Autore: Franz Russo

  • SingRing porta anche su Radio Airplay i propri video musicali

    SingRing porta anche su Radio Airplay i propri video musicali

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    SingRing, la start-up che fornisce contenuti musicali digitali in maniera legale e innovativa, stringe una importante partnership con Radio Airplay, società di monitoring radiofonico internazionale. E da oggi sul portale radioairplay.fm sono disponibili i videoclip ufficiali, interviste, making of, EPK e backstage degli artisti italiani e stranieri

    Di SingRing, la startup che fornisce contenuti musicali digitali in maniera legale e innovativa, ve ne avevamo parlato in ocasione della partnership stretta con Alitalia qualche mese. E oggi torniamo a parlarne perchè la startup dell’incubatore Digital Magics, ha stretto una nuova e importante collaborazione con Radio Airplay, società di monitoring radiofonico internazionale. E quindi da da oggi sono online sul portale radioairplay.fm i videoclip ufficiali ma anche le interviste, i making of, EPK e i backstage degli artisti italiani e stranieri.

    Grazie agli accordi diretti con le Music Publishing Company dei grandi gruppi internazionali e con le principali Edizioni Musicali Italiane, la piattaforma tecnologica di SingRing ha a disposizione un’ampia videolibrary – sempre aggiornata – di oltre 40.000 singoli con le ultime uscite e i grandi classici della storia della musica, che possono essere pubblicati e distribuiti dagli editori, nel pieno rispetto del diritto d’autore, su web, mobile e Smart TV.

    I videoclip sono disponibili sul sito di Radio Airplay per i brani più programmati dalle emittenti radiofoniche monitorate (circa 180 italiane e 450 estere), per le canzoni che rientrano nelle classifiche Airplay settimanali e anche per quelle trasmesse in tempo reale dalle principali radio italiane.

    Radio Airplay si aggiunge al network musicale di SingRing. Fra i Partner che hanno scelto i contenuti musicali ufficiali (lyrics, videoclip, tracce vocali e basi strumentali sincronizzate) di SingRing: Alitalia, come dicevamo in apertura, compagnia aerea di bandiera che trasmette i video su tutti i voli italiani, internazionali e intercontinentali, e importanti operatori industriali come il Gruppo Editoriale L’Espresso (Radio Deejay, Radio Capital, M2O) e il Gruppo Triboo (Leonardo).

    Info su SingRing

    SingRing è la startup BtB di Digital Magics, nata nel 2009, che offre contenuti musicali ufficiali per i new media. SingRing ha sviluppato una piattaforma tecnologica aperta, unica in Europa, basata su un ampio database, sempre aggiornato, di videoclip, testi, tracce vocali e basi strumentali sincronizzate all cleared. Tutti i contenuti infatti, grazie agli accordi raggiunti con editori musicali e case discografiche, possono essere pubblicati e distribuiti da qualsiasi editore lo richieda, nel pieno rispetto del diritto d’autore, su: web, mobile, CTV, broadcast, DVD. SingRing consente di vivere legalmente le emozioni della musica sui new media.

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  • LINE, stickers di beneficenza per le vittime di Haiyan nelle Filippine

    LINE, stickers di beneficenza per le vittime di Haiyan nelle Filippine

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    LINE, la popolare app di messaggistica da poco approdata anche in Italia, lancia un’iniziativa di beneficenza a favore delle popolazioni colpite dal tifone Haiyan nelle Filippine, “Pray for the Philippines”. Da oggi infatti vengono rilasciati degli stickers speciali, al costo di 0,89 €, il cui ricavato sarà devoluto alla Croce Rossa Filippina

    La tragedia delle Filippine ha sconvolto il mondo intero, la violenza con cui il tifone Haiyan si è abbattuta sulle Filippine è stata ha provocato finora migliaia di vittime. Pensate che si stima che quasi 10 milioni di persone siano state coinvolte dal passaggio di Haiyan, dunque una vera tragedia per questo paese che purtroppo non è nuovo a questo tipo di eventi. La solidarietà internazionale non si è fatta attendere e le iniziative a sostegno delle popolazioni vittime del tifone Haiyan sono tantissime.

    Ma noi oggi vogliano segnalarvene una in particolare perchè coinvolge una delle applicazioni più usate del momento e perchè è proprio di origine asiatiche, un gesto che dimostra la forte vicinanza con le popolazioni colpite e la voglia di fare qualcosa per loro.

    E’ di qualche giorno fa la notizia che LINE, la popolarissima app di messaggistica, ha rilasciato una edizione speciale di stickers, all’interno dell’iniziativa benefica “Pray for the Philippines”, al costo di 0,89 € il cui ricavato sarà devoluto alla Croce Rossa Filippina con cui potrà dare sostegno alle popolazioni colpite. Il principio è quello di coinvolgere gli utenti di LINE, oltre 200 milioni nel mondo, invitandoli a sostenere l’iniziativa con un piccolo contributo che equivale in realtà ad un grande aiuto. Gli stickers speciali per le Filippine sono già disponibili e lo saranno fino al 31/12/2013.

    Tutto quello che possiamo dirvi adesso, se siete già user di LINE, è quello di sostenere l’iniziativa con un piccolo contributo, 0,89 € ormai sono meno di un caffè, ma con il quale potrete sostenere questa bella iniziativa. E se non siete ancora user di LINE, vi invitiamo a diventarlo.

