Autore: Franz Russo

  • Ecco a chi si rivolge Bee, il nuovo editor di MailUp [Video]

    Ecco a chi si rivolge Bee, il nuovo editor di MailUp [Video]

    Continuiamo a conoscere in anteprima Bee, il nuovo editor di MailUp, azienda leader in Italia per quanto riguarda l’email marketing, attraverso l’intervista esclusiva rilasciata da Matteo Bettoni, CTO di MailUp, a Franz Russo di InTime. Oggi scopriamo a chi si rivolge il nuovo editor

    Il nostro viaggio alla scoperta, in anteprima, di Bee, il nuovo editor di MailUp, azienda leader in Italia per l’email marketing, continua grazie all’intervista esclusiva rilasciata da Matteo Bettoni, CTO di MailUp, a Franz Russo, curatore e fondatore di InTime. La video intervista che stiamo conoscendo insieme a voi, ad episodi, è l’occasione per approfondire la conoscenza di questo nuovo editor che si preannuncia innovativo ma di facile ed immediato utilizzo.

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    E dopo aver conosciuto i punti di forza, averne apprezzato i vantaggi nell’usare il nuovo editor, oggi è la volta di scoprire a chi si rivolge effettivamente il nuovo editor Bee, in sostanza cogliamo l’occasione per capire chi potrà trovare vantaggio effettivo nell’usare questo nuovo editor. Ci verrebbe da dire a tutti, ma ascoltiamo il brano che vi proponiamo oggi che vedete in alto in copertina.

    E Matteo Bettoni risponde così alla domanda:

    [dropcap]S[/dropcap]enz’altro quelli che non hanno modo di formarsi sulla programmazione. Ma anche chi è già esperto, e mastica bene di html, potrà trovare in Bee una tale semplicità d’uso, velocità ed immediatezza che, ne siamo certi, lo conquisterà”.

    In sostanza Bee si rivolge a figure che lavorano nella comunicazione, e non solo, che vogliono concentrarsi esclusivamente sui contenuti, avendo a disposizione uno strumento facile da usare, anche senza conoscere particolari linguaggi di programmazione. Tutto è orientato verso la velocità e la praticità di utilizzo.

    Il nuovo editor “Bee” di MailUp verrà rilasciato in versione pubblica Beta prossimamente. I clienti di MailUp potranno potranno trovare maggiori informazioni su mailup.it.

    Continueremo ancora nei prossimi giorni a proporvi nuovi brani per scoprire ancora a fondo tutte le novità in anteprima del nuovo editor.

  • Riparte stasera Reputescion, ospite di Andrea Scanzi è Gianluigi Nuzzi

    Riparte stasera Reputescion, ospite di Andrea Scanzi è Gianluigi Nuzzi

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    Riparte stasera, ore 22, la nuova stagione di “Reputescion – Quanto vali sul Web?”, il programma condotto da Andrea Scanzi che in 16 puntate valuterà, su base scientifica, la reputazione sul web degli ospiti, della cultura, della politica, dello spettacolo, che via via si alterneranno, scoprendo cosa si dice di loro

    Dopo il successo di pubblico e di critica ottenuto ottenuto nella passata stagione che abbiamo seguito insieme a voi con grande interesse, Reputescion – Quanto vali sul Web?, il programma condotto da Andrea Scanzi, torna per la terza stagione con 16 nuove puntate per valutare, su base scientifica, la reputazione on line di altrettanti ospiti, personaggi di spicco del mondo della politica, della cultura, della società e dello spettacolo, offrendogli la possibilità di “origliare” cosa si dice di loro sul web e misurare la forza d’impatto di ciò che dicono o scrivono.

    Protagonista della prima puntata è Gianluigi Nuzzi, giornalista di razza, autore di inchieste di rilievo internazionale, attualmente conduttore del programma di cronaca Quarto Grado.

    La ricerca sulla reputazione on line è fatta, su base scientifica, dall’Osservatorio REDDS con la collaborazione di Ventura Research Institute e di Reputation Manager, unica società italiana che ha introdotto il concetto di “ingegneria reputazionale”, ovvero quell’analisi della reputazione on line dei brand e delle figure di rilievo pubblico.

    Reputescion offre allo spettatore la possibilità di interagire con il programma, di fruire di contenuti extra (informazioni sull’ospite e info-grafica sulla sua web reputation) grazie alla sezione “HyperSync” presente  nell’App gratuita La3.

    Per commentare la puntata su Twitter l’hashtag è #reputescion.

    Potrete seguire la trasmissione dalla piattaforma Sky, canale 153, oppure via Digitale Terrestre, canale 134.

