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  • Twitter in Italia, come cambiano abitudini, umori e opinioni

    Twitter in Italia, come cambiano abitudini, umori e opinioni

    Interessante studio di Blogmeter, presentato da Vincenzo Cosenza durante l’ultimo “State of the Net 2013”. Inserito in quadro più generale, dal focus su Twitter si evince che gli italiani lo usano e che la Social Tv ha avuto un effetto evidente. Infatti l’orario di picco do scrittura dei tweets si è spostato più in avanti. In 4 mesi, sono 71,6 milioni i tweets e cresce del 22% l’uso dell’hashtag

    twitter-italia-2013

    Non poteva non essere interessante lo studio di Blogmeter che Vincenzo Cosenza ha presentato al recente “State of the Net 2013” di Trieste. Lo studio riguarda proprio come gli italiani conversano sulla Rete e dal focus su Twitter, quello di cui vi parliamo in questo post, viene fuori che gli italiani lo strumento lo usano, lo fanno con maggiore consapevolezza e conoscenza e la Social Tv ha fatto registrare degli effetti molto evidenti a tal punto da cambiare un p0′ gli scenari.

    “C’è una maggiore comprensione delle grammatiche specifiche del mezzo”, spiega il social media strategist di Blogmeter, Vincenzo Cosenza che lo scorso venerdì ha “aperto” il terzo appuntamento con State of the Net a Trieste. “E la tv ha spostato in avanti l’orario di picco della scrittura”

    Nel corso del suo intervento di apertura del terzo appuntamento con State of the Net, il social media strategist di Blogmeter, Vincenzo Cosenza ha, tra le altre cose, tratteggiato i cambiamenti delle abitudini degli “internauti” italiani, presentando una inedita analisi delle opinioni e degli umori che emergono da Twitter. Oltre  a registrare segnali di un uso più consapevole del mezzo, l’analisi di 71,6 milioni di cinguettii emessi dagli italiani nei primi quattro mesi dell’anno ha evidenziato un flusso di tweet  spalmato uniformemente su tutti i giorni della settimana, mentre nel 2012 si registravano giornate più intense e altre meno. Inoltre aumentano del 22% i tweet che contengono un hashtag, del 7% i retweet e del 2% i geolocalizzati.

    “Segno di una maggiore comprensione delle grammatiche specifiche del mezzo, utili a stimolare o ad entrare in conversazione”, spiega Vincenzo Cosenza.

    hashtag_italia_2013 twitter_umori_italiani

    Un cambiamento si registra anche nelle ore utilizzate per scrivere. Il picco massimo si sposta di un’ora in avanti, tra le 20 e le 22. È il riflesso della nuova abitudine di commentare in diretta le trasmissioni televisive, le quali sono diventare uno degli argomenti di maggiore dibattito tra gli utenti. Tra i programmi più twittati c’è Sanremo, ma vanno forte anche Servizio Pubblico, soprattutto la puntata che ha visto in ospite in studio Silvio Berlusconi, il talent The Voice of Italy, Piazza Pulita e Ballarò. Ma Twitter si rivela anche luogo in cui digerire collettivamente i fatti di cronaca. Quelli che hanno catalizzato maggiormente l’attenzione sono state le elezioni politiche e i suoi protagonisti, su tutti Berlusconi e il Movimento 5 Stelle, ma anche il travaglio che ha coinvolto Bersani e il PD.

    Va poi aggiunto che le parole nascondono un mood, un umore che si può analizzare attraverso software di analisi semantica. Se in una giornata tipo le emozioni positive e negative tendono ad equivalersi, in occasione di eventi particolari emergono degli scostamenti rispetto alla media. In questa direzione il periodo considerato dall’analisi è caratterizzato da un sentimento negativo determinato dagli eventi politici, con due profondi picchi durante i lunghi giorni dello stallo istituzionale e la rielezione di Napolitano. Solo a Capodanno e a San Valentino il mood espresso è stato mediamente più positivo. Ovviamente dietro all’umore si nascondo le emozioni delle persone. Applicando l’analisi semantica alla psicologia delle emozioni, sono stati analizzati alcuni eventi specifici. Se durante uno spoglio elettorale si affastellano emozioni contrastanti, all’elezione del Papa emergono gioia e amore, mentre la giornata della rielezione del Capo dello Stato vede prevalere disgusto, tristezza e rabbia.

