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  • TikTok US al via tra le polemiche, ecco chi gestirà l’algoritmo

    TikTok US al via tra le polemiche, ecco chi gestirà l’algoritmo

    TikTok US ha preso il via e Oracle avrà accesso all’algoritmo. Larry Ellison, stretto alleato di Trump, è quindi al centro dell’operazione. A pochi giorni dall’accordo, già polemiche sulla visibilità dei contenuti politici.

    La data era attesa ed è arrivata. Il 22 gennaio 2026 segna la nascita ufficiale di TikTok US.

    Dopo anni di tensioni – dal 2020 -, proroghe, ordini esecutivi e ricorsi alla Corte Suprema, l’accordo tra Washington e Pechino è stato finalmente finalizzato.

    TikTok ha annunciato la creazione di TikTok USDS Joint Venture LLC, la nuova entità che gestirà le operazioni americane della piattaforma video più discussa degli ultimi anni.

    Donald Trump non ha perso l’occasione per intestarsi il risultato. Su Truth Social il presidente Usa ha ringraziato il suo staff e, soprattutto, il presidente cinese Xi Jinping “per aver lavorato con noi e, alla fine, approvato l’accordo”. Una dichiarazione che segna un cambio di registro notevole, considerando che lo stesso Trump nel 2020 aveva tentato di vietare completamente l’app.

    TikTok US, la struttura dell’accordo

    La nuova società sarà guidata da Adam Presser, mentre il CEO di TikTok Shou Chew siederà nel consiglio di amministrazione. ByteDance mantiene una quota del 19,9%, formalmente minoritaria ma comunque significativa.

    Oracle, Silver Lake e il fondo emiratino MGX detengono ciascuna il 15%, per un totale del 45% nelle mani del consorzio principale.

    Il valore complessivo dell’operazione resta fissato a 14 miliardi di dollari. Una cifra che riflette il peso di TikTok sul mercato americano, dove la piattaforma conta ora oltre 200 milioni di utenti attivi.

    TikTok US al via tra le polemiche, ecco chi gestirà l'algoritmo
    TikTok US al via tra le polemiche, ecco chi gestirà l’algoritmo

    TikTok US, il cuore dell’accordo è l’algoritmo

    Questo è il punto centrale che merita molta attenzione.

    Come già ricordato, Oracle non si limiterà a ospitare i dati degli utenti americani sui propri server. La società di Larry Ellison avrà accesso al codice sorgente di TikTok, quindi avrà accesso all’algoritmo di raccomandazione che ha reso la piattaforma un fenomeno globale.

    La nuova entità dovrà riallenare l’algoritmo utilizzando esclusivamente dati degli utenti americani. L’obiettivo dichiarato è garantire che il feed dei contenuti sia libero da manipolazioni esterne. Ma le implicazioni vanno ben oltre la sicurezza nazionale.

    Chi controlla l’algoritmo di raccomandazione controlla ciò che oltre 170 milioni di americani vedono ogni giorno. E la domanda diventa inevitabile: chi garantisce che il nuovo algoritmo “americano” non venga a sua volta modellato secondo interessi diversi da quelli degli utenti?

    TikTok US e il ruolo di Larry Ellison

    Larry Ellison non è un attore neutrale in questa partita. Il fondatore di Oracle è uno dei principali sostenitori di Trump, con oltre 46 milioni di dollari donati a campagne e comitati repubblicani dal 2012. Ha ospitato eventi di raccolta fondi per Trump nella sua tenuta in California. Nel novembre 2020 ha partecipato a una telefonata con altri alleati del presidente per discutere strategie volte a contestare i risultati delle elezioni.

    La sua vicinanza a Trump si è intensificata negli ultimi anni. A gennaio 2025 era presente alla Casa Bianca per l’annuncio del progetto Stargate, la joint venture per l’intelligenza artificiale con OpenAI e SoftBank. Non solo. Attraverso il figlio David, Ellison controlla ora Paramount Global (che include CBS News) e sta puntando a Warner Bros. Discovery, la società madre di CNN.

