In questa categoria si trovano articoli che parlano di comunicazione, condivisione, social media, social network. Insomma, tutto ciò che riguarda il web 2.0 e di come si sta evolvendo
Instagram dal blog ufficiale annuncia l’introduzione di due nuovi filtri. Si tratta di “Colore” e di “Sfumare” con i quali aggiungere tonalità diverse alle vostre immagini. Inoltre da oggi è possibile attivare le notifiche per i post di uno specifico utente. Le novità riguardano Android e presto saranno disponibili anche su iOS.
Instagram, direttamente dal blog ufficiale, ha annunciato ieri alcune novità interessanti per quanto riguarda l’editing delle immagini che dallo scorso anno è stato arricchito con un ventaglio di strumenti di editing e filtri che fa dell’applicazione molto completa da questo punto di vista. Ma con queste due novità il ventaglio delle possibilità di modifiche si arricchisce notevolmente.
E’ da ieri infatti sono disponibili, solo per Android con la versione 6.19.0 (per iOS lo sarà entro pochi giorni per la versione 6.10.0), due nuovi filtri. Si stratta di “Colore” e “Sfumare”. Per visualizzarli basta accedere (dopo aver effettuato l’aggiornamento dell’app, ovviamente), una volta caricata l’immagine, alla sezione “Modifica“:
Colore: con questo filtro è possibile aggiungere un po’ di colore alle vostre immagini con tonalità che vanno dal rosso al giallo, dal rosa al verde, dal viola al blu.
Sfumare: con questa modalità potete dare alle vostre immagini un tocco più “tranquillo”, quasi “lavando” i colori dando alle vostre immagini una sensazione più morbida.
Ma le novità non si esauriscono qui perchè Instagram, sempre da ieri, ha rilasciato un’altra interessante novità che riguarda la possibilità di poter attivare le notifiche per quanto riguarda i post di utenti/amici o parenti. Una volta individuato l’utente che vi interessa, è sufficiente cliccare la sezione in alto a destra per visualizzare le possibilità che comprende stavolta anche “Attiva le notifiche relative al post“.
Una possibilità utile che vi aiuta a tenervi informati sulle pubblicazioni di utenti specifici che solitamente non riuscite a seguire essendo la vostra timeline molto affollata. Ecco, con questa modalità riuscirete a vedere sempre i post degli utenti che vi piacciono di più.
Twitter rilascia da oggi la nuova funzionalità con cui commentare i tweet. Resta dunque la modalità “Cita” che diventa “Cita il tweet” permettendo da ora di commentare il tweet incorporandolo. La funzionalità è per ora disponibile via web e per iOS. Su Android sarà disponibile entro pochi giorni.
Molti di voi se ne saranno già accorti sia da mobile che da Web. Infatti Twitter annuncia da oggi il rilascio di una nuova funzionalità che permette il commento dei tweet. In pratica prende il posto di quella funzionalità che da mobile era “Cita”, modalità che spesso creava più confusione, anche per il fatto che spesso non era possibile farlo per problemi di spazio.
Da oggi è possibile fare commenti incorporando il tweet e avendo a disposizione uno spazio di 116 caratteri (così come riporta The Next Web) da sfruttare per scrivere il vostro commento e aggirare così il limite dello spazio da utilizzare. Una volta che cliccate sul simbolo per fare Retweet vi si apre il tweet con sopra uno spazio libero “Aggiungi un commento”. Una volta commentato il tweet, questo sarà visibile in questo modo. Riporto un esempio con @N4ik3 che aveva condiviso un post:
Come detto, questa nuova funzionalità permetterà di commentare e scrivere breve considerazioni senza per forza costringere gli utenti a troncare il contenuto come accadeva fino a ieri, con, il più delle volte, situazioni al limite dell’incomprensibile. Di conseguenza, la funzionalità permettendo l’incorporazione del tweet, consente una conversazione senza alterare minimamente il contenuto che resta ben visibile.
Da iOS lo modalità compare con una voce “Cita il Tweet“.
Certo, questa nuova possibilità permette di scrivere qualcosa in più anche se si evidenzia ancora una volta il vero grande limite di Twitter, ossia quello dei 140 caratteri. “Limite” che è di fatto uno degli elementi che distingue la piattaforma in maniera evidente.
Poter scrivere con qualche carattere in più farebbe comodo, no?
La settimana scorsa Twitter ha lanciato l’app di video live streaming, Periscope, per ora solo su iOS di cui sei è parlato molto in Italia, e non solo. Abbiamo voluto verificare allora come gli italiani hanno accolto Periscope in termini di download, dicendo subito che gli utenti la preferiscono a Meerkat.
La scorsa settimana vi davamo notizia del lancio, da parte di Twitter, della nuova app che permette il video live streaming: Periscope. Negli ultimi giorni se n’è parlato molto, come era prevedibile, e le opinioni si sono subito divise in maniera netta tra chi sostiene che sia un’app da avere e chi invece ritiene che sia ancora incompleta. Ovviamente Periscope è stata accostata a Meerkat, altra app di cui si è molto parlato, in quanto sono due app che permettono di fare più o meno la stessa cosa, con qualche differenza che le distingue.
