Categoria: News

In questa categoria si trovano articoli che parlano di comunicazione, condivisione, social media, social network. Insomma, tutto ciò che riguarda il web 2.0 e di come si sta evolvendo

  • Contomax ora attivabile e sessione #ContomaxLive con AD di Banca Ifis

    Contomax ora attivabile e sessione #ContomaxLive con AD di Banca Ifis

    Da qualche giorno è finalmente attivabile Contomax, il conto nato sulla rete attraverso i suggerimenti degli utenti. E lunedì Giovanni Bossi, AD di Banca Ifis, risponderà alle domande dei risparmiatori live su Twitter con hashtag #contomaxlive

    Attivabile dal 7 gennaio, Contomax è il primo conto bancario nato sulla rete attraverso i suggerimenti degli utenti che hanno partecipato a perfezionare le caratteristiche del conto che i presentano come davvero interessanti. caratteristica che non sfuggirà certo agli utenti e ai futuri correntisti, è l’alto rendimento che da subito Contomax offre: ben 1,5% di interessi con liquidazione trimestrale.

    Come dicevamo prima, Contomax nasce sulla rete e infatti i principali servizi sono stati individuati dagli utenti attraverso una serie di sondaggi online (oltre 12.000 preferenze raccolte) e includono:

    – il bancomat evoluto (che permette anche di effettuare acquisti online sul circuito Maestro);

    – la domiciliazione delle utenze;

    – il pagamento del Telepass, i giroconti e la possibilità di fare ricariche telefoniche;

    – la sicurezza invece è garantita dal sistema Token, che genera codici monouso.

    Abbiamo visto prima l’altro rendimento che Contomax offre da subito a tutti i correntisti, ma ci sono altre soluzioni interessanti, come quelle vincolate con liquidazione anticipata, contomax Now, tra cui scegliere scadenze da 1 a 24 mesi, che propongono interessi dal 2,85% al 3,85%. contomax Up, invece, propone di vincolare con liquidazione posticipata per periodi che vanno dai 3 ai 24 mesi, con interessi dal 3,10% al 4,35%. Non manca la soluzione contomax One che, in linea con la proposta di rendimax Like , permette di richiamare le somme desiderate con un preavviso di 33 giorni e rende il 3,5%.

    Altra caratteristica di contomax, assolutamente importante e da tenere in considerazione, è che è un conto low cost : nessuna spesa di apertura e gestione della liquidità, imposta di bollo a carico della banca. Inoltre, nessun canone per il bancomat evoluto e per l’Internet banking: gratuiti anche i primi 5 prelievi del mese dagli sportelli in Italia.

    Ricorderete il contest StreetNetwork che Banca Ifis ha organizzato per la grafica di Contomax vinto dallo street-artist Riccardo Bernucci. Quella che vedete in basso è la grafica che sarà visibile sui primi 10 mila conti aperti, mentre dai successivi sarà visibile quella di Bernucci.

    contomax_grafica

    Per l’assistenza massima copertura: Servizio Clienti a disposizione dal lunedì al venerdì dalle 8:00 alle 20:00 e il sabato dalle 8:00 alle 14:00 e customer care su Twitter all’account @contomax4you.

    E come dicevamo in apertura, Banca Ifis, proprio per andare sempre più nella direzione dei social media, utilizzandoli come canali di comunicazione innovativo ma anche come strumenti pe confrontarsi coi propri clienti e coi propri risparmiatori  ha organizzato per Lunedì 14 dalle ore 11:30 alle ore 13:30, una sessione live su Twitter in cui l’Amministratore Delegato di Banca Ifis, Giovanni Bossi, si confronterà con gli utenti e rispondendo alle domande dei risparmiatori. Obiettivo di questa operazione, notevole e interessante, è rispondere ad ampio raggio ai quesiti della Rete per entrare nel vivo della strategia, le caratteristiche e i futuri sviluppi di contomax. Hashtag della sessione è #contomaxlive.

