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  • La Commissione UE accusa TikTok: il design dell’app crea dipendenza

    La Commissione UE accusa TikTok: il design dell’app crea dipendenza

    La Commissione UE accusa TikTok di violare il DSA. Scroll infinito, autoplay e algoritmo creano dipendenza nei minori. ByteDance respinge le accuse e annuncia battaglia legale. Rischio multa miliardaria.

    La Commissione UE ha formalizzato le contestazioni a TikTok per violazione del Digital Services Act. Al centro della contestazione c’è l’architettura stessa della piattaforma di ByteDance, progettata secondo Bruxelles per massimizzare il tempo di permanenza degli utenti attraverso meccanismi che sfruttano le vulnerabilità psicologiche.

    Non si tratta di una multa, almeno non ancora. Ma le conclusioni preliminari della Commissione aprono una fase decisiva del procedimento formale avviato il 19 febbraio 2024, quasi due anni fa.

    La vicenda si inserisce in un contesto europeo sempre più deciso a intervenire sulla regolamentazione delle piattaforme social, con particolare attenzione alla tutela dei minori.

    Una accelerazione che arriva pochi giorni dopo l’annuncio della Spagna di voler vietare i social ai minori di 16 anni, seguendo l’esempio dell’Australia che dal 10 dicembre 2025 ha introdotto il divieto più stringente al mondo in questo contesto.

    Cosa contesta la Commissione UE a TikTok

    Le funzionalità sotto accusa sono quattro e rappresentano i pilastri dell’esperienza utente su TikTok. E cioè: lo scorrimento infinito, la riproduzione automatica dei video, le notifiche push e il sistema di raccomandazione altamente personalizzato.

    Secondo l’indagine della Commissione, TikTok non ha valutato adeguatamente come queste caratteristiche possano danneggiare il benessere fisico e mentale degli utenti, inclusi minori e adulti vulnerabili.

    La commissione, nel dare notizia delle contestazioni, utilizza un’espressione efficace per descrivere il meccanismo: queste funzionalità “premiano” costantemente gli utenti con nuovi contenuti, alimentando l’urgenza di continuare a scorrere e spostando il cervello in “modalità pilota automatico”.

    Ricerche scientifiche recenti dimostrano che questo può portare a comportamenti compulsivi e ridurre l’autocontrollo degli utenti. Non si tratta un’accusa generica, la Commissione cita dati specifici che TikTok avrebbe ignorato nella propria valutazione dei rischi, come il tempo che i minori trascorrono sulla piattaforma di notte e la frequenza con cui gli utenti aprono l’app.

    La Commissione UE accusa TikTok: il design dell'app crea dipendenza
    La Commissione UE accusa TikTok: il design dell’app crea dipendenza

    Gli strumenti di protezione di TikTok non funzionano

    Un punto centrale delle contestazioni riguarda l’inefficacia delle misure di mitigazione già presenti sulla piattaforma. Gli strumenti di gestione del tempo sullo schermo, secondo la Commissione, sono facili da aggirare e introducono frizioni limitate.

    I controlli parentali richiedono tempo e competenze da parte dei genitori per essere attivati, risultando nella pratica poco efficaci. In sintesi, TikTok “sembra non attuare misure ragionevoli, proporzionate ed efficaci per attenuare i rischi derivanti dalla sua progettazione che crea dipendenza“.

    La Commissione ritiene che TikTok debba “modificare la struttura di base del suo servizio“. Le soluzioni indicate sono radicali: disabilitare nel tempo le funzionalità che creano dipendenza come lo scroll infinito; attuare interruzioni temporali dello schermo efficaci anche durante la notte; e adattare il sistema di raccomandazione.

    Si tratta di interventi che toccherebbero il cuore stesso dell’app, ossia quelle caratteristiche che hanno reso TikTok un fenomeno globale con oltre 200 milioni di utenti solo in Europa.

    La risposta di TikTok e i prossimi passi

    TikTok ha respinto le contestazioni con toni decisi.

