Tag: visibilità

  • Venture Camp di Mind The Bridge, la sfida delle startup 4 e 5 novembre

    Oggi e domani le 15 startup finaliste si sfideranno a colpi di progetti. E’ un evento importante in quanto si cercherà di creare un ponte tra la creatività italiana e le opportunità della Silicon Valley

    Mind the BridgeOggi, 4 novembre, e domani, 5 novembre 2011, a Milano, nella Sala Buzzati del Corriere della Sera, si svolgerà il Venture Camp organizzato da Mind the Bridge, fondazione californiana che si propone di favorire l’incontro dei migliori talenti imprenditoriali italiani con le opportunità e i capitali della Silicon Valley. Nella due giorni di convegno, alla presenza di esponenti dell’imprenditoria ed esperti di innovazione e tecnologia, le migliori quindici start-up italiane presenteranno i propri progetti e business plan a potenziali investitori, sia europei che d’oltreoceano. (altro…)

  • Enterprise 2.0, le aziende italiane usano poco il social networking

    Da una ricerca condotta su un campione delle principali aziende italiane, emerge un quadro eterogeneo sull’evoluzione organizzativa e tecnologica trainata dagli strumenti e dai principi dell’Enterprise 2.0. Nonostante la conquista del mondo consumer, non attecchiscono ancora gli strumenti di Social Network & Community

    Enterprise 2.0 - Social networkLe aziende italiane conoscono i nuovi strumenti dell’era 2.0 ma stentano a usarli. Iniziano a conoscerne i benefici ma non sfruttano appieno le opportunità. E, in questo modo, rischiano di fermarsi a uno stato embrionale senza riuscire a fare quel salto di qualità nelle perfomance aziendali che caratterizza alcuni casi eccellenti. Tanto rumore per nulla, verrebbe da dire. Ma non sempre è così: ci sono innovazioni reali in cui l’applicazione dei principi e degli strumenti dell’Enterprise 2.0 cambia i processi, le relazioni e i comportamenti. Con la concretezza dei loro benefici, queste iniziative testimoniano la rilevanza di un cambiamento che può e deve essere calato nei diversi processi di business. Questo quanto emerge dai dati presentati ieri al Politecnico di Milano durante il convegno “Enterprise 2.0: è il tempo del fare!” organizzato dall’Osservatorio Enterprise 2.0. Giunto al quarto anno, l’Osservatorio Enterprise 2.0 con questa Ricerca si è posto l’obiettivo di approfondire le “best practice dell’innovazione” per identificare i fattori critici di successo che hanno contraddistinto l’eccellenza di alcune aziende nell’evoluzione verso l’Enterprise 2.0 e valutare l’impatto sui processi di business e sui modelli di servizio delle principali Line of Business.

    Nell’analizzare le iniziative in corso e i loro impatti sull’organizzazione, ai pareri di 113 Chief Information Officer delle principali aziende italiane, la Ricerca ha affiancato quest’anno quelli di oltre 130 Responsabili delle Direzioni aziendali (Marketing, Commerciale, Comunicazione interna, Operations, Acquisti, Amministrazione e controllo). Allo scopo di valorizzare e diffondere i casi di eccellenza, inoltre, l’Osservatorio ha promosso gli “Enterprise 2.0 Innovation Award” per premiare e dare visibilità alle aziende che si sono maggiormente distinte nell’utilizzo degli strumenti e dei principi dell’Enterprise 2.0 per cambiare processi, relazioni e comportamenti, ottenendo benefici concreti e misurabili.

    Ma quali sono gli ambiti applicativi 2.0 più utilizzati dalle aziende italiane e quanto impattano sui processi, sui comportamenti organizzativi delle persone e sulla gestione della conoscenza e delle informazioni?

    Ambiti come la Unified Communication & Collaboration e il Mobile Workspace sono ritenuti ad esempio molto rilevanti da circa la metà del campione e registrano investimenti medi significativi e in crescita, trovando un potente fattore di stimolo nella diffusione dei device mobili come smartphone, PDA, netbook e New Tablet. Proprio lo smartphone risulta ancora il più diffuso, soprattutto per il Top e il Middle Management che lo utilizzano per accedere ad applicazioni di mobile office, di comunicazione istituzionale e a semplici servizi di collaboration e community, mentre i PDA/palmari sono i principali strumenti utilizzati dalla Field Force. L’adozione dei New Tablet risulta in netta crescita, ne parlavamo anche ieri qui su questo blog, in quanto tre aziende su quattro hanno già introdotto questi dispositivi nella propria organizzazione (47%) o hanno intenzione di farlo in futuro (27%).

