Tag: selfie

  • Social Media: non serve fare tanti selfie, meglio curarsi dei followers e dei like

    Social Media: non serve fare tanti selfie, meglio curarsi dei followers e dei like

    Sui social media non serve fare tanti selfie, si rischia di passare per narcisisti e poco simpatici, meglio dedicarsi ai propri followers e ai like. A rivelarlo è un recente studio della Baylor University che ha analizzato la “piacevolezza percepita”.

    Capita spesso che studi universitari analizzino come gli utenti usano i social media, stilando vari profili che si distinguono secondo diverse caratteristiche. Qualche tempo fa avevamo visto i profili su Facebook, secondo uno studio della Brigham Young University, un paio di anni fa avevamo poi visto che tipo di personalità emerge dalla nostra foto profilo. Ma oggi vogliamo parlarvi di un altro interessante studio, della Baylor University e pubblicato sulla rivista Psychology of Popular Media Culture, dal titolo Experimental Evidence of Observed Social Media Status Cues on Perceived Likability, che ci mostra un altro aspetto. E cioè come veniamo visti dai nostri “osservatori”, dai nostri follower quindi, dalle persone con cui interagiamo.

    Lo studio indaga quella che i ricercatori hanno definito “perceived likability“, in italiano sarebbe qualcosa tipo “piacevolezza percepita“, non suona infatti benissimo. Potremmo certamente intenderla come “simpatia percepita“, vale a dire che tipo di impressione facciamo alle persone che ci seguono, ma anche a quelle che ci intercettano per tanti motivi, in relazione all’attività che facciamo ogni giorno su Facebook, Twitter, Instagram, YouTube e altri canali. Lo studio, portato avanti da Steven W. Bradley e da James A. Roberts, ha analizzato 873 risposte da 72 utenti esperti nell’uso dei social media, chiedendo loro di analizzare profili, post e quindi il gradi di accettabilità dell’utente sui social media.

    social media selfie like followers

    Un elemento che evidenzia la ricerca è che la “piacevolezza percepita”, che non è altro che un mix tra socievolezza percepita, empatia, rilevanza, autenticità, differisce tra donne e uomini, ma comunque i ricercatori hanno rilevato che:

    • gli utenti che hanno un alto numero di follower e che ricevono un alto numero di like hanno, di conseguenza, un alto livello di “piacevolezza percepita”;
    • gli utenti che hanno una bella presenza fisica hanno, quindi, una alto grado di “piacevolezza percepita”;
    • gli utenti che pubblicano molto selfie, impegnati quindi a fare emergere solo la propria immagine, godono di una bassa “piacevolezza percepita”.

    Questi sono i dati che emergono in linea di massima dalla ricerca e, ancora una volta, si evidenzia, come già riscontrato da altre ricerche, che i selfie vengono percepiti dagli utenti come un continuo racconto di sè stessi, quindi molto limitato e centrato solo sulla propria persona, sul proprio aspetto. E’ una modalità che viene descritta come narcisista, per il fatto che l’utente non fa emergere altro che la propria immagine, ricevendo, da quello che hanno rilevato i ricercatori della Baylor University, poca simpatia dai propri followers.

    La ricerca rileva poi che gli uomini considerano molto l’aspetto esteriore nel considerare il livello di piacevolezza percepita, mentre le donne sono più attente ai like, al numero di followers e ai selfie.

    A conti fatti, il numero di followers e di like valgono il doppio per quanto riguarda la “simpatia percepita”, molto più dell’aspetto fisico; i selfie invece sono considerati quasi due volte meno simpatici. La ricerca evidenzia che questo vale anche quando una persona non è particolarmente attraente dal punto di vista fisico, gli utenti valutano più importante il numero dei followers e dei like perchè indicatori di altre qualità dell’utente stesso.

    Allora, che ne pensate di questi dati? Anche voi prestate più attenzione ai followers e ai like piuttosto che ai selfie quando entrato in contatto con utenti sui social media?

  • Uno studio rivela che su Instagram i narcisisti tendono a seguire narcisisti

    Uno studio rivela che su Instagram i narcisisti tendono a seguire narcisisti

    Un recente studio della Sejong University, pubblicato sulla rivista Computers in Human Behavior, ha rivelato che gli utenti che usano i social media per promuovere sè stessi attraverso i selfie tendono a seguire utenti che fanno la medesima cosa. E tollerano meglio l’atteggiamento narcisistico degli altri. Lo studio è stato realizzato selezionando un campione di utenti su Instagram.