     

  • E-commerce in Italia, boom del Mobile Commerce nel 2013

    E-commerce in Italia, boom del Mobile Commerce nel 2013

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    [fontpress type=”webfonts” name=”Signika Negative” color=”#000000″] Continua la crescita dell’E-commerce nel nostro paese, nel 2013 le vendite dei siti che vendono online in Italia hanno superato gli 11 miliardi di euro. Ma il vero boom lo fa registrare il Mobile Commerce con una crescita del 255%. Gli acquisti tramite dispositivi mobili passano da 144 a 510 milioni di euro[/fontpress]

    L’E-commerce è ormai un fenomeno in continua crescita nel nostro paese e come saprete sicuramente leggendo questo blog, questo è un tema che ci sta molto a cuore. E grazie ai dati che giovedì scorso l’Osservatorio eCommerce B2c Netcomm – School of Management del Politecnico di Milano ha reso noti presso il campus Bovisa al convegno che aveva come titolo “Mobile e multicanalità: una svolta per l’eCommerce in Italia?”, siamo in grado di avere un quadro molto netto di quello che è lo stato dell’E-commerce in Italia nel 2013, notando, come più volte abbiamo sottolineato anche noi, la forte crescita del Mobile Commerce.

    Innanzitutto va rilevato che mentre i consumi nei canali offline registrano ancora un calo, pari all’1,5%, l’E-Commerce B2c prosegue nel trend di crescita a doppia cifra: anche quest’anno registra un incremento del 18% rispetto al 2012, pari al 95% rispetto al 2009, che porta le vendite da siti con operatività in Italia a 11,3 miliardi di euro. Anche il valore dell’acquistato online da parte di web shopper italiani aumenta (+15%) grazie anche all’aumento dei compratori online che raggiungono i 14 milioni di unità (erano 12 nel 2012). Alla base della crescita c’è il ruolo sempre più importante giocato dagli Smartphone, che estendono la possibilità di acquisto al di là dell’utilizzo del PC: il mobile commerce registra così una crescita a tripla cifra, +255%.

    Per quanto riguarda i prodotti vanno bene quelli dell’Abbigliamento, +30% grazie alla crescita strutturale di alcune Dot Com e dei club online. Ottimi i risultati dell’Informatica ed elettronica di consumo che, trainata dai marketplace e dai grandi retailer cresce del 20% circa rispetto al 2012. Statica invece la situazione per l’Editoria, musica e audiovisivi (+6%), nonostante le buone performance di alcuni player. Nel Grocery la crescita è dell’11% (pari in valore assoluto a pochi milioni di euro), mentre nell’Arredamento vi è stato un incremento significativo del transato (oggi pari a 70 milioni di euro), grazie al contributo sia dei grandi retailer sia di startup innovative.

    Le vendite di servizi continuano a crescere ma sotto la media del mercato: +13% per Turismo e +14% per le Assicurazioni grazie agli operatori del trasporto aereo e dei portali di hotel nel primo caso e alle prestazioni positive di tutti i principali operatori del mercato (soprattutto compagnie dirette), nel secondo.

    I web shopper italiani, come dicevamo prima, sono nel 2013 più di 14 milioni, quasi il 50% dell’utenza totale Internet. Il 90% dei loro acquisti è fatto con carta di credito o Paypal e spendono, nello scontrino medio, 490 euro nelle Assicurazioni, 280 nel Turismo, 240 nell’Informatica ed elettronica di consumo, 195 euro nell’Abbigliamento, 125 euro nel Grocery, e poco più di 40 euro nell’Editoria.

    Fin qui dati molto positivi e incoraggianti, anche se in termini di penetrazione del fenomeno l’Italia resta ancora indietro rispetto ad altri paesi. Nel nostro paese la penetrazione dell’E-commerce è, nel 2013, pari al 3% (era al 2,6% nel 2012), mentre in UK, USA, Corea e Giappone la penetrazione oscilla tra il 10 e il 14%; in Germania , Francia e Spagna è più bassa: 8, 6 e 4,5%. Nei paesi emergenti passa invece dallo 0,5% dell’India al 2,7% della Cina. Va detto anche che in termini di tasso di crescita l’Italia, +18% nel 2013, da questo punto di vista regge il confronto con gli altri paesi, infatti: Germania, Francia e Spagna registrano tassi compresi tra il 10 e il 18%, mentre i mercati più maturi ottengono un 10% di incremento annuo e quelli emergenti (Cina, Brasile, Russia, India) oscillano tra il 17% del Brasile e il 33% dell’India.

    In apertura abbiamo già accennato al forte incremento del Mobile Commerce nel nostro paese: +255% in un anno. Infatti passa da 144 milioni di euro nel 2012 a 510 milioni di euro nel 2013, pari al 4,5% delle vendite online. Le vendite via mobile si dividono quasi equamente tra prodotti e servizi. Ad esse si aggiungono le transazioni effettuate via Tablet, pari a un miliardo di euro. Un terzo circa sono effettuate tramite Applicazioni appositamente sviluppate dai merchant, due terzi mediante browsing sul sito di E-commerce.

    E voi che ne pensate di questi dati? Siete anche voi dei web shopper? Fate acquisti via mobile? Raccontateci la vostra esperienza con l’E-commerce.