    E ora arriva la nota dolente.Gli strumenti di Social Network & Community, considerati strumenti rilevanti solo da un terzo del campione, registrano investimenti e trend in crescita che tuttavia, per quanto positivi, non fanno prevedere forti accelerazioni per il prossimo futuro. Interessante notare come proprio questi ultimi, che hanno conquistato il mondo consumer cambiando la modalità di comunicazione e socializzazione di intere generazioni, trovino le maggiori resistenze alla penetrazione nelle imprese le quali faticano a sfruttarne le potenzialità e a integrarli nei loro processi di business. Sappiamo che non è una sorpresa, ma siccome è da almeno da tre anni che scriviamo di queste cose, speravamo in qualcosa in più, invece non è ancora così.

    Analogamente, pur a fronte di investimenti e trend di crescita significativi in piattaforme di Enterprise Content Management, le imprese introducono e utilizzano in modo limitato (meno di un terzo del campione) gli strumenti più innovativi di Rich Enterprise Communication come videosharing, RSS, corporate blog, web tv, etc.

    A influenzare ancora fortemente la presenza e l’entità degli investimenti, nonostante la diffusione e la relativa facilità di accesso, troviamo la dimensione dell’impresa e il settore di appartenenza. Si investe maggiormente nelle aziende con più di 500 dipendenti e nel settore Finance. Tra quelle con budget inferiori, invece, significativi trend di crescita, si osservano nei settori ICT/Telco/Media, Chimico/Farmaceutico e Tessile/Abbigliamento.

    enterprise 2.0 italiaConcentriamoci più su questo grafico. In termini di benefici, i responsabili della Comunicazione interna evidenziano impatti radicali dell’Enterprise 2.0 soprattutto sulla comunicazione informativa (29%) e operativa (27%). Oltre a utilizzare strumenti di Unified Communication and Collaboration, ci sono forum e blog, podcasting e videosharing, RSS e widget. Significativo anche l’utilizzo di device mobili, in particolare da parte del Top Management, per ricevere la comunicazione istituzionale e accedere ai cruscotti gestionali e alla documentazione operativa.

    Le Direzioni Commerciali utilizzano applicazioni 2.0 soprattutto sulla gestione della forza vendita (46%) e in alcuni servizi post vendita (8%). Maggiormente usati Unified Communication e live collaboration ma anche i device mobili e i servizi di community e collaboration.

    Le Direzioni Marketing utilizzano strumenti 2.0, prevalentemente in attività di analisi e segmentazione dei clienti (20%) attraverso il monitoraggio dei comportamenti di acquisto e dei profili personali sui Social Network, l’implementazione e la misura delle campagne commerciali (30%). Nei casi più avanzati c’è un utilizzo rilevante di strumenti di web sentiment analysis, forum e blog, videosharing e web tv. I dispositivi mobile sono usati in circa la metà del campione per accedere alla documentazione operativa.

    Nelle Direzioni Operations gli strumenti 2.0 abilitano soprattutto attività maggiormente operative come la gestione delle consegne (alto impatto nel 44% del casi), della produzione (34%), dei magazzini e trasporti. Gli strumenti di Unified Communication e live collaboration sono utilizzati per il supporto a team interfunzionali con alcuni casi interessanti di utilizzo di 3D collaborative environment, affiancato da social network interni (per evidenziare le competenze e i progetti delle diverse persone).

    Nelle Direzioni Amministrazione e controllo è preferito l’utilizzo per planning e reporting, contabilità esterna e contabilità analitica, attraverso l’utilizzo di strumenti più tradizionali di Unified Communication e Live Collaboration e accesso a cruscotti gestionali e documentazione operativa attraverso dispositivi mobile.

    Infine le Direzioni Acquisti utilizzano strumenti 2.0 in attività come la gestione degli ordini, dei documenti di trasporto e delle richieste d’acquisto dei fornitori, con benefici relativi alla riduzione dei costi e tempi del ciclo passivo. Non sono molti gli strumenti utilizzati in modo rilevante, ma fra quelli più diffusi vi sono Unified Communication e Project Centric Collaboration.

