Categoria: News

In questa categoria si trovano articoli che parlano di comunicazione, condivisione, social media, social network. Insomma, tutto ciò che riguarda il web 2.0 e di come si sta evolvendo

  • In Italia tra le app scaricate spiccano ChatGPT e Threads

    In Italia tra le app scaricate spiccano ChatGPT e Threads

    Gli ultimi dati di Sensor Tower ci mostrano che il mercato delle app cresce del 19,4% nel Q1 2024. In Italia, spiccano le app di produttività e IA. Ecco quali sono le app più scaricate e le tendenze emergenti nel nostro paese.

    Il mercato delle app, a livello globale, fa registrare nel primo trimestre del 2024 un balzo del 19,4%. Questo rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Con una spesa di 15,6 miliardi di dollari. Mentre dal punto di vista dei download, il mercato resta sostanzialmente stabile, con 21,2 miliardi di download. C’è da registrare un calo dell’1,3% rispetto al 2023, anche se si osserva una crescita modesta rispetto al trimestre precedente.

    Questi numeri fanno parte del nuovo Digital Market Index Apps Report di Sensor Tower del primo trimestre del 2024, che ci offre uno scenario interessante.

    Tutte le categorie prese in esame dal rapporto fanno registrare segni di crescita. E, ovviamente, non poteva mancare qui il fenomeno della IA generativa. La IA si fa sempre più spazio anche all’interno della dieta di app da mobile di ciascun utente.

    Crescono le app di Produttività, quindi IA

    La categoria Produttività a livello globale cresce del 37% rispetto allo scorso anno, in termini di spesa. Ma il dato diventa ancora più interessante se riferito all’Italia. Infatti, la percentuale di crescita riferita alla categoria Produttività del mercato italiano fa segnare, nel primo trimestre del 2024, +112%.

    La stessa categoria, dal punto di vista dei download, fa segnare +16%. In calo le utilities (-8%), intrattenimento (-18%), foto e video (-7%). La categoria social networking solo +4%.

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    Un dato che può essere spiegato con il boom delle app di IA Generativa che cominciano ad essere usate molto anche via mobile.

    Altra categoria che fa segnare una performance più alta della media globale è quella Foto e Video. In Italia questa categoria fa segnare, sempre nel primo trimestre del 2024, +45%. A livello globale è +30%.

    Anche la categoria più “visual” cresce. E, anche in questo caso, il balzo può essere spiegato con la crescita dell’uso della IA Generativa. Ormai presente in tante app come opzione e strumento aggiuntivo.

    Panoramica app social media

    Ma passiamo a vedere cosa succede alle piattaforme social media. Se “social media” può essere ancora una categoria a cui queste piattaforme appartengono.

    Il dato rilevante, a livello globale, è che il blocco di app di Meta risulta essere al vertice della classifica per download. Nelle prime 4 posizioni troviamo infatti: Instagram, TikTok, Facebook e WhatsApp. In quinta posizione c’è CapCut, l’app di editing di ByteDance, la stessa società che detiene TikTok.

    app scaricate mondo 2024 franz russo

    Il dato di Threads

    Da segnalare, sempre a livello globale, l’ottimo posto di Threads. L’app si piazza in undicesima posizione, appena fuori dalla top ten.

    L’app di Meta però si fa vedere in sesta posizione tra le app che sono cresciute di più, sempre a livello globale, in termini di download. Le prime tre posizioni sono sempre occupate da Meta con in prima posizione addirittura Facebook.

    E da segnalare ancora come nelle prime 10, e neanche nelle prime 20, non figura X, l’app di Elon Musk che prima era Twitter. X infatti, in questa classifica, si piazza al 25° posto.

    Threads in Italia

    In Italia, tra le app più scaricate, al terzo posto troviamo proprio Threads, dietro Temu (1) e Shein (2). In quarta posizione troviamo l’app di OpenAI, ChatGPT. A conferma di quello che è il titolo di questo articolo. La IA è ormai, e sempre più, a portata di smartphone.

    In quinta posizione troviamo Facebook. Nonostante tutto, l’app di Meta che quest’anno ha compiuto 20 anni, risulta essere ancora molto scaricata nel nostro paese.

    TikTok invece si trova in nona posizione, perdendo tre posizioni rispetto all’ultima rilevazione.

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    Ma TikTok recupera poi nella classifica che elenca le app rispetto alla spesa degli utenti. Infatti, l’app di ByteDance si trova in terza posizione, subito dietro Google One e Dazn.

    E tra le app che hanno fatto segnare un momento esplosivo nei primi tre mesi del 2024, al primo posto troviamo proprio Threads. A conferma del grande interesse che gli utenti italiani stanno riservando all’app di Meta.

    Nella stessa classifica si affaccia anche Copilot di Microsoft con un balzo di ben 910 posizioni. Sempre rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

    Il balzo di ChatGPT

    Sempre tra le breakout app, ma nella sezione che riguarda la spesa degli utenti, da segnalare il balzo di ChatGPT che con un salto di 28 posizioni si piazza in terza posizione.

    Il panorama delle app nel primo trimestre del 2024 rivela un mercato in continua evoluzione, con l’intelligenza artificiale che si afferma come la “nuova” protagonista. L’incremento significativo nella categoria Produttività, specialmente in Italia, sottolinea come gli utenti stiano integrando sempre più strumenti basati sull’IA nella loro routine quotidiana.

    app scaricate italia 2024 breakout franz russo

    App per la creazione di contenuti

    Il successo di app come ChatGPT e Copilot di Microsoft, insieme alla crescita esplosiva di Threads, evidenzia una nuova tendenza verso piattaforme che offrono modalità di interazione innovative e creazione di contenuti. Questa tendenza segna l’inizio di una nuova era per le piattaforme digitali, dove l’engagement degli utenti è guidato non solo dalla connessione sociale, ma anche dalle capacità creative potenziate dall’IA.

    Interessante notare come, nonostante la maturità del mercato, app “tradizionali” come Facebook continuino a mantenere una forte presenza, specialmente in Italia. Questo suggerisce che gli utenti italiani, pur abbracciando le novità tecnologiche, mantengono un legame con piattaforme consolidate.

    Cresce l’integrazione della IA

    Guardando al futuro, possiamo aspettarci una crescente integrazione dell’IA in diverse categorie di app, non solo quelle legate alla produttività. Il settore dell’e-commerce, come dimostrato dal successo di Temu e Shein in Italia, potrebbe essere il prossimo a beneficiare significativamente dell’implementazione di funzionalità basate sull’IA, migliorando l’esperienza di shopping personalizzata.

    Infine, il declino relativo di alcune categorie come utilities e intrattenimento potrebbe indicare una saturazione del mercato o un cambio nelle preferenze degli utenti. Sarà cruciale per gli sviluppatori innovare continuamente e adattarsi rapidamente alle nuove tecnologie per rimanere competitivi in un ecosistema sempre più dominato dall’intelligenza artificiale.

