Il crowdsourcing si sta diffondendo sempre di più e oggi vi parliamo di un nuovo e interessante esempio. Si tratta di [Im]possible Living, progetto tutto italiano, che ha lo scopo di rivalutare in chiave sostenibile tutti gli edifici abbandonati. E lo fa attraverso il crowdsourcing
“People have the Power” cantava Patti Smith alla fine degli anni ‘80. Chissà se è la stessa cosa che ha pensato Jeff Howe quando ha iniziato a ragionare sul concetto di Crowdsourcing. L’amore, la passione e la devozione verso un particolare interesse, così come il tempo libero e la voglia di voler condividere con gli “amatori” sono gli ingredienti base di questo concetto. Alcune persone, infatti, mettono a disposizione il proprio sapere ed il proprio tempo libero per fare qualcosa che si ama fare: questa è la forza del crowdsourcing.
Se vogliamo darne una definizione più specifica, più tecnica, che guarda meno al fattore umano, possiamo citare le parole dello stesso Howe:
Crowdsourcing è quando un’azienda prende il lavoro, di solito svolto da impiegati, e lo esternalizza ad un ampio gruppo indefinito di persone, nella forma di una call aperta, generalmente tramite internet”
Ci sono moltissimi esempi di come le persone si aggreghino spontaneamente attorno ad una passione, a volte per il puro piacere di imparare e contribuire alla conoscenza su un determinato argomento, altre per dare sfogo alla propria creatività. Wikipedia, I-Stock Photo, Zoopa ne sono la prova. Ma ciò che ha catturato la mia attenzione in questi giorni è stato [Im]possible Living.
L’idea è semplice ed è quella di rivalutare in modo sostenibile il patrimonio mondiale degli edifici abbandonati attraverso il crowdsourcing: “the first global community born to map and give new life to abandoned buildings”. Italiana, che mastica benissimo l’inglese, la piattaforma web [Im]possible Living è stata fondata da Daniela Galvani, di professione architetto, e da Andrea Sesta, ingegnere, accompagnati da un team di giovani creativi.
La community, composta da fotografi, architetti, cittadini e appassionati, ha lo scopo di mappare gli edifici abbandonati del mondo, facendo una catalogazione per località e descrizione. Si parte dalla creazione di una scheda del luogo/edificio abbandonato, con la possibilità di inserire foto ed informazioni sulla struttura. Online da dicembre 2011, la piattaforma è però ancora in fase beta.
In futuro ogni scheda potrà avere una sezione dedicata alla storia di ciascun luogo/edificio, ma si potranno inserire anche progetti ed idee per riqualificare l’area o l’impianto, il tutto in un ottica di sostenibilità. È previsto anche lo sviluppo di un’applicazione per smartphone, sia per Apple che Android, dalla quale sarà possibile fotografare l’edificio abbandonato, scrivere un breve commento e geolocalizzarlo direttamente sul sito. Un uso decisamente utile e costruttivo della geolocalizzazione dunque.
[Im]possible Living si presenta come un valido strumento a disposizione di tutti per avere maggior cura delle aree urbane in cui viviamo. Un modo più profondo di essere cittadini, una partecipazione attiva che può contribuire a lasciare alle generazioni future un ambiente più ospitale.

![[Im]possible Living, gli edifici abbandonati rivivono col crowdsourcing](https://www.franzrusso.it/wp-content/uploads/2012/02/impossible-living.jpg)

