Categoria: News

In questa categoria si trovano articoli che parlano di comunicazione, condivisione, social media, social network. Insomma, tutto ciò che riguarda il web 2.0 e di come si sta evolvendo

  • San Valentino, il doodle di Google è innamorato e tecnologico

    San Valentino, il doodle di Google è innamorato e tecnologico

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    Non poteva certo mancare il doodle di Google per San Valentino. E in questa occasione i doodler di Google provano a disegnare “scarabocchi” giocando con le parole “Amore” e “Tecnologia”.

    E come ogni anno non poteva certo mancare il doodle di Google per San Valentino, la Festa degli Innamorati. E per questa occasione i doodler giocano con le parole “Amore” e “Tecnologia“. Il concetto che sta alla base è che l’amore oggi vive anche attraverso la tecnologia, grazie alla sua capacità di mettere in connessione le persone, anche se a distanza.

    E quindi sono state realizzate 5 doodle diversi. In uno l’amore è visto da una semplice carica del laptop oppure può essere audace come l’invio di un messaggio affettuoso via smartphone; e ancora lo si vede in un semplice gesto come ripararsi dalla pioggia; o come quando due persone seguendo una traiettoria dal map del loro smartphone finiscono per innamorarsi.

    Sono tutte situazioni reali nel senso che oggi la tecnologia è entrata davvero nelle nostre vite, con tutti contro e con i tanti vantaggi. Come questo, ossia la capacità di far sentire insieme persone anche a distanza. Un messaggio diverso, forse retorico, ma in questa occasione è una retorica che non appesantisce, anzi.

    Due parole sulla festa di oggi sono d’obbligo.

    La festività prende il nome dal santo e martire cristiano San Valentino da Terni, e venne istituita nel 496 da Papa Gelasio I, andando a sostituirsi alla precedente festa pagana delle lupercalia. La pratica moderna di celebrazione della festa, centrata sullo scambio di messaggi d’amore e regali fra innamorati, risale probabilmente all’alto medioevo, e potrebbe essere in particolare riconducibile al circolo di Geoffrey Chaucer in cui prese forma la tradizione dell’amor cortese. Le sue reliquie sono conservate a Terni, nella basilica cittadina; altre sono conservate nella cattedrale di Maria Assunta di Savona; nella chiesa medievale di San Valentino di Sadali in Sardegna; a Belvedere Marittimo in Calabria e nella chiesa Matrice di Vico del Gargano dove viene venerato come protettore della città e degli agrumeti.

    Il doodle è visibile a livello globale, tranne in Brasile, Australia e nei paesi del Nord Africa.

  • Ecco lo Stato dei Selfie: 93 milioni di foto al giorno

    Ecco lo Stato dei Selfie: 93 milioni di foto al giorno

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    Coney, agenzia di comunicazione internazionale, ha stilato un nuovo rapporto “Lo Stato dei Selfie”, un fenomeno sempre più in ascesa che viene indagato sotto diverso punti di vista. Il primo selfie è di Robert Cornelius del 1839. Oggi i selfie a livello globale sono 93 milioni ogni giorno e il termine “selfie” è menzionato ben 154 milioni di volte sui social media.

    In effetti mancava proprio uno “Stato dei Selfie” e ci ha pensato bene Coney, agenzia di comunicazione internazionale che vanta tra i suoi clienti anche Walt Disney e Chrysler, con questo rapporto che fa il punto della situazione su un fenomeno che è in costante crescita. Piacciano o non piacciano i selfie sono un fenomeno a tal punto da essere preso in considerazione da aziende e marketers, ed è proprio questo lo scopo del rapporto che vuole mettere in luce alcune caratteristiche interessanti.

    Intanto, come sicuramente già saprete, il primo selfie porta la data del 1839 ad opera di Robert Cornelius, fotografo di Philadelphia vero pioniere di questo genere di fotografia. E oggi la situazione è che i selfie sono ben 93 milioni e che la sola parola selfie, secondo quanto rilevato da Google e da Sysomos, è citata sui social media ben 154 milioni di volte.

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    Robert Cornelius

    Ovviamente nel rapporto non può mancare Snapchat, l’app mobile con cui i teenagers si scambiano ogni giorno qualcosa come 400 milioni di foto, ovvero sia il 5% di tutti i selfie condivisi sui Social Media. E quindi i selfie, per quanto se ne possa dire, sono diventati parte della vita di tutti i giorni di studenti, ma non solo. Ma come dicevamo prima il rapporto vuole evidenziare il fenomeno sei Selfie come strumento di comunicazione interessante per le aziende e i marketers. Anche il solo provare a conoscere il fenomeno ormai così radicato nella nostra società, può aiutare a comprendere e a realizzare delle strategie di comunicazione efficaci. Potrebbe essere.

    Il rapporto è suddiviso in sezioni: La Scienza dei Selfie; Body Language; Selfie-ventions; The Great Selfie Debate; Express Yourselfie. Tutte sezioni che indagano a fondo il fenomeno portando a conoscenza numeri, dati e anche curiosità.