    In definitiva, il mercato delle app nel 2024 si conferma dinamico e in rapida trasformazione, con l’IA che si pone come il motore principale di innovazione e crescita. Le aziende e gli sviluppatori che sapranno sfruttare al meglio questa tecnologia, integrandola in modo significativo nelle loro offerte, saranno probabilmente quelli destinati a guidare il mercato negli prossimi anni.

     

     

  • Meta avvia la versione di Threads per il Fediverso

    Meta avvia la versione di Threads per il Fediverso

    Dopo la fase di test nel mese di marzo di quest’anno, così come comunicato dal CEO Mark Zuckerberg, Threads inizia ad essere operativa nel Fediverso. Ecco come funziona.

    Dopo aver lanciato una fase di test nel mese di marzo di quest’anno, ecco che si entra, quindi a distanza di qualche settimana, nel vivo. Meta da oggi, così come comunicato dal CEO Mark Zuckerberg, ha avviato la fase che tutti aspettavano. Threads comincia ad essere operativa nel Fediverso.

    Gli utenti, in oltre 100 paesi, per il momento potranno vedere le risposte ai propri post Threads che arrivano da altre piattaforme del fediverso e mettere anche like.

    In pratica con questo nuovo aggiornamento sarà possibile visualizzare queste informazioni relative ad un post che arrivano da un’altra piattaforma federata, come Mastodon. Significa meno passaggi da una piattaforma all’altra, anche se la risposta poi bisognerà scriverla sulla piattaforma dove è stata richiesta.

    Two phones showing how to access fediverse replies on Threads.

    Per attivare questa possibilità, basta andare nelle Impostazioni del proprio account Threads e selezionare “Condivisione Fediverso”. E poi, da lì, seguire le istruzioni.

    Come detto, questa estensione coinvolge da oggi oltre 100 paesi. Non esiste una lista ufficiale, si sta commentando ciò che ha scritto Zuckerberg nel suo post. Ma è lecito pensare che questo riguarderà anche il nostro paese e altri all’interno della UE.

    Probabile che maggiori informazioni su questo verranno diffuse più avanti.

    Meta avvia la versione di Thread per il Fediverso

    Si tratta quindi di un passaggio importante, sa sottolineare. Non fosse altro per il fatto che questa caratteristica di Threads, quella di operare all’interno di piattaforme digitali operanti nel Fediverso, quindi decentralizzate, era stata la caratteristica più innovativa e apprezzata, a priori.

    zuckerberg threads fediverso franz russo

    Sappiamo bene quanto Threads sia stata presentata come la vera alternativa a ciò che era Twitter, e che oggi non è più. Ma Meta ha sempre tenuto a precisare che questa piattaforma avrebbe via via incorporato il protocollo ActivityPub, quello di Mastodon.

    Siamo ancora nella fase iniziale di questa operazione. Ma il fatto di estenderla come avviene oggi vuol dire che quella promessa è stata, in effetti, mantenuta.

  • Instagram, le live disponibili anche per amici più stretti

    Instagram, le live disponibili anche per amici più stretti

    Instagram introduce la possibilità di fare dirette live anche per amici più stretti. In favore di spazi digitali più intimi e sicuri, adeguandosi alle esigenze degli utenti e al cambiamento in atto nel panorama delle piattaforme digitali.

    Il cambiamento in atto del panorama dei social media passa anche da queste modifiche. Da una grande platea, ad una cerchia di amici sempre più ristretta.

    Questo perché in questi anni non abbiamo, noi utenti, saputo gestire i nostri spazi al meglio. Per non parlare poi delle piattaforme che hanno sempre mancato di occuparsi della salute degli spazi digitali messi a disposizione.

    Detto questo, altrimenti poi il discorso diventa più complesso e lungo. E le piattaforme digitali cominciano a prendere coscienza del cambiamento in atto.

    L’ultima novità, in ordine di tempo, riguarda la possibilità di poter avviare delle live su Instagram. Anche per una ristretta cerchia di amici.

    Le dirette IG per amici più stretti

    In sostanza, l’app di Meta prosegue con il suo progetto di attivare modalità di condivisione dei propri tool sempre più ristretti.

    Instagram, le live disponibili anche per amici più stretti - franz russo

    Quindi sarà, anche se la modalità è già attiva, possibile limitare la visualizzazione delle dirette per un gruppo di follower/amici più ristretto. E poi, si potrà invitare a partecipare alla diretta fino ad altre 3 persone.

    Si tratta di una modalità che mira a preservare una dimensione più intima dell’utilizzo degli strumenti. In questo modo, si evita di esporsi a situazioni che potrebbero risultare di difficile gestione, optando per una dimensione più ristrette. E, quindi, più gestibile.

    Da un pubblico vasto ad uno più ristretto. E sicuro

    Sapete, attivare una diretta significa parlare, potenzialmente, con un pubblico molto ampio e questa modalità funziona quando effettivamente si affrontano temi per un pubblico più vasto.

    Ma alle volte si può sentire il bisogno di usare lo strumento per una situazione più ristretta. Ad esempio, pensando ai più giovani, un piccolo gruppo di studio; o ancora un piccolo gruppo di lavoro che discute di alcune questioni. O, ancora, semplicemente delle chiacchiere in video con pochi amici.

    Instagram, le live disponibili anche per amici più stretti - franz russo

    Instagram spinge sempre di più verso dimensioni più ristrette. E questa strategia è confermata dal potenziamento dello strumento dei messaggi privati, i DM, della possibilità di condividere le stories con un ristretto gruppo di amici. Così come è possibile condividere contenuti sottraendoli alla condivisione sul classico feed aperto a tutti e indirizzandoli verso pochi amici.

    Instagram, e i social media, più vicini agli utenti

    Insomma. Le piattaforme digitali come Instagram stanno cercando di avvicinarsi sempre di più alle esigenze degli utenti, spesso sono quelli più giovani, che chiedono situazioni più protette e sono meno interessati a parlare e a guardare a pubblici vasti.

    Si è alla ricerca di spazi sempre più ristretti, condivisi con amici, mettendosi al riparo dei giudizi, affrettati e spesso pericolosi, di gente sconosciuta. E questo è sicuramente un bene.

    Non sono sicuro che questa modalità verrà scelta effettivamente. Di possibilità come queste ne è pieno il panorama delle piattaforme digitali, offrendo anche opzioni migliori.

    Di certo, va registrato comunque questa tendenza.

     

  • Innovazione sostenibile, l’impegno di Elmec Informatica

    Innovazione sostenibile, l’impegno di Elmec Informatica

    Elmec Informatica si impegna per la sostenibilità con iniziative innovative per dipendenti e ambiente. Dai servizi di benessere alla riduzione delle emissioni, l’azienda punta a un futuro più verde e responsabile nel settore IT.