  • #Primarie del #PD, Renzi più coinvolgente, Bersani piace e Vendola il più seguito

    #Primarie del #PD, Renzi più coinvolgente, Bersani piace e Vendola il più seguito

    Mancano poche ore ormai al voto per le Primarie del Centrosinistra che vedono in lizza cinque candidati, Bersani, Renzi, Vendola, Tabacci e Puppato. Ma vediamo lo studio compiuto da BlogMeter e Politecnico di Milano che traccia un quadro completo di quelle che sono state le conversazioni sulla rete nelle ultime tre settimane

    Interessante lo studio che BlogMeter e Politecnico di Milano hanno portato avanti nelle ultime tre settimane monitorando le conversazioni sulle primarie del Pd e sui cinque candidati Bersani, Renzi, Vendola, Tabacci e Puppato. I risultati dello studio sono stati resi noti oggi e vedono i tre candidati principali primeggiare ognuno in un settore specifico. Infatti dalle conversazioni monitorate dal 1 al 23 novembre, cioè fino a ieri, il sindaco di Firenze mattero Renzi è il candidato che è stato capace di creare più engagement coi propri sostenitori sul web, Bersani comunque piace e il governatore della Puglia Vendola è quello che risulta avere il maggior seguito su Facebook come su Twitter. Ma vediamo i dati più nel dettaglio.

    Intanto sono stati 600 mila i documenti analizzati da inizio novembre ad oggi e per la gran parte, l’88%, provengono dai dai social network. Il 38% di questi riguarda Matteo Renzi, il 29% riguarda il segretario del PD Pierluigi Bersani, che colleziona il maggior numero di citazioni da siti di notizie, segue poi Nichi Vendola col 23%, più staccati gli altri due candidati, Puppato e Tabacci, ai quali fa riferimento il 5% dei documenti presi in analisi.

    Le interazioni scaturite da tutte le conversazioni analizzate sui social network sono state cicra 1 milione e da questo punto di vista Nichi Vendola è il candidato che colleziona il maggior numero di followers e fans, quasi 250 mila su Twitter e oltre 500 mila su Facebook. Anche se c’è da registrare che Matteo Renzi nelle ultime settimane è stato più bravo ad attrarre ben 662 fan e 1.225 follower al giorno, superando proprio Vendola, 561 follower e 172 fan al giorno; Bersani invece 426 follower e 72 fan al giorno.

    Come dicevamo prima, il candidato che ha saputo più di tutti esercitare maggiori capacità di engagement, quindi coinvolgimento, col proprio seguito è stato Matteo Renzi: negli ultimi giorni, mediamente ogni suo tweet riesce ad ottenere 107 reazioni (retweet e risposte), e per ogni post su Facebook 1.451 tra like, commenti, condivisioni. Il suo tweet più virale è stato quello contro lo stipendio di Manganelli:

    Ma Bersani se la cava infatti se guardiamo Twitter, per ogni tweet genera 77 reazioni, mentre Vendola, visto da Facebook, per ogni post ottiene 1451 reazioni.

    Primarie PD - BlogMeter Politecnico Milano

    Interessante è la valutazione delle conversazioni dal punto di vista della sentiment analysis, ossia si tratta di vedere quale sia il tenore delle conversazioni, quindi se positive o negative nell’esprimere delle opinioni. Ed è qui che il segretario del Pd Bersani esce vincente: il rapporto delle conversazioni che lo riguardano tendono ad essere più positive, 46%, che negative, 54%. Per il sindaco di Firenze Renzi il rapporto è leggermente più basso, 44% positive, 56% negative; per Vendola 37% positive, 63% negative.

    “Le rilevazioni effettuate confermano quanto il dibattito sulla rete sia diventato elemento centrale del discorso politico. Le strategie dei candidati sono tuttavia molto diverse – dichiara Giuliano Noci, ordinario di Marketing del Politecnico di Milano -; Matteo Renzi punta decisamente sui social network; non tanto e solo in termini di fan e follower quanto soprattutto in termini di capacità di ingaggio: il suo obiettivo è far parlare gli altri di sé e dei suoi temi, così come aveva fatto Obama nella sua campagna elettorale. Vendola, che è il più seguito in termini di fan e follower, ne fa un utilizzo misto: dai social network emerge sia il suo profilo personale che quello politico ma questa commistione di contenuti non lo ripaga. Bersani combina invece un approccio comunicativo tradizionale con un uso comunque rilevante della rete: non a caso è il candidato più ripreso dai siti web degli editori.”

