Tag: utenti internet

  • Gli italiani scelgono sempre più la TV in streaming

    Gli italiani scelgono sempre più la TV in streaming

    Gli italiani si spostano sempre di più verso la TV in streaming. In un anno, gli utenti online che scelgono i servizi SVOD sono passati dall’8% al 19%, circa 7,6 milioni di utenti. Sono questi i dati evidenziati dall’Osservatorio Internet Media del Politecnico di Milano.

    Gli italiani scelgono sempre di più Netflix, Amazon Prime Video e non solo. I dati che l’Osservatorio Internet Media del Politecnico di Milano ha messo in evidenza in questi giorni, mostrano chiaramente come gli utenti italiani scelgano sempre di più la TV in streaming. Dai dati emerge che in un anno gli utenti italiani online che scelgono i servizi SVOD (Subscription video on demand) sono passati dall’8% al 19%, un dato che è, quindi, più che raddoppiato. Volessimo dare qualche numero più concreto, considerando la popolazione online italiana di circa 40 milioni (una media tra i dati di We Are Sociale e Audiweb), possiamo dire che si tratta di circa 7,6 milioni di utenti. Si tratta di numeri che cominciano ad avere una certa consistenza.

    Nel 2018, il valore del mercato in Italia è stato pari a 177 milioni di euro, in crescita del 46% rispetto all’anno precedente. Nonostante una diffusione di questi servizi più lenta rispetto agli altri grandi paesi europei, soprattutto a causa del digital divide e di un’ampia offerta televisiva “tradizionale”, ora anche in Italia il mercato comincia ad interessare una massa importante di pubblico. Da sottolineare che l’ingresso di DAZN (e poi di Eurosport) ha portato l’interesse anche a target di utenti che non erano, se si può dire, “preparati” nell’utilizzo di questa tipologia di piattaforme, coinvolgendo in particolare l’audience degli appassionati sportivi di ogni età.

    italiani tv streaming svod

    Nel 2019 il numero di sottoscrizioni in Italia agli abbonamenti SVOD potrebbe superare quello degli abbonamenti a pay-tv. Infatti, sono sempre di più che accedono ai servizi online: se, da una parte, gli utenti delle PayTv sono piuttosto stabili, dall’altra parte il numero degli utenti dei servizi SVOD è in forte crescita, raggiungendo, come dicevamo prima quasi il 19% della popolazione italiana online. Questi abbonamenti vengono fruiti su tutti i device connessi, soprattutto sulle smart tv. Anche per questo la loro crescente diffusione mette sempre più in confronto diretto la proposta online con quella del classico palinsesto televisivo. E’ ormai un dato assodato che gli utenti oggi scelgono cosa guardare indipendentemente dalle modalità con cui viene trasmesso.

    utenti italiani tv-streaming

    Il grafico in alto spiega bene lo spostamento verso la tv in streaming in base all’età. Lo spostamento più forte si ha tra nella Generazione X (+10%); poi tra i Millennials (+6%) e, infine, tra i baby boomers (+5%).

    tvstreaming-paytv

    tempi visione streaming tv

    Questo passaggio ha conseguenze anche dal punto di vista pubblicitario. Il settore infatti si sta attrezzando con diverse tecnologie che permettono agli investitori pubblicitari di selezionare una determinata audience televisiva a cui offrire (sulla base delle informazioni in possesso) spot e contenuti personalizzati. Questa tipologia di pubblicità, chiamata “addressable Tv”, è fruibile solo all’interno di smart tv e televisori connessi alla rete. È atteso nei prossimi anni, ovviamente, un deciso incremento di tutti questi fenomeni, non solo per la naturale crescita di iniziative e di interesse da parte degli utenti, ma anche per lo switch verso la tecnologia DVB-T2 che, entro il 2022, comporterà la sostituzione di molti televisori nelle case degli italiani facilitando quindi la diffusione di smart tv.