    Elmec Informatica ha recentemente evidenziato il suo impegno per ridurre l’impatto ambientale e sociale attraverso una serie di iniziative innovative. Durante la Settimana della Sostenibilità, l’azienda ha promosso diverse attività focalizzate sulla salute e il benessere dei dipendenti, inclusi servizi di visite mediche, corsi di formazione e spazi per la socializzazione.

    Nuovi servizi e iniziative per i dipendenti

    L’azienda ha annunciato una serie di nuovi servizi destinati alla comunità dei propri dipendenti. Tra queste iniziative vi sono visite mediche periodiche, programmi di formazione continua e la creazione di aree destinate alla socializzazione e al benessere. Queste azioni mirano a migliorare la qualità della vita lavorativa e a favorire un ambiente di lavoro più sano e produttivo.

    Riduzione di emissioni: Progetto Road to 20

    Elmec ha lanciato il Progetto Road to 20, volto a ottimizzare il consumo di carburante delle auto aziendali e a ridurre le emissioni di CO2. Questo progetto rappresenta un passo significativo verso la riduzione dell’impatto ambientale dell’azienda, promuovendo al contempo una cultura della sostenibilità tra i dipendenti.

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    Economia Circolare: Progetto Greta

    L’azienda supporta i principi dell’economia circolare attraverso varie iniziative, tra cui il riciclo delle capsule di caffè, Progetto Greta. Questo processo consente uno smaltimento più rapido e sostenibile, riducendo l’impatto ambientale delle capsule consumate quotidianamente dai dipendenti e ne promuove il riciclo.

    Oltre a questo, Elmec ha creato un frutteto e un orto aziendale, che non solo riducono gli sprechi ma contribuiscono anche a creare un ambiente di lavoro più verde e sostenibile. I prodotti del frutteto e dell’orto vengono utilizzati nelle mense aziendali, promuovendo l’autosufficienza e l’alimentazione sana.

    Elmec e il Bilancio di Sostenibilità

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    Elmec ha presentato il proprio Bilancio di Sostenibilità, un documento che delinea le azioni e i progetti implementati per raggiungere obiettivi ESG (Environmental, Social, and Governance). Questo bilancio rappresenta un impegno concreto dell’azienda a promuovere la sostenibilità in tutte le sue operazioni, garantendo trasparenza e responsabilità. Tra gli obiettivi principali, Elmec punta a ridurre le emissioni di CO2 del 30% entro il 2025 e a raggiungere il 100% di utilizzo di energie rinnovabili.

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    In conclusione

    Attraverso queste iniziative, Elmec Informatica dimostra il proprio impegno per un futuro più sostenibile, sia a livello ambientale che sociale. L’azienda continua a lavorare per migliorare la qualità della vita dei propri dipendenti e per ridurre il proprio impatto ambientale, confermandosi un leader nell’innovazione sostenibile.

     

  • Threads finalmente rilascia le API aperte a tutti

    Threads finalmente rilascia le API aperte a tutti

    Threads di Meta rilascia le API, aprendo nuove possibilità per sviluppatori e puntando a diventare una vera alternativa a X (Twitter). Anche se la strada è ancora lunga.

    Threads, l’app di Meta nata dall’idea di presentarsi come vera alternativa a ciò che fu Twitter, continua il suo percorso di crescita.

    Sebbene non si conoscano nel dettaglio il numero di utenti approdati dall’UE (dopo il lancio del dicembre dello scorso anno), possiamo comunque rilevare che il numero di utenti a livello globale si aggiri intorno ai 150 milioni.

    Statista aggiunge anche che gli utenti giornalieri sarebbero circa 13 milioni. Alcuni potrebbero pensare che siano ancora numeri molto piccoli. Ma intanto la piattaforma regge.

    Di recente è stata anche migliorata la versione desktop dell’app che ricorda molto Tweetdeck. E non è un caso che la ricordi.

    threads api tutti franz russo

    Threads e il rilascio delle API

    Detto questo, spieghiamo perché si torna a parlare di Threads in queste ore.

    Per il semplice fatto che, finalmente, e dopo una fase di test ristretta, Threads ha rilasciato le API (Application Programming Interface) e saranno disponibili per tutti entro la fine di questo mese.

    Le persone ora possono pubblicare post tramite l’API, recuperare i propri contenuti e sfruttare le nostre capacità di gestione delle risposte per impostare controlli di risposta e citazione, recuperare risposte ai propri post, nascondere, mostrare o rispondere a risposte specifiche“. Sono le parole di Jesse Chen che spiega cosa significa questo rilascio.

    Inoltre Chen chiarisce che la richiesta di maggiori dettagli sui post da parte degli utenti sviluppatori è quella più richiesta.

    Threads e le API, cosa si potrà fare

    La piattaforma consentirà agli sviluppatori, tramite API, di creare le proprie app per pubblicare immagini, video, testo o post carosello personalizzati, analizzare le metriche delle prestazioni, accedere ai follower dati demografici e automatizzare gli strumenti di risposta sui thread.

    Tutte attività che un tempo completavano l’utilizzo di Twitter.

    Meta ha fornito documentazione agli sviluppatori e anche un esempio open source.

    E dunque, dopo i primi accenni dei mesi scorsi e l’avvio del test ad ottobre 2023, Threads rilascia questo importante tassello che potrebbe aiutare a rendere più esteso e interessante l’uso dell’app.

    Threads, le API e il Fediverso

    Da non disdegnare anche l’utilizzo, in questa ottica, della versione dell’app per il Fediverso. Attraverso le API si potrebbe accedere ai post tramite client Mastodon e condividere contenuti sui server di Mastodon. Applicazione pratica che è ancora lontana dall’essere ottimale, ma è comunque un segnale.

    Insomma, Threads si avvia a fare sul serio, in attesa che l’integrazione con il Fediverso sia sempre più concreto.

    Threads e la vera concorrenza con X (Twitter)

    C’è ancora molta strada da fare, e non è una frase fatta. Threads è ancora lontana dall’affermarsi come vera alternativa a Twitter.

    E questo si scontra un po’ con X. Nel senso che fino a quando la piattaforma cavalcherà la vecchia natura della piattaforma, e fino a quando gli utenti la useranno ancora, per Threads sarà sempre più difficile.

    Da quello che sembra, Musk vuole ancora approfittare del fatto che molti utenti usano X come se fosse Twitter. E questo, comunque sia, non potrà durare per sempre.

    E forse, ma forse, a quel punto Threads si troverà a fare i conti con la realtà.

     

  • Intelligenza artificiale e marketing: il ruolo dei big data

    Intelligenza artificiale e marketing: il ruolo dei big data

    L’IA rivoluziona il marketing con efficienza e un livello di personalizzazione sempre più elevato. Assistenti vocali e big data ormai influenzano i consumatori, ma emergono questioni etiche. Le competenze soft saranno cruciali nel futuro.