    La prima parte è dedicata al sondaggio che Coney ha condotto su 778 infuencers online e più del 50% ha risposto che si compiace nel vedere i propri selfie scorrere nei feed sui social media e più dell’85% dice di scatta almeno un selfie a settimana, scegliendo Facebook come piattaforma ideale, Instagram è al secondo posto. L’82% di questi influencers dice di scattare selfie per mostrare qualcosa di nuovo ( ad esempio un nuovo make-up, nuovo taglio di capelli, nuovi abiti) oppure per trascorrere del tempo con la propria famiglia, oppure per mostrare la località che stanno visitando in quel momento. Nel rapporto è citato Selfiecity.net, un sito dal quale osservare selfie che provengono da ogni parte del mondo.

    Nel rapporto vengono citati anche gli ultimi trends del mondo del Selfie come “Hand Selfies“, “Animal Selfies“, “Shoes on Floor“, “Kid Selfies“, “Belfies” e altri.  E c’è spazio amche per le invenzioni legate al mondo dei Selfie, come non citare allora il Selfie Stick, questo bastone che permette di scattare selfie a distanza, cosa impossibile prima se non avendo braccia lunghe qualche metro.

    E a proposito di braccia lunghe, il rapporto cita anche alcuni ricercatori che indagano il fenomeno dal punto di vista dell’impatto sociale e psicologico. Ebbene, dovete sapere che ricercatori di Harvard hanno scoperto che le nostre braccia sono cresciute negli ultimi due anni di 0.5 pollici (1,27 centimetri per la precisione). Ehm….a causa dei selfie? E non è finita, perchè gli stessi ricercatori prevedono che le nostre braccia si allungheranno di 4-5 centimetri entro la fine del secolo! Questa suona molto come un’esagerazione però.

    Il rapporto indica anche che per fare un selfie ci vuole del tempo. Uno studio, The Body Shop, ha scoperto che le inglesi impiegano 753 ore della loro vita (1 mese!) per fare il loro miglior selfie.

    Inoltre, sembra che gli uomini, lo dice una ricerca dell’Ohio State University, che pubblicano un sacco di selfie sono più narcisisti di quelli che non lo fanno. E ancora Selfiecity.net evidenzia come siano le donne a prendere sul serio i selfie più degli uomini, il 61,6% solo a New York.

    Insomma, questo rapporto contiene davvero tutto ciò che riguarda il mondo dei Selfie e se volete scaricarlo potete farlo da questo link.

    Allora, che ne pensate di questo rapporto? Anche voi siete tra quelli che scattano molti selfie? Raccontateci la vostra esperienza.

  • #Sanremo2015, Charlize Theron incanta i social media

    #Sanremo2015, Charlize Theron incanta i social media

    Nonostante un calo fisiologico, la seconda serata del Festival di #Sanremo2015 è stata ancora molto seguita sul web e sui Social Media. Dopo il boom di tweet nella prima serata, nella serata di ieri sera sono stati 333.200. L’arrivo all’Ariston di Charlize Theron è stato il picco della serata con 2.357 tweet.

    Seconda serata del Festival di #Sanremo2015 che fa registrare un calo fisiologico delle conversazioni sul web e sui Social Media, ma è un aspetto del tutto normale quando si tratta di eventi che si sviluppano su tante serate. La prima è quella che concentra sempre il massimo delle attenzioni. Ma resta comunque alto il colume delle conversazioni che abbiamo rilevato, grazie alla piattaforma Talkwalker, che sono state complessivamente 336.600 seguendo come sempre gli hashtag #Sanremo2015, #sanremo e #festivaldisanremo (periodo di rilevazione tra le 20 e le 2 del 12 febbraio). Twitter come sempre la fa da padrone come “luogo” privilegiato dove si sviluppano la gran parte delle conversazioni e i tweet della serata sono stati infatti 333.200.

    Abbiamo provato poi a seguire le due ospiti internazionali presenti ieri sera al teatro Ariston Charlieze Theron e Conchita Wurst, molto twittate entrambe, ma la star sudafricana “illumina” Sanremo e anche Twitter. Infatti i tweet per #CharlizeTheron sono stati 6.214, mentre per #ConchitaWurst sono stati 3.883. Anche Rocco Tanica è stato molto twittato con 1.966 tweet, nonostante l’ora tarda, e tanti evidenziavano (a ragione) il fatto che quello fosse stato davvero il momento comico della serata, nonostante i tanti comici presenti.

    Questo che vediamo in basso è l’andamento complessivo dei tweet rilevati dove si nota il momento di Charlize Theron che raccoglie 2.357 tweet al minuto (TPM).

    #sanremo2015-tweet-seconda-serata

    E come possiamo notare, #Sanremo2015 risulta essere anche nella seconda serata l’hashtag più usato (78,2%) con una reach (che ci indica il numero di utenti che hanno interagito, e i followers degli stessi, con l’account e che possono avere interagito e visto con il tweet) di 551,7 milioni. Il momento in cui è stata ospite Charlize Theron ha avuto una reach di 5,8 milioni.

    #sanremo2015 reach seconda serata

    Questi i temi più citati all’interno delle conversazioni su Twitter legate agli hashtag che abbiamo considerato. Si notano “Charlize”, “Emma”, “Pintus”, “ilvolo”.