    Le indagini preliminari della Commissione descrivono la nostra piattaforma in modo completamente falso e privo di fondamento“, ha dichiarato un portavoce, annunciando che l’azienda “adotterà tutto il necessario per contrastare tali accuse con ogni mezzo a disposizione“. Una posizione di scontro frontale che anticipa una battaglia legale.

    TikTok ha ora la possibilità di esercitare il proprio diritto alla difesa, esaminando i documenti del fascicolo e rispondendo per iscritto alle constatazioni preliminari.

    Parallelamente sarà consultato il Comitato UE per i servizi digitali. Se le violazioni venissero confermate, la Commissione potrebbe infliggere un’ammenda fino al 6% del fatturato mondiale annuo di ByteDance.

    Considerando che nel 2024 il gruppo ha registrato ricavi per 155 miliardi di dollari, si tratterebbe potenzialmente di una cifra che potrebbe superare i 9 miliardi di euro.

    Il contesto: due anni di indagini su più fronti

    Le contestazioni odierne fanno parte di un procedimento più ampio avviato nel febbraio 2024. L’indagine copre diversi aspetti della piattaforma: oltre al design che crea dipendenza, la Commissione sta esaminando l’”effetto coniglio” (rabbit hole) dei sistemi di raccomandazione, il rischio che i minori abbiano esperienze inadeguate all’età a causa di una falsa rappresentazione della loro età, e gli obblighi delle piattaforme di garantire un elevato livello di privacy, sicurezza e protezione per i minori.

    Non tutto il procedimento è ancora aperto. La parte sulla trasparenza pubblicitaria è stata chiusa nel dicembre 2025 mediante impegni vincolanti accettati dalla Commissione, permettendo a TikTok di evitare una sanzione su quel fronte.

    Nell’ottobre 2025 erano già state adottate conclusioni preliminari sull’accesso ai dati pubblici per i ricercatori, contestando alla piattaforma scarsa trasparenza.

    Il procedimento odierno rappresenta quindi il tassello più significativo di un puzzle normativo che si sta componendo da quasi due anni.

    I Paesi UE accelerano sulla protezione dei minori

    Le contestazioni a TikTok si inseriscono in un contesto europeo in rapida evoluzione sulla tutela dei minori online. L’Australia ha fatto da apripista mondiale introducendo il 10 dicembre 2025 il divieto di accesso ai social per gli under 16, con risultati che i regolatori definiscono “incoraggianti”: le piattaforme hanno eliminato circa 4,7 milioni di account di minori in un solo mese.

    In Europa, la Francia ha approvato il 27 gennaio il divieto per i minori di 15 anni. La Spagna ha annunciato martedì scorso, per voce del premier Pedro Sanchez, l’intenzione di vietare i social ai minori di 16 anni, definendo le piattaforme “uno Stato fallito dove si ignorano le leggi e si tollerano i reati”.

    Si muovono anche Danimarca, Austria, Grecia e Portogallo, creando quella che Sanchez ha definito una “coalizione dei volenterosi digitali”. La Commissione UE sta sviluppando un’applicazione per la verifica dell’età online, in sperimentazione in Italia, Francia, Spagna, Grecia e Danimarca, che dovrebbe essere disponibile negli app store entro marzo.

    Il senso di questa decisione, Henna Virkkunen

    Henna Virkkunen
    Henna Virkkunen

    La dichiarazione della vicepresidente Henna Virkkunen, responsabile per la Sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia, sintetizza la filosofia dietro questa azione:

    La dipendenza dai social media può avere effetti dannosi sulle menti in via di sviluppo di bambini e adolescenti. La legge sui servizi digitali rende le piattaforme responsabili degli effetti che possono avere sui loro utenti. In Europa applichiamo la nostra legislazione per proteggere i nostri figli e i nostri cittadini online“.

    Un messaggio chiaro che si inserisce nel solco della multa da 120 milioni di euro inflitta a X (ex Twitter) nel dicembre scorso, la prima sanzione nella storia del DSA.

    La differenza è che qui la Commissione non contesta solo violazioni di trasparenza, ma mette in discussione l’architettura stessa di una piattaforma.

