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  • Usa e Cina, ecco cosa prevede l’accordo su TikTok US

    Usa e Cina, ecco cosa prevede l’accordo su TikTok US

    Con una telefonata tra Trump e Xi Jinping è stata raggiunta l’intesa su TikTok US. L’accordo prevede l’80% a investitori USA, ByteDance al 19,9%; board a maggioranza USA, dati ospitati su Oracle, algoritmo in licenza. Le prossime tappe verso metà dicembre.

    Così come era stato anticipato qualche giorno fa, il presidente Trump e il presidente Xi Jinping si sono sentiti al telefono, ieri 19 settembre 2025.

    Dopo mesi di tensioni e ipotesi concrete di un ban totale, la telefonata tra il Presidente americano Donald Trump e il Presidente cinese Xi Jinping ha ufficialmente sancito un accordo su TikTok negli Usa. Un accordo che apre la strada a un nuovo modello di governance per la popolare piattaforma video.

    L’intesa, come emerge dalle notizie a disposizione, non si limita a evitare il blocco TikTok negli Usa, ma tende a determinare nuovamente il controllo e la sicurezza dei dati.

    Trump e l’accordo con la Cina

    Come abbiamo detto qui dall’inizio di questa vicenda, quindi dall’inizio del nuovo mandato del presidente Trump, la vicenda TikTok andava considerata all’interno di una visione geopolitica. Il contesto internazionale è cambiato in maniera repentina.

    La politica dei dazi dell’amministrazione americana ha contribuito a rendere il clima internazionale sempre molto teso, specialmente con la Cina.

    Ecco che l’accordo in questo senso segna un segnale diplomatico importante tra i due paesi. Un segnale che si estende ai dazi, alla politica finanziaria e commerciale tra le due potenze e anche sul fronte politico.

    Usa e Cina, ecco cosa prevede l'accordo su TikTok US
    Trump e Xi Jinping – Immagine realizzata con ChatGPT-5

    La telefonata tra i due capi di stato

    La telefonata tra i due capi di stato è stata descritta da entrambe le parti come “molto produttiva”.

    Il Presidente Trump ha confermato l’approvazione dell’accordo da parte di Xi Jinping tramite un annuncio su Truth Social, evidenziando il successo delle negoziazioni.

    Dal canto suo, la stampa cinese, attraverso l’agenzia Xinhua, ha sottolineato la richiesta di Pechino per un “ambiente equo” per le aziende cinesi, ribadendo un principio di non-discriminazione.

    Questa dinamica evidenzia la natura di compromesso dell’accordo: un riconoscimento della sovranità cinese sull’azienda proprietaria (ByteDance) a fronte di una concessione sostanziale sul controllo delle operazioni americane.

    Cosa prevede l’intesa su TikTok US

    Il quadro negoziale ricomposto in queste ore riprende i termini già circolati in primavera. In sintesi:

    • Nuova entità “TikTok U.S.” con sede negli Stati Uniti.

    • Capitale: 80% a investitori USA, ByteDance al 19,9% come singolo socio più grande ma minoranza sotto la soglia legale.

    • Consiglio di amministrazione a maggioranza statunitense con un membro designato dal governo USA come presidio di sicurezza nazionale.

    • Scadenze: estensione del termine di enforcement al 16 dicembre e finestra di chiusura 30-45 giorni secondo stime riportate da CNBC.

    Usa e Cina, ecco cosa prevede l'accordo su TikTok US
    Usa e Cina, ecco cosa prevede l’accordo su TikTok US

    Chi sono gli investitori

    Nel consorzio che rileverà il controllo compaiono Oracle e fondi come Silver Lake e Andreessen Horowitz; sul fronte degli azionisti già presenti nel capitale ByteDance che confluirebbero nella nuova struttura risultano SIG, General Atlantic, KKR.

    La combinazione esatta delle quote potrà variare all’atto finale, ma l’architettura “80/20” è oggi la più accreditata.


    Il consorzio americano per TikTok US

    La gestione della nuova entità TikTok US sarà affidata a un consorzio di aziende statunitensi, a riprova del forte controllo che il governo USA intende esercitare. I principali attori in gioco sono:

    • Oracle Corp.: non si limita a fornire i server, ma sarà il principale partner tecnologico, assumendo un ruolo di garante della sicurezza dei dati.
    • Andreessen Horowitz: importante società di venture capital che porterà la sua esperienza nel settore tecnologico e della governance aziendale.
    • Silver Lake Management: società di private equity con una solida esperienza nella gestione di investimenti strategici e nella ristrutturazione di grandi aziende.

    L’operatività di TikTok US in mano a Oracle

    Tutti i dati degli utenti statunitensi saranno trasferiti e ospitati esclusivamente su server situati negli Stati Uniti. L’infrastruttura di cloud computing sarà gestita da Oracle, un partner tecnologico cruciale che ha già lavorato al “Project Texas” per la sicurezza dei dati. Questo passaggio è centrale per eliminare ogni rischio di accesso esterno ai dati sensibili degli utenti americani.