    #sanremo2015-temi-seconda-serata

    Anche nella seconda serata il pubblico femminile è più attivo e presente di quello maschile con, di media, il 52,6% delle donne contro il 47,4% degli uomini.

    #sanremo2015 genere seconda serata

    E’ questa è la mappa geografica dei tweet dove si nota che anche la seconda serata è stata twittata da altri paesi.

    #sanremo2015-mappa-tweet-seconda-serata

    E adesso veniamo ad uno degli aspetti più attesi della nostra ricerca, ossia il momento degli influencers. Anche nella seconda serata si nota che l’account più coinvolgente è quello ufficiale della manifestazione, @SanremoRai. Ma ci sono anche Fran Altomare, Spinoza, Matteo Grandi, David di Tivoli, Rudy Zerbi, Selvaggia Lucarelli e altri che riconoscerete la classifica.

    #sanremo2015-influencers-twitter-seconda-serata

    Questi invece i 10 influencers, per coinvolgimento, su Facebook.

    #sanremo2015-influencers-facebook-seconda-serata

    E ora, come già visto nella prima serata, una carrellata dei contenuti che hanno ottenuto più interazioni durante tutta la serata e partiamo con Facebook:

    E questi invece i tweet che hanno ottenuto il maggior numero di interazioni durante la seconda serata:

    https://twitter.com/Enzo_Miccio/status/565644296595206146

    E questi alcuni contenuti da Instagram:

    Buonanotte ❤️ #sanremo2015

    Una foto pubblicata da Twitter @MarroneEmma (@real_brown) in data:

    Seguitemi questa sera alle 22.00 al Festival di Sanremo #Sanremo2015 !! Una foto pubblicata da Joe Bastianich (@jbastianich) in data:

    Ciao #Sanremo2015 passa una bella serata senza noi ma ci vediamo domani con #IoCheAmoSoloTe

    Una foto pubblicata da Instagram ufficiale Dear Jack (@dearjackof) in data:

    #sanremo2015 from the cheap seats Una foto pubblicata da Joe Bastianich (@jbastianich) in data:

    Ecco, questo il nostro resoconto della seconda serata del Festival di Sanremo 2015. E voi lo state seguendo e da quale piattaforma?

  • Twitter, account bloccati per inconveniente tecnico

    Twitter, account bloccati per inconveniente tecnico

    twitter-bloccato account

    Ieri sera, sul tardi, molti utenti Twitter hanno lamentato il fatto di essere stati bloccati senza motivo e quindi di trovarsi nell’impossibilità di usare la piattaforma. Diversamente da quello che si pensava, ossia che addirittura fosse stato un problema col Festival di Sanremo, in realtà è stato solo un inconveniente tecnico.

    Ieri sera, e per alcune ore, molti utenti Twitter lamentavano il fatto di essere stati bloccati e di trovarsi nella situazione di non poter usare la piattaforma. Tutto questo senza alcuna spiegazione ufficiale. L’assenza di informazioni ha fatto addirittura pensare che Twitter avesse interpretato male la grossa mole di tweet con gli hashtag legati alla manifestazione, ossia #sanremo2015, #sanremo, #festivaldisanremo e altri. Una spiegazione, data da un grande quotidiano italiano nella versione online, che non sta affatto in piedi.

    La verità, come afferma Twitter attraverso Twitter Support, @support, è che si è trattato solo di un inconveniente tecnico, accaduto proprio mentre andava in scena la prima serata del Festival, molto seguita su Twitter, come abbiamo visto nella nostra analisi, rilevando 474 mila tweet.

    Pensare che Twitter possa andare in tilt per il Festival di Sanremo è un po’ troppo.

    In tanti giustamente si sono preoccupati per quanto stava succedendo e visto il momento che stiamo vivendo si era pensato anche al peggio. Ma basta avere a mente questo account @support per comprendere direttamente alla fonte cosa sta succedendo sulla piattaforma.

  • #Sanremo2015, la prima serata vista dai Social Media

    #Sanremo2015, la prima serata vista dai Social Media

    #sanremo2015

    E’ iniziato il tanto atteso Festival di Sanremo, giunto all’edizione numero 65, che si conferma uno degli eventi più seguiti in Tv e non solo. Sui Social Media l’attenzione è stata molto alta: 474 mila solo i tweet. Molto usato, rispetto al solito, anche Instagram.

    Il Festival di Sanremo è iniziato, uno degli eventi più attesi per quel che riguarda il mondo della televisione, ma non solo. Da alcuni anni il Festival della Canzone Italiana ottiene un crescente interesse anche sui Social Media, tanto da candidarsi, visti i numeri che abbiamo rilevato con la piattaforma Talkwalker, uno degli eventi più seguiti per quanto riguarda la Social Tv.

    E in relazione alla prima serata di ieri sera, abbiamo voluto indagare le conversazioni generate sui Social Media, notando da subito che, come già accaduto nelle passate edizioni, ma anche in eventi più recenti, Twitter è il canale che riesce meglio nella funzione di condivisione di opinioni, considerazioni e notizie attorno all’evento. Si nota anche un interessante uso di Instagram.