  • Italiani e Pubblica Amministrazione online, c’è ancora da fare [Infografica]

    Italiani e Pubblica Amministrazione online, c’è ancora da fare [Infografica]

    Interessante infografica quella che vi proponiamo oggi realizzata da ContactLab che ha indagato sull’utilizzo da parte degli utenti Internet italiani dei servizi online della Pubblica Amministrazione e analizzato il loro grado di soddisfazione. E da questo punto di vista c’è ancora molto da fare

    La digitalizzazione della Pubblica Amministrazione non è più una chimera, ma è sicuramente perfettibile: tre utenti Internet italiani su quattro hanno infatti utilizzato nel corso dell’ultimo anno almeno un servizio online della PA, ma non sempre sono soddisfatti. Tra gli utilizzatori di almeno un servizio, infatti, la percentuale dei soddisfatti è del 63%, in crescita al 66% tra il pubblico femminile. I giovani, dal canto loro, ne sono i maggiori fruitori, il che fa ben sperare per il futuro. Tra le tipologie di servizi online i più gettonati sono quelli relativi alle tasse, alla promozione del territorio e a seguire università e lavoro.

    Sono i dati che emergono dall’approfondimento Gli utenti web e la Pubblica Amministrazione online, realizzato da ContactLab sottoponendo ai 25.000 partecipanti all’indagine sui comportamenti di acquisto online un breve questionario sul loro rapporto digitale con la Pubblica Amministrazione. Il report è scaricabile gratuitamente.

    Nel dettaglio si osserva che tre utenti Internet su quattro hanno utilizzato almeno una volta un servizio di pubblica amministrazione online, siano essi indifferentemente acquirenti o non acquirenti online. Il dato è senza dubbio interessante perché ci dice che a prescindere dall’utilizzo del web come strumento di e-commerce, la popolazione Internet italiana è cosciente della possibilità di usufruire online di tali servizi di pubblica utilità e quando è possibile se ne serve con vari gradi di soddisfazione. Inoltre, non emergono differenze tra le diverse aree geografiche del Paese né per quanto riguarda il numero medio di utilizzatori né sul livello di soddisfazione.

    italiani pubblica amministrazione franzrusso

    È però proprio sul grado di soddisfazione che incontriamo alcune criticità messe in luce dalla ricerca: solo sei utenti su dieci (il 63%) si dichiarano soddisfatti dopo aver usato almeno un servizio online della PA, segno che esistono ancora margini di migliorabilità negli sforzi compiuti dagli enti pubblici.

    Le donne, che usano questi servizi più degli uomini (58% vs 42%), sono anche le più soddisfatte (66% vs 58%). Molto interessante il dato sulla distribuzione per fasce d’età dei maggiori utilizzatori dei servizi online della PA: i giovani under 35 occupano da soli la metà (49%) della torta. C’è di più: tra loro due utenti su tre si ritengono soddisfatti, giudizio probabilmente legato a scuola, università o biblioteca. La fascia under 24, in particolare, è quella dove rileviamo la massima concentrazione di utilizzatori e nello stesso tempo la percentuale maggiore di utenti soddisfatti.

    Tra i servizi più diffusamente utilizzati dall’utenza italiana presa in esame al primo posto troviamo quello relativo alle tasse (34% dei rispondenti), che comprende ad esempio il calcolo del bollo dell’auto, la verifica sui pagamenti effettuati ecc., seguito dal turismo (promozione del territorio, pro loco ecc.) al 31% e dalle opportunità online messe a disposizione dall’università e dagli enti del lavoro (centri per l’impiego, servizi INAIL ecc.) con un 25%.

