Categoria: News

In questa categoria si trovano articoli che parlano di comunicazione, condivisione, social media, social network. Insomma, tutto ciò che riguarda il web 2.0 e di come si sta evolvendo

  • Facebook rimuove i like inattivi sulle pagine

    Facebook rimuove i like inattivi sulle pagine

    Dal 12 marzo Facebook comincerà a rimuovere i like inattivi sulle pagine business e su quelle dei personaggi famosi. Questo per rendere l’audience delle pagine quanto più precisa possibile. E’ possibile attendersi, da quella data in poi, un calo dei like.

    Come tanti addetti ai lavoro si saranno già accorti accedendo, come di solito fanno, nelle “Insights” delle pagine che gestiscono, Facebook annuncia che dal 12 marzo comincerà a rimuovere dalle pagine business e dalle pagine dei personaggi famosi quei like che risultano essere inattivi. L’annuncio è stato dato in via ufficiale dalla sezione “Facebook for business“.

    facebook pagine 12 marzo

    La finestra che si trova all’interno delle Insights porta il seguente annuncio:

    Di recente abbiamo aggiornato il modo in cui misuriamo a quante persone piace la tua Pagina. Le Pagine potrebbero registrare una diminuzione dei “Mi Piace” dopo il 12 marzo, una volta rimossi i “Mi Piace” degli account Facebook non attivi”

    In sostanza, questo aggiornamento ha l’obiettivo di rendere l’audience della pagina più precisa mettendo in evidenza i like più attivi, in modo tale che il brand abbia la possibilità di sapere con certezza che la sua base fan all’interno della pagina è in realtà attiva. Facebook infatti tiene a precisare che questa operazione andrà a colpire utenti, infatti, non più attivi.

    Di conseguenza, l’effetto più evidente sarà un calo dei like nelle pagine. Un calo che non farà di certo contenti i CM che ogni giorno lavorano sulle pagine, ma sarà comunque un aggiornamento utile per comprendere l’effettivo grado di attività delle pagine per impostare al meglio le azioni successive da intraprendere. Si tratta quindi una “ripulita” che dovrebbe rigenerare le pagine e farle ripartire.

    Facebook tiene a precisare anche che nel momento in cui l’utente inattivo dovesse successivamente riattivare il proprio account, il suo like verrà nuovamente conteggiato all’interno della pagina. Cosa molto probabile che possa accadere.

    Allora, e ci rivolgiamo agli addetti ai lavori, che ne pensate di questo aggiornamento? Credete che le pagine che gestite subiranno delle conseguenza da questo punto di vista?

     

  • Love has no Labels, la campagna video che celebra la Diversità

    Love has no Labels, la campagna video che celebra la Diversità

    Love has no Labels, l’Amore non ha etichette, è la campagna video che sta spopolando in questi giorni sui social media. Nata da un’idea di Ad Council, organizzazione non profit, e realizzata da R/GA, una delle più importanti agenzia di comunicazione, celebra la diversità, dimostrando di fatto che siamo in fondo tutti uguali.

    Love has no Labels, l’Amore non ha Etichette, è la campagna video che in questi giorni sta spopolando sui Social Media. La campagna nata da un’idea di Ad Council, organizzazione non profit, e realizzata da http://www.rga.com/, una delle più importanti agenzia di comunicazione mondiali, è quella che in gergo si chiama PSAs, ossia public service advertisements, un sorta di pubblicità progresso che si verifica quando il contenuto pubblicitario vuole di fatto veicolare un messaggio sociale utile per tutti. La campagna nasce in concomitanza dell’imminente 50° anniversario della “Selma March” (il film ad esso dedicato era da molti indicato come possibile vincitore ai recenti Oscar) una marcia per rivendicare il diritto di voto a Selma (Alabama, Usa). La marcia si svolse nel 1965 lungo il percorso che collega Selma a Montogmery.

