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  • Meta, addio al fact checking e abbraccia il modello di X

    Meta, addio al fact checking e abbraccia il modello di X

    Meta elimina il fact-checking e adotta il modello delle Community Notes, ispirate a X di Elon Musk. Una svolta che potrebbe ampliare la libertà di espressione, ma aumentare il rischio di disinformazione.

    Le iniziative di Meta, mentre si avvicina all’insediamento di Donald Trump, come nuovo presidente Usa, continuano. E questa tempistica indica un progressivo allineamento da parte della società di Mark Zuckerberg verso la parte politica che sostiene Donald Trump.

    Se qualche giorno fa era chiara questa tendenza con la nomina di Joel Kaplan al posto del dimissionario Nick Clegg, quello che stiamo per vedere ne è solo la chiara conferma.

    Meta, l’azienda madre di Facebook e Instagram, ha annunciato di aver preso una decisione che potrebbe ridisegnare ancora di più il panorama della moderazione dei contenuti online, e dei social media in generale.

    Mark Zuckerberg, CEO e fondatore di Meta, ha dichiarato l’intenzione di smantellare il programma di fact-checking negli Stati Uniti, introducendo un nuovo modello che si rifà direttamente alla filosofia di libertà di espressione promossa da Elon Musk su X (ex Twitter). L’esempio è per rendere più chiaro il concetto di cosa si sta parlando.

    Una scelta che apre interrogativi su come verrà gestito il fenomeno della disinformazione e sulla strada che intende percorrere da oggi Meta.

    Meta, addio al fact checking e abbraccia il modello di X
    Meta, addio al fact checking e abbraccia il modello di X

    La fine di un modello: dal fact-checking al controllo delle community

    Introdotto nel 2016, il programma di fact-checking di Meta era stato pensato per contrastare la disinformazione attraverso la collaborazione con oltre 90 organizzazioni indipendenti in più di 60 lingue.

    Un modello che non è stato privo di casi eclatanti, ma che in realtà si affidava a realtà certificate.

    Zuckerberg ha invece evidenziato i limiti del sistema, criticandone l’inefficacia e l’eccessiva censura dei contenuti. La nuova strategia che Meta intende adottare prevede l’adozione di “Community Notes”, un sistema ispirato a quello di X, che consente agli utenti di aggiungere contesto ai post potenzialmente fuorvianti.

    Questa svolta è stata giustificata con la necessità di “tornare alle nostre radici sulla libertà di espressione”.

    L’obiettivo è ridurre le restrizioni su temi controversi come l’immigrazione e l’identità di genere, affidando alla comunità il compito di moderare e contestualizzare i contenuti. Ma può una strategia del genere garantire la creazione di un ambiente informativo affidabile?

    Il trasferimento in Texas: un cambio di prospettiva

    Parallelamente, Meta ha annunciato il trasferimento del team dedicato alla moderazione dei contenuti dalla California al Texas. Questo spostamento riflette una scelta non solo logistica, ma anche simbolica.

    La California, tradizionalmente associata a una cultura progressista e alla regolamentazione tecnologica, lascia il posto al Texas, uno stato noto per le sue posizioni più conservatrici.

    Zuckerberg mira a dissipare le percezioni di parzialità politica nella moderazione dei contenuti. Ma non solo.

    Questa mossa è stata interpretata da molti come un ulteriore passo verso un allineamento con l’approccio di Elon Musk, che ha trasformato X in una piattaforma più permissiva e meno vincolata da regole rigide. E, guarda caso, anche Musk ha trasferito i suoi team da San Francisco al Texas, proprio a sottolineare il contrasto alle politiche portate avanti dall’attuale governatore Gavin Newsom.

    Lo stesso Musk ha aspramente criticato Newsom la scorsa estate proprio su X.

    Libertà di espressione o disinformazione?

    L’allineamento con il modello di X porta inevitabilmente a un confronto.

    Da quando Musk ha adottato una filosofia di libertà di espressione pressoché illimitata su X, la piattaforma è stata oggetto di critiche per la diffusione di disinformazione e discorsi d’odio.

    Ora Meta sembra avviarsi su un percorso simile, cercando di bilanciare libertà di parola e responsabilità sociale.

    Il sistema “Community Notes” si propone come un’alternativa partecipativa al fact-checking tradizionale, ma presenta rischi molto elevati.

    Affidarsi soltanto a quella che possiamo definire “saggezza collettiva” potrebbe amplificare i bias e aprire la porta a manipolazioni, specialmente su argomenti politicamente divisivi. Che è praticamente quello che si vede su X, accompagnato da una corposa modifica dell’algoritmo in questo senso.