  • Chiude Windows Live Messenger, finisce l’era delle chat

    Chiude Windows Live Messenger, finisce l’era delle chat

    La notizia è ormai ufficiale anche se lo si sapeva da un pò. Il prossimo 15 Marzo Windows Live Messenger chiude i battenti per dare spazio a Skype già proprietà di Microsoft. Si chiude l’era delle chat, quindi ICQ, MIRC, per come le abbiamo conosciute

    Chatti o non chatti? Fino a qualche anno fa la domanda lasciava pensare a qualcosa di trasgressivo, che facevano in pochi, magari celandosi sotto un nick name fantasioso. Questo erano le chat anni Novanta, quelle nate nei canali IRC e diffuse con programmi come ICQ (nato nel 1996), in quelle “stanze” dove sembrava quasi surreale poter scambiare opinioni a distanza, senza conoscersi, semplicemente fidandosi e affidandosi ad un nomignolo e ad un numero progressivo che ICQ assegnava ad ogni new entry. Il passo da ICQ o da MIRC a qualcosa di graficamente più accattivante era una bella novità per tutti. Con entusiasmo quindi, nel 1999, è stato accolto il programma di istant messaging di Microsoft, MSN trasformato negli anni in Windows Live Messenger. 331 milioni di persone in tutto il mondo al mattino accendevano il pc e vedevano i due mezzi busti stilizzati colorarsi di un verde e di un celeste acceso mentre si passava on line e si poteva subito curiosare per capire se qualche altro amico era pronto a scambiare due chiacchiere.

    Chi MSN l’ha usato in passato sicuramente lo ricorda e con dispiacere ha appreso la notizia secondo la quale dal prossimo 15 marzo i due mezzi busti andranno in pensione per lasciare il posto alla S azzurra di Skype. Sì, perché nel frattempo la stessa Microsoft, esattamente nel 2011, ha acquisito il programma di istant messaging che offre la possibilità di effettuare chiamate e videochiamate sfruttando un protocollo VoIP.

    MSN o meglio Windows Live Messenger, insomma, spegne per sempre i suoi mezzibusti che non andranno propriamente in pensione ma si uniranno alla nutrita famiglia Skype, che conta già 280 milioni di utenti. Come già successo in questo frammento di 2013 per i netbook e la Playstation 2, buttiamo un pezzo di storia per guardare avanti, per migliorare i servizi, per togliere quanto anche gli utenti considerano ormai cosa superata.

    A dare il colpo di grazia all’antico MSN non solo Skype, ovviamente, ma anche i social network come Facebook e Google Plus, le piattaforme di micro blogging come Twitter oltre alle applicazioni come WhatsApp, che consentono anche l’invio di sms gratuiti tra utenti registrati. Il tempo passa, le abitudini informatiche cambiano e qualche prodotto lo si deve pensionare.

    Se l’addio si fosse fatto su una vecchia chat sarebbe stato /quit addio caro MSN compagno di molte giornate.

    (illustration: Imaan Sheikh)
  • Servizio Pubblico sbanca su Twitter secondo BlogMeter

    Servizio Pubblico sbanca su Twitter secondo BlogMeter

    Si potrebbe dire che la puntata di ieri di Servizio Pubblico con ospite Silvio Berlusconi è stata quella dei record. 33,5% di share e 9 milioni di ascolti in tv e picco di 200 mila tweets come vediamo dall’indagine fatta da BlogMeter

    ber_santoro_v3 trend_on air

    Il talk-show condotto da Santoro non ha soltanto centrato l’obiettivo Auditel (share 33,58%), ma è stato anche il più commentato di sempre sui social network. In particolare la “visione connessa” attraverso Twitter ha fatto registrare dei numeri record: sono stati 204.636 i cinguetti lanciati, con un picco di 1.885 tweet al minuto, secondo l’analisi compiuta da Blogmeter. Il record precedente apparteneva al confronto tra Bersani e Renzi, a cura del TG1, che aveva prodotto 131.847 tweet provenienti da 25.074 utenti. Ieri anche la platea dei commentatori è stata più ampia, tanto da raggiungere 48.469 persone attive.

    “Sono numeri che potrebbero sembrare piccoli, ma segnalano l’esistenza di un nuovo tipo di pubblico, sempre più attivo e capace di influenzare, con le proprie opinioni, la propria cerchia di contatti” commenta Vincenzo Cosenza, social media strategist di Blogmeter.

    I termini più utilizzati hanno rispecchiato i protagonisti della trasmissione:

    – “Berlusconi” è stato usato 62.766 volte

    – “Santoro” 40.559 volte

    – “Travaglio” 36.495.

