Categoria: News

In questa categoria si trovano articoli che parlano di comunicazione, condivisione, social media, social network. Insomma, tutto ciò che riguarda il web 2.0 e di come si sta evolvendo

  • WhatsApp, 300 milioni di utenti attivi e una sfida davanti

    WhatsApp, 300 milioni di utenti attivi e una sfida davanti

    WhatsApp ieri ha rilasciato una novità interessante, ossia la possibilità di poter usare e inviare attraverso l’app anche i messaggi vocali. Una funzione però che altri competitors già mettono a disposizione. Ma sarà in grado WhatsApp, con 300 milioni di utenti attivi e ancora un grosso vantaggio, di vincere la sfida nel mondo della messaggistica?

    WhatsApp è fino ad ora l’app di messaggistica più conosciuta e usata. E la notizia di ieri ha fatto molto parlare proprio per il fatto che sono già molti gli utenti attivi che usano questa app per inviare messaggi. Il rilascio della nuova funzione, ieri infatti è stata di certo una delle notizie più interessanti e seguite, ossia della possibilità di poter inviare da oggi anche i messaggi vocali, in effetti non è proprio una novità nel settore. Già altri competitors mettono a disposizione dei loro utenti funzioni molto più ricche di quanto invece offra WhatsApp.

    Dicevamo prima dei 300 milioni di utenti attivi, un record assoluto nel mondo della messaggistica. E a questo risultato WhatsApp vi è giunta con una rapidità sorprendente. E lo dimostra bene il grafico realizzato da Statista, dove si vede che nel giro di 4 mesi, gli utenti sono passati da 200 a 300 milioni. E i numeri che vengono generati da questi utenti sono davvero enormi:

    Whatsapp_300 milioni utenti attivi

    • 11 miliardi sono i messaggi inviati al giorno dall’applicazione;
    • 20 miliardi sono i messaggi ricevuti al giorno, il dato è così elevato per il fatto che spesso i messaggi vengono inviati a utenti multipli;
    • 325 milioni sono le immagini caricate ogni giorno, pensate che su Instagram sono “solo” 45 milioni!

    Sapete che WhatsApp da qualche mese è a pagamento, 0,89 €/c, dopo il primo anno gratis e quindi questa fino ad ora è l’unica forma di guadagno che in effetti non genera grossi fatturati. A differenza di quello che fanno i diretti competitors, ossia LINE, WeChat e Kakao Talk in particolare che hanno realizzato una vera e propria piattaforma dalla quale offrire non solo la possibilità di messaggi, ma anche di offrire giochi e altre funzionalità (es. gli stickers) pagando anche piccole cifre e offrendo anche pubblicità, WhatsApp invece fonda il suo core-business solo sulla messaggistica. E a vedere i numeri che abbiamo prima elencato, sembra che questa strada possa essere quella giusta. Ma basterà a contenere l’agguerrita concorrenza asiatica?

    Guardate questo grafico in basso realizzato da Onavo, specializzata nell’offrire insights su mobile app per tutte le piattaforme, esso mette in evidenza quanto in effetti WhatsApp abbia un grosso vantaggio competitivo anche su FB Messenger, oltre che sui diretti competitor asiatici. Ma bisogna dire che proprio questi ultimi stanno cominciando ad arrivare anche da noi in Europa e non è errato pensare che presto i numeri che vediamo nel grafico non possano invece aumentare, se non nel breve, almeno nel lungo periodo. I dati che vedete nel grafico si basano solo su iPhone, ma i dati, riferiti a giugno 2013, sono comunque interessanti in quanto ci danno la dimensione chiara anche per quel che riguarda il nostro paese.

    Global-Messaging-Report-1

    Guardate i dati relativi all’Italia. Sono il 93% gli utenti attivi al mese che usano WhatsApp, mentre sono il 33% quelli che usano Facebook Messenger. Solo il 3% usa LINE. Mentre potete osservare una situazione completamente a numeri ribaltati nei paesi asiatici. Prendiamo ad esempio la Korea, qui solo il 3% usa WhatsApp, mentre il 95% usa Kakao Talk. Hong Kong invece è l’unico paese dove sono presenti numeri più equilibrati su tutte le app, nonostante ci sia il 96% che usi WhatsApp.

    Di fronte a questi numeri e a questi dati, WhatsApp ha molto da temere in fatto di concorrenza e sarà interessante vedere come l’affronterà. Rimarra focalizzata sulla messaggistica o cercherà di virare nell’offrire servizi da piattaforma? Vedremo.

    Certo è da tenere sotto osservazione anche Facebook Messenger, in quanto se è vero che sono 800 milioni gli utenti mensili sul mobile e se è vero che il 40% degli introiti di Facebook nei recenti dati finanziari provenga proprio dal mobile, è lecito pensare che anche la messaggistica possa essere un terreno interessante su cui investire.

