Categoria: News

In questa categoria si trovano articoli che parlano di comunicazione, condivisione, social media, social network. Insomma, tutto ciò che riguarda il web 2.0 e di come si sta evolvendo

  • #unFordgettable, com’era quando non c’erano i Social

    #unFordgettable, com’era quando non c’erano i Social

    Ford presenta #unFordgettable una  simpatica campagna che ci mostra come era vivere e lavorare con le tecnologie degli anni ’90, quindi con pc fissi, telefoni enormi e floppy disc. Per l’occasione sono stati coinvolti tre manager che per un giorno si sono rituffati nel 1992: Luca Colombo, Country Manager di Facebook Italia; Salvatore Ippolito, country manager di Twitter Italia; e Carlo Purassanta, Amministratore Delegato di Microsoft Italia.

    Vivere e lavorare un giorno con le tecnologie degli anni ’90 quindi senza smartphone, senza tablet, senza laptop. E, soprattutto, senza i Social Media. Insomma, senza tutte le nuove tecnologie con cui oggi viviamo e comunichiamo liberamente e senza le quali non sapremmo come fare. Ma #unFordgettable, la nuova e originale campagna di Ford, ci permette di tornare indietro nel tempo di 20 anni per scoprire come facevamo allora senza i nostri dispositivi e senza Facebook o Twitter. Come forse qualcuno di voi ricorderà, le tecnologie di quel tempo erano i pc fissi (non certo veloci come quelli di oggi), i floppy disc (quindi niente penne usb) e telefoni enormi, i primi cellulari che si cominciavano a vedere in quegli anni.

    #unfordgettable-tecnologie

    Per meglio rendere l’idea, la campagna ha chiesto a tre grandi manager italiani di vivere e lavorare per un giorno con le tecnologie di allora e rendere la loro esperienza social. E non sono stati scelti tre grandi manager a caso, no, sono stati scelti tre manager che oggi con le tecnologie devono necessariamente stare in contatto tutti i giorni. E stiamo parlando di Luca Colombo, Country Manager di Facebook Italia; Salvatore Ippolito, Country Manager di Twitter Italia, e Carlo Purassanta, Amministratore Delegato di Microsoft Italia i quali hanno accettato con un certo “entusiasmo”. Potete vedere i relativi video delle loro esperienze in alto in copertina al post.

    #unFordgettable landing

    Per l’occasione Ford ha lanciato anche la landing page unfordgettable.it in cui è possibile twittare in ambiente DOS i propri ricordi e condividerli con i propri amici: www.unfordgettable.it

     

    Per completare l’atmosfera dei video, Ford ha utilizzato una Fiesta del 1992 messa a disposizione da uno dei fan della pagina Facebook di Ford Italia, Raffaele Mercorillo. Nel corso di un’operazione legata alla popolarità degli anni Novanta, Ford ha infatti organizzato un’attività in cui i fan sono stati invitati a condividere i propri ricordi, ed in questo caso addirittura la propria auto, legati a quella specifica decade.

    #unFordgettable-tweet

    E allora, come ricordate voi quegli anni? Quali erano i dispositivi che usavate? Condividete anche voi i vostri ricordi degli anni ’90 sulla piattaforma in ambiente DOS usando l’hashtag #unFordgettable. Per farlo è molto semplice, una volta arrivati sulla pagine vi loggate con il vostro account Twitter e subito dopo vi comparirà una schermata in DOS da 140 caratteri dove scriverete cosa è per voi #unFordgettable.

  • Facebook introduce le video chiamate su Messenger

    Facebook introduce le video chiamate su Messenger

    Facebook ha da ieri abilitato le video chiamate su Messenger, per iOS e Android, ma solo in alcuni paesi come Uk, Canada, Belgio, Polonia e altri. In Italia, e nei restanti paesi, la funzionalità verrà resa disponibile nei prossimi mesi.