    Come sarà gestito l’algoritmo di TikTok US

    È il punto più delicato. La Cina limita l’export di algoritmi e l’intesa, per come filtrata, non trasferirebbe l’algoritmo a TikTok US, ma prevederebbe una licenza d’uso dell’IP da parte di ByteDance.

    Questo schema soddisfa la normativa cinese ed evita uno scontro frontale, ma riapre il tema americano: basta una licenza per considerare interrotto il legame operativo con la Cina come voleva il legislatore USA, o resta un canale di influenza? È la domanda su cui, verosimilmente, si misurerà la tenuta politica e legale dell’accordo.

    La posizione ufficiale di ByteDance

    La società ringrazia i due presidenti e promette collaborazione “per garantire che TikTok rimanga disponibile per gli utenti americani tramite TikTok U.S.”. Un linguaggio che rafforza l’idea di uno spin-off locale e di una transizione tecnicamente guidata, senza blackout del servizio.

    Cosa resta da chiarire

    1. Licenza e controllo effettivo: chi decide tempi, criteri di aggiornamento e audit dell’algoritmo licenziato.

    2. Composizione finale del board e poteri speciali del rappresentante governativo.

    3. Iter normativo e eventuale passaggio parlamentare.

    4. Tempistiche reali di migrazione verso una eventuale app “US-only”, come ipotizzato in alcune ricostruzioni giornalistiche.

    Le prossime tappe verso l’accordo definitivo

    Trump e Xi dovrebbero vedersi all’APEC in Corea a fine ottobre.

    Se la finestra 30-45 giorni dovesse reggere (secondo anche WSJ), l’intesa potrebbe essere formalizzata prima della nuova scadenza di metà dicembre, chiudendo un dossier che impatta direttamente su 170 milioni di utenti americani e sull’ecosistema dei creator negli Usa.

    In conclusione, l’accordo su TikTok potrebbe rappresentare per Trump l’esempio di una potenziale crisi che si trasforma in un’opportunità strategica.

    Invece di un blocco totale, si è optato per una soluzione che mira a proteggere gli interessi americani pur mantenendo la piattaforma accessibile. Questo modello, che mette insieme la continuità del servizio con un controllo sulla gestione dei dati e sulla governance, potrebbe costituire un esempio per il futuro. Un modello che alla fine non compromette l’innovazione e garantisce l’uso della piattaforma a milioni di utenti.

    Il problema è adesso vedere quanto tutto questo reggerà. Perché quando c’è di mezzo Trump il condizionale è d’obbligo.

  • E-commerce, ecco i mercati più grandi del mondo

    E-commerce, ecco i mercati più grandi del mondo

    Remarkety, piattaforma e-commerce per il data driven marketing, ha realizzato una ricerca, con relativa infografica, che mostra i mercati dove l’e-commerce è più grande. Forse non sarà una sorpresa per voi, ma la Cina è il paese dove il fenomeno è più forte, gli Usa sono secondi. L’Italia è fuori dai primi 10.

    L’e-commerce è ormai un fenomeno in forte crescita in tutto il mondo che nel 2014 faceva registrare un valore di oltre 1.200 miliardi di dollari. Anche nel nostro paese il fenomeno è in forte crescita, anche se restiamo ancora indietro in Europa in termini di penetrazione del fenomeno. E per conoscere quali sono i paesi, i mercati, dove l’e-commerce è più forte, Remarkety, società che ha realizzato una piattaforma e-commerce per il data driven marketing, ha realizzato una ricerca, e la relativa infografica (che trovate in fondo al post), in cui vengono evidenziati i paesi in cui l’e-commerce è effettivamente un fenomeno affermato, con una certa maturità, se si può dire così. La ricerca ha preso in esame diversi elementi tra i quali anche la penetrazione mobile in ogni paese o anche le abitudini di acquisto degli utenti.

    E allora si scopre, forse nemmeno con tanta sorpresa, che al primo posto di una classifica di dieci, la Cina è il mercato più grande con un valore di 506,66 miliardi di dollari. E’ chiaro che il fattore popolazione, specie in questo caso, conta parecchio in termini di dimensione del mercato. Gli utenti internet in cina sono 600 milioni e il 75% di essi prima di acquistare qualcosa online preferisce ricevere una mail con una promozione, elemento utile da sapere dunque. E proprio per questo gli acquisti vengono effettuati da mobile (33% da smartphone e 33% da tablet) proprio perchè da questi dispositivi è possibile controllare meglio la propria casella di posta elettronica. Inoltre, l’età media in Cina degli utenti che acquistano online è di 25 anni.

    e-commerce-mercati-mondo

    Al secondo posto in questa classifica troviamo gli Usa, che solitamente si pensi siano il mercato più grande in termini di e-commerce ma non è così. Negli Usa il valore del commercio online è di 349,06 miliardi di dollari e il 28% degli utenti effettua acquisti online da dispositivi mobili. Nonostante quasi 200 milioni di utenti online, c’è da dire però che solo il 28% delle piccole imprese ad oggi riesce a vendere online, anche se la ricerca registra anche che il 57% dei negozi americani vende anche online. Molti utenti poi considerano importante il fatto di poter controllare i prodotti che acquisteranno online in un negozio a loro vicino.