  • Facebook, ecco cosa cambia con il nuovo News Feed

    Facebook, ecco cosa cambia con il nuovo News Feed

    Come già sicuramente saprete, Facebook nella serata italiana di ieri ha rilasciato una nuova versione del News Feed. Una novità importante in quanto ridefinisce il nuovo algoritmo. Adesso viene data più rilevanza ai contenuti più condivisi e non necessariamente i più recenti. Obiettivo è aumentare sempre di più l’engagement con gli utenti

    Certo che a Menlo Park, quartier generale di Facebook non stanno con le mani in mano, neanche ad agosto. E continuano a lavorare nell’obiettivo, abbastanza evidente, di migliorare l’esperienza degli utenti all’interno di quello che è il più grande social network della rete. Così, dopo gli hashtag, dopo gli Embedded Posts, ecco un’altra grande novità, ossia le modifiche al News Feed. Ieri durante una conferenza stampa sono state presentate le nuove caratteristiche che verranno adottate dal News Feed, ridefinendo l’algoritmo che sta alla base, quello che tutti noi abbiamo imparato a conoscere nel tempo col nome di Edge Rank.

    Ma vediamo quali sono queste caratteristiche.

    Story Bumping

    I tecnici di Facebook valutano visibili per ogni utente una media di 1.500 posts, provenienti da pagine, amici, brand che si seguono e questi venivano resi visibili secondo un principio che metti in evidenza i post più recenti. Fino ad ora, quindi, i post nel news feed ci vengono mostrati in base a quella che è il nostro rapporto amicale con gli utenti e in base alla freschezza del contenuto stesso. Con lo Story Bumping invece le storie meno fresche, anche quelle che l’utente non ha avuto modo di vedere perchè offline, se continuano a ricevere interazioni, quindi like, commenti, verranno mostrate alla cima del nostro news feed. Il grafico che vedete, mostrato sul blog ufficial di Facebook che ha illustrato le novità, lo mostra in maniera abbastanza evidente.

    facebook news feed

    Ovviamente l’obiettivo è quello di migliorare l’esperienza degli utenti su Facebook e quindi aumentare il grado di coinvolgimento, l’engagement, degli stessi. Di recente si è parlato più volte di un calo di engagement sui contenuti di Facebook, bene lo Story Bumping mira ad coinvolgere ancora di più gli utenti e a mostrare posts che evidentemente sono interessanti per gli utenti, secono un principio diverso questa volta, orientato più a premiare le condivisioni.

    Quindi il nuovo algoritmo tiene conto di:

    • quante volte interagiamo con un amico, una pagina o un personaggio pubblico;
    • quante condivisioni, like, commenti ottiene il post, considerando in particolare quelle dei nostri amici;
    • quante volte in passato si è interagito con quel tipo di contenuto;
    • se qualcuno ha segnalato o nascosto quel contenuto.

    Sulla base di questi nuovi principi, in fase di testing si è notato che:

    • è aumentato del 5% il numero di likes, commenti e condivisioni per quanto riguarda i contenuto postati da amici;
    • è aumentato dell’8% il numero di condivisioni, likes e commenti sulle pagine;
    • è aumentato il numero di storie lette, dal 57% al 70%.

    Last Actor

    Con questa nuova caratteristica verranno prese in considerazione le ultime 50 condivisioni e interazioni più recenti. Obiettivo è quello di mettere in evidenza contenuti provenienti dall’utente, actor, con cui ci si è relazionati maggiormente di recente. E’ chiaro che per chi è per i brand il desiderio è quello di essere in quelle 50 per essere. In fase di test si è visto un miglioramento non proprio eclatante, si è passati dall’1% al 2%, ma Facebook vuole comunque dare il via a questa nuova modalità.

    Chronological Ordering

    Questa nuova modalità per ora è stata solo annunciata e rimane ancora da applicare. Se adesso provassimo ad aggiornare i vari status su Facebook per raccontare la diretta tv di un programma o una partita di calcio questi verrebbero pubblicati senza seguire un ordine cronologico. Con Chronological Ordering, invece sarà possibile pubblicare posts e vederli apparire, in riferimento ad un dato evento, in ordine cronologico, appunto.

    facebook chronological-by-actor

    Queste nuove ridefinizioni dell’algoritmo non riguarderanno i contenuti pubblicitari, per i quali Facebook adotta altri strumenti, ma come già detto saranno molto utili al fine di aumentare l’esperienza su Facebook e l’engagement degli utenti.

    Allora che ne pensate di queste nuove caratteristiche?