    In altre parole, l’uomo che avrà accesso all’algoritmo di TikTok sta costruendo un impero mediatico che potrebbe includere presto anche alcune delle principali testate giornalistiche americane.

    TikTok US e l’algoritmo del proprietario, ancora una volta

    Come ho già osservato in passato, siamo di fronte a un altro caso di quello che definisco “algoritmo del proprietario”. X sotto la gestione di Elon Musk ha già dimostrato come la proprietà di una piattaforma possa influenzarne profondamente i meccanismi di distribuzione dei contenuti.

    Con TikTok US la dinamica sarà diversa, ma il principio resta lo stesso. L’accesso privilegiato all’algoritmo da parte di soggetti vicini al potere politico pone interrogativi legittimi sulla neutralità della piattaforma.

    Oracle potrà isolare infrastrutture e parametri, ricostruire un modello “americano”. E chi ha accesso a questi elementi ha la possibilità di modellare ciò che milioni di persone vedono.

    TikTok US, un compromesso geopolitico

    L’accordo soddisfa parzialmente entrambe le parti. Gli Stati Uniti ottengono il controllo formale sulla piattaforma e sui dati degli utenti americani. ByteDance mantiene una presenza, seppur minoritaria, e continuerà a monetizzare attraverso licenze e attività commerciali.

    Ma restano perplessità. Alcuni esperti osservano, come già fatto mesi fa, che la struttura somiglia più a un accordo di franchising che a una vera dismissione. ByteDance non esce di scena completamente. E il fatto che circa il 30% della nuova società resti in mano ad “affiliati degli investitori esistenti di ByteDance” lascia aperti margini di ambiguità.

    La legge bipartisan del 2024 richiedeva una separazione netta. La struttura negoziata dall’amministrazione Trump sembra aggirare questo requisito. Il Congresso ha già chiesto di visionare i dettagli dell’accordo per verificare la conformità ai requisiti di sicurezza nazionale.

    I primi giorni di TikTok US: segnalazioni e polemiche

    A pochi giorni dalla chiusura dell’accordo, sono emerse le prime segnalazioni da parte di creator e politici americani. Diversi utenti hanno denunciato un crollo improvviso della visibilità sui contenuti politici, con video fermi a zero views nonostante follower nell’ordine delle decine di migliaia.

    Il senatore californiano Scott Wiener ha scritto su X: “TikTok is now state-controlled media”. Un suo video su una proposta di legge è rimasto fermo a zero visualizzazioni. Brian Krassenstein, creator con oltre 125.000 follower, ha segnalato che i suoi post politici ricevono tra 0 e 1000 views da quando gli alleati di Trump hanno preso il controllo della piattaforma.

    Bernie Sanders ha elencato pubblicamente l’impero mediatico che Larry Ellison ora controlla, da TikTok a CBS, MTV, Paramount+, Nickelodeon, Simon & Schuster. E ha concluso: “This is what Oligarchy looks like.”

    TikTok USDS JV ha risposto con un comunicato ufficiale attribuendo i problemi a un’interruzione infrastrutturale nei data center. Secondo la nuova entità, si tratterebbe di un “display error caused by server timeouts” che avrebbe causato temporaneamente zero views e mancati guadagni per i creator.

    La spiegazione tecnica però non ha convinto tutti. E il dibattito sulla neutralità dell’algoritmo americano è destinato a proseguire.

    Una storia iniziata nel 2020

    La vicenda TikTok negli Stati Uniti ha attraversato sei anni di alti e bassi. Dal primo ordine esecutivo di Trump nel 2020, annullato poi da Biden; alla legge bipartisan del 2024, alla conferma della Corte Suprema nel gennaio 2025; al breve blocco dell’app, alle proroghe successive.

    Dopo sei anni quella storia trova un punto di approdo. Non una conclusione definitiva, diciamolo, ma certamente un capitolo nuovo.