    Le discussioni, aggregate principalmente attorno all’hashtag #serviziopubblico, usato 118.397 volte, sono state caratterizzate da un mood prevalentemente negativo, il 68% secondo l’analisi semantica e da una prevalenza di contenuti non prettamente politici. Molte le critiche alla gestione della trasmissione e le battute di spirito a commento: le più rilanciate sono state quelle di Sabina Guzzanti “#ServizioPubblico non mi avete convinta. Non voterò Berlusconi” e di Leonardo Pieraccioni “Altri tre giovedi’ da Santoro e Silvio piglia il 40%.

    L’analisi di BlogMeter ci dimostra come la rete ieri sia servita a tanti per manifestare il proprio apprezzamento o dissenso sulla trasmissione. E dall’indagine si vede benissimo che prevale il dissesno. In effetti la punatata di ieri per molti poteva essere una “resa dei conti” che in effetti poi non si è verificata. Michele Santoro ha avuto la grande occasione ieri di affrontare quello che da sempre è il suo obiettivo preferito. Invece a parte il finale un pò più accesso del resto della puntata, non ha dato seguito a nessun tipo do vendetta. Anzi, in alcuni casi Berlusconi ha saputo gestire meglio il ruolo che molto gli avevano cucito già addosso, cioè di bestia nell’arena. Sarà interessante vedere se questo avrà un seguito.

  • Social TV, Santoro fa il botto con Berlusconi anche su Facebook e Twitter

    Social TV, Santoro fa il botto con Berlusconi anche su Facebook e Twitter

    La puntata di ieri di Servizio Pubblico con ospite Silvio Berlusconi ha fatto il pieno di ascolti in tv e ha fatto il pieno anche sui social media come vediamo coi dati AudiSocial Tv® di Reputation Manager

    Ecco come di consueto proporvi al venerdì i dati AudiSocial Tv® di Reputation Manager che questa volta hanno un focus preciso ossia la puntata di ieri sera di Servizio Pubblico che ospitava Silvio Berlusconi. Un evento molto atteso che infatti ha fatto registrare altissimi ascolti in televisione, con ben 9 milioni di telespettatori, un record per la rete, La7, e che ha visto i social media letteralmente presi d’assalto dai tanti utenti che volevano esprimere il proprio parere e condividerlo. Un evento che nel day-after ha lasciato molti addetti ai lavori, e anche molti telespettatori e utenti della rete, delusi dal confronto, lamentando che di fatto un vero confronto, o meglio “scontro”, tra due personaggi che potremmo definire “nemici giurati”, non c’è stato.

    Michele-Santoro-e-Silvio-Berlusconi---(c)2013-LaPresse

    Comunque sia diamo uno sguardo ai dati AudiSocial Tv®, di Reputation Manager, e vediamo che la puntata di ieri sera di Servizio Pubblico con Berlusconi è stata in assoluto la più seguita della settimana sui social network: 6.653 fan attivi hanno prodotto 12.674 commenti e reagito con 49.597 like su Facebook, mentre su Twitter l’hashtag #serviziopubblico è stato twittato 47.198 volte (il triplo dei tweet ricevuti da Porta a Porta quando ha ospitato Berlusconi).

    L’intervento di Marco Travaglio è stato il momento  più caldo della puntata per interazione dei fan, e in particolare la sua replica alla lettera di Berlusconi “se davvero sono il re dei delinquenti, mi chiedo come mai lei non mi abbia proposto almeno la Presidenza del Senato…” (14.659 like, 3.028 condivisioni e 1.336 commenti).

    In settimana buon seguito social anche per La Prova del Cuoco, che nella puntata speciale del 6 gennaio ha registrato1.510 fan attivi, 2107 post e commenti e 8960 like, e per MasterChef che conferma il successo della scorsa settimana (1.345 fan attivi, 2.262 post e commenti). Su Twitter, Otto e Mezzo si piazza al secondo posto dopo Servizio Pubblico e prima di Porta a Porta con il 20,08% dei tweet totali sui programmi tv della settimana.

