da remoto in caso di smarrimento, firewall e sistema di crittografia dei dati presenti sul dispositivo. Nel libro un’apposita sezione analizza i principali sistemi di protezione dati presenti su smartphone.

    Le applicazioni (apps) che vengono scaricate su Facebook piuttosto che sul proprio smartphone o tablet sono sicure?

    Partiamo dal presupposto che tutte le applicazioni che vengono scaricate tramite Google Player o altri sistemi sono di terze parti. Il 60% delle applicazioni trasmette al produttore delle stesse informazioni sensibili (dato Federal Trade Commission). Facebook stessa quando entriamo sul social network e ci creiamo il nostro profilo ci avvisa che è esente da responsabilità nel caso in cui un’applicazione scaricata sul social network in qualche modo entri in possesso dei nostri dati personali presenti sul profilo. E ogniqualvolta accettiamo di scaricare un’applicazione confermiamo il fatto che questa potrà accedere ai nostri dati personali impostati sul nostro profilo. Dunque il consiglio che posso dare è con le applicazioni sui dispositivi maggiormente utilizzati e sulle piattaforme social andiamo cauti.

    Segnalaci qualche sito da sbirciare per garantirci sicurezza.

    www.sicurezza-digitale.com: un portale con informazioni aggiornate sulla sicurezza in Rete e la protezione dei dati personali.

    www.sicurionline.it: portale di informazione protezione dati personali e sicurezza online con il supporto di video esplicativi gestito da Microsoft, Polizia Postale e Banca Carige.

    www.google.it/goodtoknow: progetto “Buono a Sapersi” gestito da Google Italia in sinergia con Polizia di Stato che mira a fornire informazioni legate alla sicurezza online e alla protezione dei nostri dati presenti sul web.

    E per chiudere tre applicazioni online che ci possono aiutare 

    www.secure.me: applicazione online utile per la protezione del tuo profilo Facebook

    www.waatp.com: un motore di ricerca per poter cercare specificatamente una persona sul web

    www.TinEye.com : un motore di ricerca che consente di trovare immagini uguali e simili nel web, aiutandoci a scoprire se una foto è stata modificata o coperta da copyright

  • Una giornata con FLOSS, Free and Open Source Software

    Una giornata con FLOSS, Free and Open Source Software

    “Floss in festa 2012”, una giornata a parlare di FLOSS, Free and Open Source Software. Se ne parlerà venerdì 30 novembre dalle ore 9 per l’intera giornata a Perugia in una giornata organizzata dal Centro di Competenza Open Source della Regione Umbria, in collaborazione con il Consorzio SIR Umbria. Saranno presenti Morena Ragone, Elisabetta Nanni e Italo Vignoli

    FLOSS - garland_logoFLOSS, acronimo di Free and Open Source Software, è diventato sinonimo di applicativo realizzato con software libero, ovvero reso disponibile alla collettività, che può utilizzare il programma, ridistribuirne le copie, ma anche migliorarlo e personalizzarlo. E i FLOSS in festa diventano momenti di presentazione dei servizi realizzati, oltre che di informazione circa le potenzialità dell’open source. Venerdì 30 novembre dalle ore 9 per l’intera giornata al Centro Congressi Capitini di Perugia il Centro di Competenza Open Source della Regione Umbria, in collaborazione con il Consorzio SIR Umbria, organizza FLOSS in festa 2012. L’evento intende festeggiare i sei anni trascorsi dall’approvazione della Legge Regionale 11 del 2006 a sostegno del software libero, promuovendo le soluzioni FLOSS disponibili e pronte al riuso realizzate, ovvero applicazioni gratuite sviluppate con software di tipo open source.

