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  • ShopFully acquisisce Tiendeo e diventa leader europeo nel drive to store

    ShopFully acquisisce Tiendeo e diventa leader europeo nel drive to store

    ShopFully, la tech company italiana del Drive To Store, già proprietaria di DoveConviene, PromoQui e VolantinoFacile, ha acquisito il 100% di Tiendeo.

    ShopFully, la tech company italiana tra i principali player europei nel Drive To Store, già proprietaria di DoveConviene, PromoQui e VolantinoFacile, ha acquisito il 100% di Tiendeo, società spagnola con sede a Barcellona specializzata nella digitalizzazione dei cataloghi e dei volantini, diventando così il leader europeo nel Drive to Store in termini di Paesi in cui opera, numero di utenti attivi e di partner.

    Di Tiendeo avevamo già scritto qui su InTime Blog nel 2013, in occasione del suo approdo in Italia.

    L’operazione di Shopfully sancisce, quindi, la creazione di un gruppo presente con un team in 12 nazioni, un network di 45 milioni di utenti attivi e oltre 400 partner tra i grandi retailer e brand più noti a livello globale. In questo modo, l’azienda fondata da Stefano Portu potrà offrire a consumatori e mercato una tecnologia e prodotti best-in-class, attraverso una piattaforma di innovazione comune.

    Shopfully tiendeo

    Il piano di espansione di ShopFully

    L’acquisizione rientra nel piano di espansione strategica di ShopFully che di fatto proietta l’azienda come leader nel Drive To Store, a livello europeo e internazionale. Questa di Tiendeo, per Shopfully, va a completare un ciclo di acquisizioni che ha portato anche all’integrazione di PromoQui e VolantinoFacile nel 2020.

    Si tratta di una acquisizione importante e avviene in un contesto di profonda trasformazione dello shopping e del retail. Nonostante infatti l’80% delle vendite avvenga nei negozi e il 70% della crescita del retail dei prossimi anni sia prevista proprio attraverso il canale fisico, il 75% delle decisioni di acquisto dei beni di consumo in Europa sono ormai prese dal consumatore attraverso i canali digitali.

    ShopFully ha registrato negli anni un importante trend di crescita, sia organica sia per linee esterne e punta a collegare sempre più consumatori in Europa e nel mondo con i negozi vicino casa attraverso la sua tecnologia. Con questa acquisizione acceleriamo il nostro percorso e puntiamo a creare ancora maggiore valore per consumatori e partner.” – commenta Stefano Portu, CEO e Founder di ShopFully.

    Siamo felici di entrare nel gruppo di ShopFully, dando vita così al leader europeo del Drive-to-Store.” commenta Eva Martìn Co-Founder di Tiendeo: “Unire le forze permetterà infatti di creare nuove sinergie fra i nostri business, mettendo a fattor comune risorse e know-how per sviluppare soluzioni sempre più innovative da proporre ai mercati in cui operiamo.

    A seguito di questa operazione, i Soci Fondatori di Tiendeo, Eva Martín, Jonathan Lemberger e Maria Martín ricopriranno ruoli di leadership all’interno del senior management team di ShopFully, unendosi a un team di oltre 370 professionisti di quasi 30 nazionalità diverse.

  • Twitter, al via il test su una nuova sezione shopping

    Twitter, al via il test su una nuova sezione shopping

    Twitter annuncia l’avvio di un nuovo test che prevede per le aziende la possibilità di aggiungere una gallery di prodotti dalla quale gli utenti potranno acquistare, senza mai abbandonare la piattaforma. Il test è solo per iOS, negli Usa e solo in lingua inglese.

    Twitter, a distanza di qualche anno, torna ad occuparsi di shopping, e stavolta sembra fare sul serio. Con un post sul blog ufficiale, a firma di Bruce Falck, revenue product lead di Twitter, la società guidata da Jack Dorsey annuncia l’avvio di un test che prevede una sezione dedicata allo shopping che i brand potranno inserire all’interno della home del proprio profilo, nella parte superiore. Il test al momento è valido solo su iOS, negli Usa, e solo in lingua inglese, come spesso accade con test come questi.

    Il “modulo Shopping“, così viene denominato, permetterà alle aziende di realizzare una vera e propria gallery che gli utenti potranno sfogliare. Una volta scelto il prodotto che interessa, con un semplice click si accede ad un elenco di opzioni per poter acquistare il prodotto stesso, sempre restando all’interno di Twitter.

    modulo shopping twitter franzrusso.it

    Al momento i marchi coinvolti in questa prima fase di test sono una quindicina e tra loro ci sono anche GameStop e Arden Cove.

    Come dicevamo in apertura, per Twitter non è la prima volta quella di provare a farsi spazio all’interno del grande mondo dello shopping online. Ci aveva già provato del 2015 provando con un tasto “Acquista”, strada poi abbandonata due anni più tardi.

    Ma ora torna a sperimentare di nuovo con un’idea più completa ed una strategia più chiara che passa dall’intenzione di offrire: 1) agli utenti la possibilità di concretizzare le conversazione sui prodotti offrendo loro la possibilità di acquistarli; 2) alle aziende di affinare e strutturare meglio il proprio profilo aziendale/professionale, una delle ultime novità di Twitter lanciata ad inizio di quest’anno, aggiungendo anche i propri prodotti.