    Love has no Labels è dunque una campagna digitale con l’obiettivo di favorire la comprensione e l’accettazione di tutte le comunità, senza alcuna distinzione di razza, religione, sesso, orientamento sessuale, età e capacità. La campagna è stata lanciata il 12 febbraio scorso e via via è cresciuta molto nei giorni a seguire, facendo aumentare la consapevolezza verso questi tempi prima sul Facebook che ha visto la partecipazione di partner importanti come The Coca–Cola Company, PepsiCo, P&G, Unilever, Allstate e State Farm che hanno diffuso il messaggio sulle proprie fanpage.

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    La campagna è stata poi materialmente realizzata, come dicevamo, da R/GA la quale ha svolto la sua attività pro bono senza quindi percepire alcun compenso, ed è stata filmata il giorno di San Valentino a Santa Monica durante un evento. Nei video si vedono questi grandi schermi x-ray nei quali si vedono questi scheletri che si abbracciano. Poi gli stessi scheletri si incamminano verso i bordi degli schermi rivelando la propria identità al pubblico. Le coppie che prendono parte a questa campagna dimostrano appunto che l’amore non ha etichette, che la diversità è un valore e che siamo tutti uguali senza alcuna distinzione di colore della pelle o di orientamento sessuale o di orientamento religioso.

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    Gli spot televisivi e i video online hanno come soundtrack la canzone “Same Love” di Macklemore & Ryan Lewis con Mary Lambert.

    La campagna ha previsto anche la creazione di un sito web lovehasnolabels.com in cui è presente anche un quiz con cui gli utenti possono verificare i loro pregiudizi.

    Dal 12 febbraio da oggi la campagna su Twitter ha generato una reach di 8,5 milioni e su Facebook la pagina legata alla campagna ha raggiungo 1,8 milioni di fans. I messaggi dei partner, sempre su Facebook, hanno generato più di 15 mila like e quasi 2 mila condivisioni.

    Allora, che ne pensate di questa campagna?

  • Il doodle di Google oggi è per Gerdardo Mercatore

    Il doodle di Google oggi è per Gerdardo Mercatore

    Il doodle che vediamo oggi sulla homepage di Google ci ricorda che si celebrano i 503 anni dalla nascita di Gerardo Mercatore, diventato celebre per i suoi studi sulla cartografia e il doodle lo rappresenta bene.

    Siamo sicuri che in molti vi sarete chiesti oggi chi fosse il personaggio che oggi Google ricorda sulla homepage con un doodle. E infatti lo scopo dei doodle è anche questo, celebrare momenti e personaggi che hanno fatto la storia. E non si può non dire che il personaggio di oggi non abbia segnato la storia.

    Il doodle di oggi celebra Gerardo Mercatore, noto anche con il nome latinizzato Gerardus Mercator, matematico e astronomo fiammingo (Gerhard Kremer) celebre per i suoi studi sulla cartografia e per aver inventato un sistema di proiezione cartografica che porta il suo nome, “proiezione di Mercatore”.

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    Gerardo Mercatore nacque il 5 marzo del 1512 a Rupelmonde (Belgio) da una famiglia di origini tedesche. Da subito si mostrò abile incisore tanto che fu incaricato da Gaspard van der Heyden di produrre le lastre di rame per il globo terrestre e per quello celeste del matematico Gemma Frisius. Le due opere, apparse intorno al 1537, sono considerate le opere più antiche attribuibili a Mercatore. La sua prima mappa fu quella della Palestina nel 1537, poi incise un mappamondo cordiforme (1538), una grande carta della Fiandra in 4 fogli (1540), un globo terrestre (1541) e, dieci anni dopo (1551), un gemello globo celeste.