    “Chi si somiglia si piglia” recita il popolare detto, riferendolo a Instagram, e allo studio di cui vi parliamo oggi, diventerebbe “Chi somiglia si segue”. Sì, perchè il senso dello studio Sejong University, pubblicato sulla rivista Computers in Human Behavior, dal titolo “Narcissism 2.0! Would narcissists follow fellow narcissists on Instagram?”, è che gli utenti che usano i social media per promuovere sè stessi, quindi per autocelebrarsi, attraverso i selfie, tendono a seguire utenti che fanno la medesima cosa. Fare selfie su Instagram, spiega Seunga Venus Jin, autore dello studio, identifica proprio un atteggiamento narcisista, quindi fare continuamente selfie e postarli sui social media.

    Lo studio ha quindi rivelato una relazione stretta tra gli utenti che usano i social media con questa accezione narcisistica. Postano selfie continuamente perchè sono alla ricerca continua di “like”, quindi di considerazione, e allo stesso modo sono orientati a fare lo stesso modo con gli utenti che fanno altrettanto, come si fosse un principio di solidarietà tacito.

    instagram narcisisti selfie

    Per giungere a questo risultato, i ricercatori della Seunga Venus Jin (Seul, Corea del Sud), hanno selezionato 276 utenti di Instagram, che usano quindi questo strumento per lo più postando selfie. Gli utenti narcisisti hanno quindi mostrato un atteggiamento più benevolo e solidale verso i selfie postati dagli altri utenti narcisisti, con una maggiore propensione a seguirli. Lo studio ha preso in esame solo il “narcisismo grandioso“, quello caratterizzato da una forte autostima verso sé stessi e la propria immagine, mentre non ha esaminato il “narcisismo vulnerabile“, quello caratterizzato da una scarsa autostima verso sè stessi e da una elevata sensibilità verso le critiche.

    In pratica questo studio mostra come selfie vada di pari passo con il narcisismo e, allo stesso tempo, dimostra la tolleranza verso il narcisismo stesso.

    Tanto per dare qualche dato, anche per inquadrare meglio l’argomento:

    • ogni 10 secondi su Instagram vengono condivisi oltre mille selfie
    • sono 93 milioni i selfie postati sui social media ogni giorno
    • il 75% delle foto condivise su Snapchat sono selfie
    • si stima che i millennials posteranno, nell’arco della loro vita, qualcosa come 25 mila selfie.

    Se vi ricordate, esattamente un anno fa eravamo sullo stesso tema a proposito di un altro studio che aveva rivelato i profili degli utenti che fanno selfie, distinguendo tra: i Comunicatori, gli Autobiografi e gli Auto-celebrativi.

  • Selfie, ecco i profili degli appassionati dell’autoscatto

    Selfie, ecco i profili degli appassionati dell’autoscatto

    Quando si dice la parola “Selfie” automaticamente si è portati a pensare a “narciso”. Ma un recente studio di alcuni studenti della Brigham Young University ha rilevato che esiste un vero identikit di chi si fa gli autoscatti. Esistono tre profili: i Comunicatori, gli Autobiografi e gli Auto-celebrativi.

    A proposito di selfie, già altre volte ci siamo occupati dell’argomento, quando il Censis ci ricordava, nel 2014, che gli italiani li amano molto e quando, nel 2015, una ricerca di Coney rilevò che ogni giorno erano 93 milioni i selfie condivisi e la parola “selfie” figurava, sui social media, già 154 milioni di volte. Se volessimo andare a vedere oggi questi numeri, ci renderemmo conto subito che sarebbero aumentati, e di molto. Parliamo di nuovo di selfie per via di questa ricerca, condotta da un gruppo di sutudenti della Brigham Young University (BYU) che, effettuando una ricerca per il loro master, hanno scoperto che i selfie non sono sempre da legare al profilo “narcisista”, ossia quello che vuole compiacersi e comparire a tutti i costi (o, comunque, non è semore così). Dalla loro ricerca hanno quindi tirato fuori una sorta di identikit di coloro che usano molto questa modalità per condividere le loro storie e quello che fanno. Fatto salvo il fatto che oggi tutti fanno selfie, senza differenza di età. Ma stiamo sulla ricerca.

    selfie ricerca profili

    La ricerca è stata pubblicata anche dalla rivista Visual Communication Quarterly, dal sito Sciencedaily, insomma, ha ottenuto un bel po’ di risalto perchè offre uno spaccato nuovo riguardo a questo grande fenomeno che sta investendo più o meno tutti.