    Ma vediamo subito qualche numero. Per la nostra analisi abbiamo considerato gli hashtag più rappresentativi, ossia: #Sanremo2015, #Sanremo e #festivaldisanremo. Questi sono quelli che hanno catalizzato l’attenzione degli utenti. Altri se ne sono generati, spesso legati ai cantanti in gara e agli ospiti presenti, ma tutti avevano come comune denominatore uno dei tre hashtag che abbiamo seguito. Le conversazioni complessive, considerando tutti i media e i social media, sono state 480 mila, ma Twitter è quello che rappresenta la quasi totalità: 474 mila tweet. Un numero molto alto, pensate che lo scorso anno la finale generò 1 milione di tweet e vedendo questi numeri possiamo immaginare che la finale di sabato farà segnare un nuovo record.

    Questa è la distribuzione degli hashtag monitorati durante tutta la serata. Notate che #Sanremo2015 è quello che fa registrare l’83,5% dei tweet, gli altri sono più distaccati, #festivaldisanremo 9,7% e #sanremo 6,8%. I picchi di tweet si sono avuti alle 21:30, alle 22 e alle 23.

    #sanremo2015 tweet totali

    #Sanremo2015 si mostra quindi l’hashtag più coinvolgente rispetto agli altri monitorati con una reach di 707,5 milioni. Ricordiamo che la reach, una delle metriche più importanti per analisi di questo tipo, ci indica il numero di utenti (la quantità) che hanno interagito, e i followers degli stessi, con l’account e che possono avere interagito e visto con il tweet. La somma che vedete è la risultante di tutte le reach ottenute dalle ore 20 fino all’1:30.

    #sanremo2015 reach

    Questo invece è il sentiment analizzato sugli hashtag monitorati

    #sanremo2015 sentiment

    Questi i temi più citati all’interno delle conversazioni su Twitter legate agli hashtag che abbiamo considerato. Notate che compaiono “Siani”, “Tiziano Ferro”, “Arisa, “Albano”, “Romina”, “Emma“:

    #sanremo2015 temi cloud

    Il pubblico femminile è quello che ha seguito di più il Festival di Sanremo su Twitter con una percentuale media del 52,5%. La percentuale di donne più alta la troviamo associata all’hashtag #sanremo2015 con il 56%.

    Questa che vedete in basso invece è la mappa geografica dei tweet. Ovviamente dal nostro paese è arrivata la maggior parte di tweet, ma è comunque interessante notare che il festival su Twitter è stato seguito anche da altri paesi

    #sanremo2015-mappa-tweet

    E ora veniamo agli influencers della serata su Twitter, gli account che sono intervenuti nelle conversazioni e che sono stati bravi a essere più convolgenti. Ne abbiamo selezionato 30 per capacità di coinvolgimento e tra questi si notano Selvaggia Lucarelli, @lddio, Fran Altomare, David di Tivoli, Cetty, Spinoza, Insopportabile, Matteo Grandi, Comeprincipe e Pinuccio. L’account ufficiale, @SanremoRai, è quello che si piazza in prima posizione:

    #sanremo2015-influencers-1 #sanremo2015-influencers-2

    Questi invece gli influencers su Facebook:

    #sanremo2015-influencers-facebook

    E ora, un’occhiata ai contenuti che sono stati capaci di raggiungere i livelli più alti di interazione durante tutta la serata, dando uno sguardo a Facebook, Twitter, Instagram e indicando anche qualche link più letto.

    Partiamo da Facebook:

    Ci sarebbe un post sulla pagine ufficiale di Emma Marrone con 33.300 likes, purtroppo non embeddabile.

    E adesso vediamo i tweet con il più alto livello di interazione:

    https://twitter.com/DearJackOf/status/565259935739838464

    https://twitter.com/baciperugina/status/565225800195387392

    Questi invece i contenuti con il più alto livello di interazione su Instagram:

    "I have a dream." #tmlplanet #italia #sanremo #sanremo2015 #carloconti #festivaldisanremo

    Una foto pubblicata da Tua madre è Leggenda (@tmlplanet) in data:

    Ecco, questo il nostro resoconto della prima serata del Festival. E voi lo avete seguito? Quale piattaforma avete usato per interagire con la manifestazione?

  • Safer Internet Day 2015, solo il 4% degli utenti si fida di Internet

    Safer Internet Day 2015, solo il 4% degli utenti si fida di Internet

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    Oggi si celebra il Safer Internet Day 2015, #SID2015, giornata dedicata alla sicurezza e alla privacy su internet dal tema “Creiamo un Internet migliore insieme”. Secondo una recente indagine di F-Secure, solo il 4% degli utenti dichiara di fidarsi di Internet. Alcuni pratici suggerimenti da Mikko Hypponen, Chief Research Officer di F-Secure.

    Oggi si celebra il Safer Internet Day, ma gli attacchi malware e le violazioni della privacy riportate continuamente nelle notizie ci offrono un’immagine di Internet meno sicuro che mai. Proprio qualche giorno fa parlavamo del nuovo malware che sta terrorizzando il web, il ransomware Cryptolocker. E in un’occasione come questa torna davvero utile dare un’occhiata ad una recente indagine di F-Scure, brand che di sicurezza del web se ne intende.