    Mercatore fu perseguitato dall’Inquisizione, era infatti protestante, e per questo si trasferì a Duisburg. In questo periodo realizzò la grande carta d’Europa in 15 fogli (1554), la carta delle Isole Britanniche in 8 fogli (1564), poi il planisfero ad usum navigantium in 18 fogli (1569) rimasto famoso per la proiezione cilindrica isogona a latitudini crescenti (detta proiezione, appunto, “proiezione di Mercatore”) tuttora usata nella navigazione lossodromica, e ancora una carta del Nuovo Mondo (15 fogli), oggi andata perduta.

    In seguito realizzò una delle opere di maggiore successo, l’Atlas sive cosmographicae meditationes de fabrica mundi et fabricati figura, del quale uscirono prima le carte della Gallia, del Belgio inferiore e della Germania, 61 in tutto (1585), poi quelle dell’Italia, Slavonia e Grecia, in numero di 23 (1589); infine una terza parte, di 29 carte che apparve solo dopo la sua morte, nel 1595, a cura del figlio Rumoldo.

    Il doodle è visibile in gran parte dell’Europa, in Canada, in parte dell’Africa e in Corea del Sud.

  • Ecco il profilo digitale dello studente italiano [Infografica]

    Ecco il profilo digitale dello studente italiano [Infografica]

    Uno studio di Docsity, il social network con finalità didattiche, rileva quello che è il profilo digitale dello studente italiano. Il 56% degli studenti che usa la tecnologia per studiare sono donne.

    Il binomio tecnologia e studio è ormai diventato sempre più forte, al punto per gli studenti oggi le nuove tecnologie sono strumenti importanti per le loro attività. In passato ci siano occupati di verifica questo rapporto, anche se lo abbiamo visto dal punto di vista delle Università online, quindi in termini di offerta didattica via web. Ma oggi, grazie a Docsity, il social network che ha finalità didattiche, conosciamo qualcosa in più su quello che è il profilo digitale dello studente italiano con uno studio interessante accompagnato da un’infografica.

    Obiettivo era quello di indagare come gli studenti usano le nuove tecnologie, ossia Internet, siti educational e altro, per studiare e per reperire materiale utile per le attività di studio. La ricerca di Docsity è stata realizzata coinvolgendo 410 mila studenti italiani e un primo dato che si rileva è che il 56% degli studenti che usano le nuove tecnologie per studiare sono donne, il 44% sono uomini.

    La ricerca ci offre anche un interessante dato geografico, localizzando sullo stivale dove si trovano gli studenti più digitali. Le regioni del centro-sud sono molto presenti. E scopriamo che la Lombardia è la regione con il più alto numero di studenti dal profilo digitale, con 70.687 studenti; segue poi il Lazio con 60.482 studenti; in terza posizione troviamo la Campania con 55.529 studenti; più distaccata è la Sicilia con 31.198 “studenti digitali”. Le ultime posizioni sono occupate dalle regioni italiane più piccole, ossia Molise, Valle D’Aosta e Basilicata con, rispettivamente, 2.299, 1.632 e 1.000 studenti digitali.

    Ma quali sono le materie che ricercano gli studenti sul web? Ebbene, non è la Matematica come si è portati di solito a pensare, ma è il Diritto; seguono poi Storia, Economia, Psicologia, Legge e, infine, la Sociologia.

    E la ricerca ci offre anche alcune informazioni relative agli orari preferiti si studio che si concentrano a metà mattina (alle ore 11) e a metà pomeriggio (alle 17). Anche le 16 sono un orario molto apprezzato, mentre sono pochi quelli che preferiscono le ore serali. Nessuno degli studenti intervistati ha indicato orari alla mattina presto e a notte fonda.

    Insomma, il profilo tracciato da questa interessante ricerca dello studente digitale è abbastanza chiaro ed evidenzia come la tecnologia sia ormai uno strumento di studio a tutti gli effetti. Ci piacerebbe sapere, e per questo speriamo in una nuova ricerca, che ruolo giocano i Social Media e il Mobile per gli studenti digitali italiani. Vedremo.

