Categoria: News

In questa categoria si trovano articoli che parlano di comunicazione, condivisione, social media, social network. Insomma, tutto ciò che riguarda il web 2.0 e di come si sta evolvendo

  • Il doodle di Google è per il Solstizio d’Inverno

    Il doodle di Google è per il Solstizio d’Inverno

    Oggi 21 Dicembre 2013 inizia il Solstizio d’Inverno, precisamente dalle ore 17:11, e Google dedica a questa giornata un doodle, realizzato Christoph Niemann che rappresenta delle mani che fanno a maglia lavorando una sciarpa con cui si vede il logo di Google

    doodle primo giorno solstizio d'inverno

    Se vi ricordate avevamo già visto il doodle che vediamo oggi lo scorso giugno quando era il primo giorno d’Estate e andò online nell’emisfero australe, quindi paesi dell’Oceania, del Sud America e dell’Africa Meridionale dove appunto iniziava l’inverno. E oggi, 21 Dicembre 2013, data che sancisce il Solstizio d’Inverno, quindi il primo giorno della stagione più fredda, lo vediamo online anche da noi e in tutti i paesi dell’emisfero boreale.

    Il solstizio d’inverno 2013 ci sarà oggi, quando il Sole raggiungerà, nel suo movimento apparente lungo l’eclittica, la massima distanza angolare rispetto al piano dell’equatore terrestre. Questo significa massimo valore di declinazione negativa e corrisponde, appunto, all’inverno boreale (estate nell’Emisfero Sud). La parola Solstizio, dal latino solis statio, significa “Sole Stazionario”, e il suo significato è legato al non abbassarsi o non alzarsi del Sole rispetto all’equatore celeste. Molti notano che il tramonto avviene prima attorno a metà dicembre anziché al solstizio. Questo dipende dal fatto che, mentre la Terra ruota su se stessa con velocità costante, non fa altrettanto nella sua rivoluzione intorno al Sole, provocando così una differenza variabile fra l’ora solare vera e quella che viene segnata dai nostri orologi.

    solstizio d'inverno

    Il giorno durerà oggi più o meno 9 ore e comunque da oggi le giornate cominciano ad allungarsi, con alcuni momenti aggiuntivi di luce ogni giorno fino a raggiungere il culmine nel solstizio d’estate nel mese di giugno, il giorno più lungo dell’anno.

    E questo è il doodle online che ora si vede invece nei paesi dell’emisfero australe, quindi il contrario di quello che accadde in estate, come dicevamo prima:

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    Dicevamo prima che autore di questo doodle è Christoph Niemann, disegnatore e grafico tedesco, ma che ha vissuto tanti anni a New York. Tra le sue collaborazioni ci sono appunto il New Yorker, Atlantic Monthly, The New York Times Magazine e American Illustration.

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  • WhatsApp 400 milioni di utenti attivi, senza operazioni di marketing

    WhatsApp 400 milioni di utenti attivi, senza operazioni di marketing

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    WhatsApp, popolare mobile app di messaggistica, ha annunciato di aver raggiunto i 400 milioni di utenti attivi, un risultato straordinario se si pensa che a questo traguardo WhatsApp ci è arrivata non solo in poco tempo, ma anche senza fare investimenti in marketing. Ad oggi sono 16 miliardi i messaggi e 500 milioni le immagini inviate ogni giorno

    L’ultima volta che avevamo parlato di WhatsApp era stato infatti in occasione nel raggiungimento del traguardo dei 300 milioni di utenti e del lancio dei messaggi vocali. E in quella occasione parlavamo di una sfida che attendeva WahtsApp, una sfida difficile soprattutto per la concorrenza agguerrita, visto il forte interesse verso le mobile di messaggistica. Sfida che, a vedere i risultati di oggi, WhatsApp vuole assolutamente mantenere e da questo punto di vista si porta anche ulteriormente avanti ai sui stessi competitors. E oggi ne torniamo a parlare in occasione del raggiungimento del traguardo dei 400 milioni di utenti attivi. In soli 4 mesi WhatsApp ha visto crescere i suoi utenti attivi di ben 100 milioni, dunque ad un ritmo di 25 milioni al mese. Lo stesso ritmo di crescita che sta avendo anche LINE che lo scorso mese ha raggiunto i 300 milioni di utenti. Ma la differenza sta proprio nel numero di utenti che per WhatsApp sono attivi, mentre per LINE e per altri invece non c’è molta chiarezza.

    Il risultato è ancora più interessante se pensiamo che è stato ottenuto senza fare investimenti in marketing, quindi tutto è cresciuto grazie alla stessa app e agli utenti che trovano in WhatsApp quello che gli serve. E da quello che Jan Koum, CEO di WhatsApp, racconta sul blog ufficiale di WhatsApp, dando appunto la notizia del traguardo, si capisce che questa è e sarà in futuro la filosofia che farà da sfondo alla crescita dell’azienda che oggi ha “solo” 50 dipendenti.