    I profili emersi dalle interviste che i cinque studenti della BYU hanno sottoposto ad un numero di utenti (46 per l’esattezza), di età tra i 18 e i 45 anni, descrivendo anche 48 situazioni in cui si trovano usando la modalità dei selfie, sono essenzialmente tre:

    I Comunicatori, ossia quelli che usano i selfie per comunicare, coinvolgendo amici e parenti all’interno di una conversazione. Sono persone che amano anche attivare nuove conversazioni su nuovi temi, come ha fatto l’atrice Anne Hathaway che, pubblicando su Instagram un selfie, scrivendo ho votato, ha richihamato ad un dovere civico.

    https://www.instagram.com/p/BMjbg9rDerl/

    Gli Autobiografi, ossia quelli che usano i selfie per raccontare e, soprattutto, raccogliere momenti importanti della loro vita. Sono persone che attraverso la condivisione degli autoscatti vogliono tenete a memoria eventi e situazione che andranno a comporre il loro “album dei ricordi”. Un esempio, citato anche dalla ricerca, è quello che fa l’astronauta Scott Kelley, restato un anno in orbita, ha raccontato la sua esperienza con foto meravogliose insieme anche ai selfie. Un po’ come fece anche la nostra Samantha Cristoforetti.

    E poi ci sono gli Auto-celebrativi quelli che amano raccontare tutto, ma proprio tutto, di sè stessi. Usano i selfie per promuoversi, per far sapere agli altri, in qualsiasi situazione, cosa stanno facendo e dove si trovano, sempre con lo scopo di auto-promuoversi. Assumono un atteggiamento da Celebrità, interessati ai feedback che ricevono perchè vogliono apparire in una luce positiva. Un esempio potrebbe essere Kim Kardashian.

    https://www.instagram.com/p/BPI1GrbDPLi/

    La ricerca quindi offre degli spunti interessanti e, senza alcuna ombra di dubbio, i selfie oggi concorrono al racconto visivo di quella che è la società che stiamo vivendo. Quindi è giusto indagare il fenomeno e mettere in risalto le caratteristiche, al fine di comprendere meglio.

    E voi, fate molti selfie? In quale categoria vi riconoscete e pensate ci sia da aggiungere qualche altra categoria?

  • Il Narcisismo sul Web: lo demonizziamo?

    Il Narcisismo sul Web: lo demonizziamo?

    Il Narcisismo, come modalità di comportamento e di comunicazione, emerge fortemente sul Web che sui Social Network, tanto che si dice che questa sia l’Era della Personalità Narcisistica. Che cosa sta dietro, tuttavia, ad un carattere narcisista? E’ giustificabile, secondo voi?

    Sul Narcisismo Digitale o, meglio, su quanto il Digitale ci renda più facilmente Narcisisti, è stato scritto moltissimo.

    In un’era in cui la nostra personalità e il nostro carattere sono proiettati nelle conversazioni sui Social Media e sugli articoli che pubblichiamo, la nostra identità è sempre più pubblica e, proprio per questo, è cambiata.
    Parliamo tutti, sempre più interconnessi, sempre più visibili.
    E anche chi non parla di sé si costruisce sul Web un’immagine molto precisa per chi legge e ascolta.
    Dichiariamolo apertamente: siamo nell’Epoca della Personalità Narcisistica, dell’auto-celebrazione, dei selfie, della focalizzazione su se stessi.
    Ma prima di tutto, cosa vuol dire Essere Narcisisti?