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  • Younited, il nuovo servizio di Personal Cloud con un occhio alla privacy

    Younited, il nuovo servizio di Personal Cloud con un occhio alla privacy

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    Younited il nuovo servizio di storage in cloud firmato F-Secure, leader mondiale per la sicurezza oggi non solo su pc, è stato presentato a Slash 2013, uno dei più importanti startup event in Europa. La forza di Younited è proprio la garanzia della sicurezza dei contenuti e massima protezione della privacy

    [Da Helsinki] – E’ stato finalmente lanciato Younited, il nuovo servizio di storage in cloud che porta la firma di F-Secure, che ha da poco compiuto 25 anni, leader mondiale per quanto riguarda la sicurezza su pc e oggi anche su tutti i dispositivi mobili. Anticipato da una presentazione dedicata a blogger e giornalisti giunti a Helsinki da ogni parte d’Europa (noi eravamo tra questi), Younited, definito un servizio di Personal Cloud, è stato presentato oggi a Slush 2013, uno dei più importanti startup event sulla scena europea che si tiene proprio qui a Helsinki, da Pirkka Palomaki, CSO, Chief Strategy Officer, in F-Secure.

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    Come ben sapete anche voi che leggete questo blog, Younited non si presenta come una nuova assoluta nel settore, altri competitor sono prima di tutto Dropbox e SkyDrive, per citare i due servizi più conosciuti. Ma la particolartità di Younited è quella di permettere il personal cloud storage, quindi una conservazione dei dati in cloud, in modo da avere molte più garanzie in termini di sicurezza e protezione della privacy.

    Basato in Finlandia, Paese con ristrette normative sulla privacy e con una cultura della riservatezza molto forte, è stato concepito e progettato dai professionisti della security di F-Secure. Younited permette di riunire e aggregare su un’unica piattaforma on-the-cloud tutte le immagini, i video, i documenti e i contenuti che gli utenti salvano su diversi dispositivi (PC, tablet, smartphone, notebook) e sui servizi cloud, come quelli citati prima, fungendo così da cloud service aggregator. Questo permette agli utenti di accedere ai propri contenuti con qualunque dispositivo e ovunque ci si trovi da un unico sistema cloud sicuro e di scambiare i propri file con gli amici, la famiglia e i colleghi. Younited sta continuando ad aggiungere anche altri servizi cloud, per arrivare ad offrire agli utenti uno spazio di cloud storage praticamente illimitato. Ci permettiamo di sottolineare che Younited permette di immagazzinare anche quello che viene condiviso su Facebook, mettendolo in questo modo, “in sicurezza”.

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    Younited offre anche un’esperienza visiva nuova, coinvolgente e divertente per l’accesso ai contenuti da qualsiasi device (sia in modalità online che offline) e per la loro condivisione e organizzazione. Younited è compatibile con PC Windows, Mac, e su tutti dispositivi mobili: Android, iPhone e iPad, Windows Phone 8; è inoltre possibile accedere ai propri contenuti attraverso qualsiasi web browser.

    Parlavamo di Personal Cloud, ossia la capacità di archiviare e fare il back-up di file su un servizio online, condividere questi file con amici, familiari e colleghi e sincronizzare questi stessi file tra PC, tablet, smartphone e notebook, offrendo agli utenti l’accesso ai propri contenuti in qualsiasi momento, da qualsiasi luogo e con qualsiasi dispositivo. Ciò che guida questa crescente domanda, ad oggi più di 500 milioni di persone nel mondo sono registrate a un servizio di Personal Cloud, è la crescita esplosiva della mobilità, dell’uso di più dispositivi e del volume di contenuti generati dagli utenti.

    Decine di migliaia di utenti finali e di piccole aziende, alla ricerca di maggiore sicurezza e protezione della privacy nel Cloud, si sono registrati su Younited molto prima del lancio ufficiale. Ciò dimostra che esiste una chiara richiesta da parte del mercato verso un’alternativa ai servizi di Personal Cloud basati negli USA. Questi servizi si basano infatti sulla fiducia, devi cioè confidare che siano sicuri. Tuttavia, questa fiducia è andata diminuendo nel corso del 2012 a seguito dell’emergere di un grandissimo numero di segnali d’allarme: si pensi ai report che parlano di una diffusione dei malware proprio attraverso servizi di Personal Cloud e alcuni metodi discutibili utilizzati dai servizi segreti nazionali per controllare e accedere ai dati online di cittadini rispettosi della legge.

    E’ giunto il momento per il mercato di una nuova alternativa europea agli attuali colossi” spiega Mikko Hypponen, Chief Research Officer in F-Secure. “Ciò di cui il mondo ha bisogno è un servizio di cloud storage che non sia soggetto all’accesso senza contollo dei servizi segreti.”

    Riteniamo che i servizi di Personal Cloud esistenti siano per lo più noiosi, con utilities dall’aspetto anni ’90 che sono utilizzate solo occasionalmente. Vogliamo cambiare tutto questo,”affermaTimo Laaksonen, Vice President di F-Secure Corporation. “Quel che vedete oggi in younited è già sfidante, ma è solo l’inizio. Stiamo lavorando a una serie di nuove funzionalità che renderanno ancora più esaltante l’esperienza per l’utente. Per esempio, lanceremo presto un modo completamente nuovo, divertente e incredibilmente facile per condividere video e immagini durante eventi con amici e familiari.”

    Younited è assolutamente un servizio interessante che forse ad un primo sguardo ai più sembrerebbe non offrire nulla di diverso rispetto agli altri servizi. Ma usandolo, si intuisce immediatamente l’attenzione alla sicurezza e alla privacy, e F-Secure in questo è un’assoluta garanzia. Quindi non più un servizio basato sulla fiducia, ma sulla sicurezza. Il fatto di immagazzinare i propri dati restando sicuri che questi possano essere condivisi con un occhio alla privacy è certamente il punto di forza.