Ma quello che vogliamo vedere con voi non è tanto un confronto tra le due app in termini di funzionalità, quanto invece in termini di download. Ci interessa quindi verificare come gli utenti italiani hanno accolto l’arrivo di Periscope, per osa solo disponibile per iOS, in termini di download dall’App Store. Facciamo poi anche un raffronto con gli Usa per poi paragonare il tutto con Meerkat, per verificare quindi se gli italiani preferiscono usare Periscope o Meerkat.
Diciamo subito che Periscope è sbarcato in Italia con il coinvolgimento di utenti molto noti che hanno cominciato ad usarla subito e questo ha generato l’effetto curiosità tra gli utenti per verificare l’utilizzo che queste celebrità ne facessero. Ricordiamo che tra questi sono stati coinvolti Rosario Fiorello (@fiorello), Pif (@pif_iltestimone), Rudy Zerbi (@rudyzerbi), Francesco Facchinetti (@frafacchinetti), J-Ax (@jaxofficial), Maccio Capatonda (@marciocapatonda), Federico Russo (@federusso80).
Ora, pur non conoscendo il numero di download effettivi, possiamo però sapere che in Italia Periscope ha toccato il suo massimo, nella classifica delle app di “Social Networking”, piazzandosi al 5° posto il 30 marzo. Il debutto, alla data del 27 marzo, la vedeva in 15° posizione. Distimo alla data del 1° aprile rileva l’app ancora in 5° posizione, mentre alla data del 2 di aprile Periscope perde una posizione piazzandosi in 6° posizione. E nel grafico ne vediamo l’evoluzione:
E guardando ai migliori piazzamenti n classifica, l’Italia è tra quelli che hanno apprezzato di più Periscope. Il paese dove l’applicazione ha riscontrato un successo più alto è gli Emirati Arabi Uniti dove Periscope è diventata la seconda app più scaricata il 29 marzo non solo tra le app di “Social Networking”, m anche nella classifica generale. Altro paese che ha accolto bene Periscope è la Turchia dove Periscope è ancora oggi la quarta app più scaricata tra quelle di “Social Networking”. Negli Usa Periscope ottiene come miglior piazzamento l’ottava posizione e a guardare il grafico in basso l’effetto calante è ancora più evidente:
E a vedere dal grafico si comprende come proprio negli Usa si stia discutendo molto di Periscope e soprattutto di Meerkat sul fatto se davvero queste app possano ottenere un forte riscontro da parte degli utenti. Come abbiamo detto prima, guardiamo un attimo la situazione di Meerkat negli Usa:
Effetto calante evidente anche per Meerkat, dunque.
Il dibattito negli Usa ruota attorno al fatto che Meerkat sta conoscendo la sua fase calante anche grazie all’arrivo di Periscope, ma anche sul fatto che queste due app non aggiungono in realtà, secondo alcuni, nulla di nuovo. Il live streaming era già possibile con Ustream e altre piattaforme simili, anche se non ci sembra forse un paragone così azzeccato. Potete leggere a riguardo il post di ieri di The Vergesul calo di popolarità di Meerkat. Ma anche il post di Business Insider che avanza qualche dubbio riguardo Periscope in fatto di molestie.
Resta da capire però se davvero Periscope, così come Meerkat, riuscirà a coinvolgere davvero gli utenti. E, soprattutto, se davvero gli utenti si sentono dei broadcaster perchè poi il punto è proprio questo. Ma siamo davvero tutti dei broadcaster? Periscope sarà mai un’app di massa?
Voi che ne pensate?
#UPDATE 7 aprile 2015
Per completezza di informazione, il Country Manager di Twitter in Italia, Salvatore Ippolito, ha dichiarato che Periscope in Italia ha avuto un grande successo proprio nei primi giorni facendo registrare migliaia di link di dirette: 100 mila in totale con il picco di 51 mila toccato il 28 marzo:
Siamo entusiasti dell’accoglienza che Periscope ha ricevuto, quello che si può già notare, a una settimana dal lancio, è che l’utenza è davvero molto eterogenea e creativa. Periscope in questo senso è molto simile a Twitter. È Twitter, in video: live, conversazionale e pubblico.”
Per quanto riguarda la nostra analisi, aggiorniamo i dati e rileviamo che alla data del 6 aprile Periscope in Italia, su App Store diventa la 4° app più scaricata e sempre la 7° nella categoria “Social Networking”. Quindi si è verificato un aumento dei download in queste giornate di festa. Il risultato migliore è del 5 aprile quando Periscope in Italia è la 4° app più scaricata in generale su App Store.
WhatsApp ha abilitato, dopo mesi che se ne parlava, le telefonate gratuite, ora solo per Android. Ma esistono già tante app che offrono questo servizio in un settore che sicuramente è destinato a crescere. WhatsApp, dalla sua, ha il vantaggio di poter sfruttare il potenziale dei tanti utenti attivi: 700 milioni.
La sfida è ormai aperta, e questo lo si sapeva già. Infatti, proprio nel giorno in cui WhatsApp abilita, dopo mesi che se ne parlava, le telefonate gratis attraverso l’applicazione (solo per Android; per iOS saranno disponibili nel giro di qualche settimana), ecco che arriva il “benvenuto” da parte di LINE, applicazione di instant messaging e chiamate gratuite, che sottolinea come l’applicazione ora di proprietà di Facebook arrivi in un settore che LINE Corporation conosce ormai dall’ottobre del 2011.