    Alla fine, TikTok resta disponibile per oltre 170 milioni di utenti americani e l’algoritmo più potente del mondo passa sotto controllo statunitense, anche se in maniera temporanea.

    Quanto durerà l’equilibrio trovato? La storia recente insegna che, quando si tratta di Trump, di rapporti con la Cina e di piattaforme digitali, nulla è mai davvero definitivo.

  • TikTok US, ora c’è la firma: il 22 gennaio 2026 sarà operativa

    TikTok US, ora c’è la firma: il 22 gennaio 2026 sarà operativa

    TikTok US prenderà il via il prossimo 22 gennaio 2026. ByteDance e TikTok hanno firmato gli accordi vincolanti per la joint venture americana. Oracle avrà un ruolo cruciale, con accesso all’algoritmo.

    La firma dell’accordo è finalmente arrivata. ByteDance e TikTok hanno firmato, giovedì 18 dicembre 2025, gli accordi vincolanti per la creazione di TikTok US.

    A comunicarlo è stato il CEO Shou Chew in un memo interno ai dipendenti, confermato da diverse testate internazionali.

    Dopo mesi di trattative, proroghe e tensioni diplomatiche tra Washington e Pechino, la piattaforma video più discussa degli ultimi anni entra in una nuova fase. Quella definitiva, almeno sulla carta, relativamente agli Usa ricordiamolo.

    L’accordo segue l’ordine esecutivo firmato da Donald Trump nel settembre scorso, che aveva delineato la struttura della nuova entità americana. Adesso quella struttura ha una data di chiusura prevista per il 22 gennaio 2026.

    TikTok US, la struttura della joint venture

    La nuova entità si chiamerà TikTok USDS Joint Venture LLC. La governance sarà affidata a un consiglio di amministrazione composto da sette membri, a maggioranza americana.

    Sul fronte della proprietà, il consorzio di investitori americani deterrà il 50% della nuova società. Oracle, Silver Lake e MGX, il fondo degli Emirati Arabi, controlleranno ciascuno il 15%. Gli affiliati degli attuali investitori di ByteDance manterranno circa il 30,1%, mentre ByteDance conserverà una quota del 19,9%.

    Il valore complessivo dell’operazione è stimato in circa 14 miliardi di dollari. Una cifra che riflette il peso di TikTok nel mercato americano, dove la piattaforma conta oltre 170 milioni di utenti.

    TikTok US, ora c'è la firma: il 22 gennaio 2026 sarà operativa
    TikTok US, ora c’è la firma: il 22 gennaio 2026 sarà operativa

    Il ruolo di Oracle e la sicurezza dei dati

    Come già ricordato, Oracle assume un ruolo centrale nell’operazione. La società di Larry Ellison, storico sostenitore di Trump, diventa il trusted security partner responsabile dell’audit e della certificazione della conformità ai termini di sicurezza nazionale.

    La joint venture americana sarà responsabile della protezione dei dati degli utenti statunitensi, della sicurezza dell’algoritmo, della moderazione dei contenuti e della garanzia software. Oracle supervisionerà lo storage delle informazioni degli americani, in linea con quanto annunciato dalla Casa Bianca nei mesi scorsi.

    Un passaggio cruciale riguarda l’algoritmo di raccomandazione. La nuova entità dovrà riallenare l’algoritmo sui dati degli utenti americani per garantire che il feed dei contenuti sia libero da manipolazioni esterne. Questo è il cuore della questione sicurezza che ha animato l’intero dibattito su TikTok negli Stati Uniti.

    Le criticità che restano aperte

    Non mancano le perplessità. Molti esperti ed osservatori hanno osservato che l’accordo non interrompe completamente i legami con ByteDance. Secondo queste voci, la struttura somiglia più a un accordo di franchising che lascia la tecnologia core in Cina, piuttosto che a una vera dismissione.

