Categoria: News

In questa categoria si trovano articoli che parlano di comunicazione, condivisione, social media, social network. Insomma, tutto ciò che riguarda il web 2.0 e di come si sta evolvendo

  • #GasparriFuoriDaTwitter, la protesta corre su Twitter

    #GasparriFuoriDaTwitter, la protesta corre su Twitter

    Il senatore Maurizio Gasparri, non nuovo a questo genere di gaffe, ha di nuovo scatenato un mare di proteste su Twitter. In un tweet sulle due ragazze salvate in Siria, Greta Ramelli e Vanessa Marzullo, ha riportato una notizia falsa senza neanche verificarne la veridicità. L’hashtag #GasparriFuoriDaTwitter ha generato finora 17.400 conversazioni

    Il senatore Maurizio Gasparri, vice presidente del Senato della Repubblica, torna a far parlare di se su Twitter, infatti non è nuovo a generare polemiche (ricorderete la polemica recente con Fedez). Il senatore non utilizza lo strumento per conversare e confrontarsi con il pubblico e i suoi elettori, no, lo usa, nella maggior parte dei casi, per generare polemiche. E stavolta è andato ben oltre la polemica. Il un tweet sulle due ragazze appena salvate da una lunga prigionia in Siria, Greta Ramelli e Vanessa Marzullo, Gasparri riporta quanto segue:

    Notizia quella riportata dal senatore assolutamente infondata ed è lo stesso Gasparri poi ad affermarlo, intervistato da La Repubblica quando afferma:

    È una notizia che ho trovato su un sito (Piovegovernoladro). Mi sono limitato a chiedere se fosse vera.”

    Ora, se avesse provato davvero a chiedere avrebbe dovuto scrivere ben altro tweet, invece di scrivere e riportare una notizia senza che lui stesso avesse provato a verificare se fosse vera. Per far comprendere meglio la questione allo stesso Gasparri, il buon Alessandro Gilioli ci prova con questo post “Gasparri va a trans? E poi fa il moralista!”. E per meglio comprendere da dove sia spuntata la notizia, è bene leggere anche questo articolo. Il perchè Gasparri abbia scritto una falsità resta un mistero, certo è che è ben nota la sua posizione circa la liberazione delle due ragazze in relazione ad un ipotetico riscatto pagato ai loro sequestratori, si parla di 12 milioni di dollari (e non di euro), anche se anche in relazione a questa notizia non ci sono conferme, ma solo smentite.

    Ovviamente su Twitter si scatena la bagarre e in poco tempo nasce un hashtag #GasparriFuoriDaTwitter che in poche ore balza in primo tra i trending topic, superando anche gli hashtag delle partite di calcio. Allora ci siamo incuriositi e abbiamo provato a tracciarlo, incuriositi anche dal tweet di Stefano Epifani:

    E allora ecco i dati su #GasparriFuoriDaTwitter. Da specificare che ne sono nati altri sullo stesso tono, nelle stesse ore, ma questo è quello che ha raccolto più conversazioni, analizzati con Talkwalker, strumento che usiamo di solito per questo tipo di analisi.

    L’hashtag, sviluppatosi già nella notte di sabato 17 gennaio, ha finora generato 17.400 conversazioni (un numero che aumenterà sicuramente), di cui il 99,4% su Twitter (99,9% provenienti dall’Italia). Il picco lo si è avuto alle 14 di domenica 18 con 1.208 tweet.

    #gasparrifuoridatwitter tweet

    La reach totale, quindi la somma di tutte quelle registrate fino a questo momento, è di 318,7 milioni.

    #gasparrifuoridatwitter reach

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    #UPDATE 1 – 19/01/2015

    Le conversazioni, come previsto, sono aumentate nel corse delle ore, arrivando ad essere ora 18.500 (i tweet sono 18.400).

    #gasparrifuoridatwitter tweet 19012015

    Il picco delle conversazioni lo si è avuto ieri, domenica 18 gennaio, alle 23 con 1.353 conversazioni.

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    I tweet dunque sono stai tanti e diamo quindi un’occhiata agli utenti che sono stati in grado di essere più coinvolgenti:

    #gasparrifuoridatwitter influencer twitter

    Questo è il sentiment, come vedete, la somma tra neutro è negativo è ampiamente la maggioranza:

    #gasparrifuoridatwitter sentiment

    E ora vediamo quelli che sono stati i tweet più condivisi dagli utenti:

    https://twitter.com/ArsenaleKappa/status/556798396141686784

    https://twitter.com/FranAltomare/status/556737395769753601

    Ecco, questo il nostro piccolo resoconto su una vicenda che farà ancora discutere. Allora, cosa ne pensate? Raccontatecelo tra i commenti.

     

     

  • Le app di messaggistica sono più coinvolgenti dei social network

    Le app di messaggistica sono più coinvolgenti dei social network

    giovani-messaggistica-istantanea

    Un recente studio condotto da Frank N. Magid Associates per conto di Kik Interactive, azienda canadese proprietaria dell’app Kik, ha rivelato che per i giovani americani le app di messaggistica istantanea sono più coinvolgenti dei social network. I giovani trascorrono più tempo su Kik, Snapchat, e Facebook Messenger che su Facebook, Instagram e Twitter.