    “La vendita per corrispondenza mette gli uomini alla prova, eliminando ogni tipo di supposizione ed evidenziando ogni errore. […] Così si impara che o la pubblicità viene fatta su base scientifica o non si avrà nessuna possibilità di successo”.

    Con queste parole Claude C. Hopkins, nel 1923, copywriter e convinto esponente dell’hard sell, presentava in “Scientific advertising” la propria visione dell’advertising.

    Da allora la relazione tra persone e marchi ha mutato pelle diverse volte.

    Dalla Televisione all’Intelligenza Artificiale

    L’avvento della televisione, la nascita dei primi personal computer fino all’avvento di Internet e la sua successiva adozione in mobilità, sono solo alcuni dei passaggi che hanno provocato i cambiamenti epocali degli ultimi decenni.

    In questo quadro si articola la riflessione con Francesco Turriani di Ingigni che interseca storia, dati ed approfondimenti scientifici che guardano ai trend di domani.

    Il 30 novembre 2022, con la pubblicazione di ChatGPT, il chatbot basato su intelligenza artificiale di OpenAI, è avvenuto un altro passaggio storico, un game changer negli equilibri della società.

    il tempo impiegato dalle statup più famose per raggiungere il milione di utenti

    In 5 giorni ChatGPT ha raggiunto i 1 milione di utenti (fonte dati e immagine) e si stima abbia raggiunto oltre 630 milioni di visitatori il mese scorso. In un paio d’anni si sono moltiplicate le Intelligenze artificiali (o IA) declinate in vari settori.

    Non abbiamo fatto in tempo a familiarizzare con testi più o meno ben fatti che siamo stati sorpresi da immagini sempre più realistiche. Oggi le immagini prendono vita ed è sempre più naturale che vengano accompagnate da musiche nate da dei prompt. Tutto evolve, molto velocemente.

    Il marketing, più rapidamente di altre realtà, sta sviluppando un rapporto simbiotico con l’intelligenza artificiale, coniugando la propria maturità con l’innovazione offerta dall’IA.

    Il risultato è fatto da mediazioni algoritmiche che migliorano le performance, avvicinano ancora di più azienda e cliente di cui addirittura prevedono i comportamenti grazie ai big data. 

    L’impatto dell’IA nel marketing digitale

    Hopkins diceva: “Non siamo perfettamente in grado di predire con certezza quanto un articolo sarà popolare, perché è difficile misurare le antipatie umane, le preferenze e i pregiudizi ma sappiamo invece con certezza come venderlo nel modo più efficace.”

    Anche questa barriera è caduta grazie a IA che automatizzano e personalizzano l’esperienza di acquisto degli utenti in modi prima inimmaginabili. Brand come Amazon sono pionieri nei consigli di acquisto personalizzati e nei prezzi dinamici assistiti aggiornati, grazie all’intelligenza artificiale.

    Grazie all’IA, i brand offrono raccomandazioni d’acquisto su misura, migliorano la navigazione del cliente e ottimizzano la gestione dell’inventario. Questi strumenti aumentano l’efficienza, migliorano la soddisfazione del cliente e se ne assicurano la fedeltà grazie alla comprensione delle preferenze.

    Secondo Statista, i ricavi del mercato globale derivanti dall’utilizzo dell’intelligenza artificiale nel marketing raggiungeranno i 36 miliardi di dollari nel 2024. 

    ai big data marketing franz russo

    Le tecnologie AI che avvicinano i brand ai consumatori

    Una ricerca focalizzata sull’impatto dell’IA sui comportamenti d’acquisto online degli utenti si sofferma su 5 punti che restano fondamentali nel rapporto tra intelligenza artificiale e marketing.

    Assistenti vocali

    Sfruttano l’apprendimento automatico per valutare e decodificare la voce e il linguaggio parlato. Ad esempio, i clienti possono effettuare acquisti handsfree utilizzando comandi vocali tramite assistenti virtuali come Google Assistant, Amazon Alexa e Siri. Il 40% degli italiani ne fa uso.

    Virtual Try On

    Integra nel reale elementi virtuali e permette di vedere il risultato prima di disporre del prodotto. Durante lo shopping online su Amazon, ad esempio, si può vedere in un’anteprima come un certo modello di scarpa starà ai piedi della persona grazie alla fotocamera del proprio smartphone.

    Cognitive robots

    Questi robot utilizzano tecnologie di linguaggio naturale per operazioni senza intervento umano. Un esempio è Robee, il robot umanoide made in Italy con addestramento rinforzato, capace di operare in ambienti ostili, di eseguire lavori pesanti in fabbrica ma anche in ambito sanitario.

    Sistema di raccomandazione

    Questi sistemi utilizzano algoritmi che analizzano la cronologia di navigazione dell’e-commerce e ne tracciano i comportamenti al fine di comprendere quali categorie di prodotti suggerire ai clienti. Amazon raccomanda prodotti basandosi anche sulla cronologia di ricerca degli utenti.

    Test processing technology

    Si tratta di una tecnologia di linguaggio naturale che include chatbot e sentiment analysis, utilizzata per analizzare il linguaggio o testi scritti. Per esempio, la compagnia Sephora usa strumenti di elaborazione di dati per valutare recensioni, opinioni e feedback dei prodotti.

    La capacità dell’intelligenza artificiale di analizzare grandi set di dati in tempo reale migliora la distribuzione dei contenuti permettendo al marketing di identificare, esaminare, anticipare ed interpretare correttamente i dati degli utenti. Questa capacità dota i marketer di nuovi strumenti per coinvolgere i clienti in attività che ne aumentano la soddisfazione e li incentivano agli acquisti.

    Ambiti di utilizzo dell’IA nella promozione

    Non solo il marketing digitale. La pervasività dell’intelligenza artificiale è sempre più tangibile nelle sue ramificate capacità espressive. Qui ne riportiamo alcuni tra i più apprezzabili esempi.

    Dalle banche per rilevare frodi

    L’IA permette alle banche di monitorare le transazioni in tempo reale, identificando comportamenti sospetti e potenziali frodi. Con il machine learning, realtà come American Express riescono a intercettare comportamenti fraudolenti aumentando la sicurezza e la customer loyalty.

    Dalle piattaforme di streaming

    Si stima che circa il 75% di ciò che gli utenti guardano su Netflix è influenzato dai consigli della piattaforma, cosa che evidenzia l’impatto dell’intelligenza artificiale e dei big data sulla customer experience e che si traduce in un maggior tempo di permanenza sulla piattaforma.

    Per videosorveglianza

    L’intelligenza artificiale rende le telecamere strumenti capaci di dedurre da comportamenti anomali possibili azioni pericolose, di tenere sotto controllo i comportamenti e rilevare fonti di rischio. Questo aumenta la sicurezza e rende più efficiente e reattiva la gestione delle emergenze.