  • La Notte degli Oscar 2014 su Twitter. Tra Grande Bellezza e selfie

    La Notte degli Oscar 2014 su Twitter. Tra Grande Bellezza e selfie

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    Su Twitter la notte degli Oscar 2014, #Oscars, rimane sempre uno degli eventi più seguiti e anche stavolta non delude. I tweets complessivi sono stati 14,7 milioni in circa tre ore e mezza. Ma quello che passerà alla storia non è solo l’Oscar a “La Grande Bellezza” di Sorrentino, ma il selfie di Ellen DeGeneres: oltre 3,5 milioni di condivisioni!

    Si potrebbe dire che su Twitter questa passerà alla storia come la Notte dei Selfie, ormai non solo più una moda ma un fenomeno incontenibile. Ma non poteva essere diversamente, se ci pensate. Ormai l’elevata tecnologia dei nostri dispositivi mobili e l’effettiva possibilità con essi di raccontare ciò che accade intorno a noi sui Social Media in qualsiasi momento, ci offre questo rislutato. E così, su Twitter, l’86esima edizione degli Academy Awards passerà alla storia per un selfie postato su Twitter, diventando il tweet più condiviso della storia. Difficile biasimare Ellen DeGeners, attrice e presentatrice ormai da qualche anno della cerimonia della consegna degli Oscar, che appena ha avuto l’occasione di fotografarsi con attori come Brad Pitt, Angelina Jolie, Bradley Cooper (quello che regge il Samsung con cui viene scattata la foto), Meryl Street e tutti gli altri che sicuramente riconoscete nel selfie, non ha perso l’attimo. Nasce così il selfie più twittao della storia:

    Oltre 2,4 milioni di RT, quasi 1,2 di preferiti. Numeri da capogiro e che difficilmente saranno superati, almeno in questo anno. Pensate che nel 2013 il tweets più condiviso era stato quello di Lea Michele, la fidanzata di Cory Monteith, che ricordava con un foto l’attore scomparso, che ottenne quasi 800 mila condivisioni (tra RTs e preferiti). Ma con il selfie della DeGeners siamo a cifre inarrivabili.

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    E, anche se domani Nielsen ci darà tutti i numeri della manifestazione, la Notte degli Oscar tra le 20,30 (ora locale ovviamente) e la mezzanotte fa registrare su Twitter 14,7 milioni di tweets. E dopo lo spettacolo, i followesr della DeGeners sono aumentati di ben 47 volte, arrivando ad essere 26,7 milioni di followers.

    E comunque sia il selfie ha dominato la serata, date un’occhiata qui.

    E veniamo adesso al grande momento della serata, ossia l’Oscar a “La Grande Bellezza”, il film di Paolo Sorrentino che riporta la prestigiosa statuetta in Italia dopo 15 anni. L’ultimo a vincerla fu appunto “La Vita è Bella” di Roberto Benigni. Da notare la parola “bellezza” che lega i due film italiani, quasi un segno distintivo anche se temi differenti.

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    #LaGrandeBellezza ha totalizzato finora 27 mila tweets (dati Twitter), anche se sono diversi gli hashtag lanciati spontaneamente per seguire la serata. Ad esempio, #SkyCinemaOscar è quello che aggrega il maggior numero di tweets con 57.300 tweets. Ma anche su questi dati attendiamo maggiori lumi dalle società leader in Italia nella misurazione delle conversazioni.

    Gli attori in nomination più twittati sono stati:

    • Jennifer Lawrence
    • Brad Pitt
    • Alfonso Cuarón
    • Cate Blanchett
    • Sandra Bullock

    Mentre i film più twittati sono stati:

    • Gravity
    • Frozen
    • 12 Years a Slave
    • Dallas Buyers Club
    • The Wolf of Wall Street

    E voi avete seguito la Notte degli Oscar? Cosa ne pensate?

  • Ecco quanto è digitale il Vino italiano [Infografica]

    Ecco quanto è digitale il Vino italiano [Infografica]

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    Oggi, grazie alla ricerca di FleishmanHillard Italia, una delle più importanti società di comunicazione, conosciamo la classifica riguardo alla presenza online delle prime 25 aziende vinicole selezionate per fatturato. Si evidenzia più quantità che qualità sui social network; ancora poco sfruttato l’e-commerce

    L’ultima volta che ci siamo occupati di vino e digital è stato un paio di anni fa con una ricerca che mirava a scoprire quali fossero i luoghi digitali che più parlavano di vino, scoprendo che sui social network se ne parlava poco. Oggi ritorniamo sull’argomento, con dati aggiornati, grazie alla ricerca di FleishmanHillard Italia, una delle più importanti società di comunicazione a livello mondiale, che ha analizzato, fino al novembre 2013, la presenza e le attività online delle prime 25 aziende vinicole italiane per fatturato, secondo l’ultima indagine annuale condotta da Mediobanca (aprile 2013). Stiamo parlando di un settore strategico per l’economia del nostro paese e vale quasi 9 miliardi di fatturato annuo.