    Proprio qualche giorno fa riportavamo i dati di una interessante ricerca di Pew Research che rilevava come, negli Usa, Facebook fosse più coinvolgente, nonostante abbia quasi raggiunto la saturazione della sua base utenti, di altri social network come Twitter, ad esempio. La stessa ricerca metteva in evidenza come Facebook abbia perso appeal tra i giovani, mentre invece sono le categorie più mature che lo apprezzano sempre di più. Bene, fatta questa premessa, doverosa, oggi vogliamo presentarvi i dati di un’altra ricerca, condotta sempre negli Usa, condotta da Frank N. Magid Associates (ricorderete quando lo scorso anno abbiamo riportato l’interessante ricerca che ci rivelava quale fosse il profilo degli utenti Twitter) per conto di Kik Interactive, l’azienda canadese che è proprietaria dell’app Kik, app molto diffusa e usata negli Usa, appunto.

    La ricerca, condotta su un campione di 1.000 utenti americani di età compresa tra i 14 e i 25 anni, volendo sintetizzare, dimostra quanto detto prima, ossia che i giovani frequentano sempre meno social network come Facebook, e che in effetti questi giovani sono più coinvolti dalle applicazioni di messaggistica istantanea. Si conferma quindi l’ascesa di questo tipo di applicazioni, sempre più engaging, e viene fuori anche che gli utenti cominciano ad interagire con le marche anche attraverso queste applicazioni.

    indagine-messaggistica-istantanea

    Mediamente la ricerca rileva che il tempo trascorso usando queste applicazioni è di mezz’ora. Come vedete dal grafico in altro Kik risulta essere la più coinvolgente con 35 minuti di media di utilizzo, per sessione; dietro troviamo Facebook Messenger con 27 minuti di media e poi Snapchat con 21 minuti. Come potete vedere, sempre ne grafico, di fianco, ci sono i dati relativi invece ai social network con Facebook che mediamente per 37 minuti, Instagram 27 minuti (come Facebook Messenger) e poi Twitter con 25 minuti. Dati, dunque, che ci confermano il calo di appeal di Facebook tra i più giovani.

    La ricerca rileva anche che Kik risulta essere più coinvolgente nelle fasce di età tra i 14 e i 20 anni, mentre Facebook risulta un po’ più engaging nella fascia di età 21-25 anni.

    La popolarità di Facebook è dunque in calo tra i giovani tra i 14 e i 17 anni. E gli utenti spiegano che il perchè negli ultimi 12 mesi lo hanno usato sempre di meno:

    • il 76% “perchè è diventato per me sempre meno importante”;
    • il 65% “mi sono stancato di usarlo”;
    • il 47% “i miei amici lo usano sempre meno“.

    Da questa ricerca potrebbe venir fuori un suggerimento per i brand e cioè che se vogliono entrare in contatto con un pubblico più giovane, quindi più vicino a quello che fanno e a quello a cui mirano, allora è il caso di cominciare ad usare anche queste applicazioni.

    A questo proposito è interessante notare che il:

    • 90% degli utenti intervistati ha dichiarato di aver interagito con un brand sui social media o su un’app di messaggistica;
    • le tre principali attività tra utenti e brand sono “following/liking un brand” (60%), “guardare un video del brand” (56%), “leggere un post del brand” (56%);
    • il 19% degli utenti ha chattato direttamente con un brand e da questo punto di vista Kik è risultata più coinvolgente (26%) di Snapchat (21%);

    Gli utenti più ricettivi sono quelli di età compresa tra i 21-25 anni ritenendo le app come fonte importante per tenersi aggiornati sui brand (57%) e anche per poter interagire direttamente col brand piuttosto che limitarsi ad un semplice follo o like (45%).

    Allora, che ne pensate di questa ricerca e di questi dati?

  • I migliori brand su Facebook e Twitter a Dicembre 2014 – Infografica

    I migliori brand su Facebook e Twitter a Dicembre 2014 – Infografica

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    Ecco la nuova indagine, l’ultima relativa allo scorso anno, a cura di Blogmeter che ci mostra quelli che sono stati i migliori brand nel mese di Dicembre 2014, su Facebook e su Twitter. Su Facebook, la fanpage di Enpa è la più coinvolgente; su Twitter, il calcio coinvolge di più con Juventus, Serie A TIM e il Napoli. Ottima performance di Farmacia Serra

    Questa che vi presentiamo oggi è l’ultima rilevazione del 2014 su quali sono stati i migliori brand, su Facebook e su Twitter, a cura di Blogmeter, nel mese di dicembre 2014. E i dati rilevati sono un po’ diversi dagli altri, infatti questo è il periodo natalizio e si nota come il Calcio su Facebook sia meno presente del solito. Anche se lo stesso non ha conosciuto sosta su Twitter dove proprio i brand legati a questo sport sono risultati ancora una volta i più coinvolgenti. Da evidenziare la performance su Facebook, tra i media, di Radio Maria, una conferma tra l’altro rispetto al mese precedente. E sempre su Facebook va sottolineata l’attenzione per i brand legati ai temi dell’ambiente e della protezione degli animali. Invece su Twitter vogliamo segnalarvi Farmacia Serra che si impone al quinto posto nella categoria “response time” insieme ai grandi brand. Un gran lavoro quello di Edoardo Schenardi e del suo team.

    Ma passiamo a vedere più i dettaglio i risultati della ricerca che per ciò che riguarda Facebook viene fuori da una rilevazione che ha coinvolto 3 mila fanpage, mentre per ciò che riguarda Twitter i dati risultano da un’analisi su oltre 2.300 profili.

    Su Facebook

    La pagina in assoluto più coinvolgente del periodo è quella dell’Enpa (Ente nazionale protezione animali) con quasi 2 milioni di interazioni nel periodo di riferimento, a seguire troviamo altre organizzazioni non profit di settore come la Lega Nazionale per la difesa del cane, Secondazampa e WWF Italia. Unica eccezione è rappresentata dalla seconda posizione ottenuta da Paesi On Line, che ha ben sfruttato il periodo delle vacanze natalizie, offrendo informazioni a quanti hanno approfittato delle vacanze per regalarsi un viaggio. Da segnalare tra le prime dieci posizioni anche la pagina Ufficiale della Polizia di Stato che attraverso l’Agente Lisa offre informazioni e suggerimenti per la sicurezza, racconta dell’azione che quotidianamente viene svolta dal Corpo, oltre a rendere conto di iniziative ed eventi (come è avvenuto nel caso delle attività legate alla presentazione del calendario 2015).