    La sintesi che fa Noci è assolutamente condivisibile e traccia in maniera più netta tutto il quadro. A questo punto non ci resta che attendere l’esito del voto, vedere chi predomina poi nei voti reali e solo allora sapremo come e quanto le conversazioni sulla rete hanno inciso sull’esito finale. Vedremo.

  • Stili di comunicazione a confronto, il nuovo è Bersani e non Renzi

    Stili di comunicazione a confronto, il nuovo è Bersani e non Renzi

    E’ stata presentato ieri a Milano il libro “Web Intelligence & Psicolinguistica” di Andrea Barchiesi e Felix Sagrillo, due ricercatori di Reputation Manager, che pone l’accento sul fatto che ’analisi del web sentiment non basta, c’è bisogno anche di EWA (Emotional Word Analysis). E sono stati presi ad esempio i due stili di comunicazione usati da Bersani e da Renzi. Vediamo cosa ne è venuto fuori

    Webintelligence-e-psicolinguisticaE’ stato presentato oggi a Milano al Circolo della Stampa, con la partecipazione di Luca De Biase come moderatore, il libro “Web Intelligence & Psicolinguistica” di Andrea Barchiesi e Felix Sagrillo, frutto di 3 anni di Ricerca & Sviluppo dei due ricercatori di Reputation Manager, con un esempio di applicazione calato nell’attualità: la comunicazione di Renzi e Bersani.

    Analizzare le conversazioni online per capire cosa i navigatori pensino di una persona, di un prodotto, di un’azienda e tracciarne l’identità digitale, la reputazione online o più semplicemente delineare il cosiddetto “web sentiment”: è quello che ormai da ben otto anni fa con successo Reputation Manager, società di ingegneria reputazionale del web 2.0, con una piattaforma software interamente sviluppata in house (che utilizza un criterio di acquisizione dei contenuti che ricalca il comportamento naturale degli utenti sulla rete, “Human Search”) e una redazione interna di esperti di informatica e di comunicazione che vaglia e verifica i contenuti forniti dal software e gli permette di evolversi.

    La ricerca innovativa raccontata nel libro “Web Intelligence & Psicolinguistica”

    Da tre anni però la società (che è stata nel 2011 insignita del Premio Nazionale dell’Innovazione della Presidenza della Repubblica) sta lavorando – anche in collaborazione con Sperry Psychotechnologies  – allo sviluppo di una nuova metodologia detta Emotional Word Analysis, al fine di identificare l’emozione nascosta dietro i suoni delle parole utilizzate in qualsiasi tipo di comunicazione, attraverso il web.

    De Saussure prima, e Fernando Dogana più recentemente, hanno infatti dimostrato che il senso delle parole non coincide con i suoni che le compongono.  Nel 2006, in collaborazione con l’Università di Verona, si è scoperto che la parola ha un senso all’interno di una frase e che i fonemi che le stanno attorno indicano il tipo di emozione presente in tale parola. Si è scoperto che è un tipo di emozione collettiva che pertiene alle esperienze accumulate in migliaia di anni dalla lingua.

    La metodologia E.W.A. è il frutto di 3 anni di ricerca e sviluppo interdisciplinare e si inserisce nel flusso degli studi relativi al web 3.0 caratterizzato da un’interazione più profonda e naturale tra uomo e macchina” – spiega Felix Sagrillo, ricercatore Senior, Partner di Reputation Manager e co-autore del libro Web Intelligence e Psicolinguistica – “Attualmente stiamo adattando i nostri processi mentali alle limitate capacità delle macchine, mentre si tratta creare dei metodi analitici più vicini all’effettiva natura della comunicazione umana, per un’interazione più spontanea. Il nostro libro descrive questo percorso di ricerca e sviluppo e propone una nuova soluzione per rendere la comunicazione di marketing più efficace, in un’epoca in cui l’ascolto e la memorizzazione dei messaggi  è sempre più difficile, perché il rumore di fondo è molto alto.”