    Al terzo posto troviamo il Regno Unito che è poi il mercato più grande in Europa. In Uk il valore dell’e-commerce è di 93,89 miliardi di dollari con il 28,6% degli utenti che effettua acquisti online da dispositivi mobili. Le vendite online sono già il 13% dell’economia del Regno Unito e sono il 14% delle vendite al dettaglio. PayPal è il sistema di pagamento più usato, poi carta di credito. Non è più diffuso il pagamento in contanti alla consegna, cosa invece ancora molto presente in Russia. Più di un terzo delle vendite in Uk si verificano dopo le 18, quindi dopo la giornata lavorativa e a quanto pare l’invio di email promozionali funziona meglio se lo si effettua proprio nelle ore serali.

    In quarta posizione troviamo il Giappone che si distingue per il fatto che in questo paese si registra la percentuale più alta di utenti che effettua acquisti da smartphone, il 46% delle vendite le si effettua proprio da questo dispositivo mobile. Il valore dell’e-commerce in Giappone è di 79,33 miliardi di dollari. L’80% circa della popolazione online in Giappone fa acquisti online.

    Potete poi scorrere gli altri dati dall’infografica.

    Come avrete notato, in questa classifica a 10 manca il nostro paese. Con 11 milioni di utenti che fanno abitualmente acquisti online, e 22 milioni che fanno almeno un acquisto online nella loro vita, il valore dell’e-commerce in Italia per il 2015 sarà di 15 miliardi di euro, quindi 16,9 miliardi di dollari. Ecco perchè spiegato il motivo per cui non rientra nella classifica a dieci, visto che il decimo paese è il Brasile con un valore di 18,8 miliardi di dollari.

    L’e-commerce nel nostro paese è in forte crescita, nel 2014 il valore era di 13,2 miliardi di dollari, e sta crescendo molto il fenomeno del mobile commerce. Il valore delle vendite da mobile supera i 2 miliardi di euro e fa registrare una incidenza complessiva del 10% sul totale. La penetrazione del fenomeno complessivo dell’e-commerce resta ancora molto bassa, attestandosi intorno al 3,5%.

    Siamo lontani dai numeri che abbiamo appena visto dalla ricerca. Da una parte pesa il fatto che sono ancora tante le attività che non scelgono l’opportunità di vendere online e, tra chi già lo fa, spesso pesa anche la carenza di servizi adeguati. Dall’altra, dal lato utente, pesa anche una livello di fiducia non ancora ai livelli del Giappone, tanto per fare un esempio. Ma siamo sicuri che migliorando i servizi e soprattutto la qualità dei servizi, anche nel nostro paese l’e-commerce potrà assumere una dimensione paragonabile a quella di Uk, Germania o Francia.

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  • Facebook ha un problema: non è più attraente tra i giovani

    E’ ormai da diverse settimane che se ne discute e dunque il problema, comunque, lo si affronti c’è, esiste. Facebook ha un problema coi giovani, nel senso che gli utenti che appartengono alla fascia d’età 13-17 anni stanno abbandonando il social network più popolato del web. Negli Usa si registra un calo di oltre il 25% e comunque Facebook è in calo del 3% in generale

    Da diverse settimane il dibattito su cui si concentrano gli analisti e gli esperti che si occupano di dati sul web e sui social network è il calo di Facebook tra gli utenti più giovani. I dati sono tanti, così come le argomentazioni, varie e a volte anche contraddittorie. Allora oggi vogliamo semplicemente fare un piccolo punto sulla situazione, perchè il dibattito negli Usa continua e perchè GlobalWebIndex nei dati che fanno riferimento al Q4 dei Social Media negli oltre 30 paesi monitorati, sulla base di un’ampia fascia d’età compre tra 16-64 anni, evidenzia anche un calo generale, di poco, ma comunque c’è.

    Allora partiamo subito con i dati diffusi qualche giorno fa da iStrategyLabs, digital agency di Washington, che a distanza di tre anni dalla pubblicazione del report “Facebook Demographics & Statistics“, è tornata a misurare le fasce di età degli utenti per notare quanto fossero mutate. L’agenzia ha usato la piattaforma di advertising della piattaforma per vedere come e se fossero mutati i dati raccolti nel 2011. Ebbene, nel volerli sintetizzare, diciamo che:

    • i teens, gli utenti appartenenti alla fascia d’età 13-17 anni, sono diminuiti del 25,3% in tre anni;
    • nello stesso periodo invece, si registra una forte crescita tra gli over 55: +80,4% in tre anni.

    facebook-calo-giovani-2014

    Il calo del numero degli utenti tra i più giovani è quindi quantificabile in 3 milioni, mentre l’aumento degli over 55 è di quasi 13 milioni. Dunque di gran lunga compensato il calo dei teens e si spiega tra questi dati anche la crescita su base triennale di Facebook, in generale, del 22%.

    facebook-calo-giovani-aumentano-over-55-statista

    La grafica realizzata da Statista sui dati di iStrategyLabs rende meglio l’idea e vedete che Facebook aumenta soprattutto nelle fasce superiori ai 25 anni d’età, mentre è in calo anche tra i 18-24 anni dell’8%.