    Intanto che ne pensate di questa ricerca? Vi riconoscete in questi dati? Raccontateci la vostra esperienza tra i commenti.

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  • E anche Twitter rende i video incorporabili

    E anche Twitter rende i video incorporabili

    E anche da Twitter i video saranno incorporabili, per dire embeddabili, sui siti o blog. L’annuncio arriva da blog ufficiale e anche la piattaforma da 140 caratteri si aggrega alle piattaforme che già permettono questa operazione. Un passaggio ovvio per Twitter per provare ad estendere la base utenti.

    Meglio tardi che mai si potrebbe pensare, anche se in effetti questa operazione viene lanciata ne momento opportuno. E l’operazione riguarda il fatti che da oggi i video su Twitter potranno essere incorporati (embeddabili) su siti e blog. Proprio poco più di un mese fa Twitter più semplice, da mobile, girare, modificare e condividere video direttamente dall’app, della durata di 30 secondi. Ebbene, adesso quei video li possiamo portare dove vogliamo e in questo modo possiamo fare interagire con essi anche persone che non hanno un account su Twitter. Ecco il vero scopo di questa operazione da considerare, forse, un passaggio obbligato.

    L’annuncio arriva dal blog ufficiale di Twitter a firma di Niall Kennedy (@niall), Developer Advocate, colui che ha in un certo senso la responsabilità dello sviluppo della piattaforma rendendone più semplice l’utilizzo.

    L’operazione è abbastanza semplice: una volta individuato un video in un tweet basta cliccare su “Clicca su…” e selezionare “Incorpora video“. Da qui la piattaforma emette il codice da embeddare al’interno del proprio sito o del proprio blog. L’account e il titolo del video saranno visualizzabili all’interno del video. E’ un’operazione molto simile a quella che si fa quando si vuole incorporare un tweet. I video embeddabbili sono quelli che vengono appunto caricati dalle app Twitter per Android, iOS e dal partner Twitter Amplify.

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    Come dicevamo prima, per una piattaforma come Twitter questa operazione diventa un passaggio obbligato che consente di portare fuori dalla piattaforma contenuti, come sono appunto i video, che hanno una valenza enorme in termini di engagement, di coinvolgimento. Proprio quello di cui ha bisogno la piattaforma per provare ad attrarre anche nuovi utenti, problema che ormai su questo abbiamo trattato diverse volte.

    Come già ricordato in altre occasioni, il video rappresenta ormai il futuro del content marketing e una recente ricerca di Cisco lo evidenzia bene: i contenuti video saranno, entro il 2018, il 69% dell’intero traffico web.

    Quindi dove si scrive video si legge engagement, coinvolgimento e possibilità di attrazione più alta di altri tipi di contenuto. Sarà interessante vedere quali effetti provocherà su Twitter.

    E intanto voi che ne pensate?

  • Firefox OS, entro il 2016 su 17 smartphone in 40 paesi

    Firefox OS, entro il 2016 su 17 smartphone in 40 paesi

    In occasione del Mobile World Congress in corso a Barcellona, Mozilla annuncia che l’ecosistema Firefox OS crescerà ancora in questo anno con nuovi partner, nuove categorie di dispositivi e su nuovi mercati. Entro il 2016 Firefox OS sarà presente su 17 smartphone in 40 paesi.

    Mozilla, organizzazione senza fini di lucro che aiuta le persone a sfruttare la potenza del Web, in occasione dell’evento organizzato a Barcellona alla vigilia del Mobile World Congress,  annuncia nuovi partner e nuovi dispositivi per quanto riguarda l’ecosistema Firefox OS. Il sistema operativo di Mozilla punta a smartphone più economici fino ad arrivare ai televisori Ultra HD 4K. Solo due anni fa Firefox OS era solo una promessa e oggi il sistema operativo è attivo decine di dispositivi lanciati in diversi paesi nel mondo. La diffusione del sistema operativo di Mozilla va al di là degli ambienti mobili e cresce l’interesse verso quella che oggi è l’unica piattaforma mobile realmente aperta. Al MWC 2015 Mozilla annuncia che 3 importanti produttori di chip stanno contribuendo all’ecosistema Firefox OS.