    Lo strumento EWA di Reputation Manager, dopo aver verificato le coerenze semantiche e di target desiderate, analizza gli elementi fonetici presenti appena prima ed appena dopo la parola in esame e fornisce una misura dell’energia emotiva della parola rispetto a sei categorie e tre assi cartesiani: “istinto/riflessione”, “vissuto/aspirazione” e “contenuto/relazione”. L’energia emotiva così identificata – e tracciabile in un sistema tridimensionale – non rappresenta un’emozione soggettiva, ma è l’emozione che il sistema linguistico, stratificatosi nel corso della sua storia collettiva, ha mediamente attribuito ad una parola.

    Si tratta insomma di un sistema di riferimento emozionale, alimentato dal più grande focus group esistente, il web: sono 28,7 milioni i navigatori italiani online, con un incremento su base annua del +6,4%; 14,3 milioni gli utenti attivi nel giorno medio, con un incremento su base annua del +11% (AudiWeb, settembre 2012).

    La comunicazione politica di Renzi e Bersani: un caso applicativo ex-post di analisi EWA

    Comunicazione-politica---Webintelligence-e-psicolinguisticaPer meglio evidenziare la metodologia raccontata nel libro dei due ricercatori, Reputation Manager, a titolo esemplificativo, ha applicato l’analisi psicolinguistica con EWA alla comunicazione di Pierluigi Bersani e Matteo Renzi, i principali contendenti delle primarie del centro-sinistra. La ricerca è stata strutturata con una prima fase di analisi semantica del “sentiment” presente all’ interno del web italiano, che si basa su un campione di 3.000.000 dialoghi al giorno. La seconda fase di analisi si riferisce al modello EWA, in cui i due personaggi politici  sono stati considerati come “prodotti” concorrenti, che comunicano se stessi.

    Dal 1 al 30 settembre sono state monitorate 46.109 fonti web e 285.908 contenuti web, comprese tutte le Pagine e i Gruppi  presenti su Facebook e tutti gli account Twitter e gli hashtag relativi ai personaggi in analisi. E’ interessante subito notare che, in termini quantitativi di “citazioni semplici”,  Matteo Renzi (con circa 48.000 citazioni) arriva subito dopo Silvio Berlusconi (ca. 95.000), e prima di Pierluigi Bersani (43.500) e Nichi Vendola (21.000), mentre se si estraggono le sole menzioni rilevanti ai fini della nostra analisi, Renzi è praticamente alla pari o leggermente superiore a Berlusconi, con circa 13.000, e sopra Bersani e Beppe Grillo, appaiati a circa 8-9.000 citazioni. Segue Antonio Di Pietro, con 5.000, e soprattutto arranca un altro concorrente delle Primarie, Nichi Vendola, con sole 4.000 citazioni. 

    Distribuzione-sentiment---Webintelligence-e-psicolinguisticaLa distribuzione del “web sentiment”, delineata con l’analisi semantica, di nuovo premia Matteo Renzi:  ben il 51% dei contenuti web su di lui è positivo, il 17% neutro, solo il 32% negativo. Bersani e Vendola, invece, hanno una prevalenza di negatività: 57% il primo e 65% il secondo, pur con la stessa percentuale di neutralità di Renzi (15-18%). Del resto, la coppia Bersani – Vendola nelle conversazioni web è molto più spesso citata assieme di quella Renzi – Vendola, segno che i navigatori li accomunano più facilmente, forse per il loro essere “personaggi politici” a livello nazionale da più lungo tempo.

    Gli elementi più interessanti arrivano quando si applica, nella seconda fase dell’analisi, la metodologia EWA basata sulla psicolinguistica: nel sistema di riferimento tridimensionale a sei categorie sui tre assi “istinto/riflessione” (x), “vissuto/aspirazione” (y) e “contenuti/relazione” (z), il linguaggio delle conversazioni su Renzi si posiziona come centrale ed equidistante su y e z (quindi a metà tra contenuto e relazione, e tra vissuto e aspirazione), e decisamente improntato all’istinto sull’asse x.

    Bersani è invece molto più caratterizzato: riflessione (vs. istinto), aspirazioni (vs. vissuto), contenuto (vs. relazioni).

    La macro-tendenza registrata dall’osservatorio del centro ricerche di Reputation Manager prevede una crescita nel breve di istinto, aspirazione, relazione” – svela  Andrea Barchiesi – “il che sembrerebbe privilegiare, seppure leggermente, l’efficacia della comunicazione di Renzi, nonostante la tendenziale neutralità emotiva riscontrata”.