    Ma dicevamo in apertura di questa piccola analisi che Facebook ha dei problemi anche nel 2013. Infatti, sempre partendo dai preziosi (e fondamentali!) dati di GlobalWebIndex, Facebook al netto dei dati del Q4, ultimo trimestre del 2013, perde il 3% tra gli utenti.

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    Come potete notare, e lo vedete anche dal titolo della chart, Instagram fa registrare una crescita a doppia cifra nel 2013: +23%. Ed è l’unico a crescere in doppia cifra con Reddit che cresce del 13%. Come notate anche voi, in questa chart facebook si trova nelle posizioni basse, ossia quelle posizioni che evidenziano un calo. Sempre del 3% sono in calo anche YouTube e vkontakte (Russia). Per non parlare di MySpace, anzi non ne parliamo.

    In crescita tutti gli altri. E cresce anche Google+, ad esempio, con +6% nel 2013; sempre del 6% crescono anche Pinterest e Tumblr. Crescono anche i social network cinesi, Sina Weibo (+6%) e Tencent Weibo (+9%) e di questi ultimi ne abbiamo parlato anche nella nostra breve panoramica sui Social Media e nel Mondo in questo inizio 2014.

    Cresce anche Twitter, ma solo del 2%, decisamente al di sotto delle aspettative.

    Per concludere, Facebook ha un problema, evidente, tra i giovani ormai attratti da altre piattaforme, soprattutto quelle di messaggistica istantanea e abbiamo visto in effetti come la crescita del Mobile nel 2013 sia stata proprio grazie a queste piattaforme. Ma più in generale, Facebook ha comunque dei problemi evidenziati dal calo del 3%, non tantissimo è vero, ma pur sempre un segno negativo visto nell’ottica del prossimo traguardo (a febbraio) dei 10 anni di vita.

    Allora, voi che ne pensate? Che idea vi siete fatti in proposito? Raccontateci cosa ne pensate!

  • Social Media nel 2014, ritorno alle relazioni [Infografica]

    Social Media nel 2014, ritorno alle relazioni [Infografica]

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    Come ci comporteremo nel 2014 sui Social Media? E’ questa la domanda che sta alla base del sondaggio che Heart+Mind Strategies ha condotto negli Usa. Il 72% degli intervistati sostiene che nel 2014 userà i Social Media per costruire e mantenere relazioni. Quindi meno attenzione alle attività superflue

    Ora che le feste sono passate (sperando davvero che le abbiate trascorse bene), ora che anche l’ultimo panettone è stato scartato e mangiato, è il caso di riprendere i nostri ritmi di tutti i giorni e quindi di tornare a parlare dei nostri argomenti con voi, anche in questo 2014. E proprio a proposito di nuovo anno e argomenti che siamo soliti trattare, Social Media per l’appunto, oggi vi vogliamo parlare di questo recente sondaggio che Heart+Mind Strategies, agenzia di comunicazione americana, ha condotto tra il 12 e il 15 Dicembre 2013, sulla base di 1.013 persone (501 uomini e 512 donne) di età superiore ai 18 anni. Scopo del sondaggio era capire come gli utenti che usano i Social Media si comporteranno nel 2014. Tenuto conto della recente ricerca di Pew Research che a fine anno ha pubblicato dati secondo cui il 73% degli utenti internet americano usa i Social media, questo sondaggio risulta ancora più interessante. E anche se  non interessa strettamente noi italiani, crediamo che sia utile comunque conoscerlo insieme.

    Il sondaggio mette in evidenza che il 72% degli intervistati ha deciso che nel 2014 userà i Social Media in maniera diversa, ma come? Semplicemente ritornando alle origini, alle origini di quello che era il senso vero dei social network, ossia mantenere e costruire nuove relazioni tra persone. Forse vi potrebbe apparire banale, ma riflettendoci non lo è. E se con l’aiuto dell’infografica guardiamo meglio le risposte alle domande poste dal sondaggio, allora il tutto diventa più lineare anche con qualche sorpresa.

    Quindi, le prime tre cose che gli utenti Social Media intervistati voglio fare sono:

    • restare in contatto con la famiglia (56%);
    • restare in contatto con amici (55 %);
    • riallacciare rapporti con vecchi amici con cui negli anni si sono persi i contatti (32%).