    Questo nuovo modello rappresenta una scommessa per Meta, che rischia di compromettere la fiducia degli utenti in nome di una libertà di espressione più ampia e, paradossalmente, poco garantita.

    Il video di Zuckerberg e il “ritorno alle radici”

    In un video pubblicato il 7 gennaio 2025, Zuckerberg ha dichiarato:

    • Ritorno alle radici della libertà di espressione: nel video Zuckerberg ha sottolineato l’intenzione di “tornare alle nostre radici e concentrarci sulla riduzione degli errori, semplificando le nostre politiche e ripristinando la libera espressione sulle nostre piattaforme”.
    • Sostituzione dei fact-checker con Community Notes: il CEO di Meta ha annunciato che i fact-checker saranno sostituiti con “Community Notes” simili a quelle utilizzate su X, a partire dagli Stati Uniti.
    • Critica ai fact-checker esistenti: Zuckerberg ha affermato che i fact-checker erano diventati “troppo politicamente di parte” e che c’erano “troppi errori e troppa censura”.
    • Riferimento al panorama politico: il fondatore di Facebook (il vecchio nome di Meta) ha menzionato le recenti elezioni, sostenendo che queste rappresentano un “punto di svolta culturale” verso una nuova libertà di parola.

    Questi cambiamenti riflettono un allineamento con l’approccio di Elon Musk su X, enfatizzando una maggiore libertà di espressione e riducendo le restrizioni sui contenuti.

    Una scelta che ha il sapore di strategia politica

    La nomina recente di Joel Kaplan, noto per le sue affiliazioni al Partito Repubblicano, a capo degli Affari Globali di Meta, offre ulteriori indizi sulla direzione strategica dell’azienda.

    Kaplan, vicino all’amministrazione Trump, potrebbe guidare Meta verso un’apertura alle posizioni conservatrici, rafforzando l’idea di una piattaforma meno regolamentata e più allineata alle dinamiche politiche statunitensi attuali.

    Quali saranno i nuovi scenari

    L’abbandono del fact-checking tradizionale da parte di Meta rappresenta un cambiamento che avrà ripercussioni non solo sull’ecosistema dei social media, ma anche sull’informazione digitale globale.

    In uno scenario in cui piattaforme come X e Meta si allontanano da politiche di moderazione stringenti, si rischia di assistere a un aumento della polarizzazione e della disinformazione, mettendo alla prova la capacità degli utenti di distinguere il vero dal falso.

    Molti sostengono che questa strategia potrebbe anche stimolare una maggiore partecipazione della comunità, spingendo gli utenti a diventare parte attiva del processo di moderazione.

    Ma resta da vedere se questa libertà di espressione ampliata sarà in grado di convivere con la necessità di garantire un ambiente digitale sano e informato.

    Ricordiamoci che Meta, a differenza di X, conta oltre 3 miliardi di utenti solo su Facebook e di oltre 2 miliardi di utenti su Instagram. Stiamo parlando di due delle piattaforme più usate al mondo, da giovani e da meno giovani. Si tratta di due piattaforme dalle quali gli utenti si informano su ciò che accade, tanto nel mondo quanto vicino casa.

    Conclusione

    La decisione di Meta di smantellare i team di fact-checking e abbracciare un modello simile a quello di X rappresenta una svolta che potremmo definire “epocale”, senza esagerazione.

    Tra promesse di maggiore libertà e rischi di disinformazione dilagante, il futuro dell’informazione sui social media si preannuncia quanto mai incerto.

    Zuckerberg ha scelto di percorrere una strada nuova, che lo pone in rotta di collisione con sfide enormi. Si intende sotto il profilo della fiducia da parte degli utenti e da parte delle aziende che investono sulle piattaforme. Elemento non da poco quest’ultimo.

     

  • Il ritmo di crescita dei Social Network, importanti i primi 3 anni [Infografica]

    Il ritmo di crescita dei Social Network, importanti i primi 3 anni [Infografica]

    Con la diffusione dei dispositivi mobili che ci permettono di essere connessi ogni giorno, cresce anche l’uso dei social network che aumentano sempre di più in termini di users. Silverpop ne ha raccolti 20 tra i maggiori e ne ha visto la crescita negli anni, vediamo cosa ne è venuto fuori

    Ne parlavamo proprio qualche giorno fa, a proposito di una recente ricerca di comScore sul crescente uso di smartphone in Europa e in Italia, con l’aggiunta del fatto che aumenta tra questi possessori anche chi possiede un tablet, è inevitabile il riflesso che questo comporta sulla crescita dei Social Network. Il nostro paese ad esempio è tra quelli che vanta il maggior uso dei social network proprio via mobile. E quindi la ricerca di Silverpop che ha raccolto 20 tra i più popolari social network, dimostra proprio questo stretto legame. Alle persone piace essere connessi col proprio social network preferito, ma anche di essere liberi di poterlo fare ovunque.