    Con un annuncio ufficiale a firma di Stan Chudnovsky, Head of Product for Messenger e di Param Reddy, Engineering Manager, ha dato notizia del rilascio delle video chiamate su Messenger. Era proprio la funzionalità che mancava per rendere Facebook Messenger sempre più completo. Da oggi quindi gli oltre 600 milioni di utenti che usano l’app ogni mese potranno dunque effettuare chiamate video.

    Ad oggi la funzionalità è disponibile per un numero ristretto di paesi. E sono: Belgio, Canada, Croazia, Danimarca, Francia, Grecia, Irlanda, Laos, Lituania, Messico, Nigeria, Norvegia, Oman, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Stati Uniti e Uruguay. In Italia, e negli altri restanti paesi, la funzionalità verrà attivata nei prossimi mesi.

    Fare una video chiamata con Messenger è davvero semplice. Una volta avviata una conversazione con una persona, per passare alla video chiamata è sufficiente cliccare, in alto a destra, l’icona video. In quel momento si avviata la chiamata video con una qualità davvero sorprendente. Trovandomi in Canada in questi giorni ho potuto constatare direttamente la funzionalità attraverso alcuni colleghi canadesi che stanno seguendo, come me, il Cisco Partners Summit 2015 qui a Montréal, #CiscoPS15.

    facebook-video-chiamate

    Le telefonate possono essere fatte anche tra sistemi operativi differenti, quindi tra una persona che usa iOS e un’altra che utilizza Android.

    Quindi, dopo aver rilasciato la funzionalità che permette di inviare e ricevere denaro, dopo aver rilasciato una versione standalone di Messenger per utilizzare l’app su desktop, ecco un’altra grande mossa di Facebook che avrà certamente delle conseguenze molto positive per gli utenti.

    Il punto è che Facebook sta di fatto mettendo in difficoltà le compagnie telefoniche, e questo è abbastanza evidente. Se è vero che per fare una video chiamata è sufficiente una connessione base fino ad arrivare a LTE, allora la situazione per le compagnie telefoniche si complica non poco. Senza dimenticare che WhatsApp, altra app di Facebook, avendo esteso la possibilità nei giorni scorsi anche per iOS, permette di fare le telefonate in audio. E vi assicuro che in questi giorni qui a Montrèal non sono poche le persone (incluso il sottoscritto) che usano l’app per telefonare, avendo anche la disponibilità di una wifi in tanti punti della città.

    La riflessione a questo punto nasce, e si svilupperà, proprio intorno a questi temi, se e come le compagnie telefoniche saranno in grado di tenere il passo.

    E voi che ne pensate?

  • TOK Football Report, lo Stato del Calcio sui Social Media

    TOK Football Report, lo Stato del Calcio sui Social Media

    TOK Football Report è il rapporto mensile realizzato da TOK.Tv per indagare come le squadre di Calcio, italiane e internazionali, usano i Social Media: Facebook, Twitter, YouTube e Instagram. Uno sguardo davvero completo e interessante su uno degli sport più amati.

    Qualche tempo fa avevamo già trattato, marginalmente, l’argomento osservando come le squadre italiane usano Facebook. Ma prima di quella ricerca, TOK.Tv aveva avviato un vero e proprio rapporto, il TOK Football Report, sarebbe meglio dire un osservatorio per la mole di notizie, con lo scopo di indagare come le squadre di Calcio usano i Social Media, nello specifico: Facebook, Twitter, YouTube e Instagram. Un rapporto, questo realizzato dalla prima social media company, che ci offre uno spaccato interessante di come le squadre di Calcio, e da questo mese anche le Leghe, a livello italiano e internazionale, utilizzano questi canali per informare e interagire con i propri tifosi. Il rapporto è ricco e molto strutturato, e cercheremo ogni mese,a partire da oggi, di informarvi. E in un periodo in cui si entra nel vivo coi vari campionati, la Champion League, l’Europa League, questo sicuramente appassionerà tifosi e non solo.