    La domanda di fondo è se questo modello sia compatibile con la tutela della salute mentale degli utenti, in particolare dei più giovani. La Commissione UE con questo provvedimento sembra aver preso una posizione chiara.

    Il dibattito è destinato a proseguire ben oltre i confini di questo singolo caso, perché le funzionalità contestate non sono esclusive solo di TikTok.  Come abbiamo raccontato più volte qui su questo blog, il processo di tiktokizzazione ha influenzato ormai tutto lo scenario dei social media.

    Instagram Reels, YouTube Shorts, e altre piattaforme utilizzano meccanismi simili. Se le violazioni venissero confermate, potrebbe crearsi un precedente normativo che potrebbe applicarsi all’intero settore.

  • Instagram, nuove misure per proteggere gli utenti più giovani

    Instagram, nuove misure per proteggere gli utenti più giovani

    Instagram annuncia l’introduzione di nuove misure a difesa della privacy degli utenti minori. Le nuove misure entreranno in vigore in pochi paesi e presto saranno introdotte a livello globale.

    Il tema social media e minori è sempre al centro del dibattito che riguarda la protezione della privacy degli utenti online. E ora anche Instagram, la popolare piattaforma di proprietà di Facebook e molto usata anche dagli utenti più giovani, comincia ad adottare misure che hanno come obiettivo quello di proteggere la loro privacy e farli sentire più sicuri sulla piattaforma.

    Come annunciato oggi, Instagram sta lanciando alcune misure tese a proteggere la privacy degli utenti più giovani, in particolar modo gli adolescenti. Le misure annunciate per ora entreranno in vigore in pochi paesi, anche se ancora non si sa quali siano, e che “presto” saranno disponibili a livello globale, anche se non è stata resa nota una tempistica più precisa.

    In primo luogo, l’obiettivo principale è quello di evitare che utenti adulti possano importunare utenti più giovani, ecco perché l‘app vieterà che utenti adulti possano inviare messaggi privati ad adolescenti non follower e mostrerà “suggerimenti di sicurezza” che verranno mostrati agli adolescenti nel momento in cui invieranno messaggi ad adulti che hanno assunto “un comportamento potenzialmente sospetto”.

    instagram messaggi minori social media

    Questi “suggerimenti di sicurezza” daranno la possibilità ai ragazzi di poter bloccare o segnalare quegli account che li stanno messaggiando, ricordando anche di non sentirsi obbligati a rispondere e di “stare attenti a condividere foto, video o informazioni con qualcuno che non si conosce“.

    Gli avvisi compariranno nel momento in cui i sistemi di moderazione di Instagram individueranno comportamenti sospetti da parte di account che intendono entrare in contatto con account di adolescenti. Anche se Instagram, da questo punto di vista, non spiega come lavorano questi sistemi di moderazione. Al momento si sa solo che questi avvisi appariranno quando si verifica una gran quantità di messaggi o di richieste di amicizia ad account di adolescenti.

    Inoltre, Instagram sta mettendo in pratica tecnologie basate sull’Intelligenza Artificiale in grado di rilevare l’età di una persona che sta attivando un nuovo account. Come sappiamo, per accedere a Instagram è necessario avere almeno 13 anni, con il consenso dei genitori, e sappiamo anche come spesso questo limitato sia stato superato con estrema facilità. Il fatto che adesso anche Instagram inizi ad introdurre controlli più ferrei è sicuramente un buon segnale, anche se resta da capire l’effettiva efficacia di questo sistema.

    TikTok, gli account under 16 sono privati di default

    Ma c’è di più, perché Instagram vuole davvero dare una stretta su questo particolare tema e vuole suggerire agli utenti più giovani di trasformare il proprio account in “privato”. Incoraggiarli ad aprire un account privato permetterebbe un uso più protetto della piattaforma, anche se limiterebbe molto l’attività. Ma il fine è quello di proteggerli quindi ben venga questa incoraggiamento. E, anche se un utente adolescente dovesse preferire l’attivazione di un account pubblico, comunque Instagram continuerà a suggerire la trasformazione dell’account in privato.