    narcisismo selfie web

    In realtà, il Narcisismo ha una vasta varietà di significati, che parte dalla Patologia Psichiatra fino alla semplice descrizione di un carattere sano.
    Talora perfino positivo, quando si intendere una buona stima di sé e una valutazione positiva del proprio Ego.
    E’ un carattere, tuttavia, che fondamentalmente si distingue per ben altro: scarsa empatia, vanità, presunzione.
    Una presunzione pericolosa nell’ambito sociale perché può trasformarsi da egocentrismo ad arroganza e livore.
    Altre caratteristiche fondamentali del Narcisismo consistono nel negare qualsiasi senso di responsabilità e/o di colpa e nel non sentire mai alcun rimorso.
    Le altre persone vengono considerate, più o meno consapevolmente, come mezzi per il successo personale, senza considerare il prezzo di questo atteggiamento, e questo induce il Narcisista ad amare e adulare i cosiddetti proseliti e a non accettare critiche.
    Neppure, ovviamente, quelle costruttive.

    Un carattere narcisistico difficilmente si integra nell’ambito sociale in cui è posto perché la sua superbia e altezzosità può sfociare facilmente in prepotenza.
    Gli studi rivelano che i soggetti con tali caratteristiche si ambientano e socializzano molto più fortemente con soggetti simili a loro.
    In un ambiente in cui prevale l’abbuffata di potere e l’egocentrismo, difficilmente i singoli si pesteranno i piedi l’un l’altro, proprio per poter continuare ad essere auto-riferiti e auto-centrati.

    Il Web è lo specchio ideale per ingigantire l’immagine di sé. La casa del Narcisismo, in un certo senso.
    E si può dire che il Narcisismo è il vero demone della società virtuale, che si sviluppa sul digitale e su Internet.
    Eppure c’è una riflessione importante da fare.

    Il Narcisista è di natura ipercritico nei confronti degli altri e tende alla svalutazione costante di chi s’interfaccia con lui.
    Naturalmente questa è una modalità del tutto disfunzionale nella creazioni di relazioni, sui Social Network e sul Web in particolare dove manca il Linguaggio del Corpo a compensare i rancori.
    Nulla di male – né di strano – se il Narcisista ci risulta fastidioso, indisponente, insopportabile, anche un po’ meschino.
    Perché non ha alcun diritto di porsi a giudizio di noi e delle nostre azioni.
    Eppure, quell’immagine grandiosa del Sé che si porta dietro è anche l’ombra della sua capacità di relazionarsi. O meglio, la dimostrazione della sua incapacità.
    Ecco la nota dolente.
    Stiamo toccando la verità inconscia della personalità narcisista.

    L’immagine grandiosa è, in realtà, una vera e propria proiezione di sé irrealistica e ideale.
    La motivazione per cui questo avviene è spiegata dalla necessità che il Narcisista ha di compensare quella che è una visione di sé inconsistente, modesta, insicura e fragile.
    Opposta a tutto quello che noi possiamo immaginare relazionandoci con lui.
    Alla base dello sviluppo del Narcisismo c’è sempre una mancanza di accoglienza, di risposte amorose e di accettazione infantile.
    Il Narcisista è una persona debole, intollerante tuttavia della propria stessa debolezza.
    E quell’ipercritica che ha per gli altri, è in realtà un’ipercritica che rivolge a se stesso.
    Spessissimo, il Narcisista non riconosce affatto il proprio senso di fragilità e interiorità, perché si tratta di un processo di proiezioni interiori che rimane il più delle volte inconscio.
    Se se ne rendesse conto, considererebbe indubbiamente intollerabile la sua debolezza. Crollerebbe.

    Il Web e i Social Network in particolare, che sono nati per creare connessioni, far nascere relazioni, aprire il confronto tra persone che non si conoscono e vengono da realtà completamente diverse, rende difficilmente sopportabile la presenza del Narcisista. 
    Con lui non si riesce a stabilisce un dialogo bidirezionale, alla pari. Nessun confronto.
    Lui è il leone che tutti temono e il suo giudizio – ipercritico, appunto – azzera la natura stessa dei rapporti nella realtà virtuale. Se avesse in mano il nostro specchio – e non il suo – si vedrebbe non certo un leone, ma forse forse un micetto.

    Di fatto, tristemente, è proprio il Narcisista quello che soffre di più.
    Incatenato entro schemi mentali rigidissimi, dove regna solo la competizione e mai il confronto, e dove qualsiasi sua reazione è in realtà motivata da un profondo senso di inferiorità che non accetterà mai.
    Il Narcisista è una vittima?
    In un certo senso sì, perché l’ostinata negazione dei sentimenti lo condanna a desolanti rapporti manipolatori e inautentici.
    E’ giustificabile per questo?