La società giapponese, proprietaria dell’applicazione LINE, sottolinea come la sua app sia arrivata prima di WhatsApp in questo settore con “la sua visione di un’app di comunicazione integrata e completa”, sottolineando il traguardo dei 15 miliardi di telefonate raggiunto nel mese di novembre 2014.
Il mercato quindi si arricchisce di nuovi players e sarà interessante vedere le performances di WhatsApp nel giro di qualche mese. Sarà interessante cioè vedere se farà valere il suo potenziale di 700 milioni di utenti attivi e più di 30 miliardi di messaggi inviati al giorno, un dato che supera definitivamente quello relativo agli sms.
WhatsApp sbarca dunque in un settore, se vogliamo ancora da scoprire, anche se in realtà sono già decine le app che offrono questo tipo di servizio. Infatti, ci sono Skype e Viber, ma anche:
Talkatone (per iOS e per Android)
WeChat (iOS, Android)
Tango (iOS, Android)
Truphone (iOS, Android)
WePhone (iOS, Android)
KakaoTalk (iOS, Android)
magicApp (iOS, Android)
Nimbuzz free call (iOS, Android).
Questi solo per citarne alcuni. E non si può non citare anche Facebook Messenger che ha abilitato le telefonate gratuite già lo scorso anno, solo per gli Usa. Come sappiamo di recente Messenger, sempre per gli Usa prima, ha abilitato anche la possibilità di fare e ricevere pagamenti, altro terreno su cui si confronteranno presto anche altri players. Chissà, forse anche la stessa WhatsApp potrebbe esserne abilitata.
Insomma, WhatsApp prova ad inserirsi in un settore che, sebbene poco conosciuto ai più, è già abbastanza “frequentato”. Dalla sua WhatsApp ha il vantaggio, non certamente trascurabile, di essere l’app di instant messaging più usata e di conseguenza potrebbe puntare a diventare anche l’app di free calls più usata, superando anche LINE.
Se avete avuto modo di provare le telefonate via WhatsApp vi accorgerete che la qualità delle conversazioni è leggermente superiore alle altre. Certo, c’è sempre il solito “ritardo”, tipico delle conversazioni fatte in questa modo, ma è trascurabile.
Allora, voi che ne pensate? Avete provato già ad usare WhatsApp per telefonare da Android oppure stata già usando qualche altra applicazione? Ovviamente se avete da segnalarne per arricchire il nostro parziale elenco sarebbe fantastico.
In vista del SAS Forum, che si terrà a Milano il prossimo 22 aprile, ho intervistato Michela Guerra, Marketing Communications Manager di SAS Italy. Argomento cardine la Data Visualization e gli effetti che questa comporta nell’attività di un’azienda e l’emergere della figura del “Data Scientist”.
L’intervista con Michela Guerra, Marketing Communications Manager di SAS Italy, è un’occasione preziosa per comprendere cosa sia, effettivamente, la Data Visualization e quali siano i suoi effetti all’interno dell’azienda. Molti, anche, gli spunti di riflessione sui vantaggi che l’analisi del dato può portare alle PMI italiane, alla costante ricerca di nuove opportunità per migliorare il proprio business.
La chiacchierata con Michela Guerra è stata fondamentale, poi, per avere una visione più completa sugli scenari professionali che si stanno aprendo grazie alla Data Visualization e all’Internet Of Things e per comprendere meglio la nascita di una figura chiave come quella del Data Scientist.
Ecco, nello specifico, gli argomenti trattati.
La prima domanda riguarda la Data Visualization. Cos’è e a cosa serve?
La Data Visualization, ovvero la parte più importante e imprescindibile del nostro lavoro, in gergo viene definita “l’ultimo miglio“, e rappresenta l’ultima parte della catena del valore del dato. Per noi di SAS è una parte importantissima, ma rappresenta solo l’ultima parte di un processo molto più complesso. Prima di questa, infatti, è necessario passare dall’estrazione del dato, all’integrazione di esso fino alla “data quality”: è solo grazie a questo lungo processo che il dato diventa fruibile per l’utente finale.
Quanto tempo si impiega per arrivare all’ultimo miglio? E qual è l’importanza delle fasi precedenti?
È importante precisare che l’offerta di SAS Italy non è univoca bensì basata sulle esigenze del singolo cliente. Ad ogni cliente viene proposta una soluzione studiata ed ottimizzata sulla base di esigenze specifiche e la profondità di analisi del dato è diversa, di conseguenza, di caso in caso.
Il portafoglio clienti di SAS è particolarmente ricco e variegato; si passa da aziende leader nel settore delle telecomunicazioni, al Banking, alle Utility fino alla Pubblica Amministrazione, giusto per citare qualche mercato.
Accanto a questi clienti lavoriamo anche con le PMI, con logiche completamente diverse rispetto ai big.
Per quanto riguarda, invece, le tempistiche per arrivare all’ultimo miglio la risposta é duplice perché su progetti molto grandi, ogni parte della catena del valore del dato ha tempi e modalità diverse tant’è che possiamo parlare di “Big Data” vista l’enorme quantità di dati da analizzare.
Nel caso invece delle aziende medio piccole i dati non sono “big” ma relativamente più piccoli, proporzionalmente agli interessi aziendali.
In questi casi abbiamo realizzato delle soluzioni ad hoc, dei veri e propri “pacchetti” customizzati sulla base delle esigenze del singolo cliente.