    Per quanto riguarda i media Radio Maria si conferma, come già accennato nel mese di novembre, la più attiva. Molto coinvolgenti anche altre pagine di area cattolica come Avvenire e Famiglia cristiana, anch’esse nelle prime dieci posizioni. Sempre nella “top ten” della classifica troviamo brand conosciuti come Fanpage.it, Scuolazoo, Caffeina e Libero, unica pagina di quotidiano presente tra le prime dieci insieme a Avvenire.

    Per quanto riguarda la crescita per numero di fan, Expo 2015 Milano si conferma anche in questo mese, così come era stato anche a nonvembre 2014. Mentre le prime dieci posizioni vedono una discreta varietà di settori: e-commerce (Amazon,Ticketone), automotive (Nuova Classe A e Smart), food, che non poteva mancare nel mese dedicato al Natale (Giovanni Rana, Le ricette di casa mia di Galbani), ed infine i tipici settori a cui si attinge per le idee regalo: telefonia (Samsung Mobile Italia) e make up (Pupa).

    Guardando ai media, Fanpage.it è la pagina che cresce di più nel mese di dicembre, seguita da Scuolazoo. Il cucchiaio d’argento conferma il trend positivo; da segnalare l’ingresso in top ten della pagine di una radio, R101.

    Per quello che riguarda il tempo di risposta il brand più veloce è ancora una volta PosteMobile, con soli 4 minuti, in media, per rispondere alle segnalazioni. Sempre Poste, questa volta con la pagina di Poste Italiane, si aggiudica anche la quarta posizione della classifica. Tempi di risposta decisamente superiori per i media, la palma del più “veloce” (172 minuti) spetta alla pay tv Infinitytv, seguito da Panini Comics, un’eccezione considerato che le restanti posizioni sono interamente ad appannaggio di altri canali Tv.

    facebook-brand-dicembre-2014-infografica

    Su Twitter

    Come detto prima, a differenza di Facebook su Twitter i brand più coinvolgenti continuano ad essere quelli legati al mondo del calcio e infatti troviamo in questo mese i brand come Juventus, Serie A TIM e il Napoli. Da segnalare la seconda posizione occupata dal profilo di Teamworld.

    Per quanto riguarda i media, X Factor, mantiene la sua prima posizione, sfruttando l’attesa e la curiosità per le fasi finali della gara, che si sono svolte proprio nella prima metà del mese di dicembre.

    Per ciò che riguarda la crescita dei profili su Twitter, la Juventus risulta più accattivante di Expo 2015 Milano, che subisce una piccola flessione anche per il coinvolgimento, passando dalla quarta alla quinta posizione. Al terzo posto troviamo il profilo della Onp GreenCross che si occupa di ambiente e sostenibilità; al decimo posto troviamo il profilo della iniziativa #Vediamopositivo di Generali assicurazioni.

    Tra i media continuano a crescere i  programmi TV: Le Iene si conferma al primo posto come pure Sky TG24 (terzo); Sky piazza anche un altro sui canale tra i primi dieci grazie alla crescita del profilo di Skysport (quinto). Così come visto su Facebook, anche su Twitter tra le prime dieci posizioni troviamo il profilo di una radio che in questo caso è RadioDeejay in sesta posizione.

    Nel mese di dicembre 2014 su Twitter il più veloce a rispondere alle segnalazioni degli utenti è infoatac con solo 6 minuti di attesa tra segnalazione e risposta dal profilo. Da segnalare, come ricordavamo prima in apertura, oltre ai big delle telco (Wind al secondo posto) o dei trasporti (FS, Le Frecce), in quinta posizione troviamo il profilo di Farmacia Serra di Genova che evidenzia il grand lavoro fatto in questi anni.

    Tra i media su Twitter le posizioni si dividono equamente tra case editrici (Minimum Fax ed Einaudi) e canali tv (Mtv Italia e Sky), ma con tempi di attesa decisamente superiori.

    twitter-brand-dicembre-2014-infografica

  • Google Translate, ecco la traduzione simultanea con Word Lens

    Google Translate, ecco la traduzione simultanea con Word Lens

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    Google Translate sta per trasformare il nostro dispositivo mobile in un traduttore simultaneo grazie a Word Lens. Il nuovo aggiornamento consente di acquisire anche l’immagine di un testo in maniera simultanea dalla fotocamera senza fare click. L’aggiornamento sarà disponibile nei prossimi giorni per Android e iOS.

    Forse questo nuovo aggiornamento di Google Translate (utilizzato da mezzo miliardo di persone, per un totale di oltre 1 miliardo di testi tradotti al giorno) potrà davvero essere di aiuto quando ci si trova in viaggio in un paese di cui non si conosce bene la lingua (a quanti sarà capitato!), per evitare di tirar fuori traduzioni spesso fuorvianti per l’esigenza del momento. Ebbene, il nuovo aggiornamento dell’app di Google Translate trasformerà il nostro smartphone in un vero traduttore simultaneo. E tutto questo sarà possibile grazie a Word Lens, l’applicazione che il colosso di Mountain View ha acquisito nel maggio del 2014, applicazione che appunto permette la traduzione simultanea di testi direttamente dalla propria fotocamera. Il nuovo aggiornamento quindi è basato su questa tecnologia capace di tradurre tesi da immagini anche senza fare click sulla propria fotocamera.