    Ebbene, da questa indagine risulta che il 46% delle persone ha dichiarato di fidarsi abbastanza di Internet quando si tratta della loro privacy e sicurezza, ma ha anche affermato di prendere comunque precauzioni per la protezione dei propri dati. Il 39% non si fida molto di Internet, dicendosi di essere molto attento, e l’11% non si fida affatto, in quanto ritiene Internet “pericoloso”. Solo il 4% ha dichiarato di fidarsi di Internet e di non preoccuparsi molto della sicurezza e della privacy. Un dato che non desta certo meravigia. F-Secure riceve una media di oltre 250.000 tipi di malware per PC al giorno (principalmente rivolti a Windows), e 9.000 malware per Android al giorno. Il malware tenta di rubare i nostri soldi, i nostri contenuti e i nostri dati.

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    E se Internet sparisse oggi cosa mancherebbe di più agli utenti? Ecco cosa hanno risposto:

    • per il 46% degli utenti, ricercare informazioni;
    • per il 30% fare shopping online;
    • per il 13% condividere selfie e accedere ai social media;
    • per il 6% guardare video e giocare online;
    • per il 5% leggere le ultime notizie.

    In occasione del Safer Internet Day, Mikko Hypponen, Chief Research Officer di F-Secure, analizza lo stato di Internet e condivide alcune idee su come possiamo creare un Internet migliore tutti insieme. E vediamo insieme quali sono.

    Open Source come soluzione per la sicurezza?

    Il software open source è spesso pubblicizzato come più sicuro perché grazie alla possibilità per chiunque di vedere il codice sorgente aperto, in teoria è esposto a un maggior grado di esame. Ma Hypponen sottolinea che due dei più grandi allarmi per la sicurezza nel 2014 – Heartbleed e Shellshock – sono risultati tra le principali vulnerabilità trovate nei sistemi open source, che esistevano da molto tempo senza che nessuno lo avesse notato.

    La moneta digitale salva il sistema finanziario?

    I sistemi di pagamento digitale come il Bitcoin basati sulla crittografia potrebbero risolvere problemi fondamentali del nostro sistema monetario. Ma hanno anche portato nuovi problemi – alcuni hacker creano malware specialmente per sfruttare il sistema Bitcoin. E la corsa verso la potenza di calcolo per il Bitcoin mining ha portato ad operazioni di milioni di dollari in data center che sono poi crollati e bruciati (uno proprio letteralmente bruciato) mentre il valore del Bitcoin è diminuito.

    Internet of things

    In un mondo in cui oggetti di uso quotidiano, tostapane, lavatrici, auto, sono interconnessi, si creeranno incredibili opportunità. Ma “un dispositivo intelligente è un dispositivo attaccabile” spiega Hypponen. E’ già stato scoperto un tipo di malware che trasforma le telecamere di sicurezza intelligenti in dispositivi per il Bitcoin-mining. Per non citare il potenziale di violazioni alla privacy attraverso dispositivi intelligenti che usano tecnologie come il riconoscimento vocale o facciale.

    Servizi Internet “free”

    “Solo perché non state pagando per l’utilizzo di un servizio, ciò non significa che questo sia gratuito”, sottolinea Hypponen. Dovete sempre dare in cambio qualcosa, e se non è denaro, sono i vostri dati personali. Se non vi prendete il tempo per leggere i termini e le condizioni di utilizzo, cosa che la maggior parte delle persone non fa, non saprete mai realmente come questi servizi stanno usando i vostri dati.

    Lo stato di sorveglianza

    I governi sono diventati una delle principali fonti di nuovo malware. Possono spiare altri governi, e possono spiare anche i propri cittadini. “Costruendo Internet abbiamo costruito lo strumento perfetto per uno stato di sorveglianza,” afferma Hypponen. Governi ostili possono monitorare cosa facciamo, dove siamo, con chi comunichiamo, cosa pensiamo.

    Abbiamo vissuto la rivoluzione di Internet,” spiega Hypponen. “Ma se non ci prendiamo cura dei problemi che stanno emergendo, potremmo non avere più un Internet aperto e libero da passare ai nostri figli.”

    E visto il tema di oggi, “Creiamo un Internet migliore insieme”, cosa possiamo fare davvero in concreto? Ecco cosa ci suggerisce Mikko Hypponen:

    • Fare domande. Quando si acquista un nuovo dispositivo, è buona norma fare domande in negozio. Del tipo: “E’ connesso? Perché? Raccoglie informazioni su di me e di che tipo?”. Certo non ci si può attendere chissà quale risposta, ma è necessario fare domande.
    • Non far sapere troppo ai ‘giganti’. Se restate loggati a Google o a Facebook mentre navigate, questi servizi sono in grado di monitorare le vostre azioni. Se ritenete che questi giganti di Internet sappiano già abbastanza di voi, usate un browser separato solo per questi servizi, e non loggatevi ad essi mentre usate il vostro browser principale.
    • Chiedere migliori “Termini e Condizioni d’uso” e “Contratti di Licenza per gli utenti”. Solitamente si tratta di documenti molto lunghi e pieni di termini che una persona comune non capirebbe. E’ utile a questo punto chiedere documenti più comprensibili, senza dover avere per forza una laurea in legge oppure ore di tempo libero per leggerli.
    • Usare il potere del cloud. E’ importante usare soluzioni per l’Internet security che proteggano l’utente con una sicurezza basata su cloud. Con il cloud, la base utenti è come un gregge: se un membro del gregge prende una malattia, tutto il gregge viene vaccinato contro quella malattia. La sicurezza basata su cloud condivide informazioni che ci proteggono.
    • Chiedere trasparenza. E’ importante chiedere che i produttori dei vostri antivirus siano trasparenti riguardo a come vi proteggono. E’ necessario chiedere una descrizione su quale genere di dati raccolgono da voi e dal vostro computer. Fino ad oggi un solo vendor di sicurezza al mondo ha reso pubbliche le modalità con cui raccoglie i dati.

    Piccoli suggerimenti che possono sembrare scontati, ma che sono invece importanti e necessari.

    E voi vi fidate di Internet? Come proteggete la vostra Privacy? Raccontateci la vostra esperienza tra i commenti

     

  • Twitter, bene i conti ma resta il problema degli utenti

    Twitter, bene i conti ma resta il problema degli utenti

    Twitter ha presentato ieri gli attesi dati finanziari relativi al quarto trimestre del 2014, il Q4 2014. Se i conti riescono a superare le previsioni, resta comunque fermo il problema della crescita degli utenti. Gli utenti attivi al mese sono 288 milioni e sono cresciuti di soli 4 milioni nell’ultimo trimestre. E Twitter punta il dito verso iOS 8.

    Twitter ha presentato ieri i tanto attesi dati del Q4 2014, i dati finanziari dell’ultimo trimestre del 2014, dove si nota che i dati finanziari battono le attese. Infatti, la società guidata dal CEO Dick Costolo chiude il trimestre con 479 milioni di entrate, in crescita su base annua del 97%. Nel Q3 2014 erano 361 milioni di dollari. Il grosso dei ricavi arriva dall’advertsing, 432 milioni di dollari. Sono in calo anche le perdite che nell’ultimo trimestre sono di 125 milioni di dollari, mentre erano 175,4 milioni nel terzo trimestre del 2014. Nello stesso periodo dello scorso anno la società era in perdita di ben 551,4 milioni di dollari. Le entrate del 2014 sono aumentate del 111% su base annua, 1,4 miliardi di dollari. Vanno bene anche gli utili che si attestano a 0,12 centesimi di dollaro per azione, il doppio delle previsioni ferme a 0,6 centesimi di dollaro. Le azioni nell’after hours hanno guadagnato il 3%.

    twitter entrate

    E ora veniamo ai dati relativi alla base utenti, come già ricordato in più di un’occasione, il vero problema che attanaglia Twitter da un po’ di tempo. Un problema che si è acuito proprio con lo sbarco di Twitter in borsa, per via delle forte pressioni degli investitori nel risolverlo con qualche modifica alla piattaforma. E di modifiche in questi mesi ne abbiamo viste diverse, tutte mirate alla crescita della base utenti e anche alla crescita del coinvolgimento degli stessi utenti.

    In un anno gli utenti sono aumentati del 20% e oggi i MAUs (monthly active users) sono 288 milioni, in crescita di soli 4 milioni rispetto al trimestre precedente, ossia un misero (è il caso di dirlo) +1,4%. Questi dati se paragonati al trimestre precedente sono in calo, quando nel Q3 2014 la crescita era stata del 4,8%, anche se va detto che quei dati riflettevano la buona riuscita dei Mondiali di Calcio di Brasile 2014. Ma Twitter, nonostante il Q4 sia un periodo solitamente di bassa crescita, punta il dito vero un bug di iOS 8 che avrebbe causato la perdita di 1 milione di utenti. E altri 3 milioni sarebbero stati poi persi dall’aggiornamento di Safari in iOS 8. In totale sarebbero stati persi 4 milioni di utenti che se venissero sommati ai 4 milioni reali, allora sarebbe stata una crescita di 8 milioni di utenti. Se davvero fosse stato così, la crescita sarebbe stata, rispetto al trimestre precedente, di appena il 3%, dunque, sempre inferiore al 4,8% del Q3 2014. Non sarebbe stato comunque un dato negativo?

    utenti-twitter-Q4-2014

    Ma nonostante tutto, Twitter, nella persona di Anthony Noto, CFO, si mostra molto positivo per quelli che saranno i dati futuri, tanto da arrivare a dire che presto Twitter raggiungerà la crescita di un tempo, ossia 14 milioni di utenti a trimestre. Un dato che ovviamente attendiamo alla prova dei fatti. Da ricordare che Facebook è cresciuto nell’ultimo trimestre del 3,2%. Ma allo stesso modo va ricordato che le due piattaforme sono molto diverse, come sappiamo bene, e anche che Twitter ha cominciato a costruire davvero la sua base utenti e la sua piattaforma dopo lo sbarco a Wall Street. L’esposizione al mercato e agli investitori ha fatto in modo che Twitter puntasse a creare una piattaforma che fosse performante, ossia che cominciasse a creare guadagni. E lo si vede anche dai dati finanziari che la strada è ancora molto lunga, anche se ci sono margini di miglioramento. Anche in questo trimestre la società è in perdita, con qualche miglioramento.

