Categoria: News

In questa categoria si trovano articoli che parlano di comunicazione, condivisione, social media, social network. Insomma, tutto ciò che riguarda il web 2.0 e di come si sta evolvendo

  • Sui video di Facebook Live si possono aggiungere i sottotitoli

    Sui video di Facebook Live si possono aggiungere i sottotitoli

    Facebook continua ad intensificare Facebook Live e stavolta introduce forse una funzionalità che per molti sarebbe dovuta essere già presente. In pratica, da oggi è possibile aggiungere sui video in diretta dalla piattaforma anche i sottotitoli, per rendere il live accessibile davvero a tutti.

    All’interno del grande obiettivo che è quello di rendere Facebook accessibile a tutti, con l’obiettivo di “costruire una grande community globale”, viene introdotta una nuova funzionalità per i Facebook Live, i video in diretta che oggi gli utenti possono realizzare sia da desktop che da mobile, da iOS e da Android. La novità era stata annunciata al recente F8, la conferenza annuale di Facebook dedicata agli sviluppatori. In pratica, da oggi è possibile aggiungere ai video in diretta anche i sottotitoli, un modo per estendere l’audience del video che in questo modo permette anche agli utenti non udenti o a coloro che presentano problemi all’udito, di seguire il live. E questa nuova funzionalità è valida quindi per le diretta via web e per le dirette via mobile.

    facebook live video sottotitoli

    Con questo aggiornamento gli utenti che utilizzano le Live API potranno aggiungere lo standard “CEA-608” alle proprie dirette. In questo modo sara possibile attivare i sottotitoli ai video. Quindi gli utenti che a loro volta attiveranno i sottotitoli per seguire il live, li vedranno comparire riuscendo a seguire il video. Una funzionalità che è utile, come detto, a tutte quelle persone che presentano problemi di udito, più o meno gravi, ma, se ci pensate, è utile anche a tutte quelle persone che, per motivi di lavoro o personali, non possono seguire il video con l’audio attivato, quindi i sottotitoli tornano utili.

    facebook live video sottotitoli desktop web

    Ad oggi è possibile aggiungere sottotitoli ai video non in diretta nel momento in cui il video viene caricato e nella fase di montaggio si può anche usare il servizio di riconoscimento vocale del social network per generare automaticamente i sottotitoli.

    Facebook Live è un fenomeno in crescita, cosa che abbiamo già avuto modo di sottolineare in altre occasioni. Nell’ultimo anno, le visualizzazioni giornaliere di Facebook Live sono quadruplicate e 1 video su 5 è una diretta, secondo quanto riferisce Facebook. E’ quindi molto probabile che, grazie all’aggiunta dei sottotitoli, le visualizzazioni saranno destinata ad aumentare per il fatto che ancora più persone avranno la possibilità di seguire i Facebook Live.

  • LG G6: da LG lo smartphone che serviva

    LG G6: da LG lo smartphone che serviva

    LG G6 è il nuovo smartphone top di gamma della casa coreana che si presenta con un Display FullVision 5.7″ e con una fotocamera grandangolare da 13 MP. Lo smartphone è potente ed elegante ma solido con un design accattivante.

    Il nuovo LG G6 è davvero un ottimo smartphone. So che starete pensando che questa affermazione è scontata, ma posso assicurare che, avendolo provato e possedendo lo smartphone precedente della casa coreana, l’affermazione è sincera. E di seguito vi spiegherò perché.

    Lo scorso anno il modello G5, quello che introdusse l’idea modulare del dispositivo, aveva già impressionato positivamente, proprio per l’idea di poter espandere, appunto con diversi moduli, l’esperienza del dispositivo. Ma quello che offre LG G6 è qualcosa di più. Già, è sempre più difficile in un mercato in continua, e veloce, evoluzione come quello degli smartphone pensare di poter aggiungere qualcosa in più, e possiamo dire che il G6 offre qualcosa in più.