    Risposte che come detto prima potrebbero apparire banali, ma viste nell’ottica in cui i Social Media si sono evoluti negli anni introducendo sempre nuove attività che alla fine finiscono per distrarre e distogliere quasi l’attenzione rispetto a quello che è lo scopo per cui i social network sono nati, ossia mettere e mantenere in contatto le persone.

    Dopo le cose che voglio fare, ecco le cinque cose che gli utenti Social Media vogliono fare meno nel 2014:

    • leggere i commenti di celebrità, sportivi o politici (38%);
    • trovare il proprio partner (30%);
    • perdere tempo (27%);
    • leggere i commenti di aziende o brand (26%);
    • controllare o raccogliere informazioni sugli altri (22%).

    Di conseguenza, nel 2014, le persone hanno forse intenzione a curare la propria intimità, le proprie relazioni dirette, curandosi meno di tutto il resto, di quel “rumore” di cui si parlava all’inizio che spesso diventa anche assordante. E sempre richiamandoci allo studio di Pew Research da cui è venuto fuori che il 73% degli utenti americano usa i Social Media, di cui il 42% usa due o più tra Facebook, LinkedIn, Pinterest, Twitter e Instagram, questo sondaggio non ci dice che gli utenti intervistato useranno meno i Social Media nel 2014, ma li useranno meglio, ritornando un po’ alle origini. Più qualità nelle relazioni che non quantità rumorosa.

    Da questo sondaggio è utile comunque fare qualche considerazione dal lato business, rivolto alle aziende che usano i Social Media e che nel 2014 vorranno farlo ancora meglio. L’insegnamento principale è quindi quello di fare attenzione alla qualità con cui utilizzate questi strumenti, meglio dunque dotarsi di una strategia orientata a questo obiettivo rispetto a tante attività che forse potrebbe rivelarsi poco produttive se non proprio inutili. Quindi, val la pena di:

    • concentrarsi sulla qualità delle vostre conversazioni: gli utenti tenderanno ad eliminare il superfluo, di conseguenza non serve tempestare di post o di tweets, meglio crearne di meno ma di qualità;
    • concentrarsi sulle relazioni: aiutare quindi i vostri interlocutori ad usare i social media per ottenere ciò che vogliono, ossia mantenere e costruire le proprie relazioni. E questo è possibile anche comunicando al meglio, dal punto di vista della qualità, i vostri prodotti o servizi.

    Siamo sicuri che questo sondaggio abbia suscitato già molto la vostra curiosità e la vostra attenzione e noi siamo davvero interessati a conoscere il vostro parere, le vostre opinioni. Anche perchè il sondaggio ci dice che tra quello che voglio i “millennials” e i “social media addicted” da questo 2014 non c’è molta differenza nelle risposte, se non nell’ordine delle stesse.

    Allora voi che ne pensate?

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  • Yahoo batte Google, non accadeva da cinque anni

    Yahoo batte Google, non accadeva da cinque anni

    Secondo quanto rilevato da comScore, nel mese di Luglio 2013 Yahoo! è risultato essere più più visitato di Google. In termini di visitatori unici, Yahoo! è stato visitato da quasi 197 milioni di persone, mentre Google si ferma a 192 milioni. Il dato è ancora più interessante se si pensa che questo non si verificava ormai dal 2008

    Immaginate cosa ha potuto esclamare Marissa Mayer, CEO di Yahoo! quando ha saputo di questo risultato, per lei in primis, eccezionale? Ovviamente “Yahoooooooo!“. Infatti, non ci poteva essere esclamazione di gioia più adatta di questa a sottolineare il fatto che Yahoo! ha battuto Google, il più grande motore di ricerca della rete. Stiamo parlando degli Usa, certo, ma la notizia è sensazionale comunque, proprio perchè si tratta di due rivali molto agguerriti. E agguerrita è stata certamente la conduzione dell’azienda da parte di Marissa Mayer, proprio ex di Google, tra l’altro, culminata nell’acquisizione della piattaforma di blogging Tumblr, acquisizione che fece molto discutere anche per il prezzo, ossia 1,1 miliardi di dollari.

    yahoo-logo

    Comunque, restando sulla notizia, Yahoo, secondo quanto rilevato da comScore, nel mese di Luglio 2013 è risultato essere, in termini di visitatori unici, il sito più visitato con quasi 197 milioni di visitatori. al secondo posto, si piazza Google, con 192 milioni di visitatori unici. Segue poi Microsoft, 179 milioni e 600 mila, e poi Facebook con 142 milioni di visitatori.

    Come ha sottolineato Marketing Land, questo dato non si registrava negli Usa dal 2008, ossia da 5 anni.

    yahoo google luglio 2013 comscore

    Pensate che nel mese di giugno Google era a 193 milioni e Yahoo! a 189 milioni; nello stesso periodo del 2012 Google era a 190 milioni mentre  era terza con 163 milioni di visitatori. Ora a vedere i dati odierni, si è trattato davvero di un bel balzo in avanti.