    La legge approvata dal Congresso nel 2024 richiedeva una separazione netta tra TikTok US e ByteDance.

    La struttura negoziata dall’amministrazione Trump sembra aggirare questo requisito, mantenendo ByteDance come licenziante dell’algoritmo e gestore delle attività commerciali globali, inclusi e-commerce, advertising e marketing sulla piattaforma americana.

    Dalla Cina ancora non è stato espresso un comunicato ufficiale sull’approvazione della transazione. Un passaggio non scontato, considerando che Pechino aveva posto il veto alla cessione dell’algoritmo già nel 2020.

    TikTok US e l’algoritmo del proprietario

    Come ho già osservato in passato, siamo di fronte a un altro caso di quello che definisco algoritmo del proprietario. L’accesso di Oracle al codice sorgente di TikTok apre scenari inediti sulla possibilità di modellare l’algoritmo di raccomandazione secondo gli interessi dei nuovi proprietari.

    X, sotto la gestione di Elon Musk, ha già dimostrato come la proprietà di una piattaforma possa influenzarne profondamente i meccanismi di distribuzione dei contenuti. Con TikTok US la dinamica sarà diversa, ma l’accesso privilegiato all’algoritmo da parte di soggetti vicini al governo americano solleva interrogativi legittimi.

    La fine di una storia iniziata nel 2020

    La firma degli accordi segna la conclusione di una saga iniziata nel 2020, quando la prima amministrazione Trump aveva tentato di vietare TikTok con un ordine esecutivo poi annullato da Biden.

    La legge bipartisan del 2024 ha riportato la questione al centro dell’agenda politica, costringendo ByteDance a trovare una soluzione per mantenere la piattaforma operativa negli Stati Uniti.

    Un compromesso che non accontenta tutti

    Il risultato è un compromesso che soddisfa parzialmente entrambe le parti. Gli Stati Uniti ottengono il controllo formale sulla piattaforma e sui dati degli utenti americani. ByteDance mantiene una presenza, seppur minoritaria, e continua a licenziare la tecnologia che ha reso TikTok un fenomeno globale.

    La domanda resta la stessa di settembre.

    Quanto durerà l’equilibrio trovato? In poco più di un mese, anche se c’è la firma, tutto ancora potrebbe succedere.

    La firma dell’accordo resta comunque un punto di non ritorno nella storia di TikTok. E resta un capitolo importante nella storia delle piattaforme digitali alla voce “Sovranità digitale”.

  • Al via TikTok US, Trump firma l’ordine esecutivo

    Al via TikTok US, Trump firma l’ordine esecutivo

    Trump ha firmato l’ordine esecutivo da il via a TikTok US. Viene creata una joint venture americana con ByteDance al 19,9%. Il consorzio di aziende è a guida Oracle e l’algoritmo in licenza. Un precedente per la nuova geopolitica digitale.

    Donald Trump ha firmato, giovedì 25 settembre 2025, l’ordine esecutivo che dà ufficialmente vita a TikTok US. Dopo mesi di tensioni e trattative, l’app più discussa degli ultimi anni entra in una nuova fase.

    Da questo momento in poi le attività americane della piattaforma saranno gestite da una nuova società a maggioranza statunitense, con ByteDance in posizione di minoranza.

    Dopo la telefonata del 19 settembre tra Donald Trump e Xi Jinping, che aveva aperto la strada a un’intesa politica di principio, adesso si parla di un accordo pronto per essere firmato.

    L’annuncio di Trump dopo la chiamata con Xi aveva suscitato più di un dubbio. Pechino non aveva mai parlato di un via libera pieno, ma di un confronto “positivo” in cui veniva ribadita la richiesta di non discriminazione per le imprese cinesi.

    La struttura di TikTok US è definita e Trump ha firmato l’ordine esecutivo.

    Il quadro che emerge ricalca le anticipazioni di settembre, ma questa volta con tempistiche chiare e un riferimento preciso alla legge bipartisan del 2024 che obbliga TikTok a passare sotto controllo americano.