    Per quanto la rilevanza delle iniziative Enterprise 2.0 sia percepita elevata e in crescita, l’analisi di diversi livelli di maturità può essere interpretata alla luce di quattro elementi fondamentali:

    • la leadership del Top e Middle Management nel promuovere le iniziative Enterprise 2.0, nel definire una vision comune e nell’influenzare i membri dell’organizzazione a modificare il loro comportamento;
    • la strategia in termini di piani e modalità di introduzione di iniziative Enterprise 2.0 e coinvolgimento dei diversi attori aziendali alla loro definizione;
    • la governance sia di sviluppo che di gestione delle iniziative in termini di ruoli, livello di partecipazione dei membri dell’organizzazione e policy di utilizzo degli strumenti;
    • gli strumenti 2.0 adottati.

    A una limitata attenzione verso questi elementi sono imputabili molti fallimenti e, soprattutto, il numero molto elevate di iniziative che, nonostante la buona volontà e l’entusiasmo iniziale restano ad un livello di sperimentazione o di utilizzo superficiale.

    L’esperienza dei casi di successo analizzati evidenza che per passare dalle sperimentazioni ai “fatti” occorre:

    • impostare la Governance di questi progetti con particolare attenzione alla partecipazione del management di business, facendo comprendere che è possibile creare valore e ottenere benefici concreti sui processi;
    • inserire e far crescere al proprio interno nuovi ruoli e professionalità che siano in grado di accompagnare e gestire il cambiamento organizzativo, e questo è un concetto molto caro non solo a noi ma a molti;
    • fornire strumenti di immediata utilità operativa, in grado di integrarsi fin da subito con i processi di business, arricchendoli di funzionalità social per migliorarne le prestazioni;
    • sfruttare il potenziale di “presa” sugli utenti dei nuovi device mobili, smartphone e tablet, per una strategia realmente multicanale in grado di raggiungere anche target non abituati o impossibilitati a utilizzare computer e notebook;
    • definire un percorso di evoluzione degli strumenti che accompagni lo sviluppo della cultura organizzativa, comprendendo quali possano essere gli elementi maggiormente motivanti per abilitare dinamiche sociali e di collaborazione presso il personale interno.

     

    Questo post è stato pubblicato anche su Cisco Idea Impresa
  • Le differenze tra Facebook, Twitter e Google+ in un’infografica

    Interessante infografica realizzata da Stefano Epifani ci aiuta a cogliere meglio le differenze tra Facebook, Twitter e Google+. Se è vero che Google+ è il fenomeno del momento, allora dare un’occhiata a questo grafico è doveroso. Quali le differenze? Si potrebbe dire che Google+ è una Cerchia.

    differenze social networkLo abbiamo già detto diverse volte qui, ossia che Google+ è sicuramente il fenomeno del momento. Molti scommettono che questo sarà l’anti-Facebook per eccellenza, ma molti altri credono che possa essere un nuovo tentativo a vuoto di Google per cercare di crearsi un varco in un settore, quello dei social network, sempre più monopolizzato da Facebook. Avevamo lanciato qui su questo blog anche una riflessione realtiva al fatto se veramente Google+ può presentarsi come vera alternativa a Facebook. Però sarebbe utile anche approfondire meglio la conoscenza di Google+, mettendolo in relazione con Facebook e Twitter e qui ci aiuta molto l’interessante infografica realizzata da Stefano Epifani. Guardiamola insieme.

    Il grafico prende in considerazione Facebook, Twitter e Google+ secondo i parametri della Relazione: e qui vediamo che quelli che per Twitter sono Follower e Following, quelli che per Facebook sono Amici e quelli che per Google+ sono Persone. Poi secondo il parametro della Condivisione notiamo le prime differenze sostanziali. E cioè che, mentre per Twitter non c’è modo di condividere nulla con gruppi o liste particolari, per Facebook sappiamo che si hanno a disposizione le Liste attraverso le quali condovidere contenuti. Su Google+ questi gruppi diventano Cerchie, ossia gruppi di persone catalogate a seconda di interessi particolari e diversi tra loro. Infatti con Google+ si ha la possibilità di rendere visibile o meno dei contennuti rispetto ad altri. Una differenza non da poco, se la paragoniamo a Facebook dove questo non è del tutto possibile.