    Molti hanno subito pensato che questo risultato fosse stato condizionato dall’acquisizione di Tumblr da parte di Yahoo!, ma da comScore hanno escluso che questo dato specifico abbia avuto alcuna influenza, trattandosi di un dato che viene fuori da una serie di fattori come anche lo stesso periodo preso in considerazione.

    Come dire, si potrebbe essere di fronte ad un caso. Ma sta di fatto che comunque sia la strategia della Mayer ha comunque riportato Yahoo a poter competere con Google quasi ad armi pari, almeno per quando riguarda l’advertising e quindi il settore search.

    Ora, tutti ad attendere i dati del prossimo mese per verificare la tenuta di Yahoo oppure se si sia trattato davvero di un caso. Staremo a vedere.

  • Lady Liberty arriva a Milano per il 4 Luglio

    Lady Liberty arriva a Milano per il 4 Luglio

    In occasione della Festa del 4 Luglio, il Giorno dell’Indipendenza degli Stati Uniti d’America, il Consolato Americano in Italia con sede a Milano realizza un video divertente in cui la Statua della Libertà viene ricevuta dal Console Generale Scott e dall’Ambasciatore Thorne. Il video verrà trasmesso alle 18 a Milano a Palazzo Isimbardi

    Oggi 4 Luglio è la Festa d’Indipendenza degli Stati Uniti d’America che è anche la Festa di Compleanno degli Usa che compiono oggi 237 anni. E per l’occasione il Consolato Americano con sede a Milano ha realizzato un video divertente, che vedete in alto, un video certamente meno istituzionale, ma ugualmente rispettoso delle istituzioni e dei valori americani.

    Il video Lady Liberty Comes To Milan è il risultato della passione e della partecipazione di tutti i dipendenti del Consolato. E’ stato realizzato in-house, utilizzando le normali videocamere in commercio e registrato al Consolato ed in giro per Milano. Lo staff si è trasformato in un cast di attori non professionisti per dare volti diversi a Lady Liberty in visita a Milano e raccontarne la storia. Il Console Generale Kyle Scott l’ha incontrata per strada e le ha dato indicazioni, l’Ambasciatore David Thorne l’ha accolta in Consolato con una stretta di mano molto hip hop.

    lady-liberty-milano

    Lady Liberty ha visitato gli uffici del Consolato, passeggiato per Milano e preso i mezzi pubblici e partecipato al Milano Pride. In Piazza Duomo ha visto la statua sulla facciata che alcuni ritengono abbia ispirato Bartholdi e in largo Donegani ha partecipato ad una marcia dei dipendenti del Consolato riuniti con le bandiere dei 50 stati. E’ stata avvistata da Monica Sala DJ di RadioMonteCarlo che ne ha dato notizia durante il suo programma… insomma, sono state giornate intense per Lady Liberty!

    Il video è un modo per celebrare un’importante festa nazionale senza prendersi troppo sul serio, pur nel pieno rispetto delle istituzioni e dei valori degli Stati Uniti e ci è molto piaciuto questo spirito che abbiano voluto scriverne anche noi qui sul nostro blog.

    Il video è stato presentato ieri all’evento ufficiale del Consolato al Castello Sforzesco e verrà proiettato durante la festa organizzata da Easy Milano oggi 4 luglio a Palazzo Isimbardi. Inoltre è pubblicato sul profilo Facebook, su Twitter (@USConsMilan) e sul canale YouTube.

    L’occasione del video è anche per celebrare la riapertura al pubblico della Statua della Libertà a New York.

    Lady Liberty

    Dal 28 ottobre 1886 Lady Liberty, alta 93 metri e visibile fino a 40 chilometri di distanza, accoglie le navi che arrivano a New York con il loro carico di sogni e di speranza. Le saluta da Liberty Island con la fiaccola, simbolo del fuoco eterno della libertà e il libro con la data del «JULY IV MDCCLXXVI» (4 luglio 1776). Ai piedi, le catene spezzate simbolo della liberazione dal potere del sovrano dispotico e in testa la corona a sette punte, che rappresentano i sette mari ed i sette continenti.

    La Statua della Libertà venne donata dai francesi agli Stati Uniti d’America come segno dell’amicizia tra i due popoli nel 1886 in commemorazione della dichiarazione d’Indipendenza di un secolo prima. L’idea della statua fu di Edouard René de Laboulaye ma fu il giovane scultore, Frédéric Auguste Bartholdi, che ne disegnò il primo progetto.

    Lady Liberty ha un passato europeo e forse un legame con Milano, Firenze e l’Italia. La Statua della Libertà presenta una notevole somiglianza con un’opera di Camillo Pacetti che si trova a Milano, sulla facciata del Duomo, a sinistra del portale maggiore. La scultura di Pacetti si intitola La Legge Nuova e fu collocata sulla facciata del Duomo nel 1810.  La somiglianza tra le due statue è impressionante: entrambe reggono nella mano destra alzata una torcia e presentano il capo cinto da una corona di raggi.