    Facebook e Twitter sono ormai i grandi protagonisti del panorama dei Social Network con, rispettivamente, 1 miliardo e 500 milioni di users, ma l’aspetto su cui si concentra questa ricerca è un social network cresca in maniera costante nei primi sei anni ed è fondamentale crescere nei primi tre anni di vita. Questo per far si che il progetto possa poi mostrarsi solido e duraturo capace di attrarre nei primi anni dal lancio un numero in crescita costate di utenti. Se guardiamo LinkedIn, ad esempio, notiamo che è uno l’unico a non essere mai riuscito a triplicare il numero degli utenti anno per anno, come invece è successo ad altri, capace però di mantenere ritmi di crescita e di fare il salto di qualità verso il terzo-quarto anno. E oggi LinkedIn è uno dei social network più importanti e seguiti.

    L’analisi effettuata su 20 social networks rivela che 9 su 11 sono cresciuti nei primi tre anni di vita e 5 di questi ha continuato a crescere anche nei successivi tre anni. Come abbiamo imparato la crescita costante del numero degli utenti determina poi il valore reale di un social network, ecco perchè è essenziale che questo ritmo rimanga costante proprio nei primi anni. Un esempio su tutti è Twitter capace di crescere al ritmo di otto volte le sue dimensioni tra il terzo e il quarto anno di vita. Facebook nello stesso periodo di vita è cresciuto di 6 volte e Tumblr invece è cresciuto di 4 volte.

    Chi ha poi puntato molto proprio sul Mobile, come Foursquare, il social network di geolocalizzazione, ha visto raddoppiare la sua base di utenti proprio nell’ultimo anno, questo anche per il fatto che l’unico che poteva contrastarlo, Gowalla, è praticamente uscito di scena essendo stato acquisito da Facebook. Anche Instagram, una delle mobile app più usate, sempre proprietà di Facebook, ha visto raddoppiare il suo numero di utenti tra il primo e il secondo anno, proprio in virtù dell’acquisizione da parte del social network di Zuckerberg. Pinterest, vero astro nascente tra i social network, è stato capace di 25 milioni di utenti in meno di tre anni. Google Plus è cresciuto raggiungendo la cifra di 400 milioni di utenti.

    Questo il quadro complessivo di questa interessante ricerca che a quanto pare mostra un panorama tra i social network comunque in crescita. Certo sarà interessante vedere cosa succederà nei prossimi anni. Voi che ne pensate? Chi credete che saprà mantenere costante la sua crescita e chi no?

    Crescita-social-network-primi-tre-anni

  • Facebook, la volatilità del prezzo e i lockup che incombono

    Facebook, la volatilità del prezzo e i lockup che incombono

    Quella che doveva passare alla storia come una delle quotazioni in borsa di maggior successo, a soli tre mesi dall’effettivo ingresso a Wall Street, rischia di trasformarsi in un clamoroso flop. Il titolo Facebook in poco tempo ha perso quasi il 50% del suo valore iniziale e dopo il primo lockup c’è stata la corsa alle vendite. E non è escluso che l’episodio possa ripetersi alla prossima scadenza, quella del 29 ottobre

    Facebook NasdaqPrima di tutto diamo una definizione semplice di lockup. Per lockup si intende “periodo di tempo nel quale è proibito al management e ad importanti investitori la vendita delle proprie azioni. Generalmente il periodo di lock-up ha una durata di 180 giorni“. Quindi un vincolo alle vendite delle azioni da parte del management dell’azienda. Il primo lockup che riguardava il titolo Facebook (NASDAQ:FB) è scaduto lo scorso 16 agosto, ed è stata una corsa alle vendite. Si perchè se da una parte il titolo andava male, sin dal primo giorno di quotazione, il momento della prima scadenza è suonato un pò come “Liberi tutti!” e chi ha potuto s’è liberato della patata bollente, passandola di mano e andando a riscuotere una cifra di guadagno che altrimenti si sarebbe assottigliata sempre di più. (altro…)

  • I buoni ricavi di Facebook nel Q2 serviranno per il futuro [Infografica]

    I buoni ricavi di Facebook nel Q2 serviranno per il futuro [Infografica]