    Orange Klif 3G Volcano Firefox

    A Barcellona Mozilla ha rilasciato i dettagli che riguardano le novità e i nuovi partner per Firefox OS. Intanto Mozilla, KDDI, LG U+, Telefonica e Verizon Wireless stanno collaborando alla creazione di una nuova categoria di smartphone: una nuova linea di telefoni intuitivi e facili da usare. Queste società stanno collaborando per contribuire alla community Mozilla e per realizzare una nuova gamma di telefoni Firefox OS da lanciare nel 2016 in una varietà di form factor – flip, slider e slate – bilanciando la semplicità di un telefono di base (chiamate e SMS) con le funzionalità più avanzate di uno smartphone come giochi, contenuti, navigazione, player musicali, fotocamera, video, LTE, VoLTE, email e navigazione Web.

    Obiettivo i paesi emergenti. Infatti Orange introdurrà Firefox OS in 13 Paesi nell’ambito di una nuova offerta digitale portando il Mobile a portata di mano di milioni di persone non raggiunte prima da questo servizio, con il lancio di una rivoluzionaria proposta digitale dedicata ai principali mercati africani e mediorientali. L’offerta Orange Klif parte da meno di 35 euro comprendendo un bundle di traffico dati, voce e testo e definisce un nuovo punto di riferimento in termini di prezzo destinato a catalizzare la diffusione degli smartphone e del traffico dati in tutti i Paesi raggiunti. Lo smartphone Firefox OS 3G è un’esclusiva Orange che sarà disponibile a partire dal secondo trimestre in 13 dei mercati Orange della regione come, ad esempio, Egitto, Senegal, Tunisia, Camerun, Botswana, Madagascar, Mali, Costa d’Avorio, Giordania, Niger, Kenya, Mauritius e Vanuatu.

    Panasonic VIERA Firefox OS

    Mozilla ha anche rilasciato ulteriori dettagli circa le prossime versioni di Firefox OS in arrivo, come il miglior supporto dei processori multi-core, superiori funzioni per la privacy, ulteriore supporto per WebRTC, supporto per le lingue da destra a sinistra, accesso diretto ai contatti preferiti dalla schermata principale, infrastruttura per pagamenti NFC.

    Inoltre, KDDI Corporation ha annunciato un investimento in Monohm, un produttore statunitense di dispositivi IoT innovativi basati su Firefox OS. Il primo prodotto, “Runcible”, sarà presentato presso lo stand Mozilla al Mobile World Congress 2015.

    L’ecosistema Firefox OS continua ad arricchirsi di ulteriori partner e dispositivi, dalla linea di televisori Ultra HD 4K Panasonic TV fino allo smartphone più economico del mondo.

    Firefox OS diventerà dunque disponibile nel corso del prossimo anno presso i maggiori operatori di oltre 40 Paesi su un totale di 17 smartphone.

  • Spotify, nuova app desktop e integrazione con Musixmatch

    Spotify, nuova app desktop e integrazione con Musixmatch

    Spotify, il servizio di musica in streaming on demand più usato sulla rete, ha lanciato la nuova versione del’applicazione per desktop. E una delle novità è che l’integrazione dei testi sulla piattaforma viene fatta in collaborazione con la startup bolognese Musixmatch.

    Spotify, il servizio di di musica in streaming on demand più usato sulla rete, ha lanciato la nuova versione del’applicazione per desktop con nuove funzionalità e aggiornamenti. Ma la grossa novità annunciata dalla società fondata da  da Daniel Ek e da Martin Lorentzon (tra l’altro, cofondatore di TradeDoubler) riguarda i testi delle canzoni che diventeranno sempre più parte integrante della piattaforma. E questa integrazione sarà resa possibile con la collaborazione di Musixmatch, il più grande catalogo di testi musicale del mondo, la cui startup è stata fondata dal bolognese Massimo Ciociola nel 2010.