Quindi anche le PMI cominciano a sentire questa esigenza?
Assolutamente sì. Quello che noi vediamo dal nostro punto di osservazione è che la domanda di soluzioni di analisi dei dati – perché banalmente di questo si tratta- è veramente in aumento anche in realtà piccole. Si inizia, infatti, ad avere coscienza che l’intuito imprenditoriale (fondamentale tra l’altro poiché il guizzo non verrà mai sostituito dal software) non basta e che senza un’analisi approfondita del dato, che include anche una re-ingegnerizzazione dei processi, è difficile in questo momento competere.
Una volta si diceva che l’analisi del dato dà “un vantaggio competitivo”, oggi dico che l’analisi del dato è fondamentale per sopravvivere.
E qui torno alla tua domanda iniziale, la visualizzazione delle informazioni del dato elaborato è fondamentale per un manager o per un imprenditore, perché gli permette di vedere, di esplorare e di analizzare i dati direttamente da un cruscotto o da un’interfaccia, in maniera semplice ed intuitiva. Anche da mobile tra l’altro perché queste informazioni posso essere fruite da qualsiasi device. E’ chiaro che quando ti rivolgi a questi imprenditori mostrando loro gli enormi vantaggi derivanti dall’analisi del dato riescono a comprendere che il loro intuito manageriale può integrarsi con l’analisi oggettiva del dato.
Ma oggi le PMI sentono davvero questa esigenza? E poi, sono effettivamente attrezzate in una società in cui gli impulsi ormai arrivano da diverse parti? Esiste davvero questa coscienza?
Per rispondere alla prima domanda ti dico sì, esiste questa esigenza ed è ben tangibile. La difficoltà maggiore per le numerose PMI che tutti i giorni lottano contro la situazione economica sta proprio nel credere e nell’adottare, poi, una soluzione di questo tipo. Alcuni imprenditori abbracciano la Data Visualization, consci degli enormi benefici che questa può garantire al loro Business, altri, invece, decidono di esplorare questo mercato con investimenti davvero minimi, rischiando che la strategia resti fine a se stessa.
Per migliorare la redditività è fondamentale mantenere un certo equilibrio tra avanguardia tecnologica, nuove idee di business ed, infine, innovazione di processo ed organizzativa. Se questi elementi non vanno di pari passo, si rischia di fossilizzarsi e di restare nell’ambito tattico, dando vita ad un’innovazione fine a sé stessa, di breve periodo. Il salto di qualità in termini di innovazione, di business e di ritorno degli investimenti si può vedere, invece, in quelle aziende che hanno una visione più di lungo periodo.
L’adozione, da parte delle PMI, di soluzioni basate sull’analisi dei dati presuppone, di conseguenza la volontà di aprirsi a nuovi orizzonti andando, se necessario, a modificare anche il proprio background culturale.
L’aprirsi a nuovi orizzonti, tuttavia, non è sufficiente: è fondamentale formare figure professionali consapevoli e pronte a gestire attività di questo tipo. In questo processo, è cruciale il Data Scientist: si tratta di una figura dotata di precise e specifiche competenze ma, soprattutto, di una visione strategica e lungimirante sul futuro aziendale.
Quindi l’aspetto innovativo serve da base all’approccio all’analisi del dato? Se non si approccia in questo modo, difficilmente la si considera di lungo periodo.
Michela Guerra- SAS Italia
Sì, vero ma è il valore strategico ad essere, già di per sé una strategia innovativa. Vi è un ritorno nell’investimento quando queste risorse vengono utilizzate in ottica davvero strategica, allora il ROI sì che si vede. Gli esempi di prima sono determinanti. Poter geolocalizzare con gli Analytics i movimenti di un cliente all’interno del territorio, oppure fare delle campagne estremamente profilate e basate sui suoi gusti personali, e non secondo cluster, è davvero possibile grazie alle soluzioni di Advanced Analytics di SAS. È proprio grazie agli strumenti di Advanced Analytics che è possibile aprirsi a nuovi e straordinari scenari.
Quali sono i settori che si avvantaggiano da un’inclusione strategica dell’analisi del dato?
Sono effettivamente tanti. Uno degli ambiti su cui lavoriamo di più, oltre al Marketing, è il Risk Management. Per capire l’importanza dell’analisi dei dati è sufficiente pensare all’eco che questa potrebbe avere in un’ottica di frodi, di Compliance, di adeguamento alle normative, in un’ottica di liquidità e di controllo di gestione. Tutta questa area è determinante per qualsiasi azienda che voglia essere profittevole sul suo mercato.
A trarre vantaggio dai nostri servizi anche il settore bancario, le aziende telco e, infine, le utilities. Le nostre soluzioni possono essere applicate ai settori più disparati garantendo, al contempo, un’offerta vasta ma studiata sulle specificità non solo di una specifica azienda ma anche dei singoli reparti della stessa.
I nostri esperti, in tutto il mondo, lavorano per competenze non solo di business ma anche di mercato e questo aspetto per noi è molto importante. Proprio perché il dato è tipico di ogni settore.
Un progetto che stiamo portando avanti con grande entusiasmo riguarda le Smart Cities. In Italia lavoriamo con una realtà importante come Torino ormai da anni, ma l’estero da questo punto di vista è molto più avanti. Ecco, l’Internet of Things, così come il Cloud offre delle potenzialità enormi dal punto di vista dell’analisi del dato ed è proprio questa una delle direzioni verso cui ci stiamo muovendo.