     

  • Social Media, aumentano gli utenti oltre i 65 anni

    Social Media, aumentano gli utenti oltre i 65 anni

    I Social Media ormai vedono crescere sempre di più il numero di utenti e il recente studio di Pew Research Center sull’utenza americana lo conferma. Ma il dato che attira l’attenzione è che gli utenti adulti, quindi quelli oltre i 18 anni, sono, a maggio 2013, il 72%. Erano il 67% a dicembre 2012. E cresce anche l’utilizzo di Twitter del 18%, sempre tra gli adulti

    I Social Media, nonostante qualche momento di stallo o anche di calo, come visto in alcuni casi, continuano a crescere. E i dati che vengono fuori dal recente studio del Pew Reasearch Center, autorevole istituto di analisi e ricerca americano, lo confermano. Ma quello che davvero attira l’attenzione di tutti è che questa crescita è trainata da utenti più adulti, ossia over 60. Per chi segue questi argomenti forse questo non costituisce una grande novità, è da tempo infatti che si parla di una crescente presenza sui social media di categorie di utenti che hanno un’età superiore ai 60-65 anni e anche oltre. Per quanto questi dati possano riferirsi agli Usa, sappiamo bene che un andamento in questo senso è riscontrabile anche in altri paesi europei, Italia inclusa.

    Ma restiamo sulla ricerca del Pew Reaserch Center.

    social media utenti adulti pew research

    L’indagine è stata effettuata tra il 17 aprile e il 19 maggio 2013 e ha riguardato un campione di 2.252 utenti con un’età compresa tra i 18 anni e oltre. L’utilizzo totale a maggio 2013 è cresciuto tra gli adulti del 72% (nel 2005 8%), era al 67% a dicembre 2012. Ma in quel periodo venne registrato un calo, giustificato dal fatto che una parte degli utenti non frequentavano più i social network per mancanza di tempo o di interesse. E vedete nel grafico che a guidare di più questo aumento sono le fasce più adulte, quelle over 65. Infatti la crescita è triplicata dal 2009, quando la presenza era al 13%, a maggio 2013, quando è al 43%. E poi, 6 su 10 tra gli utenti 50-64 anni usano i Social Media.

    Insomma, nonostante le fasce più giovani siano i più presenti e grandi utilizzatori, vi è invece un dato crescente in maniera evidente tra quelle fasce di età dove forse meno ci si aspetterebbe, solo in teoria, un dato così evidente. I Social Media sono davvero per tutti, indistintamente. Coinvolgono giovani e meno giovani, anzi i meno giovani sono più attratti proprio per il fatto che costituisce davvero una grossa novità, rispetto invece a quanto può sembrare per i millennials che vivono i social media con molta più naturalezza.

    twitter utenti adulti pew research

    Il dato che Pew Research Center ha riscontrato nell’uso dei Social Media in generale, lo ritroviamo anche guardando Twitter. Notiamo quindi che l’uso di Twitter tra gli adulti a maggio 2013 è del 18%, era del 7% nel 2010. Di un punto percentuale in meno alla media, quindi del 17% è il dato riscontrato tra la fascia d’età 30-49 anni. Mentre la fascia d’età 18-29 anni è quella più presente al 30%. cresce l’uso di Twitter anche tra gli over 65, è al 5% in crescita dal dicembre 2012.

    (l’immagine di copertina è di Sergey Nivens su fotolia.com
     
  • Estate & Vacanze. Aumenta l’accesso ai siti di viaggi da Mobile

    Estate & Vacanze. Aumenta l’accesso ai siti di viaggi da Mobile

    Estate & Vacanze, binomio indissolubile e noi italiani lo sappiamo bene. Da bravo popolo di viaggiatori, ci siamo adeguati alle nuove tecnologie e infatti in Italia cresce del 37% l’accesso a siti di viaggi via mobile, rispetto al 2012. 6 volte di più di quanto invece avviene via PC. comScore registra che i siti più consultati a Giugno 2013 da PC sono stati Tripadvisor, gruppo Priceline.com (Booking.com, Kayak) e Ferrovie dello Stato

    Estate & Vacanze, due parole che in questo periodo dell’anno tutti amano, nessuno escluso. E noi italiani ci distinguiamo per essere un popolo di viaggiatori anche durante la bella stagione, nonostante il grande caldo di questi giorni. Se poi alla passione per i viaggi uniamo anche quella per il Mobile in generale, allora il cerchio si chiude.

    Già, scherzi a parte, le due cose trovano conferma dai dati che diffonde oggi comScore rilevando che in Italia, durante i mesi estivi, l’accesso da Mobile ai siti web di viaggi in un anno è cresciuto del 37%. A giugno 2013 erano 4,5 milioni gli utenti italiani che dai propri dispositivi mobili consultavano siti di viaggi per programmare le proprie vacanze estive.

    estate viaggi comscore mobile

    L’accesso da mobile è cresciuto 6 volte tanto rispetto a quello da PC che comunque fa registrare un dato positivo, essendo cresciuto l’accesso a siti di viaggi da desktop del 6% in un anno e gli utenti sono stati oltre 12 milioni.

    Rapportare i numeri tra accesso via PC e via Mobile è evidente che il divario è ancora molto alto, a favore dell’accesso via PC, ma ci premeva riportare l’indagine di comScore per testimoniare ancora una volta quanto il Mobile nel nostro paese stia crescendo, a ritmi sempre più elevati. E il futuro non sarà tanto diverso.

    I siti maggiormente consultati via PC, a Giugno 2013, sono stati TripAdvisor, i siti del gruppo Priceline.com come Booking.com, Kayak, Rentalcars.com, e il sito delle Ferrovie dello Stato.