    Come abbiamo raccontato qui, TikTok ormai rende privati, in automatico, tutti gli account degli utenti che abbiano meno di 16 anni, come conseguenza del provvedimento preso dal Garante della Privacy a fine gennaio.

  • TikTok, gli account under 16 sono privati di default

    TikTok, gli account under 16 sono privati di default

    TikTok, come conseguenza al provvedimento di blocco disposto qualche giorno fa dal Garante della Privacy, in occasione del Safer Internet Day 2021, rende gli account under 16 privati di default.

    In occasione del Safer Internet Day 2021, TikTok presenta e novità dopo il provvedimento di blocco disposto dal Garante della Privacy lo scorso 22 gennaio di quest’anno. Gli aggiornamenti lanciati oggi sono unici nel settore, quindi TikTok diventa una delle prime piattaforme social media ad adottare misure rivolte espressamente agli utenti under 16.

    Le novità più importanti, nel giorno in cui si celebra la giornata per la sensibilizzazione dei rischi di Internet, per gli utenti tra i 13 e i 15 anni. Per loro è stata completamente disabilitata la funzione di messaggistica privata e gli account sono stati resi privati di default; alcune funzionalità, come Duetto e Stitch hanno acceso limitato in base all’età. Il Collegamento Famigliare, funzione di TikTok che permette ai genitori di avere controllo sui contenuti che i propri figli adolescenti possono vedere, sulle ricerche e sul tempo che possono passare sull’app, è stata ulteriormente rafforzata.

    Inoltre, con l’obiettivo di supportare la nostra community in Italia, attraverso un aggiornamento dell’app, TikTok farà passare nuovamente ogni utente in Italia attraverso il processo di verifica dell’età. Solo gli utenti di età pari o superiore a 13 anni potranno continuare a utilizzare l’app dopo aver eseguito questo processo.

    tiktok utenti under 16 anni franzrusso

    Come precisato bene nell’infografica in basso, riepilogando:

    TikTok è solo per utenti da 13 anni in sù. E per gli utenti 13-15 anni:

    • Account privato di default;
    • Non possono accedere a messaggi privati
    • Non possono ospitare dirette streaming
    • Limitazioni su chi può commentare i loro video.

    TikTok Infografica Sicurezza Minori

    Inoltre, qui alcuni contenuti video realizzati per aiutare gli utenti a comprendere meglio gli strumenti a disposizioni:

    Queste le novità rilevanti di TikTok e c’era attesa per queste misure, soprattutto in relazione al provvedimento del Garante della Privacy.

  • Social e minori, il Garante Privacy apre un fascicolo su Facebook e Instagram

    Social e minori, il Garante Privacy apre un fascicolo su Facebook e Instagram

    Dopo l’intervento su TikTok, imponendo il blocco alla piattaforma a seguito della triste vicenda della bambina di Palermo, il Garante della Privacy interviene nuovamente sul tema social media e minori, aprendo un fascicolo su Facebook e Instagram.

    Dopo l’intervento su TikTok, imponendo il blocco alla piattaforma a seguito della triste vicenda della bambina di Palermo, il Garante della Privacy interviene nuovamente sul tema social media e minori.

    Il Garante ha infatti provveduto ad aprire un fascicolo su Facebook e su Instagram, sempre in relazione alla vicenda della bimba di Palermo che, secondo quanto riportato da diversi quotidiani italiani, pare avesse diversi profili attivi proprio sulle due piattaforme.

    Le parole del Garante

    In relazione a questo, il Garante si è rivoto alla società di Mark Zuckerberg, che controlla anche Instagram, al fine di “fornire una serie di informazioni, a partire da quanti e quali profili avesse la minore e, qualora questa circostanza venisse confermata, su come sia stato possibile, per una minore di 10 anni, iscriversi alle due piattaforme“. E anche di fornire “indicazioni sulle modalità di iscrizione ai due social e sulle verifiche dell’età dell’utente adottate per controllare il rispetto dell’età minima di iscrizione“.

    facebook garante privacy minori instagram franzrusso

    Il Garante ha dato tempo 15 giorni a Facebook per fornire una risposta in merito alle questioni sollevate.