    Il servizio in questi giorni è gratuito fino ad uno spazio di 10 GB, saranno poi 5 GB da gennaio 2014, quando il servizio verrà lanciato in maniera massiccia.

    Altre modalità, a pagamento, sono: Medium, 200 GB di spazio a € 74,99 all’anno e Premium, € 120,00 all’anno.

    Ovviamente continueremo a parlarvene e a monitorare gli sviluppi del servizio.

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  • Cento giorni per Cento orti, il crowdfunding per il diritto al cibo

    Cento giorni per Cento orti, il crowdfunding per il diritto al cibo

    Cento giorni per Cento orti è il progetto innovativo che Slow Food insieme a Starteed, Consorzio Icrea e payleven, il lettore di carte che si collega allo smartphone e tablet, hanno messo in piedi per raccogliere fondi al fine di creare orti in 25 paesi africani

    Slow Food fin dalla sua nascita opera per garantire a tutti l’accesso al cibo buono, pulito e giusto: il progetto più innovativo è “Cento giorni per Cento orti” che ha l’obiettivo di raccogliere fondi per creare orti in 25 Paesi africani. Quest’iniziativa, a differenza delle altre, ha una marcia in più perché sfrutta il concetto di crowdfunding che unisce tradizione e innovazione nei sistemi attraverso i quali accettare le donazioni.

    Cento giorni per Cento orti è partita il 20 settembre a Bra in occasione di Cheese e prosegue fino al 29 dicembre. L’iniziativa fa parte del progetto Mille orti in Africa portato avanti dalla Fondazione Slow Food per la Biodiversità Onlus. Partito da due anni, ha già reso possibile la creazione di oltre 800 orti nel continente africano. In 25 Paesi, 50 coordinatori e 30.000 persone hanno coltivato, innaffiato, raccolto, per dare la possibilità di avere un futuro anche agli abitanti del loro Paese. Ogni orto garantisce l’accesso al cibo a chi lo coltiva, la tutela della biodiversità mediante l’utilizzo di varietà locali e lo sviluppo dell’economia grazie alla vendita al mercato dei prodotti in eccesso. Un orto significa migliorare radicalmente la qualità della vita di almeno 30 persone e delle loro comunità.

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    Carlo Petrini, presidente di Slow Food, e Claudio Bedino, fondatore diStarteed, all’evento Cheese mentre accettano una donazione grazie a payleven

    L’obiettivo di “Cento giorni per Cento orti” è quello di raccogliere i 90.000 euro necessari a realizzare altri Cento orti in Africa appunto in soli cento giorni, anzi ormai i giorni sono meno di 50. Per questo ambizioso rush si è deciso di sfruttare il crowdfunding per trasformare i sostenitori in veri e propri ambasciatori del progetto.

    Perché crowdfunding?

    Perché – spiega Carlo Petrini, presidente di Slow Food – crowdfunding significa che tutti insieme possiamo farcela! Possiamo farcela a migliorare il mondo in cui viviamo a partire dall’Africa, un continente oggetto di una violenza inaudita di cui non possiamo essere complici. Se tutti noi, e siamo tanti, che crediamo che il cibo sia un diritto di tutti, che l’ambiente vada tutelato e che la biodiversità sia un valore, contribuiamo con quello che possiamo e coinvolgiamo i nostri amici, possiamo davvero fare delle grandi cose, come dimostrano i risultati conseguiti fino ad oggi”.

    Per raggiungere i propri ambiziosi obiettivi, Slow Food si è avvalsa delle collaborazioni di partner importanti nell’ambito della raccolta fondi e gestione dei pagamenti.

    Slow Food ha scelto di intraprendere il progetto con l’ausilio di Starteed che, coinvolgendo altri due “partner”, Consorzio Ricrea e payleven è riuscito a dare una forte nota di innovazione a quello che è un concetto rimasto fermo da anni, la raccolta dei fondi benefica, e nella speranza di raggiungere l’obiettivo grazie a sempre più mezzi per donare” rivela Claudio Bedino fondatore di Starteed, “Grazie alla nostra piattaforma online infatti è stato possibile costruire uno strumento semplice, senza confini, che consente di dar voce a chi crede che il coinvolgimento e la passione siano la via verso il bene comune.”

    Il nuovo sistema sicuramente aiuterà a raccogliere fondi in modo più veloce e permetterà di raggiungere un bacino più vasto di possibili donatori. Al barattolo di latta, distribuito in parecchi negozi in tutt’Italia e nel quale lasciare il resto, si è aggiunta la raccolta online tramite carta di credito e quella sempre tramite carte di credito o debito, ma di persona. La raccolta di persona, è stata resa possibile grazie al dispositivo Chip & PIN di payleven; durante gli eventi di sponsorizzazione del progetto i donatori hanno potuto esprimere la propria generosità senza finire tutte le banconote custodite nel loro portafogli, ma semplicemente strisciando la propria carta di credito o di debito nell’innovativo lettore di carte che si collega via Bluetooth a smartphone/tablet.  E chissà che in questi ultimi 48 giorni che rimangono per la raccolta, si riesca anche a superare la somma desiderata. Alberto Adorini, fondatore e Amministratore delegato di payleven Italia commenta:

    Noi di payleven siamo felici di poter prendere parte a questa rivoluzione e soprattutto di dare il nostro contributo a cause così nobili. Grazie al nostro innovativo dispositivo Chip & PIN durante l’evento inaugurale del progetto sono state raccolte somme notevoli che altrimenti sarebbero andate perdute”.