    Le caratteristiche che sono subito risultate evidenti è che, rispetto alla ricerca a cui facevamo riferimento prima, sui social network si registra molta più quantità che qualità, infatti la maggior parte delle aziende vinicole usa i social media ma poche badano alla cura dei contenuti; e che in questa ricerca le aziende vinicole prese in esame devono ancora lavorare molto in ottica storytelling, attività necessaria per raccontarsi e farsi conoscere meglio, e resta molto da fare in ottica e-commerce, ancora poco sfruttato. Buono invece l’approccio al Mobile. Va detto che non mancano casi di eccellenza, ma l’impressione è che ancora molto si deve fare per “digitalizzare” al meglio il settore del vino.

    [dropcap]Q[/dropcap]uesta ricerca evidenzia il dinamismo e la capacità di cambiamento del settore vinicolo italiano. Tuttavia il processo di digitalizzazione è ancora di fase di consolidamento e per ora il comparto sembra essere più caratterizzato dalla quantità che dalla qualità, pur non mancando casi di eccellenza”, ha commentato Alessandra Fremondi, Senior Consultant e responsabile dell’area Food&Beverage di FleishmanHillard Italia. “Le principali opportunità che vediamo sono rappresentate da strategie di comunicazione basate su un adeguato storytelling, dall’e-commerce e, soprattutto in ottica esportazione, dalla capacità di rispondere alle peculiarità digital dei diversi mercati, inclusi motori di ricerca e social network”.

    L’analisi, svolta sia su parametri qualitativi che quantitativi delle principali società del settore del vino Made in Italy, ha messo in luce il primato online della Compagnia De’ Frescobaldi, seguita da Masi Agricola, Mezzacorona, Gruppo Santa Margherita e P. Antinori.

    In basso potete vedere la classifica completa delle 25 aziende vinicole analizzate, mentre in basso potrete consultare l’infografica con tutti gli altri dati.

    classifica-indagine-vino

    Altri caratteri salienti che la ricerca ha evidenziato riguardano i siti aziendali e da questo punto di vista si è notato che:

    • quasi tutte le aziende hanno compreso l’importanza della fruizione del sito da dispositivi mobili, non dimenticando che, secondo i più recenti dati rilasciati da Iab Italia, oggi il 41% della popolazione attiva su Internet accede non solo da pc ma anche da terminali diversi, smartphone e tablet;
    • l’ottimizzazione dei siti (Search Engine Optimization), che consente di comparire tra le prime pagine nei motori di ricerca, è un elemento che ad oggi resta solo parzialmente sviluppato dalle aziende. Infatti, solo la metà dei siti analizzati ha un Google PageRank soddisfacente, e il numero di link-in che rimandano ai siti è ancora piuttosto esiguo;
    • resta invece quasi del tutto non presidiata, con solo 1 azienda sulle 25 considerate, la disponibilità sul sito corporate di un servizio di e-commerce direttamente gestito dalla società.

    Per quanto riguarda l’approccio ai Social Media, l’indagine evidenzia che:

    • le aziende vinicole prese in esame hanno in buona parte mosso i primi passi verso il mondo social, mostrando in generale una buona presenza sulle principali piattaforme. Dal punto di vista quantitativo, in testa alla classifica dei social network è presente Facebook, utilizzato da 17 aziende su 25, seguito subito dopo da YouTube con 15 aziende e solo in terza posizione da Twitter, usato da 11 aziende;
    • l’analisi quantitativa ha inoltre dimostrato che le potenzialità di Pinterest e Instagram, i due social network più giovani e dove l’immagine ha un ruolo fondamentale, vengono sfruttate in minima parte, essendo canali ad ora presidiati soltanto dal 28% del campione preso in esame (7 aziende su 25);
    • l’analisi qualitativa focalizzata sulla frequenza di aggiornamento ha invece evidenziato che solo il 64% delle aziende analizzate ha pubblicato un post sulla propria pagina Facebook nell’ultima settimana presa in considerazione; in Twitter, nel 99% dei casi l’ultimo tweet è invece avvenuto negli ultimi sette giorni. Infine, nel canale YouTube del 34% delle aziende vinicole l’ultimo video risale agli ultimi 6 mesi presi in esame.

    Volendo fare qualche considerazione conclusiva, abbiamo già evidenziato la poca qualità dell’uso dei social media da parte delle aziende vinicole e di conseguenza è necessario rivolgere maggiore attenzione ai contenuti, quindi è necessario pianificare una strategia adeguata che dia modo di aprire alla conversazione con gli utenti, dando spazio al coinvolgimento. Non basta soltanto esserci, come più volte vogliamo ricordare, ma è necessario saper usare i social media, alimentando la conversazione e l’engagement avendo cura dei contenuti. Meglio cominciare a considerare le grandi opportunità che possono offrire al settore social network come Pinterest e anche Instagram, sfruttando le caratteristiche del “visual storytelling”. Le immagini oggi giocano un ruolo importante e le aziende che producono vino da questo punto di vista hanno molto da raccontare. E sarebbe opportuno cominciare a considerare la presenza anche su social network come QZone (Cina) e VKontakte (Russia), per aprirsi ad un pubblico sempre più internazionale.