    Ovvio che per Twitter si tratta di una modalità per provare a diversificare il proprio business, una strada che la società ha già iniziato a intraprendere con il lancio di una versione dell’app a pagamento e anche con le modalità che permetteranno ad alcuni utenti di poter creare contenuti esclusivi e a pagamento per il proprio pubblico.

    E non è un caso che, proprio con la notizia di questo avvio di test, il titolo TWTR segni a Wall Street già +4%. Probabile che la chiusura si attesti attorno a queste cifre, segno che gli investitori apprezzano questo tipo di sperimentazioni.

  • Ecco perché Instagram mette Reels e Shop in evidenza

    Ecco perché Instagram mette Reels e Shop in evidenza

    Instagram ha rilasciato un nuovo aggiornamento del layout che vede in risalto la tab dedicata a Reels e quella dedicata allo Shopping. Ecco perché.

    Instagram continua il suo processo di aggiornamento che segue una strada ben precisa, ossia quella di mettere in evidenza Reels, i video brevi in stile TikTok, e la tab Shop. E infatti, da oggi il layout viene aggiornato prorio seguendo questa strada. Nella parte bassa dell’app compariranno due schede, quella dedicata a Reels, da dove si potrà accedere direttamente ai video degli utenti (sembra quasi di essere su TikTok alle volte) e una dedicata a Shop, con l’iconcina della borsina, un accesso diretto sui prodotti da acquistare ma anche un luogo dove reperire cosnigli mirati scelti dai redattori di Instagram, come scrive Adam Mosseri in un post pubblicato sul blog ufficiale di Instagram e anche su quello di Facebook. Tutto fatto in casa quindi.

    instagram reels shop

    La sostanza di questa mossa è che Instagram (in questo caso leggete “Facebook) sa leggere il momento e sa come promuovere i cambiamenti. Sembra un concetto astratto ma non lo è.

    Perché Instagram mette in evidenza Reels e Shop

    Stiamo vivendo una seconda fase della pandemia da Covid-19 e, osservando il modo in cui abbiamo vissuto la prima fase in primavera, due elementi emergono, e lo sostiene anche Mosseri nel suo post:

    • il primo è che la gente ha bisogno di leggerezza, di momenti di svago e di video divertenti, in questo momento Reels può vivere il suo momento di gloria, specie in una posizione più evidente;
    • secondo elemento è che gli utenti comprano sempre più online e seguono i suggerimenti che arrivano da Instagram, ecco che l’evidenza della tab Shop in basso, a tutta vista è un momento per promuovere gli acquisti. Mosseri sottolinea che è anche un modo per sostenere le aziende che adesso si trovano a far fronte a nuove difficoltà. Ed è un pensiero che sposiamo.

    instagram reels shop tab

    Ma, perché un piccolo “ma” c’è sempre, a voi non sfuggirà di certo che la tab Reels in realtà in Italia era già evidente dal giorno in cui l’app ha compiuto i 10 anni, molto di recente.

    Instagram, 10 anni con novità e sorprese. E il futuro?

    E poi, un’altra modifica che vedremo presto è quella che riguarda i messaggi. Presto l’icona dei DM sarà sostituita con quella di Facebook Messenger e le due app comunicheranno direttamente. Anche questa, quando arriverà da noi, sarà una bella novità.

    Intanto, che ne pensate di questo nuovo layout?

  • Il negozio fisico deve essere ecologico, umano e con strumenti digitali

    Il negozio fisico deve essere ecologico, umano e con strumenti digitali

    Il negozio fisico ha ancora un ruolo centrale per le persone. La ricerca di Axis Communications, realizzata da Ipsos, ci mostra che oggi le persone preferiscono un negozio che sia ecologico, umano e con strumenti digitali.

    Se qualcuno pensava che il negozio fisico, nell’era del digitale e degli acquisti online, fosse destinato al definitivo tramonto, allora deve ricredersi, perché le persone cercano ancora un luogo fisico dove fare i propri acquisti. E l’interessante ricerca di Axis Communications, realizzata da Ipsos, ce lo dimostra chiaramente. I negozi oggi devono adeguarsi ai tempi e offrire un’esperienza sempre più coinvolgente e piacevole per le persone che sono comunque alla ricerca di un contatto fisico per fare acquisti. Non devono mancare attenzione per l’ambiente e strumenti digitali.

    negozio futuro franzrusso.it 2019

    Axis Communication è leader mondiale nella produzione di videocamere di rete e con questa ricerca vuole offrire agli store manager tutta una serie di dati, che fa capo alla business intelligenze, in modo tale che da quei dati si possano ricavare indicazioni interessanti per migliorare il coinvolgimento delle persone all’interno del negozio fisico. Il negozio del domani dovrà anche offrire alcuni dei vantaggi tipici del canale online. Ad esempio, la possibilità di risparmiare tempo attraverso aree di ritiro degli ordini online (priorità per il 19% dei clienti) o la presenza di casse mobili (17%), ma sempre mantenendo la dimensione umana e un’atmosfera piacevole, in particolare grazie alla musica che migliora l’esperienza di acquisto per il 75% degli intervistati.