    Siamo arrivati ​​a questo punto senza spendere un dollaro in annunci mirati e grosse campagne di marketing. Siamo qui grazie a tutte quelle persone che condividono le loro storie su WhatsApp con i colleghi, amici e persone care, storie che ci piace sentire.”, dice Jan Koum.

    Ad oggi gli utenti su WhatsApp inviano ogni giorno 16 miliardi di messaggi e ne ricevono il doppio, 32 miliardi, sempre ogni giorno. Quindi ben 48 miliardi di messaggi ogni giorno vengono gestiti sulla piattaforma. Inoltre, sono 500 milioni le immagini che vengono spedite ogni giorno dagli utenti. Numeri da grossa piattaforma, degni di vero e proprio social network e non di una semplice app di messaggistica. Si perchè WhatsApp come core-business ha solo i messaggi e si regge su un contributo di 0,89 €/c, dopo il primo anno gratuito e questa fino ad ora è, e resterà, l’unica forma di guadagno della piattaforma.

    WhatsApp non ha velleità finanziarie particolari, non ci sono piani di IPO, si pensa solo alla piattaforma e a fare in modo che le persone possano usarla al meglio. E se continua a crescere con questo ritmo presto avrà le dimensioni di Twitter, ad esempio, sbarcata a Wall Street di recente.

    Insomma, vedremo quando il modello etico a cui si richiama Jan Koum riuscirà a resistere.

    Intanto, voi che ne pensate? Usate anche voi WhatsApp?

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  • Ecco i migliori brand su Facebook e su Twitter a Novembre 2013

    Ecco i migliori brand su Facebook e su Twitter a Novembre 2013

    Dal mese scorso Blogmeter ci propone una classifica dei migliori brand in Italia su Facebook e su Twitter in modo unitario, così da avere un quadro più completo. Nel mese di Novembre 2013 i migliori brand su Facebook BeautYdea, superando Libero, BastardiDentro, PosteMobile e Juventurs; mentre su Twitter si sono distinti Juventus, Le Iene, Atac e ancora Juventus per il top tweet del mese

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    Appuntamento molto atteso, dagli addetti ai lavori e non solo, e ormai periodico con la classifica dei migliori brand in Italia su Facebook e Twitter ad opera di Blogmeter che ha analizzato, durante il mese di Novembre 2013, 76 milioni di interazioni tra pagine Facebook e profili Twitter. A ben vedere, rispetto alla classifica dello scorso mese, quello che si nota subito è il fatto che Libero non guidi più la classifica di Engagement su Facebook, posizione mantenuta per diversi mesi in maniera stabile. Un dato che interessa il tema della social tv è che i brand legati ai programmi televisivi, come vedremo, sono presenti tra le primissime posizioni. E non è da meno il calcio. Insomma questa classifica rispecchia senza dubbio anche le passioni degli italiani.

    Ma vediamo tutti i dati di questa nuova classifica ricordando sempre i parametri che Blogmeter ha considerato, ossia: engagement; new fans/followers; response (tempi di risposta); post più coinvolgente su Facebook e su Twitter.

    Per quanto riguarda l’Engagement, su Facebook, come anticipato all’inizio, Libero cede la prima posizione a BeautYdea che fa registrare una media  di 237,1 interazioni (like, condivisioni, commenti e post spontanei) ogni mille fan, grazie alla pubblicazione assidua di post: una media di circa 70 post pubblicati ogni giorno) contenenti immagini. Cresce in questo periodo la fanpage di di Ballando con le stelle che si conferma lo show televisivo con più engagement rispetto ai fan. Su Twitter il brand più coinvolgente del mese è Juventus FC con più di 191 mila interazioni tra citazioni, risposte, retweet e favorite; X-Factor il talent show che più di tutti ha fatto parlare di se sui social media durante la diretta TV, si piazza secondo.

    Tra i brand che più di altri hanno guadagnato più fan su Facebook, al primo posto si piazza BastardiDentro con oltre 200 mila nuovi fan nel mese di novembre e riconferma la performance che aveva ottenuto il mese scorso. Mentre su Twitter il brand che più di tutti riesce ad acquisire più followers durante il mese di Novembre 2013 è quello Le Iene con oltre 53 mila nuovi fan.

    Il brand più rapido nel rispondere alle richieste degli utenti su Facebook, anche nel mese di Novembre, è PosteMobile con soli 6 minuti di attesa media per rispondere ad ognuno dei 236 post commentati dall’operatore; al secondo posto, anche questa una conferma, troviamo Wind con un valore di response time di 13 minuti e 1.770 richieste evase, mentre la pagina che ha risposto a più post in assoluto è stata quella di TIM (2.595) impiegando mediamente un’ora e 59 minuti. Infoatac, così come abbiamo visto nel mese di Ottobre, si conferma anche nel mese di Novembre il brand più veloce con soli 10 minuti di attesa media per rispondere a 590 richieste di informazioni. Al secondo posto Einaudi editore on un tempo medio di 11 minuti, è il primo dei tre profili del settore dell’editoria in classifica, gli altri sono Sperling & Kupfer e Adelphi Edizioni entrambi new entry del mese.