    E’ opportuno anche ottimizzare la propria presenza sul web, in ottica di ottimizzazione sui motori di ricerca. Da questo punto di vista è necessario dedicarsi alla creazione di contenuti che siano ottimizzati e, se possibile, meglio cominciare a considerare l’ottimizzazione in ottica di internazionalizzazione, guardando a motori di ricerca come Yandex, definito il Google russo, e anche a Baidu (Cina).

    Infine, l’e-commerce è un fattore altamente strategico per un settore come quello del vino. Di conseguenza, detto anche banalmente, è opportuno che i siti aziendali delle aziende vinicole abbiano al loro interno un’implementazione che consenta agli utenti di poter acquistare online. Al di là di tutte le considerazioni che si possono fare, giuste e opportune, mettere in pratica una prima soluzione come quella delineata migliorerebbe di molto la situazione offrendo alle aziende nuove opportunità di crescita, senza trascurare l’alto ritorno in termini di immagine.

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  • Real Time e Programmatic Buying, una rivoluzione è alle porte

    Real Time e Programmatic Buying, una rivoluzione è alle porte

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    Il Real Time Bidding (RTB) e il Programmatic Buying sono due attività in forte crescita. Si stima che RTB nel 2017 rappresenterà il 26% dello spending totale su display e mobile adv. E che, ad esempio, il programmatic video arriverà a toccare, sempre nel 2017, il valore di 627 milioni di euro in Europa. Insomma, una rivoluzione è davvero alle porte

    Qual è quella sola cosa che rende ogni persona allegra o entusiasta? Lo shopping, il calcio, il Natale o l’ultimo film di Checco Zalone? Credo che siamo tutti d’accordo nel ritenere che la risposta sia “non ne esiste una” – al lavoro tra i colleghi, in famiglia o con gli amici al pub, gusti e preferenze variano in continuazione. Tuttavia quando si parla di pubblicità, non solo siamo giunti a un punto in cui possiamo badare a ognuna di queste preferenze, ma possiamo anche farlo in modo tale da entusiasmare genuinamente il settore dei media.

    Il programmatic buying sta alla base di molto del buzz presente ora nel mercato e, a mio avviso, rappresenta il futuro dei media. Il motivo? È adatto a tutti – clienti, publisher e agenzie – creando un mondo dei media sano ed equilibrato, di dimensioni degne di nota verso tutte le piattaforme emergenti ed esistenti. La capacità di indirizzare dinamicamente i messaggi pubblicitari verso i consumatori in tempo reale rappresenta un’opportunità fenomenale per i clienti e per la gestione degli strumenti di un editore, specialmente nell’ambito del video, in cui sono mancate e mancano soluzioni mirate.

    Secondo una ricerca realizzata da PubMatic per IDC il transato generato dalle piattaforme di Real Time Bidding (RTB consente di intercettare e mostrare in tempo reale annunci pubblicitari a un target mirato e selezionato in base a esigenze, comportamenti e abitudini che mostrano in Rete) a livello mondiale passerà dai 2,7 miliardi di dollari del 2012 agli oltre 20 miliardi del 2017, arrivando a rappresentare il 26% dello spending totale su display e mobile adv. Anche le previsione per il mercato europeo sono allineate su dinamiche simili: sempre IDC stima che il fatturato del RTB passerà dai 287 milioni dell’anno scorso ad oltre 2,4 miliardi nel 2017.

    Parlando solamente di programmatic video, le previsioni parlano di un valore di oltre 627 milioni di euro nel 2017 per l’Europa – anche questo un chiaro segno che ci si trova solo all’inizio dell’innovazione.

    In questo senso, è utile andare a evidenziare alcuni dei vantaggi del programmatic world che appaiono particolarmente promettenti e significativi:

    • 1+1=3: in barba alla matematica, ma questo è il bello del programmatic. Consente di trovare tante volte di seguito lo spot perfetto per un annuncio su piattaforme differenti. È scalabile e conveniente – la combinazione perfetta dell’advertising intelligente.
    • Mostrare le proprie emozioni: nonostante i pregiudizi che accompagnano questo approccio, esso non consiste nel rimuovere l’elemento umano dal media placement. Con i corretti attributi di tagging, gli annunci possono essere piazzati all’interno di contenuti emozionalmente in linea con il messaggio del brand. Per esempio, un video di cucina sul sito web di una catena di supermercati non dovrebbe mai contenere un annuncio che sponsorizza una partita di rugby – sarebbe con tutta probabilità irrilevante per l’audience di riferimento e nuocerebbe al contenuto del video stesso. A meno che non si stia cucinando una tarte-tatin a forma di palla da rugby, ma la cosa sarebbe un tantino inquietante.
    • Controllo, Controllo, Controllo: l’esigenza di controllo sul settore non è mai stata così sentita – sia che si tratti di un’emittente TV che intende trasferire parte del suo budget sul canale online, o di un brand per bambino che vuole evitare alcune proprietà “per adulti”. Sebbene il programmatic buying sembri offrire poco controllo a causa della sua natura automatica, è invece molto semplice andare a definire regole per una campagna in questo ambiente, e – con un livello ulteriore di dati –  i vari brand possono stare tranquilli sul fatto che una determinata campagna raggiunga l’audience desiderato, sul dispositivo e nel momento prescelti. 

