Categoria: News

In questa categoria si trovano articoli che parlano di comunicazione, condivisione, social media, social network. Insomma, tutto ciò che riguarda il web 2.0 e di come si sta evolvendo

  • Social Tv, i talent show continuano a dominare

    Social Tv, i talent show continuano a dominare

    Ormai da settimane va avanti il dominio dei talent show per quanto riguarda la Social Tv e i dati Audisocial Tv®, l’osservatorio permanente di Reputation Manager, ce lo confermano. Nella settimana 17-23 maggio infatti The Voice è primo su Twitter e Amici è primo su Facebook tra i programmi più seguiti

    Continua il dominio dei talent show per quanto concerne la settimana 17-23 Maggio sulla Social Tv. The Voice e Amici consolidano il loro primato, rispettivamente, su Twitter e su Facebook. Questo secondo quanto rilevato da Audisocial Tv®, l’osservatorio permanente di Reputation Manager che misura le performance dei programmi televisivi sul web.

    Su Twitter “The Voice” (Rai 2) è il più twittato della settimana con il 33,4% dei tweet totali sui programmi monitorati, seguito da “Report” (Rai 3) che registra l’8,5 % dei tweet. Al terzo posto “Piazza Pulita’” (La 7) con il 7,6%, poi “Ballarò” (Rai3) con il 6,8%, “Amici di Maria De Filippi” (Canale 5) e “Servizio Pubblico” (6,2%).

    AudiSocialTv-Twitter-Hashtag-17-23mag-2013-Reputation-Manager

    Su Facebook, “Amici di Maria De Fillipi” (Canale 5) è al primo posto nella classifica Active Fan con 5.664 fan attivi che hanno prodotto 10.084 post e commenti sulla fan page ufficiale del programma. Al secondo posto troviamo “Le Iene” (Italia 1) con 3701 fan attivi e 4.697 post e commenti seguito al terzo posto da “The Voice” (Rai 2) con 1.347 fan attivi e 6.306 post commenti dei fan. Al quarto posto segue “Servizio Pubblico” (La 7) con 2.534 fan attivi e 1.953 commenti e al quinto “Report” (Rai 3) con 1.226 fan attivi e 1.813 commenti.

    AudiSocialTv-Facebook-Active-Fan-17-23mag-2013-Reputation-Manager

    Nella classifica Reaction, che misura il livello di reattività dei fan ai post pubblicati sulla fan page, al primo posto c’è ancora “Amici di Maria De Filippi” (Canale 5) con 244.946 like like, davanti a “Le Iene” (Italia 1) al secondo posto con 111.136  like e “The Voice” (Rai 2) in terza posizione con 32.808 like. “Report” (Rai 3) è al quarto posto con 19.424 like, davanti a “Servizio Pubblico” (La 7) al quinto con 15.887 like e “La prova del cuoco” (Rai 3) al sesto con 12.022 like.

    AudiSocialTv-Facebook-Reaction-17-23mag-2013-Reputation-Manager

    Nella classifica Action, calcolata sul numero di post pubblicati dagli amministratori delle pagine, “The Voice” (Rai 2) questa settimana è il programma più attivo con 115 post della redazione, seguito da “Servizio Pubblico” (La 7) al secondo posto con 103  post e da “Amici di Maria De Filippi” (Canale 5) e Agorà (Rai 3) a parimerito al terzo con 86 post.

    Il post che ha ricevuto il numero più alto di like (34.530), condivisioni (2.254) e commenti (1.888) è sulla fan page de “Le Iene” (Italia 1): “L’onestà paga. Grazie per i tanti messaggi di complimenti e di auguri per la nuova avventura lavorativa di Balal, nella foto con il nostro Angelo DURO e Iaia, la ragazza che gli ha offerto il lavoro dopo aver visto il nostro servizio della settimana scorsa. https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=10151667287905530&id=48166220529

  • Donne Fuori Scena vince il contest #Noviolenza #Donne

    Donne Fuori Scena vince il contest #Noviolenza #Donne

    “#NoViolenza #Donne – Voce ai giovani. Una gara di Idee” il contest organizzato  da AIED Roma e Cocoon Projects  rivolto ai giovani allo scopo di raccogliere idee per combattere la violenza sulle donne ed il femminicidio si è concluso oggi con la vittoria di “Donne Fuori Scena”

    Una settimana fa vi abbiamo segnalato la bella iniziativa “#Noviolenza #Donne – Voce ai giovani. Una gara di Idee“, il contest che rivolgendosi proprio ai giovani li invitava a presentare idee e progetti per contrastare la violenza sulle donne e il femminicidio. Il contest si è concluso oggi a Roma, promosso dall’AIED (Associazione Italiana per l’Educazione Demografica) di Roma e dalla COCOON PROJECTS. Il concorso ha visto coinvolti 140 tra ragazzi e ragazze (119 donne e 21 uomini dai 18 ai 29 anni), e i progetti presentati sono stati 60 provenienti da 33 città italiane. E’ la prima volta che in Italia si sperimenta un contest di questo tipo ed è stata certamente una bella occasione per conoscere il pensiero e le proposte dei giovani su una problematica attualissima e drammatica. Siamo convinti anche noi che questo abbia un vero e proprio significato politico, culturale e sociale, che merita di essere rilevato ed analizzato e siamo convinti che creerà ancora di più sensibilizzazione attorno all’argomento.

    donne fuori scena #noviolenza-#donne

    Da sottolineare il fatto che i progetti presentati sono tutti molto diversi tra loro, ma alcuni aspetti ritornano frequentemente. Infatti, la maggior parte di essi prevede la necessità di creare attività in cui i ragazzi siano coinvolti molto di più, e in cui le scuole abbiano un ruolo centrale. Comune è l’attenzione a non lasciare sola chi ha subìto violenza, ma curarne, invece, l’accompagnamento e la tutela.

