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  • Ecco 4 trends che determineranno il futuro del Video

    Ecco 4 trends che determineranno il futuro del Video

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    Il fatto che ci troviamo di fronte ad un cambiamento della TV e di come essa viene percepita oggi è evidente. Ed è per questo che vale la pena agganciare alcuni trend per meglio cogliere le opportunità che si troveranno di fronte gli advertiser. Ecco dunque 4 trend che determineranno il futuro del Video

    In un mondo in cui schermi e dispositivi continuano a cambiare, ci viene spesso domandato come si possa descrivere l’attuale panorama dei media. Per dirlo in una sola parola, risponderei “fluido”. Si tratta di un termine che continuo a utilizzare perché la democratizzazione digitale dei media fa sì che ci troviamo a operare in un ambiente realmente fluido in cui sono i consumatori a stabilire l’agenda, e quindi gli advertiser, se vogliono raggiungere il loro pubblico, devono avere sempre ben chiare le nuove modalità di fruizione dei contenuti.  Oggi ci troviamo alle soglie di un cambiamento relativo alla percezione e alla visione della TV da parte degli spettatori. I trend in arrivo nei prossimi anni fanno già sentire la loro presenza, offrendo all’ecosistema pubblicitario l’opportunità esclusiva di non farsi trovare impreparato e sfruttare al massimo la convergenza.

    Trend #1: Il nuovo spettatore TV

    Il profilo dello spettatore televisivo è cambiato. L’audience non fa più parte di un ambiente media caratterizzato dal rapporto “uno a molti”, bensì rientra in uno scenario diametralmente opposto caratterizzato dal “molti a uno”, nel quale dispositivi, piattaforme, contenuti e messaging entrano  in competizione per catturare la nostra attenzione. Grazie al video digitale i consumatori si sono resi indipendenti dalla programmazione e sono in grado di fruire dei contenuti alle loro condizioni.

    In altre parole, siamo passati dalla “nostra TV” a “io e la TV”: un’evoluzione dal “cosa mi mostreranno?” a “quale TV voglio scoprire e guardare?”.

    In tutto il mondo, stiamo assistendo a un incremento della fruizione di video su device differenti. Nella realtà, sia il tempo che si passa a visualizzare video online che il numero delle visualizzazioni stanno aumentando a tutti I livelli.

    Si tratta di una proposta convincente, ma con differenti device e sistemi operativi, è fondamentale comprendere il percorso che effettuano i consumatori tra i diversi contenuti e dispositivi. C’è la necessità di una fusione tra pianificazione televisiva e online per dare vita a piani “smart” in grado di mettere a frutto le migliori qualità di ogni dispositivo.

    Trend #2: La fine del boom del ‘programmatic’

    In parole semplici, per ‘programmatic’ si intende l’utilizzo di tecnologia per automatizzare il processo di acquisto. Può riferirsi all’automazione, basata su dati, del media buying, del pricing o della selezione dell’inventario, ma in definitiva significa l’utilizzo di dati, algoritmi, tecnologie e strumenti per ottimizzare il processo decisionale relativo alle adv e ottenere migliori risultati.

    Prevedo che il mercato del programmatic sarà maturo in pochi anni. E ritengo che dato che stiamo entrando in un’epoca ‘post-programmatic’, a quel punto il programmatic trading sarà universalmente riconosciuto, tanto che non se ne parlerà più come ora, come è successo per la cosiddetta ‘Internet era’. Sarà semplicemente il nostro modo di lavorare.

    I consumatori ci precedono sempre. Scelgono il device, la piattaforma e il contenuto che desiderano e noi dobbiamo trovare un modo per entrare efficacemente in contatto con loro. I livelli di efficienza del programmatic planning in vista del raggiungimento del pubblico appropriato su larga scala rendono la sua scelta scontata.

    Trend #3: I dati diventano il tessuto connettivo per la convergenza

    La cosa migliore relativa al fatto che siamo così di frequente a contatto con gli ambienti digitali è che lasciamo “tracce digitali” ogni volta che questo accade. Ciò contribuisce a creare ricchi set di dati che, uniti a un’analitica rigorosa, consentono all’industria dei media di accedere ai comportamenti dei consumatori e ottenere informazioni preziose dalle tracce che ci lasciamo alle spalle.  Dopo tutto non è la dimensione dei nostri dati ciò che conta, ma è quello che ci facciamo.

    Tramite una ricerca analitica, i dati offrono informazioni preziosi per l’indirizzabilità e il messaging efficace del pubblico, rendendo più efficaci le campagne dal principio. Dato che i comportamenti dei consumatori cambiano,  influenzano direttamente la distribuzione televisiva, e questo circolo è perpetuo. È per questo motivo che dobbiamo affidarci proattivamente alla tecnologia per valutare e comprendere questi comportamenti. Dobbiamo essere in grado di sprigionare il valore dei dati per  comprendere il nuovo spettatore televisivo e mettere a punto soluzioni capaci di soddisfare le esigenze del consumatore – e di conseguenza, dell’intero ecosistema.