    Cominciamo col dire che stiamo parlando di un dispositivo che in uno spazio di 5.2″ riesce ad offrire un Display FullVision 5.7″, questo grazie al fatto che i bordi sono di fatto inesistenti. E’ come se avessimo in mano un phablet ma dalle dimensioni più ridotte, è infatti più stretto del G5. Una caratteristica del G6 che si apprezza subito questa che risulta ottimale in ogni situazione, anche lavorativa. Il dispositivo presenta un design rinnovato e sofisticato in vetro (Corning Gorilla Glass 5) con profilo in metallo, ma al tempo stesso rimane solido, maneggiandolo infatti non “sguscia via”. E’ maneggevole, facile da usare.

    lg g6 fotocamera franzrusso.it 2017

    Sul retro del G6, leggermente curvo ai lati, troviamo la doppia fotocamera grandangolare da 13 MP ed è una delle caratteristiche del dispositivo che si apprezzano di più. La fotocamera riesce a scattare foto chiare e limpide in qualsiasi condizione di luce, da il meglio di sé nell’outdoor regalandovi delle foto spettacolari, come quelle che vedete in questo post. Il grandangolo praticamente offre un campo visivo che va dai 71°ai 125°, uno spazio che di fatto vi permette di realizzare delle foto spettacolari (scusate, ma è difficile non ripetersi) e professionali. Comoda la possibilità di poter visualizzare da subito le istantanee che visualizzate nell’app della fotocamera nel riquadro sottostante.

    L’utilizzo della fotocamera riesce a soddisfare qualsiasi esigenza grazie ad un processore degno di questo nome. Il G6 si presenta infatti con una CPU 2.35GHz Quad Core Qualcomm Snapdragon 821 con 4GB di RAM rendendo lo smartphone dinamico e veloce in qualsiasi situazione, anche molto stressante che è quella a cui lo abbiamo sottoposto nella prova. Lo smartphone non ha mai dimostrato alcun rallentamento e, cosa assolutamente da apprezzare, il G6 non si surriscalda grazie ad un sistema di raffreddamento offerto da una heatpipe, che permette la dissipazione del calore generato dal SoC.

    lg g6 fotocamera grandangolo franzrusso.it 2017
    LG G6 – fotocamera con grandangolo

     

    Sul retro troviamo poi il tasto che non si limita solo a spegnere e accendere lo smartphone, ma consente di personalizzarlo e renderlo più sicuro con il riconoscimento delle impronte digitali.

    La batteria è un altro punto forte del dispositivo, 3300mAh integrata con ricarica rapida. Per intenderci, nella prova stress, con continuo uso di app e fotocamera, la batteria ci ha permesso davvero di arrivare a fine giornata senza problemi. Altre caratteristiche tecniche, assoluta novità, sono la resistenza all’acqua fino ad un metro e mezzo per 30 minuti, quindi non preoccupatevi se dovesse cadervi in acqua; lo smartphone è sigillato a tal punto da proteggerlo da polvere e infiltrazioni.
    Lo spazio a disposizione è di 32 GB con microSD, quindi molto ampio da poter immagazzinare migliaia di foto e video.

    Insomma, il nuovo LG G6 è il lo smartphone che serviva, bello ampio, elegante, solido. Ha tutte le caratteristiche che servono, adatto a qualsiasi utilizzo. Ed è per questo che oggi ve lo consiglio. Se siete alla ricerca di uno smartphone performante, allora il G6 è quello che fa per voi.

    E mi raccomando #togetherwithg6 #LGamazing #LGg6 #grandangoliamo.

    Buzzoole

  • Gli italiani amano Instagram: gli utenti attivi sono 14 milioni

    Gli italiani amano Instagram: gli utenti attivi sono 14 milioni

    Instagram piace sempre di più agli italiani e la nuova conferma ce la dà il co-fondatore Mike Krieger in Italia in questi giorni per lanciare #GenInstaTakeover. Gli utenti complessivi nel nostro paese sono 14 milioni.

    Gli italiani amano Instagram e l’apprezzano sempre di più. Lo scorso anno, quando Kevin Systrom era in Italia per il lancio dell’account ufficiale di Papa Francesco e del Quirinale, era stato diffuso il dato che gli italiani che utilizzavano l’app erano 9 milioni. Ebbene, in occasione della visita in Italia stavolta di Mike Krieger, l’altro co-fondatore di Instagram, scopriamo che gli italiani che usano Instagram sono 14 milioni. A fine aprile Instagram ha raggiunto e superato il traguardo dei 700 milioni di utenti attivi, a febbraio 2016 erano 400 milioni.

    Mike Krieger in occasione della visita nel nostro paese ha annunciato il lancio dell’iniziativa #GenInstaTakeover, che vuole accendere i riflettori sui membri più giovani, interessanti e positivi della community. L’iniziativa vuole evidenziare il ruolo attivo che hanno i giovani utenti, spesso attivi su campagne sociali o anche capaci di attivare un proprio business.

    instagram italia 14-milioni utenti franzrusso.it

    Tra i giovani instagrammer coinvolti nell’iniziativa ci sono il calciatore freestyler @davfastfoot, i giovani fotografi @imedoardomei, @photographyanais e @giovanni_genzini e la yogi @micoldelloro. #GenInstaTakeover unirà giovani instagrammer italiani con brand, ONG, media, dando loro accesso e controllo degli account Instagram dei partner, così da offrire il loro punto di vista sul mondo. Tra i primi partner ad aderire all’iniziativa vi sono il Ministero della Cultura e del Turismo, AC Milan, Mediaset, Inter FC, Telefono Azzurro, e Fonzies.