    Una bella iniziativa che ci piaceva raccontarvi perchè mette insieme due parole, due concetti che solo apparentemente possono sembrare distanti, come Solidarietà e Innovazione, ma che invece sono molto più vicini di quello che si pensa e questo progetto ne è la lampante dimostrazione.

    E poi vogliamo anche invitarvi a visitare il sito 100x100orti.org e a sostenere il progetto.

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  • Buzzoole, la startup per ottimizzare l’influenza online degli utenti

    Buzzoole, la startup per ottimizzare l’influenza online degli utenti

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    Buzzoole è la startup che 56CUBE e Digital Magics lanciano oggi. Si tratta di un progetto innovativo teso ad ottimizzare l’influenza online degli utenti. L’incubatore 56CUBE investe 180.000 euro nella startup, affiancandola con i propri servizi tecnici, finanziari, di mentorship e di marketing con il sostegno di Digital Magics

    56CUBE, venture incubator di startup innovative digitali nel Sud Italia, che nasce all’interno dell’incubatore certificato milanese Digital Magics quotato su AIM Italia, lancia e finanzia Buzzoole, la startup campana che rivoluziona la presenza online degli utenti, ottimizzandola, e identifica in maniera qualitativa, coinvolgendoli, gli influencer di un determinato settore. Per accelerarne lo sviluppo, 56CUBE ha investito in fase seed 180.000 euro nella startup, affiancandola con i propri servizi tecnici, finanziari, di mentorship e di marketing con il sostegno di Digital Magics.

    Buzzoole, buzzoole.com, è la prima piattaforma italiana di IEO (influence engine optimization), basata su un algoritmo e una tecnologia innovativi, che permette alle imprese di identificare qualitativamente gli influencer del proprio mercato e, grazie a loro, di generare passaparola su prodotti e servizi, premiandoli con offerte dedicate come sconti, test di prodotti, inviti esclusivi. Grazie alla tecnologia di Buzzoole, le aziende potranno pianificare in totale autonomia campagne di marketing online con budget liberi e flessibili.

    Buzzoole è stata premiata da SAP and PoliHub come startup più innovativa in ambito Big Data, Real Time e Predictive Analysis. Buzzoole è stata anche selezionata da Microsoft per il programma di supporto alle startup Bizspark, è arrivata alle finali di importanti contest italiani e internazionali come Next Berlin 2013, Mind the Bridge Accelerator, Web Summit a Dublino, UK-Italy Springboard 2012, 360by360 Competition (in corso).

    Diventare una startup di 56CUBE ed entrare all’interno di un network di alto livello, come quello di Digital Magics, rappresenta per noi un momento fondamentale che ci dà la motivazione e gli strumenti per continuare a metterci in gioco ancora di più e affrontare il mercato” – afferma Fabrizio Perrone, Fondatore e CEO di Buzzoole – “Stiamo già lavorando, con il supporto dei due ‘venture incubator’, per lo sviluppo tecnologico e strategico di Buzzoole: a breve rilasceremo la versione beta della nostra piattaforma e stiamo contattando importanti operatori industriali, ma anche piccole e medie imprese, per presentare gli elevati vantaggi competitivi dei nostri servizi.”

    Insieme a Digital Magics continuiamo a investire nell’innovazione del Sud Italia, ricevendo centinaia di progetti interessanti ogni mese” – ha dichiarato Gennaro Tesone, CEO di 56CUBE e Partner di Digital Magics – “Abbiamo selezionato per il nostro incubatore una delle startup più promettenti del Mezzogiorno. La scelta di affiancare questi giovani talenti e fondare con loro Buzzoole è dovuta alla business idea innovativa e originale dalla forte componente tecnologica, all’enorme scalabilità a livello internazionale e al team qualificato composto da Fabrizio Perrone, Gennaro Varriale, Luca Pignataro e Luca Camillo.”

    Il progetto ci pare davvero interessante e, facendo un grosso in bocca al lupo, continueremo a monitorarlo e a rendervene conto alla prossima occasione.

    E voi che ne pensate?

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  • Groupon per l’emergenza Lampedusa insieme a Ai.Bi Amici dei Bambini

    Groupon per l’emergenza Lampedusa insieme a Ai.Bi Amici dei Bambini

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    Groupon continua ad interessarsi ai temi sociali grazie allo strumento del coupon solidale. E proprio in questi giorni lancia una nuova iniziativa di raccolta insieme a “Ai.Bi Amici dei Bambini” per il progetto “Bambini in alto mare”. Iniziativa che servirà a sostenere servizi di pronta accoglienza dei migranti in Sicilia

    E’ cominciata nei giorni scorsi la raccolta fondi promossa da Groupon per sostenere il progetto “Bambini in Alto Mare” di Ai.Bi  Amici dei Bambini, al servizio delle fasce più deboli dei migranti, minori stranieri non accompagnati e mamme sole, che sempre più numerosi stanno sbarcando sulle coste italiane in questi giorni.

    Con un semplice click sul deal solidale, online dal 7 al 22 novembre 2013, gli utenti iscritti su Groupon.it potranno donare tra i 3 e i 15€ per sostenere la causa.  Il 100% del ricavato andrà interamente devoluto all’Associazione Ai.Bi. per finanziare l’apertura di strutture sul territorio per dare servizi di pronta accoglienza, trattamenti medico/sanitari, sostegno psicologico,  accompagnamento sociale e intermediazione culturale.