    Torna spesso l’importanza di organizzare una più fitta ed efficace rete di supporto e di contrasto da parte di istituzioni, forze dell’ordine, associazioni, centri antiviolenza. Infine, l’aspetto che colpisce, emerso da questo concorso che potrebbe essere assimilabile ad una ricerca, è il rifiuto dei giovani della visione vittima/carnefice, in quanto entrambi considerati parte di una società malata in cui un’educazione sbagliata, falsi valori e il perpetuarsi di vecchi stereotipi portano ai comportamenti ed ai fatti che sono cronaca quotidiana.

    Donne fuori scena” proposto da un team di 3 ragazze romane si è aggiudicato il premio di 10.000 euro, 3.000 euro in contanti e 7.000 euro in servizi di supporto alla definizione e all’avvio dei progetti erogati da COCOON PROJECTS per i tre mesi successivi all’evento.

    E’ un progetto multidisciplinare che parte dai testi delle drammaturghe di cinque diversi continenti” – spiega Valentina Rapetti, team leader di “Donne fuori scena” – “e si sviluppa nelle scuole, nei centri antiviolenza, nelle carceri”.

    Propongono laboratori teatrali e spettacoli itineranti che portano in scena la violenza nelle sue diverse forme, dall’uxoricidio alla violenza domestica e psicologica.

    Siamo molto soddisfatti del lavoro compiuto” – ha affermato il presidente dell’AIED di Roma, Luigi Laratta – perché abbiamo ascoltato la voce dei giovani, quasi sempre assente sui mezzi di comunicazione. Abbiamo così appreso e capito punti di vista differenti, un approccio nuovo alla violenza contro le donne e il femminicidio, di cui occorre senz’altro tener conto per una più completa e moderna visione del problema e di come contrastarlo”.

  • Gli Adolescenti sui Social Media preferiscono Twitter

    Gli Adolescenti sui Social Media preferiscono Twitter

    Adolescenti e Social media, un argomento interessante soprattutto se lo si guarda in relazione al tema della Privacy. Lo studio che Pew Research Center ci offre un quadro chiaro su come i ragazzi tra i 12 e i 17 anni usano i Social Media. E il dato più rilevante è che molti preferiscono Twitter a Facebook

    Quando si parla di Adolescenti e Social Media è fondamentale approcciare all’argomento dal punto di vista della Privacy, vista proprio la giovane età degli utenti che si vuole considerare. E’ vero che i Social Media sono ormai entrati nella vita di tutti i giorni e stiamo parlando di una fascia di età molto più aperta alle nuove tecnologie. Ma il tema della Privacy in questo contesto si fa più forte, allo scopo di proteggere proprio questi giovani utenti. Allora lo studio di Pew Research Center, uno dei più autorevoli istituti di analisi dei fenomeni legati alla rete e non solo, dal titolo “Teens, Social Media, and Privacy“, ci da spunti interessati su cui riflettere e anche dati aggiornati. Su tutti, c’è da rilevare che il sondaggio rileva che molti teen-agers stanno cominciando a preferire Twitter a Facebook. Altro dato interessante è che è vero che gli adolescenti condividono molto di quello che li riguarda, ma cominciano a difendere quella che è la loro reputazione online.

    Come dicevamo, dato rilevante su tutti è questo: il 94% degli adolescenti intervistati dice di avere e di gestire il suo profilo su Facebook, ma, rispetto al 2011 aumenta più del doppio il numero di utenti giovanissimi che usano Twitter, passando dall’12 al 26%. E leggendo gli estratti delle interviste fatte ai giovani si capisce che questa migrazione è motivata dal fatto che su Facebook ci sono troppi adulti e di essere stanchi di leggere delle angosce adolescenziali oppure di leggere cosa l’amico di quell’altro ha mangiato per cena. Insomma, rispetto alle ultime argomentazioni, non hanno tutti i torti, ma questo è un altro discorso.

    teen-agers-social-media

    Sempre rimanendo su Twitter, il 64% dei teen-agers intervistati dice che i loro tweets sono pubblici e che chiunque può leggerli, il 24% dice che i loro tweets sono privati, mentre il 12% sostiene di non essere a conoscenza se i loro tweets sono pubblici o privati.

    Ora a vedere questi dati, sembra che i giovanissimi vogliano si condividere ma provare anche piattaforme che siano in linea con i loro gusti ed esigenze. In questo, in maniera generale, si spiega questa “migrazione” da Facebook verso Twitter, cioè nel tentativo di provare a condividere sperimentando anche canali diversi. Infatti, cresce l’utilizzo tra i giovanissimi di Instagram e Tumblr. Proprio questa piattaforma, di recente acquistata da Yahoo! per la cifra si 1,1 miliardi di dollari, ha il suo punto di forza proprio sugli utenti giovani.