    Quindi se vi trovate in un posto di cui non conoscete la lingua locale, una volta scaricata l’app non vi resterà altro che prendere il vostro smartphone, inquadrare un cartello stradale, un’insegna, un cartello e l’app in poco tempo, vicino al tempo reale, vi rilascia la traduzione. E voi ne sarete molto contenti. Per chi non avesse mai usato Word Lens l’impatto sarà quasi “magico”.

    La traduzione è disponibile in 36 lingue e la funzione di traduzione istantanea è attualmente disponibile da e verso l’inglese associato alle lingue più diffuse (francese, tedesco, italiano, portoghese, russo, spagnolo). E presto il servizio sarà disponibile per altre lingue.

    Il secondo aspetto interessante di questo nuovo aggiornamento è che con Google Translate sarà possibile tenere una conversazione con un interlocutore straniero semplicemente toccando il microfono sull’applicazione. Da quel momento l’app si trasforma in un traduttore vocale, riconoscendo immediatamente la lingua di partenza. E una volta riconosciute le due lingue non sarà più necessario riattivare il microfono.

    Gli aggiornamenti saranno disponibili nei prossimi giorni per Android e per iOS.

  • Facebook sempre più coinvolgente, Twitter sempre meno

    Facebook sempre più coinvolgente, Twitter sempre meno

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    Pew Research – Internet Project ha rilasciato il “Social Media Update 2014”, una corposa ricerca condotta negli Usa dalla quale si rileva che Facebook cresce sempre più a rilento, ma gli utenti sono sempre più coinvolti, “engaged”. Più della metà degli americano usa due o più social network. Crolla il coinvolgimento su Twitter: -10%.

    Qualche giorno fa avevamo pubblicato dei dati con infografica per fare il punto sui Social Media e per meglio comprendere quali fossero i trends da seguire in questo 2015 appena iniziato. In quei dati Facebook veniva comunque indicato come il social network numero 1, con i suoi 1,35 miliardi di utenti attivi. Un numero mai raggiunto prima. E veniamo quindi a questa nuova ricerca di Per Research – Internet Project, “Social Media Update 2014“, che ci illustra un po’ più nel dettaglio come i social media sono stato vissuti durante l’anno appena trascorso, fornendo importanti spunti per il 2015. Anche se la ricerca è rivolta solo agli Usa, i risultati sono allo stesso modo importanti per comprendere meglio l’evoluzione dei Social Media.

    La ricerca è stata condotta nel mese di settembre 2014 sulla base di oltre 2 mila interviste telefoniche.

    Se volessimo provare a forzare i dati della ricerca e dare una estrema sintesi, allora potremmo dire che Facebook cresce sempre più a rilento, dato abbastanza noto tra l’altro, ma gli utenti sono sempre più “engaged”, coinvolti. A differenza degli altri social network che dimostrano di avere ancora margini di crescita. Dati che in realtà non sorprendono del tutto, anche perchè da tempo sosteniamo, sulla base di dati, che Facebook è ormai saturo, ha raggiunto (o quasi) il livello massimo per ciò che riguarda la base utenti. E questo dato lo si evince in particolar modo proprio nei paesi occidentali, sviluppati. Infatti Facebook può contare ancora spazi di crescita nei paesi del BRIC (Brasile, Russia, India e Cina), ma ci sono anche Indonesia, Messico e anche altri. quindi è in quei paesi che Facebook può ancora provare a veder crescere la sua base utenti, negli Usa (come dimostra la ricerca che stiamo conoscendo insieme) e in Europa la crescita è ormai giunta al suo livello massimo.

    Discorso diverso per ciò che riguarda gli altri social network. Infatti la ricerca rileva che gli americani usano ormai due o più social network, permettendo di fatto agli altri canali di crescere. Ed è così quasi per tutti, cioè Twitter, Pinterest, LinkedIn e Instagram.

    Tornando a Facebook, il social network di Zuckerberg ha perso appeal tra i più giovani, mentre aumentano gli utenti più maturi. Per la prima volta infatti il 56% degli utenti ha un’età superiore ai 65 anni. Il 71% degli utenti internet Usa ha un account su Facebook e il 70% di essi lo usa, e interagisce con esso, ogni giorno. Questo è il dato più interessante, nel 2013 era il 63%, ecco l’aumento di coinvolgimento degli utenti. Il 45% degli utenti dichiara un livello di interazione e di coinvolgimento più volte al giorno. Comunque per il 79% degli utenti americani Facebook è il solo social network.

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    Ma la ricerca evidenzia anche che gli utenti americano usano due o più social network, infatti lo fa 52% di essi, erano il 42% un anno fa. E tutti fanno registrare il segno positivo alla voce “base utenti”. Ad esempio, Instagram è ormai il più popolare tra i giovani utenti e in un anno è cresciuto del 9% (passa dal 17% al 26%). Circa la metà degli utenti internet americani, di età compresa tra i 18-29 anni usa Instagram e il 49% di essi, quindi la metà, lo usa tutti i giorni. Cresce anche LinkedIn, oggi lo usa il 28% degli utenti, un anno fa erano il 22%, molto popolare tra gli utenti di età compresa tra i 30 e i 64 anni.