    E del fatto che gli italiani amino sempre di più Instagram ne avevamo parlato a fine marzo scorso, quando avevamo conosciuto, grazie ad uno studio di Blogmeter, quelle che erano le piattaforme più usate e meno usate dagli utenti italiani. Instagram era infatti la terza piattaforma più usata, con un incremento di utilizzo del 40%, molto apprezzata proprio dai giovanissimi tra i 15 e i 17 anni.

    Qualche altro dato che Krieger ha diffuso durante il suo tour. In Spagna gli utenti sono 12 milioni con una crescita del 66% rispetto all’anno precedente, inoltre la Spagna che in media usa di più Instagram Stories: 150% della media mondiale. Ma il paese dove Instagram cresce di più è l’India con 30 milioni di utenti attivi.

  • L’importanza di un Blog nella costruzione del proprio Personal Branding

    L’importanza di un Blog nella costruzione del proprio Personal Branding

    Ci si chiede spesso se oggi abbia ancora senso il Blog nella costruzione del proprio Personal Branding. Ebbene, la risposta è sì. Il Blog più di ogni altro strumento permette alle persone di disegnare e costruire il proprio spazio sulla base di ciò che si vuole fare e di ciò che si sa fare.

    La domanda che mi sento fare spesso, oggi, è: “ha ancora senso creare un Blog per costruire il proprio personal branding?“. La mia risposta è “ovviamente, sì!“. Ma non vorrei essere così sbrigativo nel fare questa affermazione, quindi cercherò di motivarla meglio.

    Il mio percorso digitale, quindi orientato alla costruzione di un mio spazio sul web e sui social media, è iniziato un po’ di tempo fa, ma sono riuscito in qualche modo a dare concretezza quell’obiettivo che mi ero fissato nel 2008, l’anno in cui ho creato franzrusso,it “InTime, condivido per comunicare”, dove praticamente ho cercato, sin da subito, di dare spazio a quello che volevo fare. E cioè, costruire il mio personal branding, il luogo nel quale far conoscere le mie competenze, i miei interessi, chi ero veramente. In altre parole, stavo cominciando a costruire e a dare forma alla mia professionalità. Il Blog in questo ha avuto un ruolo fondamentale, non ci sarebbe Franz Russo se non ci fosse stato InTime.

    blog personal branding

    In quasi dieci anni ho cercato di raccontare, interpretare, spiegare, anticipare (aspetto molto difficile questo) come la comunicazione digitale stava evolvendo. Un processo che non si è ancora esaurito, per la verità. I Social Media sono gli strumenti che più di ogni altro, negli ultimi decenni, sono stati in grado di rivoluzionare il modo di comunicare e il modo di fare Relazione.

    L’esperienza accumulata prima in aziende piccole e grandi, occupandomi di comunicazione e marketing, mi ha permesso di essere in grado di riconoscere certi fenomeni e saperli affrontare, ma al tempo stesso non ho mai smesso di informarmi, un aspetto che è ormai un elemento fondamentale per quello che faccio oggi.

    Tutta questa attività la faccio grazie al blog che oggi è un po’ come il mio biglietto da visita, il luogo dove trovare informazioni, notizie, ma anche capire di cosa mi occupo.

    Ma nell’era dei Social Media ha ancora senso il Blog per costruire il proprio spazio? Certo che sì. Il Blog, per le sue caratteristiche, è il luogo che meglio di altri permette alle persone di disegnare e costruire il proprio spazio sulla base di ciò che si vuole fare e di ciò che si sa fare. Vero, anche attraverso Facebook, Twitter o Instagram è possibile fare questo, con modalità e tempi differenti, ma la possibilità di costruire i Contenuti sulla base di Categorie, catalogarli quindi per temi, archiviarli, renderli disponibili in maniera facile sono caratteristiche che i Social Media non offrono, o non offrono in maniera intuitiva. Per non parlare dello spazio a disposizione che il Blog offre, potenzialmente senza limiti.