L’Internet delle Cose, in effetti, apre nuovi scenari e sicuramente di fronte ad una massa di dati che si crea c’è la necessità di strumenti per interpretarli. Come si pone un’azienda come SAS di fronte a questo scenario?
Come sai, SAS è un’azienda B2B ma buona parte del nostro lavoro riguarda anche la collaborazione con aziende che si rivolgono a noi per essere supportate nel lavorare con il cliente finale.
Quello che ti posso dire, in merito ai bisogni dei nostri clienti, è la crescente richiesta di semplicità.
L’innovazione e la conseguente adozione di nuove soluzioni tecnologiche implica, molto spesso, una certa dose di impegno e di flessibilità, soprattutto nella difficile fase di transizione da un modus operandi ad un altro.
La nostra mission sta proprio nel rendere davvero fruibili informazioni e dati sia al cliente finale sia al Consumer, nel caso in cui il nostro ruolo sia quello di intermediario tra un’azienda e l’utente finale.
Nell’era del Real Time semplificare la fruizione del dato deve essere la vera prerogativa.
Per farti capire l’importanza di quanto appena detto posso farti l’esempio di Octo Telematics, un nostro cliente leader nel settore dei servizi telematici per il settore assicurativo Automotive. Grazie al nostro software di Analytics, Octo Telematics monitora, ogni minuto, ben 100 mila chilometri percorsi da 3 milioni di clienti sparsi in 26 paesi del mondo, tutto grazie ad una scatoletta dentro all’automobile.
Questo processo permette di non considerare più l’assicurato come un semplice numero bensì di analizzarne le specificità per garantirgli, poi, un’offerta realmente customizzata.
In quest’ottica è lapalissiano come l’Internet of Things e l’analisi aumentata del dato vadano a modificare radicalmente il modello di business garantendo un’offerta altamente profilata. Si tratta di un cambio realmente epocale che vede la contrapposizione tra un’offerta basata su cluster ed un’offerta basata sulle specificità del singolo.
In questo nuovo panorama la figura del Data Scientist, come accennavo prima, risulta cruciale.
SAS da questo punto di vista è impegnata nella creazione di queste professionalità grazie alla collaborazione con le università italiane.
La creazione di queste nuove competenze avviene dando in uso gratuito agli studenti il nostro software in modo da permettere loro di acquisire una certa esperienza. Con l‘Università di Tor Vergata abbiamo attivato la seconda edizione di un master sui temi del digital e dei social legati all’analisi del dato dal quale stanno emergendo dei ragazzi straordinari. Oggi l’IT deve essere inserito in ogni attività dell’azienda ed investire in formazione è indispensabile.
Questo è, insomma, il classico momento del “farsi trovare pronti” da parte delle scuole, delle Università e anche da parte di aziende come la nostra. Noi ci impegniamo molto a contribuire alla cultura del dato e, da azienda che opera ormai da 40 anni sul mercato, sentiamo forte questa responsabilità tant’è che portiamo avanti il nostro impegno con le università davvero con costanza.
Ma davvero le aziende oggi devono includere al loro interno una Visual Organization?
È proprio nei dati che la nostra azienda vede la spinta propulsiva, non solo per competere nel marcato ma, soprattutto, per sopravvivere. Non si può negare il momento difficile, ma in alcuni casi si tratterebbe di cambiare il modello di business per provare aree nuove. Con il nostro software, grazie alla rilevazione del dato, si riesce a correlare i dati in modo semplice ed intuitivo riuscendo ad entrare in possesso di informazioni che difficilmente si otterrebbero.
La forza dei Big Data sta nel garantire alle aziende una certa lungimiranza e capacità di comprendere quali saranno gli scenari futuri: il vantaggio competitivo dei dati, se associato al guizzo creativo di cui parlavamo all’inizio, può rappresentare davvero quel quid necessario per acquisire nuove fette di mercato.
L’incrocio dei dati poi, e questo va specificato, non riguarda solo dati interni. Le nostre soluzioni incrociano dati interni e dati esterni per vedere cose che altrimenti non sarebbero visibili; siano esse positive o negative.
Il tema di fondo del prossimo SAS Forum, che si terrà il 22 aprile, è “Analytics for Everyone”, cosa succederà in quella giornata e cosa vi aspettate voi?
“Analytics for Everyone” rispecchia un po’ questa nostra chiacchierata, rispecchia il fatto che l’analisi del dato non sia solo un’attività per esperti IT ma sia davvero alla portata di tutti. Chiunque può trarre vantaggio dall’uso intelligente degli Analytics.
Il SAS Forum per noi è l’evento dell’anno: coinvolgeremo tutta la nostra audience grazie alla partecipazione dei nostri numerosi Partners. Saranno presenti anche le università con una sezione dedicata proprio ai famosi Data Scientist di cui abbiamo parlato prima. Al SAS FORUM anche un’area dedicata alla stampa, aperta anche ai blogger. In generale ci attendiamo oltre 1000 persone.
I grandi protagonisti dell’evento saranno i nostri clienti che racconteranno la loro esperienza, i loro molteplici progetti e forniranno una viva testimonianza sull’importanza dei nostri strumenti nella loro realtà. Il SAS Forum, concludendo, è il palco dei nostri clienti.