    Fa registrare il segno positivo anche Twitter: +5%. Passa in un anno dal 18% al 23%. La fascia di età in cui è molto popolare è quella compresa tra i 18 e i 29 anni (37%). Bene anche quella compresa tra i 30 e i 49 anni (25%). Ma il vero problema, quello che più volte abbiamo evidenziato, e che anche la ricerca rileva, è proprio il coinvolgimento. In un anno questo dato cala del 10%. Infatti erano il 46% gli utenti che lo scorso anno sostenevano di usarlo e di interagire con esso almeno una volta al giorno, sono invece nel 2014 solo il 36%. Di fronte a questi dati, un portavoce di Twitter li ha definiti “ridicoli e sbagliati”, sostenendo che invece a loro risulta un dato del 48%. Insomma, il problema esiste ed è ormai inutile negarlo, questa è la verità.

    Cresce anche Pinterest, in un anno passa dal 21% al 28% e le donne continuano a preferirlo (42% contro il 13% degli uomini). Ed è l’unico social network preferito, più o meno, da tutte le fasce di età: 18-29 anni (34%), 30-49 anni (28%), 50-64 anni (27%), oltre 65 anni (17%).

    Questo un po’ il resoconto della ricerca che potete consultare per intero sul sito Pew Research – Social Media Update 2014.

    Allora, che ne pensate?

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  • In Italia in calo del 7% la banda larga negli ultimi tre mesi

    In Italia in calo del 7% la banda larga negli ultimi tre mesi

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    Akamai rende pubblico il “Rapporto sullo Stato di Internet” relativo al terzo trimestre 2014. Per quanto riguarda il nostro paese, a proposito di banda larga (>4 Mbps), si registra un calo del 7,3% rispetto al trimestre precedente, ma cresce del 22% su base annua. L’high broadband (>10 Mbps) è in calo del 20% rispetto al trimestre precedente, ma cresce del 58% su base annua

    Ed eccoci a vedere insieme a voi la nuova edizione del “Rapporto sullo Stato di Internet“, realizzato da Akamai, relativo al terzo trimestre del 2014, Q3 2014. E, a differenza delle altre volte, vogliamo subito focalizzarci sul nostro paese, segnalandovi i dati più interessanti che riguardano l’Italia.

    E siccome si parla molto di banda larga, proprio da questo punto vogliamo iniziare. Il rapporto ci dice che rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, quindi Q3 2013, l’adozione della banda larga (>4 Mbps) in Italia (al 50° posto a livello globale) è aumentata del 22%, raggiungendo il 60%. Ma, rispetto al trimestre precedente, Q2 2014, il rapporto registra un calo nel nostro paese del 7,3%, uno dei cali maggiori tra l’altro. Tanto per restare in Europa, in Svizzera (terza a livello globale) la banda larga è al 93% con una crescita dell’ 0,1% rispetto al precedente trimestre e con una crescita del 3,3% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. E sempre restando nel vicinato, in Germania la banda larga è al 79%, in Francia al 68%. Poi in Olanda è al 90%, in Romania e Danimarca è all’89%, in Belgio all’88%, in Austria all’86% e in Svezia all’84%.

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    Passiamo a vedere l’high broadband, ossia la banda superiore ai 10 Mbps. E anche nel Q3 2014, come già accadde in altri trimestri rilevati dal rapporto, Italia (50° posto a livello globale), Turchia (48° posto a livello globale), Emirati Arabi Uniti e Sud Africa rimangono gli unici paesi a non registrare tassi di adozione dell’high broadband superiori al 10%. Nel trimestre in esame, l’adozione di high broadband in Italia registra una forte diminuzione del 20% rispetto al trimestre precedente, ossia Q2 2014, e una crescita del 58% rispetto allo stesso periodo del 2013. Ad oggi il rapporto rileva che il 5,3% degli italiani utilizza connessioni al di sopra dei 10 Mbps. E sempre per guardare cosa succede nel vicinato, anche per quanto riguarda l’high broadband la Svizzera primeggia in Europa (quarta a livello globale) con una percentuale del 54%, facendo registrare un calo del 3,2% rispetto al precedente trimestre e comunque una crescita del 39% su base annua. A ruota, con il 53%, segue l’Olanda (quinta a livello globale) che fa registrare una crescita dell’1,6% rispetto al trimestre precedente e una crescita del 16% su base annua. Il dato più interessante è poi rappresentato dalla Romania (sesta a livello globale) che cresce, dal punto di vista dell’high broadband, del 147% (il dato più alto in Europa, segue Israele con 117%) in un anno, attestandosi ad una quota del 49%, anche se fa registrate un lieve calo dell’1,6% rispetto al trimestre precedente.

    A questo va aggiunto che l’Italia scende dal 41 al 42 esimo posto a livello mondiale, facendo registrare solo il 2,1% delle connessioni superiori ai 15 Mbps, con un aumento del 57% rispetto allo stesso periodo del 2013 (Q3), ma una diminuzione di 16% rispetto al secondo trimestre 2014. Prima, in Europa, sempre la Svizzera con il 30% e una crescita annua del 61%. Anche in questo caso, uno dei tassi di crescita annuo più alti (il secondo) lo si registra in Romania, +179%. Il più alto lo si registra in Sud Africa, 226%. Il più alto in Europa è in Portogallo, +214%.

    Tornando ad altri dati interessanti relativi al nostro paese, vi segnaliamo che nel terzo trimestre 2014, oltre 790 milioni di indirizzi IPv4 si sono connessi alla Akamai Intelligent Platform da 246 paesi. L’Italia da questo punto di vista resta in nona posizione nella top ten globale, nonostante una diminuzione del 3,3% rispetto al trimestre precedente (Q2 2014) e una diminuzione del 2,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (Q3 2013) assestandosi a poco più di 18 milioni e mezzo di indirizzi connessi (18.620.207).