    Stabili le visualizzazioni sulla timeline, crescono di “appena” 1 miliardo, passando da 181 miliardi del Q3 2014 ai 182 miliardi del Q4 2014. Notate che questa crescita è prodotta solo a livello internazionale, negli Usa restano ferme a 49 miliardi. anche questi dati sarebbero dovuti essere più alti perchè sono quelle che in un certo senso indicano il coinvolgimento degli utenti. In questo modo si speiga, anche, l’introduzione di “While You Were Away” che in italiano è diventato in un brutto “Mentre Non C’eri”, ossia la funzione che ci ricorda, una volta che abbiamo fatto un nuovo accesso sulla piattaforma, così ci siamo persi mentre “non eravamo via”, proponendoci i tweet più engaging fino a quel momento.

    Insomma, se questa è l’altra novità, l’Instant Timeline, un modo per selezionare per noi utenti e tweet interessanti (anche da utenti che non seguiamo) dovessero funzionare, insieme a tutte le altre, forse e solo allora, si potrebbe cominciare a vedere qualche risultato positivo. Ammesso che piaccia agli utenti, nel senso che le trovino utili, altrimenti il problema rischia di espandersi ancora di più.

  • Twitter e Google, accordo per indicizzare di nuovo i tweet

    Twitter e Google, accordo per indicizzare di nuovo i tweet

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    Secondo quanto riporta Bloomberg, Twitter e Google avrebbero trovato un accordo per fare in modo che i tweet possano essere indicizzati all’interno del più grande motore di ricerca del web. Si tratta di un accordo simile a quello che poi terminò nel 2011.

    Tra Twitter e Google scoppia la pace, non che tra loro due ci fosse la guerra, ma la notizia che riporta oggi Bloomberg riaccende un accordo che già esisteva, molto simile, tra le due società e che terminò nel 2011 dopo soli due anni. La notizia è che i tweet torneranno nuovamente ade essere indicizzati all’interno del più grande motore di ricerca del web. Quindi i nostri tweet da 140 caratteri torneranno ad essere rintracciabili online.

    Al momento non si conoscono molti dettagli di questo accordo, in quanto non è pubblico, si sa solo che entro il primo semestre di quest’anno i tweet cominceranno ad apparire nella SERP (i tweet sono già tintracciabili su Yahoo! e Bing). I tweet saranno quindi indicizzati non appena verranno scritti sulla piattaforma.

    L’accordo è parte di una strategia che Dick Costolo, CEO di Twitter, sta portando avanti con l’obiettivo di estendere la base utenti, il vero problema che dalla quotazione in borsa è diventato sempre più pesante. Twitter cresce in termini di utenti molto lentamente e questa notte sapremo qual è lo stato attuale, quando verranno resi noti i dati finanziari del Q4 2014, i dati relativi all’ultimo trimestre del 2014. Un passaggio importante anche perchè è l’occasione per fare il punto dell’anno appena passato.

    Un anno certamente difficile per Twitter che ha visto acuirsi problemi che si sono presentati in tutta la loro forza. Oltre al problema della base utenti, esiste anche un problema di coinvolgimento degli utenti e anche le recenti novità vanno in questa direzione.

    E quindi, il rendere i tweet rintracciabili anche attraverso i motori di ricerca, con la possibilità di poter entrare in contatto con più utenti possibili, potrebbe essere una soluzione, già anticipata per altro nella riunione di novembre da Anthony Noto, CFO di Twitter.

    Vedremo allora tra pochi mesi quali saranno gli effetti di questo accordo, anche se non credo che questo possa risolvere il problema.

  • Google perde terreno nel mercato Search, Yahoo! guadagna

    Google perde terreno nel mercato Search, Yahoo! guadagna

    Yahoo-Firefox

    StatCounter ha nuovamente rilevato un calo di Google nel mercato del search anche durante il mese di gennaio scendendo per la prima volta sotto il 75% di quota negli Usa. Infatti arriva a 74,2% perdendo lo 0,4% da dicembre 2014. Se ne avvantaggia Yahoo! che sale fino a 10,9%: +0,5% in un mese.

    Dopo il calo rilevato lo scorso mese e dopo anche i dati finanziari negativi presentati di recente, si potrebbe dire che il nuovo anno per Google non è iniziato bene. Infatti StatCounter Global Stats rivela che Google perde terreno nel mercato del search anche nel mese di gennaio 2015, passando dal 75,2% di dicembre 2014 al 74,8% del gennaio 2015: un calo dello 0,4%. E’ la prima volta che Google scende al di sotto del 75%, considerando poi che stiamo parlando del core business delle attività di Mountain View, questi cominciano ad essere dati da destare qualche preoccupazione.