Ecco, speriamo che questa nostra conversazione con Michela Guerra di SAS Italy, che ringraziamo davvero per la sua disponibilità, abbia contribuito a chiarire un po’ cosa sia la Data Visualization e quali gli scenari che ci attendono. E poi, ci vediamo il 22 aprile al SAS Forum 2015.
Interessante ricerca di MagNews, piattaforma per la gestione di campagne via email, in collaborazione con Human Highway, “Email Marketing Experience Report 2015”, dalla quale viene fuori che l’Email per gli italiani è ancora importante e che WhatsApp è considerato “irrinunciabile”.
Nonostante spesso si è portati a pensare il contrario, nel 2015 l’email, la posta elettronica, è considerata dagli italiani ancora uno strumento importante ed essenziale, tanto per il lavoro, quanto per il tempo libero. Lo consideriamo come uno strumento per selezionare le informazioni che ci interessano di più e per tenerci aggiornati, soprattutto per quel che riguarda le promozioni a cui siamo interessati. Insomma, nonostante tutto, la vecchia e cara posta elettronica è ancora in auge. E’ questo, in sintesi, l’esito della ricerca condotta da MagNews, piattaforma per la gestione di campagne via email, in collaborazione con Human Highway: “Email Marketing Experience Report 2015”. Una ricerca interessante che ci offre un quadro su come gli italiani si relazionano con l’email e sullo scenario nazionale.
Il campione che ha preso parte all’indagine era di 1001 utenti che usano la posta elettronica da pc e da dispositivi mobili. LA ricerca rileva che ogni giorno in Italia vengono spediti 940 milioni di messaggi, vale a dire 30 email per ogni utente; in media ogni utente possiede più di 2 caselle di posta elettronica (2,4), anche se poi nel complesso il 20% delle caselle risulta essere poi inutilizzato.
Gmail risulta essere la più preferita dagli italiani (53%), sono infatti 16 milioni gli italiani che dichiarano di possedere e utilizzare, anche solo sporadicamente, una casella gmail. Ed è anche la casella di posta più consultata via mobile. Microsoft (Hotmail) e Italia Online (Libero, Wind, IOL) contano, rispettivamente, 12 e 11 milioni di caselle attive. Le caselle più giovani sono quelle di Google con 3,6 anni di vita media, mentre quelle più “anziane” appartengono a Microsoft, Italia Online e i domini ex Telecom Italia (Alice, Virgilio, Tin.it) con una vita media superiore ai 5 anni. Significa che gli utenti che hanno poi aperto una casella di posta online hanno preferito negli ultimi anni il servizio di Google. La ricerca rileva poi che i tre leader del mercato italiano, ossia Google, Microsoft e Italia Online, possiedono più del 60% delle caselle email recensite dalla ricerca.
Il 59,2% degli utenti controlla di frequente la cartella “spam”, almeno una volta a settimana. Mentre più di un terzo degli utenti, il 33,1%, lo fa ogni giorno.
La ricerca evidenzia che ogni giorno in Italia vengono spediti 220 milioni di messaggi commerciali tramite posta elettronica. E tra i contenuti che le persone ricevono più frequentemente ci sono messaggi che hanno a che fare con acquisti, tempo libero e interessi specifici, ma anche comunicazioni “di servizio” che riguardano bollette, carte di credito, utenze e conti correnti.
Il grafico in basso ci rivela le situazioni più comuni durante le quali consultiamo le email:
E quindi, “mentre si è al computer” 55,3%; quando si è al lavoro, 36,8%; quando ci si rilassa, 20,7% e così via. Le donne sono tra quelle che consultano spesso la casella di posta elettronica proprio quando vogliono rilassarsi, mentre gli uomini la consultano di più al mattino e quando sono al lavoro o studiano.
Le donne, rispetto agli uomini, sono più interessate a newsletter che parlano di sconti, moda, salute, offerte di lavoro e food. Gli uomini, invece, sono interessati a software/app/tecnologia, auto/moto, sport e info finanziarie.
La ricerca prende in esame anche sistemi alternativi alle email e scopriamo (mica tanto però) che per il 48,7% degli italiani WhatsApp è considerato irrinunciabile, seguito da Facebook (30,7%) e, a distanza, da Skype e altri sistemi.
E nel caso in cui l’email non dovessero più esistere, gli italiani dichiarano che tutto sarebbe più complicato: difficile da gestire (34,3%), complicata (29,3%); mentre sarebbe per altri rilassata (7,2%), semplice (6,8%) e efficiente (3,1%).
Ecco 2Pay, il nuovo sistema di mobile payment che permette di effettuare transazioni a distanza e in prossimità, in tempo reale. L’app, disponibile per iOS e Android, offre numerosi vantaggi sia per i commercianti che per gli utenti.
Come abbiamo più volte scritto qui sul nostro blog, l’e-commerce e il mobile in Italia sono sempre più due fenomeni che crescono di pari passo e, in alcuni casi, l’uno fa da traino all’altro. Questo, in sintesi, si traduce anche in un aumento degli acquisti via mobile. Di recente abbiamo riportato, come spesso facciamo, i risultati della ultima Net Retail a cura di Netcomm la quale ha rilevato che è in crescita una nuova modalità di acquisto, ossia l’acquisto attraverso le applicazioni mobili. Tra i 16 milioni di acquirenti online degli ultimi sei mesi viene rilevato che il 18,3% di essi ha effettuato acquisti utilizzando un’app su smartphone e l’11,5% di essi almeno un acquisto utilizzando un’app su tablet. Anche se, va detto, sono ancora pochi coloro che acquistano in via esclusiva attraverso questa modalità: sono infatti l’1,0% per gli utenti tablet e l’1,6% per gli utenti smartphone.