    Dalla ricerca emerge comunque l’elemento della multicanalità come modalità di scelta e acquisto, ma con una preferenza ancora marcata per il punto vendita fisico. Ben il 57% degli intervistati ha dichiarato che il negozio fisico e il sito internet sono complementari, quasi un italiano su tre (33%) preferisce invece il negozio fisico. Poi, un 10% che predilige fare acquisti online.

    ricerca axis ipsos

    Il negozio fisico viene apprezzato per l’immediatezza della fruizione del bene (86%), per la possibilità di vedere, toccare e provare il prodotto (85%), per la consulenza fornita dal personale di vendita (79%), con il quale si possono stabilire relazioni, e per l’assenza di costi di spedizione. Il canale online viene invece più spesso utilizzato da chi non ha necessità/voglia di stabilire contatti umani (70%). All’online viene poi attribuita una più ampia offerta (62%), la disponibilità di informazioni e la possibilità di risparmiare tempo (62%).

    Ma cosa spinge le persone a recarsi in negozio?

    Il 71% degli intervistati a questa domanda ha risposto con la motivazione più che ovvia di effettuare l’acquisto, interessante è soffermarsi sulle percentuali di altri rispondenti. Il 36% considera la visita in negozio un’occasione per raccogliere informazioni, facendo un sopralluogo, il 18% lo ritiene invece un momento di svago. Ed è proprio anche sul concetto di divertimento che si possono aprire nuovi scenari per il retail nazionale. Il cosiddetto showrooming è vissuto anche come attività di intrattenimento, soprattutto tra le generazioni più giovani.

    Prendendo in esame lo spaccato generazionale infatti, sale al 27% la percentuale degli intervistati appartenenti alla Generazione Z (18-24 anni) per i quali il tempo trascorso in negozio è soprattutto un momento di piacere e divertimento. Tale percezione rappresenta un’opportunità per i retailer di attrarre gli acquirenti e indurli all’acquisto, capitalizzando sul ruolo del personale di vendita e individuando nuove dinamiche di interazione per la prova di prodotto.

    ricerca axis ipsos

    Il punto vendita fisico è in costante evoluzione, raccogliere informazioni per comprendere i trend e le esigenze dei consumatori in anticipo diventa vitale per essere competitivi sul mercato. Con le nostre telecamere di rete, grazie alle applicazioni retail, siamo già in grado di fornire ai retailer dati fondamentali per migliorare la propria offerta, nel rispetto della privacy dei clienti. – ha spiegato Pietro Tonussi, Business Development Manager di Axis Communications – “La tecnologia deve però essere guidata dalle persone. Con questo nuovo studio abbiamo quindi voluto offrire al mondo retail un’analisi di scenario, con l’obiettivo di dare spunti di riflessione da cui partire per l’ottimizzazione dei risultati sul punto vendita e di porci come partner strategici di consulenza a supporto dei nostri clienti“.

    ricerca axis ipsos

    Il negozio fisico del domani

    Gli acquirenti del futuro cercheranno nello shopping il divertimento ma con un’attenzione importante per il rispetto dell’ambiente, della natura e per l’origine del prodotto. Il 78%, infatti, ha dichiarato di essere preoccupato per la questione ambientale e il 73% afferma di fare attenzione alla provenienza dei prodotti. Cresce inoltre, sempre di più, la voglia di non omologarsi grazie ad articoli personalizzati e originali. Il 74% dei clienti retail coinvolti nell’indagine ha dichiarato di voler avere uno stile del tutto personale senza assomigliare agli altri. Un desiderio molto diffuso soprattutto fra i più giovani che apprezzano la possibilità di essere coinvolti in prima persona nella creazione di un articolo, addirittura attraverso concorsi indetti da designer e stilisti o con l’ausilio di stampanti 3D.

    L’aspettativa principale del cliente è quella di vivere il momento della visita e dell’acquisto sul punto vendita in maniera più rilassata e personale: da shopping experience a human experience. L’82% degli intervistati considera l’atmosfera generale un elemento importante sentirsi in totale comfort all’interno del punto vendita. Un ambiente accogliente che vede nella musica un asset decisivo: ben 3 intervistati su 4 dichiarano che una musica adatta ai propri gusti contribuisca a rendere l’esperienza nel negozio positiva. Lo store del futuro non potrà, ovviamente, prescindere dall’innovazione tecnologica: strumenti per prove prodotto più immersive, soluzioni di gestione dei momenti di picco dell’affluenza e opzioni di check-out intelligenti rappresenteranno certamente fattori importanti su cui costruire un’accoglienza e consulenza personalizzata, in cui l’armonia degli spazi e il contatto umano rivestono un ruolo fondamentale.

  • Lo Shopping di Instagram da oggi è disponibile anche in Italia

    Lo Shopping di Instagram da oggi è disponibile anche in Italia

    Da oggi, insieme ad altri sette paesi, la possibilità di fare Shopping su Instagram è attiva anche in Italia. Instagram si avvia a diventare uno strumento e-commerce per le aziende che adesso possono diversificare le opportunità di vendita.