    Come spiega Spotify, attivare la funzionalità sarà semplicissimo. Basta far partire una canzone dall’applicazione desktop e premere il tasto “Testo” della canzone. Si possono anche cercare e sfogliare i testi delle canzoni più famose su Spotify utilizzando la funzione “Esplora”.

    Ma le novità annunciate da Spotify non si esauriscono qui. E riguardano una nuova sezione “Cerca Amici” con la quale adesso è più facile scoprire cosa ascoltano le persone che state seguendo. E’ sufficiente scorrere la barra laterale per guardare le loro playlist, canzoni e artisti preferiti.

    E sono state introdotte anche le nuove Viral Chart giornaliere, grazie alle quali Spotify presenta le canzoni più suonate nel mondo e nella vostra area. In più, tutte le classifiche evidenziano la nuova musica aggiunta e quali canzoni salgono e scendono nella chart.

    L’integrazione di Musixmatch porta una delle applicazioni più popolari all’interno di Spotify insieme ad altre come Songkick e Topspin. Inoltre, Spotify ha lavorato con BBC Playlister, Swarm, Digster, Filtr e altri partner per offrire ai propri utenti una esperienza musicale sempre più ricca sulla piattaforma.

    Con l’introduzione di queste novità, Spotify fa sapere che gradualmente sarà disabilitata la funzione “Cerca app” e le altre applicazioni di terze parti per la versione desktop.

  • Twitter, nuove misure per la sicurezza degli utenti

    Twitter, nuove misure per la sicurezza degli utenti

    Twitter annuncia di aver preso nuove misure per rendere più sicura la piattaforma per gli utenti. Da oggi è più facile la segnalazione, una procedura che nelle prossime settimane sarà disponibile per tutti gli utenti. Solo qualche settimana fa Dick Costolo si scusava per i troll su Twitter.

    Sono passate poche settimane da quando il CEO di Twitter, Dick Costolo, in una lettera interna (resa poi pubblica da The Verge) sosteneva chiaramente che non si era stata capaci di controllare il fenomeno dei “troll”, un fenomeno che allontana continuamente gli utenti dalla piattaforma, anche quelli più affezionati. Costolo indicava questo problema come la causa principale del calo degli utenti che è ormai evidente e che sta costituendo ormai un serio problema.

    Ebbene, è di oggi la notizia che presto, nel giro di poche settimane, per tutti gli utenti saranno migliorate le misure per segnalare abusi sulla piattaforma per consentire quindi un’esperienza più sicura. Le misure consentiranno agli utenti di segnalare anche il cosiddetto “doxing”, cioè la condivisione di informazioni private e confidenziali, contenuti con intenti autolesionisti o la creazione di account con lo scopo di fingersi altri utenti. L’annuncio viene fatto sul blog ufficiale di Twitter a firma di Tina Bhatnagar, vice presidente dei servizi per gli utenti.

    Come riporta Ars Technica, gli utenti che, dopo una segnalazione venissero bloccati temporaneamente, volessero ritornare sulla piattaforma utilizzando il medesimo account, dovranno fornire un indirizzo email oppure il numero di telefono. Anche se questa misura non verrà messa in pratica per ogni avviso e blocco temporaneo.

    Screen Twitter abusi

    Insomma Twitter comincia davvero a considerare il fenomeno cercando di ampliare strumenti che possano fornire maggiore sicurezza agli utenti sulla piattaforma. Ed era naturale che si arrivasse a questo punto. E’ dal 2013 che Twitter lavora su questi problemi, quando venne creato il bottone contro gli abusi dopo il grave episodio accaduto nel Regno Unito che coinvolse una ragazza vittima di insulti e minacce senza aver la possibilità di poter segnalare quello che le stava accadendo.