    Seguendo il grafico, notiamo che più o meno il concetto di cui parlavamo prima si ripresenta sotto il parametro della Visibilità elementi condivisi, dove le opzioni sono molto più esemplificate su Twitter, mentre su Facebokk e Google+ si hanno a disposizione più opzioni. Secondo il parametro del Grafo Sociale le distinzioni si fanno più nette. La caratteristica distintiva è che Google+ rende la relazione un pò più selettiva, rispetto a Facebook o Twitter. E questo potrebbe essere un fattore determinante per chi volesse provare a fare una esperienza nuova con i social network e magari si vedono soddisfatte quelle esigenze che altrove non possono essere prese in considerazione.

    Gli ultimi due passaggi nel grafico aiutano ancora nel tentativo di individuare meglio le differenze. E quindi, da un lato su Twitter e Facebook quello che io inserisco è visto dai miei followers o dai miei amici, dall’altro su Google+ quello che io inserisco sarà visibile ad altri solo se io sono a mia volta presente nelle loro cerchie. Non c’è una modalità libera, per cui per il solo fatto di far parte dei contatti di un account si ha accesso ad altri dati. Su Google+ questo non è possibile. Tutto ruota attorno alle Cerchie.

    Infine, seguendo l’ultimo passaggio illustrato nell’infografica, si ripete il concetto precedente solo che è al contrario. Mentre su Twitter e Facebook vedo cioè che gli altri inseriscono, perchè sono miei followers o miei amici, su Google+ vedo quello che altri inseiriscono solo se facciamo parte della stessa cerchia. E quindi vale un pò quello che abbiamo detto prima.

    Mi sembra che attraverso questa infografica le differenze siano ben evidenti e soprattutto, in un momento in cui tutti si chiedono se Google+ sia così diverso dagli altri social network, ecco che queste domande guardando l’infografica possono trivare risposta.

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  • TheBlogTV alle “Giornate della Creatività e Innovazione”

    TheBlogTV sarà al centro dell’ attenzione con i suoi progetti di value based communities. La social media company sarà  protagonista delle Giornate della Creatività e dell’Innovazione, promosse dal Dipartimento “Innovazione ed Impresa” della Provincia di Roma, che si svolgeranno dal 23 al 26 giugno al MACRO Testaccio

    Giornate della Creatività e dell'Innovazione - Roma 23-26 giugno 2011La social media company TheBlogTV, leader nella realizzazione di progetti partecipativi che creano valore attraverso la partecipazione delle communities, parteciperà alle Giornate della Creatività e dell’Innovazione, promosse dal Dipartimento “Innovazione ed Impresa” della Provincia di Roma, che si svolgeranno dal 23 al 26 giugno al MACRO Testaccio, Piazza Orazio Giustiniani 4 a Roma, con tre progetti molto innovativi realizzati per tre clienti di spicco: Wind Business Factor per Wind, Roma Provincia Creativa per la Provincia di Roma e RomaEuropa WebFactory per Fondazione RomaEuropa. (altro…)

  • Twitter lancia il bottone Follow

    La notizia è stata data ieri sul blog ufficiale di Twitter. In pratica da oggi è possibile aggiungere il bottone Follow sul proprio sito o blog. Questo potrebbe garantire la possibilità di accrescere il numero dei vostri followers. Un’idea mica male.

    Twitter Follow ButtonNon vi è dubbio che questa è una notizia interessante. Il fatto di aumentare i propri followers è un problema che accomuna tutti quanti abbiano un account su twitter, e in Italia sono quasi 2 milioni. Aumentare il numero dei follower è importante in quanto aumenta le possibilità di allargare il proprio network e, per un’azienda, estende le possibilità di poter farsi conoscere da un numero maggiore di potenziali interessati o acquirenti. Fino ad ora il meccanismo veniva gestito in maniera tale che una volta arrivati su un sito, si guardava se il contenuto fosse interessante e se presente sui social media, quindi anche su twitter, si diventava follower. Ora questa operazione è diventata ancora più semplice, proprio con l’aggiunta del bottone follow, digitando il quale, si diventa automaticamente follower di quell’account. Niente male, direi. (altro…)

  • Cisco Idea Impresa, il valore della collaborazione

    Da pochi giorni Cisco Italia ha lanciato un nuovo progetto, Idea Impresa, un luogo attraverso il quale le persone possono scambiarsi informazioni, condividerle e interagire con esperti del settore, insieme ai dipendenti Cisco. Un bell’esempio web 2.0, che ha visto l’importante supporto di We Are Social