    Al via Tiktok US, Trump firma l'ordine esecutivo
    Al via Tiktok US, Trump firma l’ordine esecutivo

    TikTok US e la nuova joint-venture

    Secondo diverse fonti, e alcune conferme della Casa Bianca, TikTok US sarà gestita da una nuova joint-venture con sede negli Stati Uniti.

    ByteDance deterrà meno del 20 per cento delle quote, restando formalmente socio ma senza controllo. Gli investitori americani controlleranno la larga maggioranza, in linea con la legge approvata dal Congresso.

    La scelta della joint venture non è solo tecnica. Serve a rassicurare Washington sul fronte della sicurezza nazionale, garantendo che le decisioni strategiche, la gestione dei dati e l’operatività non possano più essere condizionate da Pechino.

    Il percorso legislativo e le successive proroghe

    Il percorso è stato scandito da tappe precise. La legge bipartisan del 2024 stabiliva che TikTok dovesse essere venduta a proprietari statunitensi entro il 2025, pena un divieto totale.

    Lo scorso gennaio, a poche ore dall’insediamento di Trump per il suo secondo mandato, l’app era stata effettivamente bloccata. Un blocco durato appena un giorno, perché lo stesso Trump aveva promesso di sospendere le sanzioni e avviare un negoziato con la Cina.

    Da allora la Casa Bianca ha concesso proroghe successive, mentre si cercava la formula giusta.

    Adesso la struttura trovata sembra soddisfare entrambe le parti e rispettare la legge. Per consentire la piena attuazione, Trump estende la sospensione di altri 120 giorni.

    Il post su X della Casa Bianca che conferma la nascita di TikTok US
    Il post su X della Casa Bianca che conferma la nascita di TikTok US

    TikTok e la sicurezza dei dati

    Alla base di tutta la vicenda resta la questione della sicurezza. Negli anni, esperti e funzionari statunitensi hanno sostenuto che ByteDance potesse offrire al governo cinese accesso a dati sensibili e all’algoritmo dell’app. Con oltre 170 milioni di utenti americani, TikTok rappresenta un caso senza precedenti per dimensione e impatto.

    La nuova joint venture è pensata proprio per rispondere a questi timori. ByteDance mantiene una presenza marginale, ma la governance e la gestione dei dati vengono spostate stabilmente sotto controllo americano.

    TikTok US e il nodo dell’algoritmo

    La questione più delicata riguarda l’algoritmo. Le leggi cinesi ne vietano la cessione all’estero, e quindi TikTok US continuerà a utilizzarlo tramite una licenza concessa da ByteDance.

    In questa fase, un ruolo di prim’ordine lo giocherà proprio Oracle, la società di Latty Ellison, grande finanziatore delle campagne elettorali di Trump.

    Insieme a Elon Musk, Ellison è stato un grande sostenitore per il ritorno di Trump alla Casa Bianca.

    Oracle avrà quindi, in virtù di società che gestirà i dati degli utenti americani, la possibilità di accedere al codice sorgente di TikTok.

    Siamo di fronte, evidentemente, ad un nuovo caso di quello che ormai definisco da tempo come “algoritmo del proprietario”. Ossia di algoritmi che vengono modellati agli interessi del proprietario della piattaforma.

    X è un esempio su tutti.

    Adesso con TikTok US non sarà la stessa cosa, ma di sicuro l’accesso all’algoritmo aiuterà a capire come meglio veicolare l’algoritmo di raccomandazione di TikTok.

    È un compromesso che consente all’app di restare operativa, ma che lascia aperto il tema del reale grado di autonomia della nuova entità americana.

    Usa e Cina, ecco cosa prevede l’accordo su TikTok US

    Lo scontro politico nato con TikTok 

    La storia di TikTok negli Stati Uniti è anche politica. Durante il suo primo mandato, Trump aveva tentato di vietare l’app già nel 2020 con un ordine esecutivo, annullato poi dal presidente Biden nel 2021. Successivamente lo stesso Biden ha firmato la legge bipartisan che ha reso obbligatoria la cessione.