Di recente si parla sempre più spesso di censura in riferimento a Twitter in particolare. Proprio nei giorni scorsi ha suscitato molte polemiche ma anche molte perplessità, l’annuncio da parte di Twitter della possibilità di procedere a censura in alcuni stati. Un annuncio che ha sorpreso proprio perchè proviene da uno dei siti al momento più in forte ascesa e perchè fino ad ora su questo sito la libertà di espressione o comunque la libertà di dire ciò che si pensa era sempre stata salvaguardata. A patto di non incorrere in qualche violazione grave del regolamento. E sembra tanto evidente che la messa in pratica di quell’annuncio non si è fatta attendere. Infatti, in Francia Nicolas Sarkozy, presidente e candidato alle prossime presidenziali da poco sbarcato su Twitter, fa chiudere 2 account, di cui uno in particolare, @_nicolassarkozy, attivo già da un anno, l’altro è @SarkozyCaSuffit. ![Quasi 8 nuovi utenti al secondo sul web [Infografica]](https://www.franzrusso.it/wp-content/uploads/2012/02/pingdom.com-internet-users-580.jpg)
Sappiamo che da poco la popolazione globale è di 7 miliardi e che più di un terzo si collega alla rete. Ma vi siete mai chiesti quanti utenti al mese, alla settimana, al giorno o addirittura al secondo? Bene, se vi siete posti tutte queste domande oggi siamo in grado di fornirvi una risposta. Grazie allo studio di Pingdom dal quale è stata ricavata l’infografica che vi proponiamo, abbiamo un quadro più completo. Osservando i dati che fornisce 
Ancora una volta comScore ci offre dati interessanti sull’utilizzo in generale di Internet e ieri ha diffuso un comunicato con i risultati dell’utilizzo di Internet al mese di dicembre 2011 in Europa. Innanzitutto vale la pena evidenziare i dati sulla penetrazione del banking online. E si scopre che giusto in termini di penetrazione del servizio, l’Olanda è al primo posto con il 66,3% di coefficiente di penetrazione e il sito di banking online più diffuso e quello di ING Group. Tra i dati ingenerale sull’uso di Internet in Europa, 381,5 milioni sono stati i visitatori unici in Europa che hanno navigato nel mese di dicembre 2011 con una media di 27,5 ore per persona. L’Italia va un pò male, soprattutto per la media del tempo trascorso.![Storia dei Social Media [video]](https://www.franzrusso.it/wp-content/uploads/2012/02/Storia-Social-Media-Grovo.jpg)

Nasce “Tv fai-da-web”, il primo laboratorio universitario permanente dedicato ai format e linguaggi della web tv. Un laboratorio che diventa di fatto uno spazio di riflessione, analisi e sperimentazione ideato e promosso dalla cattedra di Semiotica dei nuovi media del Dipartimento di Discipline della Comunicazione dell’Università di Bologna e dall’osservatorio e network italiano delle web tv Altratv.tv. Un laboratorio rivolto agli studenti dell’ateneo bolognese, ma aperto anche a studiosi, appassionati e videomaker.
Certo, qualcuno starà già pensando che questa difficoltà è talmente evidente che non ci vuole una ricerca per capirlo. Forse, ma la ricerca di ING che vi proponiamo oggi ci da una visione globale della difficoltà al risparmio nel mondo e in Italia. Ed è interessante vedere attraverso questa ricerca che ci sono paesi le cui condizioni al risparmio sono migliori oggi che in passato. A livello globale il 51% del campione dichiara di risparmiare meno rispetto al passato e nelle potenze emergenti dell’Asia, ovvero Cina, India e Tailandia, la situazione finanziaria personale risulta in molti casi migliore rispetto al passato, sebbene questo non coincida con una grande disponibilità di denaro. 
Iniziare ad essere operativi strategicamente sui Social Media è sicuramente un primo passo da fare per poter estendere le possibilità di comunicazione e di engagement. Ma il passo successivo è quello che risulta poi più importante, cioè raccogliere tutti i dati che provengono da questa strategia e utilizzarli per prendere delle decisioni. Tenere traccia del sentiment, individuare tendenze, filtrare e analizzare i dati, comunicare coi propri fan o follower, misurare il ROI. E per fare questo, operazione che a volte può risultare semplice ma anche piuttosto complessa, è bene dotarsi di un’organizzazione per fare in modo che i dati vengano raccolti, monitorati, analizzati. In sostanza bisogna dar vita ad un processo e questo processo si basa principalmente sulla definizione di un Obiettivo sulla base del quale allineare e attivare tutte quelle attività che possono aiutarci a raggiungerlo. 
Avevamo già trattato un pò l’argomento, ossia la relazione tra personalità e social network, in occasione di un’infografica di Help for Depression in cui si affermava che Facebook, o comunque i social network, possono indurre 