    Facebook

    AudiSocialTv-Facebook-Fan-Active-4-11gen2013-Reputation-Manager

    AudiSocialTv-Facebook-Interaction-4-11gen2013-Reputation-Manager

    The Best Post

    Il best post è quello relativo al momento in cui Travaglio risponde a Berlusconi che gli elenca tutte le denunce che lo riguardano e gli risponde:

    Se davvero sono il re dei delinquenti mi chiedo come mai lei non mi abbia proposto almeno la Presidenza del Senato…

    Il post raccoglie ben 14.659 likes.

    AudiSocialTv-Facebook-Reaction-4-11gen2013-Reputation-Manager

    Twitter

    Questa che vedete in basso è la classifica percentuale degli hashtag ufficiali dei programmi per frequenza nei tweet in cui sei vede che #serviziopubblico è quello più frequente anchein relazione agli altri programmi.

    AudiSocialTv-Twitter-Hashtag-programmi-4-11gen2013-Reputation-Manager

    Mentre questa è la classifica che mostra percentuale degli hashtag totali utilizzati nei tweet in relazione ai programmi e anche stavolta #serviziopubblico è al primo posto con il 24,4%.

    AudiSocialTv-Twitter-Hashtag-tot-tv-4-11gen2013-Reputation-Manager

    (image credits: LaPresse)
  • Social Media, solo il 13% delle aziende li usa bene

    Social Media, solo il 13% delle aziende li usa bene

    In un recente sondaggio condotto da Nasdaq OMX e l’agenzia Ragan negli Usa viene rilevato che solo il 13% delle aziende intervistate ritiene di usare bene i Social Media, il 64% ritiene di dover imparare ancora molto. Facebook è lo strumento più usato, seguito da Twitter e da YouTube

    social_media_effortsSondaggio interessante quello che Nasdaq OMX ha condotto insieme all’agenzia americana Ragan allo scopo di vedere come le aziende Usa usano i Social Media per comunicare. L’indagine è stata condotta sulla base di 2.714 interviste coinvolgendo aziende della PA, Non profit e società con oltre 50 mila dipendenti, quindi parliamo di grandi organizzazioni aziendali. Ebbene  il risultato forse più interessante è che solo il 13% di queste aziende ritiene di usare bene i Social Media all’interno della propria organizzazione. Ma l’altro dato interessante è che il 64%, nettamente la maggioranza, afferma si di usarli ma di avere ancora molto da imparare. Il restante 23% si definisce newbie.

    Il motivo per cui quest aziende hanno cominciato ad utilizzare i Social Media all’interno della propria organizzazione sono diversi. Il primo, nell’87% dei casi, per aumentare la brand awarness, il secondo, nel 62% dei casi, per incrementare il traffico web, e il terzo, nel 61% dei casi, per migliorare la propria Reputazione.

    Dall’indagine viene fuori una certa discrepanza proprio nel cercare di rendere omogenea la strategia, l’azione da intraprendere sui Social Media per cercare di raggiungere l’obiettivo che ci si prefigge. In molti casi si è trattato di situazioni in cui è prevalsa una insufficiente preparazione all’uso dello strumento. Spesso hanno risposto di non riuscire a stare dietro alla grossa mole di informazioni da monitorare, di non riuscire a sfruttare al meglio la piattaforma che si sta usando. Ma anche le grosse aziende hanno problemi, in molti casi lamentano di non trovare tempo a sufficienza da dedicare ai SM e che in alcuni casi mancano delle strutture adeguate, nonostante gli sforzi.

    social_media_platformsTra gli strumenti più utilizzati, Facebook è di gran lunga quello più usato nel 91% dei casi; seguito da Twitter, 88%, da YouTube, 73% e da LinkedIn, 69%. Poi Google+, 33%, e Pinterest, 32%. Molti hanno anche risposto di usare Vimeo e di usare WordPress per il proprio blog aziendale. Tra questi strumenti, alcuni hanno segnalato anche Social Network molto localizzati come i russi Odnoklassniki, Mail.ru  e VKontakte, oppure come i cinesi Sina Weibo, Renren, e Youku. Pensate che in alcuni casi si è verificato un divieto d’uso di alcuni social network all’interno di qualche azienda e tra questi c’è anche Pinterest. E sempre per quanto riguarda Pinterest, in alcuni casi viene indicato, insieme ad Instagram, lo strumento su cui l’azienda punterà nei prossimi anni.