    Groupon Italia sostiene da più di due anni iniziative benefiche a favore di associazioni no profit italiane, supportate con grande partecipazione dai nostri iscritti”, afferma Giulio Limongelli, International Vice President Groupon per il Sud Europa, “ci auguriamo di poter dare, anche in questa occasione, un aiuto concreto all’Associazione Ai.Bi., con una campagna solidale dedicata. Perché non si può restare a guardare.”

    Il deal solidale promosso da Groupon Italia a favore di Ai.Bi. prosegue infatti un progetto già avviato da tempo, che prende il nome di Groupon Community, a favore di organizzazioni no profit italiane per sostenere progetti sociali sul territorio italiano come: Save the Children, Fondazione Umberto Veronesi, Fondazione ANT Italia Onlus, Fondazione Banco Alimentare, Associazione Dire donne in rete contro la violenza, Fondazione Ricerca Fibrosi Cistica e Associazione Bianca Garavaglia, il cui ricavato è interamente devoluto alle associazioni. Nell’ultimo anno Groupon Italia, grazie al contributo dei suoi iscritti, ha raccolto più di 130.000€ a favore di associazioni no profit italiane. Maggiori info su Groupon Community.

    Dal Gennaio di questo anno sono 37.450 gli immigrati giunti nel nostro paese, dato aggiornato alla fine del mese scorso. E di questi, il 10-15% sono minori stranieri non accompagnati. Secondo il Dipartimento di Pubblica sicurezza, al 7 ottobre i minori giunti via mare hanno già sfondato ogni record di arrivi: 6.316 (nel 2012 furono 2279) di cui 4056 non accompagnati. Un numero destinato a crescere. Si parla dunque di oltre 6000 bambini.

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  • Italiani e E-commerce. Gli Heavy Buyers italiani sono gli umbri

    Italiani e E-commerce. Gli Heavy Buyers italiani sono gli umbri

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    Sappiamo bene quanto il binomio Italiani e E-commerce stia dando vita ad un rapporto sempre più in crescita. E oggi, grazie sempre alla ricerca che Ipsos ha condotto per Webloyalty, possiamo tracciare la mappa dell’acquirente italiano online e scoprire che gli heavy buyers italiani sono gli umbri

    Dopo aver visto alcuni utili dettagli sulla ricerca “E-commerce in Italia: motivazioni e trend degli acquirenti online”, con un focus specifico sul fenomeno in crescita del cashback, ossia il meccanismo che prevede il rimborso per il consumatore di una parte della cifra spesa per ogni acquisto effettuato online, passiamo oggi a conoscere meglio chi sono gli acquirenti online in Italia, o meglio, conosciamo chi in Italia sono gli heavy buyers. E lo facciamo sempre grazie alla ricerca condotta da Ipsos per Webloyalty, azienda specializzata in programmi di sconti e nella generazione di reddito supplementare per aziende che fanno commercio online.

    Come sappiamo il nostro paese vive una condizione sicuramente non facile per quanto riguarda le connessioni alla rete e pensate che solo il 14% delle abitazioni è connessa tramite fibra ottica e a questo va anche associato il dato per cui ancora il 37% degli adulti in Italia non ha mai usato Internet. Ma nonostante tutto questo, i risultati di una ricerca condotta su quasi 5000 consumatori europei emerge la forte propensione all’acquisto dimostrata dagli utenti e-commerce italiani: quasi tre italiani su quattro tra quelli che si affidano al commercio digitale, infatti, hanno effettuato almeno cinque acquisti negli ultimi sei mesi.

    Dall’E-commerce  emerge, quindi, una tendenza che può permettere di colmare, almeno parzialmente, il gap nei confronti degli altri paesi europei in fatto di uso delle tecnologie digitali. In particolare, secondo la ricerca Ipsos – Webloyalty condotta su più di 1500 acquirenti nostrani,  ben il 75,9% degli italiani che utilizzano l’e-commerce è classificabile nella categoria degli “heavy buyer” (in contrapposizione ai cosiddetti “occasional buyer”), cioè tra coloro che hanno effettuato più di 4 acquisti su canali online negli ultimi 6 mesi. Addirittura il 69% ha superato i 5 acquisti. C’è una stretta connessione, inoltre, tra chi si affida in maniera massiccia all’e-commerce e la persona che all’interno della famiglia è responsabile della maggior parte degli acquisti nel loro insieme (il 76,6% si classifica tra gli heavy buyer).

    Interessante appare lo spaccato che riguarda le singole regioni italiane e la suddivisione tra “grandi compratori” e “acquirenti occasionali”, con dati che per alcuni versi appaiono inaspettati: tra gli Heavy Buyers, a cui spetta la leadership dei grandi clienti dell’e-commerce in Italia, troviamo gli utenti dell’Umbria (89,5% di “grandi compratori” contro il 10,5 di “acquirenti occasionali” ), seguita nella top ten dagli utenti della Liguria (87,2% vs. 12,8%), da quelli della Toscana (83,6% contro 16,4%), da quelli della Basilicata (rispettivamente 80% e 20%), da quelli della Lombardia (79,4% vs. 20,6%), da quelli della Sardegna (78,9% contro 21,1% ), da quelli del Piemonte (rispettivamente 77,8% e 22,2%), da quelli dell’Emilia Romagna (77,2% vs. 22,8%), da quelli del Lazio (76,5% contro 23,5%) e e infine da quelli Veneto (75,9% a fronte del 24,1%).