    Sarà interessante osservare se queste misure saranno efficaci al punto da far ritornare gli utenti che hanno abbandonato nel frattempo la piattaforma e quindi a fare crescere nuovamente la piattaforma a 140 caratteri per la felicità degli investitori. Possibilità lontana, ma non impossibile.

  • Calcio e Social Media: ecco i club più attivi su Facebook [Infografica]

    Calcio e Social Media: ecco i club più attivi su Facebook [Infografica]

    Il Calcio non solo è uno degli argomenti che più appassiona gli italiani ma è uno degli argomenti più “chiacchierati” anche sui Social Media. Questa ricerca di Blogmeter ci permette di conoscere quali sono i club più attivi: su tutti Barcellona, Manchester United, Real Madrid e Chelsea che staccano i club italiani.

    Il Calcio è sempre un argomento tra i più discussi anche sui Social Media, basti pensare che è uno degli argomenti preferiti su Twitter. Ma con questa interessante ricerca di Blogmeter conosciamo i club, italiani e internazionali, che meglio usano questi strumenti per conversare e coinvolgere i propri tifosi e appassionati. La ricerca ha preso in esame la portata dei profili Facebook globali ufficiali di 16 dei principali team italiani ed internazionali partecipanti alle massime competizioni europee, tra dicembre 2014 e gennaio 2015. E dalla ricerca viene fuori che il Calcio italiano insegue la Spagna, l’Inghilterra e la Germania anche nell’uso dei Social Media.

    Uno dei casi di eccellenza, come certificato da Blogmeter, è rappresentato proprio dal Bracellona, il team più seguito su Facebook e quello più coinvolgente, che riesce a generare il più alto tasso di engagement (la capacità di generare interazioni – like, commenti, condivisioni – in relazione ai contenuti prodotti). Manchester United, Real Madrid e Chelsea rappresentano ulteriori casi di buon utilizzo. Mentre i club italiani inseguono a distanza.

    Questi sono i primi 3 team più amati su Facebook: Barcellona (81,9 milioni di fan), Real Madrid (81,4 mln) e Manchester United (64,6 mln). Il Milan, leader in Italia, risulta in ottava posizione con “solamente” il 30% dei fan delle regine di Spagna (24,3 mln). Ancora più staccata la Juventus (11° con poco meno di 16,3 milioni di fan al 31 gennaio) e a seguire, a distanza, tutte le altre squadre italiane (nell’ordine Inter, Roma e Napoli), che chiudono la classifica (rispettivamente 14°, 15° e 16°) e non raggiungono quota 6 milioni di fan. Il gap con i top club europei è particolarmente evidente nella capacità di attrarre seguaci al di fuori dei confini nazionali: dagli Stati Uniti ai Paesi asiatici passando per i Paesi emergenti.

    E la distanza tra l’Italia e l’estero nella capacità di consolidare la propria community su Facebook aumenta di giorno in giorno, con il Real Madrid che guadagna 50 mila fan al giorno nel periodo analizzato contro i 19 mila della Juventus, gli 11 mila del Milan ed i 10,9 mila dell’Inter. Ancora più indietro Roma e Napoli.

    La distanza tra i club italiani e quelli europei più efficaci sui social media è evidente anche nella capacità di coinvolgimento degli utenti. Come detto, Manchester Utd, Barcellona, Chelsea e Real Madrid rappresentano casi di eccellenza: i loro post ricevono un numero di like, commenti o condivisioni di gran lunga superiore a tutti.

    Il Barcellona è il club che ha coinvolto sul suo profilo globale Facebook il maggior numero di autori unici nel periodo di analisi: oltre 338 mila. A seguire il Manchester United con oltre 319 mila. Le squadre italiane, capeggiate in questa classifica dall’Inter (51,3 mila, che gli vale un 10° posto assoluto), sono distanti.