    Da un punto di vista evolutivo e patologico, certamente sì. L’adulto narcisista è un bambino che non ha mai avuto un amoroso riconoscimento dalla figura materna.
    Eppure, senza addentrarci in questi studi psicopatologici, il Narcisista fa male. Ferisce gli altri perché li usa.

    Se tutto questo è già difficile da gestire nella realtà quotidiana, sul Web diventa quasi impossibile, per la natura stessa dei rapporti virtuali.
    Naturalmente questa riflessione non vuole convincere nessuno a stimare una persona che ha le caratteristiche relazionali e psicologiche del Narcisista. Tuttavia, lo si può capire meglio, alla luce di questa riflessione.
    E riconoscere le dinamiche inconsce del carattere umano è, sempre, l’unica arma che abbiamo perché le nostre relazioni virtuali siano positive, diano vita ad un confronto reale e, perché no, ad una vera e propria Innovazione.

  • Ecco lo Stato dei Selfie: 93 milioni di foto al giorno

    Ecco lo Stato dei Selfie: 93 milioni di foto al giorno

    stato-selfie-rapporto

    Coney, agenzia di comunicazione internazionale, ha stilato un nuovo rapporto “Lo Stato dei Selfie”, un fenomeno sempre più in ascesa che viene indagato sotto diverso punti di vista. Il primo selfie è di Robert Cornelius del 1839. Oggi i selfie a livello globale sono 93 milioni ogni giorno e il termine “selfie” è menzionato ben 154 milioni di volte sui social media.

    In effetti mancava proprio uno “Stato dei Selfie” e ci ha pensato bene Coney, agenzia di comunicazione internazionale che vanta tra i suoi clienti anche Walt Disney e Chrysler, con questo rapporto che fa il punto della situazione su un fenomeno che è in costante crescita. Piacciano o non piacciano i selfie sono un fenomeno a tal punto da essere preso in considerazione da aziende e marketers, ed è proprio questo lo scopo del rapporto che vuole mettere in luce alcune caratteristiche interessanti.

    Intanto, come sicuramente già saprete, il primo selfie porta la data del 1839 ad opera di Robert Cornelius, fotografo di Philadelphia vero pioniere di questo genere di fotografia. E oggi la situazione è che i selfie sono ben 93 milioni e che la sola parola selfie, secondo quanto rilevato da Google e da Sysomos, è citata sui social media ben 154 milioni di volte.

    Robert-Cornelius-primo-selfie
    Robert Cornelius

    Ovviamente nel rapporto non può mancare Snapchat, l’app mobile con cui i teenagers si scambiano ogni giorno qualcosa come 400 milioni di foto, ovvero sia il 5% di tutti i selfie condivisi sui Social Media. E quindi i selfie, per quanto se ne possa dire, sono diventati parte della vita di tutti i giorni di studenti, ma non solo. Ma come dicevamo prima il rapporto vuole evidenziare il fenomeno sei Selfie come strumento di comunicazione interessante per le aziende e i marketers. Anche il solo provare a conoscere il fenomeno ormai così radicato nella nostra società, può aiutare a comprendere e a realizzare delle strategie di comunicazione efficaci. Potrebbe essere.

    Il rapporto è suddiviso in sezioni: La Scienza dei Selfie; Body Language; Selfie-ventions; The Great Selfie Debate; Express Yourselfie. Tutte sezioni che indagano a fondo il fenomeno portando a conoscenza numeri, dati e anche curiosità.

    La prima parte è dedicata al sondaggio che Coney ha condotto su 778 infuencers online e più del 50% ha risposto che si compiace nel vedere i propri selfie scorrere nei feed sui social media e più dell’85% dice di scatta almeno un selfie a settimana, scegliendo Facebook come piattaforma ideale, Instagram è al secondo posto. L’82% di questi influencers dice di scattare selfie per mostrare qualcosa di nuovo ( ad esempio un nuovo make-up, nuovo taglio di capelli, nuovi abiti) oppure per trascorrere del tempo con la propria famiglia, oppure per mostrare la località che stanno visitando in quel momento. Nel rapporto è citato Selfiecity.net, un sito dal quale osservare selfie che provengono da ogni parte del mondo.