    Ora, nel secondo mandato di Trump, quella legge trova applicazione concreta. Non si tratta più di minacce o di ordini annullati, ma di un processo negoziato con la Cina e vicino a concludersi.

    La nascita di TikTok US segna una svolta.

    La firma di Trump rappresenta il tentativo di trasformare una crisi in una soluzione stabile. Con l’obiettivo principale, mai nascosto, di mantenere la piattaforma attiva negli Stati Uniti garantendo al tempo stesso sicurezza e controllo.

    Ma la domanda resta la stessa: quanto durerà l’equilibrio trovato? La storia recente insegna che, quando si tratta di Trump e di rapporti con la Cina, nulla è mai davvero definitivo.

    Vedremo come si svilupperà la situazione nei prossimi 120 giorni.

  • Oracle, cambio al vertice in vista di TikTok US e sfida sulla IA

    Oracle, cambio al vertice in vista di TikTok US e sfida sulla IA

    Oracle e i movimenti ai vertici in vista di TikTok US e la sfida alla IA. L’azienda di Austin ha nominato due nuovi co-CEO: Clay Magouyrk e Mike Sicilia.

    Oracle ha annunciato un cambio al vertice, nominando Clay Magouyrk e Mike Sicilia co-CEO. La mossa, che vede l’attuale CEO, Safra Catz assumere il ruolo di vice presidente esecutivo, non è un semplice cambio di manager. Si tratta di un traguardo dopo i successi che ha visto l’azienda emergere come uno dei principali beneficiari del boom dell’intelligenza artificiale.

    La crescita di Oracle trainata dai dati e le nuove nomine

    Il cambio di leadership avviene in un contesto di notevole espansione, supportato da dati finanziari concreti. Iil titolo Oracle che ha registrato un aumento del 30% nell’ultimo mese e di circa l’85% nel corso dell’anno.

    Oracle, cambio al vertice in vista di TikTok US e sfida sulla IA
    Oracle, cambio al vertice in vista di TikTok US e sfida sulla IA

    Indicatore importante è la crescita, come riportato da CNBC, dei “ricavi contrattualizzati non ancora contabilizzati”, che è salita a 455 miliardi di dollari, con un balzo del 359% rispetto all’anno precedente. Questi numeri dimostrano la solidità della strategia aziendale.

    Il vantaggio competitivo di Oracle nel Cloud e nella IA

    La nomina di Magouyrk e Sicilia, che hanno guidato rispettivamente l’infrastruttura cloud e i settori verticali, riflette una visione che si è dimostrata vincente.

    L’azienda ha saputo capitalizzare la forte domanda di soluzioni AI, in particolare grazie alla sua infrastruttura cloud e all’accesso strategico alle unità di elaborazione grafica (GPU) di Nvidia.

    Questo posizionamento non solo ha permesso a Oracle di competere efficacemente con giganti come Microsoft e Amazon, ma ha anche trasformato l’investimento nell’AI in un concreto vantaggio competitivo, che ha generato una crescita massiccia del business.

    Oracle, cambio al vertice in vista di TikTok US e sfida sulla IA
    Clay Magouyrk e Mike Sicilia

    La visione strategica di Oracle in vista di TikTok US

    La leadership di Oracle nel settore tech va oltre l’AI e il cloud.

    La società è stata al centro notizie riguardanti la piattaforma TikTok negli Stati Uniti.

    Il consorzio che gestirà le attività di TikTok US vedrà Oracle responsabile della manutenzione dei dati e della privacy, un ruolo che sottolinea la fiducia riposta nelle sue soluzioni cloud.

    A riprova di questa fase di grande successo, la capitalizzazione di mercato di Oracle ha contribuito a spingere il patrimonio netto del suo fondatore, Larry Ellison, facendolo diventare l’uomo più ricco del mondo.