    E, da quanto si legge nel comunicato, la verifica del garante proseguirà anche sulle altre piattaforme social media.

    La notizia fa il giro del mondo

    La notizia del blocco di TikTok da parte del garante italiano ha fatto il giro del mondo e ha ottenuto una eco enorme sul tema social e minori. Si è trattata, infatti, della prima volta che un organo preposto a garanzia della Privacy dei cittadini prendesse un provvedimento così duro nei confronti di una piattaforma social.

    E la notizia è stata molto discussa anche in Italia e molto di è discusso se effettivamente la piattaforma fosse o meno usabile. TikTok fino al 15 febbraio non potrà permettere nuove iscrizioni e intanto la piattaforma dovrà verificare l’età degli utenti, disattivando quelle che fanno riferimento a minori. Un tema che ha portato al centro del dibattito, ancora una volta, il tema della verifica dell’età degli utenti, “age verification“, operazione complessa, se non impossibile, che al momento è poco praticabile.

    A questo punto non resta che aspettare la risposta di Facebook al Garante entro l’11 febbraio e di vedere cosa succederà sul fronte TikTok dopo il 15 febbraio.

  • Messenger Kids da oggi disponibile in più di 70 paesi, ma non in Europa

    Messenger Kids da oggi disponibile in più di 70 paesi, ma non in Europa

    Facebook ha annunciato che da oggi Messenger Kids sarà disponibile in più di 70 paesi, per lo più in America Latina e Asia. L’app di messaggistica e di video chiamate vuole presentarsi come strumento per i più giovani in questa pandemia da Coronavirus con nuove funzionalità.

    Come già saprete, Messenger Kids venne lanciata nel 2017, limitatamente negli Usa, in Canada venne lanciata nel 2018. L’app è un servizio di messaggistica e di videochiamate pensate per gli utenti minori, per accedervi basta avere 13 anni. E oggi Facebook annuncia che l’app viene lanciata in più di 70 paesi nel mondo, per lo più localizzati in America Latina e in Asia. La società di Mark Zuckerberg, nel comunicato di lancio a firma di Antigone Davis, responsabile della sicurezza di Facebook, fa sapere che l’app si propone come strumento per i più giovani come strumento per restare in contatto in questa pandemia da Coronavirus. Infatti, vengono ora aggiunte nuove funzionalità pensate per questo periodo.

    L’app viene scaricata sull’utente di almeno 13 anni, ma sempre con la supervisione dei genitori, infatti, uno o entrambi i genitori possono poi monitorare l’app direttamente dal proprio account Facebook. Una situazione che comunque non ha evitato polemiche legate alla privacy e sull’uso dell’app gà in così giovane età. Dopo il primo lancio, si scoprì poi che molti degli esperti che venivano citati per giustificare la bontà dell’app erano stati finanziati direttamente da Menlo Park.

    Messenger Kids

    Ora l’app s presenta con delle novità, prima tra tutte quella che viene definita “Supervised Friending“, amicizia controllata, che permette ai giovani utenti di accettare, rifiutare e rimuovere i contatti attraverso l’app. Prima di questa funzionalità erano i giovani ad accettare o rifiutare contatti. Anche se, va aggiunto, i genitori possono comunque controllare i contatti accettati dal figlio e anche rifiutare.

    Altra novità è connettere i giovani utenti a gruppi. In pratica, l’intento è quello di proporre una sorta di esperienza simile a quella della scuola, creando gruppi dove ci siano alunn e insegnanti. Ad approvare i contatti degli adulti, gli insegnanti, ci saranno i genitori che provvederanno a creare il contatto tra il loro figlio e gli insegnanti. Un contatto che dovrebbe essere comunque facilitato dalla conoscenza diretta e il contatto con i minori sarà solo quello permesso dai genitori. Questa nuova funzionalità viene da subito resa disponibile negli Usa e poi via via negli altri nuovi paesi nel corso delle prossime settimane.