    “La mattina – afferma il presidente del CCOS, Osvaldo Gervasi – sarà dedicata all’approfondimento di tematiche di interesse attuale come l’opendata, la scuola 2.0, le migrazioni a suite d’ufficio di tipo open source con particolare riferimento al progetto LibreUmbria, che porterà, fin dai prossimi mesi, le Pubbliche Amministrazioni umbre all’adozione capillare negli uffici del software libero LibreOffice”

    Dalle ore 9.30 interverranno Morena Ragone giurista e vicepresidente Wikitalia e Circolo Giuristi Telematici, che tratterà il tema dei Dati aperti, governo aperto ed alfabetizzazione. Segue l’intervento di Elisabetta Nanni, esperta di tecnologie open per la scuola 2.0, dal titolo Verso una scuola Open: quali prospettive? E quello di Italo Vignoli, membro del board of director di Document Foundation, che presenterà i protocolli di riferimento per la migrazione al software libero.

    A conclusione della mattina Stefano Paggetti, direttore del Consorzio SIR Umbria, presenterà gli obiettivi e le modalità di attuazione del progetto LibreUmbria.

    “FLOSS in Festa – afferma Paggetti – è l’occasione per far conoscere progetti, idee e persone che hanno contribuito alla diffusione del software libero in Umbria. Con il progetto LibreUmbria si apre una nuova fase che vede impegnate numerose pubbliche amministrazioni nella migrazione verso LibreOffice e che continuerà nel 2013 con gli interventi dell’Agenda Digitale per un’amministrazione aperta e trasparente, volano di sviluppo del nostro territorio”.

    Il pomeriggio sarà dedicato interamente alla presentazione delle soluzioni FLOSS per la PA e la scuola, in grado di consentire l’implementazione di importanti servizi, mantenendo i costi di attivazione e manutenzione estremamente contenuti. Grazie alla collaborazione dei Linux User Group dell’Umbria, saranno presentati i diversi applicativi, anche attraverso una dimostrazione pratica di utilizzo delle stesse. Si partirà con l’illustrazione dell’uso di LibreOffice a scuola e in azienda, per passare al programma di gestione dei registri didattici per le scuole, alla modalità di realizzazione di aule informatiche a basso costo attraverso il progetto Linux Terminal Server Project.

    La seconda parte del pomeriggio proseguirà con la presentazione delle Lavagne Multimediali Interattive e delle tecnologie FLOSS GeoSpatial per la gestione dei dati geografici aperti.  A seguire l’illustrazione di modalità di gestione di siti Web con tecnologie open source e di politiche efficaci di sicurezza informatica da implementare a scuola e in azienda.

    Il programma dettagliato della giornata è consultabile sul sito Internet http://www.ccos.regione.umbria.it/?q=node/68

  • L’energia di Maga Magò, #IlMioMentore

    L’energia di Maga Magò, #IlMioMentore

    Giovanni Arata ci parla del suo mentore, la Maga Magò, ossia la sua insegnate di filosofia alle superiori. Gli ha insegnato tante cose, ma soprattutto avere passione per le cose che si fa e in cui si crede. Fino al 30 settembre è possibile donare due euro inviando un sms al numero 45507 o cinque euro dal telefono fisso a sostegno di “Cambia la vita di un bambino” iniziativa di Mentoring Usa Italia Onlus

    Cambia-la-vita-di-un-bambino---45507Andare a scuola può essere una delle esperienze più noiose del mondo. E ci sono alcune materie- tipo la matematica la filosofia- che sanno essere particolarmente indigeste. Anche per me è stato un po’ così [anzi a dirla tutta per la matematica è tuttora così]. Ma per la filosofia no. Perché ad un certo punto della mia strada ho incontrato la Professoressa Aresu. La Professoressa Aresu è una signora poco più che sessantenne, dall’aspetto molto normale. Piccola di statura, con grandi occhiali spessi ed un’espressione perennemente spersa in pensieri lontanissimi. L’unica cosa per cui può colpire, quando la vedi la prima volta, è la somiglianza con la Maga Magò dei fumetti Disney di tanti anni fa [ok, forse non la potete ricordare, ma su Google Image la trovate di sicuro ;] (altro…)