    Ma altro dato interessante che emerge da questo studio è che i giovani cominciano a prendere sempre più coscienza del tema della Privacy. Il 90% degli utenti tra 12-17 anni condivide foto di sè stessi, erano il 79% nel 2006; il 70% rivela la città o il paese in cui vive, erano il 60% nel 2006; il 20% rende pubblico il numero del proprio cellulare, erano il 2% nel 2006. Ma nonostante questi dati, il 60% dei giovani utenti intervistati sostiene di cominciare ad avere più attenzione sulle cose che pubblicano, cancellando o correggendo contenuti. E poco più del 50% dei ragazzi intervistati sostiene di cominciare a cancellare commenti o contenuti poco graditi pubblicati da altri sul proprio profilo.

    Sono dati che certamente ci dimostrano maggiore attenzione verso la Privacy da parte degli utenti giovanissimi e questo può far solo ben sperare. Certo, è difficile propendere per una soluzione che sia coercitiva o di proibizione dell’uso dei Social Media, ormai sono canali che fanno parte della nostra vita quotidiana, ma certamente avere attenzione, soprattutto da parte dei giovanissimi utenti, è sempre una buona norma.

    Allora che ne pensate di questi dati? Commentate e raccontateci la vostra opinione.

    teen-agers-social-media-infografica

  • Vip, Webstar e Aziende: intervista a Stefano Chiarazzo

    Vip, Webstar e Aziende: intervista a Stefano Chiarazzo

    Intervista a Stefano Chiarazzo, @pubblicodelirio, che ha pubblicato di recente pubblicato un libro davvero interessante, “Manuale per Vip Su Twitter. Guida utile e ironica per celebrità e non!”. Dalla lettura del testo e dai cinguettii di Jovanotti, Selvaggia Lucarelli, Vasco Rossi e i Sud Sound System abbiamo evidenziato due aspetti che riguardano l’Ascolto e l’Uso professionale dello strumento. Ma leggiamo tutta l’intervista

    Stefano Chiarazzo, aka @pubblicodelirio su Twitter, voce sagace di pubblicodelirio.com il blog dal quale non fa sconti ai “modus operandi” dei vip nostrani in reteDall’esperienza dell’osservatorio social vip è nato un libro ilManuale per Vip Su Twitter. Guida utile e ironica per celebrità e non!“, un’e-book sarcastico e costruttivo che, osservando le vite digitali degli account cinguettanti di Jovanotti, Selvaggia Lucarelli, Vasco Rossi e i Sud Sound System (tra i più virtuosi), evidenzia in maniera chiara e sintetica, due tra gli aspetti a nostro avviso più importanti della comunicazione in rete:

    • Prima di partire ed in corso d’opera è fondamentale monitorare ciò che il nostro pubblico dice su di noi, sul nostro brand o sul nostro prodotto, nel bene e nel male. L’ascolto è quanto di più vicino al successo di una strategia di comunicazione online. 
    • L’approccio più equilibrato risulta essere quello che mette in relazione l’uso personale di Twitter, come anche di altri strumenti social, con l’uso professionale dello stesso account gestito e/o supportato da uno staff che sia a stretto contatto con l’artista, il personaggio, il brand e/o il prodotto.

    L’esempio di Jovanotti ci è sembrato quello più utile alle aziende italiane che necessitano da un lato, di ampliare la propria presenza in rete aprendosi ad una maggiore comunicazione presso il proprio pubblico, dall’altro di realizzare tale comunicazione in maniera professionale eliminando i timori relativi alla sovraesposizione ed accrescendo strada facendo il know-how aziendale in termini di comunicazione digitale.

    stefano-chiarazzo-manuale-twitter-vip

    Gli esempi sono quindi ciò che da secoli influenza maggiormente l’apprendimento, ben venga allora questo Manuale che possa essere da esempio ai Vip ma, soprattutto, ai tanti titolari d’azienda che con un’approccio “gossipparo” possano trarre le proprie conclusioni divertendosi.

    A tal proposito abbiamo chiesto a Stefano:

    Sul tuo blog si legge che hai iniziato nel 2009 informando su curiosità e fatti bizzarri della società contemporanea, fino poi a trasformare la tua comunicazione in un’osservatorio social sui vip nostrani. Secondo te questa tua curiosità ed attitudine, divenuta ormai un’attività professionale, è in qualche modo interprete di un’evoluzione del gossip in chiave 2.0?

    I social network hanno permesso ai fan e alla stampa un più facile accesso alla vita professionale e personale dei Vip. Proprio per questo sono sempre di più le testate sia online che offline che ospitano rubriche fisse di “gossip 2.0”. Da parte di alcuni giornalisti si è sviluppata una vera e propria ossessione nell’intercettare e rimbalzare in real time con i loro articoli le ultime “dichiarazioni” dagli account ufficiali. Non importa se sia una foto in discoteca o uno scoop da prima pagina, quel che conta è arrivare primi e alleviare la sete di gossip degli italiani. Con il mio Osservatorio Social Vip ho voluto spostare il focus dalla “notizia” allo “strumento”, studiando numeri e comportamenti dei personaggi famosi italiani come fenomeno di costume e comunicazione. Come ho avuto modo di raccontare in modo più ampio nel libro emergono profili vip molto diversi, e a dir poco curiosi!

    Tornando alla tematica di approccio “aziendale” ai social network, quale dei consigli inseriti nel manuale o degli esempi citati ti senti di raccomandare maggiormente alle aziende italiane in questo momento?