    L’abitudine all’utilizzo dei servizi online della pubblica amministrazione si intensifica tra quegli utenti internet che consideriamo più evoluti: chi utilizza i dispositivi mobile (smartphone e tablet) per informarsi o acquistare online. Tra di loro infatti ne hanno usufruito almeno una volta otto persone su dieci, che in tre casi su cinque si sono dichiarate soddisfatte. È possibile quindi che gli utenti più evoluti riescano a sfruttare meglio e più spesso i servizi online forniti dall’amministrazione pubblica, indipendentemente dal dispositivo utilizzato. E questo lascia aperto nello stesso tempo uno spazio per la realizzazione di app dedicate, con l’obiettivo di garantire l’accesso anche da mobile ai servizi della PA generando un ulteriore meccanismo di soddisfazione.

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    (image provided by: fotolia)
  • L’E-commerce a Natale piace a 5 milioni di italiani

    L’E-commerce piace sempre di più agli italiani. Un utente Internet italiano su 5 dichiara che comprerà i regali di Natale sul web, cioè 5 milioni di italiani, 500 mila in più rispetto alla scorsa stagione 2011

    L’E-commerce anche in occasione delle feste natalizie si riafferma come valvola di decompressione delle famiglie italiane per poter godere del clima festivo senza angosciarsi troppo per l’incerto contesto economico. Tra gli acquirenti online abituali, infatti, coloro che compreranno i propri regali di Natale su Internet salgono dal 37% del 2011 a quota 44%: oltre 5 milioni di individui, 1 utente Internet su 5, un italiano maggiorenne su 10 e 500mila individui in più rispetto alla scorsa stagione 2011.

    natale_2012_e-commerceA sostegno di questo dato, la riduzione del tasso degli indecisi sul “Natale webche partiva dal 41,6% del 2011 e ora scende al 24,1%, rivelando la crescente tranquillità da parte dei consumatori nel fare i propri acquisti natalizi online grazie ai prezzi concorrenziali associati a servizi di alta qualità. Infatti, nonostante la crisi economica faccia tirare sempre più la cinghia alle famiglie italiane, il 34,5% degli acquirenti online acquisterà più regali dell’anno scorso.

    La stagione natalizia che ste entrando nel vivo sembra quindi destinata a registrare un incremento della spesa online rispetto ai dati rilevati nel 2011: le stime prevedono che quest’anno 5,3 milioni di individui acquisteranno almeno una parte dei propri regali di Natale online, a fronte dei 4 milioni che hanno effettivamente utilizzato il canale e-commerce nel periodo natalizio 2011.

    Questo quanto emerge dai dati di una ricerca condotta da Netcomm, Consorzio del Commercio Elettronico Italiano in collaborazione con Human Highway, che ha analizzato la propensione all’acquisto online su un campione formato da uomini e donne di età superiore ai 18 anni residenti su tutto il territorio nazionale e rappresentativi della popolazione italiana che si connette alla Rete con regolarità almeno una volta alla settimana. La ricerca si è concentrata sugli ultimi 3 mesi con un focus particolare sulla propensione verso gli acquisti natalizi.

    “In uno scenario economico stagnante, il 2012 si è caratterizzato come un anno di forte crescita dell’e-commerce – dichiara Roberto Liscia, Presidente di Netcomm, Consorzio del Commercio elettronico italiano – Nella coscienza collettiva delle imprese, i clienti sono diventati il vero valore patrimoniale da salvaguardare e rafforzare, valorizzando tutti gli strumenti a disposizione, vecchi e nuovi. Per avere un’idea del mercato di riferimento basti pensare che in Italia gli utenti Internet attivi hanno superato la quota dei 28 milioni – continua Roberto Liscia. Tra questi, il 42% – 12 milioni di individui – ha fatto un acquisto online almeno 1 volta negli ultimi 3 mesi e il loro numero è aumentato del 25% rispetto allo scorso anno”

    In sostanza, la ricerca evidenzia che tra gli acquirenti online:

    • il 44% degli acquirenti online abituali– cioè più di 5 milioni di persone, un quinto della popolazione internet italiana – ritiene certo o molto probabile il ricorso a Internet per acquistare almeno un regalo di Natale;
    • il 24% dichiara che farà meno acquisti online rispetto al 2011 a fronte del 35% che invece aumenterà i propri acquisti sul Web per il Natale. Il 41% non cambierà le proprie abitudini e manterrà invariata la quota di acquisti online finalizzata al regalo di Natale rispetto all’anno scorso;
    • in rapporto a tutti i regali che si pensa di comprare, per l’11% degli acquirenti online abituali (un milione e mezzo di individui) l’acquisto online rappresenterà l’unico canale o il canale preferenziale di acquisto.
  • Chi compra moda online è un consumatore evoluto [Infografica]

    Chi compra moda online è un consumatore evoluto [Infografica]

    Sono donne, giovani, in quattro casi su dieci provengono dal Sud o dalle Isole. Ecco gli utenti che comprano di più e più spesso: in diversi casi acquistano in un anno più di 20 prodotti all’anno e negli ultimi tre mesi. Si aggiornano sui social network e amano condividere i propri look. Sono i risultati dell’ultimo approfondimento estratto dall’E-commerce Consumer Behaviour Report 2012 realizzato da ContactLab

    Se è vero che non vi sono grandi differenze di genere tra chi in Italia fa acquisti online, è vero anche che lo shopping ‘modaiolo’ è ancora una pratica ad appannaggio femminile: tra gli acquirenti online di abbigliamento e calzature che hanno comprato più di sei prodotti nell’ultimo anno sette su dieci sono donne. Ma dove abitano e quanti anni hanno questi fashion addicted digitali? Due su cinque vivono al Sud e nelle Isole e più della metà ha meno di 35 anni.

    Sono alcuni dei dati più significativi che emergono dalla ricerca Fashion ed e-commerce in Italia: le abitudini degli acquirenti online (disponibile in download gratuito su http://www.contactlab.com/report-ecommerce-moda), un approfondimento inedito a cura di ContactLab, estratto dall’E-commerce Consumer Behaviour Report 2012 e condotto sull’analisi dei comportamenti dei rispondenti che hanno acquistato online nell’ultimo anno almeno un prodotto di abbigliamento e calzature.

    E-commerce-e-moda-ContactLab

    Tra gli acquirenti del settore fashion si distinguono soprattutto coloro che in un anno acquistano online più di sei prodotti di questa categoria, arrivando in molti casi a superare i 20: è con loro che ContactLab traccia il profilo tipo dei ‘fashion addicted digitali’.

    Sono utenti la cui frequenza di acquisto è significativamente più alta rispetto a quella del totale degli utenti Internet italiani intervistati nell’indagine: uno su tre, infatti, ha acquistato online negli ultimi tre mesi più di 5 volte, mentre la metà degli utenti internet nel complesso dichiara di non avere acquistato online più di una volta nello stesso periodo di tempo.  Insomma, chi acquista dai siti e-commerce dedicati alla moda, acquista di più e più spesso.

    “Poter osservare così da vicino un determinato target di utenti, in questo caso gli acquirenti online di abbigliamento e calzature, permette alle aziende del settore di comprendere meglio le abitudini e i comportamenti dei propri utenti – dichiara Emanuela Del Forno, marketing manager di ContactLab. I dettagli della fotografia scattata offrono infatti spunti utili per elaborare strategie di comunicazione e vendita in linea con le aspettative e le esigenze della propria customer base. Questa tipologia di approfondimenti fa parte di un sistema di servizi a valore aggiunto che ContactLab grazie alle sue competenze specifiche mette a disposizione di aziende e brand che vogliono approfondire il proprio mercato di riferimento”

    Il ‘profilo tipo’ del fashion addicted digitale

    L’acquirente fashion più assiduo ha un’età piuttosto giovane – concentrata tra i 25 e i 44 anni, è donna in sette casi su dieci e nel 42% dei casi risiede al Sud o nelle Isole. Questo è molto interessante poiché dimostra come – almeno in questo comparto merceologico – l’acquisto online è una pratica consolidata in queste regioni, contrariamente al ‘ritardo digitale’ che spesso viene imputato a questi territori.