    Messenger Kids

    Terza novità è quella che consente ai genitori di rendere il nome e la foto profilo del figlio visibile ad una cerchia ristretta di contatti che include gli amici dei contatti dei loro figli, i figli degli amici dei contatti dei genitori che ovviamente hanno anche Messenger Kids e, infine, i figli delle persone che i genitori a loro volta inviteranno a scaricare l’app in questione. Sembra complesso, ma ci pare, comunque, che questo rendere visibile l’account del proprio figlio ad una platea di contatti sempre più vasta possa essere comunque un rischio.

    Nel presentare il nuovo lancio e le nuove funzionalità, Facebook specifica che il tutto è stato pensato insieme all’associazione Youth Advisors, associazione specializzata nella consulenza sulla sicurezza dei bambini e su media.

    Ora, l’intento di Facebook è, come detto all’inizio, d presentare Messenger Kids come uno strumento per far sentire i propri figli più vicini ai loro amici e ai loro compagni di scuola in questo periodo di pandemia da Coronavirus, per via delle scuole chiuse. Infatti, la novit è quella di sfruttare questo momento in cui i bambini sono costretti a restare a casa per offrire loro uno strumento utile anche per le loro lezioni, come nel caso dei gruppi tra alunni e insegnanti. Anche se da questo punto di vista ci sono soluzioni più specifiche, come Google Classroom, ad esempio.

    Messenger Kids

    Il vero obiettivo di Facebook è quello di puntare sui giovani utenti, creando un’esperienza più vicina alle loro esigenze di adesso, costruendo il terreno per una futura confluenza nella piattaforma più estesa, con la speranza che quest utenti continuino in futuro ad usare Facebook. Anche se, comunque, questo resta un modo per raccogliere dati sugli utenti.

    In Itala ancora non è disponibile e, al momento, non è dato sapere di più. Ma è molto probabile che questa app venga lanciata in Europa nei prossimi mesi e in quel momento scopriremo cosa ne pensa anche il nostro Garante sulle Privacy.

  • TikTok, dal 30 aprile i messaggi diretti solo per chi ha più di 16 anni

    TikTok, dal 30 aprile i messaggi diretti solo per chi ha più di 16 anni

    TikTok annuncia che dal prossimo 30 aprile i messaggi diretti possono essere utilizzati solo da chi ha un’età superiore ai 16 anni. Un modo per rendere la piattaforma più sicura.

    TikTok è una piattaforma molto amata dai giovani, dai teenagers in particolare. Sappiamo anche che la piattaforma nei mesi scorsi ha dovuto affrontare problemi legati alla sicurezza che ha coinvolto utenti anche giovanissimi. L’annuncio che la società fa oggi è certamente un passo nella direzione di rendere la piattaforma più sicura.

    Da oggi TikTok invierà una notifica a tutti gli utenti interessati i quali dal prossimo 30 aprile non potranno più usare i messaggi diretti. I destinatari di questa informativa sono gli utenti che hanno un’età inferiore ai 16 anni.

    tiktok messaggi diretti 16 anni franzrusso.it-2020.

    Si tratta di un’azione importante per una piattaforma delle dimensioni di TikTok, è infatti la prima volta che una piattaforma social di queste dimensioni applica una limitazione alla messaggistica a livello globale. Significa quindi che gli utenti che hanno meno di 16 anni, in tutto il mondo, non potranno più inviare e ricevere messaggi.

    Questo che viene annunciato oggi è un ulteriore passo dopo aver annunciato, proprio a febbraio di quest’anno, l’introduzione del “Filtro Famiglia“, con l’associazione dell’account TikTok di un adulto a quello del minore di cui è responsabile, e della funzione “Gestione del Tempo nel Feed“, per migliorare il benessere digitale degli utenti.

    TikTok annuncia il filtro famiglia e la gestione del tempo nel feed

    C’è da considerare che questa decisione, assolutamente giusta e opportuna, andrà ad impattare su un pubblico, quello under 16, che vanta una presenza corposa sulla piattaforma. Anche se non ci sono dati precisi sulla composizione precisa, è comunque risaputo che il pubblico dei teenagers sia molto presente sulla piattaforma.