    Ma dalla ricerca emerge che ci sono alcuni club italiani si pongono ai vertici europei per l’attività svolta sui social network. L’Inter è addirittura leader, con un post prodotto su Facebook in media ogni ora del giorno, per un totale di 25,1 post pubblicati in media quotidianamente. Anche la Juventus sale sul podio di questa classifica (al 3° posto), con una media di 22,3 post prodotti al giorno.

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  • Philip Kotler Marketing Forum, a Milano il 15 Maggio [Evento]

    Philip Kotler Marketing Forum, a Milano il 15 Maggio [Evento]

    Il prossimo 15 Maggio a Milano Philip Kotler, “il padre del Marketing Sociale”, sarà il protagonista del Philip Kotler Marketing Forum 2015. Un grande evento in cui il guru di Chicago si rivolgerà alle aziende italiane, spronandole a continuare a donare bellezza e a rinnovare il modo di fare Marketing oggi.

    Si preannuncia davvero come uno degli eventi di Marketing più attesi del 2015 il forum che vedrà protagonista Philip Kotler, “il padre del Marketing Sociale” a Milano il prossimo 15 Maggio. Un evento che definire “da non perdere” è poco, anche perchè questa è una delle due uniche tappe europee per poter ascoltare uno dei massimi esperti del Marketing moderno.

    Philip Kotler è colui che ha cominciato a sostenere che il Marketing fosse da considerare come una disciplina scientifica e che oggi le aziende devono orientare tutte le loro strategie avendo ben presente che “il Cliente è sovrano“. Il Marketing per Kotler è uno “strumento per comprendere, creare, comunicare e distribuire valore“.

    Le aziende più accorte creano costantemente nuovo valore per i clienti, sono profondamente orientate al cliente e alla soddisfazione delle sue esigenze.” [300 risposte sul Marketing, 2005]

    Un suggerimento che le aziende dovrebbero seguire in un contesto economico, come sostiene lo stesso Kotler, in cui il panorama è cambiato, “modificato in maniera sostanziale dalla tecnologia e dalla globalizzazione“. Kotler ci ricorda che oggi le aziende di tutto il mondo possono, e devono, competere ovunque, grazie anche al Web. E proprio questo sarà uno dei punti su cui Kotler si soffermerà durante il forum, invitando le aziende a non sottovalutare le nuove tecnologi, integrabdole invece nelle loro strategie di Marketing.

    Internet sta contribuendo a rafforzare più il potere degli acquirenti che dei venditori. Oggi il cliente è sovrano.” [300 risposte sul Marketing, 2005]

    philip-kotler-2015Secondo Kotler un’azienda che non innova, che non riesce ad interpretare i cambiamenti che avvengono e che non riesce ad adeguarsi a questi cambiamenti è destinata a morire. Ecco quindi che il forum diventa una grande occasione per le aziende italiane per ascoltare quello che è stato definito il quarto “guru del management” di tutti i tempi dal Financial Times (dopo Jack Welch, Bill Gates e Peter Drucker). E proprio le aziende italiane, secondo Kotler, hanno il compito di continuare a donare bellezza al modo, rinnovando il modo di fare marketing e puntando sui talenti nei settori della cultura, dell’arte, del design e del food. Ma il forum è anche l’occasione per tante piccole e media aziende italiane, che sappiamo essere il vero motore della nostra economia, per aprirsi ad una visione internazionale del proprio business e a migliorare con il supporto delle nuove tecnologie.

    Sul sito dell’evento, Philip Kotler Marketing Forum 2015, trovate il programma della giornata e i biglietti sono in early booking fino al 28 Febbraio!

    L’evento è organizzato da Nexo Corporation, giovane e dinamica azienda umbra, attiva nel settore delle traduzioni e dell’interpretariato in oltre 40 lingue grazie a un team di oltre 750 professionisti madrelingua specializzati.

    E ovviamente anche noi saremo lì ad assistere al grande evento.

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