    Prendendo in considerazione la frequenza di acquisto, vi è un numero decisamente alto di ‘fashion addicted digitali’82% contro il 68% del totale degli acquirenti online monitorati dall’ECBR12- che hanno effettuato almeno un acquisto online negli ultimi tre mesi indipendentemente dalla categoria merceologica. Parliamo quindi di utenti che hanno un’alta frequenza di spesa e che, come per l’intero universo degli acquirenti online, comprano in rete già da anni usando l’e-commerce come una modalità di acquisto alla pari con i canali tradizionali.

    Sono high spender: uno su tre ha speso online nell’ultimo anno solo per l’abbigliamento più di 1000€, e c’è anche chi (il 15%) ha superato i 2000€. In generale oltre la metà di loro ha acquistato nell’ultimo anno beni per un valore di oltre 500€. Il dato acquisisce ancor più valore se consideriamo che il 27% di questi fashion addicted digitali ha meno di 25 anni e che nel tracciare il loro profilo la loro età non supera – in nove casi su dieci- i 44 anni. Un dato tanto caratterizzante quanto lo è la loro spesa media annua online, che si aggira sugli 850€, prevedibilmente più alta rispetto a quella dell’utente Internet Italiano (circa 650€).

    Inoltre questi acquirenti sono utenti internet più evoluti, come dimostra l’uso più consistente che fanno dei dispositivi mobili: due su cinque infatti si informano o acquistano da mobile, contro una media di tre utenti su dieci a livello nazionale. Un altro fattore degno di nota è l’utilizzo più massiccio che questi utenti fanno dei metacomparatori.

    Un target mattiniero, che fa acquisti responsabili

    In generale gli high spender del fashion, così come tutti gli altri utenti Internet italiani che hanno effettuato acquisti online, in un caso su due non hanno preferenze sull’orario di acquisto. Se però consideriamo solo gli utenti che esprimono una preferenza netta, invece di dichiarare di acquistare online indifferentemente nel corso della giornata, li scopriamo mattinieri: uno su quattro solitamente acquista prodotti di moda mentre fa colazione, mentre si reca in ufficio o comunque prima della pausa pranzo.

    Molto importante come sempre risulta essere la disponibilità del metodo di pagamento preferito sul sito prescelto per l’acquisto: per quasi nove acquirenti fashion su dieci incide sulla decisione di acquistare online.

    Tra questi utenti vi è inoltre una propensione maggiore al pagamento tramite PayPal – oltre alle carte di credito prepagate, ormai uno dei mezzi preferiti da buona parte di tutti gli acquirenti online – il che evidenzia non solo l’esigenza di un metodo più comodo interamente online, ma anche una maggiore attenzione alla privacy e alla garanzia nell’acquisto.

    Compro, mi vesto, condivido

    Infine questa parte di acquirenti forti ama condividere sui social network la propria esperienza d’acquisto: in un caso su tre scrivono recensioni e commenti sui social network, ma soprattutto amano diventare follower del brand raccontando le proprie esperienze e, nel caso dell’abbigliamento, condividendo talvolta anche i propri look.

    “Un dato molto importante per le aziende del comparto – conclude Del Forno –che possono trovare nel canale social una strada privilegiata per ottenere la fiducia dei propri consumatori e promuoverli ad ambasciatori del brand. In particolare, una strategia integrata che sfrutti le potenzialità dei diversi canali per fidelizzare e valorizzare il rapporto coi propri utenti è infatti la direzione che le aziende del settore devono seguire se vogliono fare la differenza”

    E-commerce-e-moda-ContactLab-Infografica

  • Infocommerce, mai più senza prima di un acquisto [Infografica]

    Infocommerce, mai più senza prima di un acquisto [Infografica]

