Gli italiani si spostano sempre di più verso la TV in streaming. In un anno, gli utenti online che scelgono i servizi SVOD sono passati dall’8% al 19%, circa 7,6 milioni di utenti. Sono questi i dati evidenziati dall’Osservatorio Internet Media del Politecnico di Milano.
Gli italiani scelgono sempre di più Netflix, Amazon Prime Video e non solo. I dati che l’Osservatorio Internet Media del Politecnico di Milano ha messo in evidenza in questi giorni, mostrano chiaramente come gli utenti italiani scelgano sempre di più la TV in streaming. Dai dati emerge che in un anno gli utenti italiani online che scelgono i servizi SVOD (Subscription video on demand) sono passati dall’8% al 19%, un dato che è, quindi, più che raddoppiato. Volessimo dare qualche numero più concreto, considerando la popolazione online italiana di circa 40 milioni (una media tra i dati di We Are Sociale e Audiweb), possiamo dire che si tratta di circa 7,6 milioni di utenti. Si tratta di numeri che cominciano ad avere una certa consistenza.
Nel 2018, il valore del mercato in Italia è stato pari a 177 milioni di euro, in crescita del 46% rispetto all’anno precedente. Nonostante una diffusione di questi servizi più lenta rispetto agli altri grandi paesi europei, soprattutto a causa del digital divide e di un’ampia offerta televisiva “tradizionale”, ora anche in Italia il mercato comincia ad interessare una massa importante di pubblico. Da sottolineare che l’ingresso di DAZN (e poi di Eurosport) ha portato l’interesse anche a target di utenti che non erano, se si può dire, “preparati” nell’utilizzo di questa tipologia di piattaforme, coinvolgendo in particolare l’audience degli appassionati sportivi di ogni età.

Nel 2019 il numero di sottoscrizioni in Italia agli abbonamenti SVOD potrebbe superare quello degli abbonamenti a pay-tv. Infatti, sono sempre di più che accedono ai servizi online: se, da una parte, gli utenti delle PayTv sono piuttosto stabili, dall’altra parte il numero degli utenti dei servizi SVOD è in forte crescita, raggiungendo, come dicevamo prima quasi il 19% della popolazione italiana online. Questi abbonamenti vengono fruiti su tutti i device connessi, soprattutto sulle smart tv. Anche per questo la loro crescente diffusione mette sempre più in confronto diretto la proposta online con quella del classico palinsesto televisivo. E’ ormai un dato assodato che gli utenti oggi scelgono cosa guardare indipendentemente dalle modalità con cui viene trasmesso.

Il grafico in alto spiega bene lo spostamento verso la tv in streaming in base all’età. Lo spostamento più forte si ha tra nella Generazione X (+10%); poi tra i Millennials (+6%) e, infine, tra i baby boomers (+5%).


Questo passaggio ha conseguenze anche dal punto di vista pubblicitario. Il settore infatti si sta attrezzando con diverse tecnologie che permettono agli investitori pubblicitari di selezionare una determinata audience televisiva a cui offrire (sulla base delle informazioni in possesso) spot e contenuti personalizzati. Questa tipologia di pubblicità, chiamata “addressable Tv”, è fruibile solo all’interno di smart tv e televisori connessi alla rete. È atteso nei prossimi anni, ovviamente, un deciso incremento di tutti questi fenomeni, non solo per la naturale crescita di iniziative e di interesse da parte degli utenti, ma anche per lo switch verso la tecnologia DVB-T2 che, entro il 2022, comporterà la sostituzione di molti televisori nelle case degli italiani facilitando quindi la diffusione di smart tv.

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Secondo la ricerca condotta da Nielsen, leader globale nelle misurazioni e informazioni di marketing relative a quello che i consumatori guardano e acquistano, la propensione ad acquistare online prodotti Food & Beverages è cresciuta del 44% in due anni. Oltre un quarto dei rispondenti (26%) prevede di acquistare entro i prossimi sei mesi prodotti alimentari e bevande collegandosi a internet tramite computer, smartphone o tablet. Il 61% degli intervistati ha inoltre affermato di utilizzare internet per fare ricerche relative alla spesa. La ricerca Nielsen su come il digitale influenzi le attività relative alla spesa quotidiana è stata condotta su scala mondiale intervistando oltre 28.000 utenti internet in 56 Paesi. Dai dati raccolti emerge come le categorie che presentano la crescita della propensione all’acquisto online più elevata siano i software per computer/giochi che sono aumentati di 18 punti percentuali rispetto al 2010 raggiungendo il 29%; i biglietti per eventi di intrattenimento sono cresciuti di 10 punti raggiungendo il 30%; l’hardware per computer/giochi è aumentato di 6 punti arrivando al 25%; musica /video (CD, VCD, DVD) sono aumentati di 5 punti arrivando al 23%; gli accessori auto/moto sono aumentati di 4 punti raggiungendo l’11%; i prodotti per l’igiene personale e i cosmetici sono aumentati di 3 punti percentuali arrivando così al 25%; abbigliamento/accessori/scarpe/gioielli sono cresciuti di 1 punto (37%). 
Per conoscere qual è lo stato dell’E-Commerce in Italia si deve necessariamente fare riferimento alla nuova edizione dell’E-Commerce Consumer Behaviour Report (


Il 92% dei consumatori in tutto il mondo dichiara di fidarsi dei media “earned”, come il passaparola e le raccomandazioni da parte di amici e parenti, più di tutte le altre forme di pubblicità, con un incremento del 18% dal 2007. Questo è quanto emerge da un recente studio Nielsen, l’azienda leader al mondo nelle misurazioni e analisi relative ad acquisti e consumi, a utilizzo e modalità di esposizione ai media. I commenti dei consumatori online sono la seconda forma più affidabile di pubblicità: dei consumatori globali intervistati online il 70% dichiara, infatti, di fidarsi di questa modalità di comunicazione, con un aumento del 15% in quattro anni. 
Secondo un nuovo studio condotto da Nielsen, azienda leader globale nelle misurazioni e analisi relative ad acquisti e consumi, a utilizzo e modalità di esposizione ai media, a livello mondiale i consumatori socialmente consapevoli sono giovani (il 63% è di età inferiore ai 40 anni), consultano i social media quando devono prendere decisioni d’acquisto e si preoccupano di questioni ambientali, educative e di alimentazione. L’indagine Global Corporate Citizenship di Nielsen, condotta intervistando oltre 28.000 utenti internet in 56 Paesi, dimostra che il 46% dei consumatori globali è disposto a pagare di più per prodotti e servizi di aziende che hanno sviluppato programmi di responsabilità sociale, consumatori che Nielsen definisce “socialmente consapevoli”.