    Per quanto riguarda, infine, i post e i tweets più coinvolgenti, nel mese di Novembre è il brand della Juventus che riesce a fare il pieno con il post su Facebook riguardo alla vittoria sul Napoli, ottenendo più di 106 mila interazioni, e su Twitter con il tweet con cui fa gli auguri di compleanno ad Alessandro del Piero, ottenendo oltre 3 mila interazioni:

    Allora, cosa ne pensate di queste classifiche? C’è qualche dato che vi ha sorpreso? Raccontateci tra i commenti le vostre impressioni.

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  • Horyou, ecco il social network per il bene comune

    Horyou, ecco il social network per il bene comune

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    E’ stato lanciato ieri in beta pubblica Horyou, il social network per il bene comune. Lo scopo di questa nuova piattaforma è quello di dare agli utenti e organizzazioni che si impegnano nel sociale la possibilità di poter interagire tra loro, promuovendo e creando attività a scopo sociale anche grazie alle nuove tecnologie

    Già immaginiamo quello che potrebbe essere la vostra reazione alla lettura del solo titolo: ma come, un altro social network? In effetti di social network ce ne sarebbero anche troppi, però vogliamo segnalarvi Horyou perchè ci sembra interessante, ma anche perchè interpreta secondo noi una tendenza che vedremo sempre di più applicata, ossia la nascita e la diffusione di luoghi sul web dove coltivare, fare crescere e promuovere interessi specifici. Spesso i social network hanno sopra di sè l’etichetta “generalista”, nel senso che lì si può parlare di tutto e se si prova a promuovere azioni specifiche, come nel caso specifico di Horyou, il rischio è quello di non riuscire ad ottenere il giusto coinvolgimento, nonostante una platea potenziale molto ampia. E per questo che oggi vi parliamo di questa nuova piattaforma, Horyou, che ieri è andato online a livello internazionale in beta pubblica, che si pone uno scopo ben preciso: mettere in relazione organizzazioni e utenti impegnati nel sociale allo scopo di creare e diffondere progetti che possano trovare l’interesse di tutti. Un’idea che ci piace e che crediamo possa essere utile conoscere e utilizzare. Ma vediamo di conoscere meglio la piattaforma.

    Horyou.com è il  nuovo social network orientato all’azione per il bene comune e , come detto all’inizio, ieri ha lanciato la sua versione beta pubblica internazionale. In questa prima fase, la piattaforma è a disposizione di tutti gli utenti Internet in quattro lingue: inglese, spagnolo, portoghese e francese. Manca per ora l’italiano.

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    Horyou è una società internazionale che si pone come scopo quello di promuovere un approccio umanistico alla tecnologia attraverso una piattaforma online che incoraggia i membri a sognare, ispirarsi ed agire. Questo nuovo social network raccoglie personalità, organizzazioni (fondazioni, enti senza fini di lucro, associazioni) e utenti web provenienti da tutte le discipline. Horyou vuole aprire le porte del social network ad un pubblico impegnato in attività a scopo sociale, che consiste in una comunità universale e diversificata di membri che condividono le conoscenze di tutti i giorni, le esperienze, gli interessi comuni, le cause, i progetti, le azioni di solidarietà e altro ancora.

    Horyou vuole, dunque, proporsi come piattaforma attraverso la quale tutti, utenti di tutte le età, possano realizzare un rapporto costruttivo con la tecnologia, condividendo la conoscenza e le esperienze di vita che possono facilitare e promuovere, appunto, il bene comune. E questa nuova piattaforma offre modi molto coinvolgenti di sostenere le iniziative, pubblicarle e mostrare i risultati a tutti i livelli (locale, nazionale e internazionale).

    L’inizio del nostro periodo beta pubblico è contraddistinto da un passo importante verso il lancio internazionale del nostro social network orientato all’azione nel sociale. Horyou è consapevole dell’impatto e dell’influenza che i social network hanno nelle nostre vite quotidiane. Stiamo quindi offrendo un’alternativa agli utenti Internet alla ricerca di un’esperienza positiva; si tratta di un pubblico impegnato in attività sociali e pronto a fare la differenza nell’ambiente in cui vive. Per arricchire l’interazione sociale e creare equilibrio tra il mondo on-line e quello off-line, Horyou conta sulla tecnologia. Stiamo invitando tutte le personalità, organizzazioni e utenti Internet, che si dedicano con passione ai loro progetti, azioni e idee, ad entrare a far parte della nostra piattaforma e promuovere una nuova filosofia Internet”, Yonathan Parienti, CEO di Horyou SA.

    Allora, come detto all’inizio, Horyou ci piace e speriamo che possa davvero incontrare il favore di tanti che sono coinvolti in associazioni ma anche di semplici utenti che vogliano interessarsi proponendo idee e progetti, sapendo di rivolgersi ad un pubblico potenzialmente più interessato. E poi ci piace la sfida che si pone Horyou, quella di diventare un luogo in cui “gli ideali diventano azioni e il social network è al servizio di tutti“.