    Innanzi tutto pensare seriamente “se” iniziare a comunicare attraverso i social network. Esserci vuol dire stare al passo coi tempi e avvalersi di piattaforme molto potenti per avviare relazioni continuative con i propri pubblici, e proprio per questo richiede adeguati investimenti, costanza e il supporto di un team professionale sia creativo che di PR, interno o esterno che sia. Una volta deciso in modo più che consapevole di imbarcarsi nell’impresa ritengo fondamentale partire con una chiara strategia che permetta di sviluppare contenuti in linea con il posizionamento della marca e, soprattutto, rilevanti per la propria audience potenziale. Bisogna inoltre sin da subito predisporsi umilmente all’ascolto, e aprirsi di conseguenza ad un dialogo costruttivo.

    Nel tuo libro si intravede una sorta di dualismo tra mondi molto simili: quello di chi è famoso fuori dal web e che nel web trova o può trovare ulteriore consacrazione, e quello di chi è un webstar. Per la tua esperienza in fatto di “Vip Behavior” queste webstar possono in qualche modo fare da guida alle “pop star” e non è forse il caso che queste ultime diano qualche “tips&Tricks” alle webstar su, ad esempio, come stare in tv?

    Quello che vedo è un trend diametralmente opposto. Se da un lato i vip faticano a scendere dal piedistallo a cui sono abituati grazie ai media tradizionali, dall’altro bastano 10.000 views di un video o 1.000 share di un blogpost a far dimenticare alle webstar la vocazione democratica della rete (la parola “web-STAR” effettivamente dice tutto). Per questo i comportamenti degli uni e degli altri tendono a convergere negli aspetti più negativi, ad esempio non rispondere o rispondere acidamente a chi ha un numero di follower eccessivamente basso.
    Sicuramente chi deve la propria fama ad un ampio apprezzamento online può insegnare molto ai vip in termini di linguaggio, creazione di contenuto e modalità di interazione. Al contrario, alcuni vip sono maestri di professionalità, e potrebbero aiutare con il loro esempio e esperienza a fare il grande salto. Ad oggi infatti, sono pochissime le “webstar” che hanno avuto successo in TV, e tutte hanno conservato immagine, linguaggio e contenuti comunque di nicchia.

    Grazie mille a Stefano Chiarazzo per le sue sagaci risposte.
    Chiudiamo con una domanda a tutti voi: tu ti senti più Jovanotti o Selvaggia Lucarelli e perché?

  • #NoViolenza #Donne, le idee dei giovani contro il femminicidio

    #NoViolenza #Donne, le idee dei giovani contro il femminicidio

    “#NoViolenza #Donne – Voce ai giovani. Una gara di Idee” è la bella iniziativa che AIED Roma lancia, insieme a Cocoon Projects, che si basa su un contest, rivolto a ragazzi di 18-29 anni, allo scopo di raccogliere idee per combattere la violenza sulle donne ed il femminicidio. Sono 60 i progetti e 140 i ragazzi in gara. Ecco i finalisti che si contenderanno la vittoria il prossimo 24 Maggio

    Oggi vi segnaliamo la bella iniziativa dell’AIED (Associazione Italiana per l’Educazione Demografica) di Roma che insieme a Cocoon Projects hanno lanciato  il contest “#NoViolenza #Donne – Voce ai giovani. Una gara di idee” (www.noviolenza.it). Il concorso, la cui prima parte si è conclusa l’8 maggio con una fase di voto aperta agli utenti del web, si è rivolto a  ragazzi tra i 18 e i 29 anni invitati a proporre progetti realizzabili che potessero contribuire a combattere la violenza sulle donne ed il femminicidio. I giovani, solitamente esclusi da questo dibattito, sono stati coinvolti e hanno potuto esprimere il proprio pensiero su una problematica che li riguarda da vicino e riempie purtroppo le pagine di cronaca nera. Questo costituisce un aspetto sociale e culturale che va rilevato. A quanto pare i giovani non si sono sottratti alla sfida ed hanno presentato 60 progetti, provenienti da diverse città italiane, a cui hanno preso parte 140 ragazzi, con la schiacciante prevalenza delle donne (119 donne e 21 uomini).

    #noviolenza #donne

    Alla prima fase di voto aperta al web è seguita la votazione di un apposito comitato composto da: Luigi LARATTA, Presidente AIED Roma e Presidente Comitato; Emil ABIRASCID, Giornalista e CEO di StartupBusiness; Ritanna ARMENI, Giornalista e scrittrice; Annamaria GALARRETA, Responsabile dei progetti contro la violenza di genere – Fondazione Pangea; Maurizio MANNONI, Giornalista RAI; Maria MONTELEONE, Procuratore aggiunto Procura di Roma; Giovanna Nina PALMIERI, Giornalista, autrice e conduttrice tv; Linda Laura SABBADINI, Direttore del dipartimento statistiche sociali e ambientali ISTAT; Loretta ZONA, Preside del Liceo Anco Marzio di Ostia.

    Dalla media dei 2 voti, sono stati annunciati i 5 finalisti che si contenderanno la vittoria attraverso un pitch contest durante il convegno che si terrà a Roma il 24 maggio 2013 alle ore 9,30 presso Residenza di Ripetta:

    • DALLE CENERI SI PUÒ RINASCERE
    • DONNADÌ: UN MILIONE DI NO
    • DONNE FUORI SCENA
    • GENERAZIONE PEER
    • IF YOU WERE ME – SE TU FOSSI ME.