    Allora, cominciamo col dire che il rapporto prende in considerazione gli account Facebook, Twitter, YouTube, Instagram di Belgio (Jupiler Pro League), Francia (Ligue 1), Germania (Bundesliga), Grecia (Souper Ligka Ellada), Italia (Serie A), Olanda (Eredivisie), Portogallo (Primeira Liga), Russia (Prem’er-Liga), Scozia (Scottish Premiership), Spagna (Liga), Turchia (Süper Lig), Regno Unito (Premier League). Inoltre, il rapporto tiene in considerazione le pagine Facebook e gli account Twitter di tutte le 209 nazionali FIFA.

    Quello che il rapporto evidenzia anche questo mese è che i vertici delle classifiche rilevate vedono primeggiare ancora la Premier League e la Liga.

    Come dicevamo all’inizio, il rapporto da questo mese comincia a considerare anche le Leghe. E allora, solo il 50% delle leghe hanno una pagina Facebook, mentre il 60% hanno un account Twitter. Ad esempio, la lega belga, Jupiter Pro League, è presente solo su Facebook, mentre Bundesliga e Scottish Premiership sono presenti solo su Twitter.

    Guardano il rapporto nel dettaglio delle squadre, si evidenzia che sono Facebook e Twitter i canali più usati. Dato interessante è che Instagram è più usato di YouTube potendo contare anche su una base più ampia. E le squadre inglesi e spagnole, concetto già espresso e che ribadiamo, sono quelle che dominano su tutti i canali analizzati. qualche esempio.

    Se guardiamo la distribuzione dei fan su Facebook notiamo che Uk registra il 35,4% e la Spagna il 32%. L’Italia il 10,2%. E ancora, sempre guardando Facebook, Real Madrid e Barcellona contano più di 80 milioni di fans ciascuna; le squadre italiane non rientrano nella top ten. Per quanto riguarda Twitter, la distribuzione dei follower vede prima la Spagna con il 34.8% e poi Uk con il 27,9%; l’Italia, 8,1%. E anche su Twitter Real Madrid (15,4 milioni) e Barcellona (14,5 milioni) dominano. Nella top ten troviamo una squadra italiana questa volta ed è AC Milan.

    Su Youtube le squadre spagnole sono quasi appaiate, e c’è da ricordare che la Spagna è l’unico paese dove tutte le squadre hanno un account su YouTube. Per quanto riguarda Instagram la distribuzione dei followers vede primeggiare la Spagna con il 45,1%, seconda Uk con il 27,2%; l’Italia fa registrare il 7,4%. Nella classifica questa volta il Barcellona supera il Real Madrid e le altre sono tutte molto distaccate. La Juventus è in decima posizione. E per cioò che riguarda l’Italia, la Juventus guida ovviamente la classifica, seguita dal Milan in seconda posizione, molto distaccate le altre squadre.

    Per quanto riguarda le Nazionali, su Facebook primeggia il Messico con 8,7 milioni di fans, al secondo posto il Brasile con 8 milioni di fans. L’Italia è in sesta posizione con 3,7 milioni di fans. E anche su Twitter guida la top ten il Messico con 3,1 milioni di fans, in seconda posizione troviamo ancora una volta il Brasile con 2,6 milioni di fans. L’Italia in questo caso non rientra nella top ten.

    Per leggere e analizzare tutto il rapporto vi consigliamo di scaricarlo da questo link.

    Allora, che ne pensate?

  • Google celebra la Giornata della Terra con un doodle e un quiz

    Google celebra la Giornata della Terra con un doodle e un quiz

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    Anche quest’anno Google celebra la Giornata della Terra con un doodle, la giornata dedicata alla salvaguardia dell’ambiente istituita nel 1970. E questa volta oltre a doodle Google presenta anche un quiz. Una volta cliccato sul doodle comparirà il quiz “Giornata della Terra: che animale sei?”.