    E voi vi ritrovate in questi dati? Anche voi avete consultato i vostri siti di viaggi preferiti per programmare la vostra vacanza? raccontateci la vostra esperienza.

  • Ecco come la Rete ha parlato della Sentenza Mediaset e di Berlusconi

    Ecco come la Rete ha parlato della Sentenza Mediaset e di Berlusconi

    Anche sulla Rete si è vissuta la lunga attesa prima della lettura della “Sentenza Mediaset” dal Palazzo di Giustizia di Roma sede della Cassazione che ha condannato definitivamente Silvio Berlusconi a 4 anni di reclusione. Un momento storico, comunque la si pensi. Al momento della lettura della sentenza su Twitter si è toccato il picco di 1.183 tweets al minuto (TPM), secondo Blogmeter

    Come spesso facciamo in questi casi, ci siamo interessati a seguire come e quanto la Rete ha conversato, soprattutto nella giornata di ieri, della Sentenza Mediaset che ha riguardato Silvio Berlusconi. L’attenzione è stata davvero tanta e la Rete è stata sicuramente il luogo dove tanti hanno fatto sentire la loro voce e hanno espresso la loro opinione. Per dare un quadro più completo e chiaro possibile, ci affidiamo all’indagine più ad ampio raggio che ha realizzato Blogmeter e anche di un focus più specifico su Twitter. Intanto Blogmeter ha rilevato che, per quanto riguarda proprio Twitter, il picco più alto di tweets si è toccato proprio al momento della lettura della sentenza, ossia 1.183 tweets al minuto (TPM).

    BM_Sentenza Mediaset

    I tweets totali, sempre rilevati da Blogmeter, nella sola giornata di ieri sono stati 140.000 da 50 mila accounts. Su Facebook i commenti pubblici sono stati oltre 30 mila. Il momento della visione del videomessaggio che Berlusconi ha registrato per parlare al suo elettorato, riproponendo la nascita di Forza Italia, su Twitter, ha fatto risalire il picco di tweets fino a 450 tweets al minuto (TPM).

    Le conversazioni che Blogmeter ha rilevato si sono sviluppate per la maggior parte attorno all’hashtag #sentenzamediaset (usato circa 66 mila volte) e al nome Berlusconi (55 mila volte). Inoltre da Polismeter, la piattaforma di Blogmeter che tiene traccia di tutte le menzioni e delle conversazioni che riguardano i politici, nella sola giornata di ieri Berlusconi, il politico più citato ovviamente, ha fatto registrare 111.089 web mentions. Su Facebook il post della trascrizione del video è quello che nella giornata ha fatto registrare il più alto coinvolgimento con quasi 30 mila like e oltre 6 mila condivisioni.

    All’analisi di Blogmeter, affianchiamo quella che noi abbiamo effettuato con la piattaforma Keyhole, riguardante solo le conversazioni su Twitter. Premettendo che la nostra rilevazioni ha riguardato solo la giornata di ieri, anzi solo una frazione della giornata di ieri. Però allo stato, i dati rilevati si scostano poco rispetto a quelli di Blogmeter, certamente più completi.

    La nostra rilevazione è iniziata dalle ore 13 e il totale dei tweets registrati fino all’1 di questa notte è stata di 83.871 tweets con il picco più alto toccato alle 19 con 19.581 tweets, lo vedete bene nel grafico, seguito poi da quello delle 20 con 17.574 tweets.

    grafico-timeline-sentenza mediaset

    Gli hashtag che abbiamo monitorato sono stati #sentenzamediaset (60,06% delle conversazioni); #berlusconi (32,6%) e #cassazione (6,8%).

    share-of-voice-sentenza mediaset

    Mentre gli uomini sono stati di poco più numerosi delle donne a twittare: 53% contro il 47%.

    demographics-sentenza mediaset

    Infine, dalla nostra rilevazione, si è twittato molto da dispositivi mobili (62,3%); il 37,7% dei tweets è stato registrato da desktop.

    top-sources-sentenza mediaset

    E ora vediamo quelli che sono stati i top tweets della giornata.

    Tra quelli che hanno ottenuto il maggior numero di condivisioni vi è stato anche il tweet di Beppe Grillo, anche lui ieri molto citato e molto twittato:

    Mentre tra quelli che noi abbiamo individuato specificatamente con hashtag #sentenzamediaset, #berlusconi, #cassazione rileviamo il tweet di David Di Tivoli:

    Segue poi quello di @lddio:


    Poi quello di Matteo Grandi:

    E poi ancora Beppe Grillo:

    Infine, per curiosità, volevamo segnalarvi il tweet della CNN in lingua spagnola che rilancia la notizia subito dopo la lettura della sentenza:

    (immagine di copertina ©Ansa)
     