Ebbene, di fronte a questo scenario, oggi vogliamo farvi conoscere 2Pay, il nuovo sistema di mobile payment che permette di effettuare transazioni a distanza e in prossimità, in tempo reale, davvero con grande semplicità e sicurezza. 2Pay è un metodo innovativo che associa alla semplicità del pagare in contanti (pagamento immediato, sicuro e senza costi, svincolo da carte o conti correnti) i vantaggi derivanti dall’uso della tecnologia digitale (possibilità di effettuare transazioni a distanza e per acquisti on line attraverso il proprio cellulare). Di fatto, 2Pay è un vero e proprio portafoglio elettronico, con numerosi vantaggi per chi lo utilizza.
Come funziona 2Pay
Una volta scaricata l’app, da App Store per iOS e da Google Play per Android, il primo passaggio è quello di procedere alla registrazione, come azienda per i merchant o come privato per i consumer. Nel momento in cui l’app viene attivata, il sistema creerà un IBAN 2Pay associato al numero di cellulare. Con 2Pay, quindi, le transazioni avvengono semplicemente inserendo il numero di cellulare di chi ricevere il pagamento e il proprio pin di sicurezza. E’ possibile, in alternativa, pagare generando QR code univoci che il commerciante leggerà con il proprio smartphone come se fosse un semplice codice a barre.
I Vantaggi per i commercianti
Il sistema di pagamento 2Pay non prevede costi di attivazione o percentuali sulle operazioni effettuate. Abbatte i costi di transazione, portandoli a soli 2 centesimi di euro, a prescindere dal valore del venduto. Il trasferimento di denaro è istantaneo, è garantita la certezza del pagamento e sono eliminati i rischi del salvo buon fine.
2Pay è dunque uno strumento semplice, veloce ed economico per ricevere pagamenti delle vendite realizzate presso il proprio negozio o store on line. Inoltre, attraverso i servizi di cashback e socializzazione degli acquisti è anche un valido strumento di marketing.
I Vantaggi per i consumatori
2Pay è totalmente svincolato da conti e carte. Si ricarica con un semplice bonifico ed è possibile acquistare o trasferire denaro in modo semplice, veloce, sicuro e soprattutto gratuito, infatti non ci sono costi per ricaricare, trasferire contanti o effettuare acquisti. Risulta essere un modo comodo per piccoli e grandi acquisti ma anche per scambi di moneta tra privati, ad esempio tra padre e figlio, oppure in caso di regali in comitiva tra amici, e ovviamente in altri casi.
Per i vostri acquisti online, inoltre, grazie alla lettura del QR code, con 2Pay non è necessario inserire in rete alcun dato, né personale né di alcuna carta di credito. E un ulteriore incentivo è rappresentato dai servizi di cashback e socializzazione degli acquisti, mediante i quali gli utenti “guadagneranno spendendo”. Nel caso del cashback, comunque a discrezione del commerciante, per ogni acquisto, al cliente verrà riconosciuta una percentuale dell’importo versato come credito spendibile quando, dove e come vuole. E ogni cashback aggiuntivo può essere previsto per gli utenti che condividono l’esperienza d’acquisto sui propri canali social. Un grosso vantaggio tanto per il consumatore quanto per il commerciante.
Per approfondire la conoscenza di 2Pay vi segnaliamo il sito, 2pay.it, lapagina Facebooke l’account Twitter. Vi anticipiamo che presto il sito verrà aggiornato con nuovi contenuti e nuova grafica e altri canali saranno messi a disposizione degli utenti per avere maggiori informazioni. E anche su questo vi terremo informati.
Il nostro invito è quindi quello di scaricare l’app e di farci sapere, se vi va, cosa ne pensate.
Alla conferenza per gli sviluppatori, F8 2015, che si sta tenendo a San Francisco, Facebook ha annunciato delle novità importanti. Tra queste, la possibilità di poter incorporare i video sui siti web o blog e il lancio dei commenti unificati per sincronizzare le conversioni tra siti web e pagine.
L’attesa intorno alla F8 2015 era molto alta e la conferenza per gli sviluppatori che si sta tenendo a San Francisco, non ha deluso in fatto di novità. Tra le tante che sono state annunciate, segnaliamo che presto i video saranno incorporabili su siti web e sui blog. Facebook quindi punta ancora una volta sul contenuto video, una tipologia molto apprezzata dagli utenti che in effetti risulta essere più coinvolgente delle immagini.
La possibilità di rendere i video embeddabili, quindi incorporabili sarà un ulteriore stimolo per i creatori di questa tipologia di contenuto sapendo che adesso quello stesso contenuto può essere condiviso su altre piattaforme. In questo modo si rende più semplice un’operazione che prima era molto complicata attuare.
Adesso è sufficiente cliccare “Incorpora video” per ottenere il codice da incorporare sul sito o sul blog; è la medesima operazione che si fa quanto si vuole incorporare un intero post. Fatta questa operazione potrete vedere il vostro video incorporato all’interno della vostra pagina web.