    Utenti sempre più informati con la rete: nove su dieci cercano online informazioni prima di un acquisto. I giovanissimi lo fanno da mobile, quasi sette acquirenti online su dieci usano i motori di comparazione prezzi. Ecco come orientarsi nella scelta di un prodotto. Molto interessante l’infografica

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    Ricerca di informazioni online prima di un acquisto, anche se l’operazione verrà poi conclusa in un negozio tradizionale; consultazioni serrate di informazioni tramite mobile, soprattutto tra i più giovani; utilizzo dei motori di comparazione dei prezzi a scopo informativo. Sono le abitudini ormai consolidate degli utenti Internet italiani che sul web si orientano prima di fare acquisti. È quanto rileva uno studio inedito firmato ContactLab (qui disponibile gratuitamente www.contactlab.com/infocommerce-raccolta-info-preacquisto-online), basato sui risultati dell’ultimo E-commerce Consumer Behaviour Report condotto su un campione di 25.000 utenti rappresentativi della popolazione Internet italiana. (altro…)

  • Crescono gli utenti che fanno la spesa online

    Crescono gli utenti che fanno la spesa online

    Da un recente rapporto di Nielsen emerge che negli ultimi due anni le intenzioni di acquisto online di prodotti food & beverage sono cresciute del 44%. Mentre il 61% dei consumatori online a livello globale utilizza internet per fare ricerche relative alla spesa. Per i feedback si usano i Social Media

    spesa onlineSecondo la ricerca condotta da Nielsen, leader globale nelle misurazioni e informazioni di marketing relative a quello che i consumatori guardano e acquistano, la propensione ad acquistare online prodotti Food & Beverages è cresciuta del 44% in due anni. Oltre un quarto dei rispondenti (26%) prevede di acquistare entro i prossimi sei mesi prodotti alimentari e bevande collegandosi a internet tramite computer, smartphone o tablet. Il 61% degli intervistati ha inoltre affermato di utilizzare internet per fare ricerche relative alla spesa. La ricerca Nielsen su come il digitale influenzi le attività relative alla spesa quotidiana è stata condotta su scala mondiale intervistando oltre 28.000 utenti internet in 56 Paesi. Dai dati raccolti emerge come le categorie che presentano la crescita della propensione all’acquisto online più elevata siano i software per computer/giochi che sono aumentati di 18 punti percentuali rispetto al 2010 raggiungendo il 29%; i biglietti per eventi di intrattenimento sono cresciuti di 10 punti raggiungendo il 30%; l’hardware per computer/giochi è aumentato di 6 punti arrivando al 25%; musica /video (CD, VCD, DVD) sono aumentati di 5 punti arrivando al 23%; gli accessori auto/moto sono aumentati di 4 punti raggiungendo l’11%; i prodotti per l’igiene personale e i cosmetici sono aumentati di 3 punti percentuali arrivando così al 25%; abbigliamento/accessori/scarpe/gioielli sono cresciuti di 1 punto (37%). (altro…)

  • E-commerce, oltre la metà degli Italiani acquista online

    E-commerce, oltre la metà degli Italiani acquista online

    Presentata ieri al Netcomm E-commerce Forum di Milano la terza edizione dell’E-commerce Consumer Behaviour Report, nato dalla collaborazione tra ContactLab e Netcomm, analizza i comportamenti d’acquisto della popolazione Internet italiana: l’e-commerce diventa rapidamente una modalità d’acquisto consolidata e frequente

    ecommerce tabletPer conoscere qual è lo stato dell’E-Commerce in Italia si deve necessariamente fare riferimento alla nuova edizione dell’E-Commerce Consumer Behaviour Report (scaricabile online), nato dalla collaborazione tra Netcomm – Consorzio del Commercio Elettronico Italiano e ContactLab, azienda specializzata in soluzioni e consulenza di digital direct marketing e presentato ieri in apertura del Netcomm E-commerce Forum di Milano. Sono uniformemente distribuiti sul territorio italiano, ancora in leggera prevalenza uomini e in rappresentanza di ogni fascia d’età, dai più ai meno giovani. Nella stragrande maggioranza dei casi sono diplomati o con un titolo di studio superiore e continuano a leggere i giornali cartacei, almeno una volta a settimana: questa la fotografia dell’utenza Internet italiana oggetto dell’indagine. (altro…)