    Molti lamentano che ormai gli strumenti sono troppi e per questo non si riesce a starci dietro. Come abbiamo sempre sostenuto, è bene usare gli strumenti che più sono in linea con la strategia da seguire, ma sostenere che ci sono tanti strumenti e conviene usare sempre gli stessi non è corretto. Si rischia di non raggiungere in effetti il pubblico desiderato. Per questo conviene comunque provare ad usarli e poi sulla base di questo privilegiare quelli dai quali si ottengono maggiori risposte in linea con gli obiettivi.

    Da questo quadro si desume che nonostante i buoni propositi e investimenti, c’è ancora molto da lavorare. E’ necessario avere una formazione adeguata, altrimenti tutti gli sforzi saranno vani ed è comunque necessario, quando possibile, aumentare gli investimenti in tal senso.

    E’chiaro che questo sondaggio fa riferimento agli Usa, ma siamo sicuri che ci sono molte similitudini con il mercato italiano. Sarebbe il caso di conoscere meglio le proporzioni. E per far questo cominciate col raccontarci la vostra esperienza di uso dei Social Media nella vostra azienda.

  • ONE thing we agree on, un contest per combattere la povertà

    ONE thing we agree on, un contest per combattere la povertà

    ONE, organizzazione internazionale che combatte la povertà ne mondo, e iStockphoto lanciano un contest su Zooppa per combattere la povertà. Il contest appena iniziato durerà fino al 26 Febbraio 2013. In palio 20.000 dollari e 35.000 crediti iStock

    ONE, organizzazione, fondata tra gli altri da Bono Vox e da Bob Geldof e che vanta tra i board director anche Sheryl Sandberg, COO di Gacebook, che con 3 milioni di associati in tutti il mondo combatte la povertà estrema e le malattie prevenibili, e iStockphoto, fonte d’ispirazione creativa e di immagini e contenuti multimediali user-generated, hanno stretto una partnership con Zooppa per lanciare un concorso che sensibilizzi l’opinione pubblica sulle problematiche che nel mondo  affliggono le popolazioni più povere.

    Ospitato sulla piattaforma multimediale Zooppa, il contest ‘ONE thing we agree on è appena iniziato e durerà fino al 26 febbraio 2013. È una sfida per i creativi, chiamati a realizzare video e grafiche che mostrino come l’unione di rivali possa combattere problemi come la povertà, la fame e le malattie. I partecipanti sono invitati a pensare fuori dagli schemi e presentare proposte sfacciate, taglienti, divertenti e particolari, preferibilmente non tristi.

    I partecipanti saranno giudicati in base al rispetto dello spirito del brief, alla creatività, al valore della produzione e a quanto la loro presentazione sarà ritenuta convincente e coinvolgente.  Tra i giudici ci sono: Tom Freston, Presidente di ONE ed ex CEO di Viacom e MTV Networks; Andrew Saunders, Senior Vice President of Creative Imagery and Product Development di Getty Images; e Jeff Davidoff, Chief Marketing Officer di ONE.

    I finalisti verranno annunciati durante l’appuntamento annuale del SXSW, evento che avrà luogo in Texas a marzo 2013. Vi sono in palio 20.000 dollari e 35.000 crediti iStock.

    Le campagne vincenti verranno utilizzate agli eventi dal vivo di ONE, sul sito web e sulle piattaforme social dell’organizzazione.

    “Il movimento mondiale impegnato nella lotta contro l’estrema povertà ha riunito svariati personaggi nel corso degli anni”, afferma JeffDavidoff, Chief Marketing Officer di ONE. “I sostenitori di ONE sono democratici e repubblicani, uomini d’affari, studenti universitari, esponenti religiosi, mamme blogger e tanti altri. Questo contest è un’occasione unica per dimostrare che, quando si tratta di salvare vite umane e rendere il mondo un posto migliore, siamo davvero tutti d’accordo…si tratta di ONE thing we agree on”.

    “Siamo orgogliosi di partecipare alla campagna “ONE thing we agree on” perché riflette il nostro impegno nell’elevare le menti creative”, ha detto Rebecca Rockafellar, Senior Vice President per l’e-commerce di Getty Images e General Manager di iStockphoto, “Questo contest permette alla nostra community di approfondire una causa estremamente importante e creare qualcosa di coinvolgente per sostenerla.”