    Per quanto riguarda la velocità di connessione, in Italia, la velocità media registrata nel terzo trimestre 2014 è di 5,5 Mbps, in lieve diminuzione del 4,5% rispetto al trimestre precedente (Q2 2014) ma in aumento del 16% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (Q3 2013). Il picco di velocità media di connessione raggiunto in Italia è pari a 25,3 Mbps, in aumento del 36% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (Q3 2013) e una lieve diminuzione del 4,2% rispetto al trimestre precedente (Q2 2014).

    Per quel che riguarda il Mobile, nel trimestre in esame, in Italia la velocità media di connessione mobile si attesta sui 4,8 Mbps con picchi medi di 36Mbps.

    Infine, l’Italia è responsabile dello 0.6% degli attacchi generati.

  • #CharlieHebdo, la paura e l’orgoglio sui Social Media

    #CharlieHebdo, la paura e l’orgoglio sui Social Media

    #CharlieHebdo-immagine

    Quello che è successo ieri nella redazione del settimanale satirico parigino #CharlieHebdo è una tragedia che riguarda il mondo intero. Non a caso è stato definito “l’11 settembre europeo”, il giorno in cui l’Europa viene colpita al cuore. E sui Social Media immediatamente dopo scorre prima la paura e poi l’orgoglio con #JeSuisCharlie

    I drammatici fatti di ieri accaduti nella redazione del settimanale satirico Charlie Hebdo, con l’uccisione di 12 persone tra cui il direttore e i disegnatori della testata satirica, hanno scosso l’Europa e il mondo intero. Non a caso si è parlato subito “dell’11 settembre europeo”, l’Europa viene colpita al cuore con crudeltà da persone che usano la religione come movente per uccidere. Niente di più assurdo. Anche se il vero movente era la satira e le vignette con cui Charlie Hebdo trattava i temi legati all’Islam. Quindi viene negata in toto proprio la libertà, quella libertà che è simbolo proprio della Francia. A distanza di ore, si cerca di rintracciare le persone sospettate e quindi non si ha ancora notizia di moventi e tanto meno di rivendicazioni. Tutto rimane ancora inquietante.

    Sul tema hanno scritto in tantissimi e quindi potete farvi anche voi la vostra opinione. Resta sempre la domanda “perchè?“ come se l’è posta Rudy nel suo post di oggi, ma resta il fatto che “Chiudere le frontiere, diffidare da chi ha un colore e una cultura diversa è l’obiettivo a cui aspirano“, come ha scritto Riccardo nel suo post sempre di oggi.

    E la paura ieri è corsa subito sui Social Media, un sentimento che da subito ha invaso Twitter e Facebook, raccontando ciò che stava accadendo, nella concitazione del momento, senza sapere bene chi fosse stato così brutale da commettere un crimine del genere e con quelle dinamiche. Via via che le ore passavano, tutto diventava più chiaro e nasceva quindi il sentimento di orgoglio e di appartenenza. Tutti hanno cominciato a twittare e a scrivere #JeSuiCharlie, “Io sono Charlie”, una semplice frase che ha risuonato tanto sui Social Media, tanto nelle piazze di tutta Europa, in tutte le lingue. Un messaggio chiaro.

    Ma quello che vogliamo provare a fare oggi è sì dare la dimensione di tutte queste conversazioni sui Social Media, ma anche evidenziare quanto questi canale e il Web in generale siano importanti per tutti per esprimere i propri sentimenti e le proprie sensazioni anche di fronte a fatti così gravi. Non è stato possibile fare una cosa del genere all’epoca dei tragici eventi dell’11 settembre del 2001, allora i Social Media non esistevano come li conosciamo oggi, ma non è difficile immaginare che se ci fossero stati sarebbero stati utilizzati allo stesso modo di oggi. Ognuno avrebbe documentato cosa vedeva, cosa provava, la paura ma anche l’orgoglio. Tutto come in questa occasione.

    E allora, diciamo subito che l’hashtag che abbiamo cominciato a seguire, usano Talkwaler, è stato ovviamente #CharlieHebdo che fino a questo momento raccoglie 5,5 milioni di conversazioni, articoli e post, di cui il 99,6% su Twitter.

    #charliehebdo risultati

    Le conversazioni generate da #JeSuisCharlie sono 3,3 milioni, per il 99,3% sviluppatesi su Twitter. La reach è di 128 miliardi. Punto massimo delle conversazioni alle 21 di ieri.

    Tornando a #CharlieHebdo, il punto massimo è stato raggiungo alle 20 di ieri sera, momento in cui in molte piazze d’Europa, anche a Roma, si tenevano sit-in improvvisati per dimostrare la vicinanza e il proprio sgomento.

    Impressionante la portata, la reach, con 105 miliardi di risultati. E’ bene specificare che il dato non è altro che la somma delle reach raccolte durante la giornata, fino ad oggi, dalla chiave di ricerca. Il punto più alto si è visto ieri alle 17.

    #charliehebdo portata reach

    [UPDATE #1 – 09/01/2015]

    Le conversazioni complessive nel corse delle ore sono aumentate e in questo momento sono 6,5 milioni per #CharlieHebdo e 4,3 milioni per #JeSuisCharlie.

    #charliehebdo-#jesuischarlie

    Il grosso delle conversazioni proviene dalla Francia, ma questo che vedete il basso è lo sguardo d’insieme delle conversazioni dal mondo. La maggioranza arriva dall’Europa e quasi un milione di conversazioni dagli Usa.

    #charliehebdo-risultati-mondo

    Un po’ più in dettaglio: dalla Francia provengono 2,1 milioni di conversazioni, dalla Spagna 380 mila, da Uk 407 mila, dall’Italia 160 mila, dalla Germania 109 mila, dall’Olanda 253 mila. Dagli Usa 871 mila, dal Brasile 43 mila, dall’Argentina 59 mila. Dall’Australia 96 mila, dall’Indonesia 33 mila, dal Giappone 11 mila, dall’Arabia Saudita 33 mila. Dalla Russia 20 mila.