    I francesi preferiscono pensare Bartholdi si sia ispirato al Colosso di Rodi. Alcuni testi inglesi parlano del San Carlone ad Arona e i toscani ribadiscono che la fonte d’ispirazione di Bartholdi fu la Statua della Libertà della Poesia, in Santa Croce a Firenze, di Pio Fedi.

     

     

  • Spreaker raggiunge 1 milione di utenti registrati

    Spreaker raggiunge 1 milione di utenti registrati

    Spreaker che seguiamo ormai da tempo ha annunciato oggi di aver raggiunto 1 milione di utenti registrati. La startup bolognese si così porta in primo piano nell’ambito dei servizi online internazionali

    spreaker logoSiamo particolarmente felici nel dare questa notizia anche perchè seguiamo Spreaker praticamente da quando è nata e abbiamo sempre seguito con interesse tutte le varie tappe che ne hanno segnato il percorso in crescita di questa startup nata a Bologna nel 2010, molto conosciuta e usata in Italia e anche negli Usa. Spreaker è la piattaforma che ti permettere di creare podcast LIVE e di condividerli e distribuirli facilmente in Rete e oggi ha annunciato di aver raggiunto 1 milione di utenti registrati. Una uova tappa importante per la startup bolognese che, grazie a questo nuovo traguardo, si porta in primo piano nel panorama internazionale dei servizi sul web.

    Un milione di utenti registrati, una FanPage con più di 25 mila like, 500 mila iscritti attraverso l’app di Facebook, la grande forza del prodotto sta nella sua estrema semplicità d’uso e nel grande potenziale di utilizzo.

    Ogni mese sulla piattaforma si contano più di 48 mila ore di registrazione: i produttori, in maggioranza americani e italiani, raccontano e si confrontano su svariati temi d’attualità: dalle recenti elezioni presidenziali negli Stati Uniti, alla cronaca dell’ultima partita della squadra del cuore, alle trasmissioni tech per gli amanti della Rete e delle ultime novità in ambito mobile.

    Artisti come i Ting Tings hanno presentato in diretta mondiale il loro primo album chattando con i fans e ricordando attraverso alcuni brani chiave il loro percorso discografico; i protagonisti delle primavere arabe hanno portato le loro testimonianze in diretta dalle piazze delle rivoluzioni, gli Indignados hanno raccontato attraverso la piattaforma l’occupazione delle principali piazze spagnole.

    Quindi non solo musica e intrattenimento ma anche informazione e attenzione ai fatti che accadono nel mondo, con la possibilità di veicolare e condividere messaggi in audio e interagire con utenti da ogni parte del mondo. Questa la grande forza di Spreaker.

    Per il 2013 l’azienda ha come obiettivo incrementare la crescita degli utenti focalizzandosi sul miglioramento dell’offerta mobile che avrà sempre maggiori tool professionali per un’ottima qualità della registrazione. Allo stesso tempo verranno migliorati gli strumenti web per favorire ed arricchire l’esperienza utente.

    A questo punto non ci resta che fare i complimenti allo straordinario team di Spreaker e augurare traguardi ancora maggiori. E ovviamente noi saremo qui a raccontarveli!

  • WorldForum 2012 a Napoli per parlare di famiglia, infanzia ed educazione

    WorldForum 2012 a Napoli per parlare di famiglia, infanzia ed educazione

    Esperti provenienti da tutto il mondo si danno appuntamento a Napoli dal 26 al 29 Novembre 2012, al WorldForum 2012, per parlare di Famiglia, Infanzia ed Educazione. L’evento è organizzato da IFCW e Mentoring USA – Italia onlus, in collaborazione con la Fondazione L’albero della Vita

    Dal 26 al 29 novembre si svolgerà a Napoli, nel Palazzo dei Congressi della Stazione Marittima, la ventitreesima edizione del WorldForum 2012, International Forum for child welfare, il forum internazionale sul benessere del bambino organizzato da IFCW e Mentoring USA – Italia onlus (host) in collaborazione con la Fondazione L’albero della Vita (co – host). L’evento che vedrà la partecipazione di tanti esperti di welfare dell’infanzia e delegati provenienti da varie nazioni del mondo, torna in Italia, stavolta nella città partenopea, dopo ventuno anni e ha come tema “La famiglia, l’infanzia e l’educazione al centro delle nuove sfide dello sviluppo sociale: scenari globali, migrazione e cittadinanza attiva”.

    La Regione Campania, attraverso l’Assessorato all’Assistenza sociale, ha scelto di sostenere la realizzazione dell’evento posto Sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica italiana.

    Il WorldForum sarà un percorso di incontri, approfondimenti, momenti di condivisione e dibattito e vedrà l’alternanza di sessioni plenarie e workshop dove analizzare le specifiche tematiche e confrontarsi sulle buone prassi per un mondo a misura di bambino.

    L’Evento si avvarrà, tra gli Altri, dell’intervento del Senatore Al Gore, ex Vice presidente degli Stati Uniti d’America, attraverso un contributo video rivolto particolarmente alle nuove generazioni.