    Nel rapporto vengono citati anche gli ultimi trends del mondo del Selfie come “Hand Selfies“, “Animal Selfies“, “Shoes on Floor“, “Kid Selfies“, “Belfies” e altri.  E c’è spazio amche per le invenzioni legate al mondo dei Selfie, come non citare allora il Selfie Stick, questo bastone che permette di scattare selfie a distanza, cosa impossibile prima se non avendo braccia lunghe qualche metro.

    E a proposito di braccia lunghe, il rapporto cita anche alcuni ricercatori che indagano il fenomeno dal punto di vista dell’impatto sociale e psicologico. Ebbene, dovete sapere che ricercatori di Harvard hanno scoperto che le nostre braccia sono cresciute negli ultimi due anni di 0.5 pollici (1,27 centimetri per la precisione). Ehm….a causa dei selfie? E non è finita, perchè gli stessi ricercatori prevedono che le nostre braccia si allungheranno di 4-5 centimetri entro la fine del secolo! Questa suona molto come un’esagerazione però.

    Il rapporto indica anche che per fare un selfie ci vuole del tempo. Uno studio, The Body Shop, ha scoperto che le inglesi impiegano 753 ore della loro vita (1 mese!) per fare il loro miglior selfie.

    Inoltre, sembra che gli uomini, lo dice una ricerca dell’Ohio State University, che pubblicano un sacco di selfie sono più narcisisti di quelli che non lo fanno. E ancora Selfiecity.net evidenzia come siano le donne a prendere sul serio i selfie più degli uomini, il 61,6% solo a New York.

    Insomma, questo rapporto contiene davvero tutto ciò che riguarda il mondo dei Selfie e se volete scaricarlo potete farlo da questo link.

    Allora, che ne pensate di questo rapporto? Anche voi siete tra quelli che scattano molti selfie? Raccontateci la vostra esperienza.

  • Google saluta il 2014 con un doodle animato

    Google saluta il 2014 con un doodle animato

    google-doodle-fine-2014

    Ecco il doodle di Google che saluta il 2014 ricordando alcuni trend che hanno caratterizzato l’anno del popolare motore di ricerca. E sono i Mondiali di Calcio in Brasile, il lander Philae atterrato sulla cometa 67P, Ice Bucket Challenge e Flappy Bird

    Google rinnova la tradizione nel celebrare l’addio al vecchio anno con un doodle e nell’occasione di salutare il 2014, ormai agli sgoccioli, rende pubblico oggi un doodle animato, a livello globale (non è visibile in alcuni paesi dell’Africa e del Medio Oriente), ricordando i principali trends che hanno caratterizzato l’anno del più grande motore di ricerca della rete.

    L’opera è stata realizzata da Cindy Suen.

    Se infatti guardate bene il doodle in apertura di riconosce Flappy Bird; è poi facilmente riconoscibile il rifermento ai Mondiali di Calcio di Brasile 2014, si riconosce anche il lander Philae, della missione ESA denominata “Rosetta”, atterrato lo scorso 12 novembre sulla superficie della cometa 67P, un evento mai accaduto prima di allora.

    C’è poi l’Ice Bucket Challenge uno dei principali trend di questo 2014 che quest’estate ha coinvolto tutti con le secchiate di acqua gelida dondando in beneficenza per combattere la SLA.

    google-doodle-fine-2014

    Per restare in tema di trends del 2014, in Italia alla voce “Cosa significa” in prima posizione troviamo Selfie, segno che gli italiani sono sempre più interessati all’argomento. Alla voce “Parole emergenti” troviamo Mondiali 2014, quindi in linea con i trends a livello globale, seguito da iPhone 6, l’ultimo nato da Apple. Mondiali 2014 sono primi anche tra le “Parole emergenti associate”. Alla voce “Star dei Mondiali”, in prima posizione si piazza Cristiano Ronaldo, seguito da Diego Costa e da Ciro Immobile.

    Tra i “Personaggi” in prima posizione troviamo l’attore Robin Williams, scomparso la scorsa estate, in linea quindi con le tendenze globali e con le tendenze viste sui principali social network.