  • Pretendeva che lo fossi anche io, #IlMioMentore

    Pretendeva che lo fossi anche io, #IlMioMentore

    Luca Tremolada ci racconta che il suo mentore è stata la sua insegnante delle medie, una persona tanto dura, severa ma allo stesso tempo una persona onesta, pulita e sincera. Fino al 30 settembre è possibile donare due euro inviando un sms al numero 45507 o cinque euro dal telefono fisso a sostegno di “Cambia la vita di un bambino” iniziativa di Mentoring Usa Italia Onlus

    La ricordo come la professoressa Cichero. Insegna italiano alle scuola media di Camogli. O forse insegnava, quando e’ entrata in classe per la prima volta mi sembrava vecchissima: il viso scavato, rughe sottili, pelle abbronzata e due occhi azzurri da alpino.L’ho avuta solo un anno, poi mi sono trasferito a Milano. La professoressa Cichero mi ha fatto sputare sangue. Era stata l’insegnante di mia sorella che è sempre stata la secchiona di famiglia, brava bravissima, la prima della classe. Pretendeva che lo fossi anche io. Mi stava addosso, oh se mi stava addosso. I temi letti a voce alta, le domande di storia, e tutta quell’ossessione per i libri. (altro…)

  • I binari da seguire di Anna Masera, #IlMioMentore

    I binari da seguire di Anna Masera, #IlMioMentore

    Anna Masera ci racconta un pò della sua vita e di come, dopo la morte della mamma quando era ancora piccola, la ricerca di una figura su cui poggiare fosse importante. La trovò nella sua maestra e i suoi insegnamenti li conserva e li segue ancora oggi. Una bella storia che ci ricorda che la figura del mentore è fondamentale, come lo è per i ragazzi per i quali Mentoring Usa Italia Onlus ha realizzato la campagna “Cambia la vita di un bambino”. E tutti voi potete sostenerla fino al 30 settembre con una donazione di 2 euro via sms o 5 euro da telefono fisso

    Cambia-la-vita-di-un-bambino---45507Il mio mentore è stata la maestra Cassina, in prima elementare. Abitavo da poco a Milano, mia mamma stava morendo di tumore, mio padre si era trasferito in città dall’Alto Adige dove faceva il capitano degli Alpini per farsi aiutare dalle sue sorelle, mie zie, ad allevare i suoi tre figli: mio fratello, mia sorella e io. Ero la più grande, la più responsabilizzata, e la più cosciente di quello che stava accadendo. Perdere la mamma da piccola è stato un trauma con cui ancora oggi faccio i conti. Ma all’età di 7 anni (sono nata in gennaio e ho iniziato la scuola a 6 anni e mezzo) ero una cucciola costretta a comportarsi da adulta in casa, con un papà militare che mi amava ma non sapeva esprimerlo con la tenerezza di una mamma… Era dura e a scuola rischiavo di sbandare. (altro…)

  • Qual è stato il mentore di Cindy Crawford? #IlMioMentore

    Qual è stato il mentore di Cindy Crawford? #IlMioMentore

    Cindy Crawford è sicuramente uno dei personaggi più famosi al mondo. È passata dal mondo della moda e della bellezza all’arena del giornalismo televisivo come presentatrice di House of Style su MTV per sei anni. E’ stata anche attrice e scrittrice. Nata e cresciuta nell’Illinois, la Crawford è diventata una delle modelle di maggiore successo di tutti i tempi. Ora madre di due bambini, si divide tra New York e Los Angeles. Ma chi è stato il suo mentore? Ce lo racconta in questo testo che pubblichiamo, tratto da “The Person Who Changed My LiFe” di Matilda Raffa Cuomo, Presidente Onorario di Mentoring USA/Italia Onlus