    Arriva da oggi in Italia la funzionalità che molte aziende attendevano con molto interesse, Stiamo parlando di Shopping su Instagram, da oggi disponibile anche in Italia insieme ad altri sette paesi come Australia, Brasile (il mercato numero uno per l’azienda Instagram), Canada, Francia, Germania, Spagna e Regno Unito. Quello che era partito come funzionalità sperimentale verso la fine del 2016, con gli shoppable post, oggi diventa una funzionalità strategica, anche per le aziende italiane. E’ la dimostrazione che Instagram non è più solo un’app di visual content, ma punta a diventare un’app appetibile anche per il business.

    E i numeri danno ragione ad Instagram. Secondo alcuni recenti dati di Facebook, l’80% degli utenti segue almeno un’azienda e 200 milioni di utenti visitano un profilo business almeno una volta al giorno. E’ la conferma di quello che abbiamo sempre saputo, Instagram è un luogo dove la relazione tra marca e utente avviene in maniera più coinvolgente, grazie al potere del contenuto visual, quindi immagini e video. Adesso questa relazione può addirittura trasformarsi in possibilità di acquisto.

    instagram shopping italia

    Come funziona Shopping di Instagram

    L’azienda che ha un profilo business può taggare fino a 5 prodotti consentendo alle persone di poter acquistare. Anche in questo caso si mette in pratica il principio di Facebook, l’esperienza avviene all’interno dell’app, senza abbandonarla. Infatti, anche in questo caso, l’esperienza di acquisto può realizzarsi senza abbandonare l’applicazione. Si tratta di una vera e propria vetrina di prodotti, ognuno dei quali ha visibili i tag con le informazioni dei prodotti, ad esempio nome e prezzo, cliccando sui quali si approda alle altre informazioni successive, sempre restando nell’app.

    Fino ad oggi le aziende potevano approfittare della funzionalità Shopping solo attraverso gli Usa, ma da oggi tutto cambia. Infatti, è possibile usare questa funzionalità sfruttando piattaforme di e-commerce come Shopify, che supporta la funzionalità dalla fine dello scorso anno. In questo modo, oltre mezzo milione di aziende che usano questa piattaforma, possono oggi raggiungere gli utenti di altri 8 mercati.

    Insomma, da oggi Instagram diventa un’app capace di offrire esperienza di business sempre più avanzate, agganciando il trend della vendita online via dispositivi mobili. Una recente ricerca di Facebook IQ, “Fashion Path to Purchase“, ci dice infatti che il 39% delle persone, negli ultimi 3 mesi, ha acquistato articoli di moda da smartphone o tablet. Ecco spiegato quello che sarà un nuovo successo di Instagram.

  • Twitter e lo shopping natalizio, alcuni dati e consigli per le PMI

    Twitter e lo shopping natalizio, alcuni dati e consigli per le PMI

    twitter-shopping-natalizio

     

    Più del 50% degli utenti dichiara di essere influenzato nelle decisioni di acquisto dai contenuti visti su Twitter e il 69% ha effettuato poi un acquisto. Sono questi alcuni dati di un sondaggio che dimostrano il valore di Twitter negli acquisti. E visto il periodo dello shopping natalizio ecco alcuni consigli per le aziende, per ottimizzare al meglio questa opportunità

    Siamo ormai in pieno periodo natalizio e ci si prepara al meglio per affrontare questo periodo. Oggi vi proponiamo questi interessanti risultati, con qualche consiglio, che riguardano Twitter, la piattaforma a 140 caratteri che negli ultimi mesi sta dimostrando di voler agganciare il trend degli acquisti. Basti pensare agli esperimenti con il tasto Buy e con il recente esperimento con Twitter Offers, un’idea che sembra essere più che un semplice test. Twitter, come anche altre piattaforme del resto, sa che gli utenti stanno dimostrando di muoversi in questa direzione, cioè in quella di poter concretizzare gli interessi che si condividono acquistandoli. Una tendenza questa che vedremo concretizzarsi  meglio in tutto il 2015.

    Ebbene, è interessante sapere che oltre il 50% degli utenti afferma di essere direttamente influenzato nelle decisioni d’acquisto dai contenuti visti su Twitter. Di recente Twitter, in collaborazione con la società di ricerche Millward Brown, ha esplorato il ruolo della piattaforma all’interno del processo d’acquisto. A questo proposito è stato realizzato un sondaggio a livello europeo fra i consumatori che usano Twitter almeno una volta al mese e che sono soliti fare shopping natalizio. I risultati sono decisamente interessanti.

    Per le piccole imprese, Twitter può importante soprattutto per dare impulso alle vendite. Il sondaggio ha rilevato che il 69% degli utenti ha effettuato un acquisto perché direttamente influenzato da un contenuto visto su Twitter. Inoltre, i consumatori usano Twitter come strumento di shopping, e il trend è in crescita. Il 28% del campione dichiara di avere intenzione di usare Twitter per lo shopping natalizio di quest’anno, mentre il 78% dei consumatori afferma di voler fare acquisti presso esercizi commerciali più piccoli durante le prossime feste.

    Le persone usano Twitter per accedere a nuove informazioni su argomenti di loro interesse, e lo shopping natalizio è uno di questi. Per gli utenti Twitter la scoperta di contenuti relativi allo shopping di Natale può  avvenire in vari modi: dal vedere nella propria timeline un Tweet che cita uno specifico negozio alle conversazioni sui saldi di stagione. E gli utenti Twitter non solo scoprono queste nuove informazioni, ma, a quanto pare, ne approfittano anche. Infatti, più della metà degli utenti Twitter ha effettuato un acquisto in base a qualcosa che ha visto sulla piattaforma.