    Velocizzare i processi di selezione

    Le soluzioni IA in HR analizzano CV e dati dei candidati per abbinare le qualifiche alle posizioni aperte, riducendo il tempo di reclutamento e migliorando l’accuratezza nella selezione dei candidati. Già nel 2019, Unilever dichiarò di aver risparmiato grazie all’IA 100.000 ore di interviste analizzando le espressioni facciali, il linguaggio del corpo e la scelta delle parole dei candidati.

    Customer care

    Chatbot intelligenti, basati su IA, gestiscono richieste e domande dei clienti 24/7, migliorando l’esperienza dell’utente con risposte immediate e personalizzate, e alleggerendo il carico di lavoro del personale di supporto. Xbox sta testando un nuovo chatbot connesso ai documenti di supporto di casa Microsoft per migliorare l’esperienza di gioco dei propri utenti.

    Nell’automotive

    L’IA rivoluziona l’automotive con la guida autonoma, analizza in tempo reale i dati di fonti esterne, sensori e telecamere e prende decisioni che migliorino la sicurezza e riducono gli incidenti.

    Nella ricerca

    Nel 2020, i ricercatori del MIT hanno annunciato la scoperta del primo antibiotico grazie all’intelligenza artificiale. Su un database di 61.000 molecole fornite dagli scienziati, l’IA è stata in grado di fornire una soluzione atossica e diversa da altri antibiotici già in commercio. Un successo storico la scoperta dell’halicina in onore di Hal 9000, dal film 2001: odissea nello spazio.

    Impatto dell’AI sui consumatori: stato attuale e prospettive

    Non siamo più soli. La presenza della tecnologia digitale fa parte degli spazi fisici in cui viviamo. Ciò contribuisce a modificare la nostra percezione di orizzonte personale e sociale, definendo prospettive diverse e non sempre rassicuranti. Gli spazi sono sempre più ibridi.

    Grazie ad Internet ed agli smartphone, mondo fisico e mondo digitale coesistono. Trascorriamo quasi 6 ore ogni giorno connessi alla rete, 3 delle quali attraverso i nostri smartphone.

    una smart city stilizzata

    Non siamo programmati per eseguire operazioni in multitasking però il progresso tecnologico viaggia a velocità crescente. Viviamo nella right now economy, starle dietro non è facile.

    Ciò induce le persone in uno stato che Johann Hari definisce wired, soffermandosi sull’ambivalenza del termine: da una parte l’essere connesso alla rete, dall’altra l’iperattività cerebrale.

    A fronte di una minore attenzione, frammentata com’è da stimoli esterni come notifiche, email e memo, viene in soccorso il digital marketing che gioca un ruolo decisivo nell’individuare soluzioni soddisfacenti capaci di anticipare, semplificare ed accompagnare l’utente verso la conversione.

    Qui l’etica assume un ruolo rilevante. Siamo accompagnati da stimoli informativi che continueranno ad aumentare grazie all’adozione sempre più capillare di sistemi basati su IA.

    Andrea Saletti, con un suo post su Instagram, ha recentemente portato all’attenzione la questione del “paradosso della scelta”. Quando la persona ha poche informazioni, poco tempo o non sa esattamente che cosa vuole preferisce avere poche scelte. In altre situazioni, invece, avere più scelte è funzionale e garantisce una customer experience migliore.

    Tra gli aspetti che, grazie all’IA, impattano positivamente sull’esperienza troviamo le raccomandazioni personalizzate, le ricerche per immagini, i risultati di ricerche più rilevanti basati sulle singole esigenze e chatbot capaci di assistere 24 ore su 24 durante la navigazione o il completamento di un’operazione. Come la finalizzazione di un acquisto in un ecommerce. 

    La sicurezza: una partita importante

    Nonostante i benefici evidenti, l’impiego dell’IA nel marketing e nell’e-commerce solleva anche questioni di sicurezza e privacy. I pro di questa tecnologia includono l’efficienza operativa e l’aumento delle vendite grazie a raccomandazioni personalizzate e processi decisionali automatizzati. Tuttavia, questi vantaggi si accompagnano a dei contro significativi:

    • Privacy: l’accumulo e l’analisi di enormi quantità di dati personali possono causare violazioni della privacy, se i dati non sono adeguatamente protetti.
    • Sicurezza: sistemi di intelligenza artificiale mal configurati o vulnerabili possono essere sfruttati per fini maligni e poco limpidi, come attacchi informatici mirati.
    • Bias algoritmici: se non monitorati, gli algoritmi possono perpetuare o amplificare pregiudizi. Portando a decisioni ingiuste e discriminatorie. Il 29 marzo 2024 Facebook interrompe la Via Crucis di Radio Maria motivando: “sembra che tu abbia condiviso o inviato immagini di nudo o atti sessuali”. Sicuramente il Crocifisso non era d’accordo.
    • Prezzi squilibrati: brand che adottano un pricing dinamico basato su IA possono incorrere nel rischio di presentare prezzi sballati basati sulla cronologia di prodotti già visualizzati.
    • Recensioni false: la leva della riprova sociale gioca un ruolo nei processi decisionali degli utenti. Esistono sistemi basati su IA per verificare l’autenticità delle recensioni. Peccato che a volte l’AI crei confusione creando grossi problemi (com/review/fakespot).

    Immaginare gli strumenti, non prevedere come usarli

    Non è difficile prevedere che in futuro la dimensione MarTech svolgerà un ruolo ancora più significativo, per certi versi facilitando la nostra vita e offrendo vantaggi significativi in contesti professionali, aziendali e privati; per altri versi ponendo questioni fondamentali su come evolverà il mercato del lavoro, su quali opportunità e alternative potranno esserci agli impieghi tradizionali.

    Durante il 14esimo forum tenutosi a Shangai, nel giugno 2023, il premio Nobel Pissarides ha affermato che le numerose iscrizioni a corsi di laurea STEM (Science, Technology, Engineering e Mathematics) produrranno molti laureati senza prospettive. E le soft skills avranno più valore.

    Quindi, saranno protagoniste della trasformazione digitale le abilità personali come creatività, empatia, affabilità che conteranno più delle hard skills, i titoli di studio. È pur sempre un’opinione con la quale non tutti sono d’accordo. Infatti viene da chiedersi: è meglio un ingegnere che sa fare calcoli e progetti ma è scorbutico, oppure un tipo simpatico che però rimanda tutto all’IA per cominciare a costruire un ponte? La verità, probabilmente, come sempre sta nel mezzo.

    Se il lavoro e la sua organizzazione vivono un momento di transizione, non sono questioni di poco conto nemmeno le mutazioni nei rapporti interpersonali, la crescente incertezza nella percezione della realtà, quanto l’IA peserà sullo sviluppo delle capacità conoscitive ed emotive degli individui.