    “Se si dovesse consigliare a Renzi e a Bersani come narrare la propria idea politica sfruttando le risorse EWA, dopo aver analizzato i valori che ricorrono più frequentemente nei loro discorsi (ad es. semplicità, futuro, merito, solidarietà, eguaglianza, lavoro, Italia) e la prossimità emotiva della parole e dei fonemi associati (“semplice” per Renzi, “denso” per Bersani),  si potrebbe concludere che la comunicazione più efficace per Renzi dovrebbe girare attorno al messaggio “per un’Italia più semplice“, mentre quella per Bersani, facendo leva sul valore spesso citato della solidarietà, “essere solidali e dare densità (spessore) al partito (o al Paese)“, suggerisce Felix Sagrillo.

    Comunicazione-politica---novità-e-tradizione--Webintelligence-e-psicolinguisticaLa sorpresa è però ben più grande se si analizza il percepito emotivo risultante dal linguaggio di Bersani e Renzi a confronto con la dicotomia “novità-tradizione” per sviluppare un messaggio politico che ne tenga conto, viste tutte le diatribe sulla “rottamazione” e sulla necessità di cambiare nella politica italiana: qui si scopre che è Bersani ad essere più coerente con il concetto di nuovo

    La negatività del prodotto-Bersani rispetto al prodotto-Renzi è dovuta al fatto che il primo attualmente si situa più vicino del secondo al concetto di personaggio politico, che è in questo momento come si sa, per gli italiani, intrinsecamente negativo”, commenta Barchiesi, per spiegare l’apparente contraddizione dell’analisi psicolinguistica con l’analisi semantica.

  • In calo la fiducia dei consumatori nel secondo trimestre 2012

    In calo la fiducia dei consumatori nel secondo trimestre 2012

    Secondo i dati che Nielsen raccoglie periodicamente, la fiducia globale dei consumtori registrata nel secondo trimestre del 2012 è calata di tre punti. La situazione economica negativa e la sicurezza del posto di lavoro rimangono le preoccupazioni principali. Le spese voluttuarie si sono ridotte e più dei due terzi dei consumatori intervistati ha deciso di risparmiare modificando le proprie abitudini di spesa

    In calo la fiducia dei consumatoriSecondo i dati raccolti da Nielsen, leader globale nelle misurazioni e analisi relative ad acquisti e consumi, a utilizzo e modalità di esposizione ai media, nel secondo trimestre del 2012 la fiducia dei consumatori a livello globale è scesa a quota 91 calando di 3 punti rispetto al primo trimestre dell’anno, ma salendo di 2 rispetto allo stesso periodo del 2011. In quest’ultima survey, condotta tra il 4 e il 21 maggio 2012, la fiducia dei consumatori si è ridotta in 26 dei 56 mercati esaminati, è aumentata in 23 ed è rimasta invariata in 7. Nel secondo trimestre, la fiducia dei consumatori è calata a causa di eventi globali quali il peggioramento della crisi nell’Eurozona e il rallentamento del tasso di crescita di Cina e India con il relativo impatto negativo sia sui mercati finanziari che sul ‘sentiment’ dei consumatori in molte parti del mondo, che hanno reagito riducendo le proprie intenzioni di spesa e consumo. (altro…)

  • Conca Delachi, Ufficio Stampa Low Cost con Le Balene

    Conca Delachi, Ufficio Stampa Low Cost con Le Balene

    Conca Delachi, un’agenzia che opera nell’area delle Relazioni Pubbliche e della Comunicazione Integrata dal 2001, da domani parte con una nuova campagna, di cui vi parliamo in anteprima, sul Corriere della Sera, La Repubblica, Il Sole 24 Ore e Adv Express, a sostegno di un tema comune alla industry della comunicazione. Insieme a Le Balene

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    Conca Delachi, agenzia di relazioni pubbliche e comunicazione integrata, arruola un’agenzia creativa, Le Balene, per realizzare la prima campagna advertising non soltanto autoreferenziale, ma a sostegno di un tema comune alla industry della comunicazione. Pianificata dal 3 al 5 luglio, sulle pagine nazionali dei quotidiani Corriere della Sera, La Repubblica, Il Sole 24 Ore, nonché AdV Express, la campagna nasce dalla “rabbia e l’orgoglio” di Federica Delachi e Paolo Conca rispetto al momento storico e ai comportamenti che lo caratterizzano. (altro…)