    Come sponsor esclusivo, iStockphoto fornirà ai primi 500 partecipanti alcuni crediti gratuiti per utilizzare nel concorso immagini, video e file audio di alta qualità.

  • LinkedIn supera i 200 milioni di utenti [Infografica]

    LinkedIn supera i 200 milioni di utenti [Infografica]

    LinkedIn ha oggi ufficializzato sul suo blog ufficiale di aver raggiunto e superato il traguardo dei 200 milioni di utenti. Il più grande social business network conta ora utenti provenienti da oltre 200 paesi che parlano 19 lingue. Gli Usa il paese più rappresentato ma crescono i paesi dell’Asia e del Sud America. L’italia tra i paesi che crescono di più via mobile

    LinkedIn, il più usato social business network della rete, ha annunciato oggi dal proprio blog ufficiale di aver raggiunto e superato il traguardo dei 200 milioni di utenti. Un traguardo importante anche per la società quotata a Wall Street e sarà interessante vedere, in attesa del Q4/2012, di vedere che ripercussioni avrà il titolo in questo inizio d’anno.

    Per l’occasione è stata realizzata una infografica che vedete in basso che riporta i fatti salienti che spiegano il raggiungimento dei 200 milioni di utenti. Intanto c’è da registrare la crescita nei paesi dell’Asia e del Sud America che hanno dato un apporto di rilievo nel raggiungimento di questo obiettivo. In queste aree, denominate “economie emergenti” si sta assistendo ad un vero periodo di crescita florida per quanto riguarda i social network. Lo è per Twitter e lo stesso vale anche per Facebook che nonostante abbia superato il miliardo di utenti può contare su una maggiore crescita proprio in questi paesi.

    Ma torniamo a LinkedIn e vediamo un pò di dati.

    I paesi dove è cresciuto maggiormente, nel periodo compreso tra Dicembre 2011 e Dicembre 2012 è la Turchia, segue poi la Colombia e l’Indonesia. Mentre i paesi che crescono di più via mobile sono Cina, Brasile, Portogallo, India e poi l’Italia.

    E tra i profili più seguiti al primo posto troviamo Richard Branson fondatore e capo della Virgin, poi il presidente Usa Barack ObamaDeepak Chopra, saggista indiano tra i più conosciuti, Tony Robbins, formatore americano, e Jeff Weiner, CEO di LinkedIn.

    Questi invece i settori che vedono il più alto numero di utenti:

    • IT e servizi (4 milioni)
    • Servizi finanziari (2 milioni)
    • Istruzione superiore (1,95 milioni)
    • Computer Software (1,65 milioni)
    • Telecomunicazioni (1,59 milioni)

    E’ bene precisare che si sta parlando di utenti registrati e non si conosce in effetti il numero degli utenti attivi. Ma il risultato è comunque impressionante, anche perchè non si parla di un social network generalista, e se fosse la popolazione di un paese sarebbe il 5° più grande del mondo, sarebbe più grande del Brasile e più piccolo dell’Indonesia e sarebbe poi l’equivalente della popolazione di Francia, Inghilterra, Italia messi insieme. 

    LinkedIn-200-milioni

  • 21DIAMONDS sceglie hybris come partner globale

    21DIAMONDS sceglie hybris come partner globale

    21DIAMONDS, il portale per la vendita di gioielli online più grande d’Europa, sceglie la soluzione hybris Commerce Accelerator che ha consentito una rapida implementazione di siti e-commerce in 18 Paesi, tra i quali anche l’Italia

    hybris, tra i principali fornitori di software per il commercio omni-canale, annuncia oggi che 21DIAMONDS, retailer online specializzato in gioielli realizzati a mano, ha scelto la soluzione hybris Commerce Accelerator per la sua politica di espansione internazionale in 18 Paesi, tra cui anche l’Italia, oltre a Francia, UK, Spagna, USA, Brasile, India e Australia.