    Ecco perchè ancora oggi consiglio sempre, a chiunque voglia costruire un proprio spazio online, il Blog. Ma come tutte le cose, anche il Blog necessità di un piano, di una progettazione, di cura. Il Contenuto vi permetterà di farvi conoscere, di far arrivare agli utenti di riferimento quello che siete e quello che fate. E’ un processo che ha bisogno di tempo, pensare di avere tutto e subito è l’approccio peggiore che si possa avere quando si apre un Blog. Nella mia esperienza sono arrivato a definire tre elementi che ho coniato “Fattore PMD“. E cioè: Passione, Metodo e Determinazione.

    Passione – non ci può essere un Blog che tratti di un tema che non vi appassioni; il Blog nasce proprio perchè voi volete trasmettere la vostra passione e, attraverso quella definire, la vostra professionalità;

    Metodo – senza una programmazione di contenuti e di tempo non si va da nessuna parte, un Blog in realtà non si improvvisa (nonostante ci sia ancora qualcuno che pensi il contrario).

    Determinazione – la strada del Blog non è mai del tutto in discesa, ma prima di tutto è in salita e molto ripida anche; e questa è la fase in cui l’impegno, la voglia sono più forti delle difficoltà che si incontreranno per strada. Bisogna costruire per poi poter dire di aver fatto qualcosa. Il Blog rappresenta un po’ la casa del vostro Personal Branding.

    Se il Fattore PMD è presente allora, quasi certamente, il Blog sarà utile per il proprio Personal Branding, con successo.

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    Approfondisci:

    I Blog non sono Morti, stanno solo cambiando Forma

    Le Qualità che servono per essere un bravo Blogger

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  • Internet in Italia, per la prima volta il Mobile supera il Desktop

    Internet in Italia, per la prima volta il Mobile supera il Desktop

    Non è un mistero che gli utenti italiani amino il Mobile e che accedano spesso a internet dai dispositivi mobili. La notizia è che nel mese di marzo, secondo quanto rilevato da comScore, in Italia l’accesso a Internet da Mobile è stato più alto di quello da Desktop: 25% degli utenti contro il 24%.

    Gli italiani hanno da sempre una grande passione per il Mobile, lo era prima per i cellulari e lo è ancora di più oggi con smartphone e tablet. Come abbiamo già più volte scritto qui sul nostro blog, l’Italia è il paese in Europa leader per utilizzo e per uso dei dispositivi mobili, specie per accesso a Internet. Questo lo si spiega, tra le tante motivazioni, anche per via di una non estesa banda larga che ha influito su questo dato. Ma, infatti, non è solo questo. Gli italiani amano il fatto di poter effettuare tutta una serie di attività in mobilità, senza per forza essere legati ad una postazione fissa. Detto questo, fa notizia in questi giorni, ma non è una sorpresa, constatare nuovamente che l’Italia è uno dei primi paesi al mondo per tempo trascorso sui dispositivi mobili, così come rilevato da Statista, primo paese in assoluto in Europa dopo aver superato la Spagna leader, da questo punto di vista, nel 2012.

    accesso internet mobile desktop italia 2017 franzrusso.it

    Ma un’altra notizia, davvero interessante, è che, secondo quanto rilevato da comScore, in Italia nel mese di marzo l’accesso al web da Mobile ha superato quello da desktop. Se vi ricordate, nel mese di novembre del 2016 vi avevamo parlato dei dati diffusi da StatCounter che diceva che per la prima volta a livello globale gli utenti che accedevano da mobile superavano quelli che accedevano da desktop. Un dato che in quel periodo non veniva rispecchiato ancora nel nostro paese. Ma ora anche in Italia possiamo dire che questa tendenza si è verificata.

    mobile utenti italiani primi europa

    Come dicevamo, a marzo 2017 la Total Digital Population italiana (37,3 milioni di visitatori unici Desktop e Mobile), ha fatto registrare il sorpasso degli utenti che accedono a Internet esclusivamente tramite device mobili (9,3 milioni, pari al 25% del totale) sugli utenti che accedono solo da desktop (9,1 milioni, pari al 24%).

    Gli utenti multi-piattaforma rappresentano la metà della popolazione digitale italiana (51%), in crescita di 4 punti percentuali rispetto al 47% registrato a settembre 2016.

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    Il confronto tra il dato di marzo 2017 e quello di settembre 2016 mette in evidenza che l’aumento dell’audience mobile-only riguarda tutte le principali categorie di contenuto. Le maggiori crescite in punti percentuali si registrano nelle categorie News (passata dal 28% al 40%), Retail (dal 22% al 33%) e Sports (dal 41% al 51%). Le singole categorie mostrano peculiarità che ne determinano le modalità di accesso ai contenuti.

    internet mobile supera desktop 2017

    Da un lato categorie come News e Lifestyles raggiungono ormai l’80% della propria audience complessiva su dispositivi mobili (utenti esclusivi mobile e utenti multipiattaforma). Dall’altro lato, nelle categorie come Retail e Business, in cui è forte l’elemento transattivo, gli utenti mobile sono pari al 65% dell’audience totale, evidenziando come la componente Desktop-Only ricopra ancora un ruolo importante.