    Questi eventi, combinati con i risultati finanziari e la nuova struttura di leadership, dipingono il quadro di un’azienda che non si limita a reagire ai cambiamenti del mercato, ma che li guida con grande determinazione.

  • Usa e Cina, ecco cosa prevede l’accordo su TikTok US

    Usa e Cina, ecco cosa prevede l’accordo su TikTok US

    Con una telefonata tra Trump e Xi Jinping è stata raggiunta l’intesa su TikTok US. L’accordo prevede l’80% a investitori USA, ByteDance al 19,9%; board a maggioranza USA, dati ospitati su Oracle, algoritmo in licenza. Le prossime tappe verso metà dicembre.

    Così come era stato anticipato qualche giorno fa, il presidente Trump e il presidente Xi Jinping si sono sentiti al telefono, ieri 19 settembre 2025.

    Dopo mesi di tensioni e ipotesi concrete di un ban totale, la telefonata tra il Presidente americano Donald Trump e il Presidente cinese Xi Jinping ha ufficialmente sancito un accordo su TikTok negli Usa. Un accordo che apre la strada a un nuovo modello di governance per la popolare piattaforma video.

    L’intesa, come emerge dalle notizie a disposizione, non si limita a evitare il blocco TikTok negli Usa, ma tende a determinare nuovamente il controllo e la sicurezza dei dati.

    Trump e l’accordo con la Cina

    Come abbiamo detto qui dall’inizio di questa vicenda, quindi dall’inizio del nuovo mandato del presidente Trump, la vicenda TikTok andava considerata all’interno di una visione geopolitica. Il contesto internazionale è cambiato in maniera repentina.

    La politica dei dazi dell’amministrazione americana ha contribuito a rendere il clima internazionale sempre molto teso, specialmente con la Cina.

    Ecco che l’accordo in questo senso segna un segnale diplomatico importante tra i due paesi. Un segnale che si estende ai dazi, alla politica finanziaria e commerciale tra le due potenze e anche sul fronte politico.

    Usa e Cina, ecco cosa prevede l'accordo su TikTok US
    Trump e Xi Jinping – Immagine realizzata con ChatGPT-5

    La telefonata tra i due capi di stato

    La telefonata tra i due capi di stato è stata descritta da entrambe le parti come “molto produttiva”.

    Il Presidente Trump ha confermato l’approvazione dell’accordo da parte di Xi Jinping tramite un annuncio su Truth Social, evidenziando il successo delle negoziazioni.

    Dal canto suo, la stampa cinese, attraverso l’agenzia Xinhua, ha sottolineato la richiesta di Pechino per un “ambiente equo” per le aziende cinesi, ribadendo un principio di non-discriminazione.

    Questa dinamica evidenzia la natura di compromesso dell’accordo: un riconoscimento della sovranità cinese sull’azienda proprietaria (ByteDance) a fronte di una concessione sostanziale sul controllo delle operazioni americane.

    Cosa prevede l’intesa su TikTok US

    Il quadro negoziale ricomposto in queste ore riprende i termini già circolati in primavera. In sintesi:

    • Nuova entità “TikTok U.S.” con sede negli Stati Uniti.

    • Capitale: 80% a investitori USA, ByteDance al 19,9% come singolo socio più grande ma minoranza sotto la soglia legale.

    • Consiglio di amministrazione a maggioranza statunitense con un membro designato dal governo USA come presidio di sicurezza nazionale.

    • Scadenze: estensione del termine di enforcement al 16 dicembre e finestra di chiusura 30-45 giorni secondo stime riportate da CNBC.

    Usa e Cina, ecco cosa prevede l'accordo su TikTok US
    Usa e Cina, ecco cosa prevede l’accordo su TikTok US

    Chi sono gli investitori

    Nel consorzio che rileverà il controllo compaiono Oracle e fondi come Silver Lake e Andreessen Horowitz; sul fronte degli azionisti già presenti nel capitale ByteDance che confluirebbero nella nuova struttura risultano SIG, General Atlantic, KKR.