    Altri dettagli demografici su lingue più usate nelle conversazioni e genere:

    #charliehebdo genere #charliehebdo lingue

    Questa la classifica degli account più attivi, in questo caso delineata per la reach, su Twitter. Come vedete i grandi quotidiani internazionali ed europei la fanno da padrone. In 21° troviamo “la Repubblica” (@repubblicait) come primo quotidiano italiano.

    #charliehebdo influencer twitter

    Di seguito alcuni dei tweet più condivisi:

    https://twitter.com/dijibe/status/552883869696139264

    https://twitter.com/thereaIbanksy/status/552928816541483009

    https://twitter.com/jean_jullien/status/552829637215408128

    https://twitter.com/Stiitchement/status/552946362766352384

    Da Instagram

    RIP @lucille_clerc

    Фото опубликовано Banksy (@banksy)

    Da Facebook

    Questo un po’ il resoconto di quello che siamo riusciti a raccogliere. Se avete opinioni, se volete esprimere un vostro pensiero su questa terribile storia, potete farlo tra i commenti.

    [cover image credits: Lionel Cironneau/AP]
  • WhatsApp, 700 milioni di utenti e 30 mld di messaggi al mese

    WhatsApp, 700 milioni di utenti e 30 mld di messaggi al mese

     whatsapp

    WhatsApp inizia il 2015 col botto. Il CEO Jan Koum ha annunciato su Facebook che la piattaforma di messaggistica istantanea ha raggiunto il traguardo di 700 milioni di utenti attivi e che ogni mese i messaggi inviati dalla piattaforma sono 30 miliardi

    La piattaforma di messaggistica istantanea, WhatsApp, di proprietà di Facebook che sborsò quasi 20 miliardi di dollari per accaparrarsela, macina ormai record su record. L’ultimo lo ha annunciato proprio Jan Kloum, CEO della società, che su Facebook (e dove se no?) in un post ha annunciato il traguardo dei 700 milioni di utenti attivi ogni mese sulla piattaforma e che ogni mese sono più di 30 miliardi i messaggi inviati dagli utenti. In sostanza, p come se ogni utente inviasse, mediamente, più di 4 messaggi al giorno.

    Solo nell'agosto scorso WhatsApp contava 600 milioni di utenti attivi. Quindi in pochi mesi è cresciuta del 16,6%, quindi più del 4% ogni mese che in utenti significa 25 milioni al mese. Numeri che rendono bene l'idea del fenomeno che proprio dall'acquisizione da parte di Facebook è sempre cresciuta con costanza. Un anno, più o meno di questi tempi, gli utenti erano 400 milioni (dicembre 2013). E quattro mesi prima erano 300 milioni. Quindi si sono mantenuti i livelli di crescita che abbiamo riscontrato.

    Ed è di ieri la notizia che presto WhatsApp renderà possibili le telefonate proprio in questo anno, dopo l'annuncio ormai dello scorso anno.

    Vale la pena di ricordare che agli italiani la messaggistica istantanea piace e tanto anche. Lo scorso anno un'indagine di AstraRicerche ci disse che l'85% degli intervistati italiani amasse le app di messaggistica istantanea trovandole comode (77%), apprezzate anche perchè sono gratis (46%) e poi perchè permettono di comunicare anche quando si è impegnati a fare altro (45%).

    E sulla base degli utenti mobili italiani, gli utenti che usano WhatsApp sono il 56%. E l'Italia si piazza al terzo posto dopo Spagna (74%) e Germania (61%).

  • Social Media e 2015, partiamo da questi numeri [Infografica]

    Social Media e 2015, partiamo da questi numeri [Infografica]

    social_media-2015

    Il nuovo anno è appena iniziato e per molti sarà interessante vedere come i Social Media evolveranno nel 2015. Ma prima di tutto è utile dare un’occhiata a questi numeri che caratterizzano il 2014, per capire in che modo si svilupperanno i Social Media e quali i canali da tenere d’occhio

    Il 2015 è appena iniziato ma già è forte l’esigenza di provare a capire quali saranno i trends del nuovo anno quando si parla di Social Media. Sicuramente, come abbiamo già sottolineato in altre occasioni, una delle tendenze che seguiranno i Social Media sarà quella di integrare all’interno dei propri canali la possibilità di poter effettuare acquisti. E i canali in questione sono, ovviamente, Facebook e Twitter che verso la fine dello scorso anno hanno cominciato a sperimentare soluzioni in questo senso. Ecco, questa la nostra previsione, ma per poterne formulare delle altre è necessario dare un’occhiata ai Social Media e ai numeri collezionati durante il 2014, un passaggio utile per individuare trend e anche i canali che nel 2015 saranno ancora in grado di crescere.

    Per fare questo ci serviamo dell’utile infografica realizzata da Did It che ha raccolto i punti chiave dei Social Media nel 2014. E vediamoli insieme.

    Il 40% degli utenti accede via Mobile

    Dato interessante questo che conferma quanto il Mobile sia cresciuto dal punto di vista dei Social Media. Durante il 2014 il 40% degli utenti ha utilizzato un dispositivo mobile per accedere al social network preferito. Solo Facebook, la scorsa estate, dichiarava che i suoi utenti che accedevano esclusivamente da Mobile erano il 30%. E’ facile prevedere che questo dato sarò ancora più alto nel 2015, vero?