    I dati che abbiamo a disposizione ci dicono che il 41% degli utenti a livello globale ha un’età compresa tra i 16 e i 24 anni e che, comunque, il 50%, sempre a livello globale, ha un’età inferiore ai 34 anni. In ogni caso, il 60% degli utenti che usa l’app ha un’età inferiore ai 18 anni.

    Inoltre, l’app è sempre tra le più scaricate in assoluto. Solo un mese fa Sensor Tower riportava il dato di 2 miliardi di download complessivi.

    TikTok vicina ai 2 miliardi di download, che non sono gli utenti attivi

    Ecco perché l’annuncio di oggi è importante, per il fatto che coinvolgerà milioni di utenti, limitando l’uso della messaggistica come non era mai successo prima in nessuna piattaforma.

    In un momento in cui, a causa della pandemia da Coronavirus, i giovani trascorrono più tempo sui social media, la decisione di TikTok di limitare l’uso dei messaggi diretti agli under 16 assume una certa rilevanza.

    Il passo successivo sarebbe poi quello di verificare per davvero l’età degli utenti.

  • TikTok nei guai per la privacy dei minori: sotto i 13 anni ci vorrà il consenso dei genitori

    TikTok nei guai per la privacy dei minori: sotto i 13 anni ci vorrà il consenso dei genitori

    La FTC, Federal Trade Commission, ha raggiunto un accordo con TikTok, l’app nata dalla fusione con musical.ly, per il pagamento di 5,7 milioni di dollari per aver violato la privacy dei minori. Inoltre, negli Usa sarà necessario il consenso dei genitori per gli utenti che hanno meno di 13 anni.

    TikTok, l’app del momento per gli utenti giovanissimi, la più scaricata da iOS e Android nel 2018, si è messa nei guai per aver violato la privacy dei minori. La FTC, Federal Trade Commission, ha raggiunto un accordo con l’app che è nata da musical.ly per il pagamento di ben 5,7 milioni di dollari per aver violato la privacy dei minori. E come sappiamo, TikTok è proprio l’app che sta spopolando tra i giovanissimi, il pubblico di riferimento che era proprio di musical.ly, ed è proprio da lì che nascono i guai per TikTok. La FTC sostiene che TikTok abbia “raccolto illegalmente informazioni personali dei bambini” non avendo ottenuto il permesso dei genitori prima della loro firma, in violazione del COPPA, “Children’s Online Privacy Protection Act“, la legge che protegge la privacy dei minori. Questa legge prevede che qualsiasi applicazione o sito web destinato ai bambini, come TikTok (vale anche per musical.ly), richiede il consenso dei genitori per gli utenti che hanno meno di 13 anni, per condividere le informazioni personali su quell’applicazione o sito web.

    Come sappiamo bene, tutti i social network negli Stati Uniti per essere utilizzati dai minori necessitano del consenso dei genitori, proprio per quella norma prevista dal COPPA. Il problema per TikTok nasce dal fatto che molti genitori hanno segnalato alla FTC e alle autorità garanti della privacy che i loro bimbi non ancora 13enni usassero l’app senza il loro consenso. Quindi realizzando e condividendo video delle loro performance.

    TikTok violazione privacy minori franzrusso.it

    La FTC rimprovera a TikTok il fatto che musical.ly sapesse benissimo che buona parte degli utenti avesse meno di 13 anni senza fare nulla, anzi, procedendo a raccogliere i loro dati personali come se nulla fosse.

    La risposta di TikTok non si è fatta attendere, annunciando che pagherà questa multa, tra l’altro la più alta mai comminata negli Usa in fatto di violazione della privacy dei minori, e ha anche aggiunto che rilascerà una sezione “in-app” dedicata proprio agli utenti di età inferiore ai 13 anni, limitandosi solo alla visualizzazione dei contenuti, senza alcuna possibilità di interazione con essi.

    Vale la pena ricordare che al momento della fusione tra le due piattaforme gli utenti complessivi sono arrivati ad essere 700 milioni a livello globale.

    Di recente, Sensor Tower ha rilevato che l’app  di TikTok è stata la più scaricata in assoluto con oltre 1 miliardo di download da iOS e Android nel 2018.

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