  • Il Vino sempre più discusso in rete, meno sui social network

    Il Vino sempre più discusso in rete, meno sui social network

    Nuova e interessante indagine di Freedata Labs per la rivista Beverage&Grocery che stavolta indaga sul vino e su come, quanto e dove si è discusso in rete della preziosa bevanda nell’ultimo anno. Ne viene fuori un quadro che interesserà tanto gli appassionati quanto gli addetti ai lavori. Ma vediamo insieme i risultati

    bicchiere vino rosso social networkLa raccolta dei contenuti pubblicati in rete (post, commenti, articoli, recensioni, discussioni) è stata effettuata grazie ad Alterian SM2 piattaforma leader nel campo del web listening. Attraverso Alterian SM2, Freedata Labs ha sviluppato questa indagine ad hoc che analizza tutti i contenuti pubblicati in rete in merito ai 70 vini DOCG prodotti nel territorio italiano ed ai 15 vini italiani più venduti in GDO nel corso del 2010 (fonte IRI). Lo studio copre un intervallo temporale che va dal 01/02/2011 al 31/01/2012. In totale, sono stati raccolti e analizzati circa 69.000 risultati. Il vino è un prodotto capace di produrre in rete un elevato livello di buzz, sei volte superiore a quello prodotto insieme da amari e aperitivi, e principalmente su tre canali: il Mainstream per il 54% del totale, i Blog, circa il 23% del totale, e i Forum circa il 9% del totale.La percentuale rimanente (circa il 14%) si ripartisce fra Microblog (caratterizzato nella sua quasi totalità da Twitter), Video e Foto Sharing e Social Network.

    Di cosa si parla?

    ricerca vino_freedata labs social networkE’ interessante notare che mentre nei Mainstream e nei Blog la presenza di siti specializzati ell’enogastronomia fa sì che gli articoli e i post pubblicati siano indirizzati principalmente a un pubblico esperto del mondo del vino, nei Forum gli utenti discutono in modo meno tecnico e professionale e sicuramente con un linguaggio diverso da quello degli addetti ai lavori. In particolare nei Mainstream gli argomenti più trattati sono quelli legati ad eventi, concorsi e premi enologici. Nei Blog vengono ripresi in parte gli argomenti prima menzionati, ma la maggior parte dei risultati sono relativi a recensioni dei vini, alle associazioni con particolari ingredienti fino ad arrivare alle ricette dove si propone il vino più adatto da abbinare.

    Nei Forum invece le conversazioni si sviluppano lungo due principali filoni: le occasioni di consumo, i consigli tra gli utenti e lo scambio di opinioni. Si discute su quale sia il vino migliore da bere o da regalare in occasioni speciali come compleanni, feste, cene o anniversari. In questo contesto sono discusse alcune caratteristiche come l’aroma e il grado alcolico del vino ma anche il miglior abbinamento con i cibi e piatti mangiati. In questo canale, in particolare, che rappresenta la vera piazza sul web per comprendere il sentiment del consumatore verso il vino sono confermate anche cinque evidenze presentate al Vinitaly 2011:

    il vino si beve principalmente in casa, marginale il ruolo di ristoranti ed enoteche;
    per gli utenti internet il vino fa bene ed esprime valori  prevalentemente positivi;
    il vino non è soltanto una bevanda, ma svolge un ruolo importante della socialità dei consumatori;
    gli utenti internet ammettono di non conoscere il vino;
    l’etichetta è chiamata in causa solo nella scelte di acquisto legate ad occasioni importanti.

    La scelta giusta

    ricerca vino_freedata labs - blog social networkLa richiesta di consigli è molto diffusa tra gli utenti ed è tipica dei Forum. L’esempio che segue, estratto da salute .it capace di generare ben 50 risposte, è tipico:

    ragazze devo disobbligarmi con un’amica e sapendo che è amante del vino rosso ho pensato di regalargliene una bottiglia..c’è solo un piccolo problema che io bevo di tutto e non ho per nulla una buona conoscenza… per cui non vorrei toppare comprando qualche schifezza…..spero che voi ne sappiate più di me e possiate darmi un consiglio….”

    Da segnalare che nessun commento successivo pur chiamando in causa diverse tipologie di vino fa riferimento ad una particolare cantina o etichetta.