    Riuscirà nell’intento? E voi che ne pensate? Fateci sapere la vostra opinione e raccontateci le vostre esperienze tra impegno sociale e nuove tecnologie.

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  • L’uso di Internet dal tablet è meno del 5% a livello globale

    L’uso di Internet dal tablet è meno del 5% a livello globale

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    Sappiamo bene quanto i dispositivi mobili siano in continua diffusione, ma oggi grazie a StatCounter vediamo l’uso di internet che ne fanno gli utenti attraverso lo smartphone e il tablet. E scopriamo che a Novembre 2013 l’uso del web dai tablets è stato meno del 5% a fronte del 19,1% dagli smartphones. Dati quasi simili per quanto riguarda l’Italia

    Parliamo spesso della diffusione dei dispositivi mobili e di come questi stiano modificando radicalmente le nostre abitudini. Bene, con l’ausilio dei dati che qualche giorno fa ha diffuso StatCounter, una delle aziende più importanti per la web analytics, vediamo l’uso del web attraverso i dispositivi mobili, smartphone e tablets, da parte degli utenti a livello globale e anche a livello italiano.

    Nel mese di Novembre  2013 a livello globale l’uso di internet dai tablets è stato solo del 4,8%, decisamente inferiore al 19,1% dagli smartphones. Domina di conseguenza ancora il desktop, infatti sempre a livello globale l’utilizzo di internet è del 76%. E StatCounter Global Stats riporta anche che l’iPad di Apple è il tablet in assoluto più utilizzato. Samsung, l’altro grande brand, da questo punto di vista risulta molto più distaccato ed è secondo con un distacco davvero notevole. Infatti Apple ha una quota di mercto pari al 74,5%, comunque in calo rispetto al 2012 quando aveva 82,7%, mentre Samsung si attesta al 10,85%, in crescita rispetto al 2012 quando aveva l’8%.

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    brand-tablet-globale

    Quindi, nonostante la grande diffusione dei dispositivi mobili e nonostante questi stiano per sostituire in termini di utilizzo i vecchi e cari pc, il dato poi risulta sorprendente quando lo si guarda in ottica di uso della rete attraverso questi dispositivi. E se guardiamo paesi con alta concertazione e diffusione del mobile, i dati non cambiano. Negli Usa l’suo di internet da tablets è del 6,8%, invece in UK è del 9,6%. E in Italia?

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    In Italia a Novembre 2013 l’uso di internet da tablets è del 4,95% quindi perfettamente in linea con il dato globale, mentre per quanto riguarda gli smartphone è del 10%. In Italia gli utenti navigano il web per l’85% da desktop, anche se questo dato è in calo rispetto allo stesso periodo del 2012 quando era del 91%.

    Per quanto riguarda i vendors di tablets, anche in Italia Apple è leader assoluto con una quota di mercato del 69% mentre Samsung segue con il 18,3%, in crescita rispetto al 10,8% del 2012.

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  • Ecco cosa abbiamo cercato nel 2013 su Google

    Ecco cosa abbiamo cercato nel 2013 su Google

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    Ed eccoci arrivati all’ormai tradizionale appuntamento con Google Zeitgeist 2013, lo “Spirito dei Tempi”, che ci illustra quello che  abbiamo cercato durante il 2013 su Google. I più ricercati sono stati Nelson Mandela e Paul Walker, scomparsi di recente, ma tra le ricerche globali figurano anche iPhone 5S, Samsung S4 e Playstation 4. In Italia al primo posto tra le ricerche troviamo le “Elezioni 2013”

    E dopo aver visto il 2013 raccontato attraverso Facebook e Twitter, vediamo anche come è andato quest’ultimo anno su Google, il più grande motore di ricerca della rete. L’appuntamento tradizionale con Google Zeitgeist 2013 è appunto quello di vedere cosa gli utenti hanno ricercato di più in questo 2013 e da un primo sguardo, sia dal punto di vista globale che quello che più riguarda da vicino il nostro paese, gli eventi di cronaca influenzano le ricerche e come già visto su Facebook e su Twitter, non manca la ricerca di personalità scomparse. Infatti non sorprende che al primo posto delle ricerche globali ci sia Nelson Mandela, scomparso lo scorso 5 dicembre, un vero eroe dei nostri tempi, una figura molto amata e in questi giorni ne abbiamo avuto la dimostrazione. Come non sorprende al secondo posto, sempre della classifica globale, ci sia Paul Walker amatissimo attore famoso per la serie di film Fast & Furious recitati al fianco di Vin Diesel, morto a soli 40 anni in un incidente d’auto.