    Facebook nel secondo trimestre, Q2, ha continuato a guadagnare, non che questo fosse in dubbio. Ma molti nonostante l’esperienza non certo felice a Wall Street si aspettavano di certo numero più bassi. Di sicuro questi guadagni saranno utili nel prossimo futuro

    facebook-q2Come sapete, qualche giorno fa sono stati resi noti i dati finanziari di Facebook relativi al secondo trimestre del 2012, dati che sono di grande importanza in quanto sono i primi dati finanziari resi pubblici da quando Facebook è stata quotata in Borsa. I dati senza dubbio sono molto positivi, 1,2 miliardi di dollari di ricavi nonostante la quotazione in Borsa non sia stata, almeno fino a questo momento, delle più felici. Si è partiti con una quotazione di 38 dollari, da molto giudicata molto alta, fino a raggiungere, dopo tanti dati negativi, il prezzo di 24 dollari per azione. E’ evidente che un periodo così breve in Borsa, nonostante sia stato negativo, non poteva avere un riflesso così evidente, ma è certo che gli investitori sono preoccupati, soprattutto se l’andamento dovesse rimanere questo. Statista ha realizzato questa interessante infografica che vi presentiamo oggi e sintetizza tutto il Q2 di Facebook. (altro…)

  • Facebook acquisisce anche l’italiana Glancee

    Facebook acquisisce anche l’italiana Glancee

    Facebook all’indomani dell’inizio del suo roadshow per spiegare la sua IPO che aprirà l’ingresso a Wall Street tra un paio di settimane, fa un altro passo importante verso il Moble acquistando Glancee giovane startup co-fondata nella Silicon Valley da due italiani, Alberto Tretti e Andrea Vaccari

    Glancee join Facebook

    La notizia arriva nella tarda notte italiana ma è di quelle che ci interessa davvero da vicino. Neanche il tempo di finire di parlare del roadshow che Facebook starebbe per iniziare per spiegare ai suoi investitori la IPO e il prossimo sbarco in Borsa previsto per il 18 Maggio, che arriva la notizia che Facebook ha acquisito anche Glancee, una giovane startup creata da due italiani, Alberto Tretti e Andrea Vaccari, in Silicon Valley appena due anni fa. Un altro grande passo che compie Facebook verso la creazione di una forte posizione nel settore Mobile, un settore fino a poco tempo fa poco consono alle caratteristiche del popolare social network. Ma con la prossima quotazione in Borsa, Facebook lancia la sfida ai suoi diretti competitor e con una azione rapida quanto agguerrita, mette a segno, dopo Instagram, un altro grande colpo con l’acquisto di Glancee. (altro…)

  • Facebook, 901 milioni di utenti e profitti in calo. Si è raggiunto il picco?

    Facebook, 901 milioni di utenti e profitti in calo. Si è raggiunto il picco?

    Facebook ha presentato ieri una modifica al S-1, documento finanziario fondamentale per lo sbarco in borsa. E si scopre che ha raggiunto i 901 milioni di utenti, 500 da mobile, ma i profitti sono in calo del 12%, da 233 a 205 milioni di dollari. Ma i ricavi pubblicitari sono in rialzo del 37%

    Facebook S-1Facebook ha presentato nella giornata di ieri una modifica al documento S-1, il fondamentale documento finanziario utile per lo sbarco a Wall Street, dal quale viene fuori una fotografia aggiornata sullo stato attuale di Facebook. Intanto la prima notizia è che sono stati raggiunti i 901 milioni di utenti al mese (241 di essi solo in Europa), in crescita del 33% se paragoniamo il dato allo stesso periodo del 2011 quando gli utenti erano 680 milioni. Il traguardo del miliardo di utenti si avvicina e rimane stabile la previsione di raggiungerlo, a questi ritmi, entro la fine di questo anno. 526 milioni sono gli utenti attivi nella media giornaliera e 500 milioni provengono dal mobile.  (altro…)

  • Tech All Stars Competition, 12 startup selezionate dalla Commissione Europea

    Tech All Stars Competition, 12 startup selezionate dalla Commissione Europea

    Vi segnaliamo questa notizia che sappiamo potrà interessare molti. La Commissione Europea ha avviato un bando di selezione, Tech All Stars Competition, dal quale verranno selezionate 12 startup che avranno modo di ricevere finanziamenti europei e di essere affiancati da esperti e imprenditori