    Le informazioni nello spazio digitale subiscono una commoditizzazione, divenendo facilmente reperibili senza transitare nello spazio pubblico bensì da dimensione privata a dimensione privata.

    Mantenere uno spirito critico senza pregiudizi verso l’ingresso delle tecnologie è il modo migliore per comprendere la mutazione della società, del lavoro e delle giornate sempre più onlife.

     

  • OpenAI potrebbe diventare una società a scopo di lucro

    OpenAI potrebbe diventare una società a scopo di lucro

    Secondo The Information, Sam Altman avrebbe informato alcuni azionisti riguardo al futuro di OpenAI Inc. OpenAI, inizialmente non profit, sta considerando un modello di business a scopo di lucro, seguendo le orme di competitor come Anthropic e xAI.

    Forse non tutti sanno che OpenAI è stata fondata nel 2015 come un’associazione senza scopo di lucro, un dettaglio significativo che ha definito la sua natura unica.

    Questo è stato un aspetto centrale della sua missione iniziale, che si focalizzava sullo sviluppo di un’intelligenza artificiale (IA) amichevole e sulla distribuzione dei benefici dell’IA in modo ampio e inclusivo.

    OpenAI e la nuova struttura

    Attualmente, la struttura organizzativa di OpenAI riflette i cambiamenti apportati nel 2019. In quell’anno, OpenAI ha adottato un modello ibrido creando OpenAI LP, una “capped-profit” company (con un limite massimo ai profitti che un investitore può ottenere dal proprio investimento), per attrarre maggiori investimenti e risorse necessarie a competere con altre grandi aziende tecnologiche e avanzare nella ricerca sull’IA.

    Parallelamente, OpenAI Inc., la parte non profit dell’organizzazione, mantiene una quota di controllo su OpenAI LP, garantendo che la direzione dell’organizzazione rimanga allineata con i principi e la missione originali.

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    OpenAI e la possibile transizione

    Secondo le notizie riportate da The Information, Sam Altman avrebbe informato alcuni azionisti che la società potrebbe passare a un modello di business a scopo di lucro, eliminando il controllo dell’attuale consiglio di amministrazione no-profit, vale a dire OpenAI Inc.

    Questa transizione seguirebbe le orme di diretti competitor come Anthropic e xAI, adottando una struttura che consentirebbe a OpenAI di perseguire profitti pur rimanendo impegnata a garantire benefici sociali più ampi.

    Il ruolo di Microsoft e il futuro di OpenAI

    Sempre secondo The Information, un modello più orientato al profitto sarebbe gradito a Microsoft, attualmente il maggiore investitore in OpenAI.

    Sam Altman non ha negato che ci siano discussioni in tal senso, ma ha anche affermato che alla fine il consiglio potrebbe optare per un’altra strada, senza specificare quale.

    Era comunque nell’aria che si arrivasse a una decisione del genere, prima o poi. Questo passaggio, non da poco, potrebbe determinare il futuro di OpenAI.

  • Il Deplatforming come barriera alla disinformazione

    Il Deplatforming come barriera alla disinformazione

    Un nuovo studio su Twitter, pubblicato su Nature, mostra che il deplatforming dopo i fatti di Capitol Hill ha ridotto drasticamente la diffusione di disinformazione.

    L’attacco a Capitol Hill del 6 gennaio 2021 ha scosso il mondo. Un evento di cui si parla ancora oggi, per la sua imprevedibilità e per il ruolo che i social media hanno giocato in quell’occasione. Un evento che ha messo in luce il pericoloso potere della disinformazione diffusa proprio attraverso i social media.

    In risposta a quegli eventi, molte piattaforme intrapresero azioni senza precedenti per rimuovere account associati a queste attività. Lo stesso account di Donald Trump venne sospeso da Twitter. E anche dalle piattaforme di Meta.

    Capitol Hill, Trump e i social media

    Torniamo a parlare di questo argomento non solo perché Donald Trump è di nuovo candidato alla presidenza degli Stati Uniti e ha recentemente subito una condanna penale, ma anche perché un recente studio ha evidenziato come il deplatforming può essere una barriera solida alla diffusione di disinformazione.

    Il rischio di una situazione simile a quella di Capitol Hill nel caso in cui Trump non fosse più candidabile ha riacceso il dibattito.

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    Uno studio pubblicato su Nature ha esaminato l’impatto delle azioni di deplatforming, in particolare su Twitter, e ha analizzato le conseguenze sulla diffusione della disinformazione. L’obiettivo principale dello studio era valutare l’efficacia della pratica di deplatforming nel tentativo di ridurre la diffusione della disinformazione.

    Lo studio pubblicato su Nature sul deplatforming

    I ricercatori, guidati dal professor David Lazer, docente di scienze politiche e informatica alla Northeastern University di Boston, si sono concentrati su Twitter, una delle piattaforme più colpite da questa problematica, analizzando i dati prima e dopo la rimozione degli account.

    Gli autori hanno utilizzato un approccio quantitativo per raccogliere e analizzare i dati, esaminando il volume e la portata della disinformazione su Twitter in due periodi distinti: prima e dopo il deplatforming.

    Le metriche analizzate includevano il numero di tweet contenenti disinformazione, il livello di interazione con questi tweet e la velocità con cui si diffondevano.

    Lo studio ha preso in esame un campione di circa 500.000 utenti di Twitter attivi al momento delle rilevazioni, concentrandosi in particolare su 44.734 di questi utenti che avevano condiviso almeno un link a un sito web incluso nelle liste di fonti di notizie false o a bassa credibilità.

    Tra questi utenti, quelli che seguivano account messi al bando dalla eliminazione di QAnon erano meno propensi a condividere tali link dopo la deplatforming rispetto a quelli che non seguivano tali account.

    I risultati dello studio

    Questi i risultati più significativi dello studio:

    • Riduzione del volume di disinformazione: dopo la rimozione di circa 70.000 account legati al movimento radicale di destra QAnon, il numero di tweet contenenti disinformazione è diminuito drasticamente. Questo suggerisce che gli account rimossi erano tra i principali diffusori di tali contenuti.
    • Calo delle interazioni: anche le interazioni con i contenuti che contenevano disinformazione sono diminuite, indicando una minore esposizione del pubblico a questo tipo di messaggi.
    • Effetto spillover: non solo la disinformazione è diminuita tra gli utenti direttamente colpiti dal deplatforming, ma anche tra gli altri utenti di Twitter, provocando un effetto a catena sulla riduzione della disinformazione.
    • Durata dell’effetto: nel tempo, la presenza complessiva di disinformazione su Twitter è continuata a diminuire, mostrando un effetto duraturo del deplatforming.