    La piattaforma da 140 caratteri, in occasione dell’imminente shopping natalizio, ha elaborato alcuni consigli da seguire, rivolti per lo più ad aziende di piccole dimensioni, le PMI. Consigli che possiamo comunque tenere a mente anche per altre strategie in generale:

    Pianificare i momenti da prevedere in anticipo: è sufficiente dare uno sguardo alle prossime festività del mese di dicembre per rendersi conto delle opportunità che si possono cogliere facendo un minimo di pianificazione, senza dimenticare le feste di fine e di inizio anno;

    Twittare contenuti interessanti: condividere contenuti interessanti è un modo per aumentare la propria base di utenti entrando in contatto con persone interessate alla vostra attività. Meglio se condividete contenuti multimediali, come i video, immagini e grafici che catturano quasi immediatamente l’attenzione degli utenti. Allo stesso modo, vale la pena di condividere contenuti esclusivi e magari provate a rispondere alle richieste e alle esigenze del vostro pubblico, Twitter da questo punto di vista funziona molto bene. Specie in un periodo come le feste natalizie.

    L’importante è Interagire: twittare significa conversare e per conversare si intende rispondere agli utenti che reagiscono ai vostri tweet. E’ senza dubbio una buona pratica quella di dare seguito all’attenzione rivolta dagli utenti ai contenuti che condividete, magari con l’aggiunta di un hashtag dedicato alla vostra campagna che vi aiuterà a distinguervi meglio;

    Curare i dettagli: i vostri utenti sono già sopraffatti da tante proposte e da tweet che propongono già tante possibilità di scelta, meglio quindi pianificare i contenuti curandone i dettagli cercando di proporre contenuti che siano davvero rilevanti per i vostri utenti/followers. Importante è che i vostri contenuti siano per loro un valore aggiunto.

    Allora che ne pensate? Anche voi siete tra gli utenti che sono interessati all’acquisto direttamente dai tweet?

  • Natale 2013, gli italiani spendono meno e riciclano di più

    Natale 2013, gli italiani spendono meno e riciclano di più

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    Il Natale 2013 si avvicina e con esso si avvicina anche il tempo dei regali. Dalla ricerca che Groupon ha condotto in Italia, Francia, Spagna, Inghilterra, Germania, Olanda e Polonia, viene fuori che gli italiani più degli altri spenderanno di meno (29 euro in media per regalo) e ricicleranno i regali. Il 55% acquista i regali online

    Ormai il Natale 2013 sta arrivando e quindi è tempo di pensare ai regali. La situazione che stiamo vivendo ormai da un po’ di tempo a questa parte, si farà certo sentire anche quest’anno e la cronaca di questi giorni ce ne dà la conferma. Ma un’ulteriore conferma arriva anche dall’esito di una ricerca che Groupon ha condotto internamente in sette paesi europei, Italia, Francia, Spagna, Inghilterra, Germania, Olanda e Polonia, per cercare di capire effettivamente quanto si spenderà per i regali. Per quanto riguarda l’Italia, gli intervistati sono stati 2076 persone, 54% donne, per il 30% comprese nella fascia d’età 35-44 anni.

    Ebbene, a fronte di quanto detto all’inizio, il 42% degli intervistati dichiara infatti di dover ridurre il budget destinato alle feste. E il primato negativo è per l’Italia, in quanto i colleghi europei ridurranno le loro spese natalizie con percentuali molto inferiori: del 28% in Spagna, mentre solo il 10% dei tedeschi dichiara una riduzione dei consumi per le prossime feste. Per noi italiani poi rispettare il budget già ridotto risulta davvero uno stress, infatti per il 57% degli intervistati questo è un chiodo fisso.

    Ma quanto spenderanno gli italiani per questo Natale 2013?

    Presto detto. Gli intervistati hanno dichiarato che spenderanno circa 260 euro a testa (in linea con gli altri paesi europei eccetto per gli Inglesi che spenderanno circa 506 euro a testa ) per acquistare in media 9 regali alla famiglia. 29 euro è quindi il prezzo medio del singolo regalo in Italia, in Inghilterra la spesa sale a 39 euro, in Germania a 36.

    E rispetto a tutti gli altri intervistati europei, gli italiani sono quelli che più di tutti pensano di riciclare i regali ricevuti in dono nel Natale scorso e sembra che sia ben accetto, tra l’altro. Infatti il 53% degli intervistati dichiara di aver riutilizzato in passato qualche dono fatto da altri. Comunque sia, gli italiani non rinunceranno a fare i regali. Infatti, il 72% degli italiani dichiara infatti che non rinuncerebbe mai ai regali per la famiglia e il 41% al classico cenone delle feste. I tagli riguarderanno invece le vacanze e i regali a colleghi e amici. E se per caso gli italiani avessero a disposizione un extra rispetto al budget previsto per i regali, il 66% degli intervistati lo userebbe per acquistare qualcosa di utile per la famiglia e un buon 20% donerebbe questi soldi in beneficenza.