    Il  nostro settore è stato frammentato per molti anni, con le varie componenti che spesso e volentieri si sono trovate in contrasto tra loro.  L’emergere del programmatic buying sta finalmente riunificando il nostro ecosistema con la promessa di portare benefici a tutte le parti coinvolte – forse è davvero arrivato il momento di entusiasmarsi!

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  • Ecco quanti sono gli italiani che usano WhatsApp [Infografica]

    L’acquisizione di WhatsApp da parte di Facebook è ormai uno degli argomenti più trattati sui Social Media, sul Web in generale e non solo. E qualche giorno fa Luca Della Dora, dell’agenzia We Are Social, ha elaborato un po’ di dati ed è venuto fuori che gli italiani, sulla base degli utenti mobili attivi, che usano WhatsApp sono il 56%

    Ormai WhatsApp è da giorni l’argomento più discusso, più condiviso, più chiacchierato sui Social Media, sul Web in generale e non solo. 19 miliardi di dollari non sono pochi e finora non si era mai vista una cifra così alta in un acquisizione del genere. Anche noi ne abbiamo parlato spesso qui sul nostro blog, dando la notizia dell’acquisizione a caldo, ma anche provando a dare una spiegazione circa l’acquisizione stessa. E oggi ritorniamo sull’argomento perchè il buon Luca Della Dora, dell’agenzia We Are Social Italia, una delle più importanti web agency in Europa, dopo lo studio su Google+ in relazione a quanti italiano lo usino in realtà, si è cimentato nel ricercare qualche dato su WhatsApp che riguardasse il nostro paese. E i dati raccolti, sfruttando i dati messi a disposizione da Global Web Index, sono davvero molto interessanti.

    Intanto, iniziando con una considerazione generale, gli utenti attivi su WhatsApp, come abbiamo ben imparato in questi giorni, a livello globale sono 450 milioni, di cui il 70% di questi lo è ogni giorno, vale a dire 320 milioni di utenti. E in più, WhatsApp ha la capacità di attrarre 1 milioni di nuovi utenti al giorno. Dato però messo di recente in crisi, in seguito al blackout dell’applicazione subito sabato scorso, incidente che ha finito, anche, per avvantaggiare la diretta concorrenza. Infatti, LINE in un solo giorno ha visto crescere il suo bacino di utenza di 2 milioni. Un incidente che ha inevitabilmente scatenato l’ironia degli utenti sulla rete, associando l’incidente proprio alla recente acquisizione. Si scoprirà poi che i 210 minuti di blackout sono stati dovuti a problemi di server.

    Ma torniamo alla ricerca.

    Gli utenti condividono ogni giorno su WhatsApp qualcosa come 1 miliardo di messaggi, ossia la totalità di SMS che si condividono giornalmente. E le immagini sono 600 milioni, i messaggi vocali sono 200 milioni e i video sono 100 milioni.

    E veniamo adesso alla parte che ci interessa direttamente, cioè quanti sono gli italiani che usano WhatsApp.

    Ebbene, gli utenti attivi italiani che usano questa app sono il 56%, sulla base degli utenti mobili attivi sul web. E il nostro paese è uno di quelli che più usano questa applicazione. Il paese che lo usa di più è la Spagna con il 74% degli utenti, segue poi la Germania (61%), poi, dopo l’Italia, il Regno Unito (29%), infine la Francia (4%) con il dato più basso. Al di fuori dell’Europa, vediamo che negli Usa WhatsApp è usata dal 5% degli utenti attivi mobili e in Cina il 4%.

    Interessante poi vedere WhatsApp in relazione alle altre app competitors. E scopriamo che è proprio in Germania che l’app è più usata, seguita dalla Spagna. Seguono poi Italia e Regno Unito. WeChat è ovviamente la più usata in Cina ed è discretamente usata anche nel nostro paese. Snapchat è ovviamete usata molto negli Usa e anche in Uk. LINE, altro agguerrito competitor è usato molto, in proporzione, in Spagna, in Cina e anche nel nostro paese.

    Questo il resoconto di questa bella ricerca e in basso trovate anche l’infografica, ma ci interessa sapere anche se voi WhatsApp lo usate o se state usando qualche app alternativa. Fateci sapere tra i commenti.