    Lo scorso anno il doodle di Google che salutava il 2013 era in stile disco anni ’80. In quell’occasione i doodle furono conseguenti e complementari. Vedremo cosa succederà domani.

    E comunque, ancora una volta vogliamo farvi i nostri migliori auguri per un grande 2015 che possa davvero darvi tante soddisfazioni e gioia!

  • Ecco la nuova app LINE Selfie Sticker e il profilo dei selfie addicted [Infografica]

    Ecco la nuova app LINE Selfie Sticker e il profilo dei selfie addicted [Infografica]

    line-selfie-sondaggio

    LINE, la popolare app di messaggistica istantanea, lancia la nuova app LINE Selfie Sticker e, attraverso un sondaggio, traccia il profilo dei “Selfie Addicted” europei. E risulta che i selfier italiani sono i più compagnoni. Mentre in Spagna spopola il selfie di coppia. In Germania e in Regno Unito sono più solitari

    LINE, la popolare app di messaggistica istantanea, in occasione della lancio della nuova app LINE Selfie Sticker, disponibile da oggi su Andorid e iOS, hapubblicato il sondaggio europeo “Selfie addicted” per conoscere le abitudini dei giovani europei in tema di autoscatti, i cosiddetti selfie, appunto. Il sondaggio, che è stato condotto sulla piattaforma LINE in Italia, Inghilterra, Germania e Spagna ha avuto la durata di 48 ore e ha coinvolto circa 27.000 persone dai 12 anni in su.

    Ebbene, in cima alla classifica europea degli appassionati di selfie troviamo gli adolescenti spagnoli, subito seguiti dai teenager italiani. Per i 2 Paesi, infatti, il 42% circa dei ragazzi fino a 15 anni dichiara di scattarsi selfie più volte al giorno. Gli inglesi si posizionano sul terzo gradino del podio mentre, come fanalino di coda, troviamo i tedeschi (32%).

    dal sondaggio viene fuori che per farsi un selfie c’è bisogno anche di una preparazione che a volte può essere anche lunga. E non può mancare la scelta del vestito o dell’accessorio giusto. Gli Italiani sembrano essere in assoluto i più vanitosi e fashion addicted, dichiarando per oltre il 40% tra gli under 25, di scattarsi una foto quando si indossa un vestito nuovo o un make up particolare, seguiti dai pari età inglesi, dai tedeschi e, in coda, gli spagnoli. Dunque i ragazzi iberici sembrano meno interessati all’apparenza, ma primeggiano in altre categorie: infatti tra di loro ben il 40% degli over 26 preferisce fotografarsi per condividere un momento unico e speciale con i propri amici.

    E poi, come si sa, gli italiani sono socievoli. Infatti quando scattano, lo fanno preferibilmente in compagnia (il 60% tra gli under 15), e non importa che siano ragazzini o adulti, gli amici sono sempre una costante. Più romantici, invece, sembrano essere gli spagnoli. Oltre il 50% degli under 25, infatti, conferma il trend del selfie gli amici anche se, tra i 26 e i 35 anni, tendono a preferire i selfie di coppia (il 33%). Il trend cambia nettamente invece nei Paesi nordici. Inglesi e tedeschi infatti preferiscono dedicare gran parte delle loro energie alla ricerca del selfie solitario perfetto.

    Per i giovani italiani e spagnoli, sempre pronti a divertirsi, le feste in discoteca e le vacanze in riva al mare sembrano i momenti migliori per concedersi un autoscatto. I Paesi dell’Europa centrale, invece, si dimostrano più rigorosi: il 26% dei tedeschi under 15, infatti, ama guardarsi e fotografarsi allo specchio mentre i pari età inglesi, che passano molto tempo a scuola e nei college, sembrano preferire, per i loro selfie, le aule scolastiche.

    Ma al di là dei dati del sondaggio, quello che emerge è che i selfie preferiti da tutti sembrano infatti essere quelli che immortalano la compagnia, i sorrisi e la complicità delle persone cui siamo affezionati: in tutti i Paesi, il best selfie, è fatto con gli amici.

    Tornando a LINE Selfie Sticker che potete scaricare da questo link, una volta scaricata, appunto, basterà scattarsi un selfie per creare più di 160 tipi di sticker gratuiti. Alle immagini realizzate è inoltre possibile poi aggiungere fumetti di testo personalizzati. I selfie stickers possono essere inviati nelle chat LINE, utilizzati come immagine profilo, pubblicati sulla LINE Timeline o condivisi sui principali social network con i propri amici.