    La combinazione esatta delle quote potrà variare all’atto finale, ma l’architettura “80/20” è oggi la più accreditata.


    Il consorzio americano per TikTok US

    La gestione della nuova entità TikTok US sarà affidata a un consorzio di aziende statunitensi, a riprova del forte controllo che il governo USA intende esercitare. I principali attori in gioco sono:

    • Oracle Corp.: non si limita a fornire i server, ma sarà il principale partner tecnologico, assumendo un ruolo di garante della sicurezza dei dati.
    • Andreessen Horowitz: importante società di venture capital che porterà la sua esperienza nel settore tecnologico e della governance aziendale.
    • Silver Lake Management: società di private equity con una solida esperienza nella gestione di investimenti strategici e nella ristrutturazione di grandi aziende.

    L’operatività di TikTok US in mano a Oracle

    Tutti i dati degli utenti statunitensi saranno trasferiti e ospitati esclusivamente su server situati negli Stati Uniti. L’infrastruttura di cloud computing sarà gestita da Oracle, un partner tecnologico cruciale che ha già lavorato al “Project Texas” per la sicurezza dei dati. Questo passaggio è centrale per eliminare ogni rischio di accesso esterno ai dati sensibili degli utenti americani.

    Come sarà gestito l’algoritmo di TikTok US

    È il punto più delicato. La Cina limita l’export di algoritmi e l’intesa, per come filtrata, non trasferirebbe l’algoritmo a TikTok US, ma prevederebbe una licenza d’uso dell’IP da parte di ByteDance.

    Questo schema soddisfa la normativa cinese ed evita uno scontro frontale, ma riapre il tema americano: basta una licenza per considerare interrotto il legame operativo con la Cina come voleva il legislatore USA, o resta un canale di influenza? È la domanda su cui, verosimilmente, si misurerà la tenuta politica e legale dell’accordo.

    La posizione ufficiale di ByteDance

    La società ringrazia i due presidenti e promette collaborazione “per garantire che TikTok rimanga disponibile per gli utenti americani tramite TikTok U.S.”. Un linguaggio che rafforza l’idea di uno spin-off locale e di una transizione tecnicamente guidata, senza blackout del servizio.

    Cosa resta da chiarire

    1. Licenza e controllo effettivo: chi decide tempi, criteri di aggiornamento e audit dell’algoritmo licenziato.

    2. Composizione finale del board e poteri speciali del rappresentante governativo.

    3. Iter normativo e eventuale passaggio parlamentare.

    4. Tempistiche reali di migrazione verso una eventuale app “US-only”, come ipotizzato in alcune ricostruzioni giornalistiche.

    Le prossime tappe verso l’accordo definitivo

    Trump e Xi dovrebbero vedersi all’APEC in Corea a fine ottobre.

    Se la finestra 30-45 giorni dovesse reggere (secondo anche WSJ), l’intesa potrebbe essere formalizzata prima della nuova scadenza di metà dicembre, chiudendo un dossier che impatta direttamente su 170 milioni di utenti americani e sull’ecosistema dei creator negli Usa.

    In conclusione, l’accordo su TikTok potrebbe rappresentare per Trump l’esempio di una potenziale crisi che si trasforma in un’opportunità strategica.

    Invece di un blocco totale, si è optato per una soluzione che mira a proteggere gli interessi americani pur mantenendo la piattaforma accessibile. Questo modello, che mette insieme la continuità del servizio con un controllo sulla gestione dei dati e sulla governance, potrebbe costituire un esempio per il futuro. Un modello che alla fine non compromette l’innovazione e garantisce l’uso della piattaforma a milioni di utenti.

    Il problema è adesso vedere quanto tutto questo reggerà. Perché quando c’è di mezzo Trump il condizionale è d’obbligo.