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  • Ecco Orion 102, il nuovo tablet in alluminio da GOCLEVER

    Ecco Orion 102, il nuovo tablet in alluminio da GOCLEVER

    GOCLEVER, il mobile brand in forte ascesa e da poco sbarcato anche in Italia, presenta Orion 102, il nuovo tablet dal 10″ interamente in alluminio che garantisce alte prestazioni. Il nuovo tablet è anche dotato di una comoda tastiera wireless

    GOCLEVER, mobile brand in forte ascesa di cui vi abbiamo parlato di recente in occasione del suo sbarco in Italia, presenta quello che di sicuro si imporrà sul mercato come uno dei suoi gioielli. Stiamo parlando di Orion 102, nuovo arrivato nella famiglia di tablet Android a marchio GOCLEVER, dotato di processore quadcore 1.6Ghz, di un eccellente schermo IPS da 10” e di una comoda tastiera wireless Bluetooth in italiano. Il dispositivo è ideale come centro multimediale portatile, ma risulta essere anche un ottimo strumento di lavoro per chiunque voglia realizzare o modificare documenti, utilizzare l’e-mail, consultare i social media, e molto altro ancora.

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    Con il nuovo dispositivo di alta fascia GOCLEVER si è focalizzata sugli utenti che desiderano un tablet per fare di più che semplicemente giocare e consumare contenuti

    Il tablet, con sistema operativo Android 4.2, deve le sue strabilianti prestazioni al processore quad-core 1.6 GHz Rockchip 3188 che garantisce una navigazione web senza intoppi, multitasking fluido e un’eccellente risposta ad ogni applicazione, essendo in grado di gestirne diverse contemporaneamente. La grafica viene governata dalla GPU Mali400MP4 che supporta anche i giochi più innovativi soddisfacendo la loro sete di prestazioni. Il chip è supportato da 1GB di RAM DDR3 e gli utenti possono salvare i loro dati su un flash storage interno da 16 GB, o avvalersi di schede microSD esterne intercambiabili (fino a 32 GB di capacità).

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    Dotato di un display IPS 5-point multitouch 1280×800 (16:10) che garantisce un’eccellente qualità delle immagini e ampi angoli di visuale, il tablet vanta un design moderno ed elegante e l’ergonomica tastiera, in italiano, che si piega a proteggere lo schermo quando si è in movimento, rappresenta sicuramente un elemento distintivo.

    Grazie a questa tastiera wireless (e alle applicazioni office preinstallate) il tablet è un vero e proprio strumento di lavoro, e può essere impiegato per scrivere testi, e-mail, creare presentazioni e molto altro. I progettisti di GOCLEVER hanno ascoltato il feedback dei clienti e hanno puntato sull’alluminio. Il modulo Bluetooth integrato consente agli utenti di utilizzare la tastiera in modo flessibile, posizionando il tablet su di essa (dando luogo al classico design clamshell dei notebook) o sistemando i due dispositivi lontani l’uno dall’altro. La tastiera integra una batteria che può essere caricata tramite la porta microUSB. In aggiunta, l’utente può semplicemente ampliare il tablet con un modem 3G esterno, un mouse o una chiavetta, collegando tutti questi accessori alla porta microUSB del tablet con il cavo USB-OTG compreso nella confezione. Ovviamente i designer non si sono dimenticati del minijack audio da 3.5 mm per gli auricolari e gli altoparlanti. E’ disponibile anche una porta miniHDMI (1.4 FullHD).

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    L’Orion 102 dispone di due moduli Wi-Fi e due videocamere, una da 0,3 Mpix sul davanti e una da 2.0 Mpix sul retro, ed è equipaggiato con una batteria da 6000 mAh che assicura circa 6 ore di operatività. Il dispositivo misura 261x178x10mm e pesa 896gr (entrambi i dati comprendono anche la tastiera).

    GOCLEVER Orion 102 è già disponibile al prezzo di €229,9 iva compresa e, come tutti i prodotti GOCLEVER, è coperto da una garanzia di 24 mesi.

    Grazie poi all’accordo siglato con skinzone, l’Orion 102 può essere personalizzato con una cover adesiva a scelta fra le 1.200 texture già pronte, oppure tramite l’invio del proprio file immagine personale. Si tratta di un’opzione che può interessare non solo l’utente finale, ma anche le aziende che potranno così ‘vestire’ con il proprio marchio i dispositivi GOCLEVER in uso.

    In Italia, grazie a un accordo sottoscritto con CPP, a breve sarà possibile attivare “CPP Easy Care Mobile”, una copertura assicurativa opzionale che copre eventuali danneggiamenti e furti di tutti i tablet e gli smartphone a marchio GOCLEVER, i cui dettagli saranno prossimamente visionabili sul sito goclever.com/it.