    I risultati dello studio evidenziano quindi l’importanza delle politiche di moderazione delle piattaforme social.


    Cos’è il Deplatforming

    Deplatforming è il termine utilizzato per descrivere la rimozione o il ban di un individuo o di un gruppo da una piattaforma di social media o da un servizio online. Questo viene fatto generalmente per impedire a queste persone di diffondere disinformazione, incitare all’odio, promuovere violenza o violare altre linee guida della piattaforma.

    Una delle principali critiche al deplatforming riguarda la libertà di espressione. Alcuni che sostengono che bandire account possa limitare il dibattito pubblico e la diversità di opinioni.

    Rispetto poi all’efficacia della pratica, alcuni sostengono che sul lungo periodo gli utenti trovano nuovi modi per aggirare i ban o spostano la loro attività su altre piattaforme.

    DEPLATFORMING franz russo 2024


    La pratica del deplatforming, sebbene controversa, si è dimostrata un metodo efficace per contenere la disinformazione e proteggere l’integrità dei contenuti e delle informazioni condivise.

    Deplatforming e libertà di espressione

    Questo pone una domanda cruciale su come le piattaforme possano bilanciare la libertà di espressione con la necessità di prevenire la diffusione di disinformazione che possono avere conseguenze gravi.

    Kevin M. Esterling, professore di scienze politiche e politiche pubbliche presso l’Università della California a Riverside e coautore dello studio, ha sottolineato che l’effetto spillover ha ridotto la circolazione della disinformazione su tutta la piattaforma.

    David Lazer ha aggiunto che i risultati dello studio rimangono validi anche se si escludono gli effetti della sospensione dell’account di Donald Trump.

    Un nuovo Capitol Hill oggi?

    Ma se oggi si verificasse un evento simile a quello di Capitol Hill, come si comporterebbero le piattaforme? Come si comporterebbe X di Elon Musk?

    Da quando Elon Musk è diventato il proprietario della piattaforma, molti account precedentemente banditi sono stati riabilitati. Inclusi quelli di Donald Trump e Alex Jones.

    Oggi la piattaforma è molto diversa e implementa una policy molto diversa da Twitter. Una pratica di deplatforming come quella del passato sarebbe quasi irripetibile. La disinformazione su X è aumentata, il team di sicurezza precedente è stato smantellato e quasi tutto viene demandato alle “Note della Collettività“.

    Inoltre, non sarebbe più possibile effettuare una ricerca simile a quella di cui stiamo parlando, almeno non nelle stesse modalità.

    X non fornisce più accesso gratuito alla sua interfaccia di programmazione delle applicazioni (API), rendendo l’accesso ai dati molto costoso.

    La ricerca, pur con i suoi diversi limiti, è molto interessante. Fornisce una evidenza del fatto che la rimozione di account dediti alla condivisione di notizie false può significativamente ridurre la diffusione della disinformazione.

    Alla luce di questi dati sarebbe opportuno sviluppare una riflessione più profonda rispetto alle responsabilità delle piattaforme digitali. Riflessione che riguardi anche la loro forza nel proteggere gli utenti dal proliferare di contenuti con informazioni fuorvianti e dannose.

  • Il down della IA generativa e i problemi energetici e infrastrutturali

    Il down della IA generativa e i problemi energetici e infrastrutturali

    Il grande disservizio della IA Generativa a livello globale mette al centro alcune considerazioni. Intanto, la IA sta per cambiare radicalmente Internet. Ma i problemi energetici e infrastrutturali ci sono, e si vedono.

    Nel momento in cui si registra il primo grande black-out dell’intelligenza artificiale generativa, forse è utile fare qualche breve considerazione.

    Intanto, dopo una breve ripartenza ChatGPT di OpenAI è tornato di nuovo fuori servizio (down). Adesso, accedendo, viene visualizzata una pagina vuota. Oppure, in alcuni momenti compare la pagine che avverte che ChatGPT ha raggiunto la sua capacità massima.

    In realtà, il problema sembra essere più grande di quello che sembra.

    Questo perché nello stesso tempo altri servizi di IA Generativa sono stati fuori servizio. Come Perplexity AI e Claude di Anthropic. Entrambi si sono poi risolti.

    Anche Gemini di Google ha subito un momento fuori servizio, seppur breve.

    Ai generativa problemi energia disservizi franz russo 2024

    Vista la situazione insolita, e del tutto inedita, è possibile che la causa sia più infrastrutturale. Le richieste aumentano vertiginosamente e l’attuale struttura rischia di non essere più adeguata.

    Ma oggi si sono registrati anche problemi che hanno riguardato Internet più in generale.

    Il tema è quindi affrontare, con consapevolezza, cha stiamo andando incontro ad una nuova era e ci stiamo andando a velocità spedita.

    Si tratta dell’era all’insegna della IA che cambierà radicalmente Internet.

    chatgpt down 2024 franzrusso

    Ma per fare in modo che tutto questo abbia senso dobbiamo mettere al centro il tema infrastrutturale e il tema energetico. Due temi che vanno di pari passo.

    La corsa alla costruzione di nuovi data center è partita, ovunque. Così come la corsa ai chip per fare in modo che i servizi di IA, generativa e non, siano sempre più preformanti.

    Ma serve adeguarsi nel migliore dei modi.

    Quando si parla di ChatGPT, di Claude, di IA generativa, bisogna sempre entrare nella logica che stiamo parlando di servizi che richiedono energia in quantità enormi. Più sono intelligenti e più richiedono energia.

    Si stima che ad oggi questi servizi riescono ad assorbile circa il 4% del fabbisogno energetico degli Usa. Ma c’è che prefigura che questo possa salire addirittura al 25% entro i prossimi 5 anni.

    AI generativa down

    Per fare un esempio. L’Agenzia Internazionale per l’Energia ha dichiarato che una richiesta a ChatGPT richiede in media 2,9 wattora di elettricità. Equivalenti all’accensione di una lampadina da 60 watt per poco meno di tre minuti. Vale a dire quasi 10 volte superiore alla ricerca media di Google.

    Sempre l’Agenzia afferma che la domanda di energia da parte del settore della IA dovrebbe crescerà di almeno 10 volte tra il 2023 e il 2026.

    Ecco. Tutto questo pone una domanda seria. Dove prendiamo tutta questa energia per alimentare questi servizi?

    E poi, siamo davvero pronti a vedere una nuova Internet nell’era della IA?

    Queste sono solo alcune domande che attendono risposta. Infatti ci vorrà tempo.

    Ma intanto voi che ne pensate?

  • X tra Like privati e nuove regole per i contenuti per adulti

    X tra Like privati e nuove regole per i contenuti per adulti

    Le trasformazioni su X, quella che prima era Twitter, continuano. Presto i Like saranno privati per tutti gli utenti; al momento lo sono solo per gli utenti Premium. E, in tutto questo, cambiano le regole rispetto alla condivisione di contenuti pornografici.