     
  • E su Facebook arrivano anche gli Embedded Posts. Ma non è una novità

    E su Facebook arrivano anche gli Embedded Posts. Ma non è una novità

    Facebook continua a rilasciare nuove opzioni per arricchire quello che è in maniera indiscussa il social network più frequentato del Web. E la grossa novità (mica tanto) rilasciata ieri riguarda gli Embedded Posts, ossia la possibilità di condividere un contenuto da Facebook verso il proprio sito o il proprio blog. E’ molto simile a quello che già permette Twitter

    Facebook ormai è ormai orientato a cercare di rendere l’esperienza di navigazione e di uso del più grande social network del Web sempre più coinvolgente e interessante. Ed è per questo che negli ultimi mesi sta rilasciando sempre più spesso grosse novità. Come quella rilasciata appunto ieri, ma quando qui da noi era già sera, che riguarda gli Embedded Posts, ossia la possibilità di poter condividere un contenuto direttamente sul proprio sito o sul proprio blog. Questa opzione per ora è possibile con le immagini, con i video, con gli hashtag. In sostanza, se vogliamo dirla proprio tutta, è quello che Twitter permette già da tempo, due anni e mezzo per la precisione, e lo notate sotto ad ogni tweet con la possibilità di poterlo riportare all’interno del proprio blog o sito.

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    facebook-embedded-posts

    La possibilità di poter embeddare il contenuto è visibile una volta che si clicca su “See more” e quindi riportarlo dove si desidera. E solo i post che sono “pubblici” possono essere embeddati.

    Quindi, se ad esempio si vuole seguire l’evento del momento, si può cliccare sull’hashtag ad esso associato da Facebook e seguire l’evento e poi decidere quale embeddare.

    Al momento questa possibilità però non è accessibile a tutti, in questa fase iniziale è solo per Mashable, CNN, People, Huffington Post e The Bleacher Report. Facebook afferma che presto gli Embedded Posts saranno disponibili per un pubblico più ampio.

    Ora, per fare una veloce considerazione, verrebbe spontaneo pensare che Facebook sta ormai emulando sempre di più Twitter al fine di rendere il proprio social network più appetibile. Infatti dopo l’introduzione degli hashtag, una caratteristica distintiva di Twitter, Facebook ricorre ad un’altra opzione “già vista” e “già usata”.

    Insomma, nulla di nuovo sotto il cielo dei social network se non un continuo riproporre vecchie idee in salsa nuova.

    E voi che ne pensate? Avete anche voi la sensazione che le idee scarseggiano ed è tanto meglio guardare e riprendere quello che il vicino?

    [divider]

    UPDATE

    Vogliamo darvi questo aggiornamento perchè si era detto all’inizio che la possibilità di poter embeddare i post su Facebook non è per tutti. Ma grazie all’ingegno di IQUII Social and Mobile factory, ossia la società fondata da Fabio Lalli e Mirko Lalli, questo è già possibile.

    In pratica se andate su questo link, http://lab.iquii.com/facebook-embedded-posts/, avete la possibilità già da subito di embeddare i vostri contenti da Facebook. Accedete al link, vi loggate con il vostro account di Facebook e il gioco è fatto!

     

     (l’immagine in copertina è di Artistan da fotolia)
     
  • Ecco CheWiFi!, l’app per l’Open Data del wifi in Italia

    Ecco CheWiFi!, l’app per l’Open Data del wifi in Italia

    Ecco finalmente “CheWiFi” l’applicazione che svela tutti gli hotspot wifi disseminati lungo il nostro stivale. L’applicazione, disponibile per Android e presto per iPhone, Windows Phone e Blackberry, nasce dall’iniziativa di “CheFuturo!” e di “CheBanca!” e rappresenta ad oggi il primo tentativo di realizzare un database completo del wifi in Italia. Grazie alla partecipazione di tantissime persone, sono stati mappati 10,139 hotspots di cui il 60% al Nord, il 28% al Centro e 12% Sud e Isole

    E’ arrivata finalmente “CheWifi!“,  l’App di “CheFuturo!” studiata per offrire un servizio a chi si connette in mobilità e per creare una mappa aggiornata degli hotspot in tutta Italia. Fortemente voluta da “CheFuturo! – il lunario dell’innovazione” e da “CheBanca!“, editore di CheFuturo! e banca retail del Gruppo Mediobanca, la nuova app contiene l’elenco degli hotspot disponibili più vicini a chi si connette.

    Grazie alla collaborazione di tutti coloro che hanno partecipato nella segnalazione, oltre 24 mila, dei vari hotspots wifi sul territorio italiano, sono stati quindi mappati ben 10,139 mila hotspots. L’App fornisce così lo stato del wifi in Italia con due obiettivi:

    • fornire un servizio essenziale a chi usa l’applicazione in mobilità;
    • creare una mappa aggiornata del wifi nel nostro paese. 

    Tutti possono ancora partecipare attivamente alla creazione della mappa del wifi che va sviluppandosi man mano. E come si può fare? Basta segnalare i punti hotspot conosciuti attraverso la pagina Facebook di CheFuturo!, su Twitter inviando un tweet con hashtag #chewifi, oppure proponendosi come uno dei 50 beta tester per provare in anteprima l’applicazione, iscrivendosi al programma di beta, attraverso Facebook o Twitter.