    Ma dove si acquistano i regali? Il negozio fisico resta il luogo per eccellenza per scegliere ed acquistare i regali, infatti il 69% delle persone sceglie il punto vendita, mentre il 55% fa shopping online utilizzando il pc, il tablet o il proprio smartphone.

    E voi avete già pensato ai regali? Anche voi avete ridotto il vostro budget?

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  • 21DIAMONDS sceglie hybris come partner globale

    21DIAMONDS sceglie hybris come partner globale

    21DIAMONDS, il portale per la vendita di gioielli online più grande d’Europa, sceglie la soluzione hybris Commerce Accelerator che ha consentito una rapida implementazione di siti e-commerce in 18 Paesi, tra i quali anche l’Italia

    hybris, tra i principali fornitori di software per il commercio omni-canale, annuncia oggi che 21DIAMONDS, retailer online specializzato in gioielli realizzati a mano, ha scelto la soluzione hybris Commerce Accelerator per la sua politica di espansione internazionale in 18 Paesi, tra cui anche l’Italia, oltre a Francia, UK, Spagna, USA, Brasile, India e Australia.

    La collaborazione con hybris risale a fine 2011: 21DIAMONDS desiderava andare live con il proprio sito in meno di 12 settimane, in modo da non perdere le occasioni in arrivo con la stagione natalizia. Inoltre, poiché il web è l’unico canale di vendita dell’azienda, 21DIAMONDS aveva la necessità di mettere a punto uno store online che offrisse, da un lato, la qualità e il livello di servizio tipici di una boutique affermata e, dall’altro, una shopping experience online ineccepibile. Per venire incontro a queste esigenze, 21DIAMONDS ha scelto hybris Commerce Accelerator, la soluzione pronta all’uso di hybris che consente ai retailer di realizzare in tempi brevissimi un sito e-commerce ricco di funzionalità. Con uno storefront completamente operativo costruito sulla piattaforma hybris, Commerce Accelerator offre una base pre-configurata che include le best practice di commercio omnicanale, oltre a funzioni di gestione degli ordini e di call center. hybris Commerce Accelerator riduce tempi e costi di implementazione per garantire un’esecuzione veloce e di sicuro successo del progetto.

    L’arte orafa è il cuore del nostro business: le tecniche di colatura, cesellatura e incastonatura vengono sempre effettuate da un équipe di professionisti e, prima della spedizione, ogni singolo gioiello è sottoposto a controlli di qualità e autenticità. Il nostro sito deve dunque riflettere un simile livello di cura e attenzione”, dichiara Emanuel Schleussinger, CTO di 21DIAMONDS. “Oggi stiamo sfruttando hybris Commerce Accelerator in tutto il suo potenziale: questa soluzione ha velocizzato notevolmente l’implementazione del nostro store online, consentendoci di focalizzarci solo ed esclusivamente sul nostro core business: vendere gioielli su misura e di alta qualità”.

    A fronte del successo dell’implementazione, Ariel Lüdi, CEO di hybris, dichiara:

    E’ stato molto stimolante lavorare con 21DIAMONDS, essere parte della sua strategia di lancio e contribuire al suo successo internazionale. Il sito dell’azienda è costruito sulla nostra piattaforma e, per tanto, può crescere ed essere ampliato ulteriormente in modo da rimanere sempre al passo con i tempi, quindi con le esigenze dell’azienda e dei consumatori”.

    Grazie al rapido sviluppo della propria presenza in 18 regioni, 21DIAMONDS ha aumentato il suo giro d’affari altrettanto velocemente, ampliando anche l’assortimento: oltre 6.500 prodotti tra gioielli e orologi.

    hybris Commerce Accelerator è stato, e continua ad essere, un prezioso alleato per i piani di espansione internazionale di 21DIAMONDS, perché ha permesso un rapido ingresso sui mercati globali, supportando più lingue e valute. Grazie a questa soluzione, l’azienda ha potuto lanciare siti e-commerce in più Paesi entro la prima metà del 2012.

  • Natale 2012, il traffico internet legato allo shopping aumenta del 70%

    Natale è periodo di traffico su internet e per questo motivo aumenterà del 70%, secondo quanto afferma un rapporto di Akamai, rispetto al 2011. Questo Natale il consumatore è multicanale, quindi si apre una nuova sfida per retailer web e mobile

    Natale 2012, aumenta traffico web e mobileNel periodo natalizio, solitamente, gli acquisti tendono ad aumentare gradualmente una settimana dopo l’altra, con il picco previsto nei quindici giorni immediatamente precedenti il Natale. Le stime Akamai rivelano che il traffico internet generato in occasione dello shopping di dicembre supererà del 70% il picco registrato lo scorso anno. Questo perché il consumatore 2013 è, forse per la prima volta, ormai completamente multicanale. In altre parole, per fare i propri acquisti, utilizza tutti gli strumenti a sua disposizione, contribuendo dunque ad aumentare il traffico web e mobile con attività di browsing, necessaria per concludere una transazione online o offline che sia.