    I vini analizzati non presentano tuttavia tutti lo stesso livello di notorietà (buzz) in rete. Volendo stilare una classifica tra le tipologie di vino analizzate (i 70 vini DOCG e 15 più venduti in GDO nel 2010) il Chianti risulta quello che produce il maggior numero di contenuti, seguito dal Lambrusco e il Barolo. Questo ordine, soprattutto per quanto riguarda le prime posizioni, non sorprende. Estendendo infatti la nostra analisi all’universo Facebook si è osservato come Chianti, Lambrusco e Brunello di Montalcino sono anche i tre vini (tra quelli analizzati) che presentano il maggior numero di Fan nelle loro pagine attestandosi rispettivamente a 44.000, 111.000 e 20.000 “mi piace”.

    ricerca vino_freedata labs - discussioni rete social networkDa notare che mentre per Chianti e Brunello le pagine sono state create e gestite dai Consorzi di Tutela, per il Lambrusco il tutto proviene dagli utenti che di propria iniziativa, come veri e propri appassionati, hanno aperto e gestiscono la fan page.

    Come già segnalato prima, il vino in rete è più noto delle stesse cantine o etichette presenti sul mercato. Lo spazio riservato ad esse è prevalentemente limitato ai siti specializzati in eno-gastronomia rivolti ad una utenza di appassionati o di addetti ai lavori. Ne consegue che il peso (share of buzz) di contenuti che hanno per oggetto cantine ed etichette si concentri prevalentemente verso il canale Mainstream e decresca sui canali dove il contenuto generato degli utenti diventa prevalente come i Blog ma ancor più sui Forum e sui Social Network. In termini quantitativi la percentuale dei contenuti che riguarda cantine ed etichette passa da circa il 7% dei Mainstream al 6% dei Blog fino ad un “misero” 3,5% dei Forum.

    Lo studio effettuato da Freedata Labs traccia due caratteristiche fondamentali: la prima è che il vino ha una elevata talkability sulla rete, se ne discute molto e gli utenti sono sempre più interessati privilegiando un linguaggio semplice; la seconda è la quasi totale assenza del concetto di marca, sia essa cantina o etichetta. In sostanza si parla più del vino che di chi lo produce.

    Altra caratteristica da sottolineare è la scarsa presenza dei principali produttori di vino nel contesto dei social media. Non basta solo confrontarsi con gli addetti ai lavori e con gli altri operatori di mercato, è necessario andare incontro anche alle richieste di confronto e alle esigenze di informazioni che proviene dai social network. Al momento questo ruolo viene ricoperto dagli stessi utenti, quelli esperti e appassionati. Ma visto gli strumenti che mette a disposizione il web e la possibilità di operare attraverso azioni di blogger engagement, fino all’apertura di canali sui principali social network come Facebook, Twitter, Youtube o anche Pinterest, sarebbe un peccato non cogliere queste opportunità per meglio coltivare una comunicazione non più univoca ma che dia spazio al confronto e allo scambio di informazioni tra produttore e utenti finali.

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  • Il ciclo di vita sui Social Media

    Il ciclo di vita sui Social Media

    Ogni volta che raccogliamo dei dati dai Social Media che ci riguardano ci poniamo come obiettivo di prendere delle decisioni sulla base di questi. E a volte non è semplice, specie se non si è organizzati. Proviamo a vedere grazie a questa infografica di uberVU come meglio procedere e conosciamo le fasi del Ciclo di vita sui Social Media

    I 4 Pilastri per il Successo sui Social MediaIniziare ad essere operativi strategicamente sui Social Media è sicuramente un primo passo da fare per poter estendere le possibilità di comunicazione e di engagement. Ma il passo successivo è quello che risulta poi più importante, cioè raccogliere tutti i dati che provengono da questa strategia e utilizzarli per prendere delle decisioni. Tenere traccia del sentiment, individuare tendenze, filtrare e analizzare i dati, comunicare coi propri fan o follower, misurare il ROI. E per fare questo, operazione che a volte può risultare semplice ma anche piuttosto complessa, è bene dotarsi di un’organizzazione per fare in modo che i dati vengano raccolti, monitorati, analizzati. In sostanza bisogna dar vita ad un processo e questo processo si basa principalmente sulla definizione di un Obiettivo sulla base del quale allineare e attivare tutte quelle attività che possono aiutarci a raggiungerlo. (altro…)