    Sarà un database aperto a tutti – dichiara Riccardo Luna, direttore di CheFuturo! – Riteniamo che questa sia la modalità giusta per consentire a chiunque di creare una app,  se lo vorrà, con i dati che raccoglieremo, perché anche questo serve a far crescere l’ecosistema dell’innovazione: le app civiche sono servizi, creano mercati, producono valore e diffondono cultura.” 

    Un esempio su tutti? La rete wireless di Firenze, che mette insieme Comune e Università di Firenze, è una tra le più estese a livello nazionale ed europeo ed è destinata a svilupparsi ulteriormente nei prossimi mesi. O l’esempio di Milano dove è attiva OpenWifiMilano, rete wireless outdoor gratuita del Comune di Milano che permette di navigare all’aperto con qualsiasi dispositivo Wi-Fi nelle aree coperte dal servizio e che conta al momento circa 500 punti hotspot, numero in crescita.

    Come dicevamo all’inizio, l’app è già disponibile per i dispositivi Android e scaricabile da Google Play, seguendo questo link, ed sarà presto disponibile per iPhone, Windows Phone e Blackberry. Per quel che riguarda l’app per iPhone è già testabile per tutti coloro che si registrano sulla pagine di CheFuturo!

    chewifi-BolognaNoi l’abbiamo e scaricata e lo screenshot che vi mostriamo è relativo alla città da cui scriviamo, Bologna. “CheWifi!” vi fornisce, una volta individuata la vostra posizione in automatico, tutti gli hotspots mappati nella vostra zona e quindi vi permette di poter cercare il punto dal quale connettervi senza problemi.

    In basso trovate l’infografica che raccoglie tutti i dati che sono venuti fuori dalle segnalazioni, ricordiamo oltre 24 mila. E notate che il 60% degli hotspots wifi è localizzato al Nord, il 28% al Centro e il 12% al Sud e nelle Isole.

    La città con più punti wifi è Roma con il 14,1% degli hotspots, seguita a ruota da Milano (13,7%) e fin qui era abbastanza normale attendersi le grandi metropoli tra le posizioni alte. Ma poi arrivano le prime sorprese, infatti subito dietro Milano si piazza Trento (8,6%). Poi segue Firenze (4,8%). La prima città del Sud che incontriamo scorrendo la classifica è Napoli (1,2%).

    Gli hotspots localizzati sul tutto lo stivale sono stati, su 24.212 segnalazioni, appunto 10,139 di cui il 66% gratuiti e il 34% a pagamento.

    La Lombardia (20%) è la regione italiana con più hotspots localizzati, segue poi il Lazio (16,1%), poi Emilia Romagna e il Trentino Alto Adige (11,6%).

    Molti i comuni e le regioni che hanno aderito a CheWifi!: Firenze e Milano in primis ma anche Prato, il Friuli Venezia Giulia, il Trentino, le Marche, Napoli solo per citarne alcuni.

    Infografica-CheWifi

  • Ecco cosa accade sul Web e sui Social Media ogni 60 secondi

    Ecco cosa accade sul Web e sui Social Media ogni 60 secondi

    Vi siete mai chiesti cosa succede sul Web e sui Social Media ogni 60 secondi? Nonostante possa sembrare un tempo esiguo, in un minuto vengono creati, caricati e condivisi una enorme mole di dati. Ad esempio, ogni 60 secondi vengono effettuale ben 2 milioni di ricerche su Google oppure vengono caricati su Facebook ben 350 Gb di dati

    Non è la prima volta che vi mostriamo cosa accade sul Web e sui Social Media. Ormai quasi un anno e mezzo fa ne avevamo trattato a proposito dell’infografica realizzata da Social Jumpstart e già in quell’occasione si rimase molto impressionati. Ma quella che vi mostriamo oggi è quello che succede ad oggi, nel 2013, ed è stata realizzata da Qmee, riportando tutto quello che in un minuto avviene sul Web e sui Social Media appunto. In questi dati ci sono quindi tutte le nostre azioni che compiamo, quotidianamente, in un tempo tanto esiguo quanto ricco di dati. Infatti, siamo sicuri che mentre vi accingete a leggere questo post, state parlando su skype con un vostro amico o amica, state mandando un tweet, state attendendo di caricare un video su YouTube, state postando uno status su Facebook, state postando una vostra bella foto al mare su Instagram, state caricando una foto su Tumblr, oppure state registrando il dominio del vostro nuovo progetto web. Insomma, ad elencarle tutte queste azioni vi sembra assurdo che possano accadere in soli 60 secondi, ma se ci pensate bene in effetti è quello che realmente succede. Senza dimenticare che, sempre mentre state per leggere questo post, state effettuando una ricerca su Google. Non è così?

    Ma vediamo adesso tutti i dati che Qmee ha raccolto in questa infografica.