    Cisco-Idea Impresa-Blog per le PMIL’evento è di qualche giorno fa, il 18 maggio scorso, al quale ero stato invitato ma mio malgrado non ho potuto parteciparvi, però non potevo non parlarne. Primo perchè stiamo parlando di Cisco azienda che tutti conosciamo, leader del settore, uno dei pochi brand che nell’ultimo anno ha accresciuto la sua visibilità. E trattandosi di un brand di alto profilo, non si poteva non pensare che non facesse le cose in grande. E infatti così è stato. Per lanciare il nuovo progetto Idea Impresa, ha invitato esperti della comunicazione e del marketing con lo scopo di spiegare l’idea che sta alla base del progetto stesso. Un’idea che si può definire semplice, ma che racchiude in sè diverse possibilità: la Condivisione. Infatti per creare un luogo che fosse rivolto alle piccole e medie imprese alla ricerca di informazioni, di consigli, ma anche di un luogo dove condividere le proprie esperienze, Cisco ha realizzato insieme alla coversation agency We Are Social, Idea Impresa. Ospite d’onore, in telepresenza dagli Usa, un personaggio ed esperto di altissimo livello come Guy Kawasaki. (altro…)

  • WebUPdate, a Napoli si discute di marketing 2.0

    Vi vogliamo segnalare oggi questa interessante iniziativa che si terrà a Napoli il prossimo 18 marzo, dove si parlerà di come le aziende stanno usando i social media e il web in generale.

    Si terrà il 18 marzo 2011 a Napoli la prima edizione del WebUPdate, evento ideato dalla web agency Qadra.net in partnership con Viadeo.com, con lo scopo di illustrare i benefici e le potenzialità di un’impresa 2.0. (altro…)

  • Arriva ItaliaBuzz, il sito per il buzz marketing

    Nasce ItaliaBuzz, il sito per il buzz marketing. Un sito di social news su cui inserire le proprie notizie per poi farle votare dando loro visibilità

    Nel mondo del Web sono nate molte forme particolari di marketing, e una di questa è certamente quella del Buzz marketig. Dice Wikipedia: ” il buzz marketing è quell’insieme di operazioni di marketing non convenzionale volte ad aumentare il numero e il volume delle conversazioni riguardanti un prodotto o un servizio e, conseguentemente, ad accrescere la notorietà e la buona reputazione di una marca. Consiste cioè nel dare alle persone motivo di parlare circa un prodotto o servizio e nel facilitare quelle conversazioni. (altro…)

  • Come i Blogger usano i Social Media

    Prendiamo in considerazione Lo Stato della Blogosfera 2010 di Technorati per avere un’idea più chiara di come i blogger usano i social media.

    Sempre nell’ottica di come si usano i social media, oggi vogliamo dare uno sguardo a quale uso ne fanno uso i blogger. Strumenti essenziali per chi scrive sul proprio blog per meglio diffondere i propri articoli e per avere la possibilità di poter raggiungere un sempre più ampio pubblico, fidelizzandolo nel tempo. Sempre più spesso si sente parlare in queso periodo della fine dell’era de blog, soppiantato da facebook o twitter. Mi sento di dire che non è così, anzi sono tanti gli indicatori che l’era del blog non è finita, anzi, sarebbe il caso di parlare invece di nuova vita dei blog. Ma diamo insieme un’occhiata ai dati raccolti da Technorati Media, The State of the Blogospehere 2010. (altro…)

  • Investire in Visibilità

    La necessità di avere un sito web è sicuramente quella di avere più visibilità, quindi essere facilmente o quasi riconoscibili. Allora ha senso spendere un sacco di soldi quando poi il sito è invisibile?

    Investire in VisibilitàQuesto è ormai un problema che chiunque deve affrontare se vuole, e secondo me deve, dotarsi di un sito web per poter meglio rendere visibile la propria attività e anche la propria immagine. In un altro post ho trattato del perchè avere un sito web è necessario, e di come la rilevanza di contenuti ben strutturati di per sè è già un bel passo verso la visibilità ambita. Ma guardando bene la situazione attuale, oltre che essere inficiata da una scarsa fiducia (ancora!) verso il web e in particolar modo verso il web 2.0, ci si accorge facilmente che siti che sono stati messi su con un notevole esborso economico, sono quasi invisibili. L’investimento in questo senso si rivela inutile e anche dannoso perchè dietro un bel sito in html o in flash non è stato previsto un minimo di strutturazione dei contenuti per far scattare la molla della visibilità. Allora vedi che molti siti stanno sul web “parcheggiati” sensa che nessuno sappia della loro esistenza.  (altro…)