    Sono previsti due Eventi speciali: “The person who changed my life” e “Invisible Heroes Awards”.

    L’iniziativa “The Person Who Changed my Life” (La persona che ha cambiato la mia vita) è ispirata all’omonimo libro di Matilda Raffa Cuomo che raccoglie contributi emozionanti e coinvolgenti di Personalità (Bill Clinton, Andrea Bocelli, Whoopi Goldberg, ecc.) che testimoniano come nella loro vita la vicinanza di un Mentore ha influenzato significativamente il raggiungimento del loro successo umano e professionale. Matilda e Sergio Cuomo, presidente del Comitato Organizzatore del WorldForum, insieme alle altre Personalità, si racconteranno.

    L’ ENI, Ente Nazionale Idrocarburi, ha voluto sostenere questo evento culturale e formativo e in quell’occasione, il presidente del Gruppo, l’ingegnere Giuseppe Recchi racconterà del proprio mentore.

    A chiusura del Forum il programma prevede una Cena e una Cerimonia di consegna di riconoscimenti agli “Eroi invisibili”. L’iniziativa è dedicata a Coloro, che nella vita si sono distinti per aver operato, con umiltà e discrezione, al servizio dei più deboli e degli emarginati. Una serata che faccia quindi conoscere storie poco note ma incredibili, che sappiano educare e ispirare.

  • Ecco come è andata l’elezione di Obama su Twitter

    Ecco come è andata l’elezione di Obama su Twitter

    Twitter direttamente dal suo blog ufficiale diffonde qualche dato sulla notte elettorale che ha visto la riconferma alla Casa Bianca di Barack Obama. Oltre 327 mila tweets al minuto il picco massimo e poi l’immagine che accompagna l’annuncio ufficiale da parte di Obama che supera i 500 mila retweet

    Four-more-year---oltre-500-mila-RTObama è stato rieletto presidente degli Stati Uniti d’America e sicuramente, così come nel 2008, anche stavolta il web ha giocato un ruolo significativo in questa tornata elettorale. E lo dimostrano anche i dati diffusi dal blog ufficiale di Twitter che fa il punto della situazione sui tweets e i retweets della lunga notte elettorale americana. Il picco più alto si è toccato alle 23:19, ora americana, toccando i 327.452 tweets al minuto (TPM) e corrisponde al momento in cui i networks americani danno l’ufficialità della rielezione di Barack Obama. Ma c’è un momento invece che ha spopolato e che sta ancora spopolando su Twitter ed è lo status che Obama ha postato poco prima di dare lui l’annuncio ufficiale, dove si legge “Four more years” con l’immagine che abbiamo usato anche noi stamattina per dare la notizia, Obama che abbraccia la moglie.

    Nel momento in cui dal blog di Twitter vengono diffusi i dati, questo tweet era stato retwittato oltre 455 mila volte, ma adesso ha superato i 500 mila RTs e si candida ad essere lo status più retwittato della storia di Twitter. E certamente il numero di RT crescerà ancora.

    Gli altri dati:

    85.273 TPM -23:12 (ora locale) – chiusura dei seggi in Iowa

    69.031 TPM – 21:33 (ora locale) – chiusura in Pennsylvania e Wisconsin

    65.106 TPM – 20:03 (ora locale) – chiusura dei Sondaggi in vari stati e chiusura in altri stati dei seggi

    Ancora una volta su Twitter gioca un ruolo importante anche in un evento come questo, a conferma che la sua vocazione ad informare rimane sempre più centrale e anche i grossi network si stanno avvicinando a questo servizio con un piglio diverso, comprendendone le opportunità che esso offre.

  • Sui Social Media vince ancora Barack Obama

    Sui Social Media vince ancora Barack Obama

    Ormai mancano poche ore per conoscere chi sarà il 45° Presidente degli Stati Uniti d’America, ma sui Social Media sembra che il presidente uscente, il democratico Barack Obama, possa essere riconfermato. Ed è proprio in queste ultime ore che Obama sta raccogliendo consensi sul web

    Obama Romney Social MediaGià qualche settimana fa, quando si era nel vivo dei dibattiti televisivi, avevamo dato un’occhiata su quale fosse lo stato della sfida tra i due contendenti alla Casa Bianca in queste elezioni presidenziali 2012, Barack Obama, democratico, e Mitt Romney, repubblicano. E avevamo preso i dati, con relativa infografica, raccolti da Compete che ci delineava anche quali fossero i profili dei votanti. Ma ormai siamo arrivati agli sgoccioli, mancano infatti poche ore e il Big Tuesday sta entrando nel vivo. Mentre lo spettro del 2000, quando l’indecisione degli Usa produsse un finale all’ultimo voto tra Al Gore e George Bush che poi la spuntò. Ma sul web e sui Social Media in particolare, gli americani hanno già deciso chi sarà il nuovo presidente Usa. Quindi diamo un’occhiata per saperne di più. (altro…)