    E chi se ne avvantaggia è proprio Yahoo! che, dopo l’exploit del mese di dicembre quando era passato dall’8,6% al 10,4%, è cresciuto a gennaio dello 0,5%. Non tutti avrebbero scommesso su questo dato in crescita, ma Yahoo! comincia a vedere i frutti dopo che Firefox ha adottato il motore di ricerca di Sunnyvale come default al posto proprio di Google. Adesso si che diventa interessante se e come questi dati cresceranno anche nei mesi successivi.

    search-yahoo-google

    search-yahoo-google-firefox

    Ma StatCounter ha effettuato un’altra indagine relativa solo agli utenti Firefox per verificare quali effetti l’accordo con Yahoo! avesse provocato. E infatti si nota che Google in due mesi (da novembre 2014 a gennaio 2015) passa dall’81,9% al 63,9%: un calo del 18%. Invece, nello stesso periodo, Yahoo! passa dal 9,9% al 28,3%, un balzo in avanti che equivale alla quota persa da Google: +18,4%.

    Sono dati che mettono in evidenza il significato dell’opzione di default per un motore di ricerca su un browser come Firefox. E Yahoo! potrebbe addirittura diventare il nuovo motore di ricerca di Safari. Ma val la pena di ricordare che Google è ancora molto avanti e che questi dati non tengono conto del mobile, dove rimane ben salda la posizione di Google.

    Per curiosità, abbiamo provare a vedere qual è lo stato del mercato search in Italia, nello stesso periodo, cioè da novembre 2014 ad oggi. E notiamo che Google è al 94,12%; Yahoo! al 2,42% e Bing al 2,4%; tutti gli altri sono molto staccati.

    mercato-search-italia-google-yahoo

    E che Chrome è il browser più usato, 53,2%, seguono poi Firefox, 19,78%; IE 17,5%; Safari, 7,39%; Opera, 1,04%.

    browser-italia-febbraio-2015

    Sarà interessante vedere che effetti avrà l’accordo Firefox/Yahoo! anche da noi.

    E voi che motore di ricerca usate? Utilizzate quello di default del vostro browser o uno in particolare? Raccontateci tra i commenti la vostra esperienza.

     

  • Il Super Bowl 2015 su Twitter: 28,4 milioni di tweet!

    Il Super Bowl 2015 su Twitter: 28,4 milioni di tweet!

    Il Super Bowl è ormai uno degli eventi più attesi dell’anno, sia dal punto di vista sportivo che di marketing. E anche su Twitter resta uno degli eventi più seguiti. La partita vinta di Patriots ha generato su Twitter 28,4 milioni di tweet per #SB49, il terzo evento sportivo più twittato finora.

    La notte scorsa è stata la notte del Super Bowl 2015, edizione numero 49, #SB49, evento molto atteso negli Usa ma non solo. Il Super Bowl è molto atteso dai marketers per cogliere l’opportunità di raggiungere in un colpo solo, attarverso spot della durata di poco più di mezzo minuto, più di 100 milioni di telespettatori, spendendo, quest’anno per ogni spot, qualcosa come 4,5 milioni di dollari.

    Prima di vedere i dati relativi a Twitter, bisogna dire che questa edizione del Super Bowl, che vedeva di fronte i New England Patriots contro i Seattle Seahawks, match vinto dai Patriots solo a pochi munti dal termine 28 a 24.

    Questo il tweet dei Patriots a fine partita:

    Qui potete vedere la mappa interattiva dei tweet relativa al match, con la “fiammata” nel momento in cui i Patriots superano i Seahawks 28 a 24.

    #SB49-super-bowl-2015-patriots

    Bene, allora, come dicevamo all’inizio, il match ha generato su Twitter ben 28,4 milioni di tweet diventando il SUper Bowl più twittato e anche il terzo evento sportivo più twittato, si piazza infatti dietro a due partite di Calcio dei Mondiali di Brasile 2014.

    #sb49-Super-Bowl-2015-tweet

    Il picco di tweet si è ottenuto quando Malcolm Butler (Mac_BZ) intercetta un passaggio di Russell Wilson (DangeRussWilson), a pochi metri dalla linea della meta quando mancavano 20 secondi: 395 mila tweet al minuto (TPM). Il secondo momento più twittato è stato il finale della partita con 379 mila tweet al minuto (TPM) e il terzo è stato la performance di Katy Perry nell’half time del match con 284 mila tweet al minuto (TPM):

    #SB49-super-bowl-2015-momenti

    Questi gli account più citati delle due squadre durante tutta la partita:

    #SB49-super-bowl-2015-mentions

    A questo link potete vedere tutti i tweet di #SB49. Mentre qui potete vedere tutti i tweet relativi a Halftime #SB49.

    E ore volgiamo segnalarvi quelli che per noi sono stati due video spot che ci sono piaciuti molto. Il primo è quello di Loctite, tra i più apprezzati dagli addetti ai lavori:

    La bella storia di Budweiser che ha divido le opinioni degli esperti, ma resta comunque bello:

    https://www.youtube.com/watch?v=xAsjRRMMg_Q

    Mophie, sorprendete nel finale:

    https://www.youtube.com/watch?v=LuVsf_hE7gM

    NO MORE, contro ogni forma di violenza:

    Allora, che ne pensate? Avete seguito anche voi il Super Bowl su Twitter? Oppure raccontateci quali sono stati gli spot che vi sono piaciuti di più e perchè.

     

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