    Ogni 60 secondi sui Web e sui Social Media:

    • vengono effettuate su Google 2 milioni di ricerche;
    • su Facebook vengono caricati 41 mila nuovi posts, 1,8 milioni di likes e ben 350 Gb di dati;
    • su Twitter si registrano 278 mila tweets;
    • su Instagram vengono postate 3.600 nuove foto;
    • su Pinterest ci sono 11 mila utenti attivi;
    • su LinkedIn vengono effettuale 11 mila ricerche professionali;
    • su YouTube vengono caricate 72 ore di video;
    • vengono creati 571 nuovi siti web;
    • vengono creati 347 nuovi blog su WordPress;
    • vengono registrati 70 nuovi domini;
    • vengono inviate ben 204 milioni di email.

    Queste secondo noi le azioni che più ci hanno impressionato, ma lasciamo  a voi il gusto di consultare tutta l’infografica.

    E voi cosa fate in 60 secondi sul Web e sui Social Media? Ce lo volete raccontare?

     

    web-social-media-60-secondi-infografica

  • Ecco lo Stato delle Scommesse Online in Italia [Infografica]

    Ecco lo Stato delle Scommesse Online in Italia [Infografica]

    Betclic.it, uno dei principali operatori di scommesse online in Italia, ha realizzato un’infografica nella quale sono raccolte informazioni interessanti che ci offrono uno spaccato di quello che è lo Stato delle Scommesse Online in Italia. Nel 2012 la spesa complessiva è di 749 milioni di euro per il gioco online, 170 milioni quella delle scommesse online. Gli scommettitori online sono per il 90% uomini; il 42% ha un’età compresa tra i 18-30 anni

    Interessante infografica quella che vi proponiamo oggi e siamo sicuri che interesserà molti di voi. Anche perchè l’argomento è di stretta attualità e soprattutto perchè è la prima volta che vengono diffusi dati di questo tipo relativamente al mondo delle scommesse online.

    Betclic.it, uno degli operatori del settore più conosciuti, ha raccolto dei dati interessanti che ci offrono un reale spaccato di quello che è lo Stato delle Scommesse Online in Italia. Le scommesse online hanno conosciuto nel nostro paese un vero boom, pensate che già cinque anni fa un terzo delle puntate complessive delle scommesse sportive arrivava dal web.

    Allora diamo un’occhiata a questi dati.

    Intanto va sottolineato che il settore delle Scommesse Online nel 2012 ha fatto registrare una spesa complessiva di 749 milioni di euro, di cui 170 milioni di euro è la spesa relativamente alle scommesse sportive online.

    Il Profilo dello Scommettitore online Italiano

    stato-delle-scommesse-online-in-italia-profilo

    Ma vediamo adesso chi è che scommette online. Dalla raccolta dei dati, viene fuori che lo scommettitore italiano è per la maggior parte di sesso maschile (90%), mentre il 10% sono donne. Interessante vedere che per quanto riguarda l’Età dello scommettitore, il 42% ha un’età compresa tra i 18-30 anni, quindi si può dire che la maggior parte sono giovani. Una maggioranza però di poco superiore al profilo che ha una fascia d’età compresa tra 31-45 anni, ossia il 41%. Quindi, da questi dati, sommati tra loro, l’83% degli scommettitori ha un’età compresa tra i 18-45 anni. Un profilo dunque che va dai giovani fino alle persone più mature. Le scommesse online quindi appassionano tanto i giovani, quanto le persone più grandi. Possiamo dire che questo dato è frutto anche di una maggiore dimestichezza col web? Da questi dati parrebbe proprio così.

    Il 15% ha un’età compresa tra 46-60 anni e, infine, il 2% ha un’età superiore ai 60 anni.

    Spesa media per scommessa

    Quant’è la cifra media che lo scommettitore italiano online punta sul web? Ecco, dai dati raccolti dal Betclic.it, a fronte del fatto che come abbiamo detto prima lo scommettitore online medio è di sesso maschile, si scopre che chi scommette di più sono invece le donne. In pratica, le donne scommettono una cifra media pari a 14,53 euro, mentre gli uomini scommettono una cifra media di 13,18 euro.

    Provenienza geografica dello scommettitore online

    stato-delle-scommesse-online -in-italia-provenienza-geografica

    Da questi dati, è interessante vedere non solo chi scommette, ma anche da dove si scommette di più. E vediamo che le percentuali più alte appartengono a due regioni del Nord e del Sud, rispettivamente Lombardia e Campania con una percentuale di scommettitori del 18% per entrambe. Al centro si scommette un po’ meno, ma di poco. Infatti è nel Lazio il 14% degli scommettitori online.

    Interessante conoscere anche città da cui si scommette. E quindi scopriamo che Roma guida la classifica con l’8,65% degli scommettitori italiani online, segue poi Napoli, distaccata di poco, con l’8,2%; poi, più staccata, si piazza Milano con il 5,17% degli scommettitori online e, infine, Torino con il 4,07% degli scommettitori online.