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  • Social Tv, questa settimana Sanremo 2014 fa il pienone [Infografica]

    Social Tv, questa settimana Sanremo 2014 fa il pienone [Infografica]

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    Era abbastanza prevedibile e infatti la classifica ”Top Social TV Programs” di Blogmeter della settimana che va dal 17 al 23 febbraio 2014, vede Sanremo 2014 dominare la classifica, realizzando il record dell’anno sulla base del buzz creato nelle cinque serate. Resistono Braccialetti Rossi, Masterchef e Piazza Pulita

    Come era ampiamente prevedibile, questa settimana la consueta classifica ”Top Social TV Programs” di Blogmeter, che va dal 17 al 23 Febbraio 2014, è stata dominata da Sanremo 2014 e noterete, dall’infografica in basso, che metà classifica è occupata dalle cinque serate del Festival di Sanremo. Quindi se da un lato il Festival ha accusato un calo negli ascolti, dall’altro invece ha spopolato tra gli utenti di Twitter e Facebook. Il buzz attorno al Festival è stato sempre molto alto e non c’è stata serata che non abbia fatto registrare numeri altissimi, da record.

    Secondo le rilevazioni di Blogmeter, sulla base dei dati elaborati dalla piattaforma SocialTVmeter, la serata inaugurale di martedì 18 febbraio è prima con 361.500 messaggi (tweets e post su Facebook), realizzati da 90.100 autori unici, pari a 72.5 milioni di unique impressions (solo Twitter). Seguono poi la serata della finalissima, sabato 22 febbraio, con 187.300 messaggi, 48.700 autori unici, 46.6 mln di impressioni uniche; poi quella di mercoledì 19, con 177.000 messaggi, 47.300 autori e 45.8 milioni di impressioni uniche; segue poi la serata di giovedì 20, con 145.000 messaggi, 38.700 autori e 42.6 milioni di impressioni uniche; e infine venerdì 21 Febbraio, con 141.600 messaggi, 36.800 autori e 42.1 milioni di impressioni uniche.

    In questa classifica straordinaria, resistono i programmi storici come Braccialetti Rossi, andato in onda ieri sera, che ha ottenuto il sesto posto, a conferma ancora una volta il forte impatto social di questa miniserie tv (37.600 messaggi, 9.500 autori, 10.4 milioni di impressioni uniche). Questa settimana resiste anche Masterchef, settimo in classifica, che al giovedì sera ha raccolto un grande buzz attorno all’eliminazione di Rachida, concorrente marocchina molto discussa (29.200 messaggi, 11.600 autori, 7.2 milioni di impressioni uniche). All’ottavo posto troviamo invece Piazza Pulita, andato in onda il lunedì, un giorno prima dell’inizio del Festival (22.200 messaggi, 6.400 autori, 4.9 milioni di impressioni uniche), seguito da Amici di Maria de Filippi (13.200 messaggi, 4.300 autori, 2.2 milioni di impressioni uniche). Chiude la classifica il talk politico La Gabbia su La7, che sfidando il Festival mercoledì sera è stato premiato con risultati in linea con le altre puntate (9.600 messaggi, 3.200 autori, 2.1 milioni di impressioni uniche).

    Questa settimana la classifica delle reti televisive più social vede nettamente in testa la prima rete della Rai, ed è la prima volta che succede, con sei programmi presenti in classifica, seguita da La7 con due programmi e da Sky Uno e Canale 5 con un programma a testa.

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  • Sanremo 2014, un milione i tweets per la finale [Infografica]

    Sanremo 2014, un milione i tweets per la finale [Infografica]

    arisa-sanremo-2014

    Sanremo 2014 finisce colo botto anche su Twitter, infatti nella finale di ieri sera Audisocial Tv®, l’Osservatorio permanente di Reputation Manager, ha rilevato 1 milione di tweets. Boom di commenti per Arisa, vincitrice della 64esima edizione del Festival della Canzone Italiana, e il picco si è avuto con l’annuncio dei finalisti

    La 64esima edizione del Festival di Sanremo ha ricevuto complessivamente 1.050.021 tweet nelle cinque serate, inviati da 214.485 utenti unici, e solo nella serata finale di ieri sono arrivati 191.223 tweet inviati da 37.544 utenti unici. Questo il dato diffuso da Audisocial Tv®, l’osservatorio permanente di Reputation Manager che misura le performance dei programmi televisivi sul web e che ha monitorato l’andamento degli hashtag su Twitter e dell’interazione sulla Fan Page ufficiale “Festival di Sanremo” su Facebbok.

    [dropcap]A[/dropcap]nche se il volume complessivo è elevato – commenta Andrea Barchiesi CEO di Reputation Manager– per questa edizione del Festival si prevedeva un’ interazione social ancora più alta. Nella prima puntata sono stati infatti inviati più del 50% dei tweet rispetto alle puntate successive, se si fosse mantenuto il trend inziale il risultato complessivo sarebbe stato quindi raddoppiato rispetto a quello ottenuto”

    Gli hashtag più utilizzati per commentare la finale sono stati: #sanremo2014 (90%), #Staisanremo (6%), #sanremo (3%), #fanremo (1%).