    Il comitato, dopo aver ascoltato la presentazione in 3 minuti dei 5 progetti, decreterà il vincitore che si aggiudicherà un premio di 10.000 euro, 3.000 euro in denaro e 7.000 euro in servizi di supporto alla definizione e all’avvio del progetto, erogati da Cocoon Projects per i tre mesi che seguono l’evento. Il convegno prevederà anche una tavola rotonda, moderata da Ritanna Armeni, a cui parteciperanno nomi autorevoli: Emil ABIRASCID, Giornalista e CEO di StartupBusiness; Luisella COSTAMAGNA Scrittrice e giornalista; Anamaria GALARRETA, Responsabile dei progetti contro la violenza di genere – Fondazione Pangea; Maria MONTELEONE, Procuratore aggiunto Procura di Roma; Giovanna Nina PALMIERI, Giornalista, autrice e conduttrice tv; Linda Laura SABBADINI, Direttore del dipartimento statistiche sociali e ambientali ISTAT; Anna SAMPAOLO, Psicologa e psicoterapeuta – coordinatrice dei corsi AIED di educazione sessuale nelle scuole.

    Ovviamente vi renderemo conto del vincitore e facciamo un in bocca al lupo a tutti i finalisti. Ma ci sembrava comunque importante segnalarvi questa bella iniziativa perchè ci è piaciuto molto il messaggio: anche di fronte ad una piaga della nostra società così orribile ci vogliono idee, giovani, di cui spesso ci dimentichiamo. Certo, questa non vuole essere la soluzione a tutti i mali, ma certamente uno spunto di riflessione e un richiamo a quella basilare cultura del rispetto e delle opportunità aperte a tutti che nel nostro paese spesso latitano.

  • Banche e Social Media in Italia, ecco il rapporto Social Minds

    Banche e Social Media in Italia, ecco il rapporto Social Minds

    Banche e Social Media in che rapporto stanno in Italia? Qualche mese fa vi avevamo segnalato l’interessante progetto di DML, “Social Minds”, una ricerca con l’obiettivo di indagare come le aziende italiane usano i Social Media. Oggi siamo in grado di presentarvi primi i risultati relativi alla ricerca stessa

    Banche e Social Media, un rapporto fino ad oggi poco indagato, o comunque non in maniera approfondita, nel panorama italiano. La ricerca, composta da 6 parti (panel, sondaggio, analisi, interviste, conversazioni, analytics) di Social Minds, il progetto lanciato da DML con l’obiettivo di analizzare lo stato dei Social Media nelle aziende italiane, ci offre un quadro completo su come in realtà il settore bancario utilizza i Social Media. E prima di vedere insieme i risultati, possiamo dire come premessa che nonostante oltre la metà delle banche partecipanti all’indagine utilizzi questi nuovi strumenti di comunicazione digitale, ebbene il 30% di esse afferma che dal punto di vista organizzativo la gestione di questi canali sia ancora da sviluppare oppure sia totalmente gestita in esterno. Questo è il dato che secondo noi, e lo sottolinea bene anche il White Paper che accompagna l’uscita di questi risultati, è il dato più rilevante. Quello che ci dimostra che in effetti molto resta da fare. Ma passiamo adesso a vedere un po’ di numeri.

    L’indagine ha preso in considerazione un campione di 45 banche (12 Spa o Popolari, 20 Bcc e 12 “Socialmente Attive”), analizzando uno ad uno gli ambienti social aperti e le tipologie di contenuti veicolati attraverso una mappatura della varietà di attività e progetti social, e dando quindi un quadro dei diversi livelli di strategie (più o meno evolute) adottate dalle banche. Insieme a questa fase descrittiva sono state realizzate 15 interviste in profondità a manager (7 Banche Spa-Popolari, 3 Bcc e 5 Banche dirette-online) che si occupano in prima linea di decisioni strategiche e operative sull’attività condotte attraverso i social.

    Alla fase qualitativa di analisi è stata affiancato un CAWI online al quale hanno partecipato 80 soggetti (su autocandidatura), operanti in Banche Spa (52%), Banche dirette/online/multicanale (20%) e Bcc (13%), e afferenti soprattutto all’area Marketing e Pubblicità (33%), Comunicazione e Affari Istituzionali (18%). Dal sondaggio dunque emerge che oltre la metà delle banche partecipanti ha costituito un team di soggetti specificatamente dedicati alla gestione dei social media con (per il 24%) o senza (per il 43%) il supporto di agenzie esterne. E come dicevamo prima, la fase organizzativa per un terzo delle banche che hanno risposto risulta ancora carente, se non gestita in esterno.

    Canali di comunicazione utilizzati

    Ma quali sono i principali canali di comunicazione che le banche utilizzano per interagire con i loro clienti e prospects? Tra i principali strumenti per comunicare,

    • le Banche Popolari indicano un maggior uso di canali tradizionali (TV, stampa, etc., 38%);
    • Newsletter e Forum di settore sono canali prediletti in particolare dalle Banche Spa (rispettivamente il 63% e il 23%);
    • mentre sono le banche dirette/online/multicanale a dichiarare una maggiore (inevitabile) propensione all’utilizzo di social media quali Blog (50%) e Social network (93%).