    Cindy Crawford #IlMioMentorePer tutta la vita ho avuto la grazia di incontrare persone che mi hanno consentito di crescere e svilupparmi come persona. Prima e più importante, mia madre mi ha sempre dato amore e sostegno incondizionati. Ha sempre avuto una grande fiducia in me e con la forza interiore del suo carattere mi ha sfidata a realizzare i miei sogni. Anche durante il suo divorzio da mio padre, ha conservato una visione positiva della vita. Mi spiegava che quando cerchi di fare il tuo meglio, non c’è fallimento: “Puoi sempre ritornare a casa. Il fallimento è quando non ci provi affatto”. Anche mio padre ha avuto una grande influenza su di me. Mi ha invogliata ad essere ambiziosa e a sviluppare l’amore per la conoscenza. Mi ha anche sfidata e mi ha costantemente ricordato che le ragazze possono realizzare molto, molto di più dei maschi.  (altro…)

  • Il mentore secondo Rudy Bandiera #IlMioMentore

    Il mentore secondo Rudy Bandiera #IlMioMentore

    Continuiamo a raccontare le storie positive raccolte per l’iniziativa che stiamo promuovendo “Cambia la vita di un bambino”, realizzata dall’associazione Mentoring Usa Italia onlus con lo scopo di indicare dei buoni esempi a tanti bambini che prematuramente abbandonano la scuola o scivolano verso la droga o la violenza. Il prossimo a raccontare il suo mentore è Rudy Bandiera, uno dei più importanti e seguiti blogger in Italia

    Cambia la vita di un bambino - sms 45507Alla domanda “chi è stato il tuo mentore” si rimane perplessi, quasi esterrefatti. Sono domande che richiedono enormi riflessioni, oppure che non hanno risposta, come ad esempio “sei felice?”. I grandi temi della vita, i temi complessi legati al cuore più che alla ragione, sono di difficile spiegazione e complessi da afferrare, da racchiudere. Di una cosa, per quello che riguarda la mia vita, sono assolutamente certo: io ho avuto solo e soltanto un mentore. Mio padre. (altro…)

  • “Cambia la vita di un bambino”, parte oggi l’iniziativa di Mentoring Usa Italia Onlus

    “Cambia la vita di un bambino”, parte oggi l’iniziativa di Mentoring Usa Italia Onlus

    Mentoring Usa Italia Onlus lancia da oggi la campagna di raccolta fondi “Cambia la vita di un bambino”, che si propone di formare 1000 mentori per aiutare altrettanti minori in difficoltà in tutta Italia. Scopo dell’iniziativa è mettere accanto ad ogni ragazzo a rischio di dispersione scolastica un mentore, formato da esperti, che lo aiuti a comprendere l’importanza della scuola e a non abbandonarla. Personalità della rete, blogger e giornalisti, sosterranno l’inziativa con un loro contributo che sarà pubblicato sul nostro blog. Per raccogliere fondi, inviate un sms al 45507.

    Cambia la vita di un bambino - sms 45507Incontri che cambiano la vita. Persone che, con le loro parole ed il loro esempio, diventano punti di riferimento, stelle polari che ci guidano nelle difficoltà dell’esistenza. Se ogni bambino che vive in condizioni di disagio potesse contare sull’aiuto e sull’affetto di una guida ben formata, probabilmente non lascerebbe la scuola e non cadrebbe nella trappola della droga e della violenza.  E’ questa l’intuizione di Matilda Raffa Cuomo, da cui nasce Mentoring Usa Italia Onlus. Negli Stati Uniti, dal 1987 ad oggi, Mentoring ha già salvato 20.000 studenti e annovera sostenitori del calibro di Bill Clinton, John McCain, Cindy Crawford, Andrea Bocelli, Colin Powell, le cui esperienze sull’importanza di aver incontrato un “angelo custode” nella loro vita sono state raccolte da Matilda Raffa Cuomo nel libro “The person who changed my life”.

    L’iniziativa viene replicata on line e gli articoli di un centinaio di influencer, giornalisti e Mentori di eccellenza che hanno deciso di aderire alla campagna raccontando a loro volta qual è stato il mentore che ha influito maggiormente nella propria vita, saranno pubblicati, a partire da oggi, qui sul nostro blog. E di questo ne siamo davvero orgogliosi.