    Anche quest’anno Google celebra la Giornata della Terra con un doodle, la giornata dedicata alla salvaguardia dell’ambiente istituita nel 1970 e adottata dalla Nazioni Unite nel 1971. Solo che stavolta Google non si limita solo ad doodle animato ma lancia un quiz, uno dei passatempi preferiti dagli utenti su Internet secondo il motore di ricerca. E quindi, nel cercare informazioni sulla giornata di oggi per cercare eventi e modi di celebrarla, Google invita gli utenti a fare un quiz e a scoprire qualcosa in più su noi stessi. Il quiz si intitola “Giornata della Terra: che animale sei?” e lo trovate una volta cliccato sul doodle.

    Lo scopo è quello di portare l’utente a scoprire quale animale rappresenta al meglio la sua personalità. Con domande del tipo “Cosa fai il venerdì sera?” oppure “Tu e il tuo migliore amico vi presentate a una festa vestiti in modo assolutamente identico. Qual è la tua reazione?“. Alla fine delle domande viene fuori l’animale che più vi rappresenta con una breve descrizione.

    Google assicura che il quiz funziona anche da mobile sia su iOS che su Android.

    Tanti gli eventi nel mondo e anche nel nostro paese per celebrare questa giornata e per continuare a sensibilizzare tutti verso i grandi temi legati alla salvaguardia dell’ambiente, alle energie rinnovabili. Temi che mai come oggi sono di vitale importanza.

    Allora, voi che animali siete? Raccontatecelo tra i commenti.

     

  • Ecommerce, nel 2015 gli acquisti da smartphone valgono 2 mld di euro

    Ecommerce, nel 2015 gli acquisti da smartphone valgono 2 mld di euro

    Alla 10° edizione dell’Ecommerce Forum sono stati presentati i dati relativi all’ecommerce nel 2014 e le previsioni per il 2015. In questo anno l’ecommerce crescerà del 15% per un valore di 15 miliardi di euro. Cresce il mobile commerce: in questo anno il valore delle vendite da smartphone sarà di 2 miliardi di euro.

    Dall’Ecommerce Forum, che si è tenuto oggi a Milano, giunto alla edizione numero 10, arrivano notizie e conferme interessanti per quanto riguarda l’ecommerce in Italia in generale, ma soprattutto per quel che riguarda il Mobile commerce, un settore sempre più in crescita nel nostro paese. Solo qualche settimana fa il Net Retail ci diceva che gli italiani che fanno acuisti online in Italia sono 11 milioni e che 22 milioni sono quelli che hanno effettuato almeno un acquisto nella loro vita. Quindi dati molto interessanti. Ma conosciamo qualche numero presentato oggi a Milano.

    mobile-commerce-smartphone

    L’ecommerce in Italia continua a crescere e sempre in doppia cifra. Infatti se nel 2014 la crescita era stata del 16%, nel 2015 sarà del 15%. Il valore complessivo nel 2015 sarà di 15 miliardi di euro. Ma i dati, dal nostro punto di vista, ancora più interessanti sono quelli che si riferiscono al mobile commerce. E infatti, gli acquisti tramite smartphone crescono del 78% nel 2014 e registrano una crescita ulteriore del 68% nel 2015, con un valore triplicato in due anni: si passa infatti da un totale di 610 milioni nel 2013, a 1,8 miliardi di euro nel 2015.

    Sono quindi dati confermano lo stretto binomio che esiste ormai nel nostro paese tra elevato utilizzo di dispositivi mobili per accedere ad internet e crescita nell’uso di dispositivi mobili per effettuare acquisti online.