    Incuriosisce l’ultimo punto, cioè tra le banche dirette, quelle che operano soprattutto online, solo per la metà di esse utilizza i blog per comunicare, mentre quasi la totalità, abbastanza ovvio, usa i social network. Dal nostro punto di vista, ci piace sottolineare che il blog è un eccellente strumento per produrre contenuti sui quali approfondire. In questa ottica i canali social possono aiutarci a diffondere meglio il nostro contenuto  a raggiungere anche pubblici diversi che possono trovare interesse per quell’argomento, con la finalità di approfondire e ovviamente dare tutte le informazioni che l’utente necessita.

    Alcune curiosità che vi segnaliamo, sulla base di questi primi risultati e ne vedete alcuni estratti qui in basso, è che quasi tutte le Banche utilizzano Facebook e Twitter, mentre il canale meno utilizzato è sicuramente Google+ e anche quelle poche banche che hanno aperto un account ne fanno un uso molto scarso. Lo stesso si può dire anche dei primi due, ma in misura sensibilmente inferiore. Alcune banche utilizzano anche altri canali come Pinterest (1) Flickr e anche forum.

    banche-social-media---social-minds-sondaggio

    banche-social-media---social-minds-sondaggio-1

    banche-social-media---social-minds-sondaggio-2

    Le banche che vedete in questi screenshots sono quelle che effettivamente nel periodo di monitoraggio hanno dimostrato una certa vitalità sul web, mentre ve ne sono tante altre non hanno mostrato alcuna attività.

    Analisi delle conversazioni

    La ricerca Social Minds unisce tecniche tradizionali di indagine, con strumenti digitali per l’analisi e misurazione dei Social media, tra cui l’analisi delle conversazioni sui temi inerenti al banking, operata con il supporto tecnologico di Reputation Manager. Nel quadrimestre tra dicembre 2012 e marzo 2013 sono state categorizzate 774 conversazioni:

    • il 56% delle rilevazioni si concentrano su «Linee Prodotti», di cui va sottolineata la predominanza di discussioni a carattere neutro (richieste di informazioni, consigli, consulenze tra utenti sui prodotti;
    • il 28% delle conversazioni analizzate ruota intorno ai «Servizi Bancari», di cui quasi la metà emerge con tonalità negativa (soprattutto relative a storie personali e customer satisfaction);
    • il 15% delle conversazioni osservate si riferisce ai «Brand» bancari (ossia si focalizzano sulle banche in generale o su qualche brand in particolare) e sono quasi equamente tripartite tra positive, negative e neutre, anche se si evince un sentiment negativo per quanto riguarda l’aspetto dell’immagine (nel quale rientrano i concetti di trasparenza, fiducia, innovazione).

    Un secondo White Paper verrà diffuso entro la metà di Giugno 2013 e riguarderà analisi delle conversazioni, metriche e KPI associate alla.

    La ricerca completa invece sarà presentata l’11 luglio in un convegno a Milano alle 10 al Palazzo Stelline (Sala Leonardo). Acquistabili online dopo l’evento di presentazione quattro diverse tipologie di Report di Ricerca complessivo.

  • Ecco i Brand più seguiti su Facebook ad Aprile 2013 in Italia

    Ecco i Brand più seguiti su Facebook ad Aprile 2013 in Italia

    Su Facebook i Brand più seguiti in Italia ad Aprile 2013 sono KIKO Cosmetics, Libero, PosteMobile e Le Iene. Questo è quanto emerge dalla periodica rilevazione di Blogmeter che per questo mese ha analizzato 40 milioni di interazioni

    Ed eccoci di nuovo a mostrarvi la rilevazione che ogni mese Blogmeter opera sui brand più seguiti su Facebook che si rivolgono al mercato italiano. Per la rilevazione che riguarda il mese di Aprile 2013, sono state rilevato 40 milioni di interazioni che riguardano appunto i brand monitorati. Con quali risultati?

    facebook-pages-news-fan-aprile-2013

    Per il secondo mese consecutivo, per quel che riguarda la classifica dei Nuovi Fans, si piazza al primo posto la fan page KIKO Cosmetics Italia che ad aprile ha guadagnato ben 551 mila nuovi fans, un risultato eccezionale che si presenta per la prima volta in questo tipo di rilevazioni. In seconda posizione si piazza Glamoo Italia con 172 mila nuovi fans e in terza posizione troviamo la fan page di uno dei videogame più famosi, Need For Speed, con 166,115 mila nuovi fans. Ricordiamo che le ultime due sono delle new entry per questo mese, come lo sono anche Real Time e Hugo Boss che si piazzano rispettivamente in quarta e quinta posizione.

    facebook-pages-engagement-aprile-2013

    Passiamo a vedere ora uno dei dati, a nostro modo di vedere, più rilevante, cioè l’Engagement, quindi le interazioni sulle pagine. Anche per il mese di Aprile 2013 la fan page di Libero su Facebook è quella che accentra il maggior numero di interazioni, con una media giornaliera di 170 interazioni per ogni mille fans, quindi un livello di coinvolgimento molto alto rispetto al numero di fans. Al secondo posto troviamo la new entry Iron Man IT che in occasione dell’uscita nelle sale cinematografiche del terzo capitolo della saga ottiene durante il mese di aprile una media di 86,1 interazioni giornaliere per ogni mille fan; al terzo posto si conferma la pagina della rivista Famiglia Cristiana con un page engagement di 71,5. Segnaliamo, tra le new entry, la fan page di Mario – Una serie di Maccio Capatonda, la serie che va in onda su Mtv, la fan page di Porta a Porta e anche quella di Amici. Le ultime tre fan page sono la testimonianza della crescita del fenomeno della Social Tv.