    Trend #4: L’avvento della Addressable TV

    Oggi, quando parliamo di piattaforme multiple, facciamo riferimento a TV e set-top box connessi tramite IP già presenti nelle nostre case. Non si può parlare di multi-screen senza tenere in considerazione la cosiddetta addressable TV. L’addressable TV fa ora parte integrante del toolkit media – e diverrà sempre più importante negli anni a venire.  E ora che gli utenti “domestici” sono sempre più online, dobbiamo farci trovare pronti con le tecnologie che verranno adottate da questi ultimi, e sfruttare le loro abitudini a vantaggio dei clienti dell’advertising. Operiamo in un momento particolare nel quale frammentazione e convergenza sono la nuova regola. Ci sono sempre più opportunità perché i content provider, i fornitori di piattaforma, i publisher e gli advertiser possano riunirsi attorno a un set più ristretto e meglio definito di protocolli che potrà tradursi in un business migliore per tutti.

    Ma la corsa è decisamente partita. E’ ora il momento di agire, per avere successo domani. Abbiamo già molti indizi su come sarà il video del futuro; questo è il momento di cominciare a progettare soluzioni best in class in grado di soddisfare i membri dell’ecosistema e l’intera community pubblicitaria. E dato che si tratta di una gara, ognuno deve fare la sua parte. La comunità tecnologica deve consultarsi con ogni player che ha un interesse attivo nel futuro della TV e del video, e creare tecnologia per la sua base clienti di tutti i settori. Dobbiamo collaborare tutti per un futuro migliore.

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  • Facebook diventa sempre più Twitter con nuovi strumenti per le Tv

    Facebook diventa sempre più Twitter con nuovi strumenti per le Tv

    Facebook va avanti nel suo processo di introdursi nelle conversazioni in tempo reale, quello che a Twitter riesce meglio. E oggi ha rilasciato nuovi strumenti di conversazione per ora disponibili solo per CNN, Nbc, Slate e BuzzFeed. Obiettivo è far affiorare le conversazioni su Facebook attraverso hashtag, embedded posts e trending topics. Facebook dunque vuole assomigliare a Twitter

    Facebook ha rilasciato ieri nuove funzionalità rivolte per il momento solo a pochi broadcaster come CNN, Nbc, Slate e BuzzFeed, dando quindi la possibilità di integrare all’interno dei loro programmi televisivi la pubblicazioni di posts su argomenti selezionati. Facebook arriva a questo passaggio dopo aver introdotto una serie di funzionalità che hanno in un certo senso aperto, quello che è il più grande social network della rete, verso un nuovo modo di introdurre alle conversazioni e soprattutto di seguirle. Perchè diciamo nel titolo “Facebook diventa sempre più Twitter“, perchè tutte queste funzionalità a cui facciamo riferimento come embedded posts, hashtag e, prossimamente, trending topics sono proprio funzionalità tipica di Twitter che ne hanno fatto il canale preferenziale per coloro che erano alla ricerca di conversazioni in tempo reale. Se provate a pensarci un attimo, anche adesso mentre state leggendo questo post, vi basta dare un’occhiata su Twitter per sapere quale sia la notizia del giorno, l’argomento più twittato.

    E questo caratteristica di Twitter è diventata fondamentale nel fenomeno della Social Tv, lo abbiamo visto spesso in questi mesi e ve ne abbiamo reso conto di come Twitter sia la piazza preferenziale. In tutto questo Facebook è rimasto sempre un po’ più distaccato, proprio per la sue caratteristiche diverse. Difficile pensare di seguire una conversazione su Facebook circa un programma, prima delle avvenute modifiche. Ora da Menlo Park vogliono recuperare terreno e mettono in atto una serie di modifiche che sembrano appunto avvicinare Facebook al modello Twitter. E anche le ultime vanno in questa direzione.

    Facebook dice che la scorsa settimana l’inizio del campionato NFL ha collezionato oltre 20 milioni di like, commenti e condivisioni e che un numero di utenti compreso tra gli 88 e i 100 milioni di utenti accede a Facebook proprio in quella fascia che in gergo televisivo individua la “prime time”. E ancora che il programma televisivo su Facebook finora è stato il Super Bowl con 245 milioni di interazioni, tra like, condivisioni e commenti. Seguono poi le Finali Nba (125 milioni di interazioni) e la premiazione degli Oscar (66,5 milioni).

    Dunque la novità è che, come dicevamo all’inizio, i network selezionati possono cominciare ad integrare, durante le trasmissioni, le conversaioni che avvengono su Facebook, con la possibilità di visualizzare i messaggi in tempo reale per un dato argomento. La CNN, ad esempio, durante il programma “New Day” potrà incorporare quello che le persone dicono sugli argomenti trattati, come breaking news e altro, su Facebook. In questo modo i network hanno la possibilità di poter indicare il numero di posts che indicano quel dato argomento in un periodo preciso e anche dare una misura demografica ossia se la notizia è più popolare tra i maschi o tra le femmine.

    Per i network selezionati Facebook rilascia l’uso delle API, quindi consentendo di mostrare il feed in temo reale dei messaggi per una parola specifica. Per chi è pratico di Twitter sa che questo è quello che succede seguendo un hashtag. Al momento questo utilizzo è come dicevamo limitato, ma da Facebook fanno sapere che stanno lavorando per estenderlo il più possibile.

    Allora cosa ne pensate di questo cambiamento di Facebook sempre più somigliante a Twitter? Sarà secondo voi un cambiamento utile? Raccontateci cosa ne pensate tra i commenti.

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