    (Clicca per vedere la gallery)

    Interessante notare che cresce anche la penetrazione dell’ecommerce nel nostro paese. Nell’ultimo anno si è passati dal 3,6% al 4%. Sono numeri ancora lontani rispetto agli altri paesi europei ma pur sempre indicativi di una tendenza in crescita. Un ruolo chiave in questa crescita l’ha giocato il settore dell’Arredamento che raggiunge quota 350 milioni di €, con una crescita del 75% rispetto al 2014, e anche il Food&Wine enogastronomico che sfiora i 260 milioni di €, con una crescita del 30% rispetto allo scorso anno.

    Le previsioni per il 2015, a livello europeo, dicono che il fatturato complessivo di beni e servizi realizzato via ecommerce sarà di 470 miliardi di euro con una preponderanza del 54% dei beni rispetto al 46% dei servizi. In Europa la popolazione di e-shopper supera i 230 milioni di individui e sono circa 2,5 milioni i posti di lavoro che direttamente o indirettamente l’ecommerce sta generando nel Vecchio Continente. Nel corso del 2014 i 3 Paesi europei in cima all’ideale classifica delle vendite online che catalizzano il 60% delle vendite online sono: UK con 122 miliardi di euro, Germania con 70 miliardi, Francia con 56,8 miliardi.  

  • WhatsApp, gli utenti attivi sono 800 milioni

    WhatsApp, gli utenti attivi sono 800 milioni

    WhatsApp raggiunge il nuovo traguardo degli 800 milioni di utenti attivi. Solo all’inizio di quest’anno erano 700 milioni, significa che con questo ritmo di crescita gli utenti potrebbero arrivare ad essere, entro la fine dell’anno, più di 1 miliardo.

    Nuovo record di utenti per WhatsApp che nel primo trimestre di quest’anno ottiene 100 milioni di utenti in più rispetto ai 700 milioni di utenti attivi dello scorso mese di gennaio e arriva a toccare gli 800 milioni di utenti attivi. L’annuncio è stato dato, anche stavolta, dal CEO e founder Jan Koum su Facebook. Si parla di un ritmo di crescita notevole che arriva a superare i 300 mila utenti per mese, ossia più di 1 milione di utenti al giorno (qualcosa come 1,1 milioni al giorno).

    whatsapp mobile

    Come molti di voi ricorderanno, la startup che ha dato vita al servizio di messaggistica istantanea più usata del momento, è stata acquisita nel febbraio dello scorso anno da Facebook per una cifra di 16 miliardi di dollari (più 4 miliardi di dollari pagati in cash) e allora aveva 600 milioni di utenti attivi. a questo punto, con i ritmi di crescita di cui parlavamo prima, è più che lecito pensare che l’applicazione farà registrate il traguardo di 1 miliardo di utenti entro (se non prima) la fine dell’anno.

    WhatsApp - now serving 800,000,000 monthly active users. Reminder for the press out there: active and registered users are not the same thing :)

    Posted by Jan Koum on Venerdì 17 aprile 2015

    Pensate che ad agosto 2013 contava 300 milioni di utenti attivi e a dicembre dello stesso anno erano 400 milioni di utenti. Tutto sommato i livelli di crescita sembrano essersi stabilizzati nei 100 milioni di utenti a trimestre, ma ci sono alcuni elementi che potrebbero indurre ad una crescita ulteriore.

    Uno dei tanti motivi è che adesso anche su WhatsApp è possibile fare telefonate (per ora solo su Android) e non è certo una funzionalità di poco conto, anzi. Questa funzionalità, una volta resa disponibile anche per iOS, potrebbero spingere nuovi utenti ad utilizzarla.

    Facebook ha impiegato 8 anni per raggiungere il traguardo di 1 miliardo, mentre WhatsApp, se i dati restano quelli che stiamo vedendo insieme, impiegherebbe ben 2 anni in meno (è stata infatti fondata nel 2009).

    Allora che ne pensate?

  • Perchè oggi la Collaborazione supera la Competizione

    Perchè oggi la Collaborazione supera la Competizione

    Pensare oggi di raggiungere da soli gli obiettivi che ci prefiggiamo non è la soluzione ottimale. E’ per questo che il valore della Collaborazione supera quello della Competizione. Lo vediamo anche con questa infografica realizzata da Column Five e PGI che ci mostra come le aziende, e non solo, oggi cambiano il loro modo di lavorare. L’88% dei millennials preferiscono un luogo di lavoro collaborativo.

    Rispetto solo a qualche anno fa sta cambiando il modo di ragionare da parte di alcune aziende, anche qui nel nostro paese. Stanno comprendendo che oggi la parola Collaborazione non è più fuori moda, ma che addirittura sta diventando è sarà la regola per continuare a fare business. Ne parlava qualche mese fa il mio amico Rudy in un suo articolo, Passare dalla competizione alla COLLABORAZIONE. Ecco perché conviene, riportando la sua esperienza diretta con aziende che oggi comprendono che la collaborazione è un valore. Anche se lo guardiamo nel nostro piccolo, il mio lavoro è fatto di collaborazioni ogni giorno e guai se non fosse così, lavorare con NetPropaganda, con MarketingArena, con Web In Fermento, e altre realtà, è anche un momento di crescita professionale, dove non esiste la competizione come concetto. L’ambito di lavoro legato alle nuove tecnologie, al digitale, al web e al social media marketing è votato alla collaborazione. Ma come dicevamo all’inizio, certi risultati oggi non si ottengono più lavorando da soli, ma li si ottiene collaborando e condividendo le informazioni.

    Collaborazione

    Parliamo di questi temi oggi, sempre molto interessanti, perchè parliamo di questa infografica realizzata da Column Five, ripresa anche da Inc., che, in collaborazione con PGI, indaga come le aziende oggi stanno abbracciando il concetto dal “Me al Noi”, ossia di verificare che lavorare in team significa innovazione, produttività e crescita. Il segreto, dunque, del successo non è più il singolo, ma è invece il team, il lavoro di squadra.

    Quella dei Millennials, ossia la Generazione Y ( “le persone nate tra gli anni ottanta e i primi anni duemila”, fonte: Wikipedia) è la generazione che riconosce già il valore della Collaborazione essendo nata e cresciuta in un contesto più aperto alla condivisione rispetto alle generazioni precedenti. Infatti non sorprende che l’88% di loro oggi preferisce un ambiente di lavoro orientato alla Collaborazione piuttosto che alla Competizione. Come non sorprende neanche che entro il 2020 il 50% della forza lavoro sarà costituto proprio da Millennials.

    E in contesti di lavoro di squadra, quando si collabora, ebbene la tecnologia la fa da padrona, anzi è proprio lo strumento che incentiva la collaborazione. E aumentano gli investimenti da parte delle aziende per creare situazioni di Collaboration market. Nel 2018 gli investimenti in questo senso saranno 33,8 miliardi di dollari. Se pensiamo che oggi l’85% lavora e collabora con persone che stanno dall’altra parte del mondo, ogni giorno, proprio grazie alla tecnologia. Entro tre anni tutti i servizi “collaborativi” saranno in cloud.

    L’indagine rileva che un sistema di lavoro collaborativo incrementa la produttività del 15%.

    Insomma, il concetto di Collaborazione oggi è sicuramente i valore da abbracciare per raggiungere con successo gli obiettivi che ci si prefigge. E questo vale sia tra professionisti, sia tra aziende e ovviamente all’interno della stessa azienda, come abbiamo visto con questa ricerca, creando, grazie anche alla e nuove tecnologie, sistemi di lavoro più produttivi. Questa è ormai la direzione da seguire e che seguiremo in futuro.

    Collaborazione-infografica

  • La possibilità di commentare i tweet arriva anche su Android

    La possibilità di commentare i tweet arriva anche su Android

    Ad una settimana esatta dal lancio della nuova nuova funzionalità per iOS che permette, oltre al ritweet, anche di commentare i tweet, ecco che la possibilità da oggi viene estesa anche per Android. Una volta aggiornata da Play Store l’app, per ogni tweet vedrete “Ritwitta” oppure “Cita il Tweet”.

    Siamo sicuri che già qualcuno di voi se ne sia accorto, ma dopo solo una settimana dal lancio della funzione che, inizialmente solo per iOS, ha reso possibile il commento ai tweet, oltre che il retweet, ecco che da oggi questa funzione viene estesa anche ad Android. Dopo aver aggiornato l’app dal Play Store vedrete, per ogni tweet, la possibilità di fare RT con “Ritwitta” oppure di commentare con “Cita il Tweet”.

    Quindi se cliccate su “Cita il tweet” il tweet che volete commentare viene incorporato e sopra avrete uno spazio, all’interno del quale vedete scritto “Aggiungi un commento”, di 116 caratteri con cui scrivere la vostra considerazione. Questa nuova funzione di fatto è la risposta ai tanti che si lamentavano di non poter aggiungere molto una volta cliccato “Cita” perchè lo spazio era davvero minimo in quanto il commento stesso veniva implementato all’interno dello stesso tweet. In questo modo il commento vive di vita propria portandosi dietro il tweet originale e di conseguenza rende la discussione più facile da seguire.

    I 116 caratteri a disposizione certamente non sono tanti, ma sempre meglio della situazione precedente che di fatto rendeva confuso il commento che si voleva lasciare ad un tweet.

    Twitter dunque completa anche questa funzione rendendola disponibile per Android, anche se molti utenti del sistema operativo mobile di Google stanno attendendo con molto interesse il rilascio dell’applicazione del momento. Stiamo parlando ovviamente di Periscope che continua a generare interesse anche nel nostro paese. Vedremo se nei prossimi giorni si saprà qualcosa. E ovviamente vi aggiorneremo appena possibile.

  • Periscope migliora la gestione dei live e continua a crescere

    Periscope migliora la gestione dei live e continua a crescere

    Periscope ha aggiornato l’applicazione migliorando soprattutto la gestione dei live con la possibilità di ridurre lo spam, problema sollevato da molti utenti. E intanto cresce l’interesse nel nostro paese. Ad oggi è la quarta app più scaricata nella sezione “Social Networking” dell’App Store per quanto riguarda l’Italia.

    Con l’aggiornamento di ieri la gestione dei live su Periscope migliora notevolmente. Già nei primi giorni da suo utilizzo erano stati diversi gli utenti che avevano segnalato il fatto che non ci fosse modo di gestire il pubblico che poteva seguire i live, dato che molti disturbatori (troll) potevano “spammare” senza problemi. Una delle caratteristiche più apprezzate di Periscope è proprio il fatto che in pochi minuti si  può avviare un live e avere subito un pubblico di sconosciuti, appunto. E allora, in quello che è già il secondo aggiornamento in una settimana, viene introdotta la possibilità di condividere le dirette con i followers permettendo di bloccare gli utenti molesti, basta toccare il nome per poterli bloccare.

    Periscope da oggi in poi metterà in risalto gli stream degli utenti che si seguono e in una sezione a parte le dirette live da tutto il mondo. Una modalità che dovrebbe aiutare gli utenti a distinguere più velocemente i contenuti di utenti che si conoscono da quelle di sconosciuti. All’inizio di ogni stream si potrà quindi decidere se escludere dai commenti gli utenti di cui non si è follower.

    Altra novità che introduce Periscope è quella del “bollino blu” per gli utenti verificati, molto simile a quello che si vede su Twitter.

    Insomma, Periscope cerca di fornire agli utenti possibilità di personalizzare l’app per renderla più interessante e coinvolgente. E ad un settimana dal nostro piccolo monitoraggio su come l’applicazione è stata accolta nel nostro paese, sempre usando i nostri due strumenti, Distimo e App Annie, notiamo che Periscope continua a comunque riscuotere interesse nel nostro paese. Ricordiamo che Periscope è ancora solo per iOS, nel momento in cui verrà rilasciata anche la versione per Android ( a giorni dicono i meglio informati) la crescita sarà maggiore.

    periscope-italia-10-aprile-2015

    Ad oggi Periscope è la quarta applicazione più scaricata nella categoria “Social Networking”, come ci conferma anche Distimo.

    periscope-distimo-italia

    Meerkat invece continua a perdere colpi, lo troviamo infatti in posizione 77.

     

  • Facebook lancia Messenger in una versione standalone per Web

    Facebook lancia Messenger in una versione standalone per Web

    Facebook ha lanciato la versione web di Messenger, un modo per usare il servizio di messaggistica istantanea al di fuori di Facebook in maniera esclusiva. Tutte le funzionalità presenti sull’app mobile saranno utilizzabili anche via web e al momento è solo per gli utenti di lingua inglese, presto lo sarà anche per gli altri.

    Solo un po’ di tempo fa Facebook decise di rendere Messenger una app mobile “standalone”, decisione che fece molto discutere tra gli utenti e solo dopo se ne scoprirono le reali intenzioni. Adesso, con una certa sorpresa, Facebook lancia Messenger in un’altra versione “standalone” ma questa volta per il Web. Il servizio di messaggistica istantanea sarà utilizzabile anche via messenger.com. Da quanto riporta Re/Code, che ha sentito un portavoce di Facebook, al momento Messenger sarebbe utilizzabile via web solo dagli utenti di lingua inglese e presto lo sarà anche per gli altri.

    Ma perchè una scelta del genere? Perchè prima spostare tutto l’utilizzo, in sostanza, dalla piattaforma verso l’app mobile e poi tornare indietro? In realtà si parla comunque di un utilizzo esterno al social network. In questo modo Messenger continuerà ad essere un servizio per messaggiare però sul web e all’esterno di Facebook. Secondo il portavoce raggiunto da Kurt Wagner gli utenti preferiscono usare il servizio in maniera esclusiva, senza quindi distrazioni particolari che potrebbero arrivare dal seguire la timeline, le notifiche, le interazioni e così via.

    messenger-desktop

    Al momento sembrerebbe che le due modalità, ossia messaggiare all’interno di Facebook o usare questa modalità esclusiva via web, continuino a vivere in modo parallelo, evitando di proporre nuovamente agli utenti di usare separatamente i due servizi come avvenne in occasione del lancio di Messenger come app mobile separata dalla piattaforma.

    E come dicevamo prima, quella separazione ha trovato successivamente diverse spiegazioni. E cioè quella di fare diventare Messenger un applicazione di instant messagging in grado di competere in quel settore in maniera autonoma. Prova ne è il lancio, solo per gli Usa, della possibilità di ricevere ed effettuare pagamenti all’interno dell’applicazione, una funzionalità che mette Messenger in diretta competizione con WeChat che già da tempo offre questa possibilità.

    messenger-web

    Da quello che si sa, tutte le funzionalità sfruttabili su Messenger via mobile, compresa quella dei pagamenti, saranno sfruttabili anche via web. E non sarebbe una necessità quella di avere Messenger su mobile per usare poi l’applicazione anche via web.

    Messenger via web è ancora tutto da sviluppare e da migliorare, tra le tante funzioni ci sarà anche un alert, sotto forma di pop-up, che comparirà sul desktop nel momento in cui riceverete un messaggio.

    E’ presto per fare qualsiasi valutazione nel merito prima di un utilizzo effettivo. Certo è che Facebook continua la sua intenzione di lasciare che Messenger, che oggi conta 600 milioni di utenti, viva di vita propria con caratteristiche precise. Bisognerà attendere quindi per verificarne l’effettiva utilità.

    E a voi che ve ne pare? Vi piace l’idea di poter utilizzare Messenger anche via web?

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