    facebook-pages-tempi-risposta-aprile-2013

     

    Per quanto riguarda i Tempi di Risposta in base alle richieste fatte sulle fan page, a guidare la classifica Response Time c’è PosteMobile che fa registrare un tempo di attesa medio di 1 ora e 16 minuti per rispondere alle domande degli utenti sulla propria pagina (264 in totale), segue Poste Italiane che ha risposto a 699 post degli utenti facendoli attendere mediamente 1 ora e 27 minuti, mentre al terzo posto si conferma Vodafone it con un response time medio di 1 ora e 36 minuti e 1.207 richieste degli utenti soddisfatte. TIM, pur perdendo la prima posizione, è il brand che ha risposto al maggior numero di richieste, ben 1.466.

    facebook-pages-engaging-post-aprile-2013

     

    Il post più coinvolgente, con oltre 39.800 interazioni, è quello pubblicato sulla fan page de Le Iene e ritrae Iary Blasi che invia un bacio virtuale ai fan del programma. In seconda posizione troviamo una foto sulla pagina di ROBA DA DONNE che ritrae una simpatica nonnina che per il suo novantunesimo compleanno chiede di mettere “mi piace” alla sua foto, ottenendo in risposta ben 36.600 interazioni! Terza posizione occupata da As Roma con il post che celebra l’accesso alla finale di Coppa Italia.

  • Social Tv, The Voice e Amici continuano a dominare

    Social Tv, The Voice e Amici continuano a dominare

    Social Tv, anche nella settimana che va dal 3 al 9 Maggio i talent show sono i programmi più seguiti su Facebook, The Voice, e  su Twitter, Amici. Le Iene si posizionano al secondo posto su Facebook, mentre Ballarò è secondo su Twitter

    “Amici di Maria De Filippi” (Canale 5) è anche questa settimana in testa alle classifiche di Facebook, mentre “The Voice” (Rai 2) è sempre primo su Twitter. Questo secondo quanto rilevato da Audisocial Tv®, l’osservatorio permanente di Reputation Manager che misura le performance dei programmi televisivi sul web.

    Su Twitter “The Voice” (Rai 2) è il più twittato della settimana con il 34,7% dei tweet totali sui programmi monitorati, seguito da “Ballaro’” (Rai 3) che registra il 12,4 % dei tweet. Al terzo posto “Servizio Pubblico’” (La 7) con l’8,9%, poi “Amici di Maria De Filippi” (Canale 5) con il 7,2%.

    social-tv-©franzrusso

    Su Facebook, “Amici di Maria De Fillipi” (Canale 5) è al primo posto nella classifica Active Fan con 6.860 fan attivi che hanno prodotto 13.919 post e commenti sulla fan page ufficiale del programma. Al secondo posto troviamo “Le Iene” (Italia 1) con 3.189 fan attivi e 4.216 post e commenti seguito al terzo posto da “Uomini e Donne” con 2.200 fan attivi e 3.822 post commenti dei fan. Al quarto posto segue “The Voice” (Rai 2) con 2.133 fan attivi e 3.808 commenti e al quinto “Servizio Pubblico” (La 7) con 1.631 fan attivi e 2.601 commenti.

    Nella classifica Reaction, che misura il livello di reattività dei fan ai post pubblicati sulla fan page, al primo posto c’è ancora “Amici di Maria De Filippi” (Canale 5) con 180.321 like, davanti a “Le Iene” (Italia 1) al secondo posto con 69.835 like e “Uomini e Donne” (Canale 5) in terza posizione con 19.650 like. “Servizio Pubblico” (La 7) è al quarto posto con 17.041 like, davanti a “Report” (Rai 3) al quinto con 14.377 like e “La prova del cuoco” (Rai 1) al sesto con 13.022 like.

    Nella classifica Action, calcolata sul numero di post pubblicati dagli amministratori delle pagine, “Uomini e Donne” (Canale 5) questa settimana è il programma più attivo con 135 post della redazione, seguito da “Amici di Maria De Filippi” (Canale 5) al secondo posto con 91  post e da “Colorado Cafè” (Italia 1) al terzo con 83 post.

    Il post che ha ricevuto il numero più alto di like (24.405), condivisioni (757) e commenti (866) è sulla fan page de “Le Iene” (Italia 1): “Ed ora Pio e Amedeo con gli Ultras dei Vip! Nella foto appena scattata nel Backstage Con Ilary, Teo e Giulio!!”

  • La Siria nuovamente oscurata sul web, i dati di Akamai

    La Siria nuovamente oscurata sul web, i dati di Akamai

    La Siria da ieri sera non è più rintracciabile sulla Rete, un blackout dalle 20 e 45 del 7  Maggio ha finito per oscurare l’intero paese dalla Rete e non è la prima volta che accade. Akamai ha tracciato quanto è successo rilevando da quell’ora una linea bassa e piatta

    La Siria da ieri sera, erano più o meno le 20 e 45, è oscurata dal web. E’ come se il paese non esistesse più. Un nuovo blackout rende inaccessibile il paese dal web, come già accadde nel novembre del 2012 e durò per tre giorni. Molto probabilmente, sono in molti a sospettarlo, si tratta di un isolamento voluto dalle autorità governative, allo scopo di rendere le comunicazioni tra gli attivisti che si oppongono al regime di Assad molto più complicate, per meglio dire quasi impossibili. Si dice che in queste ore gli stessi attivisti si stiano adoperando per una rete alternativa, ma pare che questa soluzione li renda più vulnerabili. Il governo Siriano, così come accade già in Iran e in Cina, ha il diretto controllo sulle connessioni, quindi il controllo permette di far avvenire le connessioni attraverso punti individuati e controllati. Quindi il controllo può indurre anche allo spegnimento totale della Rete.