    La vincintrice Arisa domina su tutti anche su Twitter con il 33% dei tweet ricevuti e sul podio social insieme a lei salgono Francesco Renga (13%) e Noemi che ottiene l’11% dei tweet a parimerito con i due finalisti effettivi Renzo Rubino e Raphael Gualazzi. A seguire: Perturbazione (5%), Francesco Sarcina (4%), Giusy Ferreri (3%), Antonella Ruggiero (3%), Giuliano Palma (2%), Frankie HI Nrg (2%), Cristiano De Andrè (1%), Ron (1%).

    Sulla vittoria di Arisa il tweet più retwittato è, come spesso accaduto in questa edizione, di Spinoza:

    Si polemizza sul tweet del Corriere.it che annunciava la vittoria 10 minuti prima:

    C’è poi chi critica, come Selvaggia Lucarelli:


    E chi invece apprezza come Luca Dondoni:

    Anche Ieri sera Fabio Fazio ha ricevuto il triplo dei tweet rispetto alla Littizzetto. Il tweet più retwittato su di lui è ancora di Spinoza:


    Mentre sulla coppia  arriva la critica di Marco Mazzocchi:

    Tra gli ospiti Crozza e Ligabue hanno suscitato quasi lo stesso volume di tweet, rispettivamente il 42% e il 41%. L’11% dei tweet era invece per il cantante belga Stromae, il 5% per Claudia Cardinale e solo l’1% per Terence Hill.
    Il tweet su Ligabue di Spinoza è stato quello più retwittato in assoluto nella serata:

    L’account satirico lancia anche il commento più retwittato su Crozza


    Il momento più twittato della serata è coinciso con l’annuncio dei tre finalisti, che ha suscitato diversi commenti negativi, il più retwittato quello di Nek:

     

    Sulla Fan Page ufficiale di Facebook hanno interagito 4.483 utenti attivi che hanno prodotto 10.306 post e commenti totali, e risposto ai post dell’amministratore della pagina con 102.185 like.

    Il post con più like condivisioni e commenti è dedicato alla vittoria di Arisa: “‪#‎Sanremo2014 – ‪#‎Campioni VINCE “Controvento” di #‎ARISA (2.937 like, 261 condivisioni e 462 commenti).

    Sanremo 2014, la finale in infografica

    sanremo_2014_Infografica-22-feb-2014-finale

     

  • Ecco i punti di forza di Bee, il nuovo editor di MailUp [Video]

    Ecco i punti di forza di Bee, il nuovo editor di MailUp [Video]

    Eccoci arrivati ad un nuovo appuntamento video con l’intervista esclusiva di InTime a Matteo Bettoni, CTO di MailUp, leader in Italia per l’email marketing, per conoscere in anteprima “Bee” il nuovo editor di prossima uscita. In questo nuovo brano dell’intervista conosceremo quelli che sono i punti di forza

    Continuiamo il nostro viaggio alla scoperta di “Bee“, il nuovo editor di MailUp, leader in Italia per quanto riguarda l’email marketing, grazie all’intervista esclusiva che InTime ha avuto il piacere di fare a Matteo Bettoni, CTO di MailUp, per scoprire e conoscere in anteprima nazionale tutto ciò che riguarda il nuovo editor che verrà rilasciato prossimamente.

    potenzialità nuovo editor-bee-mailup

    In questo nuovo brano tratto dall’intervista, conosciamo oggi quelli che sono i punti di forza e soprattutto quali sono le differenze con i vari competitor sul mercato. Come abbiamo imparato a conoscere in questa intervista che vi stiamo proponendo a brani, il nuovo editor di MailUp si caratterizza per la sua semplicità di utilizzo, senza dover conoscere per forza linguaggi di programmazione per iniziare a costruire la propria campagna di email marketing. Con Bee è tutto più semplice e sono necessari davvero pochi minuti per poter iniziare ad usarlo.

    [dropcap]V[/dropcap]a puntualizzato il fatto che il precedente editor non è scomparso: anzi, è vivo e vegeto e permette ancora a quanti hanno conoscenze di HTML di utilizzarlo per personalizzare altamente le proprie comunicazioni di marketing.”, ci dice Matteo Bettoni, CTO di MailUp. “Con Bee sarà invece possibile concentrarsi esclusivamente sui contenuti, scrivendo un perfetto html anche senza avere alcuna conoscenza di programmazione. Immagina di poter creare una newsletter davvero d’impatto senza avere conoscenze di design: con il nuovo editor di MailUp, ora è possibile.”

    Il nuovo editor “Bee” di MailUp verrà rilasciato in versione pubblica Beta prossimamente. I clienti di MailUp potranno potranno trovare maggiori informazioni su mailup.it.

    Continueremo ancora nei prossimi giorni a proporvi nuovi brani per scoprire ancora a fondo tutte le novità in anteprima del nuovo editor.

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