    Le trasformazioni della piattaforma che una volta si chiamava Twitter, e oggi si chiama X, proseguono ormai senza sosta. Questa di cui stiamo per parlare si presta a più di una considerazione. Di base, si tratta di una funzionalità che interessa in maniera diretta il nuovo proprietario Elon Musk. E questo è un dato, neanche tanto celato.

    Iniziamo col dire che si tratta di una funzionalità che è già presente tra le opzioni per gli utenti abbonati Premium. E che presto sarà disponibile per tutti.

    Si tratta della possibilità di rendere i “Like” privati, quindi non più visibili.

    X e i like privati

    Parliamo di quei contenuti a cui spesso mettiamo “Like” e che possono, in alcuni casi, essere lontani da ciò che ci interessa abitualmente, al punto da suscitare perplessità e critiche, anche feroci.

    A dare conferma di questa nuova modifica è l’ingegnere di X, Haofei, in un post: “Sì, stiamo rendendo i ‘Mi piace’ privati.

    I ‘Mi piace’ pubblici stanno incentivando un comportamento sbagliato. Ad esempio, molte persone si sentono scoraggiate dal mettere ‘like’ a contenuti che potrebbero essere ‘taglienti’ per paura di ritorsioni da parte dei troll o per proteggere la propria immagine pubblica.

    Presto potrai mettere ‘Like’ senza preoccuparti di chi potrebbe vederlo. Ti ricordiamo inoltre che più post ti piacciono, migliore sarà il tuo algoritmo ‘Per te’.

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    Per X la privacy è al centro di tutto

    Quindi questa modifica è parte di un’operazione di X che mette al centro la privacy degli utenti, garantendo la sicurezza di potersi muovere sulla piattaforma senza dover subire ritorsioni, che possono derivare dai contenuti apprezzati.

    Di questa modifica si è parlato dopo che era stata scoperta sull’app iOS. E presto sarà disponibile per tutti gli utenti, quindi non solo per gli utenti abbonati.

    Cosa comporta rendere i Like privati

    Nel tentativo di chiarire meglio cosa comporterà questa modifica, sull’argomento è intervenuto anche Enrique Barragan, ingegnere di X, il quale ha chiarito che:

    • si potrà vedere a chi sono piaciuti i propri post;
    • si potrà vedere il numero di “Like” per tutti i post/risposte/commenti;
    • non si vedranno le persone a cui è piaciuto il post di qualcun altro;
    • scomparirà la scheda “Mi piace” degli altri sul loro profilo.

    La sezione “Mi piace” sul proprio profilo ci sarà ancora, ma in alto apparirà una scritta: “I tuoi Mi piace sono privati. Solo tu puoi vederli”. Quindi, come ricordato prima, non sarà più visibile la sezione “Mi piace” all’interno dei profili altrui.

    Sono tantissimi i casi in cui i “Like” hanno destato stupore e perplessità.

    X e alcuni casi di “Mi piace” ad insaputa

    Negli USA, a questo proposito, si ricorda il caso del senatore Ted Cruz che mise “Mi piace” su un video pornografico. In quel caso, il senatore disse che era stato uno dei suoi collaboratori.

    Anche Samuel L. Jackson fu sorpreso ad apprezzare video pornografici. Ammi poi tutti una volta che i suoi follower lo avvertirono che i suoi “Like” erano pubblici.

    E anche lo stesso Musk è stato “sorpreso”. Infatti, il proprietario di X nel 2022 mise “like” a un tweet (allora si potevano chiamare ancora così) ostinatamente transfobico.

    Ora, chiunque si è trovato, in molte situazioni, nella condizione di limitare una sua azione rispetto a un contenuto. Sarà capitato almeno una volta, anche solo per evitare di accendere polemiche o discussioni che, purtroppo, spesso finiscono per aumentare le distanze.

    Ma se davvero qualcuno ha bisogno di sentirsi al riparo con una funzionalità del genere, allora, forse, X non è la piattaforma giusta. O, comunque, non è questo il modo di usare questi strumenti.

    Un’altra considerazione da fare è che questa funzionalità rischia di invalidare lo stesso utilizzo della piattaforma.

    X, i Like e le conseguenze sull’algoritmo

    Non dobbiamo mai dimenticare che l’algoritmo enfatizza anche i contenuti sui quali mettiamo il nostro “like”. Di conseguenza, la sezione “Per te” presenterà contenuti che ci piacciono man mano che aumenta la nostra reazione verso quel tipo di contenuti.

    Se si è alla ricerca di un modo per mettersi al riparo e sentirsi liberi di mettere “like” su contenuti che possono intaccare anche la vostra reputazione, sappiate che poi tutta la vostra timeline sarà piena proprio di quei contenuti.

    Questo per mettere le cose in chiaro.

    X, nuove regole per la condivisione di contenuti pornografici

    E a proposito di questo tema, c’è da rilevare che da poco X permette di pubblicare contenuti per adulti, a “condizione che siano adeguatamente etichettati e non visualizzati in maniera chiara”.

    Secondo le nuove regole di X, gli utenti potranno creare e distribuire materiale relativo a temi sessuali purché sia prodotto e distribuito consensualmente.

    Secondo X, è contenuto per adulti:

    qualsiasi materiale prodotto e distribuito consensualmente che raffigura nudità o comportamenti sessuali di adulti che siano pornografici o destinati a provocare eccitazione sessuale. Ciò vale anche per contenuti generati dall’intelligenza artificiale, fotografici o animati come cartoni animati, hentai o anime. Gli esempi includono raffigurazioni di:

    nudità totale o parziale, compresi primi piani di genitali, glutei o seni;
    comportamento sessuale esplicito o implicito o atti simulati come rapporti sessuali e altri atti sessuali“.

    Tutto questo nonostante le crescenti preoccupazioni riguardo al proliferare di contenuti pornografici sulla piattaforma.

    Contenuti per adulti destinati ad aumentare

    Secondo Reuters, nel 2022 i contenuti a sfondo sessuale sulla piattaforma rappresentavano il 22%. Adesso la percentuale è sicuramente più alta. E, di fronte alle nuove regole, c’è da attendersi che crescerà ancora.

    Ricorderete tutti quando, ad ottobre 2023, l’Australia multò X per non aver fornito informazioni sui contenuti pedopornografici. Più o meno in quello stesso periodo, l’India notificò a diversi social media, incluso X, di rimuovere materiale pedopornografico dalle loro piattaforme.

    Ah, bei tempi quelli in cui al posto del cuore c’era la stella e “stellinare” era sinonimo di segnalibro. Un modo per dire “me lo segno per leggerlo più avanti”. Quello era il vero valore di quell’azione.

    Dimenticavo, il prossimo passaggio è quello di mandare in soffitta i conteggi delle interazioni.

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