    Al contrario, le regioni dove si concentrano maggiormente gli “acquirenti occasionali” sono il Trentino Alto Adige (50% di acquirenti occasionali e di grandi compratori), il Friuli Venezia Giulia (36,4% di occasionali contro 63,6% di clienti abituali dell’e-commerce) la Calabria (33,3% di occasionali vs 66,7% di abituali), la Campania  (29,1% occasionali e 70,9% abituali) e l’Abruzzo (rispettivamente 27% e 73%). Percentuali che solo in alcuni casi rispecchiano quelle relative all’utilizzo di Internet e all’accesso alla banda larga nelle varie zone del nostro Paese.

    I dati della ricerca dimostrano come l’e-commerce, una volta conosciuto, sia molto apprezzato dagli utenti e rappresenti una via privilegiata per stimolare i consumi, oltre a incrementare  la capacità di spesa degli acquirenti”, ha dichiarato Alexandre Cotigny, Direttore Generale Sud Europa di Webloyalty. “L’obiettivo dei player del settore deve essere quello di accrescere la conoscenza del commercio digitale, sia mediante forme di education per vincere residue resistenze culturali, sia tramite la proposta di programmi di promozione e scontistica specifici – come “Acquisti e Risparmi” di Webloyalty – e l’utilizzo del cashback, il meccanismo di rimborso parziale della spesa effettuata online, capace di garantire un incremento della domanda per le imprese e un risparmio concreto per gli utenti.”

    Allora, che ne pensate di questi dati? Siete anche voi tra gli heavy buyers di cui si parla nella ricerca? Raccontateci la vostra esperienza con l’E-commerce.

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  • Cresce ma a rilento l’uso dei Social Media nelle aziende italiane

    Cresce ma a rilento l’uso dei Social Media nelle aziende italiane

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    Ecco i risultati della terza edizione dell’indagine dell’Osservatorio sui Social Media dell’Università IULM di Milano che fotografano la SocialMediAbility delle aziende italiane nel 2013. In sintesi, cresce l’utilizzo dei Social Media rispetto al 2011, ma a rilento e la gestione degli stessi è ancora caratterizzata da poca consapevolezza

    Lo scorso anno a proposito dell’indagine “Il SocialMediAbility delle Aziende Italiane” avevamo sottolineato come il rapporto tra le aziende italiane e l’utilizzo dei Social Media fosse ancora un “rapporto da costruire“. E oggi con i nuovi dati di cui vi parliamo oggi, presentati ieri pomeriggio presso l’Università  IULM di Milano, relativi all’edizione 2013 dell’indagine, si può dire che questo rapporto è in crescita, ma ancora a rilento. Significa che da un lato ci sono segnali positivi dell’utilizzo di questi strumenti da parte delle aziende italiane, ma la caratteristica della “poca consapevolezza” nell’utilizzo degli stessi persiste, aspetto più volte segnalato su questo blog e che questa interessante indagine ci conferma. Ma vediamo adesso in dettaglio la ricerca e la relativa infografica, molto esaustiva.

    Il SocialMediAbility valuta sinteticamente aspetti sia quantitativi che qualitativi della presenza social dell’azienda/brand, sulla base di tre diverse dimensioni: l’orientamento 2.0, la gestione/cura dei diversi canali social, e l’efficacia delle azioni adottate.

    L’indagine, promossa dall’Executive Master in Social Media Marketing & Web Communication, e realizzata dai ricercatori dell’Osservatorio Social Media IULM tra febbraio e settembre del 2013, ha preso in esame lo stesso panel di 720 aziende italiane monitorato nelle precedenti edizioni (120 per settore, ulteriormente segmentate al loro interno per dimensioni: 40 grandi, 40 medie e 40 piccole), appartenenti a 6 diversi settori: alimentare, arredamento, banche, hospitality, moda, pubblica amministrazione. Dalla ricerca, realizzata anche grazie alla piattaforma di monitoraggio “Social Listening” di Blogmeter, emergono, tra l’altro, i seguenti risultati:

    socialmediability-aziende-italiane-risultati

    • la percentuale delle aziende che utilizza almeno un social media per attività di comunicazione e marketing passa dal 49,9% del 2011 al 63,8% nel 2013
    • tale incremento è soprattutto il risultato della sempre maggiore penetrazione di tali canali nelle aziende più grandi, per le quali i social media costituiscono ormai ambienti “imprescindibili”. Mentre nella precedente rilevazione era il 57,3% delle stesse a gestire almeno un social media, nel 2013 tale percentuale è salita all’81,1%. Una crescita che allarga il divario già registrato negli anni precedenti nell’uso dei social media tra le grandi (da un lato) e le piccole e medie realtà (dall’altro) il cui ricorso a tali mezzi è aumentato di solo il 7% circa rispetto al 2011.
    • resta inoltre ancora largamente ambivalente il rapporto che le aziende mostrano di avere con tali canali dato che solo il 41% del totale dei casi esaminati rimanda ai propri ambienti social attraverso link presenti sul sito.
    • Facebook si conferma il canale più popolare, scelto dal 75% delle aziende che hanno attivato almeno un social media (rispetto al 71,1% del 2011)

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    • si rileva comunque in crescita anche l’uso di Twitter, LinkedIn e YouTube (utilizzati rispettivamente dal 45,1%, dal 44,1% e dal 51,2% delle aziende presenti sui social media, rispetto al 39,8%, al 35,7% e al 32% del 2011) e di Google Plus (17,2%) e Pinterest (18,1%), non monitorati nelle rilevazioni precedenti;
    • la maggiore diffusione di tali canali a livello aziendale non è stata tuttavia accompagnata da un altrettanto significativo aumento dell’indice medio di SocialMediAbility che, sul totale dei 720 casi esaminati è passato, su una scala di valori da 0 a 10, dall’1,16 registrato nel 2011 all’1,91 del 2013 con un incremento decisamente modesto. Si riconferma la correlazione positiva tra dimensioni aziendali e indice di SocialMediAbility: al crescere delle dimensioni aziendali, cresce la “qualità” delle pratiche d’uso di tali canali.