    Sembra ormai chiaro, anche con il passare delle ore, che non si sia trattato di un incidente ma di un atto voluto.

    Questo è quanto ha rilevato Akamai, una delle più estese piattaforme di cloud computing al mondo e gestisce quotidianamente fino al 30% del traffico web globale. Il grafico mostra quanto è accaduto alle connessioni Internet in Siria a partire da ieri. I dati sono relativi alle connessioni Internet veicolate sulla rete di server Akamai e gli orari indicati si riferiscono al fuso orario UTC (Coordinated Universal Time).

    Siria-blackout-internet

    Il conflitto civile in Siria si combatte anche con l’uso della tecnologia. Da una parte i ribelli, gli oppositori al regime di Assad usano il web e i social media per denunciare la violenza che subisce il popolo siriano da parte del regime, e dall’altra parte il governo si adopera di hacker allo scopo di contrastare le comunicazioni sulla rete degli stessi oppositori, colpendo i loro organi di informazione.

  • La Morte di Andreotti, su Twitter è boom

    La Morte di Andreotti, su Twitter è boom

    Andreotti è morto oggi all’età di 94 anni a Roma nella sua casa. I sette volte Presidente del Consiglio è sicuramente il politico italiano più discusso, vista la sua lunghissima attività politica. Con la sua morte tanti segreti della nostra storia forse continueranno a restare tali e di questo si parla su Twitter, dove dalle 12,25 è un vero boom. Oltre 20 mila tweets in meno di due ore con una media di quasi 750 al minuto

    Andreotti è stato certamente l’uomo politico che ha segnato la Storia Italiana dal Secondo dopo Guerra ad oggi. La sua lunghissima attività politica, iniziata da giovane sin dalla Costituente, ha fatto si che venisse a diventare simbolo del potere politico in Italia. A tal punto da essere il fulcro attorno al quale sono ruotati tutti gli eventi nevralgici che hanno segnato la nostra storia. Alla guida della Democrazia Cristiana e quindi alla guida per sette volte del nostro paese come Presidente del Consiglio, Andreotti è stato artefice e protagonista di tanti fatti, di cui di molti dei quali, ora, non sapremo più come realmente accaddero.

    E allora, dato il personaggio, la notizia della morte di Andreotti fa il giro del mondo grazie anche a Twitter, su cui sin dai primissimi minuti dopo la notizia, erano le 12,25, si sta registrando, e lo potete vedere anche in tempo reale nel grafico in basso, un vero e proprio boom. In meno di due ore si sono registrati oltre 20 mila tweets, quasi alla media di 750 al minuto. Grazie alla piattaforma Keyhole che ci permette questo monitoraggio, possiamo dire che è la prima volta che assistiamo ad un evento del genere nel nostro paese.

    Come potete notare, il flusso di tweets è ancora in divenire e quindi è abbastanza imprevedibile in questo momento dare un numero definitivo, certo è che finora gli utenti a twittare sono oltre 3 mila e 500, il reach è molto alto, oltre 34 milioni, così come anche le impressions, 105 milioni e mezzo.

    L’hashtag che abbiamo attivato sono #Andreotti e poi abbiamo seguito anche le due keywords Giulio Andreotti e Andreotti. Vedete in basso le percentuali di distribuzione:

    Fino a questo momento, ma è un dato che eventualmente vi aggiorneremo, il tweet che ha ottenuto il maggior numero di condivisioni è quello de “Il Triste Mietitore” (@TristeMietitore), 1580 Rts e 578 preferiti

    Segue quello di Enrico Mentana, direttore Tg La7, (@ementana)

    Segue poi un altro tweet de Il Triste Mietitore

    Molto condivisi poi Cetty D.

    E anche Dio (@Iddio)

    Come vedete dal grafico in basso, si sta twittando molto da mobile, vuol dire che questo è un ulteriore esempio di evento seguito via second screen:

    Questo un po’ il quadro generale che evidenzia l’eccezionalità dell’evento. I numeri che vi stiamo riportando ovviamente sono solo un indicatore di una parte delle conversazione che stanno avvenendo in queste ore sulla Rete, ma che certamente danno idea della dimensione dell’evento stesso. Sicuramente i numero cambieranno sensibilmente per via della crescente attenzione dei media sulla notizia e sui vari approfondimenti che si verificheranno nelle prossime ore che troveranno senz’altro modo di essere discussi anche su Twitter. Di conseguenza potremmo assistere a qualche cambiamento nei top tweets che vi aggiorneremo. In ogni caso, potete seguire l’andamento del flusso dei tweets che rimarrà attivo su questa pagina.

Benvenuto nella newsletter di InTime Blog!

Iscriviti per ricevere contenuti nella tua casella di posta. Senza essere invadenti ;)

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.