    La buona notizia per i retailer è che il consumatore multicanale mostra una spiccata propensione all’acquisto.  Ricerche condotte dalla catena di supermercati inglese Marks&Spencer, ad esempio, hanno dimostrato che gli utenti che utilizzano due canali per il loro shopping spendono 4 volte di più di chi ne utilizza uno solo. Chi ne usa 3 spende addirittura 8 volte tanto.  Rispondere alle esigenze e aspettative di questo tipo di consumatore diventa dunque ancor più critico: tempi e modalità di fruizione delle pagine web sono le principali sfide a cui i retailer sono tenuti a affrontare.

    La rapidità con cui si accede a un sito spesso influenza positivamente la predisposizione all’acquisto: la velocità media dei primi 30 siti e-commerce mondiali è di 3 secondi. Non male. I primi 30 siti di m-commerce raggiungono invece un tempo di caricamento medio di 9 secondi: l’ultima volta che un sito e-commerce (da desktop) aveva registrato una media simile risale al 2001, come a dire che i siti di retail mobile sono… 11 anni indietro in quanto a performance. E ovviamente stiamo parlando di medie; non è infatti raro avere tempi di risposta anche vicini ai 20 secondi.

    Il problema della performance di un sito si va a sommare alla complessità dovuta a un crescente moltiplicarsi di dispositivi e fonti di contenuto: mentre i siti per desktop sono per lo più ospitati sui data center, sempre più siti mobile si trovano invece su provider di terze parti.  Per assicurare una performance ottimale l’approccio ‘uno per tutti, tutti per uno’ non è più possibile.

    Eppure, sebbene i retailer online debbano affrontare un ambiente di vendita molto più complesso che in passato, evitare il downtime non è un’utopia. Sono però necessari alcuni accorgimenti, quali:

    • Sviluppare una propria intelligence attraverso il monitoraggio in tempo reale dei visitatori. Per erogare una performance soddisfacente è necessario capire che tipo di esperienza si aspetta l’utente a seconda della situazione in cui si trova: sarà quindi importante capire se utilizza una connessione 3G oppure Wifi, lo Smartphone o il tablet, etc.. Un’analytics di questo tipo permetterà al retailer di erogare i propri contenuti in modo intelligente: ad esempio, un visitatore dotato di un grande schermo e buona connessione apprezzerà un’immagine in alta qualità, mentre una di qualità inferiore sarà più adatta a chi accede da uno schermo più piccolo e ha una connessione scarsa.
    • Effettuare test di carico sul sito. Comprendere e testare il comportamento dell’utente è critico per qualunque sito, compreso quello mobile e relative applicazioni: soprattutto di fronte a un consumatore multicanale, è infatti possibile che emergano problemi di scala. E’ dunque meglio essere preparati oppure…
    • Tenere pronto un piano B! Non tutte le soluzioni permettono ai server di supportare picchi di traffico garantendo la continuità delle transazioni.  Per questo, molti retailer ricorrono ad applicazioni che consentano loro di indirizzare parte dei visitatori a un sito brandizzato, capace di ’tenenerli occupati’ fino a che i server non saranno in grado di gestire le loro richieste.
    • Ottimizzare il front-end dei siti mobile: tempi di risposta più o meno lunghi dipendono soprattutto dall’erogazione sul network dell’operatore mobile e dalla resa della pagina web sul dispositivo. Alcune strategie – quali ridurre la dimensione delle immagini e dei contenuti – possono avere un impatto fortissimo sui tempi di resa.  Mentre parecchie di queste tecniche possono essere applicate dagli sviluppatori, molti retailer hanno capito che lavorare con i service provider può risultare molto più efficace.

    Insomma, degli utili consigli da tenere assolutamente in considerazione.

  • Chi compra moda online è un consumatore evoluto [Infografica]

    Chi compra moda online è un consumatore evoluto [Infografica]

    Sono donne, giovani, in quattro casi su dieci provengono dal Sud o dalle Isole. Ecco gli utenti che comprano di più e più spesso: in diversi casi acquistano in un anno più di 20 prodotti all’anno e negli ultimi tre mesi. Si aggiornano sui social network e amano condividere i propri look. Sono i risultati dell’ultimo approfondimento estratto dall’E-commerce Consumer Behaviour Report 2012 realizzato da ContactLab

    Se è vero che non vi sono grandi differenze di genere tra chi in Italia fa acquisti online, è vero anche che lo shopping ‘modaiolo’ è ancora una pratica ad appannaggio femminile: tra gli acquirenti online di abbigliamento e calzature che hanno comprato più di sei prodotti nell’ultimo anno sette su dieci sono donne. Ma dove abitano e quanti anni hanno questi fashion addicted digitali? Due su cinque vivono al Sud e nelle Isole e più della metà ha meno di 35 anni.

    Sono alcuni dei dati più significativi che emergono dalla ricerca Fashion ed e-commerce in Italia: le abitudini degli acquirenti online (disponibile in download gratuito su http://www.contactlab.com/report-ecommerce-moda), un approfondimento inedito a cura di ContactLab, estratto dall’E-commerce Consumer Behaviour Report 2012 e condotto sull’analisi dei comportamenti dei rispondenti che hanno acquistato online nell’ultimo anno almeno un prodotto di abbigliamento e calzature.

    E-commerce-e-moda-ContactLab

    Tra gli acquirenti del settore fashion si distinguono soprattutto coloro che in un anno acquistano online più di sei prodotti di questa categoria, arrivando in molti casi a superare i 20: è con loro che ContactLab traccia il profilo tipo dei ‘fashion addicted digitali’.