    Tech All Stars Competition - Best startups from EULa Commissione Europea sta cercando di realizzare progetti che possano creare condizioni ottimali per startup e possibili investitori, anche in virtù della prossima Agenda Digitale Europea, che si terrà a giugno a Bruxelles. E in questo contesto nasce Tech All Stars Competition che mira a identificare 12 startup che avranno l’opportunità di ricevere forme di finanziamento dall’UE, ma anche di entrare in contatto con imprenditori ed esperti di successo e anche con potenziali investitori. (altro…)

  • Google Project Glass, nuovo terreno di scontro con Facebook e Apple

    Google Project Glass, nuovo terreno di scontro con Facebook e Apple

    Google rivela il suo Project Glass che permette la augmented reality, la realtà aumentata, ancora in fase di prototipo, con potenzialità enormi. Tali da rivoluzionare il mondo della tecnologia. E Apple cosa farà? E anche Facebook resterà a guardare? Ecco che si profila un nuovo terreno di scontro

    Google Project Glass - logoGoogle Project Glass presentato ieri in fase di sperimentazione, ma molto vicino all’idea finale, è veramente qualcosa di fantascientifico che “estende” la realtà, rendendola a portata di mano, anzi a portata di occhio. Perchè stiamo parlando di occhiali, speciali, normali solo apparentemente, che una volta indossati ci permettono di interagire direttamente con tutto ciò che ci circonda, comunicare e condividere con altri in tempo reale ciò che osserviamo, video-chiamare e mostrare sempre in tempo reale ad altri ciò che stiamo osservando in quel momento. Il video che è stato diffuso per la presentazione spiega benissimo quello di cui stiamo parlando. In un paio di occhiali abbiamo smartphone e tablet, il che significherebbe rivoluzionare non poco il mondo della tecnologia. La domanda quindi sorge spontanea. Cosa farà Apple, resterà a guardare? E Facebook? Proprio ieri vi parlavamo del progetto del motore di ricerca, ma di fronte ad un mossa del genere cosa farà Zuckerberg? (altro…)

  • E Yahoo! fa causa a Facebook per violazione di brevetti

    E Yahoo! fa causa a Facebook per violazione di brevetti

    Yahoo! l’azienda titolare del popolare motore di ricerca attacca Facebook accusandola e portandola in giudizio per una serie di violazioni di brevetti di sua proprietà che riguardano la pubblicità, la privacy e il social networking. L’azione legale arriva dopo un ultimo appello da parte di Yahoo per un accordo

    Yahoo!E’ proprio il caso di dire che quando il novizio, Facebook, cerca di dar fastidio a un pioniere della rete, Yahoo!, il rischio è quello di andare non solo in tribunale, ma anche quello di vedersi costretti a pagare milioni di dollari, sempre che le accuse trovino riscontri e violazioni oggettive. Ma intanto la notizia è già di per sè eclatante. E per Facebook non sarebbe una bella notizia, proprio nel momento in cui lo sbarco in Borsa è sempre più vicino. Già perchè notizie come queste potrebbero comportare conseguenze finanziarie di un certo rilievo e non sarebbe davvero un bel debutto per Zuckerberg. Ma vediamo i fatti. Yahoo! accusa Facebook di violazione di ben 10 brevetti di sua proprietà che riguardano pubblicità, privacy e social networking. In sostanza da Palo Alto avrebbero agito senza alcuna licenza, in barba al proprio partner come è nei fatti Yahoo! (altro…)

  • LinkedIn conta 150 milioni di utenti registrati e raddoppia i ricavi

    LinkedIn conta 150 milioni di utenti registrati e raddoppia i ricavi

    Nel comunicato che illustra i dati finanziari relativi al quarto trimestre del 2011, LinkedIn annuncia di aver raggiunto i 150 milioni di utenti registrati. Una crescita costante da quando lo scorso anno superò i 100 milioni di utenti. E i ricavi sono aumentati del 115%

    LinkedIn - LogoLinkedIn continua a crescere affermandosi sempre di più come unico grande social business network. Nel comunicato relativo al quarto trimestre finanziario dell’azienda, LinkedIn annuncia di aver raggiunto i 150 milioni di utenti, confermando il trend di crescita iniziato nel marzo dello scorso anno quando toccò la soglia dei 100 milioni di utenti. In media gli utenti registrati sono cresciuti di oltre 5 milioni e mezzo al mese negli ultimi 9 mesi del 2011, facendo un calcolo ad occhio. Ma altra notizia interessante è che i ricavi sono aumentati del 115% arrivando alla cifra di 522 milioni di dollari. Il fatturato è cresciuto del 105% passando dagli 81,7 milioni di dollari arrivando a 167,7 milioni di dollari. (altro…)