    La collaborazione con hybris risale a fine 2011: 21DIAMONDS desiderava andare live con il proprio sito in meno di 12 settimane, in modo da non perdere le occasioni in arrivo con la stagione natalizia. Inoltre, poiché il web è l’unico canale di vendita dell’azienda, 21DIAMONDS aveva la necessità di mettere a punto uno store online che offrisse, da un lato, la qualità e il livello di servizio tipici di una boutique affermata e, dall’altro, una shopping experience online ineccepibile. Per venire incontro a queste esigenze, 21DIAMONDS ha scelto hybris Commerce Accelerator, la soluzione pronta all’uso di hybris che consente ai retailer di realizzare in tempi brevissimi un sito e-commerce ricco di funzionalità. Con uno storefront completamente operativo costruito sulla piattaforma hybris, Commerce Accelerator offre una base pre-configurata che include le best practice di commercio omnicanale, oltre a funzioni di gestione degli ordini e di call center. hybris Commerce Accelerator riduce tempi e costi di implementazione per garantire un’esecuzione veloce e di sicuro successo del progetto.

    L’arte orafa è il cuore del nostro business: le tecniche di colatura, cesellatura e incastonatura vengono sempre effettuate da un équipe di professionisti e, prima della spedizione, ogni singolo gioiello è sottoposto a controlli di qualità e autenticità. Il nostro sito deve dunque riflettere un simile livello di cura e attenzione”, dichiara Emanuel Schleussinger, CTO di 21DIAMONDS. “Oggi stiamo sfruttando hybris Commerce Accelerator in tutto il suo potenziale: questa soluzione ha velocizzato notevolmente l’implementazione del nostro store online, consentendoci di focalizzarci solo ed esclusivamente sul nostro core business: vendere gioielli su misura e di alta qualità”.

    A fronte del successo dell’implementazione, Ariel Lüdi, CEO di hybris, dichiara:

    E’ stato molto stimolante lavorare con 21DIAMONDS, essere parte della sua strategia di lancio e contribuire al suo successo internazionale. Il sito dell’azienda è costruito sulla nostra piattaforma e, per tanto, può crescere ed essere ampliato ulteriormente in modo da rimanere sempre al passo con i tempi, quindi con le esigenze dell’azienda e dei consumatori”.

    Grazie al rapido sviluppo della propria presenza in 18 regioni, 21DIAMONDS ha aumentato il suo giro d’affari altrettanto velocemente, ampliando anche l’assortimento: oltre 6.500 prodotti tra gioielli e orologi.

    hybris Commerce Accelerator è stato, e continua ad essere, un prezioso alleato per i piani di espansione internazionale di 21DIAMONDS, perché ha permesso un rapido ingresso sui mercati globali, supportando più lingue e valute. Grazie a questa soluzione, l’azienda ha potuto lanciare siti e-commerce in più Paesi entro la prima metà del 2012.

  • Oltre il 20% della pubblicità su Facebook è sul Mobile

    Oltre il 20% della pubblicità su Facebook è sul Mobile

    Il 20,3% della pubblicità su Facebook è sul Mobile e la notizia è stata data oggi al CES 2013 che si tiene a Las Vegas da Kenshoo. I maggiori investimenti fatti da Zuckerberg sul Mobile pare stia dando i suoi risultati

    Gli annunci sugli smartphone e tablet rappresentano ormai oltre il 20% della spesa pubblicitaria su Facebook, per l’esattezza il 20,3%. E nonostante questi abbiano un costo più alto degli annunci desktop. Altro aspetto interessante è che quando si vanno a confrontare le due piattaforme, iOS e Android, dal punto di vista della visualizzazione degli annunci, scopriamo che il 97% degli annunci iOS sono targettizzati per tablets mentre il 71% degli annunci per Android sono targettizzati per smartphones.

    Evidentemente questi dati faranno felice Mark Zuckerberg che solo un paio di mesi fa sosteneva che:

    Voglio sfatare il mito che Facebook non può fare soldi sul Mobile. La cosa più importante da tener presente è che da poco abbiamo iniziato a realizzare un nostro modello di prodotto mobile e quindi di monetizzazione”

    E questi dati sembrano andare proprio nella direzione indicata da Zuckerberg.

    I dati provengono da uno studio effettuato su 2 milioni di clicks sugli annunci e sulle conseguenti conversioni su Facebook da investitori da tutto il mondo che usano la piattaforma Kenshoo. Il risultato di questo studio è stato presentato oggi da AaronGoldman, CMO di Kenshoo, durante la conferenza di Citi “Global Internet, Media & Telecommunications” al CES 2013 che si sta tenendo a Las Vegas.