    Sono utenti la cui frequenza di acquisto è significativamente più alta rispetto a quella del totale degli utenti Internet italiani intervistati nell’indagine: uno su tre, infatti, ha acquistato online negli ultimi tre mesi più di 5 volte, mentre la metà degli utenti internet nel complesso dichiara di non avere acquistato online più di una volta nello stesso periodo di tempo.  Insomma, chi acquista dai siti e-commerce dedicati alla moda, acquista di più e più spesso.

    “Poter osservare così da vicino un determinato target di utenti, in questo caso gli acquirenti online di abbigliamento e calzature, permette alle aziende del settore di comprendere meglio le abitudini e i comportamenti dei propri utenti – dichiara Emanuela Del Forno, marketing manager di ContactLab. I dettagli della fotografia scattata offrono infatti spunti utili per elaborare strategie di comunicazione e vendita in linea con le aspettative e le esigenze della propria customer base. Questa tipologia di approfondimenti fa parte di un sistema di servizi a valore aggiunto che ContactLab grazie alle sue competenze specifiche mette a disposizione di aziende e brand che vogliono approfondire il proprio mercato di riferimento”

    Il ‘profilo tipo’ del fashion addicted digitale

    L’acquirente fashion più assiduo ha un’età piuttosto giovane – concentrata tra i 25 e i 44 anni, è donna in sette casi su dieci e nel 42% dei casi risiede al Sud o nelle Isole. Questo è molto interessante poiché dimostra come – almeno in questo comparto merceologico – l’acquisto online è una pratica consolidata in queste regioni, contrariamente al ‘ritardo digitale’ che spesso viene imputato a questi territori.

    Prendendo in considerazione la frequenza di acquisto, vi è un numero decisamente alto di ‘fashion addicted digitali’82% contro il 68% del totale degli acquirenti online monitorati dall’ECBR12- che hanno effettuato almeno un acquisto online negli ultimi tre mesi indipendentemente dalla categoria merceologica. Parliamo quindi di utenti che hanno un’alta frequenza di spesa e che, come per l’intero universo degli acquirenti online, comprano in rete già da anni usando l’e-commerce come una modalità di acquisto alla pari con i canali tradizionali.

    Sono high spender: uno su tre ha speso online nell’ultimo anno solo per l’abbigliamento più di 1000€, e c’è anche chi (il 15%) ha superato i 2000€. In generale oltre la metà di loro ha acquistato nell’ultimo anno beni per un valore di oltre 500€. Il dato acquisisce ancor più valore se consideriamo che il 27% di questi fashion addicted digitali ha meno di 25 anni e che nel tracciare il loro profilo la loro età non supera – in nove casi su dieci- i 44 anni. Un dato tanto caratterizzante quanto lo è la loro spesa media annua online, che si aggira sugli 850€, prevedibilmente più alta rispetto a quella dell’utente Internet Italiano (circa 650€).

    Inoltre questi acquirenti sono utenti internet più evoluti, come dimostra l’uso più consistente che fanno dei dispositivi mobili: due su cinque infatti si informano o acquistano da mobile, contro una media di tre utenti su dieci a livello nazionale. Un altro fattore degno di nota è l’utilizzo più massiccio che questi utenti fanno dei metacomparatori.

    Un target mattiniero, che fa acquisti responsabili

    In generale gli high spender del fashion, così come tutti gli altri utenti Internet italiani che hanno effettuato acquisti online, in un caso su due non hanno preferenze sull’orario di acquisto. Se però consideriamo solo gli utenti che esprimono una preferenza netta, invece di dichiarare di acquistare online indifferentemente nel corso della giornata, li scopriamo mattinieri: uno su quattro solitamente acquista prodotti di moda mentre fa colazione, mentre si reca in ufficio o comunque prima della pausa pranzo.

    Molto importante come sempre risulta essere la disponibilità del metodo di pagamento preferito sul sito prescelto per l’acquisto: per quasi nove acquirenti fashion su dieci incide sulla decisione di acquistare online.

    Tra questi utenti vi è inoltre una propensione maggiore al pagamento tramite PayPal – oltre alle carte di credito prepagate, ormai uno dei mezzi preferiti da buona parte di tutti gli acquirenti online – il che evidenzia non solo l’esigenza di un metodo più comodo interamente online, ma anche una maggiore attenzione alla privacy e alla garanzia nell’acquisto.

    Compro, mi vesto, condivido

    Infine questa parte di acquirenti forti ama condividere sui social network la propria esperienza d’acquisto: in un caso su tre scrivono recensioni e commenti sui social network, ma soprattutto amano diventare follower del brand raccontando le proprie esperienze e, nel caso dell’abbigliamento, condividendo talvolta anche i propri look.

    “Un dato molto importante per le aziende del comparto – conclude Del Forno –che possono trovare nel canale social una strada privilegiata per ottenere la fiducia dei propri consumatori e promuoverli ad ambasciatori del brand. In particolare, una strategia integrata che sfrutti le potenzialità dei diversi canali per fidelizzare e valorizzare il rapporto coi propri utenti è infatti la direzione che le aziende del settore devono seguire se vogliono fare la differenza”

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