    Tumblr e Pinterest i canali che crescono di più

    Se proviamo a vedere quali sono i canali che sono cresciuti di più nel 2014, allora la risposta non può non essere che Tumblr e Pinterest, rispettivamente con +120% e +110%. Dati di una certa rilevanza che evidenziamo come il visual sia una componente sempre più importante nell’elaborazione dei contenuti.

    Tumblr e Pinterest sono poi i due canali che vantano una audience più giovane, infatti il 70% dei loro utenti ha un’età compresa tra i 16 e i 34 anni. I più “anziani” sono quelli di Facebook, il 25% ha infatti un’età superiore ai 45 anni.

    Forse nel 2015 non riusciranno a ripetersi con questi dati, ma certamente sono le due piattaforme che vantano ancora ami margini di crescita. Staremo a vedere.

    Snapchat, il più veloce su Mobile

    Restando in tema di immagini, di visual, quello su cui poggia proprio tutto il suo successo, quello che nel 2014 è cresciuto più rapidamente di tutti via Mobile è proprio Snapchat: +56%. Altro ingrediente forte sono i giovani, infatti il 71% dei suoi utenti ha un’età inferiore ai 25 anni.

    YouTube è ancora lì

    L’85% degli utenti internet a livello globale visita ogni mese YouTube. A questo aggiungiamo che ogni mese le ore di video visualizzate sono 6 miliardi e che ogni minuto vengono caricate sui vari canali 100 ore di video. Se è vero, come è vero, che il Video sarà uno dei trend in crescita nel 2015, allora YouTube sarà anche per i prossimi 12 mesi il canale video più utilizzato.

    L’ascesa del Multi-Networking

    Uno degli aspetti più interessanti che evidenzia Did It è proprio quello del fenomeno, in crescita, del Multi-Networking. Il 19% visita abitualmente ogni mese YouTube, Facebook, Twitter e Google+. Il 91% degli utenti Social Media visita poi almeno  YouTube, Facebook, Twitter o Google+ ogni mese.

    Ma Facebook è sempre il numero 1

    Il social network fondato da Mark Zuckerberg nel 2004 resta ancora il social network più usato dagli utenti. Sono infatti 1,35 miliardi gli utenti attivi a livello globale, un numero ormai irraggiungibile per qualsiasi altro social network. Ma Did It evidenzia uno dei tempi che ha caratterizzato il social network, almeno dalla seconda metà del 2014. E parliamo quindi della reach, ancora scarsa. Vedremo cosa succederà nel 2015.

    E voi che ne pensate di questi numeri? Quali saranno, parlando di Social Media, i trend da tenere in considerazione? Raccontatecelo tra i commenti.

    social-media-2015 infografica

  • Twitter, ecco la nuova funzione While You Were Away – Mentre Eri Via

    Twitter, ecco la nuova funzione While You Were Away – Mentre Eri Via

    twitter-funzionalità-mentre-eri-via

    Già annunciata a novembre, insieme ad altre funzionalità, Twitter ha cominciato a rilasciare “While You Were Away”, la nuova funzionalità che si pone l’obiettivo di incrementare il coinvolgimento degli utenti sulla piattaforma. In italiano diventerebbe “Mentre Eri Via”

    Nuovo anno e sarebbe il caso di dire nuove funzionalità, ma siccome non c’è alcuna ufficialità e nemmeno la conferma da parte di Twitter, questo non possiamo dirlo. Certamente Twitter inizia l’anno in movimento cercando di mirare al vecchio obbiettivo che ha caratterizzato dalla seconda metà del 2014 in poi, ossia quello di incrementare il coinvolgimento degli utenti sulla piattaforma. E come già anticipato a novembre del 2014, insieme ad un nunovo pacchetto di funzionalità, in questi giorni è stato rilasciato verso un vasto numero di utenti una nuova funzionalità, “While You Were Away“, che in italiano suonerebbe “Mentre Eri Via“, una funzionalità visibile in Home. In sostanza, al vostro ritorno sulla piattaforma Twitter provvederà a far trovare in alto alla home i tweet “migliori”, cioè quelli che hanno ottenuto il maggior numero di condivisione, e li troverete lì sopra tutto in modo da non perderli. Ecco il senso di “While You Were Awy” che sta un po’ come: “ecco cosa ti sei perso mentre eri via”.

    Uno dei primi ad accorgersene è stato Eli Langer, Social Media producer di CNBC, il quale se ne è accorto l’ultimo dell’anno anche se alcuni utenti usati come tester dicono di aver visto la funzionalità attiva sui loro profili già dalla prima settimana di dicembre.

    while-you-were-away-twitter-mentre-eri-via

    Ora, questa è sicuramente una nuova funzionalità che potrebbe incrementare il coinvolgimento degli utenti, resta però il fatto che molto si poggia sull’algoritmo che dovrebbe selezionare i tweet. Pensiamo ad un utente che non è solito usare Twitter tutti i giorni o a tutte le ore, quindi quando ritorna su Twitter vorrebbe trovare in evidenza tweet che siano davvero rilevanti per lui, interessanti da fargli capire davvero cosa si è perso mentre “era stato via”. Visto così non sembra possa essere davvero efficace per questa tipologia di utente, anche perchè vene presentato un solo tweet che occupa uno spazio rilevante. Difficile davvero che un utente possa davvero in questo modo apprezzare cosa si è perso mentre non usava Twitter. Complicato resta il tema del coinvolgimento che non incrementerebbe di certo.

    Ovviamente, queste sono solo considerazioni che si basano sul quel poco che si conosce. Quando avremo poi modo di vedere attivata la funzionalità per tutti, molto presto vista la massa di utenti che già la visualizza, allora ne saggeremmo l’efficacia. Così com’è lascia molto a desiderare. Vedremo.

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