    Il 30% di coloro che accedono a Internet per usare i Social Media lo fa esclusivamente da Mobile.

    Cosa si evince da questi dati? Il primo dato è che gli utenti si stanno spostando sempre più verso il mobile, il dato dei 9,3 milioni è quindi destinato a salire. E di conseguenza, come secondo dato, è che le aziende oggi non possono fare a meno di strategie orientate al mobile se vogliono davvero raggiungere le persone, se vogliono davvero stringere Relazioni.

    Ormai si tratta di un dato di fatto.

  • Facebook Live, da oggi è anche possibile fare una diretta con un amico

    Facebook Live, da oggi è anche possibile fare una diretta con un amico

    Facebook lancia due nuove funzionalità che riguardano Facebook Live rendendolo sempre più collaborativo, a conferma che il video è sempre più centrale nelle strategie della piattaforma. Con “Live Chat With Friends” è possibile creare una chat privata con amici durante una diretta e con “Live With”  è possibile invitare utenti a partecipare alla diretta.

    Per Facebook il Video è sempre più importante, specie quando si parla di video live. E le novità di oggi ne sono la conferma Facebook lancia due nuove funzionalità che riguardano Facebook Live, rendendolo sempre più collaborativo e partecipativo. Facebook Live si è rivelato uno strumento molto apprezzato dagli utenti e per questo da Menlo Park hanno pensato di potenziarlo queste novità che lo renderanno ancora più diffuso. Le novità si chiamano Live Chat With Friends e Live With e sono disponibili da oggi per tutti gli utenti iOS. Non si conoscono particolari che riguardano Android, per il momento.

    Con Live Chat With Friends è possibile attivare una chat privata con alcuni amici durante una diretta. Come sapete, durante una diretta su Facebook è possibile che si creino delle conversazioni, un aspetto molto apprezzato, ma con questa funzionalità è possibile attivare una conversazione coinvolgendo solo alcuni contatti, limitando la dispersione della conversazione stessa. Al momento è in fase di test e molto probabilmente verrà estesa a tutti in estate.

    facebook live chat friends

    La seconda novità di oggi, forse la più interessante, è Live With con cui è possibile fare una diretta insieme ad un amico. La funzionalità permette di invitare un amico tra quelli che stanno guardando il video dalla sezione “Live viewers”, oppure scegliendo un utente che ha commentato la diretta, in entrambi i casi gli utenti possono scegliere o meno di partecipare alla diretta. Si può scegliere la visualizzazione tra “ritratto”, quindi immagine su immagine”, o “landscape”, quindi immagine di fianco a immagine”.

    facebook live with landscape

    Due modalità interessanti, specie la seconda, che spingono Facebook Live a diventare uno strumento video più aperto. “Live With” sembra quasi una sorta di hangout, la modalità video di gruppo di YouTube.

    E voi che ne pensate?

  • Twitter, adesso le aziende possono fare promozione con le chatbot

    Twitter, adesso le aziende possono fare promozione con le chatbot

    Twitter continua a rilasciare funzionalità che possano permettere alle aziende di creare un coinvolgimento con gli utenti sempre più ampio. Ed è il caso della funzionalità Direct Message Card che permette di fare promozione sfruttando la modalità delle chatbot. Anche se sarebbe meglio che Twitter si impegnasse a rendere la piattaforma più vicina agli utenti.

    Twitter continua a rilasciare funzionalità che permettano alle aziende di creare un coinvolgimento più ampio con gli utenti, al fine di stringere Relazioni. Come sappiamo bene, Twitter funziona molto bene come servizio di supporto/assistenza diretta attraverso i Messaggi Diretti, i Direct Messages, elemento in effetti indiscutibile. I Messaggi Diretti per le aziende sono preziosi proprio per avere una Relazione diretta con l’utente. Ebbene, Twitter va in questa direzione offrendo alle aziende di fare un passo ulteriore, ossia fare promozione sfruttando le chatbot, con le Direct Message Card.