    Bene, adesso diteci, anche voi siete selfie addicted?

    line-selfie-infografica

    [divider]

  • La Notte degli Oscar 2014 su Twitter. Tra Grande Bellezza e selfie

    La Notte degli Oscar 2014 su Twitter. Tra Grande Bellezza e selfie

    oscar-selfie-più-twittato-degeners

    Su Twitter la notte degli Oscar 2014, #Oscars, rimane sempre uno degli eventi più seguiti e anche stavolta non delude. I tweets complessivi sono stati 14,7 milioni in circa tre ore e mezza. Ma quello che passerà alla storia non è solo l’Oscar a “La Grande Bellezza” di Sorrentino, ma il selfie di Ellen DeGeneres: oltre 3,5 milioni di condivisioni!

    Si potrebbe dire che su Twitter questa passerà alla storia come la Notte dei Selfie, ormai non solo più una moda ma un fenomeno incontenibile. Ma non poteva essere diversamente, se ci pensate. Ormai l’elevata tecnologia dei nostri dispositivi mobili e l’effettiva possibilità con essi di raccontare ciò che accade intorno a noi sui Social Media in qualsiasi momento, ci offre questo rislutato. E così, su Twitter, l’86esima edizione degli Academy Awards passerà alla storia per un selfie postato su Twitter, diventando il tweet più condiviso della storia. Difficile biasimare Ellen DeGeners, attrice e presentatrice ormai da qualche anno della cerimonia della consegna degli Oscar, che appena ha avuto l’occasione di fotografarsi con attori come Brad Pitt, Angelina Jolie, Bradley Cooper (quello che regge il Samsung con cui viene scattata la foto), Meryl Street e tutti gli altri che sicuramente riconoscete nel selfie, non ha perso l’attimo. Nasce così il selfie più twittao della storia:

    Oltre 2,4 milioni di RT, quasi 1,2 di preferiti. Numeri da capogiro e che difficilmente saranno superati, almeno in questo anno. Pensate che nel 2013 il tweets più condiviso era stato quello di Lea Michele, la fidanzata di Cory Monteith, che ricordava con un foto l’attore scomparso, che ottenne quasi 800 mila condivisioni (tra RTs e preferiti). Ma con il selfie della DeGeners siamo a cifre inarrivabili.

    oscar ellen followers_1

    E, anche se domani Nielsen ci darà tutti i numeri della manifestazione, la Notte degli Oscar tra le 20,30 (ora locale ovviamente) e la mezzanotte fa registrare su Twitter 14,7 milioni di tweets. E dopo lo spettacolo, i followesr della DeGeners sono aumentati di ben 47 volte, arrivando ad essere 26,7 milioni di followers.

    E comunque sia il selfie ha dominato la serata, date un’occhiata qui.

    E veniamo adesso al grande momento della serata, ossia l’Oscar a “La Grande Bellezza”, il film di Paolo Sorrentino che riporta la prestigiosa statuetta in Italia dopo 15 anni. L’ultimo a vincerla fu appunto “La Vita è Bella” di Roberto Benigni. Da notare la parola “bellezza” che lega i due film italiani, quasi un segno distintivo anche se temi differenti.

    sorrentino-oscar-grande-bellezza

    #LaGrandeBellezza ha totalizzato finora 27 mila tweets (dati Twitter), anche se sono diversi gli hashtag lanciati spontaneamente per seguire la serata. Ad esempio, #SkyCinemaOscar è quello che aggrega il maggior numero di tweets con 57.300 tweets. Ma anche su questi dati attendiamo maggiori lumi dalle società leader in Italia nella misurazione delle conversazioni.

    Gli attori in nomination più twittati sono stati:

    • Jennifer Lawrence
    • Brad Pitt
    • Alfonso Cuarón
    • Cate Blanchett
    • Sandra Bullock

    Mentre i film più twittati sono stati:

    • Gravity
    • Frozen
    • 12 Years a Slave
    • Dallas Buyers Club
    • The Wolf of Wall Street

    E voi avete seguito la Notte degli Oscar? Cosa ne pensate?