    Così Luca Tremolada, Zeno Tomiolo, Viviana Musumeci, Letizia Palmisano, Luca Oliverio e tantissime altre penne e facce note della rete che hanno deciso di sostenere l’iniziativa di Mentoring USA/Italia diventando testimonial del numero 45507. Per diventare testimonial dell’iniziativa con il proprio racconto è sufficiente inviarlo all’indirizzo email comunicazione@mentoringusaitalia.org con l’oggetto “il mio mentore” oppure è possibile seguire la discusione su twitter con l’hashtag “#ilmiomentore” e raccogliere la sfida di ringraziare il proprio mentore in 140 caratteri.

    Attiva in Italia dal 1998, Mentoring ha già inciso positivamente sulla vita di 9000 studenti e lancia da oggi, 17 settembre, la sua campagna di raccolta fondi “Cambia la vita ad un bambino”, che mira a realizzare progetti che, attraverso la collaborazione delle scuole italiane e degli insegnanti, sostengano almeno 1000 ragazzi a rischio di dispersione scolastica, bullismo, droga e binge drinking.

    Ma come funziona la metodologia Mentoring? In sintesi, quando un ragazzo vive un disagio tra i banchi di scuola, un mentore lo sostiene: si tratta, quindi, di una relazione one-to-one tra un minore, il Mentee, e un volontario adulto adeguatamente formato, il Mentore. La sede di ogni singolo intervento di mentorato è l’Istituto scolastico di appartenenza dei ragazzi seguiti, con cadenza settimanale (un giorno a settimana, di pomeriggio, in orario extrascolastico). L’obiettivo è quello di sviluppare nello studente conoscenze, competenze emotive e sociali per comprendere, ad esempio, l’importanza della scuola e trovare insieme (mentore e mentee) le modalità per superare il disagio scolastico, oppure l’abuso di droga o la tendenza al bullismo.

    “Il mio viaggio, del tutto improbabile e fortunato, è stato reso possibile grazie allo stimolo e alla guida di mentori fantastici”. 

    Bill Clinton, ex Presidente degli Stati Uniti d’America.

    L’intervento di mentorato si articola in tre fasi: una prima fase è di confronto preliminare tra mentori e mentee; la seconda è quella della relazione metodo one-to-one (peculiarità del modello); la terza fase è quella finale di valutazione da parte del mentore della relazione con il ragazzo (diario di bordo).

    I fondi raccolti nella campagna “Cambia la vita di un bambino” serviranno a finanziare 50 programmi di mentorato in tutta Italia per prevenire l’abbandono scolastico, l’abuso di droga, binge drinking e violenza negli stadi per 1000 minori a rischio.

    Per ulteriori informazioni visitare il sito www.mentoringusaitalia.org

    Mentoring Usa Italia Onlus

    Mentoring Usa Italia Onlus nasce in Italia nel 1998, dopo una fase di sperimentazione del metodo one – to – one di Matilda Raffa Cuomo sostenuta dal CNR per contrastare il fenomeno dell’abbandono scolastico dopo il successo ottenuto negli Stati Uniti tra il 1987 ed il 1995, con cui tramite il “NYSMP” – New York State Mentoring Program – ha favorito il reinserimento sociale di circa 20.000 ragazzi. La sua mission si esprime attraverso gli omonimi programmi educativi diretti ad arginare il diffuso e preoccupante fenomeno dispersione scolastica, causa di piaghe sociali quali: bullismo, babygang, violenza negli stadi, microcriminalità, droga. Nel gennaio 2011, Michelle Obama e Matilda Raffa Cuomo hanno ribadito alla Conferenza “Achieving Academic and Social Success: Supporting Youth through Mentoring” l’importanza del Mentoring per la crescita sana delle nuove generazioni.