    twitter chatbot direct message franzrusso.it 2017

    La modalità è quella di creare una Twitter Card specifica per i messaggi, Direct Message Card, al fine coinvolgere e attirare l’attenzione dell’utente con qualche grafica specifica, al fine di iniziare una conversazione con l’utente grazie ad un bot. Una volta che l’utente clicca per inizare, il bot comincia a porre delle domande offrendo all’utente fino a quattro possibilità di risposta. Un esempio che Twitter cita è quello di Patròn Tequila che ha lanciato il suo Bot-tender che invita gli utenti all’interazione con lo scopo di creare il cocktail ideale per l’utente stesso.

    twitter chatbot messaggi diretti

    Questa idea di Twitter di spingere sui bot è diversa da quella messa in atto da Facebook, ad esempio. Quella che si vede su Messenger è una modalità orientata all’assistenza, in questo caso in vece ci troviamo di fronte ad una modalità automatizzata di fare marketing. Infatti, queste Card non risolvono i problemi degli utenti, ma hanno l’obiettivo di spingere l’utente verso il brand.

    Si tratta in effetti di una modalità interessante, certo, bisognerà vedere quale sarà il livello di gradimento degli utenti nel ricevere card come queste nei messaggi diretti. E’ infatti tutto da vedere.

    Ancora una volta, Twitter non si impegna a risolvere i problemi che continuamente gli utenti segnalano e che sono, del resto, evidenti a tutti. Modalità come queste sono positive, ma sarebbe ancora più utile pensare a creare coinvolgimento sulla piattaforma con l’obiettivo di accrescere la base utenti. Perchè puoi avere l’idea più bella di questo mondo, ma se non c’è “nessuno” a cui indirizzarla allora vuol dire che  qualcosa di sbagliato c’è. Certo, quel “nessuno” è una forzatura, ma rende bene l’idea di cosa stiamo parlando. Twitter dimostra di voler accrescere lo strumento, di coinvolgere meglio le aziende, sapendo bene che poi le stesse aziende troverebbero difficoltà a realizzare i loro obiettivi.

    Meglio sarebbe impegnarsi a creare un prodotto (leggi piattaforma) più vicino a quello che richiede oggi l’utente. Il resto viene dopo.

  • Telegram 4.0: disponibili pagamenti per i bot, video messaggi e Instant View

    Telegram 4.0: disponibili pagamenti per i bot, video messaggi e Instant View

    Per i tanti utenti (e crescono sempre di più) che giù usano Telegram arriva un nuovo importante aggiornamento, 4.0, che aggiunge funzionalità interessanti. E sono:  effettuare pagamenti nelle chatbot, inviare video messaggi e anche gli Instant View, per accedere velocemente agli articoli di news o blog.

    Telegram, l’app di instant messaging nata nel 2013 che fa della sicurezza il suo fiore all’occhiello, è in continua crescita. Gli ultimi dati parlano di più di 100 milioni di utenti, in crescita appunto. E proprio per questo Telegram ha da poco aggiornato l’app alla versione 4.0 che presenta della funzionalità molto interessanti e che spingono l’app a diventare sempre più “un’app di utilità“.

    telegram 4.0 app

    Una delle novità di Telegram 4.0 più interessante è quella che riguarda la possibilità di effettuare pagamenti all’interno delle chatbot, quelle esplose proprio grazie a Telegram. Una chiara mossa per avvicinare ancora di più le aziende ad utilizzare l’app per creare una relazione con i propri clienti e per offrire loro la possibilità di poter procedere al pagamento di un servizio, attraverso un bot per l’appunto. Come, per esempio, pagare la pizza ordinata via app oppure pagare il taxi prenotato, senza mai lasciare l’app. Una funzionalità che somiglia molto a quella già disponibile, e da tempo, su Messenger di Facebook. Sarà quindi interessante vedere come le aziende si avvicineranno a Telegram anche in vista di questa funzionalità.

    telegram 4.0

    L’aggiornamento 4.0 di Telegram porta con sè altre due interessanti novità. La prima riguarda i video messaggi che compariranno come “bolle” nella conversazione e saranno spediti in modo più veloce e immediato rispetto ad un normale filmato video. La loro durata massima sarà di 1 minuto. Il destinatario li scaricherà e li vedrà partire in automatico, opzione che si può anche disabilitare. Mentre si guardano si potrà accedere anche ad altre chat, infatti la “bolla” col video messaggio sarà in primo piano ma in un angolo dello schermo del telefono. Per attivare la modalità di invio messaggio in video sarà sufficiente toccare l’icona microfono all’interno della chat. Subito dopo bisognerà tenere premuta l’icona della macchinetta e quindi procedere alla registrazione del messaggio col il rilascio dell’icona. Con Telescope sarà possibile caricare brevi video i quali saranno resi visibili anche a coloro che non hanno Telegram su una piattaforma esterna, esempio: telesco.pe/nomecanale.