  • Crescono gli europei connessi a internet a Febbraio 2012

    Crescono gli europei connessi a internet a Febbraio 2012

    comScore ha rilasciato nei giorni scorsi i dati relativi all’uso di internet in Europa riferiti al mese di Febbraio 2012. Sono stati 386,6 milioni gli europei che si sono connessi a internet nel corso del mese, con una media di 28,8 ore a persona. I maschi europei amano sempre di più visitare siti di sport

    Uso internet Europa Febbraio 2012comScore ha rilasciato nei giorni scorsi una panoramica sull’uso di internet in Europa in riferimento al mese di Febbraio 2012. In questo periodo sono stati 386,6 milioni di europei che sono andati online, con una media di 28,2 ore per persona. Nel mese di dicembre gli europei connessi erano 381,5 milioni con una media di 27,5 ore a persona. Quindi si registra un aumento tra dicembre del 2011 e febbraio 2012. Lo studio ha anche illustrato che il 46 per cento degli europei visita siti sportivi, con la Turchia e l’Irlanda che fanno registrare la più alta penetrazione di circa il 70% nel mese di febbraio 2012. (altro…)

  • Cresce la fiducia dei consumatori online nella Earned Advertising grazie ai social network

    Cresce la fiducia dei consumatori online nella Earned Advertising grazie ai social network

    Secondo una nuova indagine di Nielsen, Global Trust in Advertising, condotta intervistando oltre 28.000 utenti internet in 56 paesi, il 92% dei consumatori in tutto il mondo dichiara di fidarsi dei media “earned”, come il passaparola e le raccomandazioni da parte di amici e parenti

    Passaparola - Word of mouthIl 92% dei consumatori in tutto il mondo dichiara di fidarsi dei media “earned”, come il passaparola e le raccomandazioni da parte di amici e parenti, più di tutte le altre forme di pubblicità, con un incremento del 18% dal  2007. Questo è quanto emerge da un recente studio Nielsen, l’azienda leader al mondo nelle misurazioni e analisi relative ad acquisti e consumi, a utilizzo e modalità di esposizione ai media. I commenti dei consumatori online sono la seconda forma più affidabile di pubblicità: dei consumatori globali intervistati online il 70% dichiara, infatti, di fidarsi di questa modalità di comunicazione, con un aumento del 15% in quattro anni. (altro…)

  • Ecco il profilo del consumatore globale socialmente consapevole

    Ecco il profilo del consumatore globale socialmente consapevole

    Con un nuovo studio Nielsen delinea il profilo del consumatore globale socialmente consapevole.La metà dei consumatori sotto i 40 anni è disposta a pagare di più per prodotti e servizi di aziende socialmente responsabili e consultano i social media quando devono fare degli acquisti

    Social consumerSecondo un nuovo studio condotto da Nielsen, azienda leader globale nelle misurazioni e analisi relative ad acquisti e consumi, a utilizzo e modalità di esposizione ai media, a livello mondiale i consumatori socialmente consapevoli sono giovani (il 63% è di età inferiore ai 40 anni), consultano i social media quando devono prendere decisioni d’acquisto e si preoccupano di questioni ambientali, educative e di alimentazione. L’indagine Global Corporate Citizenship di Nielsen, condotta intervistando oltre 28.000 utenti internet in 56 Paesi, dimostra che il 46% dei consumatori globali è disposto a pagare di più per prodotti e servizi di aziende che hanno sviluppato programmi di responsabilità sociale, consumatori che Nielsen definisce “socialmente consapevoli”. (altro…)