      • Nelson Mandela
      • Paul Walker
      • iPhone 5s
      • Cory Monteith
      • Harlem Shake
      • Boston Marathon
      • Royal Baby
      • Samsung Galaxy s4
      • PlayStation 4
      • North Korea

    Ma sempre nella classifica globale dei trends del 2013, troviamo Cory Monteith, altro attore scomparso giovanissimo e famoso per la serie Glee, troviamo l’immancabile “Royal baby“, lo abbiamo trovato davvero dappertutto sul web, troviamo anche la Corea del Nord, per via delle minacce di guerra rivolte agli Stati Uniti, ma non mancano i prodotti tecnologici che hanno caratterizzato il 2013. E infatti troviamo iPhone 5S, Samsung S4 e Playstaion 4. Sicuramente nel 2014 il fenomeno si ripeterà.

    Per quanto riguarda l’Italia guardano alle ricerche emergenti nel 2013, quindi quello che di fatto abbiamo cercato di più in questi ultimi 12 mesi, troviamo al primo posto le Elezioni 2013, le elezioni politiche del Febbraio scorso, un periodo insolito per votare nel nostro paese e abbiamo visto che l’argomento è stato molto discusso anche sui Social Media. Al secondo posto troviamo anche qui Paul Walker e al terzo si piazza Zalando, il popolare sito di vendita di abbigliamento e accessori online. La politica ritorna poi con il MoVimento 5 Stelle e Beppe Grillo, troviamo anche qui da noi iPhone 5S e iOS 7, mentre Papa Francesco si trova solo in ottava posizione.

    E questo è il dato che più sorprende proprio per il fatto che Papa Francesco è stata di sicuro una delle personalità che hanno caratterizzato il 2013 anche in Italia. Il Time lo ha definito Uomo dell’Anno e anche su Facebook e Twitter lo abbiamo trovato ai vertici degli argomenti più discussi. Ma lo stesso non accade su Google (anche se viene celebrato nel video che vedete in alto), infatti è assente anche dalla classifica dei trends del 2013 a livello globale. Anche se poi vediamo che nella classifica “Cosa significa” la parola più ricercata è stata “gesuita”, proprio l’ordine da cui proviene Papa Francesco.

    Tra tutte le classifiche che potrete consultare su Google Zeigeist 2013, desta non poche perplessità la prima posizione della classifica “Mangiare“, al primo posto infatti troviamo la Carta igienica!

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  • Come trasformare in acquirenti gli utenti che abbandonano il carrello

    Come trasformare in acquirenti gli utenti che abbandonano il carrello

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    Per chi vende online questo è uno dei temi che più interessa e vediamo oggi quali consigli ci dà Webtrends su come trasformare in acquirenti gli utenti che abbandonano il carrello. Intanto sono tre i fattori forte impatto sulla conversione dei carrelli abbandonati e vediamo insieme quali sono

    Accade spesso che i visitatori online trascorrano del tempo su un sito, guardino diverse pagine di prodotto, scelgano gli articoli e li mettano nel carrello. Ma subito dopo spariscono. Perchè? Secondo Forrester Research, l’87% dei consumatori abbandona il carrello e il 70% lo fa subito prima del check-out. L’abbandono del carrello è una fase che lascia i retailer perplessi, in quanto questa si traduca in una perdita di opportunità di fatturato pari 18 miliardi di dollari l’anno.

    Online Shopping Customer Experience Study, un’indagine comScore del 2012, condotta da eMarketer su 2.625 acquirenti online negli Stati Uniti, rivela diverse ragioni per le quali gli utenti abbandonano il carrello. In primis:

    • l’intenzione di farsi solo un’idea dei costi (57%);
    • la volontà di salvare il carrello per un acquisto futuro (56%);
    • i costi di spedizione troppo alti (55%);
    • l’importo insufficiente per la spedizione gratuita (51%);
    • i costi di spedizione comunicati solo alla fine (40%).

    Ci sono, tra queste, anche ragioni di tipo comportamentale. I potenziali acquirenti potrebbero usare il carrello come lista della spesa, decidendo poi di acquistare nello store. Potrebbero non aver voglia di registrarsi sul sito per procedere con l’acquisto e quindi decidere per il checkout. Potrebbero anche utilizzare il carrello per confrontare i prezzi con quelli di un sito concorrente, o come wish list in attesa di eventuali offerte e ribassi. Inoltre, l’utilizzo crescente di smartphone sta determinando un aumento del tasso di abbandono: secondo eMarketer, chi riempie il carrello da smartphone spesso preferisce completare l’acquisto dal PC o dal portatile.

    L’email remarketing offre un’enorme opportunità di conversione. Tuttavia, solo il 20% delle aziende Fortune 500 fa qualcosa per coinvolgere i potenziali acquirenti e il retargeting di coloro che abbandonano il carrello conta solo per il 2% delle azioni via email.

    Ma attenzione, perchè quando gli acquirenti tornano al carrello, accade quello che non ti aspetteresti, ossia oltre la metà degli utenti spende di più. Il tasso di “add-to-cart”, la percentuale dei visitatori che aggiunge prodotti al carrello, non solo permette una maggiore comprensione del comportamento durante lo shopping, ma dovrebbe anche essere presa in considerazione come metrica importante per le azioni di remarketing.