    Altra novità riguarda è Instant View e ricorda molto gli Instant Articles di Facebook. Riguarda proprio la possibilità di aprire rapidamente contenuti da link di siti di news o blog. Gli articoli verranno formattati per essere subito fruibili e quindi ottimizzati per essere letti direttamente dall’app. Un servizio che sarà quindi concorrente anche degli AMP di Google. Inoltre Telegram ha annunciato che lancerà un contest da 200 mila dollari per gli Instant View a, quasi, tutto il web.

    Allora, che ne pensate e, soprattutto, usate Telegram? Raccontateci la vostra esperienza.

     

  • Con Fattore Futuro McDonald’s valorizza le eccellenze italiane

    Con Fattore Futuro McDonald’s valorizza le eccellenze italiane

    In occasione di “Food for All! Dalla Carta di Milano al cibo del futuro per tutti”, abbiamo conosciuto il progetto di McDonald’s Italia “Fattore Futuro” legato al tema della qualità e della provenienza degli ingredienti. Ne abbiamo parlato in questa intervista con Mario Federico, Amministratore Delegato di McDonald’s Italia.

    In occasione di Food for All! Dalla Carta di Milano al cibo del futuro per tutti, la serie di incontri, dibattiti e laboratori tenutasi dal 3 al 10 maggio e organizzata dalla Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, McDonald’s ci ha invitati a scoprire una sua iniziativa molto interessante legata al tema della qualità e della provenienza degli ingredienti: #FattoreFuturo

    Con questo progetto McDonald’s punta alla valorizzazione delle filiere italiane e delle sue eccellenze scommettendo sui giovani. Fanno parte del progetto 20 imprenditori agricoli italiani (selezionati da 130 candidature) con meno di 40 anni che forniranno a McDonald’s parte delle materie prime servite ogni giorno nei ristoranti a 700 mila clienti italiani. Con questo progetto l’azienda, in Italia da oltre 30 anni, e con l’80% dei propri fornitori italiani, dimostra di crede fortemente nel sistema agricolo italiano.

    Ne abbiamo parlato con Mario Federico, Amministratore Delegato di McDonald’s Italia, per capire come sia nato il progetto e che cosa rappresenti l’azienda.

    fattore futuro

    Ci può spiegare come siete arrivati a Fattore Futuro, un progetto che di fatto premia il territorio italiano?

    Fattore Futuro è un progetto di McDonald’s Italia patrocinato dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, nato con l’obiettivo di supportare gli imprenditori agricoli sotto i 40 anni. Tramite un bando abbiamo selezionato 20 giovani agricoltori, all’interno di 7 diverse filiere, con dei progetti concreti di innovazione e sostenibilità per lo sviluppo futuro della loro azienda.

    Ma il nostro impegno verso il territorio nazionale non finisce qui. Siamo un partner solido del sistema agro-alimentare italiano nel quale investiamo circa 162 milioni di euro all’anno.

    Sono poi storie che appartengono al nostro Paese, fatte di sacrifici e passione.

    E’ bello ascoltare le loro storie, storie di imprenditori che fanno ricerca, che collaborano con le Università. Manifestano, nel lavoro che portano avanti tutti i giorni, la loro passione verso il proprio mestiere che svolgono nel rispetto dell’ambiente e degli animali, portando innovazione e progresso nel settore. Queste sono storie che emozionano e rappresentano la parte buona e positiva dell’Italia. Sono dell’idea che si debba parlare di più delle eccellenze del nostro territorio perché questo aiuta e stimola ognuno di noi.

    Cosa vi aspettate da Fattore Futuro? Soprattutto dal punto di vista del brand?

    Questa non è un’operazione di comunicazione, è molto di più. Si tratta dare a questi 20 imprenditori la certezza di un contratto triennale, non molto frequente nel settore agricolo. Fattore Futuro è un impegno concreto che ci siamo presi, come azienda, nei confronti di queste 20 aziende virtuose.

    Questa è una collaborazione che dà valore a McDonald’s e all’eccellenza italiana, di cui non si parla mai abbastanza. È anche importante che i consumatori siano consapevoli di quello che scelgono, in termini di provenienza e qualità degli ingredienti: i 200 milioni di panini che vendiamo ogni anno, ad esempio, sono fatti con grano coltivato in Emilia Romagna, carne proveniente da più di 15.000 allevamenti italiani, insalata coltivata nel nostro Paese.