    socialmediability-aziende-italiane-dimensioni

    In sintesi – dichiara il Prof. Guido Di Fraia, Direttore Scientifico del Master – la ricerca mostra che, da un lato, l’aumento della presenza sui canali social da parte delle aziende italiane sia la testimonianza di un sempre maggiore riconoscimento dell’importanza di presidiare questi canali. Dall’altro, i risultati ottenuti evidenziano anche come essi siano molto spesso gestiti in maniera ancora poco consapevole rispetto alle logiche comunicative e ai linguaggi specifici di ciascun canale. L’utilizzo strategico ed efficace dei social media per attività di comunicazione e marketing appare ancora appannaggio di un numero limitato di aziende.”

    La ricerca dunque si conferma fondamentale per avere un quadro completo su quante e come le aziende italiane usano i Social Media,ma questo quadro, sebbene sia cresciuto, dimostra ancora alcune tinte fosche che speriamo nell’edizione prossima possano sparire del tutto. A dire il vero non ne siamo proprio certi che ciò accada, ma anche se solo fossero un po’ meno fosche, sarebbe comunque un risultato positivo.

    Interessante, a nostro avviso, il dato circa l’aumento dell’utilizzo dei Social Media all’aumentare delle dimensioni dell’azienda. A conferma che è proprio sulle piccole aziende su cui si deve lavorare. Poi in un periodo come questo, nelle piccole aziende, l’investimento sui Social Media non viene spesso compreso appieno, venendo rimandato nel tempo. E il rischio è proprio quello di perdere delle occasioni, delle opportunità.

    Voi che ne pensate di questi dati? Vi sorprendono? Raccontateci le vostre impressioni.

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  • Fotolia TEN Collection Season 2, l’ultimo artista è Peter Jaworowski

    Fotolia TEN Collection Season 2, l’ultimo artista è Peter Jaworowski

    fotolia-Peter-Jaworowski--ten-collection-Game-on

    E siamo giunti così al termine di questa entusiasmante serie TEN Collection 2 di Fotolia, durante la quale abbiamo conosciuto tanti artisti interessanti. L’ultimo della serie è Peter Jaworowski, artista polacco, che ci propone “Game on”, il file PSD che dalle ore 10 e per le 24 ore successive, potrete scaricare gratuitamente

    Fotolia TEN Collection 2 arriva a presentarvi l’ultimo artista della serie che è il polacco Peter Jaworowski, alias Il suo PSD intitolato Game on, sarà disponibile gratuitamente per 24 ore, dalle ore 10 di oggi sul sito www.tenbyfotolia.com.

    Peter Jaworowski è un artista autodidatta particolarmente abile nel lavorare in Photoshop, diventato famoso per aver lavorato con aziende come Nike, Nokia, e Oakley, i suoi lavori vengono regolarmente pubblicati su riviste come Computer Arts, IDN Magazine o Advanced Creation. Co-fondatore dello studio Ars Thanea a Varsavia nel 2007, conta circa 40 dipendenti provenienti da tutte le parti del mondo: Londra, New York, Sydney, Amsterdam e Francoforte.

    Photoshop è per me ciò che la matita e il foglio sono per un correttore di bozze: un supporto essenziale per trascrivere emozioni e creatività.”

    Il migliore lavoro è quello che puoi produrre in team. E’ più stimolante e produttivo”, ci racconta.

    Fedele al suo desidero di condividere e scambiare, Jaworowski ha scelto il suo sport preferito come tema per la sua opera TEN.

    Ho voluto lavorare su un tema universale che potesse essere utile a tutti i designer. Lo sport spesso viene rappresentato nei lavori commerciali, mi sembrava quindi fosse un buon soggetto.”

    Peter-Jaworowski

    Per creare l’illusione del movimento nella sua opera, Jaworowski ha usato diverse tecniche dimostrandosi molto abile nell’uso di Photoshop: digital painting, 3D, fotomontaggio e oltre 20 immagini prese dal database Fotolia.

    Mi è stato chiesto molte volte come creo le linee di luce. Questo è il motivo per il quale ho deciso di riprodurre per la TEN, una composizione dove la luce è vista come una fonte di energia che trasmette la sensazione del movimento.”

    Peter Jaworowski gioca con luci e le ombre e con colori inusuali per trasmettere l’agilità, la velocità e la forza della scena, dandogli un tono surreale.

    La scena rappresentata potrebbe venir fuori direttamente da un sogno.” Il giocatore in azione, salta come se fosse superman… “ La storia che racconto in Game on è semplice – ma è dalle cose semplici che emergono le creazioni più complesse ed emotive”, conclude l’artista.

    Per l’occasione, sono stati realizzati due video, sottotitolati in 12 lingue, ripresi nel paese di origine dell’artista. Il video Lifestyle che introduce l’artista, le sue influenze artistiche e il suo mondo, è quello che vedete in alto in copertina. Il video tutorial nel quale condivide le sue tecniche artistiche e i vari passaggi attuati per creare la sua opera, sarà rilasciato sempre oggi insieme al PSD gratuito su www.tenbyfotolia.com.

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    Allora, non perdete questa occasione per scaricare il PSD e per conoscere questo straordinario artista che potrà esservi utile come fonte di ispirazione.