    Gli sport su cui online si scommette di più

    E’ inutile dire che per giro d’affari generato, ma soprattutto per la passione che gli italiani nutrono verso questo sport, quello su cui gli italiani scommettono di più online è il Calcio, per il 64%. Un dato che non desta certamente sorprese.

    Molto distaccati gli altri sport, come il Tennis (22%), Basket (6%), Pallavolo (5%), Hockey (1%), Baseball (0,5%).

    Si scommette di più durante il fine settimana, precisamente il Sabato e la Domenica. La fascia oraria preferita per le scommesse online è tra le 18-21, durante la quale si registra l’8,6% delle scommesse. Le fasce orarie più attive sono quelle comprese tra le 13-19 (52%) e 20-23 (33%).

    Questo un po’ i dati che abbiamo voluto mettere in risalto da questa interessante infografica che ci è stata molto utile per tracciare il profilo di chi scommette online in Italia.

    E voi siete scommettitori? Vi riconoscete in questi dati? Raccontateci la vostra esperienza.

    Betclic-lo-stato-delle-scommesse-sportive-in-italia

  • Audiweb Giugno 2013, aumenta l’accesso al Web da Mobile

    Audiweb Giugno 2013, aumenta l’accesso al Web da Mobile

    Audiweb rilascia i dati relativi agli italiani online nel mese di Giugno 2013. Sono stati 27,4 milioni gli utenti collegati a internet almeno una volta da PC e 13,5 milioni nel giorno medio. Dato da sottolineare è che da dicembre 2012 cresce del 17,5% la disponibilità di accesso da cellulare e dell’80% da tablet

    Audiweb rende disponibili i nuovi risultati della Ricerca di Base sulla diffusione dell’online in Italia, Audiweb Trends, e i dati di audience online del mese di giugno 2013, con la stima della fruizione di internet.

    In base al nuovo aggiornamento dei dati di giugno di Audiweb Trends, il report di sintesi della Ricerca di Base realizzata in collaborazione con Doxa, sono 38 milioni gli italiani che dichiarano di accedere a internet da location fisse (da casa, ufficio o da un luogo di studio) o da mobile, l’81% della popolazione tra gli 11 e i 74 anni.

    Aumenta l’accesso al Web via Mobile

    Audiweb Giugno 2013 -potenziale_individui

    Analizzando nel dettaglio la disponibilità di accesso a internet dai vari device e dalle singole location risulta un’elevata disponibilità da casa attraverso computer (35 milioni di individui tra gli 11 e i 74 anni, pari al 74,7% dei casi) e tassi di crescita significativi per le modalità di accesso a internet dai device mobiliDa dicembre 2012, infatti, si registra una crescita del 17,5% della disponibilità di accesso a internet da cellulare (19 milioni di italiani, pari al 41% della popolazione tra gli 11 e i 74 anni) e dell’80% da tablet (circa 5 milioni di individui, pari al 10% della popolazione considerata).

    Dall’approfondimento sulle attività effettuate da cellulare emerge che tra le attività più citate da chi dichiara di accedere a internet dal cellulare risultano:

    • navigare genericamente su internet (il 69% dei casi);
    • inviare/ricevere e-mail (il 45%);
    • scaricare e utilizzare applicazioni (43%);
    • consultare motori di ricerca (40%);
    • accedere ai social network (39%);
    • consultare il meteo (37%);
    • consultare itinerari e mappe (32%).

    Il 79% di coloro che dichiarano di aver scaricato e utilizzato almeno una volta un’applicazione ha preferito solo applicazioni gratuite (6,5 milioni), mentre il 21% scarica anche applicazioni a pagamento (1,7 milioni di individui). Tra le applicazioni utilizzate negli ultimi 30 giorni sono indicate quelle legate ai giochi (60%), al meteo (50%), le applicazioni che consentono di accedere e chattare sui social network (47%), le mappe, itinerari, informazioni sul traffico (45%), le applicazioni per foto e immagini (41%).

    Sono 27,4 milioni gli italiani online a Giugno 2013

    Audiweb Giugno 2013 audience_giugno2013

    Nel mese di giugno 2013 sono stati 27,4 milioni gli italiani dai 2 anni in su che si sono collegati almeno una volta da computer. Nel giorno medio risultano online 13,5 milioni gli utenti collegati in media per 1 ora e 20 minuti.

    Audiweb Giugno 2013 video_giugno2013

    Per quanto riguarda i dati di sintesi sulla fruizione dei contenuti video online (Audiweb Objects Video), nel mese di giugno si registrano 46,5 milioni di stream views (video fruiti), con 5,7 milioni di utenti che hanno visualizzato almeno un contenuto video online su uno dei siti degli editori iscritti al servizio, con una media di 36 minuti e 19 secondi di tempo speso per persona. Nel giorno medio le stream views sono state 1,5 milioni, con 672 mila utenti che hanno dedicato alla visione dei contenuti video 10 minuti e 17 secondi in media per persona.

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