    Fattore futuro McDonalds Feltrinelli Mario Federico
    Al centro della foto, Mario Federico – AD di McDonald’s Italia

    Quindi possiamo dire che Fattore Futuro avvicinerà di più il brand alla cultura italiana?

    Siamo nati negli Usa, ma siamo ormai un’azienda con un legame fortissimo con l’Italia. Italiani sono gli ingredienti che usiamo ogni giorno nei nostri 550 ristoranti, le nostre ricette, la maggior parte dei nostri fornitori. Sicuramente questo progetto rappresenta un ulteriore tassello nel percorso di localizzazione delle materie prime intrapreso ormai da diversi anni.

    Ringraziamo Mario Federico, Amministratore Delegato di McDonald’s Italia, della disponibilità.

    Durante la serata di presentazione, moderata da Patrizio Roversi, lo chef lo chef Eugenio Boer, del ristorante Essenza di Milano, ha realizzato dei nuovi piatti usando esclusivamente gli ingredienti che si usano per i panini di McDonald’s. Come il MaCaron con pollo, salsa al formaggio e grue di cacao; la Pollock Tartare; la Mini Tortilla; il “Like a Benedict Egg” e il “Little Big Boer”.

    Fattore Futuro è un progetto che dà visibilità a tutta l’eccellenza italiana, all’imprenditoria giovanile e tira fuori quel nostro essere italiani capaci di mettere tutta la nostra passione nel fare le cose bene. Sono concetti che ci piacciono, che seguiamo con grande attenzione. Ed è per questo che abbiamo voluto parlarne qui sul nostro blog.

     

  • Mobile Payment: Apple Pay da oggi è disponibile anche in Italia

    Mobile Payment: Apple Pay da oggi è disponibile anche in Italia

    Apple Pay, il sistema di pagamenti da usare con iPhone, e non solo, da oggi è disponibile anche nel nostro paese. Con questo sistema, lanciato nel 2014 e già presente in 15 paesi, lo smartphone del colosso di Cupertino diventa un metodo di pagamento veloce e sicuro. In Italia, Apple ha stretto accordi con Unicredit, Carrefour e catene di negozi come Eataly, Sephora e altri. E’ anche disponibile su Supermercato24 per la spesa online.

    A distanza di tre anni da lancio ufficiale, avvenuto il 9 settembre 2014 poi reso disponibile il 20 ottobre dello stesso anno negli Stati Uniti, Apple Pay da oggi è indisponibile anche in Italia. Il sistema di pagamento è utilizzabile su iOS con dispositivi come l’iPhone, dall’iPhone 6 in avanti, oppure utilizzando Apple Watch o superiori, iPad Air 2 o superiori e anche su Mac con macOS Sierra o versioni successive. Apple Pay funziona con PayWave di Visa, PayPass di MasterCard, ExpressPay di American Express e le carte Visa. Il sistema lanciato dal colosso di Cupertino è già disponibile in 15 paesi del mondo ed è usato conta già milioni di utenti che lo utilizzano, facendo registrare un volume di transazioni  in crescita del 450% nell’ultimo anno, con un tasso di soddisfazione del 97%

    Apple Pay arriva in Italia dopo aver stretto accordi con Unicredit, Carrefour e Boon e grazie anche ad intese raggiunte con catene di negozi come Auchan, Eataly, Ovs, Sephora. MA è anche disponibile su Supermercato24, il primo player italiano della spesa online con consegna a domicilio. Tra i partner figurano CartaBCC, ExpendiaSmart, Fineco, Hype, N26 e Widiba. Prossimamente, anche i clienti di Banca Mediolanum e American Express potranno utilizzare Apple Pay.

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    Come funziona Apple Pay

    Apple Pay permette di effettuare pagamenti presso terminali POS contactless, nelle applicazioni iOS e su Safari. In pratica, digitalizza e sostituisce il chip della carta di credito e il suo codice PIN nei POS. È simile ai pagamenti contactless già utilizzati in molti Paesi, con l’aggiunta di un’autenticazione a due fattori. Il servizio consente ai dispositivi Apple di comunicare in modalità wireless con il sistema POS sfruttando la tecnologia NFC. All’interno del sistema vi è un chip che provvede a memorizzare le informazioni di pagamento criptate (non verranno mai rese disponibili), si parla di Secure Element, il Touch ID di Apple o del Mac e l’applicazione Wallet.

    Gli utenti che possiedono un iPhone 5, iPhone 5c o iPhone 5s possono usufruire del servizio attraverso l’Apple Watch, anche senza Touch ID. In questo caso, Apple Pay viene attivato con un codice di accesso che rimarrà attivo fino a quando l’utente non indosserà Apple Watch.

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