Altra novità interessante presentata alla conferenza F8 riguarda i commenti. In pratica è stato presentato un nuovo sistema che consentirà la sincronizzazione dei commenti tra i siti web e le pagine. Con questa nuova modalità le conversazioni potranno essere visualizzate su entrambi i luoghi e anche le risposte potranno essere moderate in tempo reale.
E’ una novità interessante che dovrebbe aiutare coloro che gestiscono le pagine a moderare meglio le conversazioni e potrebbe prevenire lo spam, essendo i commenti visualizzabili sia sulla pagina web che sulla pagina Facebook. Insomma, se qualcuno vuole commentare manifestando lamentele gratuite e senza fondamento ci penserà su un momento, forse.
Inoltre, la possibilità di poter osservare la conversazione in maniera unificata dovrebbe aiutare ad accrescere il coinvolgimento degli utenti, facendo crescere anche la partecipazione alla conversazione stessa.
Attualmente il nuovo sistema dei commenti è attivo su Huffington Post e BuzzFeed e presto verrà lanciato in maniera più ampia.
Facebook annuncia il rilascio nei prossimi giorni di una nuova funzionalità denominata “On this Day”, Accadde Oggi, con la quale rispolverare vecchi post e condividerli sulla timeline. Una funzione, migliorata rispetto a “Year in Review”, che punta ad accrescere il già forte coinvolgimento degli utenti.
Tra qualche giorno tutti potremo sapere cosa facevamo su Facebook due o tre anni fa, per rivivere quei momenti e ricondividerli con i nostri contatti. E’ questo, in sintesi, il senso di On this Day, la nuova funzionalità annunciata ieri da Jonathan Gheller, Product Manager di Facebook, che sarà disponibile a livello globale nel giro di qualche giorno.
Con On this Day, che dovrebbe essere nella versione italia “Accadde oggi”, sarà possibile visualizzare, ogni giorno, una sezione dedicata con tutti i nostri contenuti postati negli anni precedenti. Una sorta di finestra del tempo che ci farà rivivere i nostri momenti trascorsi su Facebook e, se vogliamo, ricondividerli con i nostri contatti rendendoli visibili sulla timeline. Ovviamente verranno richiamati anche momenti spiacevoli, ma quei contenuti saranno visibili agli altri solo nel momento in cui li condividiamo.
Basterà quindi accedere alle “Notizie” per poi andare si “Accadde oggi”, oppure andare alla sezione https://www.facebook.com/onthisday. On This Day sarà accessibile da desktop e da mobile (iOS, Android).
Facebook per On this Day renderà anche possibile l’attivazione delle notifiche, in modo tale da ricevere un avviso quando ci sono ricordi da rivivere, da modificare ed eliminare vecchi contenuti, oppure scegliere di condividerli con i propri contatti.
L’algoritmo che regolerà la selezione dei contenuti per On this Day non sarà come quello usato per Year in Review che tanto fece discutere in quanto molti utenti si videro riproposti momenti dolorosi che non avrebbero voluto ricordare. Ecco, proprio per evitare situazione come quelle, se avete rimosso il vostro o la vostra partner, non rivedrete più i contenuti che li comprendono con On this Day.
Allora, che ne pensate di questa nuova funzionalità?
Instagram ha annunciato ieri il lancio di una nuova app disponibile per il momento solo per iOS. Si chiama Layout e permette di creare dei photo collage. Uno strumento che farà felici gli utenti. La versione per Android verrà rilasciata nei prossimi mesi.
Sul blog ufficiale Instagram ha annunciato ieri il lancio di una nuova applicazione che farà felici, ne siamo sicuri, i tanti utenti che usano l’app di photo sharing. Si chiama Layout ed è una applicazione che consente la creazione di photo collage, una funzionalità che gli utenti Instagram spesso cercavano di ottenere utilizzando altre applicazioni simili. Da oggi, e solo per gli utenti iOS (l’app per androi verrà rilasciata nei prossimi mesi), gli utenti potranno creare collage direttamente dal proprio smartphone unendo una o più immagini in una stessa immagini.
Una volta aperta Layout si trovano le anteprime personalizzate delle foto che avrete modo di scegliere dal rullino fotografico. Troviamo poi l’opzione Faces, che si trova nella parte bassa dello schermo, consente di filtrare le immagini di persone. Una opzione che risponde al fatto che molti collages presenti su Instagram riguardavano proprio immagini con volti di persone. Allora in fase di sviluppo di Layout si è pensato di inserire una opzione che desse agli utenti questa possibilità.
Con Photo Boot invece è possibile catturare i momenti più spontanei. Quando di clicca sul bottone l’app fa iniziare un conto alla rovescia, da quel momento potrete scattare le foto in successione che più vi aggradano per poi vederle direttamente in Layout. Immaginate, ad esempio, di fare una serie di selfie con espressioni diverse da visualizzare in un’unica immagine.
Layout consente poi di creare altri effetti come capovolgere le immagini in modo tale da dare sfogo alla propria creatività fotografica. Una volta che la vostra creazione vi soddisfa premete Save e poi potrete cominciare a condividerla su Facebook, su Instagram e su altre applicazioni supportate da iOS.
Allora, che ne pensate di Layout? Era l’app che aspettavate?
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