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  • Twitter testa i vocali nei DM in India, Brasile e Giappone

    Twitter testa i vocali nei DM in India, Brasile e Giappone

    Twitter lancia un nuovo test, questa volta i messaggi vocali nei DM. Della durata massima di 140 secondi, il test è stato avviato per ora solo in India, Brasile e Giappone.

    In attesa di Spaces, la risposta a Clubhouse, e in attesa di vedere estendersi l’uso dei tweet vocali (per ora solo per iOS), ecco che Twitter lancia un nuovo test, sempre in audio. Questa volta si tratta dei messaggi vocali, sì, proprio quelli che si mandano ormai attraverso tutte le app di messaggistica e anche su Instagram

    La società guidata da Jack Dorsey (sempre più assorbito dai bitcoin) ha annunciato oggi l’avvio di un test dei vocali nei DM (Direct Messages, i messaggi privati su Twitter) in India, Brasile e Giappone. Tutti e tre paesi che presentano caratteristiche votate al mobile, soprattutto in India e in Brasile. Il Giappone poi è il paese dove Twitter è maggiormente usato.

    twitter test messaggi vocali DM

    Come funzionano i DM di Twitter

    Come dicevamo, il test per ora è esteso solo in India, Brasile e Giappone e, per la felicità dei tanti utenti nostalgici del numero 140 (ricordate il numero originale dei caratteri), si potranno inviare messaggi audio della durata massima di 140 secondi, in pratica 2 minuti e 20 secondi. Una durata tutto sommato accettabile (più lunghi diventano dei podcast!). La stessa durata prevista anche per i tweet vocali.

    In effetti, partire subito con un tempo massimo di 280 secondi sarebbe troppo.

    La modalità per inviare un messaggio vocale non è molto diversa da quella usata in tutte le altre app di messaggistica. Infatti, sarà sufficiente entrare in una conversazione attiva, o crearne una nuova, e cliccare sull’icona di registrazione audio, a quel punto inizieranno i 140 secondi a disposizione. Ma attenzione, dopo aver registrato l’audio, il vocale non parte in automatico, bisognerà poi cliccare “Invio” per mandarlo. Un modo per verificare e riascoltare quello che si è detto prima di inviarlo.

    Altra cosa da sapere è che i messaggi vocali dei DM si possono solo inviare e ricevere attraverso l’app per iOS e Android, mentre si possono solo ascoltare da web.

  • Twitter avvia il test su iOS per i tweet vocali. Ma servono davvero?

    Twitter avvia il test su iOS per i tweet vocali. Ma servono davvero?

    Twitter lancia un nuovo test che sicuramente farà discutere. La piattaforma guidata da Jack Dorsey avvia un test su iOS per i tweet vocali. In pratica, 140 secondi di file audio da aggiungere ai 280 caratteri, ed è possibile anche sviluppare un thread.

    Twitter dal proprio blog ufficiale informa di aver avviato un test per i tweet vocali. Eh sì, avete letto bene. Nei tweet sarebbe possibile aggiungere la propria voce.

    Per ora si tratta di un test, solo per iOS e solo per un ristretto gruppo di utenti.

    https://twitter.com/Twitter/status/1273306563994845185

    In pratica, sarà possibile aggiungere 140 secondi di file audio con la propria voce ai 280 caratteri del tweet normale. E non è tutto. Sarà poi possibile sviluppare un thread audio. Infatti, una volta superati i 140 second di audio, automaticamente viene sviluppato un altro tweet vocale a seguire.

    twitter tweet vocali

    Un esempio di come potrebbe essere questa nuova funzionalità ce lo offre Matt Navarra, uno dei pochissimi, e tra i primi, ad usare questa possibilità dei tweet vocali.

    L’audio de 140 secondi sarà possibile aggiungerlo solo al tweet originale e non anche alle risposte. Come si vede dall’esempio in alto, l’immagine sarà sempre quella del profilo dell’utente e non sarà modificabile.

    Dopo la nostra pubblicazione, la prima in lingua italiana che ne ha dato notizia, si è sviluppato un interessante dibattito e, come sempre succede, queste novità finiscono per spaccare le opinioni a metà, tra chi approva e tra chi disapprova.

    Per quello che abbiamo visto, dopo lo stupore iniziale (inevitabile!), questa nuova forma potrebbe prestarsi a molti utilizzi, forse quello più importante è quello legato al fenomeno del podcasting, in grande crescita ovunque, anche nel nostro paese. Una forma che quindi potrebbe prestarsi molto se visto n questa ottica.

    Ma, come sottolinea The Verge, esiste un problema di accessibilità verso questa nuova forma, per tutte quelle persone con difficoltà di udito o sorde. Su questo punto Twitter dichiara che si tratta di un primo test, “stiamo ancora testando tutte le soluzioni per soddisfare le esigenze di persone con abilità diverse“.

    E voi che ne pensate?

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