    Altri dati interessanti che val la pena di annotare:

    – Gli annunci di Facebook per Mobile registrano una maggiorazione pari al 70% rispetto a quelli desktop: 0,81 $/cents desktop contro 1,38 $ mobile.

    In basso la ripartizione della spesa così come l’abbiamo spiegata all’inizio:

    Facebook Ad Spend: Ripartizione metriche chiave 

    Ad Spend Cost-per-Click (USD)
    Desktop Ads 79.7% $0.81
    Mobile Ads (Phone + Tablet) 20.3% $1.38

    Questo invece lo schema che risguara iOS e Android:

    Facebook AdSpend: confronto tra iOS e Android

    Apple iOS Google Android
    Tablet Ads 97% 3%
    Smartphone Ads 29% 71%

    Goldman ha infine sostenuto che ormai il mondo dei top brand ha abbracciato la pubblicità di Facebook su Mobile e ci si aspetta quindi  che questo canale possa crescere e diventare competitivo, capace di offrire esperienze sempre più all’avanguardia come i dispositivi che sono in mostra in questi giorni proprio al CES.

    Che Facebook abbia imboccato la strada giusta per iniziare a monetizzare seriamente sul Mobile e cominciare ad essere competitivo con Google e Twitter?

  • Ecco quando è meglio postare su Facebook [Infografica]

    Ecco quando è meglio postare su Facebook [Infografica]

    Facebook, ecco uno degli argomenti che interessa molti che lo usano, ossia quando è meglio pubblicare un post per ottenere un alto engagement? Questa infografica può esserci di aiuto

    Chiunque abbia a che fare con Facebook, lavorandoci ogni giorno, si pone il problema di quale sia il momento giusto per fare in modo che il proprio post riesca ad attrarre un alto livello di engagement, attraverso likes, commenti e condivisioni. Una domanda che spesso trova risposta proprio andando a fare una analisi sui vari post pubblicati e guardando se ci sono similitudini tali da poter arrivare ad arguire quale sia il momento più opportuno. Fatto questo, capita che poi tutto ad un tratto il traffico si capovolga. Succede spesso, specie quando si ha a che fare con brand che fanno riferimento a diverse categorie merceologiche, quindi capaci di attrarre diversi tipi di utenti, o anche con brand un pò più specifici e particolari.

    L’infografica che vi proponiamo oggi, forse, può tornarci utile anche perchè illustra le tempistiche separate proprio per settori e quindi questo può essere un’ottima indicazione. L’infografica è opera di LinchpinSeo che ha raccolto una serie di dati in un periodo che va dal 1° aprile al 31 maggio del 2012 analizzando 1800 pagine su Facebook. I dati sono, come dicevamo prima, separati per settore e quindi notiamo che alcuni ottengono maggiore attenzione e interazione durante i giorni feriali, mentre altri durante il fine settimana.

    E così le aziende della Grande Distribuzione sembrano ottenere maggiore engagement nella giornata di Lunedì, mentre nel settore Non-profit il maggiore livello di engagement si ottiene durante il fine settimana. Advertising e consulenza, discreto durante la settimana, mentre alto livello di engagement durante il sabato e la domenica; più o meno analogo il settore dell’Automotive; mentre Abbigliamento e Fashion ottiene un alto livello di engagement verso il centro della settimana, specie nella giornata di giovedì, proseguendo fino al sabato; l’Entartainment ha due momenti di engagement elevato durante la settimana, il primo all’inizio della settimana e poi tra il sabato e la domenica, più alto.

    Possiamo dire che quasi tutti i settori registrano un alto livello di Engagement durante il fine settimana, tranne il settore Technology, livello alto tra il lunedì e il martedì e poi basso durante il fine settimana. Segno che la programmazione dei post, quindi la linea editoriale da costruire attorno al brand che si vuole comunicare deve puntare a raccogliere engagement durante il fine settimana, quando le persone sono un pò più libere di dedicarsi a seguire i marchi preferiti e comunque più liberi di scoprirne altri.

    E’ chiaro che questo studio fa riferimento al mercato Usa, ma crediamo non ci siano molte differenze con quello che succede da noi.

    Quindi, vi ritrovate in questa casistica? Anche voi siete alla ricerca del momento giusto per pubblicare il vostro post su Facebook? Raccontateci la vostra esperienza.

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