    Ma vediamo allora quali sono i tre fattori che hanno un impatto sulla conversione dei carrelli abbandonati:

    1. Tempistica

    Due diversi studi condotti dal Massachusetts Institute of Technology hanno dimostrato che il 90% dei lead si “raffredda” nel giro di un’ora; nell’arco di 12 ore, la maggior parte dei clienti che ha intenzione di comprare lo farà. Le azioni di remarketing hanno il maggior impatto nelle prime 12 ore; una finestra temporale che offre l’opportunità di raggiungere l’audience che ha riempito e poi abbandonato il carrello. 

    2. Frequenza

    Ugualmente importante, è la frequenza con la quale le email vengono inviate. Listrak ha condotto un’indagine su gli Internet Retailer (IR) 1000 a proposito delle azioni da loro intraprese a seguito dell’abbandono del carrello e ha rilevato una crescente tendenza da parte dei retailer a effettuare azioni di remarketing sugli acquirenti che abbandonano il carrello. Lo studio ha dimostrato che il 19% degli IR 1000 invia almeno un’email (14,6% nel 2011, con un aumento del 30%). Inoltre, un numero sempre maggiore di retailer opta per l’invio di una serie di messaggi, anziché di un’unica email.

    3. Personalizzazione

    Il remarketing non riguarda solo ciò che era nel carrello quando è stato abbandonato, ma anche tutto quello che l’acquirente ha visualizzato durante la sessione. Se, ad esempio, un cliente si sofferma su tre articoli, ne mette uno nel carrello e poi abbandona il sito, dopo pochi secondi riceverà un’email con l’offerta di spedizione gratuita per l’acquisto del prodotto nel carrello. Se nessun acquisto viene effettuato, riceverà una seconda offerta via email: uno sconto del 25% se acquista due prodotti.

    In conclusione, alla luce di queste considerazioni, è necessario tenere presente che oggi le analisi web sul comportamento dei visitatori devono soddisfare esigenze molto differenti rispetto a soli pochi anni fa. Sono gli strumenti di analisi che forniscono tutte le informazioni che servono per l’email retargeting. I nuovi scenari impongono agli strumenti di analisi un’evoluzione e richiedono la capacità di rivelare il comportamento del singolo visitatore mentre si trova sul sito o immediatamente dopo l’abbandono e di fornire informazioni dettagliate sul livello di interazione dell’utente, al fine di classificarlo come candidato per il retargeting.

    E’ necessario, quindi, non solo misurare le azioni specifiche di conversione, ma anche il coinvolgimento del visitatore durante la sessione, analizzando il comportamento nelle visite precedenti. In buona sostanza, le web analytics devono fornire dati immediatamente utilizzabili, frutto di analisi scientifiche sul comportamento dei visitatori, andando oltre la semplice attività di reporting.

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  • Social Tv, ciclone X Factor e la politica resta dietro

    Social Tv, ciclone X Factor e la politica resta dietro

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    La settimana appena trascorsa, dal 9 al 15 dicembre, ha visto affermarsi, a proposito della Social Tv, il ciclone X Factor che in occasione della finale triplica il numero di tweets e raddoppia il numero di utenti unici. Dietro, molto distaccati, i talk show di politica come Servizio Pubblico, Ballarò e La Gabbia

    X Factor anche in questa stagione, come in quella dello scorso anno, si rivela davvero un fenomeno televisivo che registra un grandissimo successo anche per quanto riguarda la Social Tv. E la finale di giovedì scorso lo dimostra nuovamente, infatti l’ultima puntata del popolare talent show ha avuto un impatto devastante su Twitter. X Factor, che già nelle scorse settimane aveva puntualmente incrementato la propria presenza sul social, questa volta ha più che triplicato il numero di tweet arrivando a 317.000 e più che raddoppiato il numero degli utenti unici, 56.700 per complessivi 62.3 milioni di unique impressions. Questi sono i dati che Blogmeter ha raccolto elaborando la Top Social TV Programs secondo metriche precise come il numero di tweet (che citano la trasmissione, gli hashtag e l’account ufficiali), gli autori unici, le unique impressions (somma dei follower degli autori unici che hanno menzionato il profilo) durante la messa in onda del programma e rilevate attraverso l’utilizzo della nuova piattaforma proprietaria socialTVmeter.

    Quindi, a fronte di tutto quello che abbiamo fin qui detto, anche nella settimana che va dal 9 al al 15 Blogmeter incorona X Factor come programma più social su Twitter. Dietro troviamo tutti i talk show che la momento alimentano il dibattito attorno ai temi politici che comunque hanno fatto registrare dei movimenti sensibili. Servizio Pubblico di Michele Santoro con 16.000 tweet, provenienti da 5.100 autori unici, per complessivi 4,5 milioni di unique impressions, è balzato dal terzo al secondo posto. “Ballarò“, il talk politico di RaiTre con 11.500 tweet, provenienti da 4.500 autori unici, per complessivi 6,3 milioni di unique impressions è salito dal quinto al terzo posto, mentre La Gabbia con 10.400 tweet, provenienti da 3.200 autori unici, per complessivi 2,4 milioni di unique impressions mantiene salda la quarta posizione. Il quinto posto di Piazza Pulita, secondo la settimana scorsa, con 10.400 tweet, provenienti da 3.200 autori unici, per complessivi 2,4 milioni di unique impressions, conferma inoltre la forte presa di questo genere di programmi sul popolo di Twitter.

    Sono infatti quattro i programmi di approfondimento che si piazzano nei primi cinque posti di una classifica che rispetto alla settimana precedente si rivela profondamente modificata nelle parte bassa. Se si esclude la sesta posizione ottenuta dal talent di Canale 5 Amici di Maria De Filippi – già presente al decimo posto una settimana fa – con 7.100 tweet, provenienti da 1.700 autori unici, per complessivi 1,6 milioni di unique impressions, le altre posizioni sono state occupate da new entry come “#IoEsisto”, la maratona di Telethon a sostegno della ricerca scientifica in onda su RaiUno e “Virus“, altro talk politico in onda su RaiDue e dal ritorno di due programmi di RaiTre come “Masterpiece” e “Che Tempo che fa“. A uscire dal rating per far posto ai nuovi entranti “Ballando con le stelle”, “Le Iene”, “Lucignolo” e “Tale e quale show”.

    #IoEsisto si è piazzato al settimo posto con 4.400 tweet, provenienti da 2.400 autori unici, per complessivi 5,2 milioni di unique impressions. All’ottavo “Virus” con 4.300 tweet, provenienti da 1.300 autori unici, per complessivi 933.000 unique impressions, al nono “Masterpiece” con 3.900 tweet, provenienti da 1.000 autori unici, per complessivi 1,9 milioni di unique impressions e infine al decimo posto “Che Tempo che fa” con 3.300 tweet, provenienti da 1.600 autori unici, per complessivi 1,9 milioni di unique impressions.

    Per quanto riguarda la performance dei singoli editori, la piattaforma satellitare Sky con X Factor e La7 con i sue tre talk politici si confermano stabili ai piani alti della top ten, cresce la Rai che dai tre programmi della settimana scorsa sale a cinque, di cui tre appartenenti alla terza rete, scende infine Mediaset che da tre rimane con un solo programma in classifica.

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  • Ecco i luoghi e le città più condivise nel 2013 su Instagram

    Ecco i luoghi e le città più condivise nel 2013 su Instagram

    Anche Instagram si avvia a fare un bilancio di quello che è stato l’anno vissuto dagli utenti, oltre 150 milioni attivi al mese. Al primo posto dei primi dieci luoghi più instagrammati nel 2013 troviamo Siam Paragon, enorme complesso commerciale di Bangkok, mentre tra le prime dieci città più instagrammate troviamo solo due capitali europee, Londra e Mosca

    Siamo ormai in pieno periodo di bilanci di fine anno e dopo aver visto il 2013 vissuto su Facebook e su Twitter, vediamo oggi quello che è stato il 2013 su Instagram, il popolare servizio di photo-sharing, anche se in effetti questa definizione è un po’ stretta. Soprattutto dopo l’annuncio di Instagram Direct che di fatto rende possibile lo scambio di immagini e video tra utenti messaggiandosi privatamente. Quindi definire Instagram un vero e proprio social network non è poi così azzardato, anche in virtù del fatto che gli utenti attivi al mese sono oltre 150 milioni e certamente cresceranno anche grazie a Instagram Direct.

    Instagram-2013

    E nel bilancio di Instagram vediamo quelli che sono i luoghi e le città più instagrammate durante il 2013, scoprendo con sorpresa che Instagram ha conosciuto proprio in questo 2013 una grande crescita fuori dagli Usa, da cui comunque proviene il 40% degli utenti complessivi. E questi paesi sono l’Indonesia, la Russia e il Brasile. Ma al primo posto della classifica dei 10 posti più instagrammati del 2013 troviamo un luogo tailandese, il Siam Paragon, il più grande complesso commerciale di Bangkok, al suo interno c’è un cinema, un centro commerciale e anche un acquario. E anche lo scorso anno la Thailandia era al primo posto con il Suvarnabhumi Airport, aeroporto internazionale della capitale tailandese, quest’anno al nono posto.

    Ed esce dalla top ten dei luoghi più instagrammati del 2013 la Tour Eiffel di Parigi, ottava lo scorso anno, di conseguenza non ci sono altri luoghi europei tra i primi dieci. New entry sono invece Walt Disney World, The High Line e il famosissimo Central Park di New York City, e le Bellagio Fountains di Las Vegas.

    Tra le città più instagrammate, al primo posto si piazza New York, segue Bangkok, poi Los Angeles. Al quarto posto troviamo Londra che insieme a Mosca rappresentano le uniche città europee della classifica. Poi ci sono anche Sao Paulo e Rio de Janeiro, mentre le restanti città sono tutte Usa.

    I dieci luoghi più instagrammati del 2013

    1. Siam Paragon (สยามพารากอน) complesso commerciale, Bangkok, Thailandia
    2. Times Square, New York
    3. Disneyland, California
    4. Bellagio Fountains, Las Vegas
    5. Disney World Florida
    6. Staples Center, Los Angeles
    7. Central Park, New York
    8. Dodger Stadium, Los Angeles
    9. Suvarnabhumi Airport (BKK) ท่าอากาศยานสุวรรณภูมิ, Bangkok, Thailandia
    10. The High Line, New York

    Le dieci città più instagrammate del 2013

    1. New York City, NY, USA
    2. Bangkok, Thailandia
    3. Los Angeles, CA, USA
    4. London, UK
    5. São Paulo, Brasile
    6. Moscow, Russia
    7. Rio de Janeiro, Brasile
    8. San Diego, CA, USA
    9. Las Vegas, NV, USA
    10. San Francisco, CA, USA

    E come è stato il vostro anno su Instagram? Quali sono i luoghi e le città che amate instagrammare di più? Raccontateci la vostra esperienza!

  • Ecco WordPress 3.8 “Parker”, più chiaro e più colorato

    Ecco WordPress 3.8 “Parker”, più chiaro e più colorato

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    WordPress ha rilasciato ieri la nuova versione della piattaforma, WordPress 3.8, denominata “Parker”, dedicata al jazzista Charlie Parker. Le novità riguardano per lo più l’aspetto grafico, dove spicca, per la prima volta, la possibilità di poter scegliere delle combinazioni di colori per dare un tocco di vivacità

    Come ormai ci ha abituati sin dalla prima release della piattaforma, stiamo parlando ormai di ben dieci anni fa, WordPress ha rilasciato la nuova versione della piattaforma dedicandola al mitico Charlie Parker, infatti la nuova versione di chiama WordPress 3.8 “Parker”. Una consuetudine che siamo sicuri continuerà ancora. Ma WordPress 3.8 è a suo modo innovatore come fu proprio Charlie “Bird” Parker, tra i fondatori, se non il padre vero e proprio, del movimento musicale “bebop” che aprì al jazz le porte verso nuovi ritmi e nuove armonie. Allo stesso modo WordPress 3.8 può dirsi innovatore, in quanto per la prima volta la piattaforma si colora, introducendo la possibilità di poter scegliere, lato “admin”, tra 8 diverse combinazioni di colori, per dare un tocco di vivacità e di brillantezza contro quel grigiore che lo ha sempre caratterizzato sin dalla nascita.

    wordpress 3.8 overview

    Dicevamo di una nuova luce che accompagnerà la vostra esperienza, a partire dalla dashboard, con questa piattaforma usata, ad oggi, da oltre 70 milioni di siti in tutto il mondo e, da come abbiamo avuto modo di constatare con il nostro sondaggio, da ben il 71% dei blogger italiani. Nuovi colori, dunque, e nuovo font a fare da complemento a questa forte “innovazione” apportata con WordPress 3.8, e il font scelto è Open Sans, un carattere “sans-serif” pulito e moderno, progettato da Steve Matteson e commissionato da Google.

    WordPress 3.8 arriva dopo soli due mesi dal rilascio di WordPress 3.7 e noterete che adesso farà da sfondo un solo colore a delineare la vostra barra laterale e la barra degli strumenti superiore, mettendo quindi in risalto il contenuto.

    Obiettivo nella nuova release”, come ha scritto Matt Thomas, designer di Auomattic, azienda che produce WordPress, “era quello di fare un aggiornamento che apportasse freschezza alla piattaforma, senza spiazzare gli utenti di lunga data. La struttura di base in WordPress 3.8 rimane quella di sempre, in buona sostanza, ma viene rivista totalmente dal punto di vista visivo. Mi piace pensare di WordPress 3.8 come una evoluzione, piuttosto che una rivoluzione”.

    E nuovo è anche il tema di default che si trova all’interno della piattaforma, Twenty Fourteen, con uno stile molto “magazine” che supporta due diversi layout con slider o con griglia. Ovviamente è stata potenziato il lato “responsive” della piattaforma, consentendo di poter lavorare anche da dispositivi mobili con maggiore scioltezza. E tra i vari cambiamenti apportati da WordPress 3.8, segnaliamo anche una rielaborazione dei “Widget”, stavolta in modalità side-by-side per sfruttare le potenzialità di schermi più grandi.

    wordpress 3.8 twenty fourteen

    Per tutte le novità dettagliate vi indichiamo la pagina WordPress Codex, dove sono dettagliate tutte le novità.

    Sarà davvero interessante a questo punto vedere quanti download otterrà WordPress 3.8, sapendo anche che molto non aggiornano spesso la loro versione.

    E allora, che ne pensate voi di queste novità? Avete già aggiornato la vostra piattaforma